CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III
Sentenza n. 34251 del 7.09.2012
“Lottizzazione edilizia e reato di lottizzazione abusiva”.

 

 

«Secondo la giurisprudenza più recente di questa Corte, costituisce lottizzazione edilizia qualsiasi utilizzazione del suolo che, indipendentemente dall’entità del frazionamento fondiario e dal numero dei proprietari, preveda la realizzazione contemporanea o successiva di una pluralità di edifici a scopo residenziale, turistico o industriale, che postulino l’attuazione di opere di urbanizzazione primaria o secondaria occorrenti per le necessità dell’insediamento. Il reato di lottizzazione può configurarsi: “- in presenza di un intervento sul territorio tale da comportare una nuova definizione dell’assetto preesistente in zona non urbanizzata o non sufficientemente urbanizzata, per cui esiste la necessità di attuare le previsioni dello strumento urbanistico generale attraverso la redazione di un piano esecutivo e la stipula di una convenzione lottizzatoria adeguata alle caratteristiche dell’intervento di nuova rea1izzazione; – ma anche allorquando detto intervento non potrebbe in nessun caso essere realizzato poiché, per le sue connotazioni oggettive, si pone in contrasto con previsioni di zonizzazione e/o di localizzazione dello strumento generale di pianificazione che non possono essere modificate da piani urbanistici attuativi” (cfr. Cass. sez. 3 n. 37.472 del 26.62008- ric. Belloi ed altri; conf. Cass. sez. 3 n.12426 del 7.2.2008- Bardini).

 

Il reato di lottizzazione abusiva può assumere quindi forma materiale, negoziale o mista. Nella lottizzazione, poi, come reiteratamente affermato da questa Corte l’attività negoziale può precedere o seguire l’attività edificatoria. ».

 

«Costituisce, altresì, consolidato principio di diritto che il reato di lottizzazione abusiva ha natura permanente e si protrae nel tempo fino all’esaurimento dell’attività edificatoria o degli atti di frazionamento e nella lottizzazione mista l’una o l’altra di tali condotte (cfr. Cass. pen. sez. 3 n. 19132 del 26.4.2001). Invero, successivamente al frazionamento iniziale anche la condotta successiva, ovvero l’esecuzione di opere di urbanizzazione o la realizzazione di singole costruzioni, protrae l’evento criminoso, attraverso la lesione del monopolio pubblico della programmazione urbanistica (cfr. Cass. pen. sez.3 n. 19732 del 26.4.2007). Pur essendovi distinzione tra il reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio e quello di costruzione abusiva nell’area oggetto di lottizzazione, la permanenza del primo di detti reati viene a cessare qualora si sia dato luogo ad effettiva attività edificatoria, anche ad opera di soggetti diversi dal lottizzatore, solo con l’esaurimento della su indicata attività, per cui solo da tale momento inizia a decorrere il relativo termine prescrizionale” (Cass. sez. 3 n.7640 del 25.5.1998; conf. Cass. sez. 3 n. 1996 del 5.12.2001)». 

 

 

4 Commenti a “CASSAZIONE PENALE – SENTENZA 34251/2012”

  • Massimo Grisanti says:

    Vengo a segnalare la recentissima decisione del Consiglio di Giustizia della Regione Siciliana n. 811 del 27/09/2012 in tema di legittimazione delle associazioni locali.

  • Roberto Ovi says:

    Credo che se tutti i soggetti coinvolti nella vicenda Ex Agraria sono in buona fede, come spero e credo, è LORO PRECIPUO INTERESSE che si discuta sul merito dei presunti vizi di legittimità sollevati nel suo ricorso da Massa Comune

  • Francesco Mazzei says:

    Vero Roberto! Lo credo anch’io e non si dovrebbero fare sfuggire un’occasione così ghiotta per fare chiarezza…

  • gabriele galeotti says:

    Con il loro atteggiamento al riguardo, i soggetti coinvolti nella vicenda dell’Ex-Agraria hanno già “chiarito” abbastanza. Sono certo che la Magistratura farà il suo dovere. Solo questo vogliamo.

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