Archivi per la categoria ‘Ospedale & Sanità’

Massa Comune intende far sentire alta la propria voce anche sui temi socio sanitari e socio assistenziali, con particolare riferimento alle delicate vicende dell’Istituto Falusi; a tale riguardo si sta ragionando di esternalizzare uno dei quattro moduli abitativi, ed in particolare quello a più ridotta intensità assistenziale, conferendo parte del personale in una società “in house”, compartecipata dai Comuni di Massa Marittima e Follonica e da tutte le cooperative di settore che operano nelle Colline Metallifere“ (cfr. dichiarazioni di Schiavetti pubblicate nella cronaca locale de “La Nazione” del 23 Luglio 2010).
Sabato scorso 19 aprile, sulla cronaca locale de “La Nazione”, è stato infatti pubblicato un articolo nel quale si dà conto del fermento esistente all’interno del personale infermieristico dell’Istituto Falusi, per le difficoltà che lo stesso incontra giornalmente sul lavoro, visto che si trova numericamente al di sotto della pianta organica.

Mentre ci sono due figure apicali entrambe inquadrate con la qualifica di direttore, affermano con evidente polemica verso gli organi amministrativi interni, accusati di aver chiuso i canali delle assunzioni, in ogni turno c’è puntualmente un’unità infermieristica in meno, al quale si fa fronte con la non scontata disponibilità del personale presente.

Tutto questo, conclude la nota, mentre si fa sempre più insistente la voce della possibile concessione del servizio ad una cooperativa esterna, come sopra descritto.

Su questi argomenti sono rimasti in un assordante silenzio sia Marcello Giuntini che la lista FORZA ITALIA – PRI – UDC, che pure ha avuto da numerosi anni un proprio rappresentante all’interno del Consiglio di Amministrazione ed in particolare negli ultimi anni Giampiero Caglianone ed infine, dal mese di Dicembre del 2009, con i decisivi voti della maggioranza di centro sinistra, Bruno Cutini, nuovamente candidatosi nella lista elettorale FORZA ITALIA – PRI – UDC, altresì denominatasi “MASSA VA OLTRE”.

Una situazione davvero incomprensibile, visto che il consigliere Luca Santini, in una propria intervista pubblicata sulla cronaca locale de “La Nazione” in data 1 Agosto 2010, manifestava grosse perplessità sulla costituzione della società “in house” illustrata pochi giorni prima da Schiavetti nell’intervista, mentre non manifestava alcuna opposizione ad una possibile esternalizzazione delle attività assistenziali ad una cooperativa esterna.

Poiché le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Falusi vengono approvate pressoché all’unanimità da parte dei componenti espressi dai Comuni di Massa Marittima e Follonica,  c’è da chiedersi se il silenzio di Giuntini e soprattutto Santini, con il proprio candidato Cutini, sia casuale o invece frutto di una precisa comune strategia.

PERCHE’ SANTINI E CUTINI NON PRENDONO UNA DECISA POSIZIONE IN MERITO E CI AIUTANO AD “ANDARE OLTRE” LE COMPRENSIBILI PREOCCUPAZIONI DEL PERSONALE DIPENDENTE DEL FALUSI?

 

 

Nuovo primario per l’ortopedia dell’ospedale di Massa Marittima

 

 

1 aprile 2014 

 

MASSA MARITTIMMA – È stato nominato nei giorni scorsi, dal direttore generale della Asl 9, Fausto Mariotti, il nuovo primario dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Massa Marittima. Si tratta di uno specialista di provata esperienza, Alessandro Simonetti, già in forza al presidio collinare nel ruolo di responsabile della omonima sezione.

 

Con questa ulteriore nomina, si completano gli incarichi di struttura complessa prevista nei Patti territoriali, sottoscritti dalla Asl 9 e dai Comuni delle Colline Metallifere nel 2007, riconfermati ed aggiornati l’estate scorsa.

 

In particolare, infatti, la specialistica ortopedica, come indicato nei Patti stessi, si dovrà focalizzare sugli interventi della mano e del piede, anche se una parte importante dell’attività è rivolta anche agli interventi maggiori, quali protesi dell’anca e del ginocchio.

 

Alessandro Simonetti, classe 1955, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Chirurgia della mano, dopo precedenti esperienze lavorative in altre Asl toscane e cinque anni di servizio al Centro traumatologico ortopedico (Cto) di Firenze, dal 1993 è dipendente della Asl di Grosseto, per la quale ha prestato servizio all’ospedale di Grosseto (nel 1998 è stato incaricato di seguire in particolare la chirurgia della mano), di Casteldelpiano e di Pitigliano (dove ha svolto il ruolo di responsabile della sezione di Otopedia e Traumatologia).

 

Dal 2011 al conferimento dell’attuale incarico, ha ricoperto il ruolo di responsabile per la sezione di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima.

