Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE, IL COMUNE STA PAGANDO 1.930.000 EURO - ALTRI 500.000 EURO (circa) SONO LE SPESE LEGALI E TECNICHE - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA'

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Lo scorso 13 Dicembre 2017, senza la presenza in aula della Minoranza, il Consiglio Comunale ha approvato l’atto di TRANSAZIONE con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI.

Con la stipula di esso, i Massetani pagheranno ben 1.930.000 euro (oltre alle spese legali) per colpa dei loro amministratori.

Complessivamente, compreso quanto dovuto ad avvocati e tecnici, ci avvicineremo ai 2.500.000 euro (stiamo cercando di fare i conti precisi e se ne parlerà al prossimo Consiglio Comunale discutendo l’interrogazione appena presentata). 

Il Sindaco Giuntini ha fatto quello che qualunque persona con la coscienza sporca, senza una dignità, avvezza a mentire e disposta a fare di tutto per non vedersi attribuire alcuna responsabilità avrebbe fatto.

Ha tentato di far passare la prossima conclusione della vicenda EX-MOLENDI come un RISULTATO POSITIVO.

Per lui e i suoi umili servitori, insomma, E’ UNA SPECIE DI VITTORIA…!

Massa Comune ha fatto e sta facendo l’impossibile affinché a pagare siano i veri responsabili [con nomi e cognomi] e non la Collettività.

Usciremo con una serie di comunicati stampa, scriveremo a Procura, Prefettura, Corte dei Conti e Ministero.

All’inizio dell’anno, inoltre, terremo l’ennesima assemblea pubblica dove torneremo ad illustrare compiutamente la vicenda e le azioni che abbiamo fatto e stiamo tuttora facendo per tentare di scongiurare il tragico epilogo a cui siamo giunti.

Con l’apporto di una qualsiasi forza politica che voglia aiutarci, presenteremo anche una INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.

Giuntini dice di aver fatto “risparmiare” ai Massetani oltre 120.000 euro!

E DI TUTTE LE ALTRE SPESE LEGALI E TECNICHE SOSTENUTE IN QUESTI 20 ANNI (dal 1997 ad oggi) SE N’E’ DIMENTICATO?

Che ipocrita!

Ancora una volta, consapevole di farlo, sta ingannando i suoi Concittadini!

Con la TRANSAZIONE, infatti, parrebbe [perché non è certo un bel nulla] di poter pagare meno di quanto il TAR potrebbe stabilire.

Ma meno di che? Meno di cosa?

Forse, ma non è certo, solo un po’ meno di quanto – comunque – pagheremo per colpa sua e dei suoi pari!!!

Chi ha causato il danno se non i suoi compagni di partito ed anche lui stesso?

E se il TAR – nell’udienza che doveva tenersi il 14 Febbraio 2018 (ma si terrà o no?) – avesse stabilito una cifra minore di quella che andremo a pagare?

FINO A POCHI MESI FA, INOLTRE, QUANDO LA PRIMA PERIZIA PARLAVA DI 1.550.000 EURO, IL GIUNTINI SOSTENEVA FERMAMENTE CHE L’IMPORTO FOSSE TROPPO ELEVATO!

ED ORA GLI VA BENE UNA TRANSAZIONE E CANTA VITTORIA DOVENDO PAGARE 1.930.000 EURO?

ED ORA ACCETTA ALLEGRAMENTE DI PAGARE CIRCA 400.000 EURO IN PIU’ DI QUANTO GLI SEMBRAVA GIA’ TROPPO?

Qualcosa non torna, ovvio… e la Corte dei Conti non potrà fare a meno di puntare il dito anche su di lui.

Solo la seconda CTU, infatti, recentemente, ha portato l’importo del danno che il Comune dovrà pagare a 2.019.000 euro.

Ma ora – che bella notizia! – alla Controparte ne bastano appena 1.930.000…

A proposito: ma come sono buoni con noi Massetani quelli della “Società Porta al Salnitro” e quanto bene vogliono alla nostra Cittadina!!!!

Ci scontano 90.000 euro (forse anche di più) e ci consentono di pagare a rate quando potrebbero avere tutto subito!

Oserei chiamarli BENEFATTORI!

Massa Comune regalerà loro un bel CESTO NATALIZIO…!!!

Non a caso, in uno dei prossimi Consigli, presenterò una mozione per impegnare il Sindaco e la Maggioranza ad individuare una zona di pregio – magari la rotonda davanti all’Officina di Otto e Walter Semplici – ove installare una bellissima scultura policroma che raffiguri taluni soggetti mentre brindano felici al brillante risultato ottenuto a favore di Massa e di noi tutti!!!

Sarebbe opportuno bandire un concorso pubblico per quella scultura, così potrei partecipare anche io….

Quale potrebbe essere il mio progetto?

La butto là: potrei pensare a 6 figure umane che si abbracciano – felici – sotto un grande arco, tipo un arcobaleno, ma senza l’arancione, il giallo, il blu, l’indaco e il violetto: lascerei solo il rosso e il verde, aggiungendo il bianco e la scritta Partito Democratico!

La seconda figura avrebbe il volto dell’onorevole Luca Sani e la terza quello di uno di quei benefattori – a loro scelta – della Società “Porta al Salnitro”.

