Fonte: LA NAZIONE

03 novembre 2013

 

Rubrica: Panorama politico

Il Regionale respinge tutti i ricorsi Ma la battaglia dei renziani continua

 

FIRENZE non ribalta il risultato dei congressi grossetani. A Barbara Pinzuti resta in tasca la maggioranza dei voti — 1.740 contro i 1.679 di Marco Simiani — e ora non le rimane che attendere l’assemblea provinciale (sabato o domenica) per essere confermata segretaria del Partito Democratico. La commissione regionale di garanzia del partito, riunita ieri a Firenze, ha respinto a maggioranza (3-1) tutti i ricorsi presentati contro la regolarità del voto nei circoli Pd di Pace e Barbanella a Grosseto. Ma non è finita, perché Simiani annuncia che potrebbe rivolgersi alla commissione nazionale per un «terzo grado di giudizio». I ricorsi riguardavano il numero eccessivo di votanti «non residenti», cioè oltre il limite del 10% fissato dalle regole del partito. Una questione non da poco, perché in entrambi i circoli ha prevalso la Pinzuti e se il ricorso fosse stato accolto si sarebbe resa necessaria una nuova votazione.

«IL RICORSO viene respinto a maggioranza — si legge nel verbale della commissione regionale — per carenza di elementi probatori: entrambe le parti si sono dichiarate nell’impossibilità di fornire l’anagrafe degli iscritti per verificare l’effettivo superamento del limite del 10%. Inoltre il ricorrente Gianni Brunacci (membro della commissione provinciale in rappresentanza di Simiani, ndr) ha sottoscritto il verbale di approvazione dello scrutinio, ratificando il risultato». Hanno votato per respingere i ricorsi la presidente Maria Cristina Marcucci e i componenti Nicolina Cavallaro e Filippo Di Rocca. Da Firenze hanno confermato anche la correttezza del calcolo del numero dei delegati: 104 a Pinzuti e 100 a Simiani. L’unico garante regionale che ha votato a favore dell’accoglimento dei ricorsi, il segretario della commissione Paolo Londi, ha fatto mettere a verbale che ritiene «grave il comportamento di Alessandro Militello, coordinatore della commissione provinciale: non è stato in grado di fornire l’anagrafe degli iscritti votanti. E’ opportuno che sui ricorsi si esprima la commissione nazionale di garanzia». La battaglia continua.

«SONO molto amareggiato — dice Marco Simiani — ma non del risultato: da parte della commissione regionale non c’è stata un’attenta riflessione, né una minima istruttoria. Noi non potevamo indicare i nomi e le residenze degli iscritti perché avremmo violato le regole del partito e saremmo incappati in una denuncia per privacy. Avrebbe dovuto farlo la commissione provinciale. E tutto questo avviene mentre il candidato alla segreteria nazionale Cuperlo dice che la legalità e il codice etico del Pd devono essere rispettati e il presidente della commissione nazionale di garanzia, Luigi Berlinguer, invita a valutare attentamente ogni singolo ricorso nel rispetto delle regole e dell’integrità del partito. Mi aspettavo un’attenzione diversa. Il ricorso alla commissione nazionale? Stiamo valutando questa ipotesi: le prove ci sono, basta prendere gli elenchi». L’assemblea provinciale si avvicina. «Il partito è spaccato a metà, questo — osserva Simiani — è un dato di fatto. Tutti noi dobbiamo avere senso di responsabilità, ma possiamo farlo solo se rispettiamo le regole. Le nuove iscrizioni hanno reso questi congressi molto partecipati: uno strumento positivo che qualcuno ha reso negativo. Ora occorre ammettere che è stato un errore enorme far votare persone che non sapevano cosa stavano facendo».

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