 

 

 

LA NAZIONE

17 marzo 2014

 

 

IL PD RIBATTE AL CONSIGLIERE FORZISTA MARRINI SULL’IPOTESI DI «TRASLOCO» DEL SERVIZIO

 

 

«Idea populista trasferire la Pediatria da Massa a Follonica»

 

 

Il potenziamento del servizio pediatrico follonichese sarà uno degli argomenti portanti della campagna elettorale in vista delle amministrative. Gli animi si scaldano ancor prima di entrare nel vivo: è il Pd a rispondere al consigliere comunale di Forza Italia Sandro Marrini che da anni si batte per attirare l’attenzione sul problema vissuto dalle famiglie di Follonica. «Togliere il servizio di Pediatria da Massa Marittima e trasferirlo a Follonica è un’idea stravagante, da guerra tra poveri e assai populista: Sandro Marrini non spiega cosa pensano i suoi amici del Pdl di Massa Marittima né tantomeno i cittadini di Massa e dintorni. A proposito poi dell’incauta affermazione che «il Pd non si sarebbe interessato al problema», ricordiamo che questo partito ha sempre posto la questione sia all’Asl che alla Regione. E’ per questo che, almeno per quanto attiene ai problemi legati all’allattamento, alle cure neonatali, all’assistenza post-parto, abbiamo ottenuto il mantenimento, nell’ambito delle attività del consultorio familiare di viale Europa, di due operatrici ostetriche». Il centrosinistra respinge le accuse: «Rigettiamo — concludono — le critiche di Marrini come false e strumentali per la prossima campagna elettorale. Al contrario il Pd ha le carte per poter insistere per ottenere quello che mai ha trascurato di chiedere».

 

 

 

 

Fonte: IL TIRRENO

01 marzo 2014

 

Rubrica: Sanità

Asl 9, il dg Fausto Mariotti ricevuto dalla terza commissione consiliare sulla sanità: «Sblocchiamo il turnover» «Da subito riprendiamo ad assumere»

 

di Guido Fiorini GROSSETO L’Asl riapre il turnover del personale. E nei primi sei mesi farà tutte le assunzioni previste per il 2014, in modo da affrontare l’estate nelle condizioni migliori. È questa la buona notizia che il direttore generale dell’Asl, Fausto Mariotti, ha portato alla terza commissione consiliare, che si occupa anche di sanità, nell’audizione di giovedì. Ne parlerà ai sindacati il prossimo 4 di marzo. Il presidente della commissione, Francesco Giorgi aveva chiesto l’incontro con i vertici aziendali dopo che, da varie parti, anche dalle organizzazioni sindacali, erano giunti in Comune segnali di malumori del personale medico e infermieristico, problemi con i posti letto e con gli interventi e difficoltà con la riorganizzazione in corso del Misericordia. Così Fausto Mariotti, dati alla mano, ha incontrato i consiglieri. Ha illustrato cosa è stato fatto per trasformare l’azienda, portandola dall’ultimo al primo posto in Toscana, i tempi per il nuovo ospedale (il cantiere è stato aperto da poco) e soprattutto cosa l’Asl ha in programma per migliorare quel clima interno che, per vari fattori, da qualche tempo è peggiorato. «In questi anni l’azienda ha fatto un salto di qualità importante – ci spiega Mariotti –. Per i 400 indicatori che il Sant’Anna prende in esame per valutare le Asl siamo passati dalle ultime alle prime posizioni. Questo con il bilancio costantemente in pareggio e con una migliore capacità di dare prestazioni. Poi mi rendo conto che la percezione esterna, della gente comune, ma anche della pubblica amministrazione, possa essere diversa. Credo sia anche colpa nostra, non ho problemi ad ammetterlo: potevamo e dovevamo coinvolgere maggiormente i nostri operatori nel processo di riorganizzazione». Questo ha crato un clima difficile? «Va tenuto presente che il nostro personale da tempo deve sopportare la “spending review”, il blocco degli stipendi e del turnover e che, per l’altissimo tasso di occupazione dei posti letto che abbiamo, ha anche ritmi di lavoro elevati. Inoltre le innovazioni creano ansia. Tutto questo, insieme, ha creato un clima di sofferenza comprensibile, di cui però intendiamo farci carico. E la prima misura, immediata, è lo sblocco del turnover. Abbiamo in programma di riprendere ad assumere e di farlo, per il 2014, interamente nei primi sei mesi, per arrivare all’estate nelle condizioni migliori». Ma il problema è legato al passaggio dai reparti tradizionali all’intensità di cura? «Non solo a quello, sono stati anche i fattori di cui dicevo prima. Sta a noi, adesso, farcene carico. Purtroppo ci sono stati anche problemi contingenti, come il ritardo, da parte della ditta che fa i lavori di ristrutturazione, della consegna del 6° piano del Misericordia. Abbiamo dovuto muoverci in emergenza, ma ad aprile lo avremo». Come riorganizzerete l’ospedale? «Abbiamo un progetto a lunga scadenza, che sarà possibile quando sarà pronta, fra due anni e mezzo, la nuova ala. Lì saranno spostate tutta la chirurgia, le sale operatorie, l’alta intensità. A quel punto il 5° e 6° piano attuali saranno tutti per l’area medica, mentre al 4° resterà il materno-infantile. Intanto, però, quando ad aprile avremo il 6° piano, inizieremo a riorganizzare i ricoveri, aggregandoli non solo per intensità ma anche per equipe, con cellule infermieristiche specializzate per le varie patologie». Però i problemi, in gennaio e febbraio, ci sono stati. «In effetti nel momento di maggior richiesta di ricoveri abbiamo avuto problemi di spazio, legati al ritardo nella consegna del piano. Però non abbiamo respinto nessuno e le operazioni sono rimaste costanti. Solo che qualche medico ha avuto il disagio di avere pazienti in letti lontani». A tempi brevi cosa avete in programma? «Stiamo attivando la terapia sub-intensiva post-chirurgica, con un piano di 24 assunzioni, 10 medici e 14 professionisti dell’assistenza (infermieri e Oss) e stiamo rinnovando la radioterapia. Inoltre è attiva al 100% la Pet Tac (tomografia a emissione di positroni, ndr) fondamentale per i trattamenti oncologici. Questo significa che 400 pazienti che dovevano andare a Siena, Pisa o Arezzo, adesso possono fare le stesse cose a Grosseto. Abbiamo attivato il “day service” del nodulo al seno e centralizzato su Grosseto l’intervento per il tumore alla mammella. Inoltre abbiamo introdotto il trattamento con “fibrinolisi” dell’ictus, sono una ventina i casi già risolti: è una tecnica che migliora il decorso della patologia. E stiamo lavorando sui costi, per tenere il bilancio in pareggio: non per nulla per la spesa farmaceutica e il tasso di ospedalizzazione siamo il punto di riferimento in Regione». @guifiorini

