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fuoco… omissis

Premetto di rivestire il ruolo di Consigliere Comunale – Capogruppo dal 21.12.2017 – della “Lista Civica Massa Comune” [principale Forza di Opposizione] di Massa Marittima.

… omissis

La questione è delle più semplici e questi sono i fatti.

In data 15.01.2015, sul sito istituzionale del Comune di Massa Marittima, è stata pubblicata la Delibera di Giunta n.208 del 23.12.2014 [ALLEGATO 1, numerato in rosso]; insieme a questa, forse per errore, è comparso anche il Verbale di Sommarie Informazioni rese dall’Arch. Assuntina Messina sulla spinosa questione urbanistica dell’area EX-AGRARIA, fortemente avversata dallo scrivente e dal Geom. Massimo Grisanti attraverso esposti e ricorsi [ALLEGATO 2, numerato in rosso].

In data 16.01.2015, quando – ormai – quel documento era diventato pubblico a tutti gli effetti [perché comparso sull’Albo Pretorio in allegato alla Delibera di Giunta], dopo essere stato estratto dalla rete e nell’ambito dell’azione politica messa legittimamente in campo dalla Minoranza, il medesimo fu pubblicato anche sul sito della “Lista Civica Massa Comune”.

Comunque sia, benché la cosa non rilevi, non fui io a farlo.

Nello stesso giorno, il Segretario Comunale Dott. Giovanni Rubolino – DICHIARANDO FALSAMENTE CHE L’ATTO ERA STATO SECRETATO – mi ha inviato una nota diffidandomi a rimuovere il post pubblicato su www.massacomune.it [ALLEGATO 3, numerato in rosso].

Per tutta risposta, il giorno successivo, ho replicato precisando di essere solo il proprietario del sito (ovvero colui che ne ha acquistato lo spazio web) MA SOLO UNO DEI TANTI AMMINISTRATORI [ALLEGATO 4, numerato in rosso].

Ciononostante, in data 18.01.2015, presso la Stazione dei Carabinieri di Massa Marittima, il Dott. Giovanni Rubolino ha sporto querela nei miei confronti lamentando la diffusione – e la mancata rimozione – di un atto pubblico, a suo dire, riservato [ALLEGATO 5, numerato in rosso].

Ma tale documento – forse diffuso per errore dall’Ente – non era mai stato formalmente “secretato”; la Giunta, infatti, deliberando di concedere il patrocinio legale (attraverso l’attivazione delle polizze assicurative) a due suoi dipendenti indagati dalla Procura per “Falso ideologico” e “Abuso di Ufficio”, aveva solo stabilito di incaricare il Sindaco e la Segreteria di provvedere alla temporanea esclusione dal diritto di accesso di tutti gli atti conseguenti o connessi alla deliberazione, COSA MAI AVVENUTA.

In data 24.01.2015, inoltre, l’Arch. Assuntina MESSINA ha sporto querela contro – a suo dire – i responsabili delle pubblicazioni (individuati nello scrivente e in una dipendente comunale), originando il Procedimento Penale 15/1622 RGNR [ALLEGATO 6, numerato in rosso].

Circa tale Procedimento, però, in data 10.04.2015, il Pubblico Ministero Dott. Salvatore Ferraro ha inteso proporre l’archiviazione [ALLEGATO 7, numerato in rosso].

Al tutto si aggiunga che, in data 23.11.2015, per la questione di cui trattasi, nonostante la proposta di archiviazione di cui sopra ed ogni altra evidenza, l’Arch. Assuntina MESSINA ha promosso una Causa Civile avverso la mia persona (e non anche contro la dipendente comunale) [ALLEGATO 8, numerato in rosso]: il procedimento è in corso.

