Archivi per la categoria ‘Turismo e Commercio’

 

 

IL TIRRENO

03 gennaio 2014

 

 

Il 2014 inizia con le serrande abbassate Finite le feste decine di attività, in particolare nel centro storico, hanno deciso di gettare la spugna per sempre

 

C’è solo da scavare. Commercio, inizio 2014: è crisi nera. Continua l’emorragia di negozi in centro. Chiudono uno dietro l’altro, sotto i colpi di tasse sempre più salate, affitti (spesso) alle stelle e incassi sempre più magri. Una volta il salotto buono cittadino era scelto da grossetani e turisti per fare due passi. Su corso Carducci si facevano le “vasche” in su e giù: mano nella mano alla fidanzata, occhi rivolti alle vetrine e saluti ai conoscenti che passavano, si fermavano a fare due chiacchiere e proseguivano la camminata. Un rituale che si ripete anche oggi, ma il passatempo ora è diventato (anche) un altro. Sì, perché a differenza degli anni Novanta e i primi Duemila, quando Grosseto si era trasformata da Cenerentola della Toscana a locomotiva, ora lo sguardo finisce su vetrine ben più misere. “Ma dai! Qui hanno chiuso!” e poi, “Per ora qua no, ma dice che vogliono vendere” e “Lì sono in liquidazione”: ecco le frasi più o meno bisbigliate dai grossetani che girellano imbacuccati nei loro cappotti. Queste le impressioni che ha chi rivolge il naso ghiacciato dal freddo verso questa o quella vetrina; locali dove aveva acquistato quel bel cappotto, quella bella camicia o quel maglione tanto comodo da regalare alla moglie o all’amica di turno. Cambiano i tempi e cambiano anche le mode? Può essere. E la caccia al poco simpatico cartello colorato con su scritto cedesi o vendesi ha contagiato pure noi. Ieri abbiamo fatto una bella girata in lungo e largo per le viuzze del centro. E l’impressione che abbiamo avuto non è stata delle migliori. Tanti i fondi rimasti orfani, anche in corso Carducci. Dove prima c’era un’agenzia viaggi ora è tutto vuoto: c’è una scritta che parla di momentanea chiusura. Speriamo bene. Quello che invece ha chiuso di sicuro è il Bigriffe, angolo piazzetta Monte dei Paschi. Cede l’attività pure la bigiotteria Donnapiù, così come molla il colpo la boutique Leonello. Lascia il capoluogo anche un’apprezzata realtà come Carpisa: “Per qualsiasi cosa rivolgersi al punto vendita di Follonica” c’è scritto sulla vetrina che dà sul corso. Saluta la via principale della città anche un’altra grande marca, la Sisley. In piazza San Michele ha abdicato da un pezzo il Caffè del teatro: lì nascerà Crema&Cioccolato, una gelateria che prevede d’inaugurare il 1° marzo. Diverse le saracinesche abbassate anche in via Mazzini, dove campeggia l’ormai fatiscente cinema Marraccini. Ma tranquilli: l’edificio è vincolato dalla Soprintendenza di Siena come bene architettonico e documento culturale. Non ci fosse da piangere verrebbe quasi da ridere. Anche Soddu, abbigliamento per bambini in via Manin, cesserà le vendite. Stesso discorso per lo storico Caffè italiano sotto i portici: sull’insegna campeggia una poco rassicurante scritta “vendesi”. Pure piazza del Sale si presenta al cospetto di questo 2014 falcidiata. Lì, a due passi da porta Vecchia chiude Indumenti americani, con liquidazione fino al 70%, e un altro paio di fondi si stanno per liberare. Male anche via San Martino, forse la più prestigiosa strada del centro dopo corso Carducci. Qui non è bastato lo sforzo di qualche imprenditore locale: ancora tanti i fondi in cerca di un affittuario pronto a investire. New sport è solo una delle attività che hanno chiuso. Anche in via Aldobrandeschi sono diversi gli ambienti commerciali liberi, mentre Cose di lana, in via Paglialonga, è in liquidazione totale. E poi ancora molti vendesi e affittasti tra le vie Garibaldi, Fanti, Montebello e piazza Baccarini: uno stillicidio. Questo il quadro. Tra tasse, fornitori, costo del lavoro alle stelle e caro-locazioni la piccola impresa è in ginocchio. Spremuta come non mai. Anche chi aveva fatto il furbetto e raddoppiato i prezzi con il passaggio tra lira e euro è stato punito oltremodo. Consoliamoci con i saldi: iniziano domani. Magari qualche affare lo porteranno. Sognare, per il momento, non costa nulla.

 

 

 

Ugolini presidente Centro commerciale naturale

di Massa Marittima.

Novembre grosso si farà a ottobre

 

 

• 10 dicembre 2013 • 

 

 

MASSA MARITTIMA – Novembre grosso il prossimo anno potrebbe svolgersi ad Ottobre. È la richiesta fatta dagli imprenditori nell’ultima assemblea del Centro commerciale naturale di Massa Marittima che si è svolta ieri. Con il membro di giunta Confcommercio e presidente giovani imprenditori Riccardo Colasanti, si è parlato anche di tassa di soggiorno e di nuovi modelli di marketing territoriale da applicare in sinergia con le varie realtà – istituzionali e non – del territorio.

 

Tra le iniziative da mettere in campo per il 2014 i ticket sosta gratuiti da distribuire ai clienti delle attività del Centro commerciale naturale, oltre alla possibilità di abbellire le vie del centro con addobbi e arredi omogenei. Condivisa è anche la volontà di puntare su eventi di qualità che costituiscano un volano di attrazione, da pianificare scrupolosamente insieme all’amministrazione. Il nuovo consiglio ha nominato Alessandro Ugolini presidente del Centro commerciale naturale, affiancato dal vicepresidente Corrado Nodi; la segreteria ad Alessandro Giuliani in rappresentanza di Amatur.

