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CORRIERE DI MAREMMA

Marcello Giuntini

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

2013-01-09

 

PANORAMA POLITICO

di Chiara Calcagno

 

 

Massa Comune attacca l’ex presidente Giuntini “Non conoscere la prescrizione è sintomo di inadeguatezza dei ruoli”

 

 

 

MASSA MARITTIMA

 

Massa Comune attacca la superficialità della gestione Giuntini e interroga il sindaco Lidia Bai sul futuro dell’Unione. “Non posso credere che il presidente Giuntini e la giunta esecutiva – esordisce il consigliere Gennaro Orizzonte – non fossero a conoscenza delle prescrizioni introdotte il 25 ottobre poiché ciò sarebbe sintomo di grave inadeguatezza e manifesta incapacità nel ruolo di amministratori di un territorio vasto e le cui scelte si ripercuotono sulla vita quotidiana di più di 12mila persone, soprattutto ora che l’Unione è chiamata a gestire funzioni che i cittadini toccano con mano quali la scuola e la polizia locale.

 

Orizzonte ritiene dunque “doveroso e necessario” che ogni sindaco, di fronte al proprio consiglio comunale, spieghi ai cittadini i motivi che hanno determinato la volontà di non voler procedere alla modifica dello statuto entro il termine fissato determinando una situazione che “lede pesantemente il principio di autodeterminazione e rappresentanza”.

 

Inoltre il rappresentante della civica chiede al sindaco Bai di spiegare come “intenda tutelare le necessità e le istanze dei residenti del comune di Massa, ora che il maggior investitore dell’Unione ha un solo peso nel processo decisionale paritetico agli altri comuni membri, venendosi a creare un pesante squilibrio tra le risorse riversate nelle casse dell’Ente comprensoriale ed il potere di rappresentanza”.

 

 

 

 

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-01-09

 

PANORAMA POLITICO

LE REAZIONI «Deve rappresentarci tutti» Orizzonte chiede delucidazioni, Giuntini tranquillizza i colleghi

 

MASSA MARITTIMA «Non facciamo una tempesta in un bicchier d’acqua» dice l’ex presidente Marcello Giuntini, riferito appunto al fatto che a livello funzionale nulla è stato intaccato da questo terremoto che ha colpito l’Unione dei Comuni. Ma è ovvio che la vicenda non può passare inosservata. «Non posso credere che il presidente Giuntini e la giunta non fossero a conoscenza delle prescrizioni della legge 68» dice Gennaro Orizzonte, esponente dell’opposizione nel consiglio. «Soprattutto ora che l’Unione è chiamata a gestire funzioni che i cittadini toccano con mano quali la scuola e la polizia locale». A dire il vero Giuntini e la giunta sapevano di queste prescrizioni. «Ma la legge 68 è una legge in fase di revisione – spiega il sindaco – Noi aspettavamo la modifica alla normativa, ma non è arrivata». E intanto i tempi per cambiare lo statuto sono scaduti. Orizzonte però vuole delucidazioni ben precise. «Ritengo necessario che ogni sindaco, di fronte al proprio consiglio, spieghi ai cittadini i motivi che hanno determinato la volontà di non voler procedere alla modifica dello statuto, determinando una situazione che lede pesantemente il principio di autodeterminazione e rappresentanza dei consigli, che sono attualmente l’unica e diretta espressione della volontà della cittadinanza». Un invito rivolto particolarmente al sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai. «Deve spiegare come intende tutelare le necessità e le istanze dei residenti del nostro comune, ora che il maggior investitore (sia in termini economici che demografici) dell’Unione ha un “peso” nel processo decisionale paritetico agli altri Comuni membri, venendosi a creare un pesante squilibrio tra le risorse versate nelle casse dell’ente comprensoriale e il potere di rappresentanza». (a.f.)

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-01-09

 

PANORAMA POLITICO

Terremoto nell’Unione dei Comuni Consiglio decaduto, giunta sciolta: il sindaco di Massa Lidia Bai prende il posto del presidente Marcello Giuntini

 

 

 

Nata dalla Comunità montana

 

 

 

L’organismo non ha rispettato la quota dei rappresentanti

Maggioranza e opposizione devono essere paritetici

 

Nata dalle ceneri di quella che fu la Comunità Montana, spazzata via dalla legge nazionale, l’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere è stata ufficializzata nel dicembre del 2011. È stato proprio in quel periodo che i sindaci di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo misero la loro firma sull’atto costitutivo del nuovo ente, di cui erano già stati stilate le linee guida così come lo statuto, che è stato votato dai tre consiglio comunali all’inizio di ottobre. Le procedure per dare il via alla sua attività andarono di pari passo con quelle per smantellare la Comunità Montana. Le prime iniziative sono arrivate all’alba del 2012, attraverso assemblee pubbliche e passaggi graduali, vista la fase di transizione. I tre sindaci, Lidia Bai, Marcello Giuntini e Alessandro Giannetti, decisero poi di ruotare di anno in anno nel ruolo di presidente. A rompere il ghiaccio è stato proprio il sindaco di Montieri, che comunque, nonostante la fine burrascosa del suo incarico, ha raccolto diversi frutti durante il mandato, tra cura del territorio e funzioni associate.

