Archivi per la categoria ‘SdS’
IL GIORNALE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-04-22
Sanità
Ormai tutti bocciano le Sds volute da Rossi
Scaricate da tutti. Sembra che ormai solo Rossi sia rimasto sponsor unico delle Società della Salute. Pezzi della sua maggioranza (e del suo stesso partito, il Pd) proprio non digeriscono «un esperimento che non ha prodotto i risultati sperati», come ha detto la consigliera del- l’Idv Maria Luisa Chincarini. Che si è spinta ancora più in là, dicendo apertamente che i dipietristi sono contrari a proseguirlo, l’esperimento delle Sds. In- somma, una bocciatura senza appello. Che fa seguito alle p e r p l e s s i t à espresse qualche mese fa dal presidente della commissione sanità, Marco Rema- schi (Pd): «Oc- corre dire chi fa che cosa e stabilire relativi compiti e rapporti col t e r r i t o r i o » . Senza contare che sulle Società della Salute pende ancora una sentenza della Corte Costituzionale del novembre 2010 che stabilì che le Sds, che hanno natura giuridica di consorzi, vadano riconfigurate. Nonostante le promesse dell’assessore Scaramuccia a provvedere, tutto tace. Tanto che nel Casentino a inizio marzo hanno dato l’altolà: o si dà una forma giuridica legittima alle SdS entro il 31 luglio 2012, o l’organismo casentinese «cesserà le sue funzioni», avvertì il sindaco di Chiusi La Verna Umberto Betti (Pd). E ora arriva lo stop dell’Idv. Perché le Sds, attacca Chincari ni, «nate con la finalità di consorziare i Comuni e le Asl per produrre servizi più efficienti ed ero- gare prestazioni sociali evitando duplicazioni e sprechi (unico esperimento italiano in questa direzione) corrono oggi il rischio di trasformarsi in carrozzoni incapaci di erogare maggiori servizi e aumentare i costi della sanità regionale». Chi da sempre ha lottato per mettere in soffitta l’esperienza delle Sds, è il Pdl, che ieri, per bocca del consigliere Stefano Mugnai, è tornato a chiederne la chiusura. «Sarebbe un inedito segnale di buon senso. Dalla maggioranza sempre più voci a sostegno delle nostre tesi. Siamo stati i primi, e per molto tempo anche in perfetta solitudine ad afferma- re che molte fossero le ombre e le criticità nel sistema sanitario toscano, così come abbiamo sem- pre sostenuto che l’esperimento delle Società della Salute fosse destinato al fallimento. In questi due anni di intenso lavoro in Commissione, la collega Chincarini ha avuto modo di verificare nei fatti la realtà delle cose, an- che in ordine al funzionamento o meno delle Sds. Evidentemente questa sua presa di posizione ne è la conseguenza». E visto che ormai sono molte le Sds a chiedere, in atti amministrativi, una revisione complessiva dell’organismo, «è intollerabile – dice Mugnai – che il Piano Socio-sanitario Intergrato (Pssir), che attualmente sta impegnando la commissione Sanità, continui a fare finta di nulla. Perché è questo che invece avviene nel testo presentato dalla giunta rispetto a questa sempre più diffusa consapevolezza circa la necessità di superare l’esperienza delle Sds». Dalla consigliera Chincarini non sono mancate critiche anche sul Piano Socio Sanitario della Regione. Nel complesso «buono», ma che contiene «alcune pecche, sia nel metodo che nel merito della sua stesura, perché, per quanto riguarda la forma è apparso a tutti evidente che un testo di oltre 500 pagine, risulta eccessivamente lungo e ridondante, in contrasto con la sburocratizzazione decantata in apertura, e molto difficile da leggere e interpretare» mentre nel merito l’Idv si chiede perché «solo per il Pssr 2012-2017 sia stato predisposto un quadro di buona politica e buon governo teso al contenimento della spesa e al taglio degli sprechi» senza però averlo fatto nel quinquennio precedente quando ciò avrebbe «potuto evitare gravissimi scandali come quello che ha investito la Asl di Massa Carrara». Infine, conclude la consigliera dell’Idv, «un altro vizio del Piano» è quel- lo di «fermarsi, pur nella sua ridondante verbosità, alle enunciazioni di principio senza mai entrare nella sostanza dei problemi e delle proposte affrontate».