 

 

 

 

Fonte: LA NAZIONE

 

22 novembre 2013

 

 

Raugei non fa sconti a nessuno «Amatur senza contenuti»

 

INDICE puntato contro l’Amatur, il consorzio di promozione turistica a maggioranza pubblica. A farlo è la presidente del Consiglio di frazione di Valpiana Donatella Raugei che senza mezzi termini evidenzia le «problematiche maggiormente evidenti». Fra queste, osserva la Raugei, «il fatto che mentre il Comune nelle vesti di socio di maggioranza sponsorizza l’iniziativa Novembre Grosso ricorrendo ai proventi della tassa di soggiorno e forse ad altri fondi di cassa, l’Amatur fa orecchi da mercante senza neppure fare una citazione dei vari eventi sul proprio sito. Eppure Amatur esiste — sostiene la Raugei — e oltretutto il suo socio di maggioranza è il Comune che in virtù della sua posizione dovrebbe pretendere la giusta azione pubblicitaria a favore di quelle aziende che ha in portafoglio». Da qui allora, prosegue la Raugei, «deriva che l’Amatur è vuoto di contenuti e sta in piedi solo per prendere finanziamenti senza muovere un dito nè per Massa Marittima né per il suo comprensorio. È sufficiente — conclude la Raugei — uno sguardo alla pagina del suo sito, fermo a luglio 2012 con addirittura l’immagine del Fotofestival 2012. Sarebbe da ridere se non fosse per il fatto che tutti noi paghiamo per il mantenimento dell’Amatur».

 

Amatur

L’home page di Amatur (http://www.altamaremmaturismo.it/) il 26/11/2013 – Clicka per ingrandire

 

 

 

Fonte: CORRIERE DI MAREMMA

16 novembre 2013

 

Rubrica: Cultura

Capitale della cultura Grosseto e Maremma non passano l’esame

 

GROSSETO Sospiro di sollievo di Marras, cheavevadetto:“Nonsosterrò questa candidatura. La Toscana ha già fatto una discreta figuretta a preparare questo appuntamento con due candidature che la terza propriononci stava”.Maanche di Bonifazi, che aveva rilanciato: “Non ne so assolutamente nulla”, e di Stellini che aveva chiuso il cerchio: “Noi non l’abbiamo fatto. Probabilmente è stata un’iniziativa privata”. Le istituzioni grossetane possono stare tranquille: Grosseto non è tra le sei città che si sfideranno per il ruolo di “Capitale della Cultura 2019”.Per questa importante partita scendonoincampoCagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena. Siena, appunto. Tutti gli sforzi dei grossetani erano indirizzati a favorire esponsorizzare lacittà del palio e chiunque si fosse fatto avanti per rompere questoequilibrio sarebbestato visto comeuncorpo estraneo, come il fumo negli occhi. Maurizio Cont e Gianmarco Serra (“insieme a 400 imprenditori del territorio” hanno assicurato) del resto rappresentano un corpo estraneo, chepotevavanificare gli sforzi di questa strana – santa – alleanza tra Siena e Grosseto, a conclusione della quale Siena avrebbe avuto ilpodiodi “Città della Cultura” – e così è stato – e Grosseto il suo polo agroalimentare – forse così sarà. La notizia è trapelata ieri pomeriggio e in serata è arrivato l’annuncio del Ministero dei beni culturali e del turismo. “La giuria europea, presieduta da Steve Green e composta da membri italiani e stranieri, scelti e concordati con la Commissione Europea – si legge nella nota diffusa dal Ministero – al termine delle audizioni, quale momento conclusivo della valutazione intrapresa dopo il 20 settembre 2013, data ultima di consegna dei dossierdicandidatura,haannunciato la redazione di un testo di preselezione delle cittàche concorrerannoall’ultima fase dell’Azione comunitaria ‘Capitale Europea della Cultura’. Le città sono Cagliari, Lecce, Matera, Perugia- Assisi, Ravenna e Siena. La giuria tornerà a riunirsi nell’ultimo trimestre del 2014, per valutare i progetti modificati delle città preselezionate, sullabasedelle raccomandazioni che saranno formulate dalla giuria stessa”. La candidatura di Grosseto era spuntata a sorpresa a inizio ottobre.Comune,Provincia e Regione si ritrovarono la Maremma nell’elenco del Ministerosulle 21 città italiane in lizza. Ma gli amministratori locali grossetani caddero dalle nuvole e bocciarono senza mezzi termini questacandidatura. Echi è ilMinistero per promuovere una città che neppure i suoi amministratori vogliono promuovere? Ora tutti gli sforzi regionali sono indirizzati a promuovere la vittoria finale di Siena.Aquel punto si potrà parlare concretamente del polo agroalimentare.

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-09-11

 

PANORAMA POLITICO

Imprenditori in rivolta “Vergognoso far aprire le scuole a inizio settembre”

 