 

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Consiglio decaduto. Così come la giunta, la quale però si è ricostituita automaticamente. Spodestato anche il presidente, il sindaco di Montieri Marcello Giuntini, a cui subentra la collega massetana Lidia Bai. È un vero scossone quello che ha fatto crollare tutti gli organi dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere. Frutto della mancata revisione dello statuto riguardo alla composizione del consiglio. La legge regionale (entrata in vigore nel 2011) infatti prevede un numero paritetico tra maggioranza e opposizione dei rappresentanti eletti nei vari Comuni all’interno dell’assise. Massa Marittima invece di rappresentanti ne aveva tre: due di maggioranza e uno di opposizione. Così tutti gli organi dell’ente sono decaduti alla fine del 2012. Ma l’ormai ex presidente Giuntini rassicura: «non è perso nulla sul piano funzionale». Questa vicenda sembra un disastroso pasticcio. Il sindaco di Montieri però spiega che gli effetti sono meno traumatici di quel che possa sembrare. «Sul lavoro svolto e su quello da fare, come le funzioni associate, non cambia niente». Questo perché gli organi deliberativi sono stati tutti ricostituiti, così come prevede quella stessa legge che li ha fatti decadere. Tutto questo terremoto infatti trova il suo epicentro nelle normative che riguardano le Unioni dei Comuni. Lo statuto del nuovo ente, nato dalla cancellazione della Comunità Montana a cui hanno aderito i Comuni di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo, è stato approvato seguendo le direttive della legge 37, cancellata nel 2011 da quella regionale numero 68. La nuova disciplina però stabilisce che deve esserci «una rappresentanza paritetica dei rappresentanti elettivi della maggioranza e dell’opposizione», come si legge nel testo. Tradotto: lo stesso numero di consiglieri di ciascuna parte. Massa Marittima però non ha rispettato questo aspetto, avendo nel consiglio dell’Unione due rappresentanti della maggioranza (Giancarlo Zago e Anna Magrini) e uno dell’opposizione (Gennaro Orizzonte). Una difformità che non è passata inosservata alla Regione Toscana. Da Firenze infatti il 28 dicembre è partita una lettera di richiamo e due giorni dopo gli organi sono decaduti. «Sarebbe accaduto comunque. – spiega Giuntini – Una volta modificato lo statuto, il consiglio eletto con la vecchia legge sarebbe decaduto». Anche il sindaco di Montieri avrebbe comunque dovuto abdicare dalla sua carica di presidente nel giro di due mesi, per scadenza del mandato. In ogni caso ora si apre un periodo transitorio, che continuerà fino alla modifica appunto dello statuto e l’indizione delle nuove elezioni. La stessa legge 68 infatti prevede la ricostituzione automatica di presidente e giunta. La guida spetta al sindaco del Comune con più abitanti, quindi la Bai. Mentre nella giunta rimane in carica (con i tre sindaci: Bai, Giuntini e Alessandro Giannetti) visto che era già conforme alla normativa regionale. Ad essere stravolto è il consiglio. La legge prevede che sia formato dai sindaci e per ogni Comune, dal consigliere comunale della maggioranza con la maggiore cifra individuale e dal consigliere di minoranza già candidato sindaco che ha riportato il maggior numero di voti o, in mancanza, dal consigliere con la maggiore cifra individuale. Entrano così nell’assise per Massa Marittima Orizzonte (che resta in carica) e Marcello Fusi, che prende il posto dei consiglieri Zago e Magrini, per la maggioranza; per Montieri entra Claudio Grassini per la maggioranza, che subentra a Massimiliano Brogi, e Ilio Giorgio Russo per l’opposizione, che avvicenda Alessandra Oreste. Infine, per Monterotondo Marittimo, ci sono Federico Falchi per la maggioranza che subentra a Mario Tanda, e Giorgio Paolo Frequenti che sostituisce Roberto Creatini per la minoranza.

 

  

 

cmontana

Nella notte del 30 Dicembre, un grande ma silenzioso terremoto ha scosso l’Unione dei Comuni. Quindi con l’intento di fare un po’ di chiarezza nell’opinione pubblica, espongo i fatti che hanno determinato questa significativa “rivoluzione”.

 

Il Presidente eletto, i componenti del Consiglio dell’Unione eletti dai Consigli Comunali dei comuni membri e la Giunta Esecutiva sono DECADUTI a causa della difformità dello Statuto dell’Ente rispetto alle prescrizioni della LRT 68/2011 e ss.mm.ii.

 

Causa della difformità è la composizione del Consiglio, che secondo l’art. 27 della legge regionale, deve essere composto da una rappresentanza paritetica tra gli eletti nelle file della maggioranza e quelli della minoranza, mentre lo Statuto dell’Unione prevede che il Comune di Massa Marittima sia rappresentato da tre Consiglieri, due di maggioranza ed uno di minoranza.

