di Massimo GRISANTI

 

 

 

L’articolo 10 della Legge n. 1150/1942 contiene il principio fondamentale dell’approvazione dello strumento urbanistico generale del Comune da parte dello Stato (ora della Regione per effetto dell’art. 1 del D.P.R. n. 8/1972).

 

Il riconoscimento di principio fondamentale all’atto approvativo regionale è stato operato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 26/1996, con la quale ha statuito, anche, che lo strumento urbanistico generale costituisce atto complesso di duplice competenza alla cui formazione concorrono tanto il Comune (con l’adozione), quanto la Regione (con l’approvazione).

 

La Regione con l’atto di approvazione dello strumento urbanistico generale accerta la sussistenza di tutti gli atti essenziali (e quindi i presupposti) dimostranti il rispetto delle disposizioni di cui all’art. 7 della Legge n. 1150/1942.

 

La L.R. Toscana, in linea con quanto prescritto dalla Legge Urbanistica nazionale, dispone – all’art. 7, comma 1 – che la Regione approva gli atti di governo del territorio di cui all’art. 10, di propria competenza.

 

In ossequio alla pronuncia n. 26/1996 della Corte Costituzionale alla Regione Toscana compete non solo l’approvazione del P.I.T., ma anche del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico Comunale (che, insieme, costituiscono il Piano Regolatore Generale della Legge n. 1150/1942).

 

Sempre in ossequio alla pronuncia del Giudice delle Leggi, uno strumento urbanistico che non è stato approvato dalla Regione NON SI E’ MAI FORMATO e quindi è inefficace.

 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2106 del 13/12/1999, ha statuito che “Prima dell’approvazione tutoria regionale, nelle forme previste dalla legge urbanistica, il piano regolatore non si può dire ancora perfezionato, perché l’atto di controllo regionale non è condizione di efficacia, ma ha un effetto costitutivo, per cui lo strumento urbanistico è espressione tanto del Comune che l’adotta che dell’ente che lo approva e che, quindi, partecipa alla relativa formazione nell’interesse di un adeguato governo del territorio, onde il piano stesso è un atto complesso”.

  

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5414/2011, ha altresì statuito: “… finché lo strumento urbanistico non abbia favorevolmente superato non soltanto la fase costitutiva, ma anche quella integrativa dell’efficacia, l’area interessata deve ritenersi sprovvista di una disciplina di pianificazione, con l’ovvia conseguenza che, nel frattempo, devono osservarsi le limitazioni all’edificabilità dettate dalla disposizione qui rilevante dell’art. 9 del d.P.R. n. 380 del 2001”.

 

Ebbene, né il Piano Strutturale, né il Regolamento Urbanistico di Massa Marittima risulta siano stati approvati dalla Regione Toscana.

 

 

 

 

 

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