Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - COMUNE CONDANNATO A RISARCIRE UN INGENTE DANNO ECONOMICO PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE - DOVRA' PAGARE UNA CIFRA, NON ANCORA DEFINITA, COMPRESA TRA UN MILIONE E TRE MILIONI DI EURO - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE (ed anche qualcosa in più) AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA' - LA PROSSIMA UDIENZA SI TERRA' A FIRENZE IL 14 FEBBRAIO 2018

Circa l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI, andrà avanti così.

Entro il prossimo 6 Novembre, il CTU presenterà la sua perizia “integrata e corretta”.

Il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” (ad oggi stimato in 1.550.000 euro) aumenterà e, forse, supererà i 2.000.000 di euro.

Ma nessun problema, cari Cittadini Massetani!

Il Sindaco Giuntini [lite temeraria permettendo] potrebbe decidere di ricorrere al Consiglio di Stato e – per togliersi temporaneamente dalle guazze – far passare ancora molto tempo.

Probabilmente, se non sarà eletto una seconda volta (come sono in molti a credere), del GROSSO DEBITO CAUSATO DAL SUO PARTITO E DA PRECISI NOMI E COGNOMI se ne dovrà occupare il prossimo Sindaco…

Oltreché noi tutti, ovviamente…

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NELL’IMMAGINE SOTTO, OTTO “TORSELLI” DELLE MONETE TARDOMEDIEVALI CONIATE DALLA ZECCA DI MASSA TRA IL 1317 E IL 1319 [tutti di proprietà del Museo Civico di Siena].

IL 4°, DA SX IN ALTO, E’ QUELLO DEL DENARO PICCOLO [molto rovinato, ma l’unico], CONSERVATO PRESSO IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI MASSA.

IL 3°, DA SX IN BASSO, E’ QUELLO DEL GROSSO DA 20 DENARI, CONSERVATO PRESSO IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI MASSA.

GLI ALTRI SEI, TUTTI DEL GROSSO, SI TROVANO PRESSO IL MUSEO CIVICO DI SIENA.

OLTRE A QUESTI, ESISTONO SOLAMENTE ALTRI DUE ESEMPLARI, SEMPRE DEL GROSSO: UN CONIO DI MARTELLO E UN CONIO DI INCUDINE [anche questo l’unico], CONSERVATI PRESSO LA PINACOTECA DI VOLTERRA.

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VENTUNESIMA PARTE
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– 2016 –

 

Il Ricorso n.1543/2015 – teso all’ottenimento del Giudizio di ottemperanza – viene esaminato nelle Camere di Consiglio del 13 e del 27 Gennaio 2016.

Con Delibera n.6 del 14.01.2016, la Giunta Comunale stabilisce di avvalersi – congiuntamente al Comune di Roccastrada, Ente di appartenenza – della Dott.ssa Angela Monticini, quale Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato.

Con Ordinanza n.265/2016, il TAR affida la CTU all’ingegnere Andrea Butti – Consulente Tecnico del Tribunale di Firenze – e fissa al 22.03.2017 la Camera di Consiglio per la trattazione nel merito del ricorso.

Con Ordinanza n.1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio e sposta al 19.04.2017 quanto precedentemente fissato per il 22.03.2017.

Il 10.01.2016, le Parti tentano di accordarsi per l’ennesima volta; proseguono nella trattativa, anche alla presenza dell’ing. Lotti, il 19.05.2016.

Il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal TAR nell’ambito del procedimento teso alla formulazione del c.d. “Giudizio di Ottemperanza” [ovvero la quantificazione del danno dovuto dall’Ente], in previsione della Camera di Consiglio che si terrà il 19.04.2017, replicando circostanziatamente alle osservazioni delle Parti, dovrà depositare la PERIZIA DEFINITIVA sul caso EX-MOLENDI entro il 31 Gennaio 2017.

Con ordinanza 1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio dell’udienza prevista per il 17 Marzo 2017 e la posticipa al successivo 19 Aprile.

Il 29.11.2016, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere gli sviluppi della vicenda.

Manifestando una tranquillità inquietante, Giuntini risponde nel corso del Consiglio Comunale del 25.01.2017; pur consapevole della grave situazione debitoria del Comune, come se niente fosse, dichiara di attendere gli eventi per decidere se e come pagare il danno riconosciuto alla Società Immobiliare Porta al Salnitro o ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato per chiedere la riforma del giudizio di ottemperanza espresso dal TAR.

Giuntini ostenta serenità benché sappia che a pagare un danno causato da UOMINI DEL SUO PARTITO saranno i Massetani; ritenendo che la sua Amministrazione abbia “semplicemente” ereditato la questione [ovvero che i responsabili siano altri], inoltre, crede che a lui nessuno potrà mai imputare nulla.


CONTINUA

 

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VENTESIMA PARTE
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– 2014 / 2015 –

 

Il 25.05.2014, Marcello GIUNTINI – dimissionario da Primo Cittadino di Montieri – viene eletto Sindaco di Massa Marittima, succedendo a Lidia BAI.

Tra i tanti casi scottanti a sfondo edilizio/urbanistico [come l’EX-AGRARIA, il MAGRONE, le BONIFICHE MINERARIE ecc. ecc.], Giuntini eredita la questione EX-MOLENDI quando un accordo tra le Parti è ancora ben lontano dall’essere raggiunto.

Nel merito della quantificazione economica del risarcimento spettante alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, infatti, la distanza tra quest’ultima e il Comune di Massa Marittima risulta incolmabile: la stima redatta dalle Parti differisce di un importo tanto elevato da risultare impossibile ogni ragionevole mediazione.

Con la MOZIONE del 12.07.2014, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” tenta di impegnare il Consiglio affinché muova ulteriormente per entrare nella disponibilità dell’area in questione, tornando a trattare con la Società “Porta al Salnitro” prima che venga emessa l’attesa sentenza del Consiglio di Stato: la mozione viene respinta.

