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LOCANDINA DEFIBRILLATORE

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In questa scatola non c’è una cosa qualunque: c’è il DEFIBRILLATORE che “Massa Comune” – grazie alle tante persone che hanno accolto con favore l’iniziativa e contribuito economicamente all’acquisto – metterà a disposizione della nostra Cittadina. A breve, ogni ulteriore info. Evvai!!!


defibrillatore scatola

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In data 08.05.2016, con una mozione, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” impegnava il Sindaco e l’Amministrazione Comunale ad acquistare un DEFIBRILLATORE da mettere a disposizione della Comunità.

Ma la mozione, seppure (ovviamente) accolta, non ha avuto seguito alcuno.

In data 09.09.2016, con una interrogazione, chiedevamo conto al Sindaco di quanto impegnatosi a fare.

All’interrogazione veniva data una risposta permeata di ipocrisia e i Consiglieri della Lista Civica venivano quasi sbeffeggiati.

Ad oggi, nessuno ha fatto quello che si era impegnato a fare.

Massa Comune, pertanto, ha deciso di acquistare direttamente quel DEFIBRILLATORE e di organizzare i corsi per formare e qualificare opportunamente coloro che volessero proporsi per poterne far uso.

Poi, a pacchetto confezionato e senza clamore alcuno, donerà al Comune quel DEFIBRILLATORE.

Per questo, stiamo cercando di raccogliere i fondi necessari.

Del tutto, se ne stanno principalmente interessando Stefano Iozzi, Luciana Chelini e Danilo Beni.

Chi volesse contribuire, potrà contattare uno qualsiasi tra: Fiorenzo, Oscar, Federico, Francesco, Gabriele, Lucia, Cristian, Paolino, Stefano, Luciana, Danilo ecc, chiamare il 335.485680 o scrivere a info@massacomune.it

Massa Marittima (GR) Allestimento suolo in uso Rist. i 3 Archiclicka per ingrandire

Risposta Messina 2016 SUOLOclicka per ingrandire

La Fenice è una delle più conosciute (e amate) figure mitologiche.

Pare fosse un uccello di fuoco, famoso per saper rinascere dalla proprie ceneri.

Aveva le ali a forma di persiana (o finestra) in alluminio elettroverniciato.

Chissà che qualcuno non la uccida, spezzandole quelle ali illegittime…

Magari in un parcheggio riservato, fatto per sanare ulteriori illegittimità!!!

Ma che importa: tanto rinascerebbe…

Fenice park

Etiopia

Galgano PAGLIARESI (fu Leonardo) nacque tra la fine Duecento e gli inizi del Trecento, da una famiglia magnatizia senese di tradizione ghibellina.

Domenicano, già Prefetto della Provincia romana dell’Ordine, fu nominato Vescovo di Populonia e Massa dal 1332 (o 1333) al 1348, succedendo a Giovanni V [durante il mandato del quale Massa andò a battere moneta propria].

Uomo di probi costumi e singolare dottrina, fu autore di numerose prediche: fu tenuto in grande considerazione dal Comune di Siena che richiese più volte i suoi consigli.

La pressoché totale dispersione dell’archivio vescovile di Massa Marittima, purtroppo, non consente una ricostruzione adeguata attività di Pagliaresi.

E’ certo – comunque – che fu testimone della sottomissione di Massa a Siena.

Ciò dopo la breve signoria dell’Arcivescovo fiorentino Francesco Silvestri [originario di Cingoli nelle Marche, si trasferì a Firenze nel 1323 ove morì nel 1341]; fu lui a disporre la riesumazione dele spoglie di San Zanobi dalla Chiesa di Santa Reparata, in via di demolizione per fare spazio alla nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore (la sua tomba, riscoperta durante gli scavi del 1971-1972, si trovava in quell’antica struttura).

