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Al responsabile etico del gruppo Unipol (lettera aperta)

e per conoscenza alle amministrazioni comunali coinvolte

 

Egregio signor responsabile etico,

 

siamo una parte delle persone che sono state coinvolte nella cosiddetta “vicenda unipol” dell’ alta Maremma. Per maggior chiarezza le riassumiamo a cosa ci riferiamo:

nel Maggio 2008 un promotore della unipol (Renzo Vannini) improvvisamente moriva per malore. Lui, come promotore, aveva spiccate capacità professionali tanto che la unipol gli aveva conferito, poco prima, l’ onoreficienza come uno tra i migliori promotori a livello nazionale. I tempi immediatamente successivi al suo decesso spalancarono però una realtà che ci mise in ginocchio. Gran parte dei nostri risparmi, se non tutti, che erano stati trattati da lui erano scomparsi tanto da lasciarci nello sconcerto, che ella facilmente comprenderà.

Quella realtà contrastava fortemente con quanto le ricevute, che a noi pervenivano da Bologna e su carta intestata unipol, riportavano fedelmente al momento di un nuovo investimento o nei riepiloghi semestrali del nostro avere, che puntualmente ci arrivavano.

Quelle ricevute che da anni pervenivano confermandoci gli investimenti che, con assegni e con denaro in contante, si credevano realizzati con una persona ritenuta di fiducia e con una finanziaria creduta di fiducia.

E’ amaro ricordare come, al momento che la vicenda è uscita fuori, i funzionari della banca che ci hanno accolto abbiano avuto atteggiamenti di distacco e di arroganza nei nostri confronti, cosa questa non dimostrabile ma rilevata da molte testimonianze. Addirittura qualcuno ci ha detto che era troppa la nostra ingenuità nel “non esserci accorti”, quando il promotore in questione per anni ha operato “nel suo modo” all’ interno delle filiali di Follonica e Grosseto e allo sportello di Massa Marittima, dove  aveva un ufficio adiacente ad unipol assicurazioni, senza che mai un controllo o un’ ispezione rilevasse qualcosa di anomalo.

Gli assegni rintracciati che eranno stati acquisiti dal promotore e che poi sono “transitati” per unipol banca senza un riscontro contabile forniscono una datazione della vicenda e questa non solo si riferisce al tempo di unipol banca, ma anche a periodo antecedente quando lo stesso Vannini operava con unipol assicurazioni.

 

Riferendoci alla Carta dei Valori e al Codice etico del gruppo unipol comprendiamo che anche noi siamo degli “Stakeholder”, in quanto abbiamo ancora rapporti con unipol banca e/o unipol assicurazioni come clienti e, comunque, apparteniamo a quella “Comunità Civile” che è orbitata e che orbita intorno agli interessi unipol.

 

  

Premesso quanto sopra riteniamo necessario porle una serie di domande che, a nostro avviso, contrastano con quanto dichiarato nella vostra Carta dei Valori e Codice Etico:

 

1)   A seguito della disastrosa vicenda comprenderà normale il nostro chiedere chiarimenti, cercare un dialogo per capire come riavere le nostre sostanze, vedere eventualmente di trovare una dignitosa mediazione e ricevendo in cambio o il silenzio, od offerte irrisorie accompagnate da posizioni di intransigenza. Richieste da noi fatte prima verbalmente, ma poi anche con lettere raccomandate spedite ad unipol dai nostri legali, non ricevendo risposta alcuna tanto da essere costretti a ricorrere alle vie legali. Secondo lei questo è in sintonia con:

“Ci impegnamo ad essere interlocutori aperti e disponibili pronti a fornire risposte e soluzioni” rif. pag. 13 del capitolo ACCESSIBILITA’

 

“Ci impegna a prestare un servizio professionalmente ineccepibile, garantendo disponibilità al dialogo, offrendo soluzioni integrate comprensibili e orientate alla prevenzione e alla tutela della sicurezza della vita e dei beni. Ci impegna inoltre a rendere semplici le cose” rif. pag. 14 del capitolo ACCESSIBILITA’ (verso i clienti)

“Ci impegna a privilegiare in primo luogo l’ ascolto delle esigenze assicurative, finanziarie e bancarie di cui ciascun soggetto è portatore” rif. Pag. 24 del capitolo RISPETTO (verso i clienti)

“Ci impegna a porre le capacità professionali dei nostri operatori al servizio delle esigenze delle persone, delle famiglie e delle imprese, mantenendo elevato nel tempo il livello qualitativo di ascolto. Assistenza e consulenza, facendoci carico anche delle situazioni meno favorevoli” rif. Pag. 28 del capitolo SOLIDARIETA’ (verso i clienti)

“Ci impegna inoltre a fornire risposte e soluzioni, con competenza professionale, trasparenza e rapidità, a tutela dei valori economici….” Rif. Pag. 32 capitolo RESPONSABILITA’ (verso i clienti)

“Rappresenta l’ impegno di essere un  interlocutore aperto e disponibile” rif. Pag. 37 Introduzione Codice Etico paragrafo I VALORI DI RIFERIMENTO . Accessibilità

Ma soprattutto con “Ci impegnamo a farci carico individualmente e collettivamente, delle conseguenze delle nostre azioni con serietà, trasparenza e rettitudine, senza tradire il rapporto di fiducia accordato” rif. Pag. 31 capitolo RESPONSABILITA’. ?