Con la MOZIONE del 12.07.2014, pur in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, considerato il pregio urbanistico dell’area EX-MOLENDI (principale “porta urbana” della Cittadina), vista la non più tollerabile situazione in cui la medesima versa, considerando doveroso promuovere un’attenta riqualificazione urbanistica della porzione di territorio di cui fa parte, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” invita l’Amministrazione ad intraprendere, con la doverosa sollecitudine, ogni ulteriore opportuno rapporto con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per valutare la possibilità di una eventuale acquisizione di ogni titolo su tale area; ciò affinché, pur a seguito del risarcimento da corrispondere alla Società “Porta al Salnitro”, non rimanga alcun diritto a quest’ultima come invece andrebbe ad essere.

Il 12.12.2014 le Parti si incontrano di nuovo: questa volta, però, l’obiettivo è quello di convenire sulle modalità più corrette e opportune – secondo le disposizioni impartite dal TAR – per addivenire alla quantificazione del danno subito e riconosciuto alla Società “Porta al Salnitro”

Con Deliberazione n.216 del 30.12.2014, la Giunta Comunale incarica l’Avvocato Luisa Gracili dello “Studio Associato Gracili” di Firenze di assistere il Comune nelle operazioni relative all’esecuzione delle Sentenze del TAR e del Consiglio di Stato.

Il 14.01.2015, senza esito, le Parti si incontrano ancora una volta.

In mancanza di un accordo, la Società Immobiliare Porta al Salnitro è costretta ad adire nuovamente il TAR (…) affinché sia questo a stabilire l’entità economica del danno spettantele.

Il tentativo di accordarsi, sebbene ancora infruttifero, continua più volte anche nel corso del 2015.


CONTINUA

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DICIANNOVESIMA PARTE
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– 2012 / 2013 –

 

Il 26.09.2012, così come previsto dall’art.55 della LRT 01/2005, terminano i cinque anni di efficacia delle previsioni urbanistiche attuative del Comune di Massa Marittima e dei conseguenti vincoli preordinati all’esproprio.

In data 06.03.2013, si svolge l’udienza di fronte al TAR della Toscana dalla quale il Comune esce palesemente sconfitto.

Con la sentenza n.659 del 22.04.2013, notificata all’avvocato Traina il 08.05.2013, TAR della Toscana accoglie pressoché interamente il ricorso 1730/2011 presentato dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, condannando il Comune di Massa Marittima al risarcimento del danno da inadempimento della Convenzione oltreché per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di legge.

Il TAR dichiara risolta la Convenzione e condanna l’Ente a risarcire la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” proponendo alla medesima, nel termine massimo di 90 giorni (entro Luglio 2013), una somma risarcitoria adeguatamente rivisitata in ragione delle decisioni assunte.

Dispone, altresì, di trasmettere la propria sentenza alla PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI perché siano accertate le eventuali responsabilità dei singoli.

Il 07.05.2013, presso lo studio del Notaio Abbate di Grosseto, le Parti si incontrano per dare esecuzione a quanto disposto con la delibera consiliare n.61 del 2008 e procedere alla retrocessione alla Società delle aree censite al Catasto Terreni al Foglio 143, particelle 290, 300, 358, 438, 439, 440 (ora 290); ciò ad esclusione della porzione di mq.66,40 circa con relativo sottosuolo [stimata 10.000.000 di lire], occupata dal sottopasso pedonale che attraversa la strada provinciale e realizzato in esecuzione della Delibera della Giunta comunale n. 222 del 01.10.1998.

Con atto pubblico del 23.05.2013, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” diviene formalmente intestataria degli immobili.

Al Consiglio Comunale del 04.06.2013, per illustrare la sentenza del TAR, viene invitato l’avvocato Giorgi, lautamente pagato con i soldi di tutti ma, di fatto, al servizio esclusivo del Sindaco BAI e del PD.

Ripercorrendo la vicenda [vedasi verbale n.22], rammenta che nel 2009 venne imposto il vincolo paesaggistico all’intero Comune (cosa non vera in quanto il provvedimento interessava il solo Centro Storico) e che, partire dal 2009, tale vincolo era cessato e l’intervento avrebbe potuto essere realizzato sulla base della Convenzione (cosa altrettanto falsa in quanto il vincolo non è mai venuto meno).

Successivamente, ritenendo che la sentenza del TAR sia pervasa di innumerevoli criticità, Giorgi si affretta a sostenere che un ricorso al Consiglio di Stato poteva rivelarsi assai conveniente (ma per chi? ndr); lo definisce addirittura “doveroso” e da promuovere proseguendo ogni possibile trattativa con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Il Capogruppo della Lista Civica, Federico Montomoli, afferma che il Comune non può esimersi dal perseguire le responsabilità di chi ha causato il danno e chiede la definizione di un atto politico attraverso il quale sollecitare gli organi competenti ad attivarsi per individuare le responsabilità dei soggetti sui quali l’Ente possa rivalersi.

Con Deliberazione n.99 del 02.07.2013, seguendo ciecamente le indicazioni dell’avvocato Giorgi secondo il quale ci sarebbero state buone possibilità di vedersi riconoscere ogni ragione, la Giunta Comunale decide di proporre ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR n.659 del 22.4.2013, affidandone l’incarico allo stesso Giorgi, in unione all’avvocato Duccio Traina di Firenze.

Questa mossa appare l’ennesima scelleratezza e per chiunque è più che scontato attendersi una pronuncia sfavorevole per l’Ente; il tutto pare teso unicamente a prendere tempo e coprire le responsabilità di taluni, ex sindaco ed ora onorevole Luca Sani in testa.

Il TAR, infatti, era stato estremamente chiaro nel riconoscere la responsabilità oggettiva dell’Amministrazione conseguente alla stipula di una convenzione “capestro” firmata, appunto, quando Sani era sindaco.