LA NAZIONE
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2012-04-17
ECONOMIA
Massa Marittima «Siamo capofila in un progetto europeo» SdS leader nell’integrazione dei giovani
di GIANFRANCO BENI
SONO 17 i partner provenienti da 5 Paesi europei, coordinati dalla Sds Colline Metallifere con il fondamentale sostegno di Esprit Toscana, che parteciperanno al piano pilota a favore dell’inclusione sociale e di integrazione dei giovani nel mercato del lavoro. Il progetto è stato giudicato il migliore fra quelli pervenuti per «estensione e qualità delle azioni da mettere in campo» ed è l’unico in Italia nel suo genere. Come indicato nel bando, lo scopo principale di questo progetto pilota è quello di promuovere nuovi modelli di cooperazione tra istituzioni pubbliche, aziende e imprese sociali, al fine di realizzare un approccio più efficace e coordinato, con la creazione di partnership specifiche. Nella pratica si tratta di offrire gli strumenti necessari, una base di appoggio ed una guida consapevole per sostenere la creatività giovanile. Ciò permetterà lo sviluppo di spazi permanenti di dialogo, stimolerà la comprensione reciproca e promuoverà le buone pratiche. Coloro che usufruiranno dei servizi e degli interventi saranno attivamente coinvolti e guidati nel proprio processo di crescita personale che può implicare: orientamento e consulenza, formazione e programmi di educazione, accesso al credito su misura o sovvenzioni e finanziamenti per iniziative auto-imprenditoriali. Il progetto affronta i problemi, comuni a tutti i territori coinvolti, di disoccupazione giovanile e di esclusione sociale e propone un modello innovativo di governance sulla base di processi partecipativi locali che mobilitano risorse economiche, sociali e politiche. L’obiettivo principale è quello di creare un modello condiviso ed un esempio a livello europeo. Il progetto dura 18 mesi e si concluderà il 31 luglio 2013. Importanti saranno i tavoli di lavoro, le azioni di informazione e sensibilizzazione delle comunità coinvolte a Sures, Massa Marittima, Granada, Oporto, Sofia e Belfast. Il modello complessivo sarà definito in 2 seminari di politica transnazionale in Portogallo e Bulgaria mentre l’incontro finale si svolgerà proprio a Massa Marittima nella sala di Palazzo dell’Abbondanza che accoglierà per tre giorni la riunione conclusiva dove si presenteranno i risultati e si deciderà la futura gestione del progetto.
«SIAMO davvero orgogliosi di questo progetto — ha dichiarato il presidente della Sds Colline Metallifere Luciano Fedeli — che non si limita ad analizzare la situazione nei paesi presi ad esame ma propone azioni concrete per guardare al futuro. Dobbiamo renderci conto che ci troviamo in un momento difficile ed è per questo che è importante puntare sugli impulsi e sulle iniziative dei giovani. Dobbiamo guidarli, sostenerli e incentivare le loro idee e la loro imprenditorialità. Con questo progetto mettiamo al centro le persone puntando proprio sulle loro capacità. E’ un risultato ottimo perché favoriremo l’inclusione sociale e lavorativa nei territori di nascita lavorando con i ragazzi e per i ragazzi».
LA NAZIONE
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2012-01-31
Sanità
Pediatria aperta solo di mattina «Il direttore Asl conosce la situazione?»
