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IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-06-10

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I soldi della tassa di soggiorno all’Emilia La proposta del gestore di un b&b non può essere applicata dai Comuni. I sindaci studiano un sistema per la donazione

di Alfredo Faetti SCARLINO La proposta è nobile, scritta a mano con un corsivo elegante ed è stata inviata con carta intestata del bed&breakfast a tutti i sindaci della zona: «Doniamo i proventi della tassa di soggiorno alle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna». Il problema però sta nel fatto che i derivati dell’imposta hanno una destinazione prevista per legge: i soldi devono essere investiti nello stesso settore turistico. Non solo: le stesure dei regolamenti passano anche dai tavoli di concertazione con gli operatori. Insomma, sembra difficile dar corpo a questa pur valida proposta, anche se qualche spiraglio rimane. «In momenti come questi di assoluta mancanza di elasticità economica, ritengo che l’applicazione di una nuova imposta possa, al di là dei meriti, creare soltanto malumori. Riterrei quindi nobile le devoluzione totale dell’imposta di soggiorno 2012 ai terremotati emiliani». Eccola la proposta di Francesco Maccianti, titolare del bed&breakfast San Sebastiano, a Scarlino. È un diretto interessato della nuova tassa, uno di quelli a cui toccherà chiedere i soldi ai turisti. «Lo dico senza polemica né tantomeno populismo spiccioli, solo riconoscenza e solidarietà». Solidarietà perché quelle popolazioni hanno visto franare la quotidianità delle loro vite con le scosse del terremoto; riconoscenza perché «la gente dell’Emilia Romagna con la sua presenza turistica ha tanto contribuito al benessere del territorio». Tutto qui. Semplice, chiaro, diretto. Tutto scritto a mano e inviato a Regione, Provincia e ai sindaci di Scarlino, Follonica, Massa Marittima e Castiglione della Pescaia. Due di questi però, Maurizio Bizzarri e Lidia Bai, fasce tricolori di Scarlino e Massa, spiegano che destinare tutto ai terremotati è un problema, non tanto di volontà quanto di normativa. «La proposta è ammirevole – dicono entrambi – ma di difficile attuazione». «La tassa di soggiorno ha una destinazione prevista per legge – spiega Bai- i proventi devono essere destinati nel settore turistico. Abbiamo avuto diversi tavoli di concertazione con le associazioni di categoria proprio per questo motivo». Insomma, l’imposta «è finalizzata proprio per questo indirizzo». Però, «potremmo vedere se è possibile destinare alle popolazioni dell’Emila Romagna una piccola parte, ma non so se sia possibile». Una speranza lasciata in vita anche dallo scarlinese Bizzarri. «Venerdì prossimo (il 15) porteremo il regolamento per la tassa di soggiorno in consiglio comunale per essere approvato. Se arriveranno proposte per destinare una minima parte, di più non possiamo, alle vittime del terremoto le prenderemo in considerazione». Per di più, «il gettito che arriverà dall’imposta è ipotetico: avremo un importo determinato solo il prossimo anno». In ogni caso, nei vari Comuni ognuno fa la sua parte per i terremotati. Ad esempio, a Scarlino «le due associazioni Auser stanno organizzando delle iniziative per raccogliere fondi, così come gli agricoltori di Pian d’Alma che stanno allestendo una lotteria con prodotti naturali».


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