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SdS

 

 

 

 

Fonte: LA NAZIONE

20 dicembre 2013

 

Rubrica: Altro

Ospitalità ai profughi Ringraziamenti alla Sds anche dal Vaticano

solidarietà

 

di GIANFRANCO BENI

ARRIVA dal Vaticano il ringraziamento alla società della salute «Colline Metallifere» per l’ospitalità rivolta ai profughi africani e non solo nei centri di accoglienza appositamente allestiti nell’Alta Maremma. A darne la notizia, con ovvia soddisfazione è il presidente della stessa SdS nonché assessore alle politiche sociali e sanitarie di Massa Marittima Luciano Fedeli, esibendo una nota a firma del presidente del Pontificium Consilium De Spirituali Migrantium Atque Itinerantium Cura cardinale Antonio Maria Vegliò.

«IL CAMMINO messo in atto con virtuosa sinergia fra le parti sociali e istituzionali del territorio grossetano — afferma il cardinale Vegliò —, risponde con maturità e un calore evangelico al servizio del più bisognoso. La vostra esperienza a sostegno dei richiedenti asilo — prosegue la nota —, crea una cultura della solidarietà attraverso un impegno concreto della tutela dei diritti umani e dimostra come sia stato possibile realizzare un percorso dal volto umano». Per la cronaca l’arrivo dei profughi al centro di accoglienza aperto al rifugio Sant’Anna di Massa Marittima si è sviluppato su due fasi temporali diverse. La prima dall’aprile al giugno 2011 con l’arrivo di 45 tunisini con la qualifica di «migranti» che ha consentito loro dopo il rilascio dei permessi di soggiorno di trasferirsi altrove in tempi molto rapidi. La seconda ondata di arrivi a partire dal 7 maggio 2011 con 171 ospiti tutti provenienti dalla Libia con caratteristica di «richiedenti asilo», accolti inizialmente 121 nel Comune di Massa Marittima, 17 in quello di Montieri, 23 a Scarlino e 10 a Follonica, tutti sempre sotto il controllo della Società della Salute. Rispetto alla prima, questa seconda fase è da subito risultata più complessa sia per le differenti nazionalità di origine degli ospiti, sia per i drammi umani che molti di loro hanno attraversato. Al di là delle oggettive difficoltà, il presidente della società della salute Luciano Fedeli ha sottolineato di «non condividere chi rifiuta a priori l’accoglienza, chi fa di essa un elemento sul quale riversare troppe attenzioni e pretendere che si investano risorse straordinarie perché questo fa sentire diverso chi in Italia ha meno possibilità».

 

 

 

 

Fonte: IL TIRRENO

27 ottobre 2013

 

Rubrica: Sanità

Manca solo la Società della zona sud la divisione per zone

 

Oltre a Coeso-Società della Salute, di cui è presidente il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e che comprende i comuni di Castiglione della Pescaia, Grosseto, Roccastrada, Scansano, Campagnatico e Civitella Paganico, ci sono altre strutture analoghe. Quindi ecco la Società della Salute Colline Metallifere (Comuni di Follonica, Massa Marittima, Scarlino, Gavorrano, Monterotondo Marittimo, Montieri). Il presidente è Luciano Fedeli, il direttore Maurizio Trifoglio. L’altra Società della Salute è quella dell’Amiata Grossetana (Comuni di Castel del Piano, Arcidosso, Cinigiano, Santa Fiora, Castell’Azzara, Seggiano, Semproniano e Roccalbegna). Il presidente è il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, il direttore Giulio Morganti. Nella parte sud della provincia, invece, la Società della Salute non è stata costituita, quindi agisce la zona distretto Colline dell’Albegna (che comprende tutti gli altri Comuni della Maremma) per i servizi sanitari. Invece per il socio sanitario esistono accordi tra Asl e Comuni, mentre l’assistenza sociale spetta direttamente ai singoli Comuni.

