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Il prof. Paolo Rabitti ingegnere, urbanista e docente universitario è uno dei consulenti tecnici più importanti d’Italia, perito coinvolto ed ascoltato dalla magistratura nei maggiori processi per disastri ambientali ed inquinamento.
Nel nostro territorio il prof. Rabitti ha fatto parte della Commissione di Inchiesta Pubblica Provinciale sulla VIA all’Inceneritore di Scarlino, commissione che chiuse i suoi lavori con parere negativo unanime, concludendo che: “ la VIA, approvata con Determine Dirigenziali della Provincia di Grosseto 118/09 e 2211/09, non è da confermare, ma da ritirare in autotutela”, ed è attualmente perito per il Comune di Follonica nel ricorso al TAR e al Consiglio di Stato per la sospensiva della VIA stessa.
Nel contesto dell’incontro, che è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Coldiretti, Iniziativa per il Porta a Porta a Follonica e Forum Ambientalista, saranno presentati i motivi economici, sociali, ambientali alla base della Petizione per l’estensione della raccolta differenziata Porta a Porta a tutta la città di Follonica e i risultati del consenso avuto nella nostra città.
CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-02-10
TURISMO
Follonica La Baldi tira dritto: “Tassa di soggiorno già da quest’anno”
La tassa di soggiorno a Follonica ci sarà. E in tempi brevi. Già dall’estate 2012 chi pernotterà in una struttura ricettiva del Golfo dovrà versare la nuova gabella. E ieri mattina, in municipio, si è tenuto l’incontro fra amministratori e operatori del settore turistico (albergatori, titolari di stabilimenti balneari, Pro Loco) per discutere tutti i passaggi del caso. “L’imposta di soggiorno – sono parole del sindaco Eleonora Baldi – sarà inserita già quest’anno. L’incontro segna l’inizio della fase di consultazione e concertazione con gli operatori locali del settore turistico. L’introduzione della tassa non vuol essere, infatti, un’imposizione, bensì il frutto di una riflessione in particolare sulle modalità tecniche che possano rappresentare al meglio la nostra realtà. La nuova imposta diventa anche un investimento sullo sviluppo della città per migliorare la soddisfazione del turista, l’accoglienza generalizzata e l’offerta di servizi pubblici correlati. Questa è un’opportunità che ovviamente chiede un piccolo sforzo al turista, anche se lo sforzo sarà minimo e non incidente sulla scelta e di conseguenza anche alle strutture. Sono convinta che l’impegno sarà ripagato dai servizi al turismo che saranno creati o implementati”. L’incontro di ieri è stato il primo momento per definire i criteri di attuazione dell’imposta come previsto dalla normativa regionale. Follonica, che già ha attivato un Osservatorio turistico, ne implementerà il panel aggiungendo quei soggetti, presenti all’incontro, che non erano già inseriti. “I presenti, pur esprimendosi in modo critico rispetto alla filosofia stessa della nuova tassazione e alla sua applicazione – si legge in una nota stampa del Comune – hanno offerto significativi spunti di riflessione. Federalberghi, Cia, Confesercenti, Ascom e Assoturismo hanno così espresso criticità rispetto al fenomeno del turismo delle seconde case che sfuggendo alla norma rischia di penalizzare il canale ricettivo ufficiale. Altri dubbi sono stati espressi rispetto al rischio di concorrenza territoriale. Sono state lanciate anche alcune ipotesi per risolvere le criticità: una tassazione parziale per il 2012; un metodo di intercettazione del turismo non ufficiale anche con convenzioni privatistiche, inserendo altri soggetti in questo meccanismo”. “Il gruppo tecnico per la tassa di soggiorno è già definito – ha aggiunto l’assessore Barbara Pinzuti – e andiamo verso gli altri step normativi. Da subito inizierà da una parte l’iter procedurale affinchè Follonica possa essere inserita nell’elenco regionale delle località turistiche (sempre ai fini dell’istituzione dell’imposta) e in concomitanza procederemo agli incontri del gruppo tecnico e alla fase di concertazione per definire gli aspetti tecnici. L’applicazione dell’imposta richiede una collaborazione con gli operatori, per definire l’ammontare, la stagionalità, l’applicazione, le modalità di riscossione e soprattutto le finalità a cui destinare le somme introitate. Siamo fiduciosi nella collaborazione di tutti i soggetti del tavolo com’è avvenuto stamani (ieri, ndr) in modo responsabile, nonostante la non condivisione dei più rispetto al principio stesso della tassa”.
