Fonte: IL TIRRENO

24 dicembre 2013

 

Rubrica: Panorama politico

Basta Trenitalia, ora si va alla gara

treni

 

di Mario Lancisi FIRENZE Conferenza stampa di fine anno con il botto per il presidente della Regione Enrico Rossi: «Abbiamo deciso di dare la disdetta a Trenitalia» esordisce il Governatore. E’ da poco finita la giunta, Rossi riceve nel suo studio tv, fotografi, cronisti. Aria di eccitazione. Disdetta: parola dura, forte. Noi ci sediamo senza penna e senza taccuino, è da anni che sentiamo ripetere: «Ora Trenitalia la vede, noi faremo la gara, e così verranno altre aziende, basta, non ne possiamo più con Moretti e compagnia. Vigilia di Natale. Tempo grigio in piazza Duomo, dove ha sede la Regione. Girano bottiglie di spumante: ci sarà il cin cin (senza noccioline, colpa della spending review), forse meglio coltivare un po’ di speranza. Apriamo il taccuino, ecco cosa dice Rossi: «Nel corso del 2014 prepareremo la gara e alla fine vinca il migliore. Al Governo nazionale chiediamo di metterci in condizione di svolgere veramente una gara gareggiata, cioé competitiva e partecipata». «Gara gareggiata», cioé non finta. Fatta tanto per mostrare i muscoli. «E’ una scelta importante per il futuro della regione e siamo convinti che il superamento del monopolio possa servire a rendere il servizio regionale su ferro migliore per i pendolari», prosegue Rossi. Ma in concreto? Rossi lascia il proscenio all’assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli. Il quale la mette molto sul pratico: per avere una gara vera «c’è la necessità che Governo e Parlamento facciano una legge che obblighi l’attuale gestore del servizio, cioè Trenitalia, a mettere a disposizione treni, officine e depositi a chi vincerà la gara. Altrimenti la gara è di difficile agibilità. Noi però non ci vogliamo rinunciare». Per Ceccarelli inoltre «questo discorso si rivolge non solo a Trenitalia ma anche a Rfi che deve pensare a migliorare la propria infrastruttura e la manutenzione della rete». Un passo indietro. In Toscana Trenitalia ogni giorno garantisce con 140 treni oltre 800 corse. A fine anno incassa dai biglietti e dagli abbonamenti circa 100 milioni e riceve come sovvenzioni 250 milioni. In breve: chi si aggiudica il servizio può come minimo contare su entrate per 350 milioni che, è stato stimato, consente a Trenitalia una redditività che oscilla tra il 4 e il 6%. Il nodo è un po’ questo: una società straniera per venire in Toscana ha i binari, ma non i treni. Se li deve comprare. Un bel problema. Per risolverlo la Toscana pensa di imitare l’Emilia Romagna. Dove il bando è già stato pubblicato. A gennaio si saprà se, oltre a Trenitalia, ci sarà qualche altro gestore interessato alle ferrovie emiliane. L’assessore ai trasporti Alfredo Peri racconta che per rendere appetibile la gara hanno stabilito una concessione del servizio per 22 anni. Però il gestore dovrà comprarsi due terzi dei treni per un investimento di 450 milioni. Per ammortizzare questa cifra ogni anno la Regione darà 150 milioni anziché 120 all’eventuale nuovo gestore e trenta mesi per avere il tempo di comprare i treni. «Noi crediamo di aver istruito un bando di gara appetibile. Per esempio sappiamo che la tedesca Arriva Deutschland è interessata alla gestione delle ferrovie nella nostra regione», spiega Peri. Ma chi è Arriva? Clicchiamo su Google. Ecco un articolo della Stampa del 2010. Si parla di intrecci societari con Trenitalia. «Trenitalia ne ha comprato un pezzo che opera solo in Germania», spiega l’assessore Peri. Se non vincerà Trenitalia la spunterà Moretti in salsa tedesca? Ceccarelli sorride: «Eh, Trenitalia si sta espandendo anche su gomma. Hanno preso la gestione di Ataf…». La gara ci sarà, questo è certo. E non è poco: è la prima volta. Per il resto le vie di Trenitalia sembrano infinite.

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