GROSSETO L’estate sta finendo – come cantavano I Righeira – oppure è già finita? Con la scuola che riapre addirittura, nella prima decade di settembre, la stagione si contrae sempre di più e manda su tutte le furie gli operatori turistici. “Settembre? Siamo partiti bene, ma se con una temperatura sopra i 35 gradi si fanno riaprire le scuole tra il 9 e l’ 11 settembre significa non credere minimamente nel turismo come comparto trainante l’economia nazionale”, si lamenta Emanuela Fontana Antonelli, presidente provinciale di Federalberghi. Se non ci fossero i turisti stranieri (sopratutto dell’Europa continentale) alberghi, stabilimenti balneari, strutture ricettive, ristoranti, pizzerie anche in Maremma potrebbero chiudere già, a fine agosto. “Il mercato interno è finito – conferma. Fontana Antonelli – e viviamo settembre, un mese che ha tutte le caratteristiche per essere un periodo adattissimo alle vacanze, ‘appesi’ alle prenotazioni last minute e per periodi molto brevi. Peccato, perchè settembre avrebbe potuto compensare tran quillamente quel che abbiamo perso a giugno”. Deluso, arrabbiato, ma non rassegnato Walter Maretti, presidente del Sib Ascom, il sindacato dei balneari: “E’ vergognoso – commenta – Le nostre strutture che assumono lavoratori stagionali fanno contratti dal 15 giugno alla metà di settembre se non oltre, ma se si fa iniziare la scuola il 9 o l’ 11 di settembre come pensiamo che chi ha desiderio di trascorrere qualche giorno al mare prenoti? La verità – dice – è che il comparto del turismo e i suoi operatori sono senza tutele e politicamente non interessiamo a nessuno…”. Anche Maretti sottolinea come il turismo potrebbe essere davvero la leva per risollevare la china “ma se chi ci governa non lo comprende noi non possiamo davvero far nulla… In Italia abbiamo inventato il turismo balneare e con i nostri nove chilometri di costa e le 30mila imprese della ricettività balneare continuiamo ad essere i primi nel mondo per questo tipo di economia, evidentemente però non basta a convincere la politica che investire sul turismo significa credere nelle potenzialità ancora, non del tutto espresse da questo Paese”. Il rischio che i gestori degli stabilimenti vedono è che, una volta che anche in Italia la direttiva Bolkestein avrà defrritivamente imposto la, sua linea, “il turismo balneare cambierà davvero pelle e allora tutti piangeranno sul latte versato…”. E’ un’opera di resistenza quella che le imprese del turismo portano avanti: “Non abbiamo mai chiesto contributi pubblici, paghiamo le tasse, diamo lavoro ma nonostante questo continuiamo ad essere puniti. E’ chiaro che se si fa ripartire l’anno scolastico quando ancora il clima consentirebbe di stare al mare si costringono migliaia di famiglie a non programmare neppure una vacanza a a settembre. E allora dobbiamo solo dire grazie ai turisti stranieri, che arrivano ma ci trovano già allo sbaraglio… E’ davvero mortificante”.

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-09-10

 

TURISMO

Prata di Maremma alla scoperta del territorio

 

GROSSETO É uscita all’inizio di agosto “Prata di Maremma”, una guida di Prata e del suo territorio. Si tratta di un agile volumetto di 80 pagine, dalla piacevole vesta tipografica e riccamente illustrato (oltre 40 tra fotografie e disegni), che copre non solo il paese di Praia, ma anche il territorio circostante, in una quantità di aspetti, tra cui molti solitamente ignorati da pubblicazioni del genere. Oltre a cenni storici, che illustrano in dettaglio la ricca storia del castello e del paese di Prata (con un esteso riquadro concernente la Pia Malavolti signora di Prata, in cui un crescente numero di storici identifica oggi la Pia di Dante), sono trattati la flora, la fauna, il clima dei poggi di Prata, le fonti esistenti sul territorio, la sua economia ed evoluzioni demografiche. Naturalmente una parte è dedicata ad un’accurata visita del paese che, pur non presentando rovine monumentali, rivela, all’osservatore attento, numerosissime tracce del castello medievale e in genere della storia del territorio: una storia che è riassunta in una accurata esposizione permanente, fatta di pannelli bilingui a colori, re alizzata nella Cisterna di Dogana. Altre sezioni del volumetto sono dedicate ai sentieri di Prata, alle escursioni realizzabili nei dintorni, alla lingua di Prata e del territorio (con vocabolarietto), alla gastronomia (con un ricettario). In chiusura le informazioni utili ed un’estesa bibliografia. La pubblicazione è in vendita a 8 euro nei negozi di Prata, e presso le cartolibrerie Matozzi, via della Libertà 49 a Massa Marittima, e Guastini, corso Carducci 61, a Grosseto.

 

 

IL TIRRENO

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2013-09-10

 

TURISMO

«La Maremma non tira più come prima» I commenti di cittadini e operatori sul turismo: chi viene qui chiede di più, sul piano dei servizi e delle iniziative

 

di Gabriele Baldanzi GROSSETO Il turismo in Maremma e la mancanza di autocritica. Più che una “zanzara” un sasso lanciato in piccionaia. Il nostro editoriale nell’edizione domenicale del Tirreno, ieri è rimbalzato sul web (Facebook) innescando decine di commenti. In attesa che il dibattito assuma connotati politico-istituzionali, in attesa dei dati ufficiali sulle presenze in provincia di Grosseto nell’estate 2013, ecco la voce di cittadini, operatori e… oppositori. Francesco Tenucci, consigliere comunale a Scansano, allarga il discorso dal capoluogo a tutta la Maremma. «Viviamo una chiusura dovuta alla paura di scoprirsi inferiori nel confronto con il resto del mondo. Eppure, anche se così fosse, la consapevolezza è il primo, indispensabile passo per crescere». Per Gabriella Comellini, in un ragionamento complessivo sul turismo in Maremma non bisogna dimenticare che ci sono «angoli privilegiati, i quali non devono essere disturbati dal turismo di massa». «I turisti – ricorda Plinio Cillerai – chiedono maggiore pulizia, attenzioni nel servire, una migliore cura del l’abbigliamento di chi offre servizi, un maggiore rispetto di quel denaro che poi chiediamo con il conto. E ancora cestini vuoti, banconi puliti e facce sorridenti. Questo è il minimo». «Una mia amica straniera che si occupa da sempre di turismo, di accoglienza – racconta Laura Andreucci, operatore del settore – mi ha detto che la Maremma non tira più come un tempo. Altrove si trovano prezzi più bassi, personale più preparato, si mangia benissimo. E mi costa ammetterlo visto che ho un agriturismo a Grosseto. Qui effettivamente siamo piuttosto scadenti su tutti i fronti. Grosseto città, d’inverno è morta, ossia zero attività e pochissimi locali aperti. D’estate si spopola e non ha grandi attrattive storiche e artistiche. Oggi il turista è itinerante, curioso e affamato di cose sempre diverse, anche durante i soggiorni brevi. Ecco non ricordo, nell’estate 2013, qualcosa che sia stato pubblicizzato come assolutamente imperdibile vicino o dentro alla città». Michele Capaccioli chiede alle istituzioni uno sforzo per dare piena operatività dello scalo aeroportuale di Grosseto, «che ci porterebbe sicuramente maggiore ricchezza economica». E, in effetti, gli interlocutori non sono più gli stessi di 20 anni fa, cioè svizzeri e tedeschi che venivano in auto. I turisti stranieri oggi arrivano in aereo. Ancora Capaccioli suggerisce più umiltà a operatori e amministratori locali. «Perdiamo un po’ di tempo su tripadvisor, leggiamo i vari commenti sul nostro territorio e lavoriamo su quelli negativi, sulle critiche ragionevoli». Poi il discorso scivola sulle Terme di Roselle, altro flop pubblico-privato degli ultimi 50 anni. «Qui – denuncia Michele Benelli – la politica, i gruppo dirigenti, non si occupano mica di coordinare i buoni progetti. Sono troppo impegnati a soddisfare altre esigenze: quelle degli imprenditori edili, delle cooperative, dei partiti di appartenenza». E se usciamo da Facebook, una voce – scomoda, fuori dal coro – arriva anche da un noto esponente del Pd locale, che – a ragione – evidenzia una contraddizione in chi si lamenta delle politiche turistiche. «Anche a Marina chi critica, protesta e pigola poi non vede l’ora di arrivare al 1 settembre, chiudere e togliere gli ombrelloni, avviare lo smantellamento degli stabilimenti. Ora è vero che i clienti a settembre non sono molti ma quei pochi turisti (molti dei quali stranieri) non credo che apprezzino fare il mare mentre il titolare smonta e il bagnino usa l’idropulitrice…».