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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
AVEVANO realizzato un manufatto a destinazione commerciale su un terreno in località La Valle, ma senza permesso di costruire. Così Leonardo Bischeri, Aldo Iavarone e Donatella Orlandi sono stati condannati a due mesi di reclusione e a un’ammenda di 10.500 euro. Il reato risale al 2007 e Aldo Iavarone, geometra ed ex assessore ai lavori pubblici nell’amministrazione comunale di Monica Faenzi, era il progettista che firmò la Dia (la dichiarazione di inizio attività) per quell’opera, una costruzione in pannelli di poliuretano, mentre Donatella Orlandi era la responsabile dell’ufficio Urbanistica del Comune di Castiglione della Pescaia e dunque «obbligata, nell’esercizio delle sue funzioni, a controllare la legittimità delle opere e del titolo autorizzatorio richiesto in relazione alla normativa e agli strumenti urbanistici, omettendo tale controllo». Leonardo Bischeri, invece, è il proprietario di una parte del terreno su cui è stato realizzato il fabbricato e il committente delle opere.
IL PUBBLICO ministero Leonardo Leopizzi aveva chiesto la condanna degli imputati a due mesi di arresto e 12mila euro di ammenda, ma il giudice Sergio Compagnucci è stato più clemente: due mesi e 10.500 euro, pena sospesa in seguito alla demolizione di tutte le opere abusive. Assolto invece l’esecutore materiale delle opere.
IL TIRRENO
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2011-12-01
ALTRO
«Corruzione per il fotovoltaico» Il pm Pizza: un accordo illecito in presenza di un conflitto di interessi
Un funzionario della Provincia avrebbe agevolato le pratiche curate dalla moglie retribuita dai richiedenti
PIERLUIGI SPOSATO
GROSSETO. La bufera fotovoltaico torna a scatenarsi. Dopo il blitz del marzo scorso a Scansano, la Procura di via Monterosa ha allargato il raggio di azione, probabilmente proprio sulla scorta di quegli accertamenti. E gli indagati di questo nuovo filone sono cinque.
L’ipotesi è, come nell’inchiesta di marzo, quella di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. In questa particolare circostanza, l’ipotesi è che siano state concesse agevolazioni nell’iter delle pratiche in cambio di incarichi professionali retribuiti. Ma l’ambito si è spostato all’interno dell’Amministrazione provinciale di Grosseto. Tra gli indagati c’è di nuovo Flavio Marzio Morini, ex sindaco di Scansano, ma che nell’inchiesta figura in qualità di professionista incaricato da privati della progettazione degli impianti. Ci sono di nuovo Franco Miglianti e Adino Audino, amministratori-procuratori delle società Fire and Glass Solution per la Sde e per la Toscana Project Energy srl. Ma ci sono anche un funzionario della Provincia e sua moglie. Si tratta di Renzo Rossi, che è stato individuato dalla Procura in qualità di responsabile dell’ufficio energia e di responsabile dei procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni in sede di conferenza dei servizi. E di Reana De Simone, tecnico faunistico, moglie di Rossi e conosciuta anche per essere da poco più di un anno la presidente della Commissione pari opportunità. Rossi, insomma, avrebbe dovuto astenersi.
Perquisizioni. Tutti sono indagati dopo le perquisizioni avvenute ormai un paio di settimane fa, il 17 novembre per la precisione – ma la notizia si è appresa soltanto ieri – negli uffici e nelle abitazioni delle persone interessate. Da alcuni riferimenti temporali (le condotte illecite si sarebbero protratte nel tempo proprio fino al marzo 2011) sembra facile dedurre che questo nuovo filone sia partito proprio dopo il blitz di marzo. E anche questa indagine, affidata ai carabinieri di Grosseto e Pitigliano, è coordinata dal sostituto procuratore Stefano Pizza.