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Pubblichiamo integralmente la comunicazione che “l’ assemblea delle persone coinvolte” ha deciso di fare a seguito delle dichiarazioni sui quotidiani di Unipol.

 

Leggiamo su alcuni quotidiani locali le note che unipol fa in seguito alle prese di posizione dell’ assemblea degli ex clienti.

In conseguenza di ciò, l’ assemblea si è incontrata a Massa Marittima e ha ritenuto necessario e doveroso precisare quanto segue:
E’ vero che la banca si è resa subito disponibile a incontrare i clienti che lamentavano ammanchi, ma questa lo ha fatto per acquisire le documentazioni in loro possesso e  da queste vedere come difendersi dalle richieste dei malcapitati. In queste occasioni, come più volte è stato detto, i clienti hanno lamentato atteggiamenti ostili e distaccati dei funzionari interlocutori, mai disponibilità rivolta a risolvere.
Dobbiamo, una volta per tutte, stabilire cosa si intende per tracciabilità: la stragrande maggioranza dei clienti è in possesso di ricevute pervenute via posta da Bologna, dette ricevute sono su carta intestata unipol e queste riportavano perfettamente gli investimenti che venivano contrattati col promotore. Questo tipo di corrispondenza non solo perveniva a confermare ogni investimento, ma con cadenza semestrale riepilogava tutta la situazione contabile di ogni cliente. Detta documentazione, ripetiamo, su carta intestata unipol, confermava negli anni gli investimenti fatti. Questa potrebbe essere già tracciabilità in quanto se ci fosse stata difformità tra investimenti e documentazione pervenuta sarebbe emerso il disastro che si è evidenziato solo alla morte del promotore stesso.
La unipol, disconoscendo (a torto secondo il nostro parere) detta corrispondenza, richiede un ulteriore supporto documentale a dimostrare ciò. Qui ci sono diverse situazioni che per ogni singolo individuo possono variare. Entrando nel merito c’è chi ha assegni che confermano a pieno le ricevute, altri che la confermano parzialmente perché oltre agli assegni sono stati consegnati contanti al promotore, altri che non possono documentare quanto raccontano le “ricevute” sempre per aver elargito contanti.
C’è poi da aggiungere, sempre nel merito, che gli assegni reperiti sono stati quelli nei dieci anni antecedenti alla morte del promotore. Nei tempi più lontani non è stato possibile fornire gli assegni in quanto questi vengono macerati.
Gli assegni rintracciati raccontano da quanto fosse in essere questa pratica di mistificazione e, cosa sconvolgente, si può evincere quanto questa sia durata nel tempo, cioè per tutto il periodo di vita di unipol banca e ancor prima all’ epoca del rapporto del promotore alle dipendenze di unipol assicurazioni, questo senza che mai un controllo o un’ ispezione evidenziasse qualcosa. malgrado regolamenti e leggi lo impongano.
Dispiace che la finanziaria bolognese prenda casi marginali e li voglia far passare come regola globale e, nel contempo, crediamo sia normale che oltre alle richieste di risarcimento, che venivano fatte circa 4 anni fa, oggi alcuni pretendano anche i danni morali e sanitari che questo disastro ha portato addosso ai malcapitati, anche se questo non è un comportamento generale delle persone coinvolte.
Considerato poi che una tracciabilità derivante dagli assegni esiste, la finanziaria bolognese potrebbe risarcire, almeno di questa quantità, gli ex clienti. Da questo deriverebbe che la tensione a livello legale verrebbe allentata e soprattutto l’ unipol non darebbe l’ immagine di prevaricare trattenendo il denaro altrui e risponderebbe, mostrando coerenza, alle morali sociopolitiche dove spesso si è appoggiata per incrementare la propria clientela. Detto comportamento entrerebbe in linea anche con quanto dichiarato, lo scorso Luglio, nell’ incontro tra due rappresentanti unipol e tra consiglieri e sindaco del Comune massetano, dove i due, appunto, ribadivano la piena disponibilità a trattare da parte della finanziaria; cosa questa, invece, che non risulta sia accaduta dal Luglio scorso ad oggi.

L’ assemblea delle persone coinvolte nella vicenda unipol

 

 

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-03-28

ALTRO
«Unipol conosce bene la storia dei nostri conti» Gli ex clienti attaccano la banca dopo l’ennesima richiesta di documenti «La tracciabilità è già tutta nelle ricevute inviate per posta da Bologna»