 

 

LA NAZIONE

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2013-09-08

 

ECONOMIA

POLEMICA PARLA DANIELE ASTORINO A NOME DEGLI OPERATORI «Le feste in piazza ci danneggiano» Proteste per la chiusura del centro storico durante la stagione

 

di GIANFRANCO BENI

«BEN VENGANO appuntamenti come Lirica in Piazza e il Balestro, anche se ci costringono a chiudere i battenti proprio nel periodo di maggior afflusso turistico, però almeno per gli altri cerchiamo di non chiudere l’accesso al centro storico di Cittavecchia». A parlare così è Daniele Astorino, contitolare di una delle più importanti attività ricettive presenti a Massa, proprio in piazza Garibaldi, additato più volte dall’opinione pubblica di essere contrario allo svolgimento di eventi di un certo rilievo.

«VOGLIO PRECISARE — sottolinea Astorino — che in concomitanza delle quattro serate di Lirica in Piazza pur rispettando l’obbligo di chiusura durante l’esecuzione delle opere abbiamo ugualmente aperto i battenti ogni sera dal momento in cui si sono concluse fino a tarda notte per dare un servizio sia ai turisti che agli artisti che si erano esibiti». Diverso invece il discorso sulla scelta della serata di Ferragosto per la disputa del Balestro del Girifalco. «Una scelta infelice — sostiene Astorino — che accavalla una festa all’altra. Speriamo che la Società dei Terzieri finalmente modifichi lo Statuto con l’indicazione della data della seconda edizione annuale del Balestro evitando come quest’anno di effettuarlo a Ferragosto». Su un aspetto comunque Astorino insiste. «Piazza Garibaldi non può essere chiusa, qualsiasi evento a parte il Balestro e la Lirica deve avvenire a porte aperte. Non è ammissibile che ci venga impedito di lavorare per una settimana intera proprio nel mese di agosto». Chiaro il riferimento alla recente serata del Grey Cat che ha visto la piazza vietata al libero passeggio. Con quali prospettive, abbiamo chiesto a Astorino, Massa Marittima affronta il settore turistico?

«Il potenziale ci sarebbe, purtroppo solo sulla carta. In località della nostra stessa misura quali Volterra, S.Gimignano, Pienza c’è sempre un forte flusso turistico, a Massa Marittima invece questo è limitato al solo periodo di agosto».

«EVIDENTEMENTE qualcosa non va, fra le altre cosa manca un’adeguata rete cartellonistica, l’ufficio turistico ha un orario di apertura troppo limitato, quasi sempre siamo noi a dare informazioni ai turisti sulle cose da visitare, i musei e la Cattedrale chiusi fino quasi a metà pomeriggio, non siamo riusciti a entrare in un tour organizzato con Siena sfruttando un percorso comprendente anche l’Abbazia di S. Galgano». La nostra non è una voce di protesta come tanti la chiamano, conclude Astorino, «solo vorremmo che dal Palazzo fossimo tenuti in maggior considerazione».

 

 

LA NAZIONE

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2013-09-06

 

TURISMO

Turismo, stagione nera: ci salvano i tedeschi Il bilancio degli operatori: le presenze e il volume d’affari sono in calo.

 

 