Tempistica accelerata. Quali le contestazioni? Secondo l’ipotesi della Procura, Rossi avrebbe accettato da Morini, ma anche da Miglianti e da Audino, delle “utilità”. Queste non sarebbero state altro che il conferimento di incarichi professionali alla De Simone per la redazione di relazioni di mitigazione ambientale florofaunistica, in qualche caso inerenti i progetti di impianti fotovoltaici per i quali Morini aveva richiesto l’autorizzazione e per tutti quelli richiesti da Audino e Miglianti. Tali incarichi sarebbero stati 4 per Morini e 30 per Miglianti-Audino e ciascuno di questi avrebbe comportato un compenso di 2.000 euro. Tali incarichi, sempre secondo la Procura avrebbero avuto lo scopo di predeterminare una «tempistica accelerata» nonché «contenuti favorevoli al privato dei procedimenti amministrativi e della conferenza dei servizi previsti per il rilascio dell’autorizzazione unica», sia per le pratiche che facevano capo a Morini sia per quelle presentate da Miglianti e Audino.
Conferenze dei servizi. Rossi sarebbe stato responsabile del procedimento in relazione a varie conferenze di servizi finalizzate al rilascio delle autorizzazioni.
Accordo corruttivo. La Procura è convinta che Reana De Simone sarebbe stata «consapevole e partecipe dell’accordo corruttivo indicato», riscuotendo quelle somme, che sarebbero state da lei stessa indicate.
Conflitto di interessi. Rossi sarebbe stato invece «sistematicamente a servizio degli interessi» di Morini e di Audino e Miglianti. Secondo il dottor Pizza sarebbe stato anche in una situazione di «conflitto di interessi» in relazione alla presenza della moglie per le pratiche da autorizzare. Avrebbe così violato, sempre secondo l’ipotesi della magistratura, i doveri di imparzialità, probità, fedeltà e correttezza che gravano sui pubblici ufficiali e avrebbe compiuto atti contrari ai doveri del proprio ufficio.
IL TIRRENO
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2011-10-14
LAVORI PUBBLICI
Via ai lavori contro l’erosione Saranno tolte le barriere di scogli e sostituite con altre sommerse
PAOLA VILLANI
FOLLONICA. Via ai lavori nel tratto a sud della costa follonichese: la notizia arriva dopo un vertice tra amministrazione follonichese e Provincia, convocato per discutere degli imminenti interventi che saranno attuati nella parte del litorale che dalla foce del Petraia arriva sino al confine con Scarlino.
Il sindaco di Follonica ha quindi annunciato che a fine mese saranno aperti i cantieri. Il piano è quello in buona sostanza di togliere le barriere emerse (le scogliere che distano pochi metri dalla riva) e istallarne di nuove che però stavolta saranno soffolte e cioè sotto il livello del mare.
Questa serie di operazioni dovrebbe riportare in quel pezzo di costa una linearità che negli anni è andata persa. Altro intervento che verrà realizzato in questi mesi quello nella zona del Tony’s: lì saranno riempiti i varchi che si sono aperti negli anni per far sì che l’arenile si riformi, aumentando così la spazio a disposizione dei bagnanti. Quello dell’erosione costiera è un problema che a Follonica esiste da decenni: con il passare degli anni il mare ha mangiato metri e metri di spiaggia, specialmente nella parte a nord, dove in certi periodi dell’anno (mesi invernali) l’arenile scompare del tutto con le onde che arrivano sino al confine con la strada adiacente. E la questione che fa discutere i follonichesi è proprio relativa a quel tratto: quello che non si capisce infatti è come mai se l’emergenza è nella parte a nord si vada ad intervenire in quella a sud, dove la sabbia c’è ed anche in abbondanza. Da qui la protesta sia dei proprietari degli stabilimenti balneari che più volte hanno fatto presente la questione all’assessore provinciale Fernando Pianigiani, sia dei padroni delle casette di Senzuno. Il sindaco di Follonica oltre ad annunciare l’inizio dei lavori, per i quali sono stati già erogati i fondi dalla Regione (circa 4 milioni di euro), ha anche dichiarato che ci sono già su carta altri 13 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero, proprio per intervenire nella parte che dal centro va sino al confine con la provincia livornese. “Siamo in una fase progettuale che spero si concluda entro la fine del 2012” ha dichiarato Eleonora Baldi “ma anche se le risorse economiche sono disponibili su carta anche non sappiamo se poi saranno erogabili vista la situazione di crisi incombente”.