A seguito della sottomissione di Massa a Siena, egli dovette cedere a quest’ultima il Castello di Monteregio (che poi divenne parte della c.d. Fortezza Senese), trasferendo la propria residenza nella piazza della Cattedrale, entro la Palazzina dei Conti di Biserno: il nuovo episcopio fu poi ampliato annettendo ad esso la retrostante Palazzina della Zecca, successivamente acquistata dai Conti di Sassetta della famiglia Gherardesca – per 35 fiorini d’oro – dal Vescovo Niccolò Beruto († 1394-1404) .

Al pari dei suoi immediati predecessori, proseguì con le alienazioni dei castelli dell’antica signoria vescovile, confermando la vendita del castello di Tricasi alla famiglia fiorentina dei Capponi.

Il 2 febbraio del 1339, insieme al Vescovo di Siena Donusdeo Malavolti [o Malevotti, pare già Vescovo di Massa nel 1302], benedì la prima pietra della fabbrica per la costruzione del “Duomo nuovo”.

PIANO STRUTTURALE
U.T.O.E. (M.G.) DI MASSA MARITTIMA E GHIRLANDA
SUB U.T.O.E. (M.G.3) – LA CITTÀ FRAZIONE

 

INDIVIDUAZIONE E LIMITI
Porzione di territorio posta prevalentemente a nord del capoluogo delimitata dell’aggregato urbano e dall’intorno strettamente collegato ed identificabile nella frazione di Ghirlanda.

CENNI STORICO INSEDIATIVI
Il nucleo di Ghirlanda, collocato nell’ex pianura paludosa bonificata con l’intervento dell’ingegnere Leonardo Ximenes, è costituito da un inse- diamento residenziale sviluppatosi attorno al complesso della stazione ferroviaria Massa Marittima-Follonica, utilizzata in passato per il trasporto di persone e i minerali dalle vicine miniere di Niccioleta sino alla costa. Attualmente la frazione ha un carattere prettamente residenziale con qualche struttura di servizio e ristoro anche di pregio.

MORFOLOGIA AMBIENTALE E INSEDIATIVA
Area prevalentemente pianeggiante, di ricarica delle falde acquifere ed interessata da pericolosità idraulica. Delimitato a sud dalle pendici del poggio di Massa Marittima e da rilievi collinari caratterizzati dalla presenza di querce, olmi, pini e da vigneti e oliveti, il nucleo è composto d’edifici residenziali a tipologia mista, posti lungo la viabilità e prospi- cienti la grande area della ex stazione ferrovia Massa-Follonica, nella quale si trovano strutture di carattere industriale artigianale. Nell’area agricola limitrofa all’abitato, si rileva la presenza d’edifici rurali sparsi e d’edifici ed opifici d’importanza storico sociale. L’insediamento prevalentemente residenziale è caratterizzato dalla scarsa presenza d’attività commerciali e di servizio; nell’area della ex ferrovia Massa-Follonica annualmente si tiene la Fiera di Ghirlanda dei prodotti, dei mezzi agricoli e del bestiame.

INVARIANTI STRUTTURALI:
……– manufatti di rilevante importanza storico strutturale;
……– ex Mulino Badii;
……– edifici rurali sparsi d’importanza storica;
……– pianura bonificata;
……– pendici collinari.