ED ORA ATTENZIONE: in data 13.03.2018, in risposta ad una mia istanza di chiarimenti, il Segretario Comunale Dott. Giovanni Rubolino AMMETTE che la DGC 208 del 23.12.2014 NON ERA SECRETATA come invece Egli aveva dichiarato all’Autorità Giudiziaria; si noti anche cos’altro asserisce ai punti 2), 3) e 4) [ALLEGATO 9, numerato in rosso].

… omissis

Ricapitolando, in sintesi.

IL SEGRETARIO COMUNALE DI MASSA MARITTIMA DOTT. GIOVANNI RUBOLINO HA INTESO ACCUSARMI DI QUANTO NON HO MAI COMMESSO DICHIARANDO IL FALSO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA NELLA PIENA CONSAPEVOLEZZA DI FARLO.

La consapevolezza è acclarata dal fatto che, in quanto Segretario Comunale (e, quindi, necessariamente al corrente delle procedure amministrative), NON POTEVA NON SAPERE CHE L’ATTO CHE EGLI HA PUNTUALMENTE E RIPETUTAMENTE DEFINITO “SECRETATO” TALE NON FOSSE.

Per esserlo, successivamente al “semplice” disporre la temporanea esclusione dal diritto di accesso da parte della Giunta, avrebbero dovuto seguire altri atti di competenza del Sindaco e della Segreteria (di cui Egli stesso è il responsabile), ovvero un Decreto Sindacale che non è mai stato emesso.

… omissis


In più a tutti gli altri
(già pagati o da pagare)

il Comune di Massa Marittima
ha un altro GROSSO DEBITO
che viene abilmente taciuto

Al 31.12.2017
per le “gestioni associate”
deve  1.241.850 euro
all’Unione di Comuni

Al 31.12.2016
tale debito ammontava a
a 815.955 euro 

Negli ultimi tempi, nell’ambito della mia attività di Consigliere Comunale della Lista Civica Massa Comune, mi sono cimentato in una “divertente” verifica che ha prodotto un esito – a dir poco – curioso.

Per gli anni 2015, 2016 e 2017, ho richiesto copia delle certificazioni – AUTENTICATE a firma del Segretario Comunale di Massa Marittima Giovanni Rubolino – attestanti le assenze dal lavoro (ENEL) giustificate e retribuite del Sindaco Giuntini.

Consultando le medesime, grande è stato il mio stupore!

Per praticità, in questa sede, mi limito a trattare del solo 2015, riferendomi ad alcuni degli atti in mio possesso afferenti tale anno.

Come si può facilmente desumere essi, a detta del Segretario Comunale, la stragrande maggioranza delle riunioni della Giunta Comunale si sarebbe tenuta tra le ore 8:30 della mattina e le ore 18:00 del pomeriggio!!!

Tali adunanze, quindi, sarebbero durate ben NOVE ORE E MEZZO ininterrotte, addirittura senza “pausa pranzo”…

Davvero instancabile la Giunta del mio Comune: direi “stacanovista”…

Ma vi è di più.

Non contento, ho consultato anche l’elenco delle argomentazioni in discussione in tali riunioni.

Talvolta, come il 12.02, il 21.04, il 22.04, il 04.09, in quelle riunioni [durate NOVE ORE E MEZZO ininterrotte] c’era UN SOLO PUNTO all’odg.

Altre volte, i punti all’odg erano DUE o TRE; qualche volta (rasentando l’inverosimile), anche QUATTRO…

Come avranno fatto – poverini – a discutere di tutto IN SOLE NOVE ORE E MEZZO ininterrotte?

Ma vi è ancora di più.

Non ancora contento, ho consultato anche le “timbrature” del Segretario [il c.d. “cartellino”].

Pressoché sempre, pur certificando che le riunioni di Giunta erano iniziate alle 8:30 e terminate alle 18:00, Rubolino è entrato in servizio non prima delle 10:00 per uscire – talvolta – tra le 16:00 e le 17:00 (o anche prima)…

Orbene: cosa pensare di tutto questo? 

