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Il nostro illustre concittadino Luciano Fedeli ha progettato, a braccetto col Sani, venti anni della vita politica di Massa e i risultati si vedono.

 

Due legislature da Assessore non eletto e due da Assessore come Consigliere eletto.

 

Luciano Fedeli appare ai Massetani come il personaggio politico più “pericoloso” per la loro Cittadina.

 

I suoi obiettivi sono ben chiari a tutti.

 

Come Assessore alle Politiche Sociali, il Sani lo fece Coordinatore della Conferenza dei Sindaci al suo posto (in quanto lui era in altre faccende affaccendato).

 

Tale Conferenza operava come opera oggi la SdS, ma senza ASL.

 

Un Sindaco che ben conosciamo, un giorno, ebbe modo di dire pubblicamente: «Non ci vengo più, non mi lascio coordinare da un b…; sei Sindaci non possono farsi coordinare da un Assessore».

 

In Regione, il Fedeli si è legato con “personaggi” al seguito di quella parte del PD (diviso su questo argomento) che voleva fortemente la SdS e, fin da subito, ha seguito attentamente l’iter politico che, come sappiamo, ha prodotto una legge che lascia la libertà di scegliere se amministrare attraverso la SdS o rimanere, come prima, con le ASL.

 

E’ per questo che la Regione Toscana si trova oggi ad avere, all’incirca, metà zone con una SdS istituita e metà senza.

 

Egli, dunque, era l’unico amministratore della Zona 1 di Massa Marittima che conosceva a fondo le questioni riguardanti la futura SdS.

 

E’ quindi riuscito senza troppo faticare ad “impadronirsene”, essendo già Coordinatore della (ora ex) Conferenza dei Sindaci.

 

Come già detto, non essendoci nel PD unanimità di intenti, la fase sperimentale della SdS durò molto più del previsto.

 

Il Fedeli, abilmente, ha giocato la carta dell’essere l’unico edotto al riguardo.

 

Così fu fatto Presidente, nonostante la legge voglia che il Presidente del consorzio SdS (che comprende tutti i comuni della zona e la Asl) debba essere un Sindaco… o un suo delegato.

 

Ma questo, ovviamente, la legge lo dice poiché, ad esempio, il Sindaco di Firenze o di altre importanti città (che magari hanno più ASL) non possono certo ricoprire tale incarico e quindi delegano una persona appositamente selezionata.

 

Non ci sono SdS di zone simili alla nostra con un presidente che non sia un sindaco.

 

Ed è evidente: la legge assegna ai Sindaci il 51% ed alla Asl il 49.

 

La SdS, infatti, è stata creata proprio per riportare sotto il potere dei Sindaci l’intera Sanità delle zone che si trovava (trova) alla mercé delle ASL.

 

Sappiamo bene che i 28 Sindaci della nostra Provincia sono sempre andati, in ordine sparso e col cappello in mano, dal Direttore Generale dell’ASL a chiedere favori per la loro Zona o il loro Ospedale.

 

Il Fedeli, unicamente sulla base dell’appartenenza politica, ha selezionato il Direttore ed il personale da adibire alla SdS.

 

Per bilanciare Follonica (che non ha presidenze), ha nominato a capo dell’Assistenza Sociale una signora di laggiù, mentre sarebbe spettato alla Sig.ra Bacci.

 

A tal fine, la Sig.ra Bacci aveva anche promosso precise azioni commissionatele dal Fedeli per tentare di tacitare chi aveva osato ribellarsi allo squallido sistema politico a cui appartengono entrambi.

 

Per questo motivo, ci fu una guerra terribile.

 

Il personale era in rivolta ma, come ben sappiamo, col tempo egli ha trovato una soluzione per tutti, a spese dell’efficienza, dell’interesse generale e delle casse pubbliche.

 

Tutti sono stati tacitati con il solito sistema: i sindacati chiedono 100 e si accorda loro immediatamente 99, così non ci sono scioperi e tutti sono contenti.

 

Ha favorito una selezione, more solito, non certo in base a capacità e merito ma SOLO in base a fedeltà ed appartenenza politiche !!!!

 

La legge dice che la ASL deve inviare alla sedute il suo Direttore Generale ed è logico poiché la giunta della SdS è composta dai Sindaci, dal Direttore Generale stesso, dal Presidente (nel solo nostro caso perché non è uno dei sei sindaci) e dal Direttore, nonché da un segretario verbalizzante.

 

Da noi, il Direttore Generale non viene mai e, per i primi tempi, ha mandato una sua sostituta.

 

La SdS è nata per coordinare Sindaci e ASL ovvero la politica sociale e la politica sanitaria della zona; ovvio che sia sempre stata avversata dalle ASL che hanno perso potere.

 

Ma qui, invece, il potere è stato mantenuto per INTERO proprio per l’assoluta mancanza di autorevolezza del Presidente.