LA NAZIONE
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2011-10-12
ECONOMIA
Poltrone in Provincia, ecco quanto ci costano
La spesa per gli otto dirigenti è di quasi un milione di euro, mentre quella per la giunta è di 320mila euro
di ALBERTO CELATA
PROVINCIA SI’, Provincia no. Ma quanto costa realmente alla collettività Palazzo Aldobrandeschi? Una cifra importante se è vero che gli attuali otto dirigenti (direttore generale compreso) in tutto costano annualmente 854.513 euro, mentre la giunta (e nel calcolo rientra anche il presidente del Consiglio che qui di fatto è equiparato ad un assessore) ha un compenso annuale complessivo di 329.736 euro. Poca cosa per i 24 consiglieri il cui gettone di presenza sfiora i 40 euro. Ma andiamo per ordine, partentendo dai dirigenti non prima di fare una premessa e cioè che l’Amministrazione provinciale già da qualche tempo sta cercando di contenere i costi. Da qui la scelta di far convergere sulla stesso dirigente sia la figura di direttore generale che quella di segretario.
INOLTRE UNA VOLTA andato in pensione il vicesegretario generale (Vincenzo Gherghi, che percepiva uno stipendio annuo lordo di 109.472 euro) le sue funzioni sono state attribuite a Silvia Petri, responsabile dei settori Personale, Patrimonio e Bilancio. Inoltre dal maggio dello scorso anno, l’Amministrazione Marras, nell’ottica di un maggiore risparmio, ha introdotto, (primo ente pubblico italiano a farlo) anche la figura del middle-manager. In definitiva si tratta di un’organizzazione a matrice, che introduce dei centri di coordinamento trasversali per superare la divisione gerarchica, con i vari dipartimenti ed aree, che lavorano su progetti comuni.
I MIDDLE-MANAGER sono quindi i responsabili dei progetti trasversali: una nuova figura manageriale che permette la valorizzazione del personale interno e la diffusione della cultura manageriale verso il basso, così che viene chiesto un contributo di tipo organizzativo gestionale non solo ai dirigenti ma anche ai quadri. Ecco allora i compensi annui lordi dei dirigenti della Provincia. Emilio Ubaldino (direttore e segretario generale dell’ente) guadagna 141.951,24 euro annui; Fabio Fabbri (dirigente del settore agricoltura) guadagna 115.399, 94 euro annui. Massimo Luschi (dirigente responsabile del settore Lavori pubblici) guadagna 107.202,38 euro annui, Silvia Petri, (che dirige i settori del Personale, del Patrimonio e del Bilancio e che da quando è andato in pensione Vincenzo Ghergi svolge anche le funzioni di vicesegretario), guadagna 107.201, 86 euro.
LO STIPENDIO annuo di Pietro Pettini (a cui è affidata la Pianificazione del territorio) è invece di 119.344,23 euro. Laura Pippi (dirigente responsabile di Lavoro, Formazione professionale e Cultura) guadagna 114.671,29 euro. Il responsabile del settore Ambiente Gianpiero Sammuri guadagna 77.004,03 euro in quanto si è avvalso di un distacco parziale dal momento che ricopre tre importanti incarichi: presidente del Parco della Maremma, presidente di Ferderparchi e inoltre è stato recentemente eletto consigliere di Europarc.Infine Francesco Tapinassi (direttore dell’Apt) guadagna 71.741,63 euro.