 

 

 

LA NAZIONEbutton delete
26 ottobre 2013 
Sanità

 

 

 

«Asl accorpate e SdS chiuse»

 

 

 

“Speriamo che il taglio triennale di 50 milioni di Euro sui trasferimenti statali per la sanità imponga finalmente alla Regione Toscana di accorpare le USL ed eliminare le Società della Salute”. 

 

Queste le dure dichiarazioni del coordinatore del movimento civico “Massa Comune” Oscar De Paoli, espresse anche a nome dei consiglieri comunali della medesima associazione, da tempo severo censore di sprechi ed inefficienze burocratiche che, a suo dire, comportano rilevanti spese e moltiplicazione di inutili poltrone, che si ripercuotono spesso in minori servizi per i cittadini.

 

Mentre in altre regioni di centro sinistra, come in Emilia Romagna, puntualizza De Paoli, si procede senza indugio su questa strada, l’amministrazione regionale toscana, come si evince dalla bozza del Piano Integrato Socio Sanitario attualmente in discussione, non prende nessuna decisione in questo senso, mantenendo in essere stipendi dirigenziali di centinaia di migliaia di Euro ciascuno.

 

Ma è sulle Società della Salute, ed in particolare quella locale della Colline Metallifere, presieduta dall’assessore Luciano Fedeli, che si concentrano le critiche del coordinatore di “Massa Comune”, che individua nel consorzio incaricato di gestire l’assistenza socio sanitaria territoriale un ente burocratico di nessuna utilità per i cittadini.

 

L’assessore Fedeli, continua De Paoli, sollecitato anche dagli ex consiglieri comunali Ovi e Cappelloni, non è stato ancora capace di fornire informazioni sull’attuazione del Punto Unico di Accesso ai servizi e sulla costituzione dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare, che avrebbe dovuto predisporre i Piani di Assistenza Personalizzati per anziani e persone non autosufficienti, né di dare spiegazione sulla fallimentare gestione del Telecentro delle Colline Metallifere, in cui la Società della Salute si era inserita all’inizio del 2012 con l’intento, finanziato con i fondi FAR Maremma, di “modellare l’erogazione di alcuni servizi”.

 

Poiché Fedeli pare essere un importante candidato alla carica di Sindaco per la maggioranza di sinistra, conclude De Paoli con un accorato appello, appare quanto mai opportuno che elettori e forze politiche di opposizione si incontrino e lascino da parte personalismi ed egoismi per garantire un vero ricambio alla guida del nostro Comune, in grave difficoltà politiche e finanziarie per scelte scellerate compiute in passato.

 

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-08-21

 

PANORAMA POLITICO

“Fedeli inadeguato al ruolo” Così Galeotti riaccende lo scontro sulla sanità

 

MASSA MARITTIMA “Abbassare i toni per affrontare insieme tutte le questioni che interessano MassaMarittima”. Questo l’appello lanciato lo scorso febbraio dall’assessore al personale e alle politiche socio sanitarie, nonché presidente della Società della Salute Colline Metallifere Luciano Fedeli, alla Lista civica Massa Comune ed in particolare all’architetto Gabriele Galeotti, all’indomani di un processo, tuttora in corso perché la sentenza è stata impugnata, subìto da quest’ultimo a seguito di una sua denuncia per presunta diffamazione. “Un appello – afferma adesso Massa Comune – che il professionista massetano ha deciso di raccogliere, rilanciando con una lunga serie di critiche contro l’assessore della cittadina mineraria, definito ‘inadeguato ed impreparato a ricoprire incarichi di responsabilità ’specie sulle questioni che hanno un grande impatto sulla vita dei cittadini”.Gli interventi della lista civica, secondo Galeotti, hanno messo in evidenza “decisioni di assai dubbia legittimità in tema di gestione del personale, suscettibilidi determinare probabili responsabilità contabili a carico di vari organi politici ed amministrativi locali.Vedasi quelle sul salario accessorio dei dipendenti e sulle retribuzioni di risultato dei funzionari e del segretario generale, con impegni di spesa di decine e decine di migliaia di euro, sulle quali erano state minacciate azioni legali, poi prudentemente riconsiderate”. Galeotti ricorda anche numerosi incarichi e altrettante consulenze, con rilevanti esborsi di denaro, su cui Massa Comune ha ottenuto spiegazioni “tutt’altro che convincenti”.Ma è sulla nuova organizzazione sociosanitaria territoriale che,secondo Galeotti, come riporta Massa Comune, vengono principalmente a galla “l’impreparazione e l’incapacità di Fedeli, il quale, nonostante il ruolo di presidente della Società della Salute, nonè stato ingradodi fornire notizie sulla sperimentazione dei servizi per la non autosufficienza, come i punti unici di accesso, l’istituzione delle unità di valutazione multidimensionali e la predisposizione dei piani personalizzati di assistenza. Né, men che mai, sulla possibile importante riorganizzazione delle attività che si prevede di attuare all’istitutoFalusi con l’esternalizzazione a cooperative sociali di un modulo abitativo”.