SANITÀ sempre al centro delle proteste anche a Massa Marittima specialmente per quanto attiene l’attività pediatrica che all’Ospedale S. Andrea viene svolta solamente in orario antimeridiano costringendo chi ne ha bisogno, per il resto della giornata, a trasferimenti urgenti verso il Misericordia di Grosseto effettuati per di più a carico degli utenti stessi. E’ quanto affermano i genitori di una bambina di appena un paio di anni colpita da un forte attacco febbrile al punto di costringere i genitori a rivolgersi al Pronto Soccorso del S. Andrea per l’impossibilità di contattare anche il pediatra di base che peraltro di norma evita di fare visite a domicilio. «ARRIVATI al S. Andrea con nostra figlia avvolta in un plaid per ripararla dal freddo pungente — raccontano — ci è stato risposto che dovevamo portarla a Grosseto in quanto a quell’ora l’ambulatorio dei pediatria era chiuso e nessuno si sarebbe assunto la responsabilità di assegnare una terapia idonea al caso. Allora di nuovo in macchina per altri cinquanta chilometri fino al Misericordia dove finalmente abbiamo trovato il personale specifico che ha visitato la bambina indicando la cura da effettuare». Spontanea a questo punto la domanda, sotto forma di denuncia, che i due genitori si pongono. «Possibile che in qualsiasi ospedale di periferia, quale appunto il S. Andrea che fra l’altro serve un territorio particolarmente vasto come tutto l’entroterra dell’Alta Maremma, l’attività pediatrica sia concentrata solamente in determinate ore della giornata? Per un bambino che si ammala al di fuori di quella fascia oraria non resta altro che correre verso il capoluogo di provincia sperando di arrivare in tempo». Non sarebbe più ragionevole che la pediatria funzionasse per le 24 ore, specie in particolari mesi dell’anno quando da parte dei bambini il rischio di contrarre influenze o malattie di vario genere è più alto rispetto al periodo estivo? Si parla tanto — concludono — dei lavori in corso d’opera di adeguamento alla struttura ospedaliera per oltre dodici milioni di euro, e poi non si pensa nenache ad offrire un servizio che copra tutte le emergenze che si verifichino. Ma il direttore generale dell’Asl Fausto Mariotti è al corrente di una situazione simile? Perché non interviene? Ha forse paura di sfondare i bilanci della sua azienda sanitaria?».
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2012-01-28
ECONOMIA
Allarme: «Qui i poveri aumentano sempre più»
CAMPANELLO d’allarme a Massa Marittima e nelle Colline Metallifere lanciato dal presidente della Società della Salute Colline Metallifere Luciano Fedeli. «Cresce in misura esponenziale — spiega Fedeli — il tasso di povertà fra i residenti e specialmente fra gli anziani con pensioni minime che a fatica riescono a raggiungere con le proprie forze la terza settimana di ogni mese».
E GLI INDICATORI lo confermano: «Queste persone — continua Fedeli — non hanno altra soluzione che rivolgersi ai centri di assistenza per ottenere almeno i generi di prima necessità assieme, molto spesso, alla richiesta di sostegno per il pagamento di qualche servizio fruito». Un segnale preoccupante, evidenzia Fedeli mentre fa il punto della situazione finanziaria in cui si trova la Società della Salute Colline Metallifere alla vigilia di approvare il bilancio consuntivo e preventivo. «Mentre il consuntivo 2011 si chiude — anticipa il presidente — pressoché in pareggio grazie anche alla tenuta della rete creata fra Comuni e Azienda, il preventivo 2012 è denso di incertezze per i tagli alle politiche sociali destinati ad avere conseguenze dirette e indirette sulla qualità e quantità dei servizi erogati».
MANCHERANNO finanziamenti per 850mila euro per cui dovranno necessariamente esser fatte delle scelte, alcune anche «dolorose», con nuove strategie da seguire. Fra queste se ne prospetta qualcuna che prevede un percorso di integrazione, collaborazione e scambio con altri territori, a partire con la Val di Cornia, nell’ambito delle politiche sanitarie e ospedaliere.
