Fonte: LA NAZIONE

21 febbraio 2014

 

Rubrica: Altro

Il Comune rinuncia al centro accoglienza Persi soldi e lavoro

 

di GIANFRANCO BENI

SIAMO stati buoni profeti: le nostre anticipazioni sulle colonne de La Nazione di mercoledì scorso, si sono rivelate esatte. Quasi un milione di euro persi nel giro di tre anni assieme all’opportunità di creare una decina di nuovi posti di lavoro e favorire un ritorno nell’indotto, contravvenendo a quanto sempre sostenuto dalle forze di sinistra. Parlavamo di un ripensamento dell’amministrazione di Massa Marittima a creare un centro di accoglienza profughi nella struttura del Rifugio S. Anna, in base al progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) presentato da Co&So Firenze trasmettendo gli atti al Ministero dell’Interno per la richiesta di contributo per gli anni 2014–2015 e 2016. Su oltre 400 domande presentate al Ministero quella del Comune di Massa Marittima si attestava al 296esimo posto e quindi in piena regola per essere considerata fattibile. Fra l’altro la quota di compartecipazione non avrebbe gravato sulle risorse finanziarie dell’ente, ma sulla valorizzazione di risorse umane, finanziarie e strumentali, contabilizzate tramite la Società della Salute Colline Metallifere. Proprio questo aspetto ha fatto scattare la molla della rinuncia visto che, come si legge nella delibera della giunta massetana — approvata all’unanimità il 13 febbraio scorso — «ad oggi non ci sono certezze circa il futuro della Società della Salute all’interno dell’ordinamento regionale, di conseguenza non ci sono certezze in merito alla copertura finanziaria del progetto». «A questo si aggiunge — ha precisato la giunta — il fatto che il Comune non potendo al momento contare su risorse proprie nel bilancio preventivo 2014, sia in entrata che in uscita, rischierebbe di avere riflessi negativi sul patto di stabilità interno oltre a creare un problema nei flussi di cassa per effettuare i pagamenti». Da qui allora la rinuncia definitiva alla candidatura al progetto Sprar. Il fattore finanziario legato, si dice, all’insicurezza di portare avanti un progetto su scala triennale, è prevalso su altri aspetti, tra cui la creazione di nuovi posti di lavoro e la perdita di un cospicuo finanziamento. Qualcuno sostiene che invece vi siano altri motivi, quali quello di fare uno «sgambetto» alla Società della Salute e al suo presidente dopo la decisione di quest’ultimo — revocata in extremis — di presentarsi alle primarie del prossimo 9 marzo appoggiando alla fine (almeno sembra) il candidato renziano Sandro Poli.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento


Entra
IL NOSTRO SPOT
Categorie
GRAZIE PER LA VISITA