di MARIA BRIGIDA LANGELLOTTI

«I LOVE Maremma». Mentre aumenta il numero dei turisti stranieri che scelgono di trascorrere le vacanze in provincia di Grosseto, diminuiscono i vacanzieri italiani. E’ la fotografia che emerge da una prima analisi dei rappresentanti delle strutture ricettive e balneari sull’andamento del turismo nell’estate 2013. Anche se la stagione non si è ancora conclusa e non ci sono dati definitivi, è possibile tracciare un primo bilancio per valutare il trend del flusso di vacanzieri sul territorio maremmano. La Nazione ha chiesto ai rappresentanti delle associazioni di categoria e dei balneari quali sono le prime percezioni. «Da un’analisi iniziale — commenta Elena Neri, presidente di Agriturist Grosseto — ritengo che ci sia stato un calo del flusso turistico rispetto allo scorso anno. E’ una valutazione soprattutto personale, dal momento che gestisco un agriturismo a Massa Marittima, ma anche come presidente di Agriturist. Le estati scorse, talvolta, eravamo costretti a non prendere prenotazioni perché avevamo il tutto esaurito e a ripetere al telefono che non c’era posto. Cosa che non è avvenuta quest’anno. Il calo ha riguardato in particolare i turisti italiani che sono quasi spariti, circa il 20 per cento in meno rispetto al passato. Negli agriturismi del territorio si è registrato un pieno a fatica: gli operatori hanno dovuto lavorare davvero molto anche attraverso internet per sponsorizzare offerte e si sono affidati a pacchetti, sconti e promozioni. Se da un lato è diminuito il numero dei vacanzieri italiani, dall’altro in tanti posti della provincia hanno fatto capolino i turisti stranieri». Un nuovo flusso di turisti è arrivato in Maremma. «Hanno prenotato nelle nostre strutture molti tedeschi, che restano i clienti principali — spiega la presidente di Agriturist Grosseto — ma anche olandesi, svedesi, qualche russo. Poi ci sono turisti che addirittura sono arrivati dalla Repubblica Ceca e dall’Estonia, Paesi che prima non si interessavano alla Maremma. Speriamo che queste nuove presenze siano il segnale dell’apertura verso nuovi mercati». Emerge la fotografia di un turismo in calo anche dalle parole di Walter Maretti, presidente provinciale del Sib (il Sindacato italiano balneari) e titolare del bagno Moreno a Marina di Grosseto: «Quest’anno si è registrato un calo di turisti e di incassi intorno al 25 per cento. Più presenze a luglio e agosto, meno a giugno anche per il cattivo tempo. Non è stata una stagione esaltante, avremmo registrato un trend ancora più negativo se non ci fossero stati i campionati di vela a Marina e le altre manifestazioni a Castiglione della Pescaia e a Follonica. Bilancio positivo, invece, per l’iniziativa Mare per tutti dedicata alle persone con disabilità e per la quale, tengo a sottolinearlo, i balneari non percepiscono nulla».

E ADESSO non resta che aspettare la prossima estate. «La stagione turistica può considerarsi conclusa — precisa Maretti — anche per alcune decisioni del Governo. Con l’apertura delle scuole il 9 settembre non ci si può aspettare un rilancio del turismo: in questo periodo le famiglie non pensano al mare, ma ad acquistare libri e grembiuli. Dunque le uniche cose che non sono in crisi, cioè il clima e la natura, non possono essere sfruttate. Il turismo, soprattutto in Maremma, potrebbe essere una fonte di introito, se solo ci fossero le condizioni per valorizzarlo. Speriamo che l’anno prossimo ci sia un’inversione di tendenza e che la Maremma sia meta dei turisti stranieri e italiani».

 

 

 

LA NAZIONEHomer-Beer-Fox2

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2013-09-06

 

 

DIVERGENZE

L’APPELLO DELLA RAUGEI PER PROMUOVERE L’INIZIATIVA DEL PAPA CADE NEL VUOTO «Spostare la festa? Impossibile» Bai inflessibile per la kermesse organizzata nel giorno del digiuno

 

 

di GIANFRANCO BENI

 

È IMPOSSIBILE trovare un’altra sede per ospitare l’evento Massa di Baviera, notte di fine estate organizzata dalla Pro-Loco con il patrocinio del Comune in programma sabato sia in Piazza Garibaldi che in Piazza Cavour proprio nello stesso giorno in cui Papa Francesco ha indetto una giornata di digiuno e di preghiera collettiva per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo intero. A dare la notizia il sindaco Lidia Bai chiamata in causa dall’imprenditrice Donatella Raugei affinchè «dall’alto della sua autorità intervenisse per evitare che l’appello del Santo Padre cadesse in questo modo».

 

ED È UNA BAI quasi stizzita quella che, dietro nostra sollecitazione, ha replicato alla Raugei. «Per prima cosa — ha osservato il sindaco — vorrei sapere sotto quali vesti si esprime adesso la Raugei. Come portavoce della Chiesa? Dopo che in molti altri casi si è contraddistinta per fare da paladina prima all’imprenditoria agroturistica contro l’applicazione della tassa di soggiorno, poi per sostenere le aziende della zona industriale di Valpiana contro il progetto del Comune del Magrone, quindi per perorare l’acquisto dell’ex sede dell’Agenzia delle Entrate di via Ximenes per proseguire poi con numerose altre iniziative per lo più a carattere personale». Stavolta sorprende che addirittura, afferma ancora la Bai, si sostituisca al Vescovo, quando sarebbe stato molto diverso che lo stesso titolare della Diocesi monsignor Carlo Ciattini avesse fatto sentire la sua autorevole voce al riguardo». A parte comunque qualsiasi giudizio sull’appello del Papa e sull’opportunità o meno di seguirlo, resta il fatto, a giudizio del sindaco, che «ogni volta che viene allestito un appuntamento in piazza Garibaldi il destino vuole che nascano polemiche a non finire». Dopo Lirica in Piazza e il Balestro del Girifalco, adesso la Festa Bavarese che fra l’altro, precisa la Bai, «essendo stata programmata da diversi mesi in un periodo nettamente antecedente all’annuncia di Papa Bergoglio non può essere in alcun modo spostata».

 

NON MENO pungente infine il giudizio del presidente della Pro-Loco Alberto Rossi che si è detto «allibito. Siamo di fronte — continua — ad un insofferente attacco gratuito da parte di persone che evidentemente non hanno null’altro da fare nei confronti di un gruppo di volontari che non ha mai mancato di rispetto alla Chiesa massetana». La Festa Bavarese, conclude Rossi, «non è un appuntamento per bevitori di birra, bensì un momento di incontro per dare lustro ai sistemi di produzione in uso sia in Germania che in Italia».