 

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-08-18

 

 

Ospedale, scongiurata la chiusura

 

 

L’OSPEDALE Sant’ Andrea di Massa Marittima non è a rischio. A darne la notizia ponendo fine a una serie di incertezze acuitesi in modo particolare negli ultimi tempi è l’assessore alla sanità nonché presidente della Società della salute «Colline Metallifere» Luciano Fedeli, anticipando la prossima esecuzione di una assemblea pubblica con lo scopo di mettere a conoscenza l’intera popolazione sulla situazione che ruota attorno a quella che fra l’altro è l’unica struttura sanitaria operante nell’Alta Maremma. Possiamo dire che sul Sant’Andrea sta spiccando un clima nuovo? «Esatto, siamo arrivati al punto di poter cancellare definitivamente il pericolo di chiusura con la garanzia che la qualità dei servizi non solo rimarrà inalterata, ma addirittura potenziata». Si può dunque parlare di novità inattese fino a qualche mese addietro? «Certamente saranno i Patti territoriali che ci apprestiamo a sottoscrivere in linea con quelli approvati nel 2007 a cancellare ogni eventuale dubbio». Cioè? «Entro settembre a Massa Marittima arriveranno per un convegno rappresentanti della Regione Toscana guidati dall’assessore alla sanità, della Provincia, dell’Asl 9, tutti i sindaci del comprensorio per il varo definitivo del nuovo Patto territoriale ed esponenti dei patti sociali, dopodiché ci sarà la convocazione di un consiglio comunale aperto da tenersi a Gavorrano con la partecipazione di tutti i soggetti competenti». «SARÀ un momento di forte trasparenza e di corretta informazione per l’intera collettività dell’Alta Maremma» ha sottolineato con soddisfazione Fedeli, ricordando come questo evento «sia il coronamento di un confronto e di un percorso che l’amministrazione comunale di Massa ha avuto con i componenti della commissione regionale alla sanità dai quale sono dunque emerse confortanti notizie inerenti il futuro del Sant’Andrea in grado di diffondere finalmente un messaggio positivo anche in riferimento alla sanità territoriale». Del resto sarebbe stato veramente un assurdo aver speso quasi quindici milioni di euro per il miglioramento strutturale e non solo del Sant’Andrea e poi assistere al suo declassamento. Per fortuna stavolta la politica ha ragionato con correttezza evitando di buttare al vento denaro pubblico. Sarebbe stato difficile trovare comprensione nell’opinione pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

«Abbassare i toni per affrontare insieme

tutte le questioni che interessano Massa Marittima»

 

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Questo l’appello lanciato lo scorso Febbraio dall’assessore al personale e alle politiche socio sanitarie, nonché Presidente della “Società della Salute” Luciano Fedeli, alla Lista Civica Massa Comune ed in particolare all’architetto Gabriele Galeotti, all’indomani di un processo (tuttora in corso perché la sentenza è stata impugnata) subìto da quest’ultimo a seguito di una sua denuncia per presunta diffamazione.

 

Un appello che il professionista massetano ha deciso di raccogliere, rilanciando con una lunga serie di critiche motivate contro l’assessore della cittadina mineraria definito “fortemente inadeguato ed impreparato a ricoprire incarichi di responsabilità”, specie sulle questioni che hanno un grande impatto sulla vita dei cittadini.