La quarta avrebbe il volto di Lidia Bai e la quinta quella dell’avvocato Giorgi.

La sesta, ovviamente, raffigurerebbe Giuntini (col suo solito risolino)…

E la prima, direte voi?

La prima non avrebbe volto: rappresenterebbe quell’entità oscura, senza lineamenti e senza una propria fisionomia che è la POLITICA DI PARTITO: quella figura intangibile che – perseguendo unicamente il proprio profitto e quello dei suoi umili servitori – ha letteralmente straziato la nostra cittadina, quand’anche in danno del supremo interesse collettivo.

Quell’entità oscura che – da sempre – si alimenta attraverso di noi, facendosi beffa di noi e umiliando noi stessi, le nostre famiglie e il nostro lavoro.

QUELLA CHE HA UCCISO LA NOSTRA CITTADINA, FREGANDOSENE DELLA SUA STORIA MILLENARIA, DELLA CULTURA SORTA TRA LE PROPRIE MURA E DELL’ARTE – NON SOLO QUELLA A SFONDO ARCHITETTONICO E URBANISTICO – CHE CUSTODISCE.

Ma che cosa ha fatto, dunque, recentemente, il Giuntini?

Il Giuntini ha trovato un accordo per cercare di togliere dalle guazze i veri responsabili del DISASTRO EX MOLENDI, quei soggetti del suo stesso partito che, se chiamati in causa, probabilmente, lo avrebbero rimosso – o fatto rimuovere – dallo scranno di primo cittadino.

Il Partito – il Suo Partito, quello che lo tiene al suo posto perché ubbidisca agli ordini – gli ha detto di NON FARE quello che un qualsiasi altro Sindaco avrebbe fatto: ovvero cercare i colpevoli e rivalersi contro di essi.

Questo è stato fatto dal Giuntini e, prima ancora, dalla Bai: NON HA VOLUTO CERCARE I VERI COLPEVOLI, facendo scivolare ogni colpa sulla Collettività (che, di colpe, non ne ha alcuna, se non quella di aver scelto amministratori inetti, clientelari e senza scrupoli).

Forse gli ha anche suggerito di andare avanti per alimentare il proprio sistema con una miriade di consulenze legali e tecniche, naturalmente pagate dalla Collettività…

Ma ha anche omesso di valutare – lui come la Signora Lidia Bai – la proposta di Massa Comune che, dopo aver speso un sacco di propri soldi (non soldi pubblici), aveva trovato una probabile soluzione al problema: percorrendo una strada precisa, il Comune avrebbe potuto tentare la strada di far dichiarare nulla la convenzione CON UN’OTTIMA POSSIBILITA’ DI RIUSCIRCI.

Ma – lui come la Signora Lidia Bai – non c’ha neppure tentato!

E sapete perché?

Secondo me, perché il Comune voleva che l’epilogo fosse proprio questo, OVVERO CHE A PAGARE FOSSERO I CITTADINI AL POSTO DEI VERI RESPONSABILI…

Ecco la genialita: far pagare a tutti noi l’incapacità (mista ad una buona dose di interesse) dei suoi stessi compagni di merende!!!!

Altra cosa: il Sindaco Giuntini sostiene che ogni colpa dell’accaduto sia da ascrivere all’apposizione del vincolo paesaggistico voluta dall’allora Ministro Melandri.

E allora perché non si è rivalso sul Ministero?

In realtà, quanto fatto dalla Melandri fu un atto dovuto del quale i nostri amministratori, se fossero stati in buona fede, avrebbero dovuto loro stessi farsi promotori a tutela del Centro Storico e dell’integrità del suo vasto patrimonio storico-artistico!

Giuntini è stato Assessore nella prima Giunta SANI, il 29.08.1998 [>>> vedi DGC 195/1998] ed ha approvato il progetto definitivo dell’intervento da eseguire nell’area EX-MOLENDI, nonostante l’Ufficio Tecnico Comunale (cfr. prot.350/Tec del 14.08.1998) NE AVESSE ACCERTATO NUMEROSE E GRAVI LACUNE.

SENZA FAR NULLA per scongiurare il rischio di intraprendere un’azione IN DANNO DEGLI INTERESSI PUBBLICI, il 28.12.1998 ha assistito alla seduta del Consiglio Comunale ove si è votato a favore di una Convenzione Urbanistica PALESEMENTE SVANTAGGIOSA PER IL COMUNE [>>> vedi DCC 115/1998], avallandola in ossequioso silenzio (nei confronti di chi ha impartito l’ordine).

Sia come Assessore che – ancor più gravemente – come Sindaco, calcando le orme dei suoi due ultimi illustri predecessori, benché approvata dal Consiglio Comunale nel Febbraio 2003 con tanto di mandato per la sottoscrizione, HA OMESSO di promuovere la stipula di un precedente ACCORDO col quale l’Ente avrebbe alleggerito la propria posizione e ottenuto numerosi evidenti vantaggi.

In barba alla decisione del Consiglio Comunale – dell’Ottobre 2008 – di procedere alla IMMEDIATA RETROCESSIONE dell’area alla Società Immobiliare Porta al Salnitro, HA OMESSO di adempiere alla deliberazione assunta NON ESEGUENDO ciò che sarebbe stato doveroso e di vantaggio per l’Ente.