Con Deliberazione n.122 del 01.08.2013, la Giunta Comunale esamina e fa propria la perizia di stima, commissionata all’Ing. Liciano Lotti per il tramite dell’Avv. Giorgi, tesa alla quantificazione del danno da riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Prendendo in considerazione la differenza di valore del fabbricato realizzando dal 2001 al 2010, il mancato reddito per locazioni nel periodo indicato in sentenza (2001/2010) e il mancato reddito per la gestione del parcheggio, Lotti quantifica in 676.595,00 l’indennizzo da offrire alla Controparte per la definizione della controversia.

A fronte dei 5.500.000 di euro richiesti, dunque, il Comune di Massa Marittima propone una somma di oltre otto volte più bassa, riconoscendo il torto ma troncando sul nascere ogni possibilità di accomodamento.

Nei primi giorni dell’Agosto 2013, senza farne parola alcuna né all’opinione pubblica né alle opposizioni politiche, così come disposto dal TAR della Toscana, il Comune di Massa Marittima formula la sua offerta alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Nel frattempo, con Ordinanza del 28.08.2013, a fronte di precisa richiesta, il Consiglio di Stato concede al Comune di Massa Marittima la sospensione dell’esecuzione della sentenza del TAR «considerato che l’appello richiede adeguato approfondimento di merito, sia in riferimento alla valutazione complessiva dei comportamenti delle parti e della rispettiva incidenza nella causazione e/o aggravamento dei danni, sia in relazione alla quantificazione delle ragioni risarcitorie, e che a tal fine sarà fissata udienza di discussione nei tempi più celeri possibili».

Tre mesi dopo, il 26.11.2013, si tiene l’udienza di appello.

IL 14.10.2014, il CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO N.5440/2014 PROMOSSO DAL COMUNE DI MASSA MARITTIMA AVVERSO LA PRECEDENTE PRONUNCIA DEL TAR TOSCANA N.659 DEL 22.04.2013 NEL MERITO DELL’ANNOSA QUESTIONE DELL’AREA MOLENDI.

L’ENTE, DUNQUE, VIENE DEFINITIVAMENTE CONDANNATO A RISARCIRE IL DANNO PER L’INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE. 

Non essendo giunti ad un accordo, resta solo da quantificare il danno; se, mediante ulteriori incontri negoziali, non si riuscirà a definire un importo che soddisfi entrambe le Parti, per dare esecuzione alla sentenza, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” adirà nuovamente al TAR richiedendo apposito “giudizio di ottemperanza”.

Quando tale danno sarà quantificato, nel giro di poco, il Comune dovrà rifonderlo; in difetto, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” potrà richiederne il commissariamento.

Comunque sia, se anche dovesse pagare quanto stabilito, trattandosi di un importo ad esclusivo titolo risarcitorio, l’Ente non acquisirà alcun diritto sull’area ex-Molendi: da qui la necessità di addivenire necessariamente ad un accordo, nel tentativo di chiudere definitivamente la vicenda, pagando il danno, ma che comprenda l’area stessa.

Per il ricorso in appello al CDS, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 6.344,00 euro [distinta 360/2014].


CONTINUA

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DICIOTTESIMA PARTE
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– 2011 –

 

Con la MOZIONE del 31.01.2011 [portata in Consiglio solo il 05.04.2011], il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune”, dopo averne verificato i presupposti, invita l’Amministrazione Comunale a costituirsi anch’essa in giudizio di fronte al TAR della Toscana proprio per veder riconoscere la nullità di quella Convenzione e poter procedere alla redazione di un nuovo atto che, se non sottoscritto dalla Controparte, avrebbe consentito al Comune di imporre unilateralmente e autoritariamente la modifica e/o la rescissione della Convenzione in essere.

Recenti Sentenze della Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite stabiliscono, infatti, che “benché un ente locale, nel suo operare negoziale, si trovi su un piano paritetico a quello dei privati, non ne deriva una piena ed assoluta equiparazione, essendo essa portatrice di un interesse pubblico al quale deve ispirarsi”. Ne conseguirebbe pertanto che “all’amministrazione è preclusa la possibilità di avvalersi di accordi o convenzioni, perché in tal modo il componimento della vertenza sarebbe affidato a soggetti in difetto di qualsiasi procedimento legalmente determinato e, pertanto, privo di adeguate garanzie di trasparenza e pubblicità della scelta”. 

Il Comune di Massa Marittima, dunque, avrebbe avuto piena facoltà di recedere dagli impegni assunti con la Convenzione o di modificare i medesimi, anche in modo unilaterale ed autoritativo, costituendosi in giudizio di fronte al TAR entro il termine del 14.03.2011, individuato dal nuovo Codice del Processo Amministrativo quale limite temporale per l’annullamento di un provvedimento amministrativo per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere.

Di conseguenza, il Sindaco del Comune di Massa Marittima, LIDIA BAI, entro il termine ultimo del 14.3.2011, al fine di scongiurare il rischio di una richiesta danni milionaria (cosa poi accaduta) avrebbe potuto e dovuto:

  1. costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità della clausola compromissoria di cui all’articolo 11 della Convenzione e dei relativi atti amministrativi conseguenti, per difetto di giurisdizione del giudice ordinario nella risoluzione delle controversie intercorse tra le Parti nella realizzazione dell’intervento di riqualificazione della c.d. “Area ex-Molendi”;
  1. costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità dell’intera Convenzione il cui schema è stato approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998, e dei relativi atti amministrativi conseguenti, nel caso in cui – redatta in tempo utile, anche per la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” srl, una nuova convenzione a seguito degli atti assunti dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali e del vincolo paesaggistico imposto sull’area con D.M. 24.11.1999 – la società Porta al Salnitro ne rifiuti la sottoscrizione e/o il Comune di Massa Marittima non imponga unilateralmente ed autoritativamente la modifica e/o cessazione di quella in essere;
  1. procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito alla clausola compromissoria di cui ne viene chiesta l’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana, oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro temporeLuca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998;
  1. procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito all’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana dell’intera Convenzione nel caso ut supraal punto 2.), oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro tempore Luca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998. 

