IL TIRRENO

05 febbraio 2014

 

 

 

Metà banchi vuoti, salta il consiglio.

 

  

Per la prima volta l’assise provinciale non si può tenere per mancanza del numero legale. Sel: «Lotte intestine nei partiti»

 

 

 

Dodici consiglieri su venticinque, equamente suddivisi tra maggioranza e opposizione (sei di maggioranza e sei di minoranza) non si presentano. Il numero legale non si raggiunge. E il consiglio provinciale che doveva votare importanti provvedimenti salta. Per la prima volta nella legislatura. E scoppia il “caso”. È successo ieri mattina a Palazzo Aldobrandeschi dove il consiglio provinciale era convocato per le 9. All’ordine del giorno, l’approvazione del nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti, l’accordo per la gestione della laguna di Orbetello e una modifica della rete scolastica, tutti argomenti oggetto di polemiche. Per una buona ora e mezza, però, i tredici consiglieri presenti – così racconta chi c’era – hanno atteso invano i colleghi. Inutili le telefonate del presidente del consiglio Sergio Martini al cellulare di questo e di quello. Inutile provare a rimandare di qualche ora. Verso le 11 era chiaro che questo consiglio non s’aveva da fare. Tutti a casa. Naturale che la delicatezza delle questioni sul tavolo unita all’assenza di mezzo consiglio abbia dato origine a delle voci. Che qualcuno abbia voluto boicottare il voto? Possibile che tutti fossero assenti giustificati? Poco dopo le 15 di ieri Sinistra, ecologia e libertà ha inviato alle redazioni un comunicato stampa definendo «deprecabile» quanto accaduto la mattina. «La mancanza del numero legale e la conseguente impossibilità per l’assise provinciale a deliberare su atti importanti per il territorio della provincia e per tutti i cittadini rappresenta un episodio che ci auguriamo non si ripeta più», vi si legge. «Non vorremmo – prosegue Sel – che l’atteggiamento dei consiglieri assenti, sia di maggioranza che di minoranza, sia dovuto al degrado dell’etica politica che in questi anni si è sviluppato in Italia indebolendo le istituzioni democratiche e facendo crescere il populismo diffuso. Così come non vorremo che le lotte intestine ai partiti, dovute anche agli strascichi congressuali, incidano negativamente sullo svolgimento delle attività istituzionali». Sel insomma attribuisce le massicce assenze a precise cause e richiama al proprio dovere Pd, Centro democratico, Ncd, Forza Italia e Udc, «quest’ultimo – precisa la nota – con un consigliere che, come molti altri di minoranza e qualcuno di maggioranza, da molti mesi costantemente assente». Va da sé che i consiglieri Sel erano presenti. «Chi non ha interesse a partecipare al consiglio provinciale si dimetta, lo faccia per rispetto dei cittadini che lo hanno eletto», conclude la nota. Ma davvero si è trattato di assenze strategiche? E chi sono stati gli assenti? Tra le file della maggioranza non si sono presentati: Paolo Borghi, Ulrica Fatarella, Sabrina Gaglianone, Patrizia Martini, Valerio Pizzuti del Pd, e Giuseppe Sordini della Lista Marras. All’opposizione non si sono presentati Arturo Cerulli, Sabrina Martinelli, Priscilla Schiano e Luca Teglia del Pdl, Anna Maria Carbone dell’Idv e Stefano Covitto dell’Udc. Borghi, Gaglianone e Carbone avevano avvertito il giorno prima che non avrebbero partecipato per motivi personali e precedenti impegni: assenze, dunque, giustificate. «Io sono a letto con la febbre – spiega Fatarella – e ho subito avvertito il mio capogruppo che non potevo andare». Patrizia Martini non c’era perché ha rassegnato le dimissioni per sopraggiunta incompatibilità del ruolo di consigliere con quello di dirigente al Comune di Roccastrada, a seguito del recente regolamento sugli incarichi negli enti pubblici. E dato che non si è presentata non è stato possibile fare la surroga con Daniele Capperrucci, che prenderà il suo posto. All’opposizione, parla Arturo Cerulli. «Io e Priscilla (Schiano, ndr) non avevamo nessuna motivazione politica e anzi mi spiace che non si sia fatto il consiglio. C’eravamo preparati per partire quando abbiamo saputo che era in atto il sequestro di uno yacht a Porto Santo Stefano per un’operazione nazionale antimafia e, come sindaco e vicesindaco, siamo andati a vedere di cosa si trattava». Impegni di lavoro hanno trattenuto anche Teglia: «Avevo un appuntamento con degli architetti ma l’ho detto al mio capogruppo». Gli altri consiglieri non è stato possibile contattarli ma, di fatto, al di là di cosa li abbia trattenuti, sette assenze non politiche sciolgono da sé diversi sospetti. Ad ogni modo, per la “prova” occorre pazientare fino al nuovo consiglio, convocato per il 13 febbraio alle 15. E come mai prima per i consiglieri sarà importante esserci.

 

 

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