Nonostante le pronunce del TAR e del CDS – con le quali il Comune di Massa Marittima è stato condannato al risarcimento di un danno economico per inadempimento della convenzione e per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di Legge – NON HA PROMOSSO doverosamente il raggiungimento dell’accordo auspicato in sentenza, rendendo ancor più critica la posizione pubblica.

ECCO: QUESTO E’ IL VOSTRO SINDACO.

E, ADESSO, HA ANCHE IL CORAGGIO DI CANTAR VITTORIA…!!!

LA MINORANZA HA VINTO LA SUA BATTAGLIA: HA COSTRETTO GIUNTINI & CO.(mpagni) A RECEDERE DALLA DECISIONE DI PROMUOVERE LA RACCOLTA DEL 5×1000 A FAVORE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE.

CIO’ RITENENDO L’INIZIATIVA DI CUI SOPRA TUTT’ALTRO CHE NECESSARIA, IMPOPOLARE PER L’IMMAGINE DELL’ENTE E TALE DA PRODURRE L’EFFETTO DI SOTTRARRE FONDI ALLE “ONLUS” LOCALI CHE, BEN PIU’ “BISOGNOSE” DI UN SOSTEGNO ECOMOMICO, SVOLGONO INDISPENSABILMENTE ATTIVITA’ DI ASSAI MAGGIORE UTILITA’ SOCIALE.

 

Il Gruppo Consiliare “Lisca Civica Massa Comune” porge a tutta la Cittadinanza l’augurio di un sereno Natale.

Con l’occasione, vorremmo che queste festività si accompagnassero a tempi migliori per il nostro Comune, ma il regalo di Natale del PD è stato un debito – per il contezioso con la Società Porta al Salnitro  per la questione EX-MOLENDI – di ben 2 milioni, oltre alle varie spese legali sostenute nel tempo (circa altri 500.000 euro).

Saranno anni difficili i prossimi, dove ogni centesimo sarà indirizzato a far cassa per onorare l’impegno assunto.

Difenderemo i Cittadini, la Città e le Frazioni denunciando qualsiasi taglio al sociale, alla cultura, allo sport, all’associazionismo ecc.

Nonostante l’esultanza con cui il Sindaco ha dichiarato che la trattativa ha fatto risparmiare 120.000 euro al Comune, noi rispondiamo con un assemblea pubblica che si terrà dopo le festività in cui analizzeremo di nuovo e a fondo la vicenda, cercando ogni via possibile affinche’ a pagare siano i VERI RESPONSABILI e non gli inermi Cittadini.

Riguardo al Consiglio di ieri, l’uscita dall’aula dei Consiglieri di Maggioranza, il solito attacco al nostro Consigliere Galeotti, rientra nel tentativo di chi vuole portare l’attenzione su vicende fuori dall’interesse generale.

Continueremo a parlare di fatti e questi giochini di bassa lega li lasciamo al PD.

E’ evidente una certa difficoltà del Sindaco e dei Consiglieri di Maggioranza nel trattare gli argomenti delle interrogazioni per cui si preferiscono manifestazioni eclatanti di vittimismo.

Mentre l’Amministrazione “festeggia” l’accordo transattivo con la società Porta al Salnitro mi viene da fare una riflessione semplice semplice, alla portata di tutti.

Mettetevi nei panni (o nelle scarpe come dicono gli inglesi) di colui che combatte per 20 (venti) lunghi anni una battaglia con la pubblica amministrazione.

Ci siamo?

Arriva la data della sentenza con la quale il TAR deciderà in maniera definitiva l’ammontare del risarcimento che il perito del Tribunale ha quantificato in 2.019.000 euro: 14 Febbraio 2018.

Per quale motivo dopo 20 anni, quando mancano poco più di 2 mesi alla data della sospirata sentenza con la quale il Comune sarà chiamato a SALDARE in un unica soluzione 2.019.000 euro mi metto al tavolino con i miei NEMICI e accetto solo 1.930.000 euro e per giunta pagabili in 5 comode (per il Comune) rate?

In altre parole aspetto 20 anni per essere risarcito, ho la possibilità che ciò finalmente avvenga in un unica soluzione aspettando 60 giorni e invece mi “accordo” subito per prendere 90.000 euro in meno di quello che la perizia del Tribunale ha comunicato e per giunta in 5 rate a cadenza annuale.

Perchè?

Chiunque percorrerebbe questa strada solo se avesse forti dubbi (o addirittura la certezza) di non prendere tutti i soldi promessi dalla stima.

Vediamo ora la situazione dalla parte del Comune (cioè NOI CITTADINI).

Se il Tribunale avesse deciso per un importo inferiore a quello suggerito dalla stima il Comune firmando questo accordo NON ha fatto gli interessi della comunità.

Ma la motivazione che ha portato a questo accordo ce la dice candidamente il Giuntini: “Le cifre in ballo – dichiara il Sindaco – nascono dalla sentenza del Tar, che riteniamo profondamente ingiusta, ma ritengo che abbiamo stipulato un accordo onorevole che allontana lo spettro del commissariamento del Comune e che, grazie alla dilazione in cinque anni, sarà sostenibile per la nostra comunità, specie perchè nell’ultimo triennio abbiamo già accantonato circa 1.200.000 euro, sufficienti a pagare quasi 3 annualità, da domani potremo cominciare a pensare a progetti di riqualificazione dell’area“.