 

sorano rett okclicka per leggere

Animal_Farm_-_1st_editionLa sentenza 6873 del 14.02.2017 della III^ Sez. della Cassazione Penale sarebbe passata sotto traccia se non avesse riguardato Palazzo Tornabuoni ovverosia il salotto fiorentino alias governativo…

I fiorentini tutti – amministratori, tecnici, operatori edili, avvocati ecc. – sembra che solo ora abbiano capito che il Granducato di Toscana non esiste più, essendo stati chiamati a rispettare le leggi dello Stato italiano.

La Cassazione non ha fatto altro che riaffermare principi di diritto urbanistico già contenuti in numerose sentenze di legittimità penale e del Giudice amministrativo: il mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante è sempre, quantomeno, intervento di ristrutturazione edilizia (cfr. ex plurimis: Cass. penale, 1156/2008; 31135/2008; 43807/2008; 2877/2009; 42913/2009; 34769/2011; 31465/2014; 30863/2015; 39374/2015 – Cons. Stato, 4258/2012; 2295/2017) ed in Zona A ex DM 1444/1968 occorre il permesso di costruire anche per quello compatibile con l’organismo edilizio (come nel caso del restauro e risanamento conservativo – cfr. Cass. penale, 35640/2007; 42915/2009).

Una volta pizzicati dal Giudice, ecco che subito fioriscono articoli di stampa (Il Sole 24 Ore, Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino ecc.) e proposte di legge al fine di far rientrare i mutamenti di destinazione d’uso urbanisticamente rilevanti nella categoria d’intervento del restauro.

Ancora una volta non viene compreso che ai sensi dell’art.4 della legge 1150/1942 le norme sull’attività edilizia sono funzionali per l’attuazione della disciplina urbanistica contenuta – o da obbligatoriamente contenersi [vedi DM 1444/1968] – nei piani regolatori, in guisa che a specifici insediamenti (residenziali, commerciali, artigianali-industriali, direzionali) corrisponda una quantità minima prefissata di spazi pubblici, tra loro diversi e non fungibili, da destinare ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria (le quali, ovviamente, devono essere realizzate).

Pertanto, anche ai sensi dell’art.3, comma 1, lettera e) DPR 380/2001, non si ha nuova costruzione solamente quando viene realizzato, per la prima volta, un edificio, ma anche quando le modifiche apportate a quello esistente siano tali da farlo transitare tra categorie urbanistiche ex DM 1444/1968.

In sostanza, si ha nuova costruzione allorquando viene variato almeno uno dei termini dell’endiadi “destinazione d’uso dell’edificio – standard urbanistici ex artticoli 3 e 5 DM 1444/1968”.

Del resto, il mutamento di destinazione d’uso di un edificio direzionale in residenziale in niente differisce dalla costruzione ex novo di un edificio residenziale riguardo all’entità e qualità di servizi che il Comune è costretto ad assicurare (sempreché voglia, o gli sia imposto di, rispettare la legge dello Stato chiamata art.41-quinquies Legge 1150/1942 e DM 1444/1968).

E siccome la destinazione d’uso è un elemento essenziale e qualificante una costruzione, ecco che anche ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera e) TUE sono interventi di nuova costruzione «… quelli di trasformazione edilizia E URBANISTICA del territorio NON RIENTRANTI nelle categorie definite alle lettere precedenti».

Concludendo, il mutamento di destinazione d’uso di una costruzione è sempre NUOVA COSTRUZIONE qualora avviene tra categorie diverse ex DM 1444/1968 e gli standards urbanistici non sono reperiti e realizzati nel concreto.

E la dimostrazione che gli standard esistano non solo nella carta, ma anche in realtà deve essere fornita tanto dall’interessato all’intervento, quanto dai tecnici comunali. Diversamente si chiama abuso d’ufficio.

Saremo chiamati a leggere sulla Gazzetta Ufficiale la Fattoria degli Animali in salsa fiorentina?