AZIONI E MODALITÀ D’INTERVENTO
La realizzazione di nuove residenze, potrà avvenire mediante interventi di ricucitura e completamento del tessuto edilizio esistente, oltre a limitate aree di nuova previsione, in continuità all’edificato. Gli interventi di nuova edificazione sono riferibili principalmente all’area della ex Stazione FMF, nel rispetto delle strutture di pregio, garantendo comunque la possibilità dell’eventuale svolgimento dell’annuale fiera agricola prevista nel mese di settembre e di quanto specificato nel Regolamento Urbanistico.
In tutta l’area boscata e coltivata, che si estende da nord di Massa Marittima fino alla piana di Ghirlanda, non sono previste aree di nuova edificazione. Le azioni saranno volte al recupero della sentieristica e della viabilità storica, alla conservazione del patrimonio boschivo ed alla riqualificazione e riutilizzo di quello edilizio. Ampliamenti o ridefinizioni delle strutture presenti, saranno puntualmente normate nel Regolamento Urbanistico, fino al raggiungimento massimo di 20 posti letto di nuova edificazione.
Il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, a fini residenziali o turistico ricettivi, oltre che dalla riqualificazione delle unità poderali presenti, è riconducibile principalmente al recupero dei manufatti presenti nell’area della ex Stazione FMF e alla ristrutturazione e trasformazione della struttura dell’ex Mulino Badii, da effettuarsi nel rispetto del contesto paesaggistico, dell’importanza storico architettonica della struttura e secondo quanto stabilito nel Regolamento Urbanistico. I venti posti letto di nuova edificazione sono la quantità massima prevista e riconducibile al possibile ampliamento delle strutture esistenti o all’ampliamento di strutture turistico ricettive ricavate dal recupero del patrimonio edilizio esistente.
L’arricchimento della dotazione di servizi e attrezzature pubbliche e la riorganizzazione del sistema dei parcheggi e dei percorsi meccanizzati e pedonali, costituiscono un elemento fondamentale per il rilancio di Ghirlanda e la sua qualificazione come punto di riferimento per il territorio limitrofo oltre che come area satellite del capoluogo.
Sul patrimonio edilizio esistente esterno al perimetro urbano e non compreso in aree di completamento o di nuova espansione, utilizzato a fini abitativi alla data di adozione del presente Piano Strutturale, sono ammessi incrementi volumetrici secondo le disposizioni dettagliate da stabilirsi nel Regolamento Urbanistico.
La possibile edificazione di annessi agricoli e di strutture necessarie alla conduzione e coltivazione dei fondi compresi all’interno del perimetro della presente sub Utoe, è ammessa solamente per gli imprenditori agricoli, nel rispetto di quanto sarà precisato nel Regolamento Urbanistico ed in considerazione delle indicazioni strategiche generali e puntuali contenute nei capoversi precedenti.
L’installazione di impianti e di antenne per la replicazione di frequenze radio e telefonia cellulare o quanto altro di simile, all’interno del perimetro della presente sub Utoe è ammessa nel rispetto del regolamento comunale vigente, dell’integrità visiva del centro storico e delle emergenze storico ambientali esistenti. Il Regolamento Urbanistico potrà apportare modifiche al regolamento comunale e definire maggiori puntualizzazioni localizzative.

 

• 

Oh Massimo, che ne pensi di questa ordinanza?

Non credi ci sia qualcosa da correggere?

 

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incudine

NEL PERIODO
LUGLIO-SETTEMBRE 2015
(vedi bilancio 2016)

PER IL “LAVORATORE” DIPENDENTE
SIG. MARCELLO GIUNTINI

IL COMUNE DI MASSA MARITTIMA
HA RIMBORSATO ALL’ENEL

LA SOMMA DI EURO 9.415,06
(novemilaquattrocentoquindici/06)

Animal_Farm_-_1st_editionLa sentenza 6873 del 14.02.2017 della III^ Sez. della Cassazione Penale sarebbe passata sotto traccia se non avesse riguardato Palazzo Tornabuoni ovverosia il salotto fiorentino alias governativo…

I fiorentini tutti – amministratori, tecnici, operatori edili, avvocati ecc. – sembra che solo ora abbiano capito che il Granducato di Toscana non esiste più, essendo stati chiamati a rispettare le leggi dello Stato italiano.

La Cassazione non ha fatto altro che riaffermare principi di diritto urbanistico già contenuti in numerose sentenze di legittimità penale e del Giudice amministrativo: il mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante è sempre, quantomeno, intervento di ristrutturazione edilizia (cfr. ex plurimis: Cass. penale, 1156/2008; 31135/2008; 43807/2008; 2877/2009; 42913/2009; 34769/2011; 31465/2014; 30863/2015; 39374/2015 – Cons. Stato, 4258/2012; 2295/2017) ed in Zona A ex DM 1444/1968 occorre il permesso di costruire anche per quello compatibile con l’organismo edilizio (come nel caso del restauro e risanamento conservativo – cfr. Cass. penale, 35640/2007; 42915/2009).