In sostanza il Sindaco era perfettamente consapevole del fatto che se il Tribunale avesse deciso per un risarcimento molto inferiore a 2.019.000 euro, NON ci sarebbero stati fondi sufficienti a garantirne il pagamento immediato e quindi il Comune sarebbe andato incontro ad un commissariamento privando il PD del potere dopo oltre 70 anni!

Caro Sindaco la sua amministrazione si doveva impegnare per raggiungere il miglior accordo possibile nell’interesse della nostra Comunità e NON un accordo “onorevole” solo per il PD.

Il commissariamento è uno SPETTRO solo per voi del PD non certo per la nostra amministrazione pubblica che necessita di essere sanata e ripulita da decenni di mal governo.

Vedremo quale sarà l’opinione al riguardo della Corte dei Conti.

 

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di Fiorenzo Borelli 

Massa M.ma   01.12.2017

Sono trascorsi oltre tre anni dell’attuale legislatura e ritengo ci siano più che sufficienti elementi per commentare e valutare l’operato della Maggioranza e del suo rapporto con Massa Comune.

All’indomani delle elezioni, pur con l’amaro in bocca per lo sgambetto subito con la complicità della lista “Massa va oltre”, nella consapevolezza di rappresentare una fetta importante della cittadinanza, ci siamo messi a lavorare come competerebbe ad un’opposizione seria.

Fare opposizione significa vigilare sull’operato della Maggioranza, contrastare ogni azione scorretta della stessa e lanciare proposte concrete.

Fare opposizione significa anche operare con i propri membri nelle Commissioni Consiliari per costruire e dare un valido contributo nella risoluzione di problemi.

Fare opposizione significa segnalare alle autorità competenti le malefatte della Maggioranza; fare opposizione significa informare i cittadini di tutte le manovre poco chiare perpetrate ai loro danni e mettere gli stessi a conoscenza di tutto ciò che la Maggioranza ad arte non comunica o lo fa in maniera distorta.

Fare opposizione significa difendere i cittadini contro le manovre economiche a loro carico ingiuste e ingiustificate.

Se quanto sopra è il compito della Minoranza, credo che Massa Comune lo abbia svolto nel migliore dei modi.

L’attuale Maggioranza ha ereditato dai propri predecessori una situazione drammatica; una serie di debiti, cause pendenti e immobilismo che richiedeva come minimo che l’intero arco consiliare si mettesse a lavorare dando ognuno il proprio contributo per tentare di invertire la tendenza.

Purtroppo ordini ben precisi di partito hanno impedito tutto ciò per la paura di perdere consensi e quindi potere.

Le Commissioni Consiliari sono state abbandonate e lasciate morire; in Consiglio , per paura delle assenze dei consiglieri di maggioranza, si ricorre di continuo al sistema di prima e seconda convocazione per garantirsi il numero legale; si porta in Consiglio solo ciò che la legge impone nascondendo tutto il resto.

Alla presentazione di mozioni da parte di Massa Comune , o si bocciano o se moralmente costretti si approvano ma si lasciano morire.

L’assoluta mancanza di collaborazione o quanto meno di dialogo, viene giustificato con la solita decrepita, stantia ed insulsa motivazione che dentro Massa Comune ci sono personaggi brutti e cattivi; in Parlamento si offendono, si tirano gli oggetti, si mettono gli striscioni e tutto va avanti, a Massa invece i Maggioritari sono molto suscettibili e permalosi e quindi i Consiglieri di Massa Comune diventano facilmente brutti e cattivi.

La tecnica con cui la Maggioranza si muove verso i cittadini verte sul tentativo di convincimento che tutto va bene, che ciò che manca o non funziona ci sarà a breve secondo una filosofia prima Berlusconiana ed ora Renziana.

Su questa falsa riga il debito Area Molendi viene rinviato ma intanto cresce (promesse di transazione non sostenute da pareri dei Tecnici), la pulizia della città è in continuo decremento ma ad ATO SUD (immersa in querele, arresti, indagini etc) continuiamo a pagare soldi buoni e zitti, il turismo non solo non decolla ma diminuisce e quello che c’è è solo spontaneo e non frutto di una vera azione promozionale, le Frazioni ad eccezione del fortino di Valpiana sono abbandonate, di nuovi posti di lavoro non se ne parla, l’associazionismo di ogni natura ha di fronte un’Amministrazione squattrinata e quindi non collaborante, le strutture sportive, palestra all’ITI in testa ed a seguire ora la piscina, rimangono sogni di mezza estate ed esempio di iniziative fallimentari e chi più ne ha più ne metta.

Un discorso a parte meritano poi le società partecipate o di proprietà; in testa Amatur eloquente esempio di gestione incompetente e fallimentare e la Farmacia Comunale che, una volta messa in mano ad un Consiglio nuovo, per tamponare un bel po’ di vecchi buchi chiude il bilancio 2016 in rosso (quando lo dicevamo noi eravamo i soliti brutti e cattivi)

Alla luce di questo scenario apocalittico e alla impossibilità imposta di non interagire né di fare proposte esaminabili, riteniamo che ogni nostra presenza legalmente riconosciuta come la presenza in Consiglio sia mortificante, insignificante e inutile.