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Non hanno esitato molto a rispondere alla nota dell’Unipol: «chiariamo cosa s’intende per tracciabilità dei conti», scrivono. Ormai, gli ex clienti della banca si sono dati un nome: “l’assemblea”. Così firmano i vari comunicati che diffondono per vigilare sulla loro situazione, nata quando i risparmi sono spariti insieme alla morte del consulente a cui facevano riferimento. L’istituto di credito, la settimana scorsa, ha spiegato di essersi messa a disposizione di queste persone da subito. «E’ vero che la banca si è resa subito disponibile a incontrare i clienti che lamentavano ammanchi, – scrive in una nota – ma lo ha fatto per acquisire le documentazioni in loro possesso e da queste vedere come difendersi dalle richieste dei malcapitati». È un attacco frontale quello che queste persone rivolgono alla Unipol, anche se non è il primo. «In queste occasioni, come più volte è stato detto, i clienti hanno lamentato atteggiamenti ostili e distaccati dei funzionari interlocutori, mai disponibilità rivolta a risolvere». Ma c’è un punto da chiarire, secondo l’assemblea. È uno dei capisaldi di tutta la vicenda: la tracciabilità dei conti, da cui sarebbero spariti i soldi. «Dobbiamo, una volta per tutte, stabilire cosa si intende per tracciabilità» si legge nella nota. La banca dice che le documentazioni complete sono state saldate, mentre per le altre è difficile ricostruire le dinamiche finanziarie. E quindi in questi casi è impossibile ripagare i clienti. Quest’ultimi, però, danno un’altra versione. «La stragrande maggioranza dei clienti è in possesso di ricevute pervenute via posta da Bologna (sede della banca, ndc), su carta intestata Unipol in cui si riportavano gli investimenti che venivano contrattati col promotore». Documentazione che «con cadenza semestrale riepilogava tutta la situazione contabile di ogni cliente» e che «confermava negli anni gli investimenti fatti». Però «Unipol disconoscendo detta corrispondenza, richiede un ulteriore supporto documentale a dimostrare ciò». Nel merito, «ci sono diverse situazioni che per ogni singolo individuo possono variare», tra chi ha versato assegni, contanti o entrambi. «C’è poi da aggiungere che gli assegni reperiti sono stati quelli nei dieci anni antecedenti alla morte del promotore. Nei tempi più lontani non è stato possibile fornire gli assegni in quanto questi vengono macerati». Infine, conclude l’assemblea, «crediamo sia normale che oltre alle richieste di risarcimento, che venivano fatte circa 4 anni fa, oggi alcuni pretendano anche i danni morali e sanitari che questo disastro ha portato addosso ai malcapitati».

IL TIRRENO
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2012-03-21

ECONOMIA
Unipol agli ex clienti «Fatto il possibile»

MASSA MARITTIMA La parole (piuttosto pesanti) dei clienti maremmani del defunto consulente Renzo Vannini sono arrivate fino a Bologna, da dove adesso torna la risposta di Unipol. La banca interviene dopo che l’assemblea dei clienti ha iniziato una serie di incontri con le forze politiche, contemporaneamente a una campagna mediatica, per tenere alta l’attenzione sulla «grave vicenda originata dalla condotta del Vannini», come si legge nella nota dell’istituto di credito. Infatti queste persone da tempo spiegano come i loro risparmi sia spariti insieme al consulente. Ma ci sono aspetti che non sono mai saltati fuori, come persone che hanno provato a sfruttare la situazione, secondo Unipol. Ma partiamo dall’inizio. «La banca si è resa immediatamente disponibile a incontrare presso la filiale di Follonica coloro che dichiaravano di essere stati danneggiati per ricostruire la situazione di ciascuno attraverso la documentazione disponibile», si legge. Qui sta uno dei noccioli: la rintracciabilità dei conti. Infatti, molte persone hanno detto di non essere in grado di ottenerla. Lo spiega anche Unipol. «Spesso non sono in grado di produrre compiutamente la relativa documentazione giustificativa». In altri casi invece sono «soggetti non direttamente coinvolti ma semplicemente vicini a coloro che asseriscono di aver subito dei danni». Per di più, «tale documentazione è risultata manoscritta senza alcun riferimento alla banca, o aveva ad oggetto operazioni inesistenti», spiega Unipol. In ogni caso, la banca «ha formulato proposte volte al soddisfacimento delle diverse richieste sulla base della documentazione fornita», senza contare che ci sono stati «numerosi incontri con i clienti, con i loro legali e con i rappresentanti delle associazioni di categoria, giungendo a concludere un numero soddisfacente di accordi transattivi». Insomma, Unipol rimarca l’impegno preso in questa vicenda. Però le proteste continuano, culminate in quella lettera che l’assemblea ha inviato a tutti i sindaci delle Colline Metallifere. A questo proposito, la banca elenca alcuni casi, oltre a quelli già citati. Infatti, tra i firmatari ci sono «soggetti che avevano già concluso una transazione con Unipol o le cui pretese sono state rigettate in sede giudiziale». Ma non solo: «vi sono casi di soggetti che rispetto a quanto lamentato inizialmente in sede giudiziale hanno moltiplicato le loro richieste in conseguenza dell’inclusione di voci inizialmente non confermate, così come sono state avanzate richieste direttamente in sede giudiziale senza produrre la documentazione comprovante le perdite dichiarate». Tutto questo, ovviamente, «non ha favorito lo sviluppo dell’iter giudiziale ed ha reso più difficoltosa l’individuazione di soluzioni soddisfacenti per le parti interessate». Alfredo Faetti

CORRIERE DI MAREMMA
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2012-03-14