 

 

Fonte: LA NAZIONE

28 febbraio 2014

 

Rubrica: Sanità

Abuso d’ufficio: nove indagati per la nomina di un grossetano all’Asl di Siena

 

NOVE INDAGATI per la nomina di un direttore dell’Asl avvenuta per affidamento diretto mentre, secondo la procura, avrebbe dovuto esserci un regolare bando di concorso. Abuso d’ufficio. I fatti riguardano l’azienda sanitaria di Siena, ma il nominato proveniva da Grosseto. Proprio in questi giorni è stato loro notificato l’avviso di conclusione indagine riguardo al procedimento penale sul conferimento di quell’incarico. Secondo il pm i nove indagati avrebbero affidato le funzioni in forma diretta anziché ricorrere a un bando di concorso come prevede la legge quando si tratta di incarichi in strutture complesse come un’unità sanitaria locale. In questo modo, sempre secondo la procura, avrebbero arrecato un danno ingiusto a potenziali candidati distribuiti su tutto il territorio nazionale visto che non era stato pubblicato, come invece doveva essere fatto, sulla Gazzetta ufficiale l’avviso che era vacante il posto all’Asl 7. La procedura considerata penalmente rilevante dal sostituto procuratore della Repubblica aveva avuto l’ok anche dal collegio sindacale. In pratica, nonostante fosse composto anche da professionisti che il diritto lo conoscono, l’organismo aveva avallato la nomina e quindi da Grosseto era arrivato il nuovo direttore. Ai cinque componenti del collegio sindacale viene contestata «la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici». L’affidamento diretto dell’incarico alla fine aveva portato inevitabilmente al neo direttore un ingiusto vantaggio che si era protratto fino al 31 maggio dello scorso anno.

 

 

 

LA NAZIONE

 

19 febbraio 2014

 

 

 

«Montagna in Salute, chi conosce questo progetto?» Dubbi e incertezze espresse dallo psichiatra già primario a Massa Giovanni Cutolo

 

 

 

 

 

Pareri discordi a Massa Marittima sul progetto regionale «Montagna in Salute» allestito da Uncem Toscana con la Società della Salute Colline Metallifere per combattere le problematiche legate al disagio sociale. Tra le voci critiche spicca quella autorevole di Giovanni Cutolo (nella foto), psichiatra, psicoterapeuta, già primario Psichiatra della Asl di Grosseto zona 1 di Massa Marittima.

 

«MONTAGNA IN SALUTE» ebbe una lunga gestazione, fin dal 2008, con un costo di 320mila euro e prevedeva all’inizio un’articolata opera di coinvolgimento di operatori sociali e sanitari a partire dai medici di base. In quel periodo, e fino al mio pensionamento avvenuto quattro anni fa, collaborai al progetto con la Società della Salute che ne era promotrice a livello politico. Dopo di allora non sono più stato consultato e né mi risulta che sia stato più coinvolto il servizio di Salute Mentale di Massa Marittima». Ad oggi, afferma Cutolo, «mi permetto di dire come cittadino e come professionista psichiatra, da sempre coinvolto nel problema, che sarebbe opportuno che gli attuali responsabili politici e i tecnici del progetto ci fornissero informazioni più precise sul suo stato di attuazione». Poi lo psichiatra spiega: «In particolare bisognerebbe monitorarne l’andamento, portare a conoscenza dei cittadini la sua esistenza con iniziative pubbliche e cominciare ad aprire, con la delicatezza del caso, quel velo del silenzio su un fenomeno umano le cui conseguenze provocano ferite insostenibili in chi rimane».