Al termine di ogni Consiglio, senza peccare di presunzione, non posso che vergognarmi di aver speso ore del mio tempo con gente che non vuole, non può e non deve dialogare.

Certo e sicuro di quanto sopra, personalmente non ritengo più opportuno fare una presenza inutile e passiva perché impossibilitato a dare un contributo; non ritengo più opportuno continuare a vigilare e segnalare illeciti agli organi di controllo perché assolutamente insensibili ai problemi di una cittadina ormai dimenticata.

Continuare a dedicare risorse e tempo a chi ti sopporta per quei pochi minuti in cui puoi esprimerti ed essere regolarmente non ascoltato e bocciato a priori non mi interessa più.

Voglio sottolineare che la mia decisione non nasce da contrasti interni a Massa Comune ma esclusivamente come forma di protesta verso la Maggioranza, anzi sicuramente continuerò a collaborare con Massa Comune e non potrò che sostenerla alla prossima campagna elettorale.

Vorrei inoltre cogliere l’occasione per esprimere il desiderio che molti nostri simpatizzanti che non si sono espressi se non nell’urna decidano di partecipare attivamente alla vita della Lista soprattutto se in età giovanile, perché i giovani devono trovare la voglia di far cambiare passo alla nostra cittadina.

Nella vita ho avuto la necessità di confrontarmi con tantissime persone di ogni ceto e livello di preparazione e intelligenza, con tutti ho avuto dialogo e ho potuto raggiungere risultati quanto meno mediati; in questa esperienza politica ho dovuto capire che l’obiettivo di chi amministra una città non è il bene dei cittadini ma solo il mantenimento del potere.

Ringrazio per l’attenzione.

Fiorenzo Borelli


allegra brigata

 

L’allegra brigata del Giuntini ha accettato di pagare – coi soldi nostri – il danno causato dall’Amministrazione per la questione EX-MOLENDI.

E se il TAR – nell’udienza che doveva tenersi il 14 Febbraio 2018 – avesse stabilito una cifra inferiore di quella che andremo a pagare?

FINO A POCHI MESI FA, QUANDO LA PRIMA PERIZIA PARLAVA DI 1.550.000 EURO, IL GIUNTINI SOSTENEVA FERMAMENTE CHE L’IMPORTO FOSSE TROPPO ELEVATO!

ED ORA GLI VA BENE UNA TRANSAZIONE E CANTA VITTORIA DOVENDO PAGARE 1.930.000 EURO?

ORA ACCETTA ALLEGRAMENTE DI PAGARE CIRCA 400.000 EURO IN PIU’ DI QUANTO GLI SEMBRAVA GIA’ TROPPO?

Ma vi è di più: se alla somma di 1.930.000 euro aggiungiamo le spese tecniche e legali sostenute dal 1997 ad oggi, ci avviciniamo ai 2.500.000 euro.

Stiamo cercando di fare i conti precisi e se ne parlerà in Consiglio Comunale discutendo l’interrogazione appena presentata.

Intorno alla metà di Gennaio, inoltre, Massa Comune terrà una ulteriore ASSEMBLEA PUBBLICA per tornare a parlare di questa vicenda e della drammatica situazione alla quale amministratori senza scrupoli hanno relegato la nostra Cittadina e il nostro territorio.

 

OGGI

 

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Altre considerazioni sull’accordo transattivo tra il Comune di Massa Marittima e la Società Porta al Salnitro.

  1. L’accordo costa 1.930.000 euro più le spese legali e giudiziarie di questi 20 anni di contenzioso: il costo con cui verrà messa fine (?) al contenzioso si avvicina ai 2 milioni e mezzo di euro.
  2. Il Giuntini asserisce (da buon sindaco qual’è) che egli ha già accantonato i soldi per le prime tre rate (1.200.000 euro) semplicemente non facendo lavori che erano stati programmati, finanziati e mai realizzati (La Nazione del 12/12). Se così è, egli dice una falsità poichè non ha accantonato un bel nulla: ha semplicemente non speso e non fatto i lavori che dovevano essere eseguiti (tra l’altro senza dire nulla ai cittadini… non ha certo chiesto ai Valpianesi che speravano nella ri-asfaltatura della loro strada interna se mai fossero d’accordo nel non eseguire l’opera per mettere da parte i soldi per pagare i debiti !!! — La Nazione del 12/12).
  3. Il Giuntini non ha accantonato un bel nulla, si è limitato a chiedere finanziamenti per uno scopo che poi non ha mai realizzato: quindi ha tolto servizi e investimenti strutturali ai cittadini che li richiedevano o li aspettavano …. ma questo non significa accantonare (e qui c’è da discutere se nel bilancio pregresso e attuale questo gli era consentito!!) significa solo non spendere là dove doveva essere speso!!
  4. Gli accantonamenti veri si fanno sui residui di spesa oppure sul surplus di entrate che anzichè essere impiegate vengono, appunto, accantonate !! Così si fa nei bilanci aziendali e possibilmente in quelli pubblici. Quindi sarebbe bene dire a tutti che egli non ha accantonato un bel niente, ma ha solo tolto servizi e beni patrimoniali utili ai cittadini.
  5. Per quanto attiene all’accordo, questo fa divenire parte integrante di sé stesso le convenzioni ancora valide e gli accordi precedenti che non siano contrari alle sentenze già emesse ed ai vincoli imposti dal decreto Melandri.

