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tratto da “La Nazione” del 28.06.2015

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Fonte: LA NAZIONE

21 settembre 2013

 

Rubrica: Panorama politico

Il Comune ha diffidato il ministero «Per il carcere devono pagare loro»

 

SI PROFILA un ricorso alle vie legali nei confronti del Demanio e del ministero della Giustizia presentato dal Comune di Massa per la vicenda Pizzarotti legata al debito cui ha dovuto far fronte dopo la condanna ricevuta per i fatti legati alla costruzione del carcere circondariale della Camilletta. Comune, Demanio e Ministero sul punto quindi di sfidarsi sui banchi della giustizia, e non si tratta di un’ipotesi, ma l’eventualità di una vertenza legale destinata a concretizzarsi se da parte dei due enti non verranno fornite assicurazioni entro venti giorni ad un nuovo sollecito approvato dal Consiglio comunale. Come noto il Comune massetano ha dovuto pagare all’impresa Pizzarotti quasi un milione e 200mila euro per effetto della sentenza della Corte d’Appello. Finora non hanno portato ad alcun risultato gli incontri per fare chiarezza su una vicenda sulla quale il Comune stesso si ritiene non solo estraneo ma anche ingiustamente coinvolto solo per aver a suo tempo concesso gratuitamente il terreno per la costruzione del carcere senza riceverne alcun vantaggio figurando esclusivamente come stazione appaltante.

 

Il Ministero però non ci sente, non vuol rispondere di una vicenda vecchia di anni e quindi già andata in prescrizione. La Giunta comunale però non ci sta a diventare il capro espiatorio e ha dato mandato ad un legale di promuovere azioni per richiamare il Ministero a farsi carico del debito sorto. Sotto questo aspetto c’è da dire che il Comune non è particolarmente fortunato nei rapporti con i Ministeri visto che deve sempre ricevere una congrua parte del contributo a suo tempo stanziato dal ministero dello Sviluppo Economico per il recupero dei compendi minerari di Niccioleta i cui importi spettanti alle imprese costruttrici sono stati anticipati proprio dal comune metallifero. Finora, come riferito dal sindaco Lidia Bai, «la trattativa bonaria non ha avuto esito, con i due enti che si scaricano a vicenda problemi di competenza con il risultato di far slittare i tempi senza arrivare a nulla di concreto». Da qui allora il mandato approvato all’unanimità di dare al sindaco Bai il compito di inviare un decisivo ultimatum fissando in venti giorni il tempo per ricevere una risposta, in mancanza della quale con il consenso del Consiglio comunale verrà avviato un contenzioso con il Ministero che ha del sensazionale per le motivazioni addotte.

 

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-06-11

 

ECONOMIA

Pagata l’ultima rata del debito Pizzarotti Mancavano all’appello 13mila euro, il Comune ha chiuso un contenzioso durato vent’anni

 

 

