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Ci sarà un dopo Giuntini. Sicuramente ci sarà. Bello o brutto che sia, ma ci sarà. Le cose andranno anche peggio di ora e sarà ancora più difficile risollevare le sorti della nostra Cittadina. Ma il Giuntini non ci sarà più. E non ci saranno più la Bai e il Sani. Né ci sarà più quel partito politico che si chiama PD, i cui sporchi giochi di soldi e di potere stanno alla base del declino di Massa, della sua Storia millenaria e dell’Arte che custodisce. Verrà il giorno in cui i Massetani torneranno padroni e artefici della propria sorte. Dovranno rimboccarsi le maniche, certo: ma sapranno farlo. E restituiranno alla propria Cittadina la dignità estortale da coloro che – almeno negli ultimi trent’anni – l’hanno soltanto spremuta, unicamente alla ricerca di uno squallido profitto di parte. Ci sarà un dopo Giuntini. Sicuramente.

 

Pare che nel 2019 il PD non faccia le Primarie. Farle significherebbe voler sostituire l’attuale sindaco. Ma il Giuntini è stato “bravo” ha sempre ubbidito agli ordini. Soprattutto quando si è accordato per la storia dell’area ex Molendi facendoci rimettere i cittadini invece dei veri responsabili. Bravo davvero merita il premio.

 

L’uomo, normalmente, ha una grande capacità di adeguarsi alle situazioni anche negative che lo circondano fino ad arrivare al punto di non accorgersi più.

In questi ultimi venti anni, sul territtorio del nostro Comune,  si sono creati tanti di quei disastri che difficilmente un altro Comune di dimensioni similari può sperare di superarci in questa deprecabile graduatoria.

Proviamo ad elencare le situazioni peggiori cui si aggiungono ogni due tre anni alcune new entries.

Partiamo dal buco del carcere di cui ci lecchiamo ancora le ferite, passando per il campo della Cammilletta che ha visto sostituire  nell’uso giovani calciatori con allegri amici a quattro zampe, area Molendi di cui stiamo pagando cifre milionarie senza aver acquisito niente, fabbricati ed opere dell’ex Agraria simili a residui di guerra, fino ad arrivare ai giorni nostri con la palestra palafitta attigua all’ITI,  il mattatoio ormai residenza stabile di ratti e dulcis in fundo la piscina sulla cui molto improbabile riapertura di tanto in tanto si alza qualcuno che si inventa una data di ripartenza.

Quale è il comune di nostrane dimensioni che è riuscito a fare così tanti disastri in un tempo relativamente breve?

Credo serva un impegno davvero significativo per riuscire ad ottenere così tanti insuccessi e soprattutto credo serva davvero tanta incapacità/cattiva volontà per gravare i malcapitati e incolpevoli cittadini di così grandi oneri.

Ma i cittadini cosa ne pensano? Ma non si sono ancora stancati? Quanto potranno continuare a farsi raccontare frottole o programmi impossibili?

Non può che finire questo modo di amministrare.

 

Parlare oggi di festa della donna, intesa come occasione in cui si porta alla moglie/fidanzata/convivente un ramoscello di mimosa e si porta a cena, è quanto meno riduttivo ed insignificante nell’era che stiamo vivendo.

Se ricordare il giorno 8 marzo significa riflettere alcuni minuti sullo stato di vita di tantissime donne al punto di muovere un passo a favore della loro condizione, significa che la nostra coscienza può ancora dare qualcosa.

Non esistono solo le donne dei paesi africani che dedicano la propria vita a generare figli e lavorare instancabilmente in un regime di povertà e sudditanza verso il marito, ma esistono le donne  dei cosiddetti paesi evoluti che fanno salti mortali ogni mese per far quadrare conti infinitesimi e far mangiare i propri cari, come esistono donne obiettivo di sfogo di uomini in balia di alcool, droga e depressioni conseguenti.

A queste donne dobbiamo dedicare pochi minuti di tempo ogni giorno per capire come possiamo aiutarle.