Quindi.

1 – Lascia inalterati i diritti della Società Porta al Salnitro per quanto attiene al diritto superficiario e alla possibilità edificatoria che gli era stata riconosciuta con la prima convenzione. In tal senso è bene dire che la perdita di diritti o servitù (in quanto diritti reali di possesso e fungibili) deve essere sempre dichiarata esplicitamente negli atti legali, giudiziari e convenzionali che regolano gli accordi successivi a quelli che tali diritti instaurano!! Da ciò si deduce che concluso il contenzioso e pagata la penale il comune di massa si ritroverà senz’altro ai ferri corti qualora la porta al salnitro richiedesse di edificare ciò che gli era stato concesso, ovvero il palazzo a due piani più fondi commerciali che approssimativamente aveva una volumetria del 50% superiore a quanto era stato demolito!!

2 – L’edificazione se richiesta avrebbe subito un problema realizzativo che grosso modo consisterebbe nel fatto che quella zona ha il vincolo Melandri. ma cozza anche con le leggi sulla tutela monumentale (come è successo per la piazza garibaldi) e con il piano paesaggistico della Regione che dispone la tutela di ambienti tipici che non potrebbero essere adulterati da una edificazione spuria e non il linea con l’ambiente storico tipico del luogo. In altre parole, se la società richiedesse di rifare una volumetria pari al vecchissimo podere che si vede nelle cartoline d’epoca proprio fuori della porta, allora ci sarebbe poco da dire (anche se io penso ci sarebbe da dire molto) ma se, come penso la società speculativa porta al salnitro richiedesse l’applicazione delle volumetrie concordate nella convenzione fatta da sani, allora tutto diverrebbe molto, molto più complicato e ci sarebbe da ricorrere subito al ministero, alle soprintendenze, ecc. ecc.

3 – A proposito dell’accordo attuale si parla di volumetria preesistente, che rimarrebbe alla porta al salnitro in forza degli accordi precedenti, che nelle loro parti ancora valide sarebbero restaurati come parte integrante del nuovo accordo! Che significa?? Sarebbe da chiarire perché forse qui sta l’inghippo. Infatti il Giuntini dice nei suoi articoli alla stampa che poi “potremo procedere alla riqualificazione dell’area” che vuol dire riqualificazione ?? che permetterà la costruzione di un palazzo (quello già convenzionato) di ben due piani che cumula in sé le volumetrie del capannone commerciale dei Molendi con quelle, veramente risibili, dei resti del vecchio podere che ti ho citato? Il Sani aveva fatto un’operazione sporca mescolando e unendo due tipologie di volumi diverse facendoli divenire tutti validi per la costruzione civile!! Questo punto andrebbe chiarito veramente.

4 – Le superfici che passerebbero di proprietà del comune e che il sindaco enfaticamente cita altro non sono che i pochi metri quadri circostanti le scale dell’inutile sottopasso, però in cambio il comune da una parte di superficie che è immediatamente sottostante piazzale Mazzini !! (quella vicino all’immobile di via Ximenes (dove c’erano il Giuliani e il Vatti).

5 – Su tutto il terreno attualmente esistente, frutto dell’abbattimento dei capannoni, la Porta al Salnitro manterrebbe il diritto di superficie, quindi potrebbe ben richiedere l’edificazione della palazzina e comunque potrebbe opporsi a qualsivoglia altro uso del comune, visto che il suo diritto superficiario permarrebbe!!

 

L’accordo non è chiaro e i dubbi sono molti!

Per quanto attiene alle dichiarazioni ultime fatte dal sindaco, è chiaro che egli cerchi di scaricare tutte le colpe sulla ministra Melandri (Nazione del 12/12) dicendo che se ella non fosse intervenuta tutto sarebbe andato bene.

E’ proprio da somari! Perché il ministro è un gradino superiore al sindaco e se il ministro motiva i suoi atti (e questo è stato fatto poiché l’atto poteva essere impugnato dal comune se la motivazione non fosse esistita e non avesse avuto validità … perché nel caso il Sani non lo fece? … forse sapeva in partenza che avrebbe perso (!) non c’è sindaco che tenga, egli deve!! deve!! seguire le disposizioni del suo superiore.

Allora perché il Sani non annullò la prima convenzione stipulata visto che avrebbe potuto farlo proprio in forza del decreto Melandri?

Se il signor Sani fece finta di niente e abbattè gli edifici pur sapendo che c’era una disposizione avversa del Ministro, non è quest’ultimo che ha sbagliato ma solo e semplicemente il signor (no! onorevole, visto che questo è un titolo onorifico e non di legge, quindi io non glielo riconosco !) Sani che pesò bene di essere coperto dal suo partito!

Pertanto il Giuntini ha le traveggole oppure la coscienza sporca anch’egli.

Ciao a tutti gli amici di Massa Comune, spero di avervi dato una mano.

lettera firmata

La Fenice è una delle più conosciute (e amate) figure mitologiche.

