Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-04-22

ECONOMIA

 

Meno postini: 20 cambiano mansioni Definito il piano di riorganizzazione del servizio. E per alcuni uffici torna lo spettro della chiusura

 

di LUCA MANTIGLIONI

SONO VENTI i dipendenti che le Poste ritengono di poter trasferire dal servizio recapito ad altre mansioni, dodici dei quali sottraendoli dai Centri di Grosseto e Follonica. Alcuni di loro saranno destinati al potenziamento degli organici a disposizione degli uffici, altri invece potrebbero trovare posto alla videocodifica, ovvero ad un servizio che ad oggi occupa 40 persone e che ha il compito di esaminare quella corrispondenza che il lettore ottico non è riuscito a classificare e che necessita, appunto, di essere smistata manualmente.

I sindacati, già da tempo, chiedono all’Azienda di puntare sul recupero di quote di mercato che si stavano assottigliando e qualcosa in questo senzo si è già mosso. Intanto, le Poste hanno ripreso la consegna diretta dei piccoli pacchi (quelli fino a 3 chili di peso), operazione che in Maremma ha consentito di recuperare un posto di lavoro (su 500 complessivi in Italia) e poi agli stessi postini sono stati affidati anche altri compiti, come quello della promozione di servizi (sia alle aziende che ai privati, come il «Dimmi quando», «Aspettami» e «Seguimi») e quello della proposta di vendita a domicilio dei prodotti presenti nel catalogo di Poste Italiane. E adesso è in fase di studio il servizio attraverso il quale i cittadini potranno pagare i bollettini direttamente al postino che sarà dotato di un apparecchio elettronico. E’ il passo in più che i sindacati chiedono all’Azienda, quello di stare al passo coi tempi.

Diverso, e più spinoso, potrebbe rivelarsi invece il «contratto di programma», ovvero il piano pluriennale che l’Azienda dovrebbe presentare entro l’inizio della prossima estate, visto che quello applicato ancora oggi fa riferimento al trienno 2008-2011. Cosa c’è da aspettarsi? Fra le altre cose, è bene mettere in preventivo una nuova proposta di riduzione degli uffici postali (o dei loro giorni di apertura). Nel 2012 la provincia di Grosseto risultò quella presa di mira maggiormente nell’intero territorio nazionale visto che furono 33 gli uffici per i quali la Direzione chiese la chiusura, numero che poi scese a 9 in virtù di un gran lavoro dei sindacati e di un’ondata di proteste di Comuni e cittadini. In mancanza di proposte ufficiali e anche di «rumors», possiamo solo fare delle ipotesi partendo dalla precedente proposta. Tra gli uffici «salvati» nel 2012 potrebbero tornare sulla graticola quelli, ad esempio, di Poggio Murella (Manciano), Montorgiali (Scansano), San Giovanni delle Contee (Sorano), Stribugliano (Arcidosso), Tatti (Massa Marittima) e anche quello di Selva (Santa Fiora), benché all’epoca non fosse menzionato. E poi i casi clamorosi dei due uffici all’interno di Gavorrano e Santa Fiora: anche questi facevano parte della lista nera. Si tratta solo di supposizioni, ovviamente, ma siccome quando le cose diventano ufficiali spesso è tardi per modificarle, sarà meglio stare all’erta. Il maestro Mansi ci perdonerà, ma in questo caso non è mai troppo presto.

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