 

Gli interventi della Lista Civica Massa Comune, secondo Galeotti, hanno messo in evidenza decisioni di assai dubbia legittimità in tema di gestione del personale, suscettibili di determinare probabili responsabilità contabili a carico di vari organi politici ed amministrativi locali.

 

Vedasi quelle sul salario accessorio dei dipendenti e sulle retribuzioni di risultato dei funzionari e del segretario generale, con impegni di spesa di decine e decine di migliaia di euro, sulle quali erano state minacciate azioni legali, poi assai prudentemente riconsiderate.

 

Galeotti ricorda anche i numerosi incarichi e le altrettante consulenze, con rilevanti esborsi di denaro pubblico, su cui Massa Comune ha ottenuto spiegazioni tutt’altro che convincenti.

 

Su nessuno di questi argomenti, l’assessore Fedeli ha ritenuto di accogliere, o almeno trattare, i motivati rilievi sollevati da Galeotti e da Massa Comune, contravvenendo quindi al suo impegno, in apparenza propositivo, col quale invitava a discutere del modo migliore per governare la nostra piccola cittadina, contenendo spese e sprechi, specie in un momento difficile come questo.

  

Ma è sulla nuova organizzazione socio sanitaria territoriale che, secondo Galeotti, vengono principalmente alla luce l’impreparazione e l’incapacità di Fedeli.

 

Egli, infatti, nonostante il ruolo di Presidente della Società della Salute, non è stato in grado di fornire notizie sulla sperimentazione dei Servizi per la Non-Autosufficienza, come i Punti Unici di Accesso, l’istituzione delle Unità di Valutazione Multidimensionali e la predisposizione dei Piani Personalizzati di Assistenza.

 

Né, men che mai, ha saputo riferire sulla possibile importante riorganizzazione delle attività che si prevede di attuare all’Istituto Falusi con l’esternalizzazione a cooperative sociali di un modulo abitativo, causa questa di forte preoccupazione per i dipendenti.

  

La dialettica politica è sfociata spesso in eccessi verbali che debbono essere certamente evitati, conclude Galeotti; ma, venendo da una famiglia di solida tradizione socialista, non è stato sempre facile contenere la rabbia e lo sdegno di fronte a negligenze ed incapacità, come quelle sempre più frequentemente manifestate dal Sindaco Bai e dell’assessore Fedeli, che rischiano di penalizzare profondamente la nostra Cittadina e la collettività intera.

 

 

 

 

 

 

 
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LA NAZIONE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto 
2013-07-23
 

 

 

LA POLEMICA I CONSIGLIERI DI «MASSA COMUNE» CONTRO FEDELI

 

E’ bufera sui tagli alla guardia medica «Chi tutela il diritto alla salute?»

 

 

  

NUOVO duro attacco del gruppo consiliare di opposizione Massa Comune contro la Società della Salute Colline Metallifere e il suo presidente Luciano Fedeli (anche assessore alle Politiche sociali del Comune di Massa Marittima) per la riorganizzazione del servizio di guardia medica che da ottobre dovrebbe essere ridotto da 24 a 16 ore giornaliere.

 

«Era noto da tempo — puntualizzano i tre consiglieri di Massa Comune Federico Montomoli, Francesco Mazzei e Gennaro Orizzonte — che il servizio di continuità assistenziale, con la sperimentazione delle unità di cure primarie, sarebbe stato ridimensionato come risulta dagli obiettivi aziendali dell’Asl 9 di Grosseto e dal protocollo di intesa sulle politiche della salute dell’area delle Colline Metallifere firmato l’1 giugno 2007 dalla Regione, dall’Asl 9, dalla Società della salute e dalle amministrazioni comprensoriali.

 

Ma il ridimensionamento, secondo quel protocollo di intesa, avrebbe dovuto avvenire con il metodo della concertazione e condivisione delle proposte dell’Asl, anche attraverso rimodulazioni del servizio e degli ambiti che non compromettessero la qualità del servizio abbassando l’attenzione nei confronti delle popolazioni residenti in Comuni disagiati. Con l’impegno a definire entro giugno 2007 il nuovo assetto organizzativo del servizio di continuità assistenziale».