Una volta pizzicati dal Giudice, ecco che subito fioriscono articoli di stampa (Il Sole 24 Ore, Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino ecc.) e proposte di legge al fine di far rientrare i mutamenti di destinazione d’uso urbanisticamente rilevanti nella categoria d’intervento del restauro.

Ancora una volta non viene compreso che ai sensi dell’art.4 della legge 1150/1942 le norme sull’attività edilizia sono funzionali per l’attuazione della disciplina urbanistica contenuta – o da obbligatoriamente contenersi [vedi DM 1444/1968] – nei piani regolatori, in guisa che a specifici insediamenti (residenziali, commerciali, artigianali-industriali, direzionali) corrisponda una quantità minima prefissata di spazi pubblici, tra loro diversi e non fungibili, da destinare ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria (le quali, ovviamente, devono essere realizzate).

Pertanto, anche ai sensi dell’art.3, comma 1, lettera e) DPR 380/2001, non si ha nuova costruzione solamente quando viene realizzato, per la prima volta, un edificio, ma anche quando le modifiche apportate a quello esistente siano tali da farlo transitare tra categorie urbanistiche ex DM 1444/1968.

In sostanza, si ha nuova costruzione allorquando viene variato almeno uno dei termini dell’endiadi “destinazione d’uso dell’edificio – standard urbanistici ex artticoli 3 e 5 DM 1444/1968”.

Del resto, il mutamento di destinazione d’uso di un edificio direzionale in residenziale in niente differisce dalla costruzione ex novo di un edificio residenziale riguardo all’entità e qualità di servizi che il Comune è costretto ad assicurare (sempreché voglia, o gli sia imposto di, rispettare la legge dello Stato chiamata art.41-quinquies Legge 1150/1942 e DM 1444/1968).

E siccome la destinazione d’uso è un elemento essenziale e qualificante una costruzione, ecco che anche ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera e) TUE sono interventi di nuova costruzione «… quelli di trasformazione edilizia E URBANISTICA del territorio NON RIENTRANTI nelle categorie definite alle lettere precedenti».

Concludendo, il mutamento di destinazione d’uso di una costruzione è sempre NUOVA COSTRUZIONE qualora avviene tra categorie diverse ex DM 1444/1968 e gli standards urbanistici non sono reperiti e realizzati nel concreto.

E la dimostrazione che gli standard esistano non solo nella carta, ma anche in realtà deve essere fornita tanto dall’interessato all’intervento, quanto dai tecnici comunali. Diversamente si chiama abuso d’ufficio.

Saremo chiamati a leggere sulla Gazzetta Ufficiale la Fattoria degli Animali in salsa fiorentina?

 

di Massimo Grisanti

La concessione del suolo pubblico è un provvedimento amministrativo tipico (manifestazione di volontà): è fuor di dubbio, pertanto, che tale provvedimento attenga alla categoria degli atti giuridici.

La strada appartenente al demanio comunale è bene culturale ex lege:
…… – sia ai sensi e per gli effetti della Legge 1089/1939 (v. articoli 1, 4 e 11);
…… – sia ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 42/2004 (v. articoli 10 e 21).

Pertanto, il Soprintendente per le provincie di Siena e Grosseto [oggi anche di Arezzo] avrebbe dovuto apprestare la tutela a via della Libertà sin dal 1939. Ovviamente, all’azione di vigilanza del Soprintendente erano tenuti a collaborare sia i Responsabili dei Settori 2 e 6 del Comune di Massa Marittima, sia il Comandante della Polizia Municipale.

Per costante giurisprudenza amministrativa e penale, l’art.11 della Legge 1089/1939 conia il divieto di utilizzazione di beni appartenenti al patrimonio culturale in assenza della prescritta autorizzazione del Soprintendente.

Si tratta di un reato di pericolo, per costante giurisprudenza di legittimità penale.

L’art.61 della Legge 1089/1939 stabilisce che “…  gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalla presente legge o senza l’osservanza delle condizioni e modalità da essa prescritte, sono nulli di pieno diritto”.

Egual disposizione è contenuta nell’art. 164 del D.Lgs. 42/2004.


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