CORRIERE DI MAREMMA
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2011-12-06
Sanità
Massa Marittima Un numero verde contro i suicidi Prima esperienza del genere in Italia
MASSA MARITTIMA – “Alle superiori di Massa Marittima una ragazza ha tentato il suicidio ben due volte negli ultimi mesi”. Con questa forte notizia è iniziato il convegno organizzato da Uncem Toscana e Società della Salute per presentare il numero verde nato per la prevenzione delle forme più gravi del disagio connesse alla violenza familiare, alle dipendenze e al suicidio. Prima esperienza regionale del genere in Italia, il servizio è il risultato di una collaborazione tra Regione, Uncem aziende sanitarie 8 e 9, Società della Salute Casentino, Amiata Grossetana e Colline Metallifere nell’ambito del progetto “Montagna in salute”. Il numero 800-098718 è attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20. L’attività telefonica è gestita da operatori esperti in counseling e orientamento sui servizi territoriali e da psicologi, che lavorano in rete con gli operatori dei servizi sociosanitari dei territori coinvolti. Obiettivo principale, stimolare il cittadino, attraverso un attento ascolto, a inserirsi nel percorso adeguato, accedendo ai servizi sociosanitari presenti nella sua zona. “Dopo un intenso lavoro di sensibilizzazione, formazione e programmazione sulla prevenzione del disagio sociale, abbiamo attivato un numero verde che vede, nella ottimizzazione dei servizi sociosanitari locali, la via per la prevenzione – dichiara Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana -. Grazie alla Regione Toscana e la stretta collaborazione con le tre Società della Salute montane coinvolte, abbiamo costruito una vera e propria rete di servizi in grado di accogliere la richiesta di aiuto da ognuno dei tre territori e dare risposte adeguate. Si tratta della prima esperienza in Italia del genere e partiamo proprio da tre territori montani isolati, marginali, dove il disagio sociale ha caratteristiche significative, ma non ci fermiamo qui perché prevediamo di estendere, a anno nuovo, tale modello di intervento ad altre aree della Toscana”. Il suicidio è una delle più comuni emergenze in ambito psichatrico e un complesso problema clinico e sociale. Negli ultimi 50 anni, i dati dell’Oms mostrano un aumento del 60% del tasso di suicidio, con un incremento particolarmente marcato nei paesi industrializzati. Secondo uno studio condotto dal dottor Giuseppe Boncompagni, del comitato scientifico Montagna in salute, nei maschi il rischio di suicidio risulta concentrato nell’area interna della Toscana, in un territorio che si estende della Val di Cecina alle Colline Metallifere fino all’Amiata. Secondo il rapporto di mortalità per suicidi del laboratorio di management Sant’Anna di Pisa, la Asl 9 di Grosseto presenta un eccesso di mortalità per suicidio del 154%. “Questo numero è un importante e innovativo riferimento; – commenta il presidente della Sds Luciano Fedeli – con questo sistema è possibile creare una rete virtuale che possa intercettare bisogni che spesso sfuggono ai servizi. Infatti è difficile pensare che chi vive situazioni di forte disagio trovi la modalità di recarsi fisicamente agli sportelli; per mille motivazioni ci troviamo a gestire poi vere e proprie emergenze che spesso si traducono in drammi. Speriamo, in questo modo, di aver creato una modalità che possa far superare problemi e gravi difficoltà ed estendiamo la rete di aiuto e presenza sul territorio”. Il servizio offrirà la possibilità di rilevare dati che contribuiranno all’ analisi del fenomeno del disagio psico-sociale e della fruibilità dei servizi sociosanitari nelle aree montane. Questa sperimentazione intende creare e validare un modello di accoglienza e di assistenza della domanda legata al rischio del suicidio, da applicare progressivamente alle altre Sds toscane.
chi.ca.
CORRIERE DI MAREMMA
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2011-10-24
ALTRO
Un progetto fortemente voluto da Mauro Cavallari, storico presidente dell’Auser gavorranese Da oggi l’ospedale“Sant’Andrea” avrà la telemetria