 

A questo punto, Cutolo analizza i punti a suo giudizio di precarietà. «Non sono specificati i risultati sinora raggiunti, non sono indicati i fondi stanziati nè quelli finora spesi e come sono stati spesi, il numero verde di cui si parla è sconosciuto a qualsiasi persona che io abbia incontrato nella mia qualità di psichiatra, compresi gli operatori del settore psichiatrico. Si parla di 226 chiamate in due anni, questo vuol dire che è stato messo su un gruppo di lavoro che risponde in media a una chiamata ogni due giorni, tre chiamate alla settimana. Fra l’altro il tasso dei suicidi in Italia e in Toscana era calato notevolmente già prima che iniziasse il progetto in questione».

 

«FORNIRE I DATI, parlarne, è qualcosa forse di disdicevole?». Conclude polemicamente Cutolo. «Ciò che facilita di più l’attuazione del suicidio è l’impossibilità di comunicare un’intenzione così tragica, è la vergogna che si prova. Il modo silenzioso con cui è stato portato avanti questo costoso progetto sembra paradossalmente confermare che il suicidio debba continuare ad avvenire in questa atmosfera di ignoranza, solitudine e clandestinità con cui di solito viene portato avanti».

 

 Qui potete leggere tutti i commenti all’articolo

 

 

 

 

 

 

Alessandra Barattelli e Massimo Forti sono i nuovi direttori sanitari per Massa e Colline dell’Albegna

 

 

• 18 febbraio 2014 • 

  

 

MASSA MARITTIMA – Cambio della guardia alla direzione sanitaria dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima e del presidio ospedaliero Colline dell’Albegna, che comprende le strutture di Orbetello e di Pitigliano.

 

Da domenica 16 febbraio, è esecutiva la delibera del direttore generale Fausto Mariotti, che ha nominato la dottoressa Alessandra Barattelli (in precedenza direttore sanitario per Orbetello e Pitigliano) alla guida dell’ospedale di Massa Marittima e il dottor Massimo Forti (in precedenza direttore dell’ospedale della città del Balestro) alla direzione sanitaria del presidio Colline dell’Albegna.

 

Si tratta di un avvicendamento già annunciato da tempo, previsto nella normale prassi aziendale e che consente di valorizzare ulteriormente l’esperienza professionale acquisita negli anni da Forti e Barattelli, maturandola in strutture ospedaliere simili per dimensione, ma profondamente diverse per attività sanitaria svolta e impatto sociale sul territorio.

 

 

 

 

 

 

LA NAZIONE
14 febbraio 2014

 

Con «Montagna in Salute» ecco un aiuto contro il disagio

 

Forte interesse a Massa Marittima per il rinnovo del progetto «Montagna in Salute» volto alla prevenzione del disagio nelle Colline Metallifere. Il progetto, in linea con le direttive nazionali ed europee, mira a stringere un forte contatto con i territori circa le problematiche legate al suicidio e a creare una coscienza comune sul territorio mettendo in rete gli operatori locali della salute e sensibilizzando fortemente i medici di Medicina Generale. IL TUTTO per ridurre il fenomeno del suicidio, promuovere la salute per un complessivo miglioramento della qualità della vita in montagna. Punto di forza del progetto è il contatto diretto con i territori coinvolti attraverso percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti agli operatori della salute sulle problematiche legate al fenomeno del suicidio e la sua prevenzione, oltre al coinvolgimento dei cittadini. Il tutto mettendo in rete le risorse territoriali e quindi ottimizzandole.Sono coinvolti i medici di Medicina Generale di zona, rappresentanti della salute mentale, del Sert, dei Servizi Sociali, del servizio di Emergenza 118, dei consultori, delle cure primarie, dei servizi di Psicologia e Psicoterapia, Forze dell’ordine oltre che il mondo dell’associazionismo locale.DETERMINANTE per la buona riuscita dell’obiettivo previsto, già del resto certificato dai risultati dell’avvio avvenuto quattro anni orsono in forma sperimentale, l’ausilio di un numero verde regionale, 800-098.718, che può essere utilizzato da chiunque senta il bisogno di chiedere aiuto ed essere così indirizzato al servizio territoriale più indicato per iniziare un percorso di assistenza.

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Per chi se lo fosse perso ecco il pensiero del Dott. Cutolo al riguardo:

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Ricordo che il progetto è iniziato almeno 4 anni fa ed era un “progetto sperimentale” centrato sulla prevenzione del suicidio nella zona di Massa Marittima, oltre che dell’Amiata e del Casentino: costo 320.00 euro.

 

Alcune osservazioni, riservandomi di fornire ulteriori dati in quanto “informato sui fatti” fino alla data del mio pensionamento (febbraio 2010).

 

Non si capisce dove e come è stato rinnovato il protocollo d’intesa, dalla foto sembra in un incontro a tre o a quattro.

