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IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2011-01-14
ALTRO
«Annientato per le mie denunce» È il fondatore del “Wikileaks massetano”, ora contro di lui sei processi
L’architetto Galeotti ha fondato due anni fa un sito dove pubblica documenti comunali
MASSA MARITTIMA. Era il novembre del 2008 quando l’architetto Gabriele Galeotti, per contestare il progetto di ristrutturazione degli ex Magazzini dell’Abbondanza trasformati in sala congressi si inventò un portalino che di lì a poco sarebbe diventato una fabbrica di cronaca: denunce, gossip e poi una pioggia di querele.
Sì, perché – come ammette un amico milanese di Galeotti, che si è rivolto al nostro giornale per raccontare il linciaggio di cui è oggetto il professionista «spesso lui è andato sopra le righe e in molti non hanno esitato ad adire le vie legali, anche per cose banali, con il preciso obiettivo di fermarne l’azione, indubbiamente incisiva».
Tra i “nemici” di Galeotti, il sindaco della città del Balestro Lidia Bai e l’onorevole del Pd Luca Sani, oltre ad uno stuolo di colleghi architetti. Dalle loro denunce (una mezza dozzina i procedimenti), Galeotti si sta difendendo a tempo pieno, contrattaccando ogni volta che si presenta l’occasione: «Ne uscirò pulito e molte di queste querele si trasformeranno in denunce per calunnia».
«Di recente – spiega – ho promosso un’altra azione legale contro l’amministrazione comunale di Massa Marittima relativamente all’insediamento edilizio denominato Ex-Agraria, per autorizzare il quale sono state commesse, a mio avviso, infrazioni alla disciplina urbanistica. Adesso abbiamo pendente un ricorso al Tar della Toscana, redatto dall’avvocato Gianluigi Ceruti, che ne ha fatto un autentico capolavoro legale fondato su 20 punti. Intanto però la lunga mano della politica ha avviato un’azione di annientamento nei miei confronti, sotto ogni forma. Mi fa piacere quindi se si tengono i riflettori accesi sul mio caso in questa fase di confronto giudiziario. La mia colpa è quella di avere avuto il coraggio di ribellarmi al sistema».
In principio, due anni fa, il sito www.palazzodellabbondanza.it aveva letteralmente rotto gli equilibri politici di Massa Marittima, pubblicando foto e commenti su quanto realizzato sul fronte delle opere pubbliche, rendendo noti documenti che mai avrebbero visto la luce e osando mettere il naso in questioni e rapporti da maneggiare con cura. Il sindaco Lidia Bai commentò così l’iniziativa di Galeotti: «Si fa passare il messaggio di un’amministrazione mafiosa, corrotta, totalmente disinteressata ai problemi del territorio. Qui la politica, anche nei periodi di forte contrapposizione è sempre stata alta. I rancori personali, i comportamenti privati e le famiglie degli amministratori, tenuti fuori dalla mischia. Galeotti, con il suo strumento, che, se usato e amministrato diversamente, poteva essere anche utile, simpatico, stimolante, ha davvero esagerato». Si deve a Galeotti la nascita della lista civica Massa Comune, che alle ultime amministrative ha rotto il fronte dei cosiddetti rassegnati, portando un paio di elementi in consiglio. «Adesso a Massa – si legge ancora nella lettera del sostenitore di Galeotti – l’architetto, che pure tutti conoscono come persona seria e generosa, viene visto come il fumo negli occhi da chi fa politica, temuto ed evitato. La gente, invece, ne ha saputo apprezzare l’iniziativa, la cultura, il sarcasmo, qualità dietro le quali si legge un grande amore per Massa, per i principi di libertà, democrazia e giustizia”.
IL TIRRENO
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2011-01-14
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ON LINE Atti e racconti in stile Assange
MASSA MARITTIMA. Sulle pagine web gestite dall’architetto Galeotti, oggi come due anni fa, è uno stillicidio di provocazioni, denunce, racconti, atti, in cui il mirino è puntato sempre nella stessa direzione: il palazzo del Comune, gli amministratori, l’onorevole Luca Sani, i presunti sprechi, gli abusi di potere. Una sorta di Julian Assange delle colline metallifere. La città ormai si è abituata al grillo parlante. L’opinione pubblica resta divisa – non proprio a metà – tra chi assolve Galeotti e chi – dell’intraprendente architetto e dei suoi metodi non vuole neppure sentirne parlare. In ogni caso il sito resta sempre un punto di confronto per chi vuole sentire l’altra campana.