MASSA MARITTIMA Ora è davvero una pratica archiviata. Il Comune ha liquidato l’ultima rata alla società Pizzarotti, estinguendo una volta per tutte quel debito di oltre un milione di euro. Mancavano circa 13mila euro per raggiungere i 229.700 necessari per raggiungere l’importo complessivo della rata conclusiva, arrivati nelle settimane scorse grazie agli oneri di urbanizzazione. Il termine per il pagamento, a onor del vero, era fissato un anno fa, ma grazie ai contatti tra pubblico e privato è arrivata una sorta di proroga, senza che il ritardo comportasse alcun onere per l’ente. Così si è scritta la parola fine su uno dei capitoli più tormentati degli ultimi anni. È un rapporto persistente (anche se tutti ne farebbero volentieri a meno) quello tra la Città del Balestro e i debiti con le società private derivati da contenziosi. Oggi a tener banco c’è il caso ex Molendi. Fino a ieri, invece, c’era il caso Pizzarotti, la vicenda sulla costruzione del carcere di Massa Marittima, nata negli anni ’80 (quando chiusero le miniere) e arrivata ben presto sui banchi dei tribunali, dove il Comune è stato condannato a pagare un risarcimento per un milione e 200mila euro. L’amministrazione odierna, quella guidata dal sindaco Lidia Bai, ha provato in tutti i modi a sbrogliare la situazione, non senza difficoltà. Ha minacciato di far ricorso contro il ministero dell’Interno, visto che i lavori sono stati commissionati da Roma, e ha provato a più riprese a vendere dei terreni pubblici (come quelli in via della Repubblica), senza successo. Così, mettendo insieme oneri di urbanizzazione e stretti contatti con la società Pizzarotti si è giunti all’epilogo della vicenda. Una storia a tappe, visto che per chiari problemi economici le scadenze non sono mai state rispettate. Il primo termine infatti era fissato al 2010, ma il Comune riuscì a pagare solo 700mila euro del milione e 200mila. La società quindi fissa una proroga, dilazionando il pagamento in due rate (ciascuna da 230mila euro circa), da pagare entro il marzo e il giugno 2012. A novembre però i soldi non sono ancora tutti: l’amministrazione ha già fissati nei capitoli di bilancio 216.884,75 euro. Ne mancano poco meno di 13mila. Fino alla delibera di pochi giorni fa. «Considerato che alla data odierna – si legge negli atti amministrativi – si sono concretizzati incassi derivanti da oneri di urbanizzazione che, dopo l’accantonamento effettuato per legge per il superamento della barriere architettoniche, possono essere destinati al saldo sulla rata del debito». E così è stato fatto, liquidando l’ultima rata sul conto della società Pizzarotti e mettendo la parola fine su questa vicenda lunga vent’anni. (a.f.)

 

 

 

 

 

 

 Orizzonte risponde a Michelini sul debito Pizzarotti

 

 

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di leggere la nota pubblicata sul sito istituzionale dall’Assessore Michelini, in risposta alla nota che potete leggere qui.

 

Vorrei ringraziarLo pubblicamente per aver voluto rompere il silenzio mantenuto dalla Maggioranza  nonostante le ultime scottanti tematiche sollevate dalla civica, come l’imponente ribasso del prezzo a base d’asta dei terreni di Via della Repubblica (di cui potete leggere qui) e le modalità con cui si realizzerà l’Area industriale in Loc. Magrone (di cui potete leggere qui), sulle quali attendiamo ancora una timida risposta.

 

Sono quindi obbligato a controbattere alle sue affermazioni.

 

Lei esordisce ricapitolando i versamenti fin’ora effettuati alla società Pizzarotti e celebrando il pagamento della prima rata prevista per il 2012.

 

Ebbene, ho estrema difficoltà a comprendere in quale punto delle nota precedentemente indicata avrei messo in discussione il pagamento della prima rata del debito, visto che la stessa non viene mai citata.

 

Le possibilità sono due: o non sono stato sufficientemente chiaro, ed in tal caso mi scuso, oppure Lei ha “Risposto picche quando il seme era cuori”, ma ciò non mi stupirebbe, dato che ho visto applicare alla Maggioranza questa meravigliosa tecnica, ogni qual volta abbiamo sollevato una spinosa questione.

Disorientare i Cittadini non permettendogli di poter confrontare opinioni e giudizi su un determinato argomento, è un ottimo metodo per non avere né torto, né ragione, ma non credo che questa sia la qualità di democrazia che ci meritiamo…

 

Forse la mia capacità espressiva non è delle migliori, ma mi pare ovvio che il mio intervento non si riferisse ai pagamenti già effettuati (tant’è vero che nella nota si utilizza un tempo futuro e non passato), ma a quelli ancora da effettuare e di conseguenza da finanziare.