 

Non sono specificati i risultati sinora raggiunti.

 

Non sono indicati i fondi stanziati, quelli finora spesi, e come sono stati spesi.

 

Il numero verde di cui si parla è sconosciuto a qualsiasi persona io abbia inconrato nella mia qualità di psichiatra, compresi gli operatori del settore psichiatrico.

 

Faccio notare che si parla di 226 chiamate in due anni.

 

Questo vuol dire che è stato messo su un gruppo di lavoro, 24 ore su 24, che risponde in media a mezza chiamata al giorno, TRE chiamate alla settimana!

 

Il tasso dei suicidi in Italia e in Toscana è calato notevolmente PRIMA che iniziasse il “progetto” in questione.

 

Andrebbe comunque provata la correlazione affermata tra diminuzione del tasso di suicidioe il tipo di intervento svolto.

 

Fornire i dati è qualcosa di disdicevole?

 

L’ultima considerazione riguarda le CLANDESTINITA’ in cui si è svolto il progetto.

 

L’aspetto positivo di un numero verde, in particolare per la prevenzione del suicidio, è il fatto che sia diffuso, conosciuto, propagandato, contestato se si vuole..ma se ne deve parlare!

 

Perché ciò che facilita di più l’attuazione di un suicidio è la impossibilitàdi comunicare una intenzione così tragica e non popolare, è la vergogna che si prova!

 

Il modo silenzioso con cui è stato portato aventi questo costoso progetto mi sembra che abbia paradossalmente confermato che il suicidio debba continuare ad avvenire in questa atmosfera di ignoranza, solitudine e clandestinità con cui di solito viene portato avanti.

 

 

 

Dott.Giovanni Cutolo                                                    
                  

Medico Chirurgo, Psichiatra, Psicoterapeuta                  
Già Primario Psichiatra ASL 9 Grosseto, zona 1 Massa marittima

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: LA NAZIONE

14 febbraio 2014

 

Rubrica: Sanità

Fausto Mariotti: “Pronto a venire in Commissione”

 

Non entro nel merito delle opinioni espresse dal presidente della III Commissione consiliare del Comune di Grosseto, Francesco Giorgi, in merito alla situazione della sanità grossetana e in particolare all’organizzazione sanitaria locale. Opinioni che rispetto, pur non condividendole. Rimango in fiduciosa attesa della convocazione della Commissione consiliare che Giorgi presiede, visto che da diverse settimane mi ha chiesto la disponibilità a parteciparvi, cosa che ho accolto con molto favore. Del resto ho sempre ritenuto che un compito non solo formale del direttore generale della Asl 9 sia quello di mantenere un rapporto costante con le istituzioni territoriali e con i Comuni in particolare, e cerco sempre di comportarmi di conseguenza. Come in questo caso. L’interesse dell’azienda, infatti, è che la discussione sulle questioni della sanità avvenga con interlocutori ben informati sulla realtà dei fatti e sulle prospettive. Dunque rinnovo la mia disponibilità a partecipare a una seduta della III Commissione consiliare del Comune di Grosseto presieduta da Francesco Giorgi, come a suo tempo mi era stato chiesto dallo stesso presidente, per discutere di tutte le questioni che riguardano l’organizzazione sanitaria locale. Una disponibilità che manifesto anche al sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e al presidente del Consiglio comunale, Paolo Lecci.

 

 

 

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Rinnovato il protocollo di intesa

per la prevenzione del disagio nelle Colline Metallifere

 

 

 

Fonte: Comune di Massa Marittima 10 febbraio 2014

 

 

 

 

Rinnovato tra Uncem Toscana e Società della salute Colline Metallifere il protocollo di intesa “Montagna in salute”, il programma regionale che attiva azioni di prevenzione del disagio sociale, legato a situazioni di violenza, su donne e minori, problematiche legate all’alcol e rischio suicidario.

  

Alla firma dell’intesa questa mattina Oreste Giurlani Presidente di Uncem Toscana, soggetto capofila, e il Presidente della SdS Colline Metallifere Luciano Fedeli alla presenza del direttore Maurizio Trifoglio, i referenti del centro di ascolto regionale e i referenti scientifico – tecnici del progetto. “Un momento importante per le Colline Metallifere – ha commentato Giurlani – perchè si consolidano le attività sperimentate in questo territorio così come in Casentino e nell’Amiata grossetana dove il progetto ha avuto come obiettivo la creazione di una rete territoriale, in stretto contatto con un gruppo di lavoro regionale, in grado di intercettare casi di disagio sociale. E in più con l’ausilio di un numero verde regionale (800-098718) che può essere utilizzato da chiunque, a livello locale, senta il bisogno di chiedere aiuto ed essere indirizzato al servizio territoriale più indicato ed iniziare un percorso di assistenza. Un progetto unico per il suo genere,centrato in particolare su suicidio, violenza su donne e minori ed alcolismo; ringrazio il Presidente Fedeli per averne subito colto l’importanza per la comunità locale. In programma ora c’è di estendere il modello sperimentato, a tutta la Toscana nell’arco dei prossimi anni”.