 

 

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-08-30

 

ECONOMIA

Firmato il protocollo Decolla il Polo dell’agroalimentare

 

GROSSETO -Compie un ulteriore balzo in avanti il progetto per dare vita, ad Alberese, al Polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare della Toscana. Martedì scorso è stato, infatti, sottoscritto il protocollo d’intesa tra Regione, Provincia, Comune di Grosseto come partner istituzionali e Università degli studi di Pisa, Siena, Firenze, scuola Sant’Anna, Polo tecnologico di Navacchio, Istituto Leopoldo II di Lorena, che mette defuútivamente le gambe al progetto che potrebbe rappresentare la chiave di volta, in Maremma, per la piena valorizzazione dell’agroalimentare di qualità, della ricerca applicata e dell’innovazione tecnologica. Il polo di Alberese. infatti, dovrà configurarsi come “centro pilota di riferimento per il sistema regionale toscano dell’agroalimentare”, si legge all’articolo 1 del protocollo. Vericalizzazione del comparto verso processi a maggior valore aggiunto; individuazione e realizzazione di ogni forma di sinergia tra il mondo della ricerca, quello del trasferimento tecnologico e del la formazione sono gli obiettivi fondamentali del progetto, con lo scopo ultimo di “innalzare la competitività e la redditività del comparto agroalimentare toscano”. Nel frattempo è stato costituito anche un gruppo di lavoro formato da docenti universitari e rappresentanti di Provincia e Comune di Grosseto, mentre già con l’inizio di settembre si terrà una nuova riunione operativa del comitato promotore del Polo per delineare in modo sempre più concreto il percorso che dovrà essere sviluppato nei prossimi mesi. Tappa immediata sarà la costituzione di un’Ats (associazione temporanea di scopo) e l’individuazione del soggetto capofila, che tra i suoi compiti avrà anche quello di gestire le risorse e presentare richieste di finanziamento comunatario. Quello del Polo tecnologico dell’agroalimentare è un progetto a cui il territorio ha, dimostrato di credere molto, fin da subito. In particolare la Provincia e il Comune di Grosseto, che hanno `strappato” alla concorrenza di altre zone della Toscana, la possibilità di essere sede di questa nuova scommessa. Ad aprile la giunta regionale aveva varato la delibera che approvava il progetto e il protocollo d’intesa sottoscritto martedì scorso. E il progetto può già contare su circa 3 milioni di euro di risorse tra fondi Fas e denaro fresco messo a disposizione dalla Provincia per dare vita ad una struttura di eccellenza, che tra i suoi compiti avrà quello di promuovere e tutelare il “madre in Tusca.ny” agroalirentare ed in particolare la filiera corta, sia a livello di produzione primaria sia per i prodotti trasformati. In prima battuta saranno interessate la filiera olivo-oleicola, quella cerealicola, quella zootecnica e quella ittica. In tal senso il protocollo sottoscritto tre giorni fa prevede proprio attività di ricerca applicata e innovazione relativamente alla filiera olivo-oleicola compresi i prodotti secondari e quelli di scarto; alla filiera cerearicola comprese le tematiche relative al recupero, conservazione e valorizazione del germoplasma autoctono, all’industria di trasformazione nel settore lattiero-caseario e ovino e, infine, alle attività di pesca e di acquacol

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-08-30

 

PANORAMA POLITICO

“Imprese spremute all’osso”

 

GROSSETO – La Toscana, è la seconda regione italiana per incidenza dei costi della Tares. Con l’introduzione della nuova tassa le spese per le famiglie e per le imprese aumenteranno del 17,6% e non è finita qua. L’Imu sugli immobili produttivi nel 2012 è costata alle aziende 9,3 miliardi di curo, quasi il 40% degli introiti di gettito del tributo arrivati nelle casse statali. Ma il 2012 non è stato l’anno peggiore: da gennaio 2013 l’imposta municipale sui capannoni delle imprese è più costosa. L’aumento automatico da 60 a 65 del moltiplicatore da, applicare alle rendite catastali per gli immobili produttivi ha fatto lievitare il prelievo Imu dell’8,3%, pari a 491,2 milioni di euro di maggiori tasse per le aziende italiane. Confartigianato ha calcolato l’impatto dei due tributi su imprese e famiglie scoprendo che, rispetto all’Ici, l’Imu ha generato un maggiore prelievo fiscale di 14,5 miliardi sui contribuenti italiani. E come spesso accade a pagare di più, nel passaggio sono stati gli imprenditori. Infatti il 50,6% dei Comuni ha aumentato l’aliquota base da applicare agli immobili produttivi, con il risultato che la media nazionale è pari al 9,4 per mille, a fronte del valore base del 7,6 per mille. Se l’Imu ha aumentato il prelievo fiscale sulle imprese, le cose non sembrano migliorare con la Tares. L’applicazione del nuovo tributo su rifiuti e servizi provocherà un aumento medio di 26 euro per abitante, pari al 17,6% in più rispetto a quanto avviene con l’applicazione degli attuali tributi sui rifiuti. I rincari andrebbero a sommarsi ai continui aumenti registrati in questi anni dalle tariffe sulla spazzatura: tra marzo 2012 e marzo 2013 sono cresciute del 4,9%, tra marzo 2008 e marzo 2013 gli aumenti sono stati del 22,1% e, addirittura, negli ultimi 10 anni hanno raggiunto il + 56,6%. Per alcune tipologie di imprese fiapplicazione della Tares sarebbe un vero e proprio salasso: è il caso delle attività artigiane di pizza al taglio operanti in piccoli Comuni che subirebbero rincari del 301,1%. Non andrebbe meglio per i laboratori artigiani di pasticceria che pagherebbero il 181,7% in più. Aumenti significativi anche per i piccoli produttori di pane e pasta che nel passaggio da Tarsu a Tares sarebbero costretti a sborsare il 93,6% in più. Gli imprenditori non possono sopportare una tale pressione fiscale. Se poi la si unisce al clima di incertezza politica degli ultimi tempi si intuisce molto facilmente le difficoltà che le nostre aziende stanno attraversando. Un immobile produttivo non può essere considerato come una seconda casa: i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perché sono la nostra prima casa. Su Imu e Tares vanno trovate soluzioni che, oltre ad evitare l’inasprimento della tassazione, siano capaci di garantire la semplificazione impositiva e amministrativa?”. di Mauro Ciani Segretario generale Confartigianato