«SE IL NUOVO assetto organizzativo è stato varato, deve aver funzionato in modo insoddisfacente — sostengono Montomoli, Mazzei e Orizzonte — visto che l’Asl 9 starebbe predisponendo una nuova organizzazione che, come dimostra il recente intervento del responsabile regionale Marco Bruni, sembra avere contenuti assai discutibili, senza essere stata per di più oggetto di condivisione e concertazione con gli enti locali e con il personale medico preposto.

 

A questo punto resta da capire se il presidente della Società della Salute Colline Metallifere Luciano Fedeli intenda, come al solito, accettare remissivamente le proposte di riorganizzazione e ridimensionamento dei servizi socio assistenziali varati dalla Regione Toscana e dell’Asl 9, specie per le persone anziane e non autosufficienti, o se invece intenda contrastarli con decisione a tutela del diritto alla salute». 

IL GRUPPO consiliare Massa Comune attacca: «Nessuna linea di credito politico nei confronti di un assessore che non è stato sinora in grado di gestire la nuova organizzazione dei servizi socio assistenziali territoriali e che non appare in grado di fornire informazioni sulla sperimentazione dei percorsi di continuità assistenziale dell’ospedale del territorio, sulle dimissioni protette e sull’istituzione di servizi innovativi come il Punto unico di accesso, l’Unità di valutazione multidisciplinare e i Piani personalizzati di assistenza»

 

 

 

 

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-07-21

 

 

Le Società della Salute verso la chiusura. Fedeli: «Non devono essere i cittadini a rimetterci»

 

 

 

L’ESPERIENZA delle Società della Salute in Toscana va verso la fine. La loro chiusura, presumibilmente in contemporanea con il naturale completamento della legislatura amministrativa in corso nella stragrande maggioranza dei Comuni, è stata ufficializzata dal presidente dell’Uncem Toscana Oreste Giurlani manifestando rammarico. «Come Uncem — dice Giurlani — abbiamo da sempre sostenuto quanto le SdS, in particolar modo quelle montane, siano state un’esperienza positiva nel corso degli anni, ma a questo punto è necessario delineare il percorso di uscita senza compromettere il sistema socio-sanitario locale in qualità e quantità». «A questo punto una cosa deve essere certa — ha aggiunto il presidente della SdS Colline Metallifere Luciano Fedeli — non possono mancare quelle specifiche politiche di governo del territorio montano per quanto riguarda il sociale e sanitario e la loro integrazione. In montagna le SdS nel corso degli anni hanno rappresentato proprio quell’anello di congiunzione tra i due settori portando importanti ricadute sui territori minori, isolati e marginali».

 

 

 

 

 

 

 

Il Fedeli ci rassicura circa le sorti del nostro Ospedale.
Ci dice di stare tranquilli.

 

Ebbene, a parte il fatto che continuo a chiedermi chi è il Fedeli,
al solo sentirlo parlare, mi si accappona la pelle.

  

 

FEDELI

tranquillitratto da “La Nazione” di oggi – clicka per leggere

 

 

 

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

 

2013-06-22

 

 

PANORAMA POLITICO

Profughi, sulle Colline potrebbero arrivarne altri

 