 

Visto che probabilmente non ho una spiccata proprietà di linguaggio (ma molte testate giornalistiche hanno ben compreso il messaggio, perciò rimango perplesso) provo a farLe comprendere nuovamente qual è la vera materia del contendere, ovvero le contraddizioni esistenti tra le risultanze di bilancio fino ad oggi a noi note e le Sue affermazioni circa le modalità di finanziamento del debito residuo con la società realizzatrice del Carcere.

 

Lei afferma che il debito sarà quasi interamente finanziato con le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione e che gli introiti derivanti dalla vendita dei terreni in Via della Repubblica, non finiranno nelle casse della società Pizzarotti.

 

Io affermo che ciò non sia possibile, sia su base documentale, che oggettiva.

 

Elenco a Lei e a tutti i Cittadini, le motivazioni:

 

  • Che con l’approvazione del bilancio 2012, si è determinato di destinare tutte le entrate del titolo IV (compresi oneri di urbanizzazione e alienazioni di patrimonio) al finanziamento della rata del debito fuori bilancio nei confronti dell’Impresa Pizzarotti(cfr. pag 22 del Parere dell’Organo di Revisione, che potete trovare qui.
  • Che né in sede di approvazione della variazione di bilancio n°1 e n°2 (che trovate rispettivamente qui e qui), né in sede di verifica degli equilibri di bilancio (che trovate qui), tale indirizzo è stato modificato e pertanto è pienamente efficace e vincolante.
  • Che gli introiti previsti a titolo di Oneri di Urbanizzazione per il 2012 sono pari a 285.500,00€ [Cfr. la voce Permessi a costruire (ex OO.UU) destinati a spese in conto capitale presente a pag 42 della Relazione Tecnica 2012, e la voce Permessi a costruire (ex OO.UU.) delle entrate in conto capitale destinati a spese correnti, a pag 16], e che pertanto, anche aggiungendo agli stessi sia il valore delle alienazioni patrimoniali già concluse (12.015,46 €) , che l’avanzo di amministrazione 2011 (5.704,98€), il totale ottenuto è insufficiente a coprire i € 459.463,68 da versare all’azienda entro l’anno.
  • Che, come da Lei sostenuto, gli introiti a titolo di OO.UU realizzati fino ad oggi sono pari a € 154.095,03 e che pertanto anche se si concretizzasse l’originaria previsione di bilancio, i 131.404,97 € ancora da incassare non riuscirebbero a coprire la residua seconda rata, pari a € 229.731,84, che tra l’altro è già scaduta

 

Pertanto, o Lei è certo di introitare Oneri per un valore molto superiore a quanto dichiarato in sede di approvazione del Bilancio (ed in tal caso sarebbe auspicabile che ce lo facesse presente) oppure è obbligato ad attingere agli eventuali fondi che si renderanno disponibili con la vendita dei terreni di via delle Repubblica, dato che ad oggi, nessun altro bando per liquidare i beni inseriti nel piano delle alienazioni, è stato pubblicato.

 

Ma forse sono solo disattento o male informato, poiché come Lei asserisce, Orizzonte <<è mancato ad alcune riunioni delle commissioni consiliari dove si parlava dell’argomento>> o <<non si è sufficientemente informato sulle sempre trasparenti attività dei Servizi Finanziari>>.

 

Spettabile Assessore, le dirò di più:  oltre ad essere disinformato, Orizzonte non è forse mancato alle commissioni in cui si discuteva le variazioni di bilancio, è proprio mancato!!

 

E lo ha fatto in piena scienza e coscienza, nonché per chiara scelta politica che, con l’occasione, sottopone al giudizio diretto degli Elettori.

 

Come più volte ribadito in sede consiliare ed il motivo è chiaro e semplice:  è inutile fare commissioni a pochi giorni (ed in talune occasioni anche alcune ore) prima della discussione consiliare, perché si riduce il tutto ad un semplice pro-forma, che ha il solo scopo di stendere le lodi sul lavoro effettuato dalla Giunta, e che non apporta alcun miglioramento alle proposte messe in discussione, dato che le stesse sono già state formalizzate per la deliberazione e pertanto risultano essere “blindate”, in quanto vincolate dai pareri di regolarità tecnica.