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-08-25

 

TURISMO

«Povera Grosseto» La guida cult ci boccia così Lonely Planet, “bibbia” dei viaggiatori di tutto il mondo, stronca la città «Merita una breve visita», scrive. Ma dalla Rete parte l’invito a cambiare idea TURISMO»UNO SCHIAFFO INTERNAZIONALE

 

di Sara Landi GROSSETO Da generazioni di viaggiatori è considerata un’autentica bibbia, ma soprattutto tra i giovani è un must da avere nello zaino o in valigia. Eppure la descrizione che Lonely Planet riserva nella guida regionale “Toscana” (6ª edizione italiana, aggiornata al 2012) alla città di Grosseto suona come una stroncatura. In appena dieci righe di testo (che riportiamo integralmente sopra, ndc.). A scoprire l’impietosa immagine che di Grosseto dipinge Lonely Planet, edita in Italia dalla Edt di Torino, è stata la titolare della libreria Mondadori di Corso Carducci, Federica Falconi. E non appena ha pubblicato in un gruppo Facebook le foto della pagina incriminata (la 257) è scoppiato il caso. «Stavo riflettendo proprio in questi giorni sulla mancanza di una guida aggiornata su Grosseto e la Maremma da proporre ai turisti – dice Federica – e sono andata a vedere come ci raccontano nelle guide regionali, partendo dalla Lonely Planet che è considerata la bibbia dei viaggiatori, lo vedo dalle richieste che ho in libreria. Non solo è la più venduta, ma chi la compra ha piena fiducia nei consigli e nelle indicazioni che trova qui. Per questo mi sono indignata quando ho letto che secondo gli autori della guida Grosseto poteva valere al massimo una breve visita, che i suoi dintorni non sono invitanti e che è solo un punto di sosta per chi deve viaggiare in direzione Roma». Una città senza attrattive dunque, liquidata come un punto sulla cartina stradale. Ma la rabbia, legittima in una persona che ama la sua città e la terra in cui vive, non impedisce a Federica di cogliere un altro aspetto. «Il messaggio che dobbiamo trarre da questa storia è di aprire gli occhi, svegliarci e renderci conto che nel mondo ci vedono così – dice Federica – Va bene scandalizzarsi perché anche io da grossetana ci sono rimasta malissimo, però questa demolizione deve essere uno stimolo per cambiare rotta e valorizzare le attrattive che abbiamo. La guida suggerisce di visitare il Duomo, il museo archeologico e quello di Storia naturale ma si ferma lì. Se avessimo delle Mura tenute meglio, più pulite e con meno degrado già avremmo un’attrattiva in più da veder segnalata. Le nostre non sono mica da meno di quelle di Lucca». Da qui l’idea, lanciata anche via Facebook da Federica, di scrivere in massa alla Edt, ma non solo in chiave polemica: «È nella loro linea editoriale essere aperti ai contributi dei lettori, quindi scriviamogli _ suggerisce Federica_ per raccontare Grosseto come una città unica perché ha tutto a portata di mano: la campagna, le colline, la montagna, il mare. E dimostriamogli che i nostri dintorni sono tutt’altro che poco invitanti come scrivono loro».

 

 

 

 

 

 

IL TIRRENOdefault

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-08-04

 

 

PANORAMA POLITICO

Colline Metallifere geoparco senza soldi e a rischio chiusura I trasferimenti statali sono passati da 433mila euro del 2011 a 93mila del 2013. Interrogazione di Sani (Pd) e Faenzi (Pdl)

 

 

 

GAVORRANO «Il geoparco delle Colline Metallifere è sostanzialmente a rischio chiusura nonostante gli 85mila visitatori che lo frequentano ogni anno. I trasferimenti statali, infatti, sono passati dai 433.000 euro del 2011 ai 93.000 del 2013, e l’avanzo di gestione residuo, seppure importante, non consentirà di coprire i costi di gestione per l’esercizio 2014, motivo per cui si dovranno ridurre personale e servizi ai visitatori. Con un danno complessivo per il comprensorio e per il suo indotto turistico». È quanto si legge in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente firmata dagli onorevoli Luca Sani (Pd) e Monica Faenzi (Pdl) e con loro dai parlamentari confinanti Silvia Velo, Andrea Manciulli e Luigi Dallai (tutti del Pd). Nell’interrogazione si sollecita un intervento del Governo nel quadro di una strategia di tutela e valorizzazione dei parchi nazionali. «In questi anni il Parco è riuscito a rendersi motore di azioni volte al recupero, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio geologico e minerario delle Colline Metallifere Grossetane, divenendo un punto di riferimento sia a livello locale che nazionale. Sono stati attivati progetti che hanno visto la collaborazione con prestigiosi atenei, senza contare la formazione e l’impiego di circa 30 figure professionali specializzate. Non solo. I sette comuni delle Colline Metallifere, dapprima in maniera isolata e successivamente grazie al coordinamento gestionale del Parco, hanno contribuito con una grande capacità di progettazione e programmazione all’acquisizione, al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio minerario territoriale, un piano che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni, enti e realtà locali, e che ha innescato investimenti (tra pubblici, privati e fondi comunitari) di circa 133 milioni di euro». Queste attività, con le presidenze Corsi e Agresti, hanno permesso al Parco di ottenere prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale tra cui l’adesione alla Rete Unesco ed Eggn per l’eccezionale valore dei suoi geositi e del suo patrimonio naturalistico, paesaggistico e di biodiversità. I deputati di Pd e Pdl chiedono in conclusione ai ministeri competenti «di riattivare i finanziamenti così da consentire al geoparco delle Colline Metallifere di mantenere anche per l’anno 2014 i servizi erogati fino a oggi e proseguire con una programmazione continua, efficiente e funzionale».