Utiliziamo il giorno 8 marzo non tanto per festeggiare quanto per riflettere!

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.

Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.

Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.
Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”

Ci risiamo: il Sindaco di Massa Marittima ha nuovamente convocato il Consiglio Comunale IN MODO ILLEGITTIMO.

Lunedì 20 Novembre, si era svolta una seduta regolarmente prevista [ma senza seconda convocazione].

La discussione si era protratta fino al pomeriggio quando è stata sospesa per la mancanza del numero legale (se ne’era andata una di loro, il Consigliere di Maggioranza CIONINI).

Alcuni punti erano già stati esaminati e votati: MA NON TUTTI, anzi una minima parte!!!

Di conseguenza, il Sindaco ha annunciato che quello stesso Consiglio sarebbe ripreso IN SECONDA CONVOCAZIONE tre giorni dopo (ovvero sarebbe proseguito).

Ha disposto che, agli assenti, fosse data notizia di quanto deciso: il tutto è registrato e dovrà essere verbalizzato.

Ma quello stesso Consiglio non è mai ripreso.

Per contro, ne è stato convocato UN ALTRO EX NOVO e, per di più, URGENTE.

La convocazione ci è giunta con le 24 ore di anticipo previste per l’urgenza.

MA NON C’ERA NESSUNA URGENZA!!!

Nessun atto formale l’ha sancita e motivata!

Nessuno ne ha dato conto alle Forze di Minoranza, nemmeno con una telefonata ai Capigruppo che avrebbero potuto riunirsi per dibatterne.

Almeno i Capigruppo avrebbero dovuto saperne le ragioni BEN PRIMA DELLA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO, quando non ci sarebbe più stato modo di contestarle e/o correggerle nell’interesse pubblico!

IO, COMUNQUE, CREDO DI SAPERE LA RAGIONE DI TUTTA QUESTA FRETTA E STO PREPARANDO UN ESPOSTO DA INVIARE IL PROCURA: L’ENNESIMO, PURTROPPO (quando possibile ne parlerò).

In più, nella convocazione successiva, Giuntini HA DIMENTICATO DI INSERIRE MOLTI DEI PUNTI NON DISCUSSI il 20 Novembre, tra cui una Mozione e numerose Interrogazioni delle Opposizioni.

Ma era OBBLIGATO – per Legge, Statuto e Regolamento di CC – a porle in discussione al Consiglio immediatamente successivo alla presentazione delle medesime!!!

NON POTEVA’ RIMANDARLE (si vedano gli arti. 46, comma 4 e 51, comma 2, del Regolamento per lo svolgimento del Consiglio Comunale)!!!

Per contro, ha inserito allegramente all’odg NUOVI ARGOMENTI, per i quali la documentazione non ci è giunta nei termini previsti.

FA SEMPRE COME GLI PARE (senza poterselo permettere), COSTANTEMENTE NEL DISPREGIO DELLE REGOLE!!!

VA DA SE’ CHE IL CONSIGLIO SUCCESSIVO (convocato per il 22 ma andato deserto – l’unico Consigliere presente era lo scrivente), quello tenutosi il 23 in seconda convocazione, NON ERA LEGITTIMO E NON POTEVA TENERSI.

Il Prefetto [che è stato prontamente avvisato] avrebbe il dovere di BEN COMPRENDERE che cosa stia succedendo a Massa Marittima e di muovere al riguardo, anche supportando l’azione di controllo posta in atto – con estrema fatica – dalle Forze di Minoranza: MA PARE NON VOGLIA FARLO…

Le Forze di Minoranze sono lasciate sole e non possono far altro che gridare inutilmente; vengono tolte loro anche i pochissimi strumenti previsti dalla Legge!

La Democrazia è davvero un MIRAGGIO…!!!

Giuntini è costretto a deliberare tutto in seconda convocazione perché non ha più i numeri per governare e non controlla più i suoi Consiglieri.

Di questi, almeno due disertano regolarmente le sedute: SPADINI e SIMONI.

Altrettanti, SALVADORI e CARLI, sono pressoché inesistenti.