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Fonte: CORRIERE DI MAREMMA

10 febbraio 2014

 

Rubrica: Sanità

Carenza di posti letto all’ospedale Interrogazione di Fabrizio Rossi

 

GROSSETOIl consigliere comunale di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi ha presentato una interrogazione al sindaco e all’assessore competente per conoscere “Quale è la reale situazione dell’Asl 9 di Grosseto a fronte dei recenti accadimenti e quali sono stati o sarannogli interventi dellaAsI 9 di Grosseto per impedire che tale situazione si protragga nel tempo”. L’interrogazione scaturisce dalla conoscenza che ‘l’ospedale Misericordia di Grosseto è in affanno per la carenza dei posti letto nel]’ Area Funzionale Medica, che la situazione ha creato e crea disagi ai pazienti stessi, al personale medico, infermieristico e che l’ospedale è già in sofferenza e in difficoltà con l’introduzione dei “setting”, in assenza di disponibilità di letti”.

 

 

Fonte: IL TIRRENO

07 febbraio 2014

 

Rubrica: Sanità

Per l’Asl 9 nessuna emergenza di posti letto L’azienda smentisce le denunce di Usb e Nursing up. «Solo un temporaneo aumento degli accessi»

 

GROSSETO Botta e risposta: arriva immediata la replica dell’Asl alle accuse mosse ieri sul Tirreno dai sindacati Usb e Nursing up. Le parti sociali hanno denunciato, tra le altre cose, gravi carenze dei posti letto al Misericordia e un’organizzazione del lavoro ben poco funzionale. «C’è sicuramente un maggiore afflusso al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto e una maggiore richiesta di ricovero, legati all’andamento del picco influenzale, ma ci sembra allarmistico e poco appropriato – scrivono dalla Asl – parlare di emergenza posti letto». La direzione aziendale fa sapere d’aver già messo in piedi un gruppo di lavoro, che comprende tutte le rappresentanze del personale sanitario. «Con il compito di tenere costantemente sotto stretta osservazione l’andamento delle attività ospedaliere (accessi al pronto soccorso, ricoveri, altre attività sanitarie) e di mettere in atto, di volta in volta, gli interventi necessari per garantire i servizi e l’assistenza ai cittadini». Il caos denunciato dai sindacati, secondo i vertici dell’azienda sanitaria, è frutto della cattiva stagione: nei mesi invernali. «Si è registrato un aumento della domanda d’assistenza, per lo più legata ai picchi influenzali, maggiore rispetto agli anni passati». Nel testimoniare la propria linea, l’Asl snocciola numeri. Il confronto è tra il dicembre e gennaio 2013/14 e gli stessi mesi 2012/13: l’incremento di accessi al pronto soccorso del Misericordia è stato di oltre 400 accessi e 150 ricoveri. «La maggior parte legati a patologie dell’apparato respiratorio, in particolare nella fasce di età più avanzate». Per dare una risposta alle esigenze che, è evidente, sono cambiate, l’Asl assicura d’aver attivato posti letto aggiuntivi già da qualche mese (“non utilizzati o utilizzati sporadicamente”). Inoltre, “era stato organizzato il trasporto sanitario nell’eventualità (peraltro non verificata) di trasferire i pazienti negli altri presìdi aziendali. Ed era stata prevista una diversa distribuzione dei posti letto di Area medica. Quest’ultimo provvedimento, in particolare, per far fronte a un ritardo negli interventi di ristrutturazione del sesto piano del Misericordia (attualmente in esecuzione), dove è previsto un setting di Area medica con 24 posti letto». Mentre resta l’attesa per l’ultimazione dei lavori, in programma c’è anche l’uso di altri letti: la direzione ospedaliera sta decidendo dove collocarli. Dall’Asl sottolineano pure l’uso della discharge room, implementato. «Per velocizzare le dimissioni, garantendo comunque l’assistenza e la sicurezza per il paziente». Gli spazi a disposizione dei pazienti – assicura l’Asl – sono dunque destinati ad aumentare. Così come il personale: come già preannunciato dall’azienda sanitaria a inizio anno, arriveranno altri 10 medici (di cui 5 a tempo determinato), 7 infermieri e altrettanti operatori socio-sanitari. (m.b.)

 

 

 

IL TIRRENO

05 febbraio 2014

 

  

 

«All’ospedale è caos posti letto saltano anche le operazioni».