PANORAMA POLITICO
Massa Marittima I truffati Unipol incontrano il Pd provinciale

Con il Pd si chiudono gli incontri fra i truffati dell’Unipol e le forze politiche del territorio. Alcuni delegati dell’ associazione nata per raccogliere e tutelare le persone rimaste coinvolte nella triste vicenda che ha interessato centinaia di risparmiatori delle Colline Metallifere, hanno incontrato mercoledì scorso i rappresentanti del Partito Democratico a livello provinciale. La speranza – dichiarano i “truffati” Unipol – di vedere una posizione di trattativa da parte della finanziaria, a volte promessa anche dai funzionari, per molti si è trasformata prima in delusione, poi nell’inevitabile ricorso a quelle vie legali che hanno, purtroppo, tempi infinitamente lunghi. Oggi, il passare del tempo e il restare senza i propri risparmi, mette sempre più a disagio le persone incappate in questa vicenda”. Il colloquio è poi proseguito ripercorrendo ogni tappa ed il Pd ha chiesto di essere aggiornato in ogni futuro passaggio.

chi.ca.

IL TIRRENO
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2012-03-04

ALTRO
CASO UNIPOL Ora il comitato incontra i partiti

MASSA MARITTIMA Il comitato ha deciso di andare avanti a spada tratta. Coinvolgendo, dopo le istituzioni, anche il mondo della politica. Il caso Unipol, dopo essere arrivato sulle scrivanie dei diversi sindaci, adesso è si è allargato a tutto il panorama politico. Infatti, «l’assemblea delle persone coinvolte nella vicenda Unipol», come si firma, ha incontrato tutti gli schieramenti politici locali, ad eccezione del Pd che verrà incontrato nei prossimi giorni. Un lavoro, questo, per riuscire a coinvolgere quanti più possibili soggetti nella vicenda, svolto sia singolarmente sia collettivamente da ciascun membro dell’assemblea, che racchiude tutte quelle persone che hanno visto sparire i propri risparmi dopo essersi affidati a un consulente della banca. Questa persone quindi, come si legge nella nota, «hanno contattato ogni formazione politica, portando testimonianze sulla incresciosa vicenda in questione, rispondendo alle numerose domande fatte dai vari segretari e cercando un confronto allo scopo di tentare di rimuovere la situazione di stallo creatasi». In questo modo, i colloqui hanno riguardato le varie civiche, l’Idv, Pdl e Sel. «Da ogni singolo incontro è emerso che, pur sapendo della “vicenda Unipol” nessuno immaginava quanto questa fosse durata e quali fossero le reali condizioni delle persone coinvolte. – continua la nota – Proprio per questo dopo che i rappresentanti degli ex clienti Unipol hanno introdotto la questione sono state tante le domande e le richieste per comprendere nei dettagli la vicenda». Una serie di incontri da qui è emerso l’impegno di non chiudere qui la storia. «Con ogni singola formazione è stato concordato di rincontrarsi, e le persone coinvolte si sono dette disponibili a portare documentazioni e testimonianze atte ad informare ulteriormente». Tra l’altro, a breve, dovrebbe tenersi un inconto tra tutti i sindaci dei Comuni dove risiedono i membri dell’assemblea per discutere su possibili iniziative a riguardo. Alfredo Faetti

LA NAZIONE
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2012-02-26

PANORAMA POLITICO
Truffati da agente Unipol, Bizzarri: «Faremo tutto il possibile per quanto di nostra competenza»

LA LETTERA dell’associazione che riunisce i cittadini truffati dall’agente Unipol è stata consegnata ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. E l’argomento è stato trattato nell’ultima assemblea convocata dal Comune di Scarlino: presto sarà discusso anche a Follonica e Montieri, mentre Massa Marittima ha già affrontato il caso. Il documento, firmato da chi ha perso tutti i risparmi affidati all’agente Unipol Renzo Vannini, poi deceduto per un malore, era stato inviato al sindaco Maurizio Bizzarri ma era indirizzato all’intera amministrazione comunale con la richiesta di prendere provvedimenti. E il sindaco ha raccolto l’appello. «Dobbiamo aspettare che la questione passi anche da Follonica e da Montieri — spiega Bizzarri — per poi decidere cosa fare. L’opposizione ha chiesto al Comune di valutare la possibilità che ci si costituisca parte civile, ma Massa Marittima ha già verificato questa eventualità, che però non è fattibile. Da parte nostra faremo ciò che è possibile».

IL TIRRENO
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2012-02-25

PANORAMA POLITICO
Il caso Unipol contagia i Comuni Dopo Scarlino, la lettera dei “truffati” sarà discussa in tutte le Colline Metallifere

 