 

Di conseguenza, ritenendo che non ha senso discutere su qualcosa che non è negoziabile e sul quale non può esserci un confronto, ho disertato la seduta, nonostante fino a quel momento abbia sempre partecipato alle commissioni con spirito di servizio e con senso di responsabilità.

 

Ma visto che la linea non è chiara, annuncio a nome di tutto il gruppo consiliare Massa Comune, che i suoi componenti non parteciperanno più ad alcuna commissione finché esse si limiteranno ad un puro esercizio di stile e comunque fintanto che non saranno discusse le nostre proposte di modifica del Titolo III del Regolamento per il funzionamento del C.C e delle Commissioni Consiliari, non ancora trattata nonostante quanto deciso nella seduta del 26 Aprile 2012.

 

Tali modifiche si rendono necessarie per rendere questi importanti organi a supporto dell’Assise Consiliare, il vero teatro di concertazione e confronto, per migliorare le decisioni prese nell’interesse dei Cittadini e  per evitare che posizioni potenzialmente convergenti si dissipino solo perché la minoranza è costretta ad accettare prodotti pre-confezionati.

 

Concludo gentile Assessore, facendoLe presente che la questione sollevata non è una sterile strumentalizzazione per anteporre il proprio interesse politico al bene comune (come Lei stessa l’ha definita), ma un problema concreto e tangibile che avrà ripercussioni su tutta la collettività, poiché se le ipotesi che in mente non si concretizzeranno, oltre a non saldare il debito (con tutte le possibili ripercussioni legali), probabilmente non riusciremo né a raggiungere gli obiettivi del patto di stabilità (con il risultato di ottenere un’ulteriore taglio ai trasferimenti pari AL 3% DELLE ENTRATE CORRENTI – OVVERO  275.300,19€ – dato che le entrate previste sono 9.176.673,00€), né a realizzare alcun tipo di opera pubblica.

 

Chiedere ai Massetani di riflettere su questo è non <<essere consapevole della misura,  della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta>>, come Lei stesso mi ha rinfacciato?

 

Mi dispiace, ma non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda..

 

 

 

 

 

 

 

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-10-11

 

ALTRO

 

Pizzarotti, ok al rimborso a rate del debito Tutto quello che verrà incassato dalle alienazioni del Comune sarà versato nelle casse della società

 

il sindaco lidia bai Chiediamo di poter rimettere quello che ci spetta senza aggravio di ulteriori oneri e interessi

 

MASSA MARITTIMA

Quando a Massa Marittima si fanno i conti con il bilancio, è inevitabile parlare dell’ormai noto “debito Pizzarotti”.

È successo anche martedì mattina, durante il consiglio comunale, con l’assessore competente Giacomo Michelini che ha portato buone notizie. «L’impresa ha sostanzialmente consentito il pagamento dilazionato senza essere fiscale sulle scadenze: nei fatti sta derogando sui pagamenti». Un’ottima notizia per l’amministrazione, visto che ci sono sempre circa 330mila euro da saldare e alcune difficoltà nel rispettare le scadenze. Il problema, com’è ovvio, consiste nel racimolare le risorse da destinare a questo debito. «Faremo fronte alla spesa con gli oneri di urbanizzazione e le alienazioni del patrimonio» continua Michelini. I primi hanno già portato qualcosa nelle casse della società Pizzarotti (circa 80mila euro), mentre per le seconde il Comune ci riprova mettendo in vendita i terreni in viale della Repubblica. «Abbiamo rivisto i parametri per assegnare il valore (diminuendolo) di quell’area» spiega l’assessore, visto che già per due volte le aste sono andate deserte. Ma in ogni caso, anche con il debito di mezzo, i rapporti tra le due parti, amministrazione e privato, restano buoni. Il sindaco Lidia Bai ha anche scritto, il luglio scorso, una lettera al dg della società Pizzarotti, rassicurandolo che gli impegni saranno rispettati. «Nel bilancio di previsione 2012 – scrive il sindaco – abbiamo ribadito chiaramente che tutte le risorse che l’ente incasserà nel 2012 a titolo di alienazioni patrimoniali e oneri di urbanizzazione verranno immediatamente versati a codesta impresa. Tutti gli uffici si stanno adoperando per giungere ad incassare le somme necessarie al pagamento del debito residuo. Il Comune provvede quotidianamente al rilascio di concessioni derivanti da piani attuativi relativi a oneri di urbanizzazione». E così via, elencando tutto l’impegno messo in campo dall’amministrazione. «Chiedo alla società – conclude Bai nella sua lettera – di consentire tale modalità di pagamento senza aggravio di ulteriori oneri o interessi». Di scusare eventuali ritardi, insomma. (a.f.)