Pare fosse un uccello di fuoco, famoso per saper rinascere dalla proprie ceneri.

Aveva le ali a forma di persiana (o finestra) in alluminio elettroverniciato.

Chissà che qualcuno non la uccida, spezzandole quelle ali illegittime…

Magari in un parcheggio riservato, fatto per sanare ulteriori illegittimità!!!

Ma che importa: tanto rinascerebbe…

Fenice park

Sulla Transazione dell’Area EX-MOLENDI la maggioranza racconta che la minoranza ha perso la possibilità di affrontare in Consiglio un dibattito franco, viso a viso, positivo e costruttivo.

Massa Comune non ha partecipato perché sarebbe stata l’ennesima riunione totalmente inutile quanto demoralizzante.

Ci è venuto a noia parlare e vedere facce che vanno dall’assonnato, allo scocciato, al risolino di commiserazione, tutte comunque che palesano un pensiero unico che le muove: “ora quanto durano a chiacchierare questi poveri strullarelli?”.

Ormai è evidente che seppure si portano argomenti chiari con riferimenti normativi, si pongano questioni di comune buonsenso si mettano sul tavolo argomenti ed aspetti che non sono stati considerati, c’è il rifiuto totale anche solo di ascoltare, figuriamoci di confrontarsi e capire.

Siamo anche convinti, dagli sporadici interventi che fanno, che non leggano neppure la documentazione, nemmeno parzialmente.

Insomma, in un ipotetico processo, la maggior parte della maggioranza verrebbe assolta per “non aver compreso il fatto“!!

Ormai è chiaro, tutto quello che arriva in Consiglio Comunale è deciso a priori senza nessuna possibilità di modifica o ripensamento.

Così la decisione della Transazione per l’area ex Molendi era presa immodificabile probabilmente da  tempo, tanto è che  la cifra e i termini dell’accordo  vengono vociferati da mesi.

Allora a cosa sarebbe servito il confronto?

A cosa servì portare in consiglio nel 2011 una mozione articolata e documentata per segnalare che la clausola arbitrale prevista nella convenzione iniziale del 1998 era illegittima e che se ne doveva chiedere l’annullamento, così come si poteva richiedere la nullità della convenzione stessa perché non congrua con il pubblico interesse.

Dall’avvocato incaricato dal comune fummo sbeffeggiati come dei presuntuosi che senza conoscere la materia facevano le cose semplici, la maggioranza ci accusò di voler danneggiare il comune e di voler far spendere altri soldi in consulenze e non volle nemmeno considerare l’ipotesi.

Il collegio arbitrale si riunì e con un modesto compenso (superiore ai 14 mila euro!!!) sentenziò che il contenzioso con la società non era materia di arbitrato!

Allora ci sapete dire cosa ci avremmo fatto in Consiglio Comunale la sera del 13 dicembre?

Per scatenare la gazzarra?

Per consentire loro di distrarre così dal contenuto della transazione, vaneggiando accuse contro la minoranza che spaziano dalla arroganza a insinuazioni su poco nobili interessi?

No grazie ne facciamo volentieri a meno!!

La questione dell’Area Ex Molendi se la sono inventata, fatta, gestita, plurisbagliata e conclusa (forse).

Abbiamo semplicemente evitato di arrecare loro disturbo nell’atto finale, nel loro beato momento di gloria che, come ci raccontano, ha prodotto un risparmio di 120mila euro.

A nostro modesto e retrogrado giudizio, c’è un danno alla città per circa 2,5 milioni di euro complessivamente, senza aver portato a casa niente, se non la certezza di aver riempito le tasche della società e quelle dei legali che via via hanno guidato l’amministrazione nelle varie scelte.

La proprietà dei terreni rimane alla società, eventuali riqualificazioni (al momento sbandierate come imminenti) sono dipendenti dalla volontà della proprietà stessa, l’attuale o la successiva, che se vi troverà un vantaggio economico proporrà qualcosa a suo piacimento ed esigenza, altrimenti l’area resterà così come è per altro tempo indefinito.

Altro che accordo “Onorevole”!!!

 

In Italia il finanziamento illecito ai partiti consiste in quelle forme di finanziamento che violano quanto previsto dalla Legge 2 maggio 1974, n. 195, articolo 7, in materia di “Contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici (anche chiamata Legge Piccoli).

Questa Legge vieta i finanziamenti ai partiti da parte di:

  • organi della pubblica amministrazione;
  • enti pubblici;
  • società con partecipazione di capitale pubblico superiore al 20% oppure società con partecipazione di capitale pubblico inferiore al 20% ma in cui la partecipazione assicuri comunque al soggetto pubblico il controllo;
  • società senza partecipazione di capitale pubblico che effettuino finanziamenti senza che siano stati deliberati dall’organo sociale competente e regolarmente iscritti in bilancio.

Le pene prevedono la reclusione da 6 mesi a 4 anni e una multa fino al triplo delle somme versate.

La Transazione per l’area Ex-Molendi viene ovunque presentata dal Sindaco come un accordo “onorevole” (vuole forse indicarci la vera paternità dell’accordo?).

Pur giudicando la sentenza del TAR “profondamente ingiusta” [testualmente dal sito del Comune], ne dà una lettura sostanzialmente positiva.