SCARLINO Il “caso Unipol” si spande a macchia d’olio sulle Colline Metallifere, toccando tutti i centri in cui si trovano le persone coinvolte. Lo fa attraverso i consigli comunali, dove i “truffati” hanno fatto recapitare un lettera per chiamare in causa le amministrazioni, in modo da ottenre il loro sostegno. Quale che sia. E a breve i sindaci si ritroveranno per discuterne. Nella lettera le persone hanno raccontato la loro vicenda, nata dopo la morte del consulente della banca, quando hanno scoperto che i risparmi a lui affidati erano svaniti. La discussione a Massa Marittima è accesa da allora e più volte la politica locale ha dovuto confrontarsi con la vicenda. Ieri è stato il turno di Scarlino, dove il sindaco Maurizio Bizzarri ha consegnato una copia della lettera a ogni consigliere. Ne è nata la proposta, lanciata dal capogruppo d’opposizione Fiorenzo Ferri, di «far costituire il Comune come soggetto giuridico a sostegno di queste persone». La stessa più volte lanciata a Massa Marittima, ma senza trovare attuazione. Anche perché, come è tato più volte spiegato, i contenziosi nati tra l’Unipol e queste persone sono privati, mentre in Comune per sua natura è pubblico. Comunque qualcosa si sta muovendo. Perché la lettera sta facendo il giro dei consigli e il prossimo a discuterne sarà Montieri, a cui seguiranno Follonica e Gavorrano. E non solo: per la prossima settimana infatti dovrebbe essere in programma un incontro tra tutti i primi cittadini coinvolti, in cui verrà affrontato il “caso Unipol”, anche per trovarne delle possibili soluzioni alla portata delle amministrazioni. C’è da scommettere che in quell’occasione il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai avrà molto da spiegare ai colleghi, data la sua esperienza nell’argomento. (a.f.)

IL TIRRENO
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2012-02-23

ALTRO
Il Comune sceglie Unipol per la sua assicurazione Polemica a Massa dove è nato il comitato dei “truffati” dal promotore Bai: «Facciamo contratti in base ai bandi di gara, non possiamo escluderla»

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Polizze furto, elettrica, incendio e così via. Sono coperture assicurative per un totale di circa 15mila euro, che il Comune di Massa Marittima deve liquidare per tutelarsi dagli imprevisti di ogni giorno. Tutto normale fin qui, non fosse che questi contratti sono stati firmati con Unipol. Un gruppo finanziario che in città fa rumore anche solo a bisbigliarne il nome. Ci sono molte persone infatti, riunitesi in un comitato, che hanno contenziosi aperti per una vecchia ma nota vicenda: un promotore Unipol, poi deceduto, ha fatto sparire i risparmi di diversa gente, non solo di Massa Marittima. Da allora si è aperta quella che è stata definita “la vicenda Unipol”, con la società da una parte i truffati dall’altra. Ma attenzione: i soldi in questione erano stati depositati (o almeno così credevano le persone) su conti correnti di banca Unipol. Qui invece parliamo di assicurazioni. Due cose diverse? «Non necessariamente» dicono dal comitato. Infatti, se andiamo sul sito, troviamo: «Unipol Assicurazioni è parte del Gruppo Unipol, uno tra i principali gruppi finanziari operanti in Italia nel settore assicurativo e bancario». Insomma, parliamo della solita società. Ma i portavoce del comitato non ne vogliono fare una questione di Stato. «Noi teniamo alta l’attenzione sulla vicenda perché ci sono persone davvero danneggiate, rimaste senza i loro risparmi. Ma non possiamo dire al Comune cosa fare». Però dei suggerimenti, delle proposte al contrario possono avanzarle. È quello che è successo nell’ultimo periodo del 2011, quando in una lettera i “truffati” (così si firmarono) chiesero alle varie amministrazioni comunali delle Colline Metallifere (area d’azione del promotore) e a quella provinciale di non accettare sponsorizzazioni da Unipol e di non affidargli alcun tipo di appalto. In pratica, di inserire il gruppo in una black list. Il sindaco Lidia Bai ha risposto a questa richiesta spiegando che non è possibile poterla accontentare: i bandi di gara sono pubblici e la legge impone di non poter inserire delle limitazioni in questo senso. «La nostra era una specie di provocazione. – spiegano dal comitato – L’importante è che non si spengano i riflettori su questa vicenda». E in questo senso hanno ricevuto buone notizie da un’altra amministrazione: quella di Scarlino, dato che il “caso Unipol” è arrivato fino a lì. Il sindaco Maurizio Bizzarri ha spiegato al comitato che porterà la discussione nel prossimo consiglio comunale, in modo da illustrare all’assise i dettagli di questa vicenda.

LA NAZIONE
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2012-02-15

ECONOMIA
QUERELLE UNIPOL LE VITTIME DEL PROMOTORE DECEDUTO RIUNITE IN ASSEMBLEA I truffati sono allo stremo delle forze. Adesso chiedono solidarietà ai sindaci