LA NAZIONE
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2012-06-01

 

ALTRO
Carceri e contenziosi, spese da capogiro

 

COSTI LIEVITATI in modo esponenziale nel corso degli anni, possibili errori progettuali, contenziosi giudiziari con la società costruttrice, ingenti spese legali a carico del Comune. Questa in sintesi la storia del carcere di Massa Marittima, che sta creando non pochi grattacapi agli organi politici e amministrativi del comune minerario, che aveva chiesto a suo tempo al ministero di grazia e giustizia di poter svolgere la funzione di stazione appaltante e, a seguito di sentenza giudiziaria ormai passata in giudicato, deve completare entro la fine dell’anno il pagamento dell’ultima rata di 460 mila dell’ingente risarcimento di circa 1 milione e 200 mila riconosciuto all’impresa Pizzarotti di Parma. I costi per la realizzazione dell’istituto detentivo, previsti in 182 milioni di lire nel 1971, lievitarono poi a 360 milioni nel 1975, 600 milioni nel 1976, 1 miliardo e 600 milioni nel 1981 e 2 miliardi e 500 milioni di lire nel 1982, arrivati infine ad 8 miliardi e 270 milioni di lire nel 1987, sulla base del progetto approvato in consiglio comunale nel corso del 1987. I lavori furono poi appaltati nel 1990, dopo pubblica selezione, all’impresa Pizzarotti di Parma, con un ribasso d’asta di poco superiore al 19 per cento, che portò l’importo complessivo dell’opera a 5 miliardi e 337 milioni di lire. Ma, poco dopo l’inizio dei lavori, l’impresa verificò una stratificazione della roccia diversa rispetto a quella prevista nel progetto, che comportò la necessità di un’indagine geotecnica più approfondita, al fine di modificare il progetto delle fondamenta e la conseguente approvazione di una perizia di variante, che comportò un aumento dei costi e dei tempi di realizzazione dell’opera.
NE DERIVÒ un contenzioso giudiziario devoluto, come da contratto, a un collegio arbitrale che, al termine dell’anno 2002, condannò il Comune al pagamento di un risarcimento di 1 miliardo e 700 milioni di lire del vecchio conio, confermato poi dalla Corte d’appello di Roma e lievitato a 1 milione e 200 mila euro. Significative, infine, anche le spese che il Comune ha dovuto corrispondere nel corso di questi anni ai diversi legali che hanno seguito per suo conto la vicenda, come i circa 50 mila euro corrisposti all’avvocato Claudio Fiori ed i 60 mila allo Studio Legale Vieri Romagnoli.

Saranno solo voci quelle secondo le quali la Corte dei Conti di Firenze avrebbe bussato sulla spalla di taluni nostri competentissimi amministratori per la questione del Carcere Mandamentale che è costata alla Collettività la bellezza di 1.200.000 euro quale indennizzo alla Ditta Pizzarotti ???

Saranno solo voci ?