 

 

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-08-04

 

TURISMO

Turismo in rete, appello per “diffonderlo” Lettera aperta ai maremmani di Chelini e Tapinassi (Provincia) per divulgare il progetto Mitup

 

 

GROSSETO “Lettera aperta ai maremmani”. Comincia così l’appello firmato dall’assessore provinciale al turismo e alla promozione territoriale Gianfranco Chelini e dal dirigente provinciale dello stesso settore Francesco Tapinassi. A pochi giorni dalla presentazione del “Mitup”, il nuovo progetto che coordina e mette in rete l’accoglienza e l’informazione turistica in tutto il territorio provinciale, Chelini e Tapinassi hanno preso carta e penna e si sono messi a scrivere «a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo e la valorizzazione della Maremma e agli operatori dell’ospitalità», per far conoscere sempre di più la pagina Facebook ufficiale “Maremma Toscana” che conta al momento oltre 1800 “like”. Una pagina già esistente ma “rinata” negli ultimi giorni grazie alla partenza del progetto in questione – il Mitup appunto – e che offre di continuo foto, post e racconti delle bellezze e dei tesori che il nostro territorio può offrire al visitatore, in tutte le sue forme. La pagina serve inoltre a pubblicizzare mostre, eventi, festival e rassegne aiutando così il turista a pianificare meglio il proprio soggiorno e fornisce i contatti del Mitup, cioè il numero unico provinciale per le informazioni turistiche 0564 484848 e la mail, anche questa unica, infoturismo@provincia.grosseto.it. Ora, a tutto questo mancava un “tassello” fondamentale. Per far sì che la pagina sia conosciuta e che le informazioni circolino in Rete il più possibile è necessario, sottolineano Chelini e Tapinassi, che ogni maremmano che ha un profilo sul popolare social network segua la pagina e inviti i propri contatti a fare altrettanto. Serve, in altre parole, che il tutto sia diffuso il più possibile, e nel miglior modo possibile. «Chiediamo dunque – concludono Chelini e Tapinassi all’unisono – di condividere le nostre scelte per raggiungere, tutti insieme, l’obiettivo di far conoscere sempre di più la nostra Maremma Toscana». Via libera alla condivisione e alla massima diffusione. Sara Landi

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-08-03

 

ECONOMIA

Ristoranti in rivolta per le troppe sagre «Ci tolgono il 25%» In Toscana se ne fanno 5000 all’anno, 98 solo a Sinalunga «Basta con la concorrenza sleale, i sindaci intervengano»

 

 

 

IL FENOMENO IN ITALIA

 

Il Belpaese delle feste: ben 32mila

 

 

 

 

Secondo Confcommercio ogni anno nel nostro Paese si svolgono oltre 32mila sagre, in media 4 per ogni comune, per un complesso di 250mila giornate di attività e un fatturato di 700 milioni di euro. Il fenomeno è concentrato nei mesi estivi e nelle destinazioni turistiche. Otto sagre su dieci si svolgono tra giugno e settembre, i giorni di attività, complice la bella stagione, si allungano fino a coprire il 90% del totale ed il fatturato generato supera i 500 milioni.

 

FIRENZE In Toscana sono oltre 5.000 le sagre che si svolgono ogni anno, per un volume d’affari di 110 milioni di euro che si realizza perlopiù nei mesi estivi. Le stime sono fornite da Fipe Confcommercio della Toscana, regione dove, secondo l’associazione di categoria, il fenomeno assume una rilevanza straordinaria da far vacillare ogni media. E la Confcommercio, insieme alla Confesercenti, si scaglia contro il fenomeno, notando che tutto questo provoca una concorrenza sleale ai danni dei pubblici esercizi, arrivando a sottrarre alle imprese fino al 25% del fatturato. Per questo le associazioni dei commercianti chiedono che si cominci a regolamentare in modo serio lo svolgimento delle sagre. Questo perché, sottolinea Confcommercio, ci sono località dove il numero delle sagre raggiunge livelli da record, come a a Sinalunga, (Siena) dove tra marzo e settembre 2010 ci sono state ben 98 sagre, con una media provinciale di 40. Oltretutto, prosegue la Fipe Confcommercio, di fatto in alcune zone le sagre sono talmente strutturate e ripetute nel tempo che le strutture logistiche, tendoni, cucine e alto, ormai non vengono neppure smontate, e tra una sagra e l’altra sono utilizzate a pagamento per organizzare matrimoni, comunioni e compleanni, con una forma di ristorazione sommersa che sfugge a tutti controlli. «C’è un problema di equità – spiega Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe e presidente Fipe Toscana – che viene prima di tutto. Nel momento in cui cittadini e imprese sono chiamati ad uno straordinario supplemento di responsabilità che richiede pesanti sacrifici non è più tollerabile che ci siano aree di privilegio come quelle di cui godono feste di partito, circoli privati, associazioni di promozione e sagre. Stesso mercato, stesse regole – sottolinea il presidente della Fipe Toscana – è un principio elementare di democrazia economica che faremo di tutto perché sia rispettato». Ma c’è anche un altro aspetto: «In questo quadro – prosegue Cursano – si inserisce la nostra segnalazione all’Antitrust e la denuncia alla Commissione Europea per l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per aiuti di Stato a favore degli enti non commerciali. Ma è arrivata l’ora – conclude – che anche i sindaci si assumano le proprie responsabilità regolamentando in modo serio le sagre». Confesercenti ha svolto ieri diverse iniziative sul tema a Lucca, Massa e Pisa. A Pisa si è sottolineato come a livello provinciale le sagre producano un fatturato di un milione e mezzo l’anno, per 75mila coperti. In tutte e tre le occasioni, Confesercenti ha sottolineato come non si voglia criminalizzare le sagre radicate da tempo nel territorio, ma contro chi abusa di queste iniziative per fare della concorrenza sleale.


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