Ma, nonostante la reale possibilità di mettere al sicuro l’Ente, il Sindaco Lidia BAI nulla compie di quanto suggeritole.

Con Deliberazione n.42 del 22.02.2011, anche su indicazione di Giorgi, ritenuto indispensabile ricorrere ad un parere legale in riferimento alla richiesta con relativa motivazione avanzata dal Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” con la MOZIONE del 31.01.2011, in particolare per gli aspetti più propriamente connessi alla disciplina giuridica dei ricorsi amministrativi davanti al TAR, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze l’incarico di assistenza legale per fornire uno specifico parere sulla richiesta della Lista Civica.

Forse in preda alla follia e facendo sfoggio di doti non facilmente definibili, delibera anche che, in caso di riscontrata infondatezza della richiesta della Lista Civica, gli oneri ricadenti a carico del Comune per prestazioni professionali che il Comune si trovasse costretto ad acquisire, sarebbero stati richiesti in rimborso ai soggetti che avevano determinato la necessità di ricorrervi [???].

Durante il Consiglio Comunale del 05.04.2011 [vedasi DCC 18/2014], il Sindaco riferisce che, nel merito delle osservazioni avanzate dalla Lista Civica con la MOZIONE del 31.01.2011, il Comune ha richiesto un parere legale all’avvocato Traina di Firenze [ATTO SEGRETATO PER RAGIONI DIFENSIVE].

Informa che il Professionista, pur concordando sul fatto che la clausola compromissoria possa ritenersi di dubbia legittimità, ritiene NON SI DEBBA ADIRE il TAR per vederne riconoscere la nullità insieme a quella dell’intera Convenzione NE’ SI DEBBA PROCEDERE AL RECUPERO DELLE SOMME versate dal Comune di Massa Marittima (oltre ad interessi, rivalutazione, ecc.), anche mediante denuncia alla Procura Generale della Corte dei Conti dell’operato dell’allora Sindaco Luca SANI, del Segretario Comunale Marcello FRASCINO e dei Consiglieri Comunali che avevano approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998.

Il 27.07.2011, viene notificato al Comune di Massa Marittima il ricorso al TAR Toscana promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e finalizzato ad ottenere un risarcimento economico a seguito del danno subito per l’inadempienza dell’Ente al riguardo della Convenzione del 1998.

La Società “Immobiliare Porta al Salnitro” lamenta:

  1. il danno conseguente al mancato percepimento del reddito locativo dei fabbricati dal Settembre 2000;
  1. il danno conseguente al mancato percepimento del reddito derivante dalla gestione dei 17 posti auto nel parcheggio a raso (art.10 della Convenzione);
  1. il danno conseguente all’avvenuta demolizione dei fabbricati e al mancato recupero dei volumi;
  1. il danno conseguente alla minor volumetria realizzabile a seguito alla intervenuta variazione delle previsioni urbanistiche locali [da 2855,40 a 2104,00 metri cubi];
  1. il danno conseguente agli oneri e ai costi sostenuti per le numerose prestazioni professionali richieste di volta in volta e sempre accolte al fine di addivenire ad una soluzione che consentisse la realizzazione dell’intervento.

Nel corso del Consiglio Comunale del 29.08.2011, rispondendo ad una INTERROGAZIONE della Lista Civica tesa a conoscere l’esito dei lavori del Collegio Arbitrale, il Sindaco afferma che lo Stesso, adito per pronunciarsi sulla controversia con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, si era dichiarato incompetente a tale riguardo [esattamente come sostenuto a gran voce dalla Lista Civica stessa con la MOZIONE del 31.01.2011, ignorata dal Sindaco Bai e dai Consiglieri di Maggioranza] e che la questione doveva essere trasferita nell’ambito della più idonea giurisdizione del TAR della Toscana.

Con l’INTERROGAZIONE del 12.09.2011, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” chiede conto al Sindaco BAI dell’ennesimo ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e che cosa Ella stessa abbia fatto e/o intenda fare di quanto deliberato dal Consiglio Comunale con atto 61/2008.

Chiede, altresì, se l’Amministrazione ha ancora interesse a riqualificare l’area e se è consapevole che, in caso di soccombenza di fronte al TAR, decorsi 30 giorni dal pronunciamento senza aver adempiuto al pagamento dell’indennizzo, previo nomina di un commissario “ad acta” su istanza della Controparte, il Comune può rischiare il commissariamento teso a dare immediata esecuzione alla sentenza.

Il Sindaco BAI risponde all’INTERROGAZIONE della Lista Civica durante il Consiglio Comunale del 08.10.2011 [vedasi Deliberazione n.77], confermando di aver ricevuto notifica del ricorso, che il Comune ha sempre avuto interesse a riqualificare l’area, di essere al corrente di ogni rischio e di aver tentato più volte, infruttuosamente, di retrocedere l’area [particella 329] alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Con fare stizzito e isterico, provocatoriamente, chiede alla Lista Civica di dichiarare da che parte stia, se dalla parte del Comune o della Società, dal momento che i suoi Consiglieri vengono spesso visti colloquiare in pubblico con taluni esponenti di essa.

Con Deliberazione n.298 del 13.10.2011, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze, in collaborazione con l’Avvocato Giorgi di Grosseto, l’incarico di assistenza legale nel merito del ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.