GAVORRANO – Attesissima cerimonia questa mattina, alle ore 12, all’ospedale di Massa Marittima: l’Auser di Gavorrano consegnerà al reparto Cardiologia del “Sant’Andrea” la telemetria, un’apparecchiatura elettromedicale all’avanguardia, che permette il monitoraggio costante del paziente cardiopatico. Si tratta di un’importante donazione di cui l’associazione gavorranese si è fatta promotrice, organizzando una raccolta fondi che ha coinvolto numerose altre organizzazioni di volontariato e le istituzioni locali. Un progetto nato nel 2009, fortemente voluto da Mauro Cavallari, storico presidente dell’Auser gavorranese, scomparso nel maggio di quest’anno. E fu proprio lui, pochi giorni prima di partire verso Siena per il suo ultimo ricovero, a dare, con fierezza e commozione l’annuncio dell’avvenuto acquisto della telemetria, uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo, in tempo reale, la situazione clinica di chi ha problemi di cuore. “Un traguardo che riempie di orgoglio me e tutti i membri dell’Auser di Bagno che inseguiamo questo sogno dal 2009”, aveva detto Cavallari in quella occasione, che, molto emozionato all’idea della futura consegna dell’apparecchiatura all’ospedale di Massa Marittima, ringraziò quanti aveva reso possibile la realizzazione dell’ambito progetto, finanziandolo. “Grazie a chi ci ha aiutato a raccogliere soldi per l’acquisto di un’importante strumento medico, contribuendo con le loro donazioni – volle sottolineare l’ex presidente, a cui presto verrà cointitolata la sala consiliare del Comune, un omaggio che il sindaco Massimo Borghi vuole fare a Cavallari per ricordare il suo impegno, personale e pubblico, in ambito sociale: Arcicaccia di Bagno, unione locale del Pd, Unicoop Tirreno (partner di tante iniziative di solidarietà, come la recente colletta alimentare “Tutti a raccolta”, “Buon fine” in favore della Caritas di Bagno, e “Ausilio” rivolto agli anziani soli e non autosufficienti), Proloco di Grilli (che ha inoltre permesso all’associazione di rinnovare il parco auto, regalando all’Auser una nuova Panda a metano), Società della Salute delle Colline Metallifere (con cui l’Auser collabora attivamente e grazie alla quale ottiene fondi per le attività), i Comuni di Gavorrano e Monterotondo, Centro anziani di Follonica, Avis Gavorrano- Scarlino, la famiglia Giuggioli e i molti partecipanti del pranzo sociale organizzato per l’acquisto della telemetria”. Alla cerimonia di consegna della telemetria, presso la direzione sanitaria del “Sant’Andrea”, parteciperanno i responsabili della struttura ospedaliera, il personale medico e infermieristico, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni che hanno contribuito all’iniziativa. Una cerimonia importante per il prezioso dono che verrà fatto all’ospedale ma anche commovente nel ricordo del presidente che tanto ha fatto nel campo dell’associazionismo.
LA NAZIONE
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2011-09-25
ALTRO
Massa Marittima PENSIONATO APPELLO AL VESCOVO I familiari degli ospiti del San Giuseppe in ansia per l’esclusione dei non autosufficienti
PREOCCUPAZIONE dei familiari dei degenti del Pensionato S.Giuseppe di competenza della Fondazione S. Anna, quasi tutti ultranovantenni, alla luce delle scelte gestionali assunte che, oltre all’aumento della retta mensile passata a 1.580 euro, prevedono che la struttura sia esclusivamente riservata alle persone abili o parzialmente abili con l’ovvia esclusione di chi invece ha più bisogno di assistenza. Con una nota inviata al sindaco Lidia Bai, al vescovo Carlo Ciattini, al presidente della Fondazione Gianni Locatelli e a quello della Sds Luciano Fedeli, i familiari sollecitano un incontro per verificare se esistano gli spazi per assicurare una corsia privilegiata ad eventuali ospiti del S.Giuseppe che potrebbero essere costretti ad trasferimento in altre Rsa e se il Comune possa attivarsi per venire incontro ad eventuali richieste di famiglie in difficoltà per il pagamento della retta mensile. Intanto dalla Fondazione, nell’evidenziare i problemi e le difficoltà economiche in cui si dibatte il Pensionato la cui gestione è stata data alla Cooperativa Cuore, viene annunciato l’avvio di un deciso programma di investimenti alla struttura, oltre ad miglioramento del servizio alla persona con caratteristiche di qualità per gli anziani ospiti garantito dalla presenza costante degli operatori.
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2011-09-15
ALTRO
Massa Marittima IL CASO SERVIZI: UTENTI ARRABBIATI Farmaci solo in ospedale «Perché questa norma?»
«PERCHÉ certi farmaci che rientrano nel quadro del programma del medico di base non possono essere più ritirati nelle farmacie ma esclusivamente all’ospedale S. Andrea, per d ipiù solamente il sabato dalle 9 alle 10,30?». A porre la domanda un gruppo di persone che segnala come questa direttiva venga applicata solo a Massa su indicazione della Società della Salute, «in quanto chi si trova nelle stesse condizioni ma risiede negli altri comuni può ritirare i farmaci nelle farmacie di loro fiducia senza essere costretto ad osservare il rigido orario ospedaliero. «Eppure — osservano — siamo sotto la stessa Asl e sotto la stessa Comunità Montana». Quali sono e perché allora i motivi per questa evidente disparità di trattamento? «Non lo sappiamo, giriamo la domanda a chi di dovere con l’invito a fornire spiegazioni al riguardo».