di GIANFRANCO BENI
LA VICENDA Unipol non si sblocca e quanti da quattro anni attendono di ottenere dall’Istituto Bancario bolognese il riconoscimento dei loro investimenti fatti con il suo promotore finanziario Renzo Vannini, che dopo la sua morte sono risultati privi di valore, sono stati costretti a ricorrere al giudizio del Tribunale. Visto comunque l’inaccettabile silenzio delle Istituzioni, l’assemblea dei «truffati», vitttime a loro giudizio di «una truffa in piena regola che ha depauperato il territorio di importi superiori ai dieci milioni di euro», ha pensato bene di rivolgersi ai sindaci dei Comuni di Massa, Follonica, Gavorrano, Montieri, Scarlino, alle loro amministrazioni e al Presidente della Regione, sollecitandoli a prendere posizione in appoggio alle loro quanto mai giuste istanze. «Dopo l’ incontro con nostri rappresentanti e a seguito della lettera spedita a gennaio in merito alla vicenda Unipol, chiediamo se, ad oggi, è stata presa o progettata qualche iniziativa o se c’è stata una presa di posizione ufficiale rivolta alla finanziaria bolognese per tentare una soluzione, come ci sembrava concordato nei nostri incontri. Ci viene in mente, ad esempio, la posizione dichiarata dal Consiglio di Massa Marittima che ci ha incontrato il 12 dicembre, quando afermava che avrebbe chiesto spiegazioni in merito alla mancata disponibilità alla trattativa da parte Unipol, disponibilità per contro ampliamente garantita dai due suoi rappresentanti che a luglio avevano incontrato sindaco e consiglieri del Comune massetano, ma che mai ha avuto un seguito, annullando tutti i buoni propositi.» Comprendiamo che l’ amministrazione dei Comuni che presiedete, si legge in una nota sottoscritta dall’assemblea rivolta ai sindaci «è una cosa complessa, ma vorremmo ricordarvi che la problematica che vi abbiamo sottoposto non è cosa da poco. Da gennaio ad oggi si sono aggiunte altre persone e, in assemblea, abbiamo potuto riscontrare i disagi reali della gente coinvolta. Disagi che sono stati tenuti in silenzio in modo sommerso e che stanno venendo alla luce in modo drammatico. La serie di rinunce, le frustrazioni, il dover sopperire a sostanze sottratte a persone anziane che si erano affidate al promotore Unipol per una sicurezza che è svanita, le prospettive di soluzione sempre più lontane inducono oggi i truffati a cercare casse di risonanza che facciano conoscere il problema ad ampio raggio. Per questo ci stiamo organizzando in azioni che avranno eco anche fuori provincia. Per questi motivi vi chiediamo non solo che pronunciate la parola solidarietà che di fatto poi finisce lì, ma che entriate in merito con la vostra autorità e autorevolezza per portare pressione sulla finanziaria che continua a disconoscere e procrastinare il problema. Siamo consapevoli che vi stiamo portando un problema reale di non facile soluzione ma, allo stesso tempo, siamo sicuri che il silenzio e il non intervenire sarebbero mosse inadeguate e soprattutto irrispettose».

LA NAZIONE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-01-21

ALTRO
Sede dell’Agenzia Unipol imbrattata con pesanti insulti

ANCHE la pazienzaa ha un limite, e alla fine la rabbia mista a disperazione di chi sente di aver visto andare in fumo ingiustamente tutti i risparmi di una vita di lavoro è scoppiata: hanno scritto a caratteri cubitali, a vernice rossa, insulti pesanti sulla sede dell’Agenzia Unipol di Massa Marittima. Insomma, all’istituo bancario bolognese viene data la piena responsabilità nella vicenda venuta alla luce oltre tre anni orsono e legata ai famosi investimenti fasulli per oltre dieci milioni di euro stipulati con il promotore finanziario che agiva appunto per conto di Unipol Banca. Da allora, subito dopo l’improvvisa morte del promotore, gli ormai ex clienti hanno dapprima almeno tentato di ritornare in possesso del capitale investito, per poi rivolgersi a legali di fiducia avviando una battaglia legale che finora non ha però avuto risultati concreti.
NEL FRATTEMPO è sorto anche un comitato che ha recentemente evidenziato come a suo giudizio «la truffa sia perdurata dentro le sedi Unipol per ben sette anni e quindi quando il promotore deceduto operava in ambito di Unipol Assicurazioni, con documenti falsati, firme false, corrispondenza che arrivava puntuale a chi credeva di aver fatto investimenti, senza che nessuno dentro le filiali si accorgesse cosa stesse accadendo, senza mai un controllo che leggi e testi finanziari impongono a tutela dei clienti, malgrado che assegni e denaro circolassero dentro le filiali stesse».
FRA L’ALTRO, come del resto è sempre stato segnalato anche nel recente incontro che il comitato dei truffati, come si sono definiti, ha avuto con l’amministrazione comunale di Massa le conseguenze di questa vicenda ricadono pesantemente sul settore economico di tutto il territorio portando a limitare nelle spese di qualsiasi genere proprio per mancanza di quella liquidità andata verso altri lidi.
SE FINORA la reazione generale si era mantenuta su livelli di protesta finita sui tavoli della magistratura, adesso sembra avviata a prendere una direzione diversa che, vista la disperazione di alcuni dei truffati, buon ultimo quello che annunciò l’intenzione di fare un gesto estremo proprio motivato dall’incertezza sul futuro della sua famiglia finita sul lastrico senza possibilità di ripresa, potrebbe portare a episodi ancora più eclatanti e soprattutto gravi. Il primo segnale arriva proprio dalla scritta fatta all’ingresso dell’agenzia assicurativa. Intanto da Unipol pochi segnali se non la comunicazione di aver eseguito una accurata attività di scrematura.