 

Dura denuncia del consigliere di maggioranza Simone Marchetti (Centro Democratico)

 

«La riorganizzazione non va, ora il sindaco Bonifazi deve intervenire con i vertici dell’Asl»

 

 

GROSSETO «Quello che accade ogni giorno all’ospedale Misericordia non può essere più sottaciuto dalla politica. Da oltre un mese sta diventando affannosa la ricerca di posti-letto per pazienti che necessitano di ricoveri urgenti nei setting di area medica, provocando così un congestionamento del pronto soccorso e soggiorni prolungati di coloro che sono in attesa di ricovero. Insomma c’è confusione all’interno delle strutture del Misericordia e spesso dal pronto soccorso i pazienti transitano di necessità anche nell’area chirurgica, compromettendone le attività di routine. Un problema che genera attese, nervosismo e, a cascata, problemi ai piani». A parlare cosi è il consigliere comunale di maggioranza Simone Marchetti. «Due mesi fa – prosegue – presentai un’interrogazione al primo cittadino di Grosseto Emilio Bonifazi nella sua veste di presidente della conferenza dei sindaci, sollecitando un passaggio istituzionale in commissione sanità con il direttore generale dell’Asl 9. Non solo. Chiesi anche un consiglio comunale aperto sul tema, con i vertici della stessa Asl. Adesso mi vedo costretto a rinnovare con forza questo invito ribadendo i mille disagi che puntualmente, ogni giorno, si trovano ad affrontare i cittadini che approcciano il nostro ospedale per un sistema organizzativo imposto dall’alto che prevedeva il taglio dei posti letto e che purtroppo – diciamolo – non funziona». Marchetti si trova completamente d’accordo con le recenti denunce del sindacato Uil. «Posso testimoniare sia per esperienza diretta, sia facendomi interprete di lamentele continue che mi giungono da pazienti e personale che operano all’ospedale Misericordia, a diversi livelli, che qui si lavora in apnea, che i disagi sono crescenti». Sì, perché la riorganizzazione per l’intensità di cura con la scomparsa dei reparti e la nascita dei settings in effetti non è stata ancora metabolizzata. «La carenza di posti letto – sono ancora parole di Marchetti (Centro Democratico) – ha fatto saltare nei giorni scorsi una decina di operazioni. Ma è tollerabile una situazione di questo tipo? I primari dell’area medica, a quanto mi risulta, hanno più volte espresso la loro preoccupazione consigliando l’azienda a cercare una soluzione. Immediata. Non più rimandabile». «Vorrei che si ammettesse serenamente – attacca ancora Marchetti – da parte dei vertici aziendali e della politica, che qualcosa non ha funzionato e non sta funzionando, magari provando a rimediare, invece di continuare a considerare i pazienti come numeri, respingendo al mittente le giuste rimostranze delle organizzazioni sindacali e i consigli delle figure apicali dell’ospedale. Ogni giorno, infatti, al Misericordia si assiste a scelte obbligate di diversa destinazione di cura rispetto a quella pertinente. Ogni giorno vengono rimandate la date prefissate per le operazioni, con medici e infermieri che trottano da una parte all’altra della struttura per tamponare, passando loro malgrado più tempo negli ascensori e nei corridoi che al servizio dei pazienti. Inutile sottolineare il discapito nella qualità delle cure…». Simone Marchetti infine ripropone, nel suo intervento, quegli stessi interrogativi che si era posto il sindacato Uil: «Domando cosa è stato fatto e cosa si può fare di concreto per la risoluzione del problema, visto che è noto ormai da svariati mesi; chiedo inoltre l’adozione di misure urgenti per superare l’emergenza posti-letto in area medica, con adeguate risorse infermieristiche e mediche». E la domanda la pone direttamente al sindaco, nella veste di presidente della conferenza dei sindaci.

 

 

 

 

Fonte: IL TIRRENO

30 gennaio 2014

 

Rubrica: Sanità

A giudizio due chirurghi del Sant’Andrea che avevano operato un ottantenne poi morto a Grosseto Morì paziente, medici sotto accusa

 

MASSA MARITTIMA Quattro medici sotto accusa per la morte di un paziente, Giuseppe Mazzarani, classe 1932, avvenuta all’ospedale di Grosseto il 1° luglio 2012 dopo l’intervento eseguito all’ospedale di Massa Marittima il 28 giugno precedente. Omicidio colposo in cooperazione l’ipotesi di reato per la quale i medici Simone Cecconi e Domenico De Sando, rispettivamente primo operatore e aiuto al Sant’Andrea, sono stati rinviati a giudizio per l’udienza del 19 maggio, davanti al giudice Compagnucci. Il gup Bilisari ha ritenuto sufficienti a sostenere l’accusa gli elementi portati dal sostituto procuratore Ferraro, che ha raccolto la denuncia della figlia presentata due settimane dopo il decesso, le cartelle cliniche, le testimonianze e la consulenza del proprio esperto, il dottor Matteo Benvenuti. La posizione di altri due sanitari, Roberto Barni e Antonio Lallai, assistenti in sala operatoria, viene trattata separatamente. Conclusioni contestate dalla difesa (avvocato Luciano Giorgi) che si prepara a sostenere in dibattimento il confronto sulla base di proprie consulenze mediche. Secondo l’accusa, i medici avrebbero agito, o sarebbero responsabili di omissioni, «del tutto divergenti dalle linee guida e dalle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica». Così facendo, i sanitari imputati avrebbero causato lesioni viscerali significative con una gravissima emorragia (stimata in quasi tre litri di sangue) e conseguenze choc emorragico e «progressivo e inevitabile decadimento dell’emodinamica e della funzionalità renale». Il capo di imputazione nei confronti di De Sando e Cecconi è articolato in vari capitoli, corrispondenti alle diverse fasi di trattamento del paziente, ricoverato per un intervento chirurgico al colon (adenocarcinoma). Il 27 giugno, Mazzarani era stato sottoposto a un’ecografia addominale che aveva evidenziato lesioni renali e che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto comportare una Tac o una risonanza magnetica invece non richiesta; ancora secondo l’imputazione, i sanitari avrebbero dovuto differire l’intervento del 28 giugno (che non sarebbe stato urgente) proprio per acquisire quelle maggiori informazioni. Le manovre effettuate durante l’intervento del 28 sarebbero poi state «incongrue e prive di utilità scientifica», fino a causare una lesione renale con sanguinamento. Il rene sinistro era stato asportato e vi era stata una perdita di 2,8 litri di sangue; anche la milza sarebbe stata danneggiata. Un intervento chirurgico così complesso, nota la Procura, avrebbe dovuto essere eseguito in un ospedale dotato di rianimazione (che a Massa Marittima non c’è), considerata anche l’età avanzata del paziente ottantenne e le sue patologie preesitente. Infine, prima dell’intervento del 28 giugno i medici avrebbero omesso di informare il paziente delle lesioni renali accertate con l’ecografia del giorno prima e avrebbero omesso di ricevere il consenso del paziente sull’intervento chirurgico eseguito. Pierluigi Sposat