 

Tempo fa, sui giornali, comparve una dichiarazione con cui, ad una lamentela per carenze dell’ospedale, il Fedeli rispondeva che avrebbe chiesto spiegazioni al Direttore Generale!!!

 

E’ evidente che il Presidente prenda a calci in culo un componente della sua giunta che sgarri e non gli chieda certo spiegazioni per i suoi errori e le carenze all’ospedale!!!

 

La dimostrazione dell’incapacità di coordinare veramente la SdS è la storia dell’affitto al Falusi.

 

Lui voleva un “malleabile”, non certo un Presidente che facesse l’interesse degli ospiti, della famiglie e dei dipendenti del Falusi.

 

A. F.

 

 

 

6 Commenti a “La Società della Salute, una PROPRIETA’ PRIVATA di Luciano Fedeli”

  • f.bonuccelli scrive:

    Fedeli non ha partecipato- per impegni precedenti, ci è stato detto- all’ inaugurazione dei lavori per l’ ampliamento del distretto sanitario di Follonica, nonostante sia – ancora- Presidente della SDS e nonostante fossero presenti molte altre autorità(DIRETTORE  GENERALE ASL, DIRETTORE DISTRETTO di FOLLONICA e DIRETTORE DELLA SDS, SINDACO e VICESINDACO di Follonica ecc)Il timore degli operatori è che ora Fedeli si limiti ad una stringatissima gestione degli affari correnti della SDS e che molti progetti siano posti in stand-by. Forse non sarebbe male fare un’ interrogazione su questo alla Bai-Massa è il comune capofila della SDS- e comunque tener presente che la questione impegnera’ moltissimo i futuri amministratori, chiunque essi siano.

  • Roberto Ovi scrive:

    Se guardo indietro nel tempo la rassegna stampa, non ho mai visto Luciano mancare ad appuntamenti come questi, nei quali era solito rivendicare la concreta realizzazione di investimenti di natura socio sanitaria a fronte dei continui tagli ai relativi trasferimenti del Governo nazionale.
    Sarebbe stata un’ottima occasione per vantare con orgoglio le cose fatte. La sua mancanza sarà sicuramente dovuta ad impegni preesistenti, ma non sfuggono a nessuno la forte dialettica interna che esiste all’interno del PD e le distanze politiche che oggi lo distinguono da coloro che sosteneva fino a soli pochi mesi fa

  • Roberto Ovi scrive:

    E non sfugge a nessuno nemmeno il fatto che Luciano non ha ancora saputo fornire a Massa Comune, che lo aveva richiesto, lo stato di avanzamento del protocollo di intesa sulle politiche della salute dell’area delle Colline Metallifere del 1 Giugno 2007, che prevedeva, tra le altre cose, di dare seguito alla proposta di riorganizzazione prevista nel Piano Attuativo Locale garantendo le risorse umane utili per un efficiente funzionamento dell’area ortopedica, della riabilitazione, del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) e dei posti letto di cure intermedie, impegnandosi a garantire i percorsi di continuità assistenziale tra ospedale e territorio e viceversa, formalizzando, entro la fine del 2007, specifici accordi di programma e protocolli operativi con le strutture disponibili.
    Non ha nemmeno saputo fornire a me ed a Cappelloni lo stato di avanzamento del progetto di avvio della fase pilota per l’assistenza continuativa alle persone non autosufficienti (Delibera Consorzio SdS n.3/2007 e relativi allegati) con la costituzione del Punto Unico di Accesso (P.U.A.), del gruppo di progetto e della Unità di Valutazione Multidisciplinare (U.V.M.) e del Protocollo di continuità assistenziale Ospedale – Distretto.
    E poi, per doverosa curiosità, mi chiedo se talune affermazioni contenute in quella nota riservata fatta pervenire a Massa Comune rispondano al vero o meno. Luciano, a mio modo di vedere, avrebbe tutto l’interesse a confutare determinate affermazioni e ricostruzioni contenute in quel documento

  • Oscar De Paoli scrive:

    Fedeli ultimamente, a parte le assemblee pro – Poli, mi sembra mooooolto assente, anche dalla sua beneamata SDS

  • Roberto Ovi scrive:

    Pare che per la Presidenza dell’Istituto Falusi siano in corsa Sergio Martini e Luciano Fedeli.
    La trascorsa presidenza della Società della Salute “Colline Metallifere” e la dettagliata conoscenza dei profili programmatici locali e di legge sull’assistenza socio sanitaria integrata, mettono maggiormente in primo piano la candidatura di Luciano

  • f.bonuccelli scrive:

    Se Roberto ha ragione- e non ne dubito- con la scomparsa delle SdS e con gli accordi di programma fra Enti Locali e ccopertative partecipate per l’ assistenza sociosanitaria, la figura di  FEDELI  continuerà ad essere centrale nella vita politica locale.

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