 

 

IL TIRRENO
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2012-05-16

PANORAMA POLITICO
Pizzarotti, ora è scontro sulla causa al ministero Amministrazione decisa a chiedere, per vie legali, una parte dei soldi spesi ma l’opposizione incalza: «Errori tecnici, così emergeranno le responsabilità»

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA

Ottenere il permesso (o delibera, in politichese) dal consiglio comunale per andare a bussare insieme agli avvocati alle porte del ministero della Giustizia, in modo da recuperare quanto più possibile dei soldi che il Comune di Massa Marittima deve versare nelle casse della Pizzarotti srl. Questo, in sintesi, il provvedimento che il sindaco Lidia Bai ha portato ieri mattina in assemblea per tamponare le ricadute legate al carcere mandamentale della Camilletta: un’azione legale nei confronti di palazzo Piacentini. Perché la struttura è dello Stato e la sua realizzazione è stata richiesta espressamente dal ministero, ma alla fine del contenzioso con la società costruttrice (la Pizzarotti srl appunto) è il Comune a dover pagare il conto. E mancano ancora 400mila euro per il saldo finale, da trovare entro il 2012. Alla fine però il sindaco non ha ottenuto proprio carta bianca come richiesto per procedere per vie legali, ma ormai la strategia è tracciata. L’argomento Pizzarotti a Massa è caldissimo e il confronto politico è la miglior cura contro qualsiasi polemica. In questo modo il consiglio ha votato a unanimità per «un ultimo confronto bonario con l’agenzia del demanio», come lo ha definito la Bai. Ma prima di procedere con i propri legali ci sarà un altro passaggio in commissione a cui parteciperanno i capigruppo con i consiglieri, in modo da valutare quest’ipotesi tenendo conto anche del parere dell’avvocato Renzo Grassi del Foro di Livorno. «Dobbiamo valutare ogni strada che ci consenta di recuperare alcune risorse impiegate dal Comune in questa vicenda» ha detto il sindaco. Il percorso preferenziale comunque sembra averlo proprio il ricorso ai legali. Una strategia che non ha convinto il capogruppo Pdl Giovanni Favilli, che ripercorre la vicenda. «Durante la costruzione del carcere si è resa necessaria una riprogettazione della struttura per quella che possiamo chiamare “una sorpresa geologica”. Questo ha comportato lo stop ai lavori per la ditta per quasi due anni, senza dargli una motivazione plausibile (motivo del contenzioso ndc). Abbiamo fatto degli errori tecnici ed è per questo che ci siamo ingolfati. Rivolgersi al ministero farà emergere solo le nostre responsabilità». Insomma, secondo Favilli, così come le altre opposizioni, le possibilità di vincere questa battaglia legale sono scarse. La giunta, però, spiega, sulla base del parere di Grassi, che dei passaggi vincenti ci sono. E non solo perché il ministero è il proprietario e l’utilizzatore del carcere. «Il primo progetto lo ha approvato il ministero – spiega Bai- che ha seguito e approvato tutto l’avanzamento dei lavori durante gli anni». Non solo. «Fu proprio il ministero a chiedere lo stop dei lavori: l’allora sindaco Renato Bolognini ha tutta la corrispondenza». Il sindaco dice che da palazzo Piacentini a Roma scrissero: «prevedete usi diversi per lo stabile», già in costruzione. Motivi validi per dire che anche il ministero ha le sue responsabilità in questa vicenda. Il Comune si è solo costituito al tempo come stazione appaltante dei lavori: abbastanza però per essere la controparte nel contenzioso con la società Pizzarotti. Ecco dunque i punti di forza di un eventuale azione legale. Senza scordarsi che la legge prevede che «sia il ministero a farsi carico dei costi aggiuntivi dell’opera. E credo che una sentenza sia un costo aggiuntivo».