NON È DA ESCLUDERE l’arrivo di nuovi profughi nei campi di accoglienza di Massa, Montieri e Scarlino alla luce dei ripetuti sbarchi di africani a Lampedusa. Un’eventualità non remota direttamente affermata dal Prefetto Marco Valentini in occasione Giornata Mondiale del Rifugiato durante la quale sono stati presentato gli atti dell’esperienza di accoglienza vissuta nelle Colline Metallifere. Una storia, stando alle dichiarazioni dei numerosi relatori, conclusa con risultati più che soddiosfacenti malgrado qualche problema risolto poi in tempi rapidi. «Un’esperienza — ha affermato il presidente della SdS Luciano Fedeli — positiva che ha visto istituzioni, enti e associazioni a vario titolo operare in rete in perfetta sincronia dando nel contempo un’egregia risposta di civiltà». Fedeli ha ripercorso le varie tappe di un progetto, quale quello dell’accoglienza, definito «lavorare per crescere, che ha dovuto fare i conti con la lentezza dello Stato a distribuire i necessari finanziamenti che però nelle Colline Metallifere non hanno generato particolari problemi grazie agli interventi di supporto garantiti dagli enti locali». Parole di elogio per quanto è stato realizzato nei centri di accoglienza dell’Alta Maremma sono state proferite sia dai rappresentanti della Regione che della Provincia, lasciando a Fedeli il compito di tracciare le le linee guida della gestione della pur complessa attività: 171 profughi nordafricani accolti, curati e assistiti ai tre centri di accoglienza, 17 nazionalità, di cui 16 africane e una asiatica. In netta maggioranza, il 79,53%, sono stati gli uomini, il 20,47% le donne a formare 14 nuclei familiari dei quali 1 senza figli e 1 monogenitoriale. La loro presenza è stata inoltre resa più lieta dalla nascita di ben 12 bambini. Non tutto è filato liscio durante il funzionamento dei tre Centri. Fedeli ha ricordato come le maggiori difficoltà siano venute per la mancanza di un adeguato programma in fatto di accoglienza da parte delle autorità centrali, «costringendoci spesso a prendere decisioni autonome facendoci assumere responsabilità». DALLE VALUTAZIONI finali è emerso che il sistema di accoglienza è stato orientato più all’assistenza che all’autonomia per evitare di passare «da un’emergenza controllata ad una difficilmente controllabile». Un occhio particolare inoltre per tutelare la vulnerabilità delle famiglie con minori, delle persone sole e senza riferimenti e per sviluppare una progettazione condivisa sul territorio. Ci sono stati poi quasi due milioni di spese per la gestione emergenza interamente finanziate dalla Comunità Europea tramite il ministero dell’Interno. Una nota polemica da Scarlino: «E’ mancata la solidarietà da parte degli altri Comuni — ha detto Rustici — e nella fase iniziale ha fatto difetto la chiarezza legislativa».

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-06-21

 

 

IL CONVEGNO Un libro sull’esperienza dei rifugiati

 

 

MASSA MARITTIMA Ieri era il giorno del rifugiato. Una figura (giuridica) che a Massa Marittima, Scarlino e Montieri hanno imparato a conoscere negli ultimi anni. «Un’esperienza positiva. Certo, non priva di problemi. Ma positiva» ha detto Luciano Fedeli, presidente di quella Società della Salute Colline Metallifere che ha coordinato nel nord della Maremma tutto il piano d’accoglienza degli esuli. «Quello messo in pratica in questa zona è stato un ottimo modello» ha detto il prefetto Marco Valentini, presente all’incontro tenutosi nel Palazzo dell’Abbondanza su quetso tema. «Non esiste un modello perfetto: gli Stati Uniti ne hanno uno, l’Inghilterra un altro e la Germania un altro ancora – ha proseguito Valentini – Il modello messo qui in pratica ha fatto sì che non si burocratizzasse il problema dell’immigrazione, per merito delle istituzioni e dei soggetti coinvolti». L’esperienza sulle Colline Metallifere comunque è pronta a diventare una sorta di manule. La Società della Salute infatti vuole raccontarla su una pubblicazione, in cui verranno illustrati sia gli aspetti di gestione che quelli del bilancio, da distribuire poi alle istituzioni ma anche alle scuole e alle biblioteche. «Quando la Toscana fa sistema riesce a fare ottime cose – ha detto il presidente regionale dell’Uncem Oreste Giurlani – Ma l’emergenza non è finita, visto quello che sta accadendo a Lampedusa. Noi come Uncem ci metteremo di nuovo a disposizione se servirà l’aiuto della Toscana». Intanto però sono ancora dieci gli esuli sotto la responsabilità della Sds (tre dei quali trasferiti a Lucca). Si tratta di nuclei familiari per cui serve un percorso d’integrazione. «Stiamo portando avanti tutte le pratiche per concludere positivamente anche quest’ultimo passaggio» spiega Fedeli. 