CONTINUA
 

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DICIASSETTESIMA PARTE
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– 2009 / 2010 –

 

Il 27.10.2009, nel corso della seduta n.700 del Senato, l’On. Antonio Di Pietro presenta un’interrogazione a risposta scritta ai Ministri dei Lavori Pubblici e dell’Ambiente chiedendo quali misure si intendano adottare circa il fatto che, nel caso di Massa Marittima, si voglia fare un uso palesemente incongruo dei fondi stanziati per il Giubileo, volendone far uso per realizzare 44 box sotterranei ad uso privato; dice, altresì, che non risulta siano state fatte le adeguate perizie tecniche tese a verificare la sostenibilità dei lavori da parte delle fondamenta della Cattedrale.

Con Deliberazione del 02.03.2010, il Consiglio Comunale accetta di aderire alla richiesta di rettifica del contratto stipulato nel 1999 con la Parrocchia di San Cerbone restituendo, con onere a carico dell’Ente, la porzione di mq.330 della particella 329 acquisita erroneamente]; vista la mancata realizzazione del parcheggio ove si sarebbe vista riservare un box, a saldo per la cessione dei rimanenti mq.670, le Parti concordano il prezzo omnicomprensivo di euro 6.371,72 (in luogo dei 30.000.000 di lire come da pattuizione originaria).

Il 05.05.2010, ricorrendo alla “clausola compromissoria” di cui alla Convenzione del 1998, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” attiva la procedura arbitrale, chiedendo che venga accertato l’inadempimento della stessa e rivendicando un risarcimento di 5 MILIONI E MEZZO di euro; nomina altresì il proprio Arbitro in persona dell’avvocato Umberto Gulina di Grosseto, e invita la Controparte a fare altrettanto.

La decisione nel merito della controversia è quindi demandata a un Collegio Arbitrale (composto da tre Membri di cui due, uno per ciascuna, designati dalle Parti e il terzo scelto di comune accordo dai due Arbitri) e non al Tribunale ordinario.

Con Deliberazione n.165 del 01.07.2010, la Giunta Comunale conferisce all’avvocato Luciano Giorgi di Grosseto l’incarico per l’assistenza legale al Comune nel giudizio arbitrale attivato dalla Controparte.

Con Deliberazione n.278 del 04.11.2010, la Giunta Comunale nomina all’avvocato Francesco Amerini di Grosseto quale proprio Arbitro nel giudizio arbitrale promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Per l’Arbitrato, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 36.808,20 euro [distinta 250/2013].


CONTINUA

L’altro ieri, come il 6 Ottobre scorso quando abbiamo presentato il Defibrillatore donato alla Cittadinanza, ci siamo trovati a parlare di COSE BELLE e non delle porcherie della politica e del malaffare che essa promuove quotidianamente.

Il Prof. Massimo Ricci ci ha illustrato (possiamo davvero dirlo) le conclusioni dei suoi studi sulla Cupola del Brunelleschi.

Studi che sono durati circa 40 anni, tra difficoltà di vario genere, prime tra tutte l’ignoranza, l’arroganza e la presunzione di soggetti che hanno parlato dell’argomento senza averci capito nulla e ignorando quanto fatto, invece, in maniera metodica e scientifica.

Alla mia domanda tesa a sapere se sarebbe potuto venire a Massa, mi rispose “Sarò lieto di venire a parlare del mio lavoro nella tua stupenda città”.

E’ stata una conferenza un po’ “tecnica” ma l’argomento è davvero affascinante e alcune delle cose di cui ha parlato il Prof. Ricci ci hanno lasciato a bocca aperta. 

Massimo Ricci è nato a Firenze il 13 maggio 1946 e lì si è laureato: da allora collabora alla ricerca e alla didattica presso la Facoltà di Architettura.

La sua esperienza professionale è iniziata nel 1971, andando ad occuparsi di progettazione architettonica, restauro e consolidamento delle strutture edilizie e, più in particolare, dei Monumenti.

Ma la sua vera passione è sempre stata la Tecnologia delle Costruzioni, ovvero lo studio delle tecniche costruttive dell’architettura antica, finalizzato all’applicazione dei princìpi di essa al restauro e alla tutela dei monumenti nei processi di progettazione e conservazione dell’architettura.

Nel 1975 ha iniziato ad interessarsi della Cupola di Santa Maria del Fiore, appassionandosene al punto di riuscire a scoprirne ogni segreto.

La sua ricerca – e solo la sua ricerca – ha portato all’individuazione del metodo costruttivo usato da Filippo Brunelleschi ed alla realizzazione di un Modello a grande scala della Cupola.

 

MA PERCHE’ QUESTO EVENTO?

PERCHE’ ABBIAMO PARLATO DI ARCHITETTURA RINASCIMENTALE QUANDO LA STORIA DI MASSA SI FERMA AL TARDOMEDIOEVO?

E PERCHE’ ABBIAMO PARLATO PROPRIO DELLA CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE?

CI SONO PIU’ RAGIONI, MA UNA IN PARTICOLARE.

 

Il Medioevo è una delle quattro grandi epoche (Antica, Medievale, Moderna e Contemporanea) in cui viene tradizionalmente suddivisa la Storia.

Convenzionalmente, va dal V al XV secolo e – più precisamente – dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente [476] alla scoperta dell’America [1492].

Dal V al X secolo, si parla di Primo Medioevo (o Alto Medioevo); dal X al XV secolo, di Tardo Medioevo (o Basso Medioevo).

Alla fine del 1300, tuttavia, un secolo prima della “fine ufficiale” dell’epoca (il TM, appunto) irrompe prepotentemente sulla scena un movimento culturale che, ispirandosi al classicismo, rimette l’uomo e la sua attività al centro dell’Universo: ci si lasciano alle spalle, dunque, le oscurità medievali e si rifugge – in generale – il concetto di “sudditanza dalle divinità”.

Questo movimento culturale letterario è l’UMANESIMO: rimarrà in vita fin oltre la metà del 1400 e produrrà effetti dirompenti.

Primo tra tutti, promuoverà quel fantastico ed emozionante movimento artistico che è stato il RINASCIMENTO.

