L’ UNITA’

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

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2012-11-08

 

PANORAMA POLITICO

Province, la battaglia senza fine di Pisa e Siena

 

Altro che spending review. Quello perpetrato dal Governo, secondo il presidente della Provincia di Pisa e di Upi Toscana, Andrea Pieroni, è un «omicidio politico». Parole di fuoco cui si uniscono quelle delle deputate Pd Rosy Bindi e Susanna Cenni che promettono battaglia in Parlamento per difendere la peculiarità della “loro” Siena.L’IRA DI PIERONI Monti e la sua squadra hanno deliberatamente ucciso le Province e le autonomie locali. «Il Governo – commenta duro Pieroni, presentando la predisposizione del ricorso che l’ente inoltrerà al Tar del Lazio contro i tagli alla spesa pubblica – ha portato avanti un autentico attacco al federalismo e alle autonomie locali. Più che ridurre i costi è stato un disegno di azzerare i progressi introdotti dalla riforma del titolo quinto e federalista voluta 10 anni fa dal centrosinistra, che ora rischia di essere spazzata via. Per questo mi sarei aspettato di sentire dal Pd e da tutto il centrosinistra una voce forte che correggesse questa impostazione. Il sostegno al Governo per portare a termine la legislatura è stato necessario e giusto, ma sulle autonomie locali Monti ha fatto peggio di Berlusconi». Pieroni minaccia anche azioni clamorose: «I presidenti delle Province italiane stanno valutando l’ipotesi di dimissioni di massa da gennaio, perché così come si prospetta il nostro ruolo è privo di dignità, visto che senza le risorse non siamo in grado di amministrare i territori. L una soluzione della quale si discuterà anche nel corso dell’assemblea di domani (oggi, Ndr) a Roma tra tutti i presidenti della Province italiane». D’altro canto però, aggiunge Pieroni, «sentiamo forte anche la responsabilità conferitaci dai cittadini che ci hanno eletti per governare i territori, ma che senza le risorse adeguate non siamo in grado di amministrare». Per questo tira le orecchie anche ai suo colleghi amministratori: «Prendo atto con piacere delle parole del presidente di Anci Toscana, Alessandro Cosimi, che sul riordino delle Province ha parlato di riforma pasticciata e del rischio di unaToscana a due velocità, mentre sarebbe stata più corretta la proposta di suddivisione in cinque province fatta dall’Upi. Purtroppo la sua è una presa di coscienza tardiva: sarebbe stato meglio se anche in seno al Consiglio delle autonomie locali della Toscana avesse tenuto nei nostri Province, Pisa e Siena provano l’ultimo affondo Pieroni: «Presidenti pronti a dimissioni di massa» di e Cenni d): «Sarà lotta in Parlamento» confronti una posizione meno dialettica». Sul ricorso, infine, il presidente di Upi Toscana annuncia che «Pisa è tra le prime in Italia ad avere dato il via libera con un atto di giunta alla predisposizione di un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto ministeriale del 25 ottobre scorso che ripartisce i tagli alle Province per 500 milioni di euro nel 2012 e un miliardo e 800 milioni nel 2013: per Pisa significa rinunciare da gennaio a 14 milioni di euro, ovvero non essere più in grado di reperire le risorse da investire nel tpl, nell’edilizia scolastica.la manutenzione stradale e la tutela del territorio». BINDI-CENNI PER SIENA E se Pieroni va all’attacco nel nome di Pisa, le deputate del Pd Rosy Bindi e Susanna Cenni annunciano a loro volta battaglia in Parlamento nel nome della “loro” Siena. «Non si capisce come mai venga duramente penalizzata dal testo predisposto dal governo sul riordino delle province – scrivono – La storia e la cultura della città, il suo tessuto economico e finanziario di rilevanza nazionale, la presenza di due prestigiose università, il Andrea Pïeroni, p numero di Comuni e l’incidenza complessiva della popolazione, sono alcuni dei fattori che andrebbero valutati con maggiore attenzione. La scelta operata dal governo appare miope anche alla luce della candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura per il 2019». Avanzando anche «forti perplessità sul profilo costituzionale» del provvedimento. per le due parlamentari «la mortificazione di Siena, frutto di una valutazione affidata a meri criteri matematici, appare davvero indigeribile e ci batteremo in Parlemento poiché siamo convinte che sia possibile correggere il provvedimento».

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