 

 

 

Lo scandalo dei vaccini ai militari.

Condannato il ministero della Sanità

 

 

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Santa Passaniti con il figlio Francesco Finessi

 

Riconosciuto per la prima volta il nesso causale tra il cancro e la somministrazione errata del prodotto medico. Il Tribunale di Ferrara ha deciso che va indennizzata la famiglia dell’alpino Francesco Finessi, morto nel 2002 a 22 anni. Il caso era stato aperto dalle inchieste di Repubblica

 

 

 

 

Fonte: LA NAZIONE

09 gennaio 2014

 

Rubrica: Sanità

Al Misericordia mancano tre primari. I ruoli, ora coperti da medici facenti funzioni, sono in Pediatria, Rianimazione e Psichiatria.

 

di ALBERTO CELATA

TRE PRIMARIATI da assegnare all’ospedale Misericordia rispetto ai 21 previsti dalla pianta organica del nosocomio di Grosseto e ai complessivi 35 dell’Asl 9. Insomma, rispetto a quella che è la situazione nel nostro Paese, in provincia di Grosseto non ci possiamo lamentare. Come detto, complessivamente i primari medici ospedalieri presenti nelle strutture dell’Asl 9 sono 35, così suddivisi: 21 all’ospedale di Grosseto; 5 all’ospedale di Massa Marittima; 6 per il presidio ospedaliero Colline dell’Albegna; 3 a Castel del Piano. Per quanto riguarda il resto del personale, i dipendenti della Asl 9 sono 2.900, di cui 520 medici (in numero stabile negli ultimi 5 anni), 1.280 infermieri e 280 operatori socio-sanitari (che svolgono compiti di assistenza alla persona e che sono coordinati dagli infermieri). Ai dipendenti, si aggiungono i medici specialisti convenzionati, i medici e i pediatri di famiglia, per un totale di circa cinquecento persone.

I POSTI di primario ospedaliero, per cui è stato richiesto il concorso, sono per tre reparti, ovvero Pediatria, (in sostituzione di Gabriele Barlocco al cui posto al momento c’è, come facente funzioni Susanna Falorni), Anestesia e Rianimazione (qui il posto di Roberto Madonna è stato preso dall’«aiuto» Cinzia Casadio), e Psichiatria (dove al posto di Giuseppe Corlito, andato in pensione, c’è Giuseppe Cardamone, che ha già la qualifica di primario ma deve sostenere il concorso per quella relativa a Psichiatria). A questi tre posti, da assegnare in maniera definitiva, si aggiungono i concorsi per tre ruoli apicali, all’interno dell’Asl 9, anche se non specificamente ospedalieri. Si tratta dei responsabili del Servizio prevenzione e protezione (Spp), della Fisica medica e infine delle Politiche del farmaco.

«IL NUMERO dei primari ospedalieri all’interno dell’Asl 9 — ricorda il direttore sanitario Danilo Zuccherelli — è conforme alla più generale organizzazione regionale della sanità e a quella dell’Asl 9, tenendo presente che a parte quelli che sono stati concentrati al Misericordia (il punto nascite tanto per fare un esempio), gli altri reparti, e di conseguenza i primari, devono essere presenti in tutti gli ospedali, come ad esempio Ortopedia, Medicina e Chirugia». Primari quindi come pilastri del sistema ospedaliero? «Siamo più precisi. Premesso che tutti gli operatori sanitari debbono dare il massimo e hanno un’ampia autonomia nell’ambito di un’organizzazione generale, diciamo — conclude Zuccherelli — che i primari sono coloro che debbono garantire la qualità e l’omogeneità della professionalità espressa».


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