CORRIERE DI MAREMMA
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2012-01-10

ECONOMIA
Massa Marittima Caso Unipol, in 50 scrivono a Marras “Senza i nostri soldi sarà danneggiata anche l’economia locale”

MASSA MARITTIMA – Cinquanta firme, rabbia e polemica nella lettera inviata dai truffati del caso Unipol ai sindaci della provincia, al presidente Leonardo Marras e alle segreterie dei vari partiti. Persino la campagna pubblicitaria messa in campo dalla banca fa infuriare i cittadini. L’ormai tristemente famosa vicenda denominata “caso Unipol” non sembra trovare fine e alcune delle persone rimaste vittime dell’inganno hanno deciso di riunirsi in assemblea e analizzare le eventuali soluzioni. “In primo luogo – dichiarano le vittime – ci sembra necessario sottolineare come la truffa sia perdurata dentro le sedi Unipol per sette anni, con documenti falsati, firme illegittime, corrispondenza che arrivava puntuale a chi credeva di aver fatto investimenti, senza che nessuno dentro le filiali si accorgesse cosa stesse succedendo, senza mai un controllo che leggi e testi finanziari impongono a tutela dei clienti, malgrado gli assegni e il denaro circolassero dentro le filiali stesse. E’ inoltre necessario comunicare come i funzionari di Unipol, al momento che la truffa è stata sotto gli occhi di tutti, abbiano avuto atteggiamenti di distacco e arroganza rivolti ai clienti quando questi sono andati a verificare le proprie sostanze”. Inoltre, secondo quanto riportato nella lettera, i truffati denunciano come in certi casi sono state fatte offerte irrisorie alle vittime consigliando di accettare subito il denaro e ponendo in alternativa la possibile perdita di tutto o di cadere in tempi estenuanti per riavere i propri beni. “Purtroppo – continuano i clienti – l’atteggiamento ha fatto accettare a qualcuno le somme insignificanti che Unipol aveva proposto”. Ne è conseguito che la mancanza di trattativa o il proporre soluzioni non accettabili ha portato alle conseguenti vie legali. Se il rapporto della causa è fra privati, come fanno notare i massetani, non lo è la vicenda Unipol per la ricaduta del danno a livello economico sul territorio: “L’indisponibilità del nostro denaro ci obbliga a rinunce che ricadono inevitabilmente sull’economia locale” Dopo aver ricordato come Unipol, inquadrata in un’area politica ben definita, si sia presa i clienti iscritti alla Cgil o, come ricordava qualcuno, “dentro le case del popolo”, le vittime annunciano un’altra assemblea pubblica alla quale saranno invitati cittadini, rappresentanti di forze politiche ed esponenti di istituzioni. “Intanto – sottolineano i firmatari della lettera – chiediamo alle Amministrazioni di non far partecipare a gare o a interessi economici la Unipol applicando il concetto della black list per le aziende che concedono i lavori in appalto. Di non accettare sponsorizzazioni per eventi o manifestazioni che le amministrazioni organizzeranno”. Non è tutto perché la nota inviata a tutti i sindaci – e posta all’attenzione delle comunità di Massa, Follonica, Gavorrano e Montieri – riporta la campagna pubblicitaria adottata da Unipol in queste vacanze dove la banca, consapevole del difficile momento, preferisce promuovere il futuro e la crescita del paese e dei suoi abitanti anziché sponsorizzare i propri prodotti. “Unipol – criticano i 50 truffati – punta sull’effetto del sociale, mettendo i loro interessi in secondo piano, cercando la fiducia, il richiamo ad ’assicurare il domani’, ma come è possibile? Mettete questo a confronto con la nostra realtà vissuta. Noi avevamo riposto la fiducia nella ’grande azienda italiana’, nel passato ci hanno offeso, ci stanno negando il presente e si adoperano in ogni modo per tenere le nostre sostanze e assicurare sì un buon futuro, ma solo per loro”.

QUESTI i firmatari: Claudio Ulivelli, Ferrero Bongini, Rita Martini, Angela Bacci, Loriana Pagni, Gasperino Ferrini, Roberto Giglioli, Simonetta Giglioli, Grazia Cappelli, Nada Cappelli, Fiorella Martini, Viria Cerboneschi, Paolo Berrettini, Paola Martini, Oriana Innocenti, Benedetta Ferrini, Sandra Macii, Marzia Franceschi, Roberto Montauti, Daniela Cascioli, Chiara Berrettini, Luca Anselmi, Federica Iacometti, Silvia Bindi, Mauro Marchioni, Famiglia Panichi, Vincenzo Gabbrielli, Massimo Micheloni, Tatiana Martelli, Nilva Caramelli, Luciano Neri, Catiuscia Tinti, Marco Neri, Barbara Cascioli, Alba Barbini, Carlo Manni, Anchise Pagni, Tiziana Pagni, Fabrizia Pagni, Liria Martellucci, Fausto Basili, Floretta Basili, Bruno Martelli, Deo Martelli, Barbara Martelli, Francesca Benini, Alessandro Lippi, Gigliola Martelli, Rita Fanti.