GUAZZINI pare essere Consigliere di un altro Comune…

Inoltre, ben due dirigenti nominati dal Giuntini se ne stanno andando dal Comune: il Ragioniere Capo DONATI ha rassegnato le dimissioni e il Responsabile del Settore 1 Amministrativo ha annunciato che, dal 1° Gennaio 2018, tornerà all’Unione di Comuni (era in comando).

A TUTTO CIO’ SI AGGIUNGANO LE NUMEROSISSIME ALTRE QUESTIONI (CHE SOLO IN MINIMA PARTE CREDO CHE IL PREFETTO CONOSCA) – TALUNE ESTREMAMENTE PREOCCUPANTI – CHE MINACCIANO IL NOSTRO COMUNE E LA SERENITA’ DI NOI TUTTI.

In estremas sintesi, Giuntini e Co. (ben pagati da tutti noi) ci stanno portando alla deriva definitiva…

Hanno straziato la nostra Città e l’hanno vigliaccamente spremuta come un limone, togliendole anche le ultime risorse rimastele…

A chi è chiamato ad amministrarla NON INTERESSA NULLA DI NULLA delle drammatiche condizioni in cui versa: talvolta, addirittura, pare che il Sindaco e gli Assessori non si accorgano del declino socioeconomico e del degrado (anche morale) ai quali ci hanno relegato e nei quali ci hanno fatto sprofondare.

Sembra che vada tutto bene ed hanno pure il coraggio di farlo scrivere sui giornali…

C’è da dire loro solo una parola: VERGOGNA!

L’unico scopo della Politica di Partito è rimasto quello di procurare profitti di vario genere a sé stessa e ai suoi squallidi esponenti, quand’anche in danno del supremo interesse collettivo.

 

Chi segue le vicende politiche locali ben sa quante iniziative abbiamo preso, quanto impegno è stato profuso nel difficile ruolo di Forza di Opposizione, quante battaglie abbiamo combattuto e quanto “fastidio” abbiamo dato alla politica di partito.

Per lo meno negli ultimi 20 anni, quest’ultima ha mosso unicamente alla ricerca del proprio profitto e di quello dei suoi esponenti, quandanche in danno di quello stesso supremo interesse collettivo che avrebbe dovuto tutelare.

Così facendo, ha ferito la nostra Cittadina: l’ha spremuta come un limone e le ha tolto il prestigio conquistatasi nei secoli.

Massa di Maremma [Marittima perché nella “Maritiba Regio” dei Romani], già Libero Comune dal 1225 al 1335, Zecca autonoma dal 1317 al 1319, tra le realtà tardomedievali toscane più importanti – con Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Lucca, Volterra – sta pagando amaramente tutto questo: sta pagando, oggi, tutto il male che la politica di partito e i suoi cavalieri senza cavallo non hanno esitato a farle per arricchirsi in denaro e potere.

MASSA COMUNE è una Lista Civica “vera” e non un’emanazione della politica di partito al servizio della stessa; men che mai è stata, è o sarà mai al servizio di qualcosa o qualcuno (che non persegua l’interesse collettivo).

I suoi attivisti sono persone intellettualmente indipendenti che – in nome di Libertà e Giustizia -muovono al solo fine di contribuire a risollevare le sorti di Massa, tutelandone e promuovendone la Storia, la Cultura e l’immenso Patrimonio Artistico che custodisce.

Pur con storie personali e idee politiche non di rado diverse, sono uniti fortemente dal credere nei più nobili degli ideali e da un affetto profondo per Massa e il suo Territorio.

MASSA COMUNE deplora il malaffare, il clientelismo e ogni forma di ingiustizia o iniquità sociale; detesta l’arroganza, la menzogna e il perseguimento di profitti personali e/o di parte quando in danno altrui o nel dispregio dell’interesse pubblico.

Sostiene, per contro, qualsiasi attività che contribuisca a rafforzare il Bene Collettivo; promuove la Solidarietà, il Merito, la Trasparenza, la Verità e la Partecipazione.

MI VERGOGNO


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