 

 

 

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-06-13

 

 

Sanità

LA SALUTE «I servizi sanitari non si toccano Anzi, si migliorano» Fedeli detta la linea

 

 

L’OSPEDALE Sant’Andrea non si tocca, così come non si può assistere allo smantellamento dei servizi socio sanitari delle Colline Metallifere. Questa la tesi sostenuta da tutte le forze politiche, compresa quella dell’assessore alla sanità di Massa Marittima, Luciano Fedeli, che vede come unica strada percorribile tra comunei e Regione «quella dell’assoluto rispetto di quanto contenuto nel patto territoriale sottoscritto nel 1997 da Regione, Asl 9, Società della Salute, Comunità Montana, Uncem e Comuni della zona, contenente azioni chiare e concrete non solo per il mantenimento ma anche per il potenziamento dei servizi comprensoriali». Un aspetto su cui, a giudizio di Fedeli, non sono ammesse distrazioni di sorta. Piena conferma quindi nel numero dei posti letto e delle attività che vengono effettuate sia in ambito ospedaliero che nei distretti dislocati nei vari comuni, a partire da quelli di chirurgia, medicina, ortopedia, pneumologia e cardiologia, considerato che l’investimento fatto e in parte ancora in corso non è di quelli da trascurare. Quasi 15 milioni di euro che a giudizio del Pd di Massa la Regione deve tenere nella massima attenzione cancellando eventuali proposte mirate a impoverire le prestazioni sanitarie nell’Alta Maremma. E riguardo alla cancellazione delle Società della Salute, Fedeli esprime ferma contrarietà rilevando l’esistenza di un clima di incomprensione fra Comuni e Regione.

 

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-06-07

 

Sanità

OSPEDALE DI CASTEL DEL PIANO Sorpresa: niente più tagli e risonanza in arrivo

 

di Fiora Bonelli CASTEL DEL PIANO Patti territoriali sociosanitari fra Asl e Amiata alla firma il 21 giugno (alla luce della nuova legge sanitaria regionale) e oggi, prima di arrivare al tavolo degli attori, passati al vaglio dei territori. Per l’ospedale di zona di Castel del Piano, da anni e anni nell’occhio del ciclone perché come piccolo ospedale è caduto nella rete delle razionalizzazioni costanti e punitive, per una volta sembra non ci siano cattive notizie. «La situazione resterà pressappoco invariata», commenta il sindaco Claudio Franci. Ee coi tempi che corrono ci si deve contentare. Dunque, anche per questa scadenza c’erano grandi timori. Il piano riguardante Castel del Piano è stato passato al setaccio dai capigruppo di maggioranza e opposizione e poi, si osserva da parte della minoranza castelpianese, sarà analizzato da un pull intercomunale che ruota attorno alle commissioni di sanità dei comuni e infine sarà preso in esame dai sindaci amiatini. Perché, appunto, il presidio ospedaliero di Castel del Piano serve un gran bacino di utenza, allargato agli 8 comuni che fanno parte dell’Unione. Sandro Ginanneschi, della minoranza di Castel del Piano, commentando il documento fa notare che per ciò che riguarda le degenze, l’ospedale di zona ha conosciuto una diminuzione del 34 per cento circa, ma che è sempre meno del 36 per cento fatto registrare da tutto il complesso ospedaliero del grossetano: «Si perde _ dice Ginanneschi _ ma si perde sempre meno rispetto agli altri». Anche per i posti letto di cui si vociferava una diminuzione, arrivano, invece, notizie confortanti. Resteranno praticamente gli stessi, perché pare, secondo i numeri dei patti, che da una parte i letti aumentino di 6 unità: «Saranno 4 posti per l’ospedale di comunità e 2 per l’hospice», specifica Ginanneschi citando la bozza dei patti territoriali. Ma se i letti aumentano da un lato, da un altro diminuiscono, perché ne perde per lo meno 3 il reparto di medicina. In ogni caso, sempre di pochi numeri si tratta. In questo frangente pare opportuno a tutti che a Castel del Piano, al momento, sia assicurata la presenza di un ospedale di zona, rafforzato nel soccorso di emergenza, visto il pronto soccorso nuovo di zecca che è stato approntato e che tutti vorrebbero implementare, e si conta molto sul piccolo reparto di medicina, sui laboratori e sulla diagnostica che per la popolazione specialmente anziana del luogo rappresenta una sicurezza e si fa forza anche sulle varie specialistiche a cui si può accedere in loco. «Il pronto soccorso è assai più funzionale di prima, commenta Ginanneschi, e speriamo davvero venga arricchito ulteriormente si con personale medico e infermieristico che con strumentazioni. E che non si tocchi quel che già c’è e funziona». E a proposito di strumentazioni, nei patti territoriali è previsto l’arrivo di una risonanza magnetica per il 2014, apparecchiatura da sempre auspicata e richiesta e che «fortunatamente è stata prevista nel patto», chiosa Ginanneschi. Le linee dei patti territoriali saranno dunque sottoposte all’analisi dei sindaci in tempi rapidi, mentre subito dopo vi sarà un incontro fra le istituzioni a il direttore Asl 9 Fausto Mariotti.

