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Tratto da “La Nazione” del 09.03.2016

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UNICEF

 

 

 

Un devastante terremoto ha sconvolto il Nepal – L’UNICEF è sul campo per mettere i bambini e le loro famiglie al sicuro. 

 

Quando si tratta di emergenze, l’UNICEF è in prima linea per i bambini.

 

Quello che ha colpito sabato scorso il Nepal è il peggiore terremoto che si sia registrato nell’area himalayana da oltre 80 anni. Mentre ti scriviamo il bilancio provvisorio delle vittime è di oltre 5.500 morti, cifra destinata purtroppo a salire ancora nelle prossime ore. Sono 1,7 milioni i bambini bisognosi di assistenza umanitaria urgente. 

 

È facile prevedere che un sisma così potente in zone densamente abitate come la capitale Kathmandu (2,5 milioni e mezzo di abitanti), e con la maggior parte degli edifici costruiti senza moderni criteri antisismici, abbia portato distruzioni su vastissima scala, probabilmente con migliaia di vittime. In questi frangenti i bambini, che costituiscono il 40% della popolazione nepalese, hanno bisogno di ogni genere di aiuto: acqua, cibo, medicine e cure sanitarie ma anche coperte, tende, pannolini e articoli per l’igiene. 

 

L’UNICEF è presente in Nepal con uno staff permanente: oltre 200 operatori, in massima parte locali – che sin dalle prime ore dopo il sisma si sono instancabilmente dedicati alle attività di emergenza, pur avendo subito lutti e distruzioni come tutti i loro concittadini. In queste ore i nostri team si stanno rapidamente riorganizzando per entrare quanto prima nella fase operativa, quella in cui la massima priorità è salvare quante più vite umane possibile dalle macerie. Sono in corso di distribuzione tutte le scorte che erano state predisposte proprio in vista di una calamità naturale, mentre ieri è atterrato a Kathmandu un volo umanitario. 

 

Il tempo è poco e come sai l’UNICEF è finanziata esclusivamente da donazioni: per questo il tuo aiuto è fondamentale.

 

 

 

 

tratto da “La Nazione” del 18.01.2015

 

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Salvare una vita con un disegno o una fotografia,

d’autore o da dilettante.

E’ il progetto“ 1000 Drawings Tuscany”

 

 

Salvare vite umane e contribuire alla conservazione dell’esistenza di una specie con un disegno o una fotografia di chiunque voglia contribuire. E’ il progetto internazionale di beneficenza arrivato in Maremma con il nome di “1000 Drawings Tuscany: scarabocchiare per fare la differenza”.

 

Si tratta in pratica di un’iniziativa aperta a tutti: artisti e bambini, fotografi o disegnatori dilettanti; basta fare un disegno o scattare una fotografia in formato A5 e donarlo al progetto di beneficenza che si concretizzerà il 20 dicembre dalle 18 al Palazzo dell’Abbondanza di Massa Marittima, con l’evento dal titolo “La notte dei 1000 disegni”, una grande vendita collettiva delle “opere d’arte” offerte da ognuno ad un prezzo fisso di 10 euro. Il ricavato andrà alle associazioni Save The Children e WWF. Partecipare è facile: basta disegnare qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, su qualsiasi supporto o scattare una fotografia; l’unica restrizione è che le dimensioni siano pari al formato A5. Tutti possono dare il loro contributo con quante creazioni vogliono: bambini, genitori, nonni, artisti e dilettanti che vogliano donare il loro aiuto a questa alla causa. Le “opere” andranno consegnate, anonime o con l’indicazione del nome e di un recapito sul retro, entro il 17 dicembre presso il Museo Archeologico di Massa Marittima o la Farmacia Panni di Valpiana, oppure possono essere inviate all’indirizzo “1000 Drawings Tuscany” C/o Cooperativa Colline Metallifere, via dei Vetturini, 11 58024 Valpiana, Massa Marittima. Il progetto, arrivato in Toscana grazie ad alcuni volontari, è nato nel 2006 a Johannesburg quando, in seguito al furto di un bus che portava cibo e aiuti ai senza tetto, i volontari idearono una vendita di disegni di beneficenza. Ricevendo oltre 3.000 opere, decisero di andare avanti. Così da allora ad oggi il progetto, a cadenza annuale, è cresciuto ed è stato adottato da altri paesi. Nel 2014 l’iniziativa “1000 drawings” sarà realizzata ad Amsterdam, Berlino, Bloemfontein, Cape Town, Dubai, Joahnnesburg, Monaco e Toscana. Il numero di disegni donati supera regolarmente i 5.000 pezzi! Il progetto ha trovato a Massa Marittima il supporto organizzativo della Cooperativa Colline Metallifere e dell’associazione culturale Iride, il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Massa Marittima, l’aiuto dei presidi Coop, che hanno dato il loro apporto economico e degli esercizi commerciali locali che hanno fornito carta, matite, colori ed altro.  

