LA NAZIONE
15 novembre 2013
Ambiente

 

 

«La raccolta differenziata sta calando»

 

 

«IL COMUNE di Massa sarà in grado di conferire all’impianto delle Strillaie la quota di rifiuti contrattata? E se la quota di differenziata non supererà le percentuali previste dalla legge, le eventuali penali come verranno coperte dal bilancio? Attingendo dalla Tares?» Un fuoco di fila di domande poste dal Laboratorio di Democrazia in base ad uno studio condotto da Antonio Sartori e Oris Carrucoli. Un dato su tutti: «I rifiuti urbani prodotti a Massa sono 4.749 tonnellate annue, di cui 1.399 di differenziata, il 31,34%. Dal 2009, anno di inizio dell’attuale mandato amministrativo — osserva il Laboratorio — c’è stato un calo della percentuale, dal 40% all’attuale, ottavo risultato della provincia. Critico poi il confronto con i parametri nazionali e regionali dopo che il decreto stabiliva un incremento progressivo del 5% annuo, partendo dal 35% del 2006 per giungere al 65% del 2012, portando il Comune di Massa a retrocedere sia dagli impegni legislativi, sia dai suoi precedenti meriti e parametri, che già nel 2006 — ricordano — lo vedevano con una quota di raccolta differenziata pari al 34,9%». Eppure, nel programma di mandato del Pd, continuano Sartori e Carrucoli, «all’atto delle elezioni 2009 si diceva: occorre puntare ad una raccolta differenziata più spinta con l’introduzione del porta a porta». A questo punto, sostengono Carrucoli e Sartori, non resta altro che prendere atto che il 31,34% di raccolta, a fronte del 65%, «rappresenta un risultato deludente e manifesta una regressione sia tecnica che organizzativa. Il porta a porta non è stato neppure ipotizzato. In alcune frazioni come Prata non esistono i cassonetti per carta e multimateriale, ciò rende impossibile una raccolta efficace. Alla luce del passaggio di competenze al Consorzio di area vasta Sei, non esistono resoconti sui problemi comunali legati ai servizi di raccolta, né sono stati fatti propositi per avviare in modo più efficace la nuova gestione. Tantomeno c’è chiarezza di come la nuova gestione influirà sulla raccolta del nostro Comune. Quali sono dunque — concludono — le linee strategiche di Sei a proposito di Comuni di piccole o medie dimensioni come il nostro, con frazioni al di sotto dei 500 resdenti?».

 

 

 

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