La Cupola del Brunelleschi segna, appunto, la nascita del Rinascimento in campo artistico e architettonico: muta anche l’organizzazione del cantiere, con la separazione dei ruoli del progettista e del costruttore.

E’ simbolo della genialità: è il manifesto per antonomasia della grandezza dell’uomo e delle sue potenzialità.

 

La Cattedrale di Firenze sorge, a partire dal 1296, sulle vestigia dell’antica Chiesa di Santa Reparata: il progetto è di Arnolfo di Cambio (originario di Colle di Val d’Elsa), il più grande Architetto del tempo. 

Quest’ultima posta all’estremità nord orientale dell’antica città romana, a ridosso delle prime mura urbane, si fa risalire ai primi anni del V secolo.

Un resoconto del vescovo Andrea colloca la traslazione del corpo di san Zanobi da San Lorenzo a Santa Reparata nel 430: a tale data, quindi, la chiesa doveva già esistere.

Arnolfo innalza la facciata fino a circa un terzo di quella che doveva essere l’altezza complessiva.

Arnolfo muore nel 1301 e la costruzione subisce una serie infinita di rallentamenti.

Nel 1331, il cantiere è affidato “in guardia” all’Arte della Lana.

Nel 1334, Giotto ne viene eletto Maestro e si gettano le fondamenta del Campanile.

Un anno dopo, nel 1335, Giotto muore e viene sostituito da Andrea Pisano.

Nel 1351, gli fa seguito Francesco Talenti al quale viene commissionato l’ampliamento.

La Signoria di Firenze, nel 1353, accoglie ufficialmente la leggenda della fondazione della Basilica come ringraziamento alla Santa (le celebrazioni si tengono l’8 Ottobre).

Nel 1587, la facciata di Arnolfo fu demolita: rimase a vista la sola struttura in pietra forte che dopo il 1688 fu intonacata e dipinta.

La facciata attuale è il risultato di 3 concorsi (vedansi i modelli lignei, tutti della seconda metà dell’ottocento).

I lavori terminano nel 1887 e viene inaugurata la facciata (ci hanno lavorato una trentina di artisti ciclo dedicato a Maria – la statua principale della Madonna è di Tito Sarrocchi).

La controfacciata interna conserva il paramento medievale ed ha un arredo figurativo che contempla manifestazioni artistiche che vanno dal ‘200 al ‘600: il Monumento funerario del Vescovo Orso di Tino di Camaino, le 4 figure del quadrante dell’orologio di Paolo Uccello, il Mosaico nella lunetta di ingresso di fine ‘200 su cartone di Gaddo Gaddi, principale allievo di Giotto ecc.

Alla fine del 1600, vengono sostituite le cantorìe di Luca della Robbia e di Donatello con altre in legno.

 

Filippo Brunelleschi – per esteso Filippo di ser Brunellesco Lapi – nacque a Firenze nel 1337 e qui morì nel 1446.

Con Donatello e Masaccio, fu una delle figure più importanti del Primo Rinascimento Fiorentino.

Era un omino alto poco più di un metro e mezzo (x l’esattezza 1,53).

Era un orafo, in parte anche scultore (in queste vesti lo ricordiamo – nel 1401 – avversario del Ghiberti allorquando si dovette realizzare la formella bronzea della porta nord del Battistero di San Giovanni).

Il suo nome, in associazione alla Cupola della Cattedrale, compare per la prima volta nel 1404 (al fianco del Capomastro Piero Guidi).

In realtà, però, già dal 1402, deluso dall’esito del concorso delle formelle e proprio per meglio approcciare al problema della Cupola, Brunelleschi si era recato a Roma (con Donatello) per studiare l’architettura del mondo antico (es. Pantheon) e formarsi come Architetto.

Il Vasari racconta come i due vagassero nella città spopolata alla ricerca di “pezzi di capitelli, colonne, cornici e basamenti di edifizj”, mettendosi a scavare quando vedevano affiorare qualcosa dal terreno.

Nell’agosto del 1972, in Santa Reparata venne rinvenuta la sua tomba: una lapide marmorea a copertura del sepolcro recita la scritta «Corpus magni ingenii viri Philippi Brunelleschi florentini».

La maschera funebre in stucco bianco di Filippo Brunelleschi – ottenuta dal calco del volto sul cadavere – è visibile al Museo dell’Opera.

ANNI DOPO, MICHELANGELO EBBE COSI’ A PRONUNCIARSI: (CIRCA LA CUPOLA DI FIRENZE) VADO A ROMA A FA’ LA SU’ SORELLA, SI PIU’ GRANDE MA NON PIU’ BELLA (riferendosi, ovviamente alla Cupola si San Pietro)…

Brunelleschi scoprì la prospettiva (in particolare il punto unico di fuga) che fu l’elemento caratterizzante ogni rappresentazione artistica dal Rinascimento in poi.

Al Brunelleschi, si debbono molti lavori scultorei [in pietra, come le statue in Orsammichele o in legno come il Crocifisso di SMN].

Tra le architetture, occore citare l’Ospedale degli Innocenti, il Palazzo di Parte Guelfa, la Sagrestia Vecchia in San Lorenzo (commissionatagli nel 1420 da Giovanni di Bicci dei Medici) la Cappella de’ Pazzi (finanziata da Andrea de’ Pazzi).

Ed anche il Palazzo Medici, poi eseguito da Michelozzo (perché il progetto del Brunelleschi sarebbe sembrato troppo sfarzoso a Giovanni di Bicci)

 

Le ragioni per le quali abbiamo parlato della Cupola di Firenze sono molteplici, dicevo prima.

