IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

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2013-02-16

 

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In Maremma 12.500 immigrati

 

FOLLONICA Sempre più immigrati scelgono la Maremma e in particolare la costa: meno arrivi nel fiorentino e nell’aretino, mentre aumentano del 5% gli stranieri presenti nel grossetano. Sono 12.500 i non italiani residenti nel territorio della provincia di Grosseto, il dato si riferisce al 2011 e viene riportato dalla Caritas nel Dossier 2012 realizzato con Migrantes, studio pubblicato ogni anno dove si riassume l’andamento migratorio in Italia. L’associazione ha presentato la ricerca a Follonica, nella chiesa di San Leopoldo, alla presenza del vescovo della diocesi di Massa Marittima e Piombino, monsignor Carlo Ciattini. Il trend riportato dalla Caritas è significativo per quanto riguarda le città costiere della regione Toscana: se prima chi arrivava da fuori preferiva Firenze ed Arezzo, dove era più semplice trovare un’occupazione adesso invece gli immigrati scelgono le zone vicine al mare, forse perché considerate meno toccate fino ad ora dal fenomeno. «I dati dell’indagine – spiega Luca Grandi membro dell’associazione grossetana – riportano chiaramente come Grosseto e Livorno siano le zone con un incremento maggiore rispetto agli anni passati. Storicamente l’immigrazione era un fenomeno più diffuso in area fiorentina o magari aretina, fatta eccezione per Prato dove la comunità cinese è quella più numerosa a livello italiano, adesso c’è un incremento del 4, 5 % sulle zone costiere, che oggi sono il polo attrattivo più importante per chi arriva dall’estero». Le nazionalità maggiormente presenti nel maremmano sono quella rumena, albanese e marocchina, mentre al quarto posto ci sono ucraini e moldavi. Edilizia e agricoltura sono i settori in cui gli immigrati trovano più facilmente lavoro: occupazioni che gli italiani fino ad oggi hanno snobbato lasciando spazio libero a chi veniva dall’estero. «È chiaro che le attività produttive trainati dell’economia locale sono quelle dove gli immigrati riescono a trovare lavoro – continua Grandi – Quello che mi preme sottolineare, così come accade a livello nazionale, è che il fenomeno dell’immigrazione deve essere vissuto come un arricchimento e non come un problema: queste persone entrano nel nostro tessuto sociale e pagano le tasse proprio come noi italiani». Un beneficio insomma e non un danno alla comunità: chi sceglie la Maremma la sceglie definitivamente, qui decide di creare una famiglia facendola diventare la sua seconda casa. Nel 2011 nel Grossetano sono stati rilasciati 6mila permessi di soggiorno, la metà dei quali per motivi di lavoro, e tutti di durata limitata. «Non aspettiamoci incrementi nel futuro – spiega ancora l’esponente della Caritas – stiamo assistendo ad un cambiamento epocale, adesso l’Asia e la Cina sono i luoghi più gettonati, l’Italia e l’Europa non sono più attrattive, specie per gli africani». La Caritas da anni oramai tiene sotto controllo l’afflusso di immigrati in Italia: spesso infatti il primo contatto per gli stranieri che arrivano nel Bel Paese sono le varie associazioni di volontariato sparse sul territorio. Secondo il dossier nel 2011 gli immigrati extracomunitari in Toscana erano circa 284mila: Firenze e Prato a quella data detenevano il primato per il maggior numero di presenze, con 95mila stranieri la prima e 38mila la seconda. La comunità in regione più presente è quella albanese, poi ci sono i cinesi e i marocchini.

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