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2011-09-13
PANORAMA POLITICO
Massa Marittima Colline Metallifere e Amiata Grossetana al centro del convegno Salute in montagna, la Maremma a Firenze
MASSA MARITTIMA – Colline Metallifere e Amiata Grossetana al centro del convegno di Uncem Toscana. Prosegue il progetto “Montagna in salute” per la prevenzione del suicidio nei territori isolati e montani fra punti di forza e novità da sperimentare. Una rete di operatori di varie discipline, e un numero verde regionale, da attivare a novembre. Si è tenuto a Firenze nell’auditorium di Sant’Apollonia il convegno dal titolo “La prevenzione del suicidio nei territori isolati, montani e disagiati” al quale ha preso parte, da protagonista, anche la Società della Salute Colline Metallifere. Il meeting aveva l’obiettivo di individuare i punti qualificanti del progetto “Montagna in salute” nato dalla collaborazione tra Regione Toscana, Uncem Toscana e Società della Salute, per la prevenzione del disagio sociale e del suicidio in montagna e in aree complicate. Il progetto nasce dalla constatazione che le zone montane toscane troppo spesso si trovano a convivere con problematiche legate all’alcol, all’isolamento, a violenze, ma anche a situazioni di suicido e tentato suicidio, fenomeno che negli ultimi anni coinvolge sempre più la popolazione, anche quella più giovane e che è particolarmente evidente nelle Colline Metallifere e nell’Amiata grossetana. “Nonostante nella nostra regione, il trend dei tassi di suicidio sia in diminuzione – ha esposto l’assessore al diritto alla Salute Daniela Scaramuccia – in alcune aree toscane restano ancora dati preoccupanti, e soprattutto aumentano i casi di suicidi giovanili. Recenti ricerche hanno evidenziato che nelle zone montane si rileva un tasso di suicidio superiore alla media regionale”. Secondo uno studio condotto dal dottor Giuseppe Boncompagni, del comitato scientifico Montagna in salute, nei maschi il rischio di suicidio risulta concentrato nell’area interna della Toscana, in un territorio che si estende della Val di Cecina alle Colline Metallifere fino all’Amiata. Secondo il rapporto di mortalità per suicidi del laboratorio di management Sant’Anna di Pisa, la Asl 9 di Grosseto presenta un eccesso di mortalità per suicidio del 154%. Le aree inoltre come Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Scarlino, Montieri e Roccastrada hanno in comune la storia economica legata allo sviluppo industriale dell’ attività estrattive che, secondo recenti ricerche, avrebbe favorito fattori di rischio come l’isolamento sociale ed il consumo problematico di alcool. “Montagna in salute – ha sottolineato al convegno il presidente sella Sds Colline Metallifere Luciano Fedeli – è un progetto di eccellenza che ha raggiunto in poco tempo ottimi risultati. Un ruolo centrale è ricoperto dal percorso formativo e di sensibilizzazione dedicato sia agli amministratori locali, sia ai medici di medicina generale e agli operatori della salute sulle problematiche legate al suicidio. In un momento in cui la mancanza di risorse e organizzazione sta aggravando i disagi sociali, la Toscana è riuscita a sviluppare un efficiente sistema di rete fornendo un esempio di civiltà a livello nazionale”. Il progetto è stato rinnovato con un protocollo firmato lo scorso aprile da Regione, Uncem e Sds. Dal suo avvio, sono stati insediati il gruppo di lavoro tecnico-scientifico regionale e i gruppi operativi locali coordinati da Uncem Toscana, è stato avviato un percorso di sensibilizzazione ed è stato programmato un centro di ascolto. Si tratta di un cammino sperimentale che, se darà buoni risultati, verrà esteso prima alle altre SdS montane, poi a tutte le Società della Salute. “Attraverso il progetto Montagna in salute – ha aggiunto il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – vogliamo far sì che i cittadini abbiano più riferimenti possibili, nelle situazioni di particolare disagio, per evitare che si metta a rischio la vita”.









