palazzaccio

 

 

Alle porte di Firenze un complesso immenso da 28mila metri quadrati rimane inutilizzato da 18 anni. È di proprietà dello Stato.

 

E ancora lì. Sprangato e sorvegliato a vista da un vigilantes, notte e giorno. Niente si è mosso. Nonostante il cambio ai vertici del Governo, l’immenso scatolone di cemento che a Scandicci è chiamato il “Palazzaccio” resta vuoto e inutilizzato, come da 18 anni a questa parte. È nelle mani del Ministero delle Finanze, l’unico che può decidere sulla sua sorte. Al momento dal Comune non è partita nessuna missiva destinata al team di Mario Monti, per sollecitare un intervento. Risultato: oltre 28mila metri quadrati su tre piani, abbandonati a se stessi. 120 miliardi di vecchie lire, tanto sono costati i cantieri, buttati al vento.

 

Nelle intenzioni iniziali, ossia due decenni fa, il complesso che sorge in via del Parlamento Europeo, all’interno della zona industriale di Scandicci, doveva essere la sede del cervellone per gestire i 740 del centro Italia. Edifici simili vennero costruiti in altre parti del paese, come in Lombardia, Lazio e Veneto. Alle porte di Firenze i lavori partirono nel 1991. Tre anni dopo tutto si bloccò: il centro delle Finanze non rientrava più nei piani del Ministero. L’85 per cento era completo: gli infissi c’erano, i vetri anche. I progetti no. Dal 1994 i cancelli sono rimasti chiusi, lasciando la mastodontica struttura in uno stato di decadenza progressiva.

 

PORTE ROMANE – Da Scandicci, anno dopo anno, sono partite missive verso i ministri dei vari Governi per chiedere che il palazzo delle finanze fosse utilizzato. Prima Pa-doa Schioppa (2007), poi Giulio Tremonti (l’anno scorso) si sono visti recapitare le lettere-appello del primo cittadino di Scandicci, Simone Gheri. Con l’arrivo di Super-Mario a Palazzo Chigi la situazione è da ridefinire e le trattative da ricucire. Il rischio è che il confronto generi l’ennesimo game over. Per ora dagli uffici del sindaco non sono partite lettere destinate a Roma. 

 
L’area, ben 58mila metri quadrati dei quali 28.700 edificati, è nelle mani di Fintecna, controllata al 100 per cento dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il prezzo di vendita fissato dalla società è risultato troppo alto per qualsiasi investitore. Mese dopo mese si è allungata la lista delle possibili destinazioni: in passato è stata avanzata l’ipotesi che nel Palazzaccio potessero prendere posto gli uffici della ASL. Niente. O ancora che potesse ospitare polizia e guardia di finanza. Ancora un buco nell’acqua. La location saltò fuori addirittura quando i fratelli Della Valle stavano pensando a un nuovo stadio della Fiorentina fuori dalle mura gigliate, dopo il naufragio del progetto cittadella viola. Poi sono comparsi i nomi di Ferragamo e Targetti.
 
 
VIGILANTES  – Ipotesi che non si sono mai concretizzate. Ad oggi la struttura è “blindata”. Tutto intorno al lotto, che si trova a poca distanza dall’entrata della Firenze-Pisa-Livorno, corre una doppia recinzione. Grate di ferro separano il plesso dalla strada e dai terreni vicini. La seconda barriera è un muro di calcestruzzo alto circa due metri e sovrastato da protezioni in  ferro. Poi c’è la casetta dei vigilantes. Notte e giorno una guardia giurata sorveglia il palazzo, con cane al seguito, perché all’interno non penetrino intrusi.
 
 
Intanto nel regolamento urbanistico 2012 – 2017, Scandicci ha previsto l’inserimento di una nuova area di riqualificazione per il Palazzaccio, con una destinazione d’uso di pregio, pubblica o privata. Secondo il nuovo piano, l’edificio potrà essere ristrutturato, ma anche demolito, in parte o tutto, per poi essere ricostruito rimanendo dentro il limite delle volumetrie che già esistono.
 
 
 
 
 

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