MEF

Galgano PAGLIARESI (o Pagliarecci) nacque tra la fine Duecento e gli inizi del Trecento, da una famiglia magnatizia senese di tradizione ghibellina.

Domenicano, già Prefetto della Provincia romana dell’Ordine, fu Vescovo di Populonia e Massa dal 1332 (o 1333) al 1348, succedendo a Giovanni V [durante il mandato del quale Massa andò a battere moneta propria].

Uomo di probi costumi e singolare dottrina, fu autore di numerose prediche: fu tenuto in grande considerazione dal Comune di Siena che richiese più volte i suoi consigli.

La pressoché totale dispersione dell’archivio vescovile di Massa Marittima, purtroppo, non consente una ricostruzione adeguata attività di Pagliaresi.

E’ certo – comunque – che fu testimone della sottomissione di Massa a Siena.

Ciò dopo la breve signoria dell’Arcivescovo fiorentino Francesco Silvestri [originario di Cingoli nelle Marche, si trasferì a Firenze nel 1323 ove morì nel 1341]; fu lui a disporre la riesumazione dele spoglie di San Zanobi dalla Chiesa di Santa Reparata, in via di demolizione per fare spazio alla nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore (la sua tomba, riscoperta durante gli scavi del 1971-1972, si trovava in quell’antica struttura).

A seguito della sottomissione di Massa a Siena, egli dovette cedere a quest’ultima il Castello di Monteregio (che poi divenne parte della c.d. Fortezza Senese), trasferendo la propria residenza nella piazza della Cattedrale, entro la Palazzina dei Conti di Biserno: il nuovo episcopio fu poi ampliato annettendo ad esso la retrostante Palazzina della Zecca, successivamente acquistata dai Conti di Sassetta della famiglia Gherardesca – per 35 fiorini d’oro – dal Vescovo Niccolò Beruto († 1394-1404) .

Al pari dei suoi immediati predecessori, proseguì con le alienazioni dei castelli dell’antica signoria vescovile, confermando la vendita del castello di Tricasi alla famiglia fiorentina dei Capponi.

Il 2 febbraio del 1339, insieme al Vescovo di Siena Donusdeo Malavolti [o Malevotti, già Vescovo di Massa nel 1302], benedì la prima pietra della fabbrica per la costruzione del “Duomo Nuovo”.


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2018 copia

192-17 CONSIGLIERI DI MAGGIORANZAclicka per ingrandire

LA MINORANZA HA VINTO LA SUA BATTAGLIA: HA COSTRETTO GIUNTINI & CO.(mpagni) A RECEDERE DALLA DECISIONE DI PROMUOVERE LA RACCOLTA DEL 5×1000 A FAVORE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE.

CIO’ RITENENDO L’INIZIATIVA DI CUI SOPRA TUTT’ALTRO CHE NECESSARIA, IMPOPOLARE PER L’IMMAGINE DELL’ENTE E TALE DA PRODURRE L’EFFETTO DI SOTTRARRE FONDI ALLE “ONLUS” LOCALI CHE, BEN PIU’ “BISOGNOSE” DI UN SOSTEGNO ECOMOMICO, SVOLGONO INDISPENSABILMENTE ATTIVITA’ DI ASSAI MAGGIORE UTILITA’ SOCIALE.

La Fenice è una delle più conosciute (e amate) figure mitologiche.

Pare fosse un uccello di fuoco, famoso per saper rinascere dalla proprie ceneri.

Aveva le ali a forma di persiana (o finestra) in alluminio elettroverniciato.

Chissà che qualcuno non la uccida, spezzandole quelle ali illegittime…

Magari in un parcheggio riservato, fatto per sanare ulteriori illegittimità!!!

Ma che importa: tanto rinascerebbe…

Fenice park

 

LOCANDINA DEFIBRILLATORE

biscottini-al-ginseng


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