  1. Rendere omaggio alla grandezza di Firenze e al genio di Filippo Brunelleschi che – al pari e più di altri artisti – ne ha segnato le sorti, permettendole di diventare una delle città più belle del mondo (fu il Brunelleschi ad evitare ai Fiorentini la figuraccia che avrebbero fatto se, dopo aver costruito la maestosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore) non fossero riusciti a voltarne la Cupola…).
  1. Rendere omaggio lavoro del Prof. Ricci e ai concetti – ormai desueti – di competenza, impegno, dedizione e professionalità: in molti, infatti, si sono cimentati nello studio della Cupola ma solo lui è riuscito nell’intento di spiegarne letteralmente tutto.
  1. Lanciare un preciso messaggio del quale Massa Comune si è fatta e continuerà a farsi promotrice: SE LA NOSTRA CITTA’ HA UNA SOLA POSSIBILITA’ DI SALVARE SE’ STESSA DALLA CRISI SOCIOECONOMICA CHE CI AMMORSA E DI CONTRASTARE IL DECLINO CAUSATO DALLA MALAPOLITICA E DALLA EVIDENTE VOLONTA’ DI PERSEGUIRE PROFITTI DI VARIO GENERE QUANDANCHE IN DANNO DEL SUPREMO INTERESSE COLLETTIVO, QUESTA POSSIBILITA’ RISIEDE NELLA SUA STORIA, NELLA CULTURA SORTA TRA LE SUE MURA, NEI SUOI MONUMENTI E NELL’ARTE CHE QUESTI ULTIMI CUSTODISCONO.

 

NULLA PUO’ MEGLIO RAPPRESENTARE IL VALORE DELL’ARCHITETTURA NEL DIFFICILE MOMENTO STORICO CHE VIVIAMO COME LA CUPOLA DEL BRUNELLESCHI.

E’ UN INNO ALLA GENIALITA’ DELL’UOMO E COME TALE PUO’ RAPPRESENTARE IL RINASCERE – APPUNTO – DI QUELLE REALTA’ COME MASSA CHE HANNO AVUTO GRANDE IMPORTANZA NEL TEMPO MA CHE ORA SOCCOMBONO DI FRONTE AL NON ESSERE STATE BEN AMMINISTRATE E VALORIZZATE COME AVREBBERO MERITATO.

NEL GENIO C’E’ IL FUTURO; NELLA IMBECILLITA’ POSSONO ESSERCI – come ha detto più volte il Prof. Ricci – SOLO IL DECLINO E LA FINE DI TUTTO.

DI MASSA, DELLA SUA STORIA, DEI SUOI MONUMENTI, PARLEREMO A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO QUANDO – ALL’INCIRCA OGNI MESE – TERREMO INCONTRI TEMATICI E AVANZEREMO PRECISE PROPOSTE NEL MERITO DI QUANTO DETTO

MASSA E’ NOSTRA ED E’ MERAVIGLIOSA !!!

CAPITO QUESTO E INIZIANDO A MUOVERE NELLA DIREZIONE DI TUTELARNE E VALORIZZARNE LA STORIA, I MONUMENTI, L’ARTE CHE CUSTODISCE ED IL TESSUTO URBANO STORICO, TUTTO IL RESTO VERRA’ DA SE’. 

LOCANDINA CUPOLA OK

Cupola Brunelleschi disegno 05

 

Nel 2017 ricorrono i 700 anni dalla coniazione delle monete battute dal Libero Comune di Massa di Maremma: il Denaro Piccolo (o Pìcciolo) e il Grosso da 20 denari.

La Zecca fu operativa solamente per poco più di due anni, dal 1317 al 1319, e aveva sede nella palazzina – allora di proprietà pubblica, poi appartenuta alla famiglia dei Conti Alberti di Monterotondo – che si apre sull’attuale Via Norma Parenti e che oggi, in parte, ospita la Sede della Società dei Terzieri.

Con la dominazione Senese su Massa [dal 1336], l’edificio divenne proprietà dei Conti di Sassetta (un ramo dell’importante famiglia Gherardesca) che ne fecero una propria prestigiosa residenza privata.

Questi ultimi, nel 1401, dovettero cedere alle pressioni della Curia che volle acquistare il fabbricato per ampliare il Palazzo Vescovile, trasferito forzosamente nell’adiacente Palazzina dei Conti di Biserno [che si affaccia sulla Piazza del Duomo] dopo che i Senesi ebbero preso possesso del Castello di Monteregio.

 

Una curiosità che mi fa impazzire… (!!!)

Ma dovevano trascorrere ancora 100 anni esatti [100 anni esatti…] prima che qualcuno si ponesse seriamente il problema di “voltare” la Cupola di Santa Maria del Fiore [iniziata nel 1294-1295 sulle vestigia di Santa Reparata], pur già eretta fino al tamburo ottagonale che avrebbe dovuto sostenerla…

Solo nel 1418, infatti, l’Opera del Duomo bandì il concorso pubblico per la sua costruzione a seguito del quale, pur senza vincitori “ufficiali”, si giunse ad affidarne l’incarico a Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti.

E’ certo che Arnolfo di Cambio – architetto progettista del Duomo – avesse previsto di caratterizzare il suo edificio con una struttura assai diversa e più ampia del tradizionale tiburio delle Cattedrali dell’epoca: tuttavia, la Cupola avrebbe dovuto avere un aspetto ben più convenzionale di quello conferitole dal Brunelleschi.

La costruzione della Cupola ebbe inizio il 7 agosto 1420 e la struttura – alla base della lanterna – fu completata il 1º agosto 1436.

BELLA 22clicka per ingrandire

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arcimboldo-vertunno-particolare

 

SEDICESIMA PARTE
(la storia intera dal pulsante in alto a destra)

– 2008 –

Gli incontri tra le Parti tesi a chiarire definitivamente la fattibilità e gli eventuali limiti dell’intervento continuano fino all’estate 2008 quando, finalmente, pare possibile giungere ad una soluzione condivisa.

Il 10.07.2008, infatti, in una nota indirizzata alla Controparte, il Legale del Comune si esprime sostenendo di ritenere possibile la risoluzione della controversia.

