La legge n.270 del 21 dicembre 2005, anche detta Legge Calderoli o Porcellum, ha modificato il sistema elettorale italiano e ha delineato la disciplina attualmente in vigore.

 

È stata formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che tuttavia a seguito delle numerose modifiche introdotte durante l’iter parlamentare la definì “una porcata” in un’intervista televisiva (durante il programma Matrix, allora condotto da Enrico Mentana). Proprio per questo venne definita Porcellum dal politologo Giovanni Sartori.

 

La norma sostituì le precedenti leggi numeri 276 e 277 del 1993 (il cosiddetto Mattarellum, dal nome del suo relatore Sergio Mattarella), introducendo un sistema radicalmente differente.

 

Il 17 maggio 2013, la Suprema Corte di Cassazione ha criticato aspramente la Legge Calderoli, rilevando importanti questioni di legittimità costituzionale e affidando alla Corte costituzionale un eventuale giudizio di incostituzionalità.

 

Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del Porcellum in riferimento al premio di maggioranza e all’impossibilità per l’elettore di esprimere preferenze.

 

Voluta da Silvio Berlusconi (che il 4 ottobre 2005 minacciò la crisi di governo nel caso in cui non venisse approvata la riforma elettorale proporzionale), la legge fu approvata a pochi mesi dalle elezioni politiche con i voti della maggioranza parlamentare della Casa delle Libertà (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell’opposizione (principalmente Italia dei Valori, Democratici di Sinistra, Margherita, Partito della Rifondazione Comunista), che l’ha duramente criticata e contrastata.

 

Ha modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze.

 

La legge è in vigore dal 31 dicembre 2005 e, ad oggi, ha regolato le elezioni politiche italiane del:

2006 per la formazione della XV Legislatura;
2008 per la formazione della XVI Legislatura;
2013 per la formazione della XVII Legislatura.

 

Nel 2009 si tennero tre referendum abrogativi, tesi a modificare tale legge in più punti. Questi referendum, inizialmente fissati per il 18 maggio 2008, furono poi rimandati al 21 giugno 2009 a causa dello scioglimento anticipato delle Camere, avvenuto il 6 febbraio 2008. Nessuno dei tre referendum raggiunse il quorum del 50% più un elettore.

 

Nel 2013, la radicale modifica di tale legge è stato uno degli argomenti centrali della campagna elettorale di tutte le forze politiche per le imminenti elezioni.

 

 

 

 

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