Chiara Calcagno

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-01-10

ALTRO

«Non prendete soldi Unipol» Ex clienti scrivono ai sindaci

 

MASSA MARITTIMA. Lo hanno scritto e spedito a tutti i sindaci delle Colline Metallifere: «Non accettate sponsorizzazioni da Unipol». È l’appello lanciato da tutte quelle persone che hanno visto svanire i propri risparmi dopo la “truffa” perpetuata da un consulente. Hanno racchiuso il loro sfogo in una lettera, in cui ne hanno per tutti.
Non ci sono solo i primi cittadini di Massa Marittima, Follonica, Montieri e Gavorrano tra i destinatari, ma anche i partiti, la stampa e il presidente della Provincia Leonardo Marras. La lettera ripercorre la «tristemente famosa “vicenda Unipol”, o, per migliore definizione, “truffa Unipol”», scrivono gli arrabbiati. Tutto inizia nel maggio 2008, quando un promotore Unipol muore per un malore; è allora che i suoi clienti, con i quali stipulava contratti nei suoi uffici a Follonica, scoprono che i loro soldi non ci sono più. Ad oggi molti casi sono ancora aperti, con un epilogo che appare un miraggio e tutte le conseguenze del caso. C’è un esempio nella lettera: «Una persona, con l’intenzione di restaurare la propria abitazione, ha dovuto rinunciare e non ha fatto lavorare il tecnico che avrebbe elaborato il progetto, né l’impresa edile, l’ idraulico, l’elettricista», e così via.
Dunque l’invito alle istituzioni: «Crediamo sia eticamente inaccettabile per Comuni e Provincia sapere che è stata perpetrata una truffa per così tanto tempo dentro una finanziaria che doveva garantire la tutela dei clienti e il rischio di ricaduta sul territorio come sopra esposto». E se le istituzioni non possono prendere parte a contenziosi privati, la lettera chiede almeno «di esprimere ufficialmente la vostra indignazione e il disappunto che riteniamo scaturiscano spontanei». Ma non solo: «Essendo noi anche contribuenti – continuano – non abbiamo piacere di sapere che i Comuni a cui apparteniamo abbiano rapporti economici con la finanziaria in questione ed esplicitamente chiediamo di non accettare sponsorizzazioni per eventi o spettacoli, per lo meno finché ci saranno i contenziosi».
Già, perché queste persone non hanno intenzione di arrendersi. Vittime, scrivono, di «una truffa perdurata dentro le sedi Unipol per sette anni, con documenti falsati, firme false, corrispondenza che arrivava puntuale a chi credeva di aver fatto investimenti, senza che nessuno dentro le filiali si accorgesse di cosa stesse succedendo», scrivono. E quando «il castello è crollato», incalzano, ad alcuni clienti come risarcimento «sono state fatte offerte irrisorie, consigliando di accettare subito e ponendo in alternativa la possibile perdita di tutto o di cadere in tempi estenuanti per riavere i propri beni». Così, «purtroppo qualcuno ha accettato le “irrisorie offerte” di Unipol, motivato anche dalla necessità perché non aveva più niente».

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Tratto da “L’Unità” del 5 gennaio 2012

unipolCartelloni, banner e annunci pubblicitari con il blu dello sfondo che ricorda Facebook, con il carattere dei testi che ricorda Facebook, ma non è una campagna di Facebook. Sotto lo slogan “ho fiducia nel futuro” c’è il Gruppo Unipol che ha scelto di “citare” il popolare social network per una innovativa e originale operazione di marketing che proprio dall’orizzontalità delle piattaforme web prende spunto per dare voce agli utenti.

«Abbiamo deciso di fare la nostra parte, noi che come assicurazione da sempre ‘lavoriamo’ con la fiducia dei clienti – spiega Unipol –, per provare ad invertire l’onda depressiva (che riteniamo di non meritare) che sta travolgendo il nostro Paese negli ultimi mesi».

unipolLa compagnia di via Stalingrado ci tiene a precisare che la nuova campagna (presente anche sull’Unità) ha un profilo “istituzionale”, non deve servire a promuovere o vendere nuovi prodotti o servizi, ma a dare voce e spazio alle persone per comporre una bacheca (ed ecco ritornare lo “stile Facebook”) sul sito www.hofiducianelfuturo.it di messaggi di speranza e di convinzione sulle capacità e potenzialità che ha l’Italia per oltrepassare la crisi interna e internazionale in cui è impantanata. Alcuni dei messaggi finiranno per diventare slogan della campagna nella sua ultima fase e appariranno su cartelloni e banner.

“Non è nel Dna del Gruppo Unipol, che da sempre lavora ed investe in Italia per il presente e per il futuro degli italiani, assecondare i sentimenti di sfiducia e rassegnazione che negli ultimi tempi sembrano pervadere il nostro Paese. Abbiamo quindi deciso – ha dichiarato l’Amministratore Delegato del Gruppo Unipol Carlo Cimbri – di lanciare un incoraggiamento per invitare tutti gli italiani, coinvolgendoli anche attraverso il web, a credere nel futuro proprio e di questo Paese, per affrontare le sfide del presente forti delle nostre qualità e capacità, che certamente non sono seconde a nessuno”.

Sono tante le aziende italiane che negli ultimi mesi hanno virato la loro strategia comunicativa sul “social media marketing” per entrare in contatto in modo più orizzontale con i propri clienti di riferimento. Quello che sta facendo Unipol rappresenta un passo ulteriore con il tentativo di aprire un canale diretto di ascolto e comunicazione su temi sensibili come la speranza e la fiducia degli italiani.


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