Altre considerazioni sull’accordo transattivo tra il Comune di Massa Marittima e la Società Porta al Salnitro.

  1. L’accordo costa 1.930.000 euro più le spese legali e giudiziarie di questi 20 anni di contenzioso: il costo con cui verrà messa fine (?) al contenzioso si avvicina ai 2 milioni e mezzo di euro.
  2. Il Giuntini asserisce (da buon sindaco qual’è) che egli ha già accantonato i soldi per le prime tre rate (1.200.000 euro) semplicemente non facendo lavori che erano stati programmati, finanziati e mai realizzati (La Nazione del 12/12). Se così è, egli dice una falsità poichè non ha accantonato un bel nulla: ha semplicemente non speso e non fatto i lavori che dovevano essere eseguiti (tra l’altro senza dire nulla ai cittadini… non ha certo chiesto ai Valpianesi che speravano nella ri-asfaltatura della loro strada interna se mai fossero d’accordo nel non eseguire l’opera per mettere da parte i soldi per pagare i debiti !!! — La Nazione del 12/12).
  3. Il Giuntini non ha accantonato un bel nulla, si è limitato a chiedere finanziamenti per uno scopo che poi non ha mai realizzato: quindi ha tolto servizi e investimenti strutturali ai cittadini che li richiedevano o li aspettavano …. ma questo non significa accantonare (e qui c’è da discutere se nel bilancio pregresso e attuale questo gli era consentito!!) significa solo non spendere là dove doveva essere speso!!
  4. Gli accantonamenti veri si fanno sui residui di spesa oppure sul surplus di entrate che anzichè essere impiegate vengono, appunto, accantonate !! Così si fa nei bilanci aziendali e possibilmente in quelli pubblici. Quindi sarebbe bene dire a tutti che egli non ha accantonato un bel niente, ma ha solo tolto servizi e beni patrimoniali utili ai cittadini.
  5. Per quanto attiene all’accordo, questo fa divenire parte integrante di sé stesso le convenzioni ancora valide e gli accordi precedenti che non siano contrari alle sentenze già emesse ed ai vincoli imposti dal decreto Melandri.

Quindi.

1 – Lascia inalterati i diritti della Società Porta al Salnitro per quanto attiene al diritto superficiario e alla possibilità edificatoria che gli era stata riconosciuta con la prima convenzione. In tal senso è bene dire che la perdita di diritti o servitù (in quanto diritti reali di possesso e fungibili) deve essere sempre dichiarata esplicitamente negli atti legali, giudiziari e convenzionali che regolano gli accordi successivi a quelli che tali diritti instaurano!! Da ciò si deduce che concluso il contenzioso e pagata la penale il comune di massa si ritroverà senz’altro ai ferri corti qualora la porta al salnitro richiedesse di edificare ciò che gli era stato concesso, ovvero il palazzo a due piani più fondi commerciali che approssimativamente aveva una volumetria del 50% superiore a quanto era stato demolito!!

2 – L’edificazione se richiesta avrebbe subito un problema realizzativo che grosso modo consisterebbe nel fatto che quella zona ha il vincolo Melandri. ma cozza anche con le leggi sulla tutela monumentale (come è successo per la piazza garibaldi) e con il piano paesaggistico della Regione che dispone la tutela di ambienti tipici che non potrebbero essere adulterati da una edificazione spuria e non il linea con l’ambiente storico tipico del luogo. In altre parole, se la società richiedesse di rifare una volumetria pari al vecchissimo podere che si vede nelle cartoline d’epoca proprio fuori della porta, allora ci sarebbe poco da dire (anche se io penso ci sarebbe da dire molto) ma se, come penso la società speculativa porta al salnitro richiedesse l’applicazione delle volumetrie concordate nella convenzione fatta da sani, allora tutto diverrebbe molto, molto più complicato e ci sarebbe da ricorrere subito al ministero, alle soprintendenze, ecc. ecc.

3 – A proposito dell’accordo attuale si parla di volumetria preesistente, che rimarrebbe alla porta al salnitro in forza degli accordi precedenti, che nelle loro parti ancora valide sarebbero restaurati come parte integrante del nuovo accordo! Che significa?? Sarebbe da chiarire perché forse qui sta l’inghippo. Infatti il Giuntini dice nei suoi articoli alla stampa che poi “potremo procedere alla riqualificazione dell’area” che vuol dire riqualificazione ?? che permetterà la costruzione di un palazzo (quello già convenzionato) di ben due piani che cumula in sé le volumetrie del capannone commerciale dei Molendi con quelle, veramente risibili, dei resti del vecchio podere che ti ho citato? Il Sani aveva fatto un’operazione sporca mescolando e unendo due tipologie di volumi diverse facendoli divenire tutti validi per la costruzione civile!! Questo punto andrebbe chiarito veramente.

4 – Le superfici che passerebbero di proprietà del comune e che il sindaco enfaticamente cita altro non sono che i pochi metri quadri circostanti le scale dell’inutile sottopasso, però in cambio il comune da una parte di superficie che è immediatamente sottostante piazzale Mazzini !! (quella vicino all’immobile di via Ximenes (dove c’erano il Giuliani e il Vatti).

5 – Su tutto il terreno attualmente esistente, frutto dell’abbattimento dei capannoni, la Porta al Salnitro manterrebbe il diritto di superficie, quindi potrebbe ben richiedere l’edificazione della palazzina e comunque potrebbe opporsi a qualsivoglia altro uso del comune, visto che il suo diritto superficiario permarrebbe!!

 

L’accordo non è chiaro e i dubbi sono molti!

Per quanto attiene alle dichiarazioni ultime fatte dal sindaco, è chiaro che egli cerchi di scaricare tutte le colpe sulla ministra Melandri (Nazione del 12/12) dicendo che se ella non fosse intervenuta tutto sarebbe andato bene.

E’ proprio da somari! Perché il ministro è un gradino superiore al sindaco e se il ministro motiva i suoi atti (e questo è stato fatto poiché l’atto poteva essere impugnato dal comune se la motivazione non fosse esistita e non avesse avuto validità … perché nel caso il Sani non lo fece? … forse sapeva in partenza che avrebbe perso (!) non c’è sindaco che tenga, egli deve!! deve!! seguire le disposizioni del suo superiore.

Allora perché il Sani non annullò la prima convenzione stipulata visto che avrebbe potuto farlo proprio in forza del decreto Melandri?

Se il signor Sani fece finta di niente e abbattè gli edifici pur sapendo che c’era una disposizione avversa del Ministro, non è quest’ultimo che ha sbagliato ma solo e semplicemente il signor (no! onorevole, visto che questo è un titolo onorifico e non di legge, quindi io non glielo riconosco !) Sani che pesò bene di essere coperto dal suo partito!

Pertanto il Giuntini ha le traveggole oppure la coscienza sporca anch’egli.

Ciao a tutti gli amici di Massa Comune, spero di avervi dato una mano.

lettera firmata

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