 

Per altre info:

 

https://www.facebook.com/1000DrawingsTuscany ; 

http://1000drawingstuscany.wordpress.com ;

http://1000drawings.org/

 

 

 

 

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Fonte: LA NAZIONE

12 novembre 2013

 

Rubrica: Altro

SOLIDARIETÀ L’DEA DI DUE MASSETANI È DIVENTATA UNA BELLA REALTÀ IN ETIOPIA Quel 5 per mille aiuta il progetto Alicat Il contributo sta arrivando nelle casse dell’associazione

 

di GIANFRANCO BENI

LA SOLIDARIETÀ non ha limiti. E’ questo il decimo anno di vita del Progetto Alicat che per la prima volta quest’anno si appresta a ricevere l’ammontare del 5 per mille a conferma della generosità con cui tante persone di Massa, Follonica, Piombino e dintorni continuano ad aiutare due giovani massetani, Fabio Barbieri e Mirko Lastretto, nel proseguire il progetto Alicat, da loro fondato per dare ospitalità attualmente ad una trentina di bambini dai 7 ai 15 anni orfani nel centro di Addis Abeba. Più che legittima perciò la soddisfazione con cui i due analizzano il risultato finora centrato nella lontana terra africana dove per altro sono in avanzata fase di costruzione i locali della nuova sede, che necessiteranno comunque di altre donazioni ni per l’acquisizione di una vasta porzione di terreno circostante destinato a i bambini etiopi. Una molla, quella del volontariato, che è improvvisamente scattata nella mente di Barbieri riuscito poi ad infonderla anche in quella di Lastretto. Ma da dove è nata l’idea di andare nella lontana Addis Abeba, abbiamo chiesto a Barbieri. «Da molti anni ormai sono impegnato nel volontariato, anche se la prima concreta esperienza la feci operando alla Casa Madre Teresa di Calcutta per bambini andicappati. In quell’occasione pensai di realizzare qualcosa di utile da destinare ai ragazzi più poveri e emarginati di Addis Abeba offrendo loro un tetto sicuro e un pasto certo». Sicuramente in questi anni di strada ne è stata fatta molta, altrettanto resta da fare, ma con il generoso aiuto di chi crede in questa missione nulla è precluso. Intanto i primi ragazzi raccolti nella struttura allestita dai due giovani massetani sono sul punto di raggiungere la maggiore età. Anzi qualcuno l’ha già superata e dopo aver ottenuto un titolo di studio oppure aver appreso le fondamenta di un lavoro, si appresta a lasciare la casa che li ha accolti togliendoli dalla strada. Pronti ne entreranno altri, grazie alla generosità e alla determinazione di Fabio e Mirko che adesso vogliono ringraziare tutti quanti li stanno aiutando in qualunque modo, invitandoli il giorno dell’inaugurazione della nuova grande casa madre laddove fino a qualche anno addietro c’era solo miseria e desolazione.

 

 

 

 di Fiorenzo Borelli

 

 

Siamo alla fine della gestione da parte del così detto Governo Tecnico e come succede alla fine di ogni storia, viene spontaneo verificare che cosa è successo.

 

Circa un anno fà con il paese in mano ad una maggioranza ancora valida, tutte le forze politiche capiscono che il Paese non stà producendo ricchezza e che allo stesso tempo sta spendendo ciò che non si può permettere; in soldoni servono misure pesanti di raccolta di denaro.

 

Nessuna forza politica è in grado di farlo in quanto gesto quanto mai impopolare e quindi di comune accordo nominano il Professore super partes affinché formi una sua banda e imperversi nelle tasche degli italiani senza ritegno con il loro appoggio.

 

Fin qui ciò che è dato sapere; in separata sede impartiscono poi al Professore ordini ben precisi:

-non si tocca il numero dei parlamentari

-non si tocca lo stipendio ai parlamentari

-non si tocca lo stipendio ai dirigenti pubblici

-si fà la guerra all’evasione fiscale ma salviamo certe categorie

 

In questo clima nasce la riforma delle pensioni (riforma assolutamente non chiara al popolo altrimenti saremmo alla rivoluzione), nasce l’IMU, si impongono tasse sui carburanti, cresce l’IVA etc. etc.

 

Risultato dopo un anno :

-le Aziende chiudono

-le famiglie in regime di povertà crescono a dismisura

-i suicidi crescono

 

E la ripresa?

La banda Monti dice che dobbiamo avere pazienza fino alla fine del 2013; forse il Professore ha degli occhiali così potenti da vedere ciò che nessun altro riesce a vedere.

 

Non c’è  barlume di possibilità che le aziende possano riprendere a produrre ricchezza; la gente si sta abituando a spendere sempre meno e di conseguenza le fabbriche non si sà bene a a chi devono vendere in Italia.

 

Il Professore si è dimesso e nonostante nel suo mandato abbia messo a posto solo i conti delle banche, pare che in Italia solo lui conosca la grande verità nel mondo della finanza e tutti i partiti nella speranza di vincere le prossime elezioni urlano che vogliono in lista Monti o averlo come consulente.

 

Concludo dicendo che nella gestione di un paese non bisogna inventare nulla ma possiamo e dobbiamo guardarci intorno ed in particolare a quei paesi dove il concetto di “sociale” o di “solidarietà” è una grande realtà.

 

Nei paesi Scandinavi (per fare un esempio) tu paghi le tasse ma hai indietro un’assistenza di primo ordine! La gente paga le tasse di ogni ordine e grado proporzionalmete al proprio reddito e chi guadagna tanto paga tanto per sostenere i costi sociali di chi guadagna poco!

 

Non serve essere Professori alla Bocconi par capire certi concetti, serve avere la volontà di far vivere tutti in modo decoroso e non favorire solo certe classi di privilegiati (Politici  e loro controllati in primis). Non dimentichiamo che il prof. Monti non è un uomo di sinistra!

 

Servirebbe veramente un governo tecnico sia a livello centrale e più che mai a livello locale  e per questo  basterebbe rivedere il significato della parola “politico”:

 

Il Politico deve essere un Tecnico (nelle varie branche) prestato alla politica per una legislatura e non un quaquaraquà qualsiasi che per lunga militanza (sinonimo di ruffianeria o di opportunismo) occupa prima un posto di assessore, poi di Sindaco e piano piano te lo ritrovi in Parlamento senza alcun tipo di cultura.

 

 

 


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