 

Pertanto, secondo quanto imposto dalla normativa regionale, ciò determina la decadenza di tutti gli Organi istituzionali e la sua provvisoria ricostituzione secondo criteri oggettivi, venendo quindi meno il principio di autodeterminazione e rappresentanza dei Consigli Comunali dei comuni membri.

 

Di conseguenza la Presidenza è stata affidata al Sindaco Lidia Bai, che prende il posto dell’attuale Presidente Marcello Giuntini, in quanto la L.R.T. affida la carica di Presidente al Comune con il maggior numero di abitanti.

 

Il Consiglio è completamente rivoluzionato ed è formato (per diritto) dai Sindaci dei comuni membri, e per ogni Comune, dal Consigliere comunale della maggioranza con la maggiore cifra individuale e dal Consigliere di minoranza già candidato Sindaco per la lista che ha riportato il maggior numero di voti o, in mancanza, dal Consigliere con la maggiore cifra individuale.

 

Ne consegue che Massa Marittima è attualmente rappresentata da Marcello Fusi che prende il posto dei Consiglieri Giancarlo Zago e Anna Magrini per la maggioranzaperdura invece Gennaro Orizzonte per le opposizioni.

 

Per Montieri entra Claudio Grassini per la maggioranza, che subentra a Massimiliano Brogi, e Ilio Giorgio Russo per l’opposizione, che avvicenda Alessandra Oreste.

 

Per Monterotondo Marittimo ci sono Federico Falchi per la maggioranza che subentra a Mario Tanda, e Giorgio Paolo Frequenti che sostituisce Roberto Creatini per la minoranza.

 

La Giunta esecutiva, invece, rimane composta dai Sindaci dei tre Comuni costituenti, ovvero Bai per Massa Marittima, Giannetti per Monterotondo Marittimo e Giuntini per il Montieri, in quanto lo Statuto già aderiva dettato normativo regionale.

  

 

 

 

Ma dopo l’esposizione dei fatti, è doveroso un commento all’accaduto.

 

Non posso credere che il Presidente Giuntini e la Giunta Esecutiva non fossero a coscienza delle prescrizioni introdotte il 25 Ottobre dalla L.R.T  59/2012 a modifica ed integrazione della L.R.T 68/2011, poiché ciò sarebbe sintomo di grave inadeguatezza e manifesta incapacità nel ruolo di Amministratori di un territorio vasto 495 Km2 e le cui scelte si ripercuotono sulla vita quotidiana di più di 12000 persone, soprattutto ora che l’Unione è chiamata a gestire funzioni che i cittadini toccano con mano quali la Scuola e la Polizia Locale. In tal caso un loro passo indietro sarebbe doveroso ed inevitabile.

  

Dunque ritengo doveroso e necessario che ogni Sindacodi fronte al proprio Consiglio Comunalespieghi ai cittadini i motivi che hanno determinato la volontà di non voler procedere alla modifica dello Statuto entro il termine fissato dalla L.R.T, determinando una situazione che lede pesantemente il principio di autodeterminazione e rappresentanza dei Consigli, che sono attualmente l’unica e diretta espressione della volontà della cittadinanza.

 

Inoltre, il Sindaco Bai deve spiegare come intende tutelare le necessità e le istanze dei residenti del nostro comuneora che il maggior investitore (sia in termini economici che demografici) dell’Unione ha un lo “peso” nel processo decisionale paritetico agli altri Comuni membri, venendosi a creare un pesante squilibrio tra le risorse riversate nelle casse dell’Ente comprensoriale ed il potere di rappresentanza.

 

A queste condizioni, la maggioranza dei massetani (e sono convinto anche parte della maggioranza politica che siede in C.C.) non avrebbe ceduto risorse economiche e parte delle proprio potere decisionale, ad un Ente in cui non sono presenti sufficienti garanzie di tutela del proprio Comune. 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
LA NAZIONE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
2013-01-08

 

 

cmontanaCOLPO DI SCENA all’Unione comuni montana delle Colline Metallifere: il Consiglio e la Giunta sono decaduti e con loro il presidente Marcello Giuntini, sindaco di Montieri. La causa è da ricercarsi in un’inadempienza alle norme regionali, in quanto lo statuto non è stato modificato secondo quanto previsto appunto dalla legge regionale.

 

MASSA MARITTIMA aveva infatti all’interno dell’organismo tre componenti, due di maggioranza e uno di minoranza. la legge prevede invece un membro per la maggioranza e uno solo per la minoranza.

 

PER QUESTO Consiglio, Giunta e presidente sono decaduti. Al posto di Giuntini per il momento c’è il primo cittadino di Massa Lidia Bai. il rappresentante dell’opposizione Gennaro Orizzonte rimane al proprio posto, mentre la maggioranza dovrà nominare un nuovo membro.

 

 

 

 

 


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