Il 24.07.2008, le Parti si confrontano in quello che doveva rivelarsi l’incontro risolutivo e convengono, per giungere alla sottoscrizione, di sostituire l’Atto di Transazione del 2003 (mai sottoscritto nonostante l’approvazione del Consiglio Comunale).

Di conseguenza, la Società recapita al Comune un documento contenente la propria posizione circa il percorso da seguire per dare attuazione all’accordo transattivo, anche ricordando quali e quanti siano stati i propri sforzi economici per giungere alla miglior soluzione tesa a minimizzare l’impatto paesaggistico dell’intervento [buona ultima le soluzioni proposta dal Prof. Verducci di Perugia].

Ma le precisazioni della Controparte non sono gradite all’avvocato Giorgi che, senza fornire ad Essa alcun preavviso, a partire dal 25.09.2008, inizia a sollecitare l’Ente circa la necessità di provvedere con URGENZA alla «stipula della retrocessione dell’area di sedime dell’immobile demolito in modo da consentirne senza dilazioni l’utilizzazione per i fini edificatori consentiti».

Il successivo 07.10.2008, l’avvocato Giorgi recapita al Comune il proprio parere ufficiale: confermando quanto anticipato giorni addietro, evidenzia l’incomprensibile opportunità di procedere all’immediata retrocessione dell’area e, addirittura, alla revoca della Deliberazione del Consiglio Comunale n.13 del 18.02.2003.

Alla fine della sua nota, l’avvocato Giorgi dice: «Il Comune dovrà comunque mettere in conto che, subito dopo l’adozione della revoca ed in riferimento ad essa, la Società potrà ritenere violata l’intesa metodologico-negoziale che, a suo tempo, dette luogo alla elaborazione-mediazione dell’avvocato Fiori recepita dal Consiglio Comunale e, quindi, promuovere, così come mi è stato precisato in riferimento a detta ipotesi, un giudizio per danni davanti al Tribunale, ovvero in Sede Arbitrale, per far valere le proprie pretese risarcitorie che peraltro, com’è ovvio, dovrebbero essere tutte adeguatamente motiva e, soprattutto, provate».

Solo due giorni dopo, l’argomento viene portato con URGENZA in Consiglio Comunale, aggiungendolo straordinariamente all’ordine del giorno già predisposto e diffuso ai Consiglieri.

Durante il Consiglio Comunale del 09.10.2008, premesso che l’Atto di Transazione del 2003 non era mai stato firmato né c’erano stati ulteriori passaggi al riguardo in Consiglio Comunale, il Sindaco Lidia BAI ricorda che, a partire dal Settembre 2005, si erano tenuti numerosi incontri con la Controparte (prima interlocutori, poi negoziali) allo scopo di pervenire concordemente alla definizione della vicenda, precisando che l’obiettivo costantemente perseguito dall’Amministrazione nel corso delle trattative era sempre stato quello di garantire gli interessi del Comune, senza  però penalizzare in alcun modo il Privato.

Spiega, inoltre, che fino a quel momento, nonostante le pressioni della Società, il Comune non aveva firmato l’atto di transazione ritenendo necessario modificare alcuni degli accordi contenuti in esso, in ragione dell’oggettivo superamento delle condizioni originarie.

Sostiene anche la NECESSITA’ che il Consiglio deliberi la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003, pur senza pretendere indietro il diritto di superficie concesso alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” sull’area adiacente a quella da Essa acquisita a titolo di proprietà mediante l’atto pubblico di permuta del 1999.

E informa il Consiglio circa l’eventualità che la Società proceda ad una azione legale nei confronti del Comune, sostenendo però che l’Amministrazione NON INTENDE METTERE L’INTERESSE PUBBLICO IN SECONDO PIANO, vincolando l’Ente con la sottoscrizione di una transazione ormai superata.

Ritiene che la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003 e la RETROCESSIONE dell’area alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” siano il presupposto [unilateralmente ritenuto tale] per la ripresa della trattativa finalizzata alla definitiva risoluzione della controversia.

 

Con Deliberazione n.61 del 09.10.2008, recependo il parere dell’Avvocato Giorgi (con 8 voti favorevoli, 1 astenuto e 1 contrario) il Consiglio Comunale decide dunque:

  1. di procedere alla immediata retrocessione alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” dell’area composta dalle particelle censite al Catasto Terreni al foglio 143, mappali 290, 300, 358, 438, 439, 440 (al tempo mappale 328), pervenuta al Comune con l’atto di cui al rep. 13739 del 11.2.1999 ai rogiti del notaio Abate di Grosseto [registrato in data  26.2.1999 al n. 438 serie 1V];
  1. di non procedere, al momento, con la richiesta alla Società privata tesa al vedersi retrocedere il diritto di superficie costituito in favore della stessa su parte dell’area di cui alla particella 329, per fare di ciò oggetto di discussione e trattativa successive; 
  1. di revocare la deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 18.02.2003;
  1. di procedere con la ripresa negoziale con la Controparte.

In aggiunta, di propria esclusiva iniziativa, si è inteso “annullare” la Convenzione del 1998 ed il conseguente Atto di Permuta dell’anno successivo, dimenticando gli immobili di proprietà privata abbattuti in tutta fretta dal Comune.

In realtà, la Convenzione del 1998 rimane l’UNICO atto contrattuale vigente e mai modificato dalle Parti se non per quanto riguarda l’accordo interlocutorio sottoscritto il 29.09.2000 col quale il Comune si era impegnato a riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” la somma di lire 200.000.000 per il mancato adempimento di quanto all’art.4 della Convenzione, ovvero la RICOSTRUZIONE DEL PIANO DI POSA degli edifici da realizzare ad opera del Privato.

In molti definiscono tale azione come espressione di un “incongruo esercizio del potere di autotutela”.


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