 

 LA NAZIONE

 

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-05-25

ALTRO

 

PROFUGHI Emergenza. Pagherà l’Asl

 

L’ ASL è fatta carico dei pagamenti ai fornitori della SdS Colline Metallifere per l’emergenza profughi. L’Azienda ha anticipato la cifra necessaria a coprire le spese in attesa che il ministero dell’Interno versi i finanziamenti previsti. A seguito dei mancati pagamenti ai fornitori dei servizi per l’emergenza profughi da parte della SdS, l’Asl, rivolgendosi ai fornitori e all’opinione pubblica, precisa che «i costi relativi alla permanenza dei profughi nordafricani a Massa Marittima sono stati affrontati non dall’istituto Falusi (a suo tempo delegato dall’assemblea della SdS) né dalla SdS stessa, ma dall’Asl 9, che ha completamente anticipato quanto lo Stato ha finanziato e, ad oggi, restituito solo in parte. È opportuno precisare — continua l’Asl — che l’Azienda ha potuto dare seguito ai riscontri formali sulle attività e sulle relative fatturazioni, solo dopo che il presidente della SdS ha definito e presentato un rendiconto finale, inviato anche alla Prefettura di Firenze. Solo a questo punto — conclude l’Al — e in presenza della documentazione completa l’Asl 9 ha potuto procedere alla liquidazione di tutti i fornitori. Siamo in attesa che lo Stato provveda a coprire tali costi».

 

 

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-05-27

Sanità

 

LA POLEMICA Servizi erogati ai profughi ma non ancora pagati

 

MASSA MARITTIMA Botta e risposta tra il gruppo regionale di Fratelli d’Italia e l’Asl 9 di Grosseto sul pagamento dei commercianti di Massa Marittima che hanno offerto le proprie prestazioni durante l’emergenza profughi. La Società della Salute risulterebbe inadempiente. «Sebbene i creditori abbiano fornito i servizi richiesti per l’accoglienza, essi non solo non sono stati ancora liquidati, ma non hanno ricevuto alcuna giustificazione» dice il nuovo partito di centrodestra. «I costi relativi alla permanenza dei profughi a Massa sono stati affrontati non dalla SdS stessa ma dalla Asl 9, che ha completamente anticipato quanto lo Stato ha finanziato e, ad oggi, restituito solo in parte» risponde l’azienda sanitaria, spiegando poi l’iter previsto in questi casi. «L’azienda ha potuto dare seguito ai riscontri sulle attività e sulle relative fatturazioni, solo dopo che il presidente della SdS ha definito e presentato, su richiesta del direttore la rendicontazione finale, inviata anche alla Prefettura di Firenze. Solo a questo punto, e in presenza della documentazione completa, la Asl 9, ha potuto procedere alla liquidazione di tutti i fornitori. Siamo in attesa che lo Stato provveda a coprire tali costi».


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