La vicenda, quindi, si chiude col pagamento di 1.930.000 euro, in 5 rate, e la ripartizione delle spese legali e di giudizio.

Tra le molte affermazioni del Sindaco – non condivisibili o che lasciano alquanto perplessi, già riferendosi all’origine della vicenda – mi soffermo solo sulla parte finale: quella ECONOMICA.

Questi i fatti.

Nel 2013, su incarico del Comune, l’ing.Lotti quantifica in 676.595 euro l’indennizzo da offrire alla Controparte per la definizione della controversia.

Come ora il Sindaco dichiari che fossero 900.000 euro è un altro dei tanti misteri di questa vicenda.

La prima perizia del Consulente Tecnico del TAR valuta il danno in 1.555.125 euro.

Il Comune ha ritenuto eccessiva questa cifra ed ha proposto numerose osservazioni perché la stessa venisse sensibilmente ridotta.

In attesa della seconda perizia, il Comune tenta di portare in Consiglio Comunale – prima della fine di novembre – la transazione per la stessa cifra poi approvata il 13 Dicembre scorso ma successe qualcosa nel Palazzo (ma cosa, chissà?) che non rese possibile portare l’atto in Consiglio Comunale.

Successivamente arriva la seconda perizia che stima il danno in 2.019.161 euro [peraltro senza che fosse intervenuto nessun fatto nuovo].

L’udienza al TAR sarebbe prevista per il prossimo 14 Febbraio.

Ora: visto che in tutta questa vicenda non ne hanno azzeccata una nonostante la preziosa consulenza di avvocati di spicco (tanto da rimediare una pesante condanna dal TAR, poi confermata dal Consiglio di Stato), 

Ciò compreso l’avvio di un Arbitrato che, solo per dire che non aveva competenze, è costato oltre 14.000 euro.

Noi glielo avevamo detto gratis [vedi Mozione del 31.01.2011]…

Ma chi è in grado di certificare quale sarebbe la decisione che il Giudice assumerebbe in assenza della Transazione appena deliberata?

Chi ci dice che il TAR assumerebbe la seconda perizia tal quale, visto che corrono circa 500.000 euro con la prima [ben il 30% in più]?

Siamo certi che la seconda perizia sia ineccepibile?

Se hanno sostenuto che fosse esagerata la prima – quella da 1.5 milioni – questa avrebbe meritato ulteriori e maggiori avversioni!

Siamo certi che non si potessero tentare altre strade?

Chi può garantire che il Giudice – in udienza – non avrebbe chiesto ulteriori chiarimenti?

Non era dunque il caso di fare di tutto per far abbassare questa cifra?

In fondo, era stato il Comune stesso a ritenere che il danno non valesse più di 676.00 euro ? (ora saliti magicamente a 900.000) 

Perché tutta questa arrendevolezza?

Perché, viste le centinaia di migliaia di euro spese in avvocati, non tentare il tutto per tutto (magari cambiando anche i legali) fino al Consiglio di Stato?

Perché tutta questa fretta?

Per risparmiare i circa 120.000 euro di cui parla il Sindaco quando, tra tutto, alla fine, si saranno spesi oltre 2,5 milioni di euro (comprese le altre spese legali e tecniche)?

 

Il Sindaco Giuntini  &  l’area EX-MOLENDI


Assessore nella prima Giunta SANI, il 29.08.1998 [>>> vedi DGC 195/1998] approva il progetto definitivo dell’intervento da eseguire nell’area EX-MOLENDI, nonostante l’Ufficio Tecnico Comunale (cfr. prot.350/Tec del 14.08.1998) NE AVESSE ACCERTATO NUMEROSE E GRAVI LACUNE.

SENZA FAR NULLA per scongiurare il rischio di intraprendere un’azione IN DANNO DEGLI INTERESSI PUBBLICI, il 28.12.1998 assiste alla seduta del Consiglio Comunale ove si vota a favore di una Convenzione Urbanistica PALESEMENTE SVANTAGGIOSA PER IL COMUNE [>>> vedi DCC 115/1998], avallandola in ossequioso silenzio (nei confronti di chi ha impartito l’ordine).

Sia come Assessore che – ancor più gravemente – come Sindaco, calcando le orme dei suoi due ultimi illustri predecessori, benché approvata dal Consiglio Comunale nel Febbraio 2003 con tanto di mandato per la sottoscrizione, OMETTE di promuovere la stipula della TRANSAZIONE con la quale l’Ente avrebbe alleggerito la propria posizione e ottenuto numerosi evidenti vantaggi.

In barba alla decisione del Consiglio Comunale – dell’Ottobre 2008 – di procedere alla IMMEDIATA RETROCESSIONE dell’area alla Società Immobiliare Porta al Salnitro, OMETTE di adempiere alla deliberazione assunta NON ESEGUENDO ciò che sarebbe stato doveroso e di vantaggio  per l’Ente.

Nonostante le pronunce del TAR e del CDS, con le quali il Comune di Massa Marittima viene condannato al risarcimento di un danno economico per inadempimento della convenzione e per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di Legge, NON PROMUOVE doverosamente il raggiungimento dell’accordo auspicato in sentenza, rendendo ancor più critica la posizione pubblica.


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