VENENDO agli emolumenti della giunta provinciale ricordiamo che il presidente Leonardo Marras, al suo primo mandato, percepisce 55.186,08 euro lordi annui, mentre il suo vice, Marco Sabatini ne guadagna 41.389,56. Tutti gli altri assessori, Gianfranco Chelini, Federico Balocchi, Fernando Pianigiani, Patrizia Siveri, Cinzia Tacconi e Tiziana Tenuzzo guadagnano 35.871 euro lordi. L’assessore alle Politiche rurali Enzo Rossi guadagna 17.935,44 euro perché è senza aspettativa. Infine venendo al Consiglio provinciale ricordiamo che il gettone di presenza dei ventiquattro consiglieri non arriva a 40 euro mentre la posizione del loro presidente, al contrario di quello che succede ad esempio al Comune di Grosseto, è equiparata a quella degli assessori e quindi Sergio Martini guadagna 35.871 euro lordi all’anno.
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Lunedì 12 Settembre 2011
POGGIBONSI
SEQUESTRATA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA: SIGILLI A 74 APPARTAMENTI
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Il provvedimento è stato disposto su ordine dalla Procura della Repubblica di Siena che ha coordinato l’attività investigativa degli uomini del Corpo Forestale dello Stato, portando all’identificazione dei soggetti responsabili di vari reati urbanistici, paesaggistici e contro la Pubblica Amministrazione.
Sono 12 le persone indagate fra committenti, progettisti e direttori dei lavori, esecutori materiali e responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che rilasciò i titoli edilizi: sono in corso di notifica per tutti, contestualmente all’esecuzione del sequestro, le informazioni di garanzia.
Allo stato non risultano indagati, ma semplicemente destinatari – quali proprietari in buona fede – del provvedimento di sequestro, gli acquirenti delle singole unità abitative già compravendute, ai quali verrà concessa la facoltà d’uso dei singoli immobili in qualità di custodi.
Il quadro delle violazioni poste si presenta articolato:
1. abuso d’ufficio del responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che rilasciò – a metà 2008 – i titoli abilitativi edilizi in palese e macroscopica violazione di legge (superamento parametri urbanistici, violazioni delle previsioni del regolamento edilizio dello stesso Comune di Poggibonsi, mancanza di autorizzazione paesaggistica solo per citare le principali), favorendo, in questa maniera, tutti gli altri soggetti interessati alla lottizzazione (proprietari, progettisti, imprese esecutrici);
2. realizzazione della lottizzazione abusiva e di altre violazioni edilizie connesse, perché l’intervento – in parte ancora in corso di realizzazione – per la sua ampiezza, avrebbe richiesto la predisposizione di un piano di lottizzazione, mai realizzato: si sta infatti parlando di un intervento edilizio che, a seguito della demolizione di un capannone, doveva portare alla realizzazione di ben 74 appartamenti, 32 dei quali già ultimati e parzialmente abitati;
3. l’edificazione in corso avviene su area posta a circa 100m dal fiume Elsa, interessata da vincolo paesaggistico, senza che nessuna autorizzazione in tal senso sia stata acquisita;
4. violazione alla normativa sismica con particolare riguardo alle distanze minime previste tra gli edifici contigui;
5. false attestazioni firmate dai professionisti, dichiarando che gli interventi erano conformi alla normativa vigente in materia urbanistica e di prevenzione sismica.
Sostanzialmente tutta l’attività illecita è stata posta in essere per scavalcare l’iter burocratico della presentazione – e valutazione – del necessario piano di lottizzazione, che invece avrebbe consentito di valutare correttamente tutti gli aspetti connessi all’ importante incremento di carico urbanistico; valutazioni che avrebbero anche potuto portare a dinieghi o a ridimensionamenti delle previsioni.
CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2011-07-21
VIABILITÀ-TRASPORTI
Il sindaco di Massa “No all’autostrada con il pedaggio”
MASSA MARITTIMA – In pieno accordo con i sindaci dei Comuni della zona, toccati dal progetto dell’autostrada Tirrenica, il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai esprime forte preoccupazione per quanto emerso sul tema, nel corso dell’ultima riunione presso la Regione Toscana. All’incontro convocato dall’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao, erano presenti rappresentanti della Società Autostrada Tirrenica, dell’Anas e i sindaci dei Comuni dell’area Nord della Provincia, interessati dall’opera. “Il grande assente a quel tavolo – ha commentato ieri il sindaco Bai – era il Ministero. Assenza questa che ha pesato molto sulle conclusioni raggiunte nella sede regionale, poiché è proprio a causa del taglio dei finanziamenti statali previsti dall’originale progetto del 2008 che la società Sat per concludere i lavori, ha pensato di rivalersi sugli utenti imponendo un oneroso pedaggio”. “Certo – continua il sindaco – non vogliamo rischiare che l’opera resti incompiuta, ma la condizione di un pedaggio simile per i cittadini è per noi inaccettabile. Questa scelta provocherebbe la deviazione del traffico sulle strade locali, con il risultato di peggiorare anziché facilitare la viabilità in quest’area della Provincia. Del resto per i cittadini della zona tale pedaggio diverrebbe una tassa fissa: basti pensare a chi continuamente si sposta lungo questo asse per lavoro o per raggiungere gli ospedali. L’economia di un territorio non può crescere quando se ne determinano le condizioni di isolamento: con questo tipo di interventi diventa difficile anche scegliere di vivere qui. Noi abbiamo una posizione chiara: siamo favorevoli all’autostrada ma non a provvedimenti che mettano in difficoltà i cittadini del nostro territorio. Una valutazione sul progetto dell’autostrada dal punto di vista strutturale e ambientale non potrà prescindere da una valutazione sulla sostenibilità finanziaria tenendo conto del fatto che l’autostrada non dovrà essere realizzata con il pedaggio pagato dai cittadini delle Colline Metallifere”
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CONDANNATO per abuso d’ufficio il dirigente dell’urbanistica del Comune di Campagnatico. Paolo Migliorini (54 anni) avrebbe rilasciato il permesso a costruire in sanatoria per le dodici villette di Sant’Antonio — dalle quali è nata tutta l’inchiesta «Amici Miei» — per favorire l’imprenditore edile Giuseppe Concu, nel settembre del 2008.Unanno di reclusione (pena sospesa e non menzione della condanna). E così si chiude il cerchio. Dopo il sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza, nell’ottobre del 2007, disposto dal giudice Armando Mammone per evitare che proseguissero i lavori, l’inchiesta si è poi ramificata in vari settori. Coinvolgendo anni di vita amministrativa del Comune . Di fatto, a Sant’Antonio era in corso la ristrutturazione di una vecchia stalla. La volumetria complessiva ammissibile avrebbe però dovuto essere uguale a quella preesistente, circa duemila metri cubi. In realtà ne aveva un terzo in più: quasi tremila. Il fabbricato era esteso su 626 metri quadrati anziché 542, era alto 5,70 metri anziché 4 e aveva un piano in più: due anziché l’unico previsto. Nonostante il parere contrario della commissione urbanistica, Migliorini aveva comunque rilasciato la sanatoria, con il pagamento da parte del richiedente di 63.622 euro. Ma che qualcosa non tornasse, in quell’atto, si era reso evidente al momento in cui il giudice Marco Bilisari condannò per abuso edilizio lo stesso Concu, l’imprenditore sardo titolare della ditta «Non Solo Infissi» esecutrice dei lavori, Stefano Rum, direttore dei lavori, e i dipendenti comunali Lorenzo Racioppi, ufficio tecnico, e Roberto Serafini, tecnico istruttore dello stesso ufficio. Tutti condannati nonostante la sanatoria? La condanna di Migliorini ne spiega il motivo. QUELLAsanatoria è stata infatti un suo abuso di ufficio e non avrebbe dovuto essere rilasciata. Lo stesso Concu, che la sanatoria comunque l’aveva pagata per riprendere i lavori, ha già chiesto al Comune un risarcimento di novantamila euro. Il giudice Marco Mezzaluna, che adesso ha condannato Migliorini, descrive nelle motivazioni della sentenza il «torbido quadro già emerso nell’ambito di altro procedimento, in ordine a illecite dazioni di denaro o promesse di abitazioni a prezzi scontati o gratuitamente in favore di dipendenti comunali in cambio del loro attivarsi a livello amministrativo ». Lo stesso Migliorini si sarebbe dato parecchio da fare «per non deludere Concu», pur essendo «ben consapevole di agire in violazione della legge per raggiungere quel risultato».
Riccardo Bruni