CORRIERE DI MAREMMA
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2012-05-15

PANORAMA POLITICO
Massa Marittima Il caso Pizzarotti torna in consiglio: in ballo la rata di marzo saldata solo in parte

La Pizzarotti arriva in consiglio comunale. Tre sedute nelle ultime tre settimane a Massa Marittima e, dopo l’approvazione del bilancio 2011, questa mattina è convocata un’altra assemblea in cui verrà discussa la delicata situazione del debito Pizzarotti. La rata infatti scaduta a metà marzo, nonostante fosse già stata posticipata e rinviata dalla ditta, è stata liquidata solo in parte. In pratica è stato saldato solo un terzo dei 171mila euro richiesti. Il caso Pizzarotti non ha influito nel bilancio 2011, ma giocherà un ruolo fondamentale nel 2012 dato che entro il 15 giugno dovranno essere pagati 401mila euro. E, rispetto a questa cifra, è ben poca cosa l’avanzo di amministrazione di 5.700 euro che saranno destinati al pagamento. Durante la seduta del consiglio sarà discussa anche la mozione del gruppo di minoranza Massa Comune sul progetto dell’autostrada tirrenica e presentato il piano di lottizzazione relativo all’area edificabile nell’area nord di Valpiana.

Chi.Cal.

IL TIRRENO
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2012-05-13

ALTRO
Debito che non si estingue Il Comune a caccia di soluzioni per pagare alla Pizzarotti 400mila euro

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Servono 400mila euro e servono entro il 2012. Il Comune vuole e deve chiudere una questione una volta per tutte: il debito con la Pizzarotti. Al momento delle scadenze, spesso anche posticipate, le rate non sono mai state saldate per intero. Il problema molto semplicemente sta nella mancanza di liquidità. Al momento questo contesto non ha portato a nessuna conseguenza tra il Comune e la società che ha costruito il carcere cittadino, grazie anche ai buoni rapporti tra le due parti. Ma adesso questo debito «va finanziato nel bilancio 2012» ha spiegato l’assessore Giacomo Michelini. Per questo l’argomento martedì torna in consiglio, il terzo in neanche un mese. E la rata Pizzarotti è proprio il filo conduttore che lega l’ultimo consiglio a quello che si riunirà tra tre giorni. Lunedì infatti è stato illustrato il bilancio di rendiconto 2011, su cui ha pesato ovviamente questa vicenda. Martedì invece l’ordine del giorno al punto tre porta testualmente: «situazione debito Pazzerotti: provvedimenti». E l’argomento è talmente delicato che a farsene carico è stata direttamente il sindaco Lidia Bai. La situazione è questa: per finire di saldare la società costruttrice, il Comune deve versare ancora 400mila euro. La prossima rata è segnata sul calendario per il 15 giugno, quando ai circa 230mila euro previsti l’ente dovrà aggiungere i 171mila che non è riuscito a pagare per la rata di maggio, quando il saldo è stato soltanto di 58mila euro. Questo il quadro, che l’amministrazione dovrà riuscire a sbrogliare nell’anno in corso. Stando alle scadeze, addirittura entro giugno. Una bella gatta da pelare, che il governo Bai ha ereditato dalle scorse legislature e che in effetti ha provato a fronteggiare in diversi modi, anche provando a vendere terreni di proprietà del Comune, per far cassa: ma le aste sono andate sempre deserte. Michelini ha proprosto di investire l’avanzo del 2011 ma è ben poca cosa rispetto ai 400mila euro dovuti. Nell’ultimo consiglio è stata sollevata una domanda dalle opposizioni: «gli otto milioni di residui passivi che fine hanno fatto?». A porre l’interrogativo è stata Massa Comune, a ribadirlo il repubblicano Luca Santini, che ha proposto di riunire la commissione e verificare se quei residui sono reali oppure se è bene non contarci più. E allo stato delle cose, basterebbe trovarne 400mila.

LA NAZIONE
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2010-05-06

PANORAMA POLITICO
Massa Marittima PIZZAROTTI La Bai è tranquilla «Anche se le aste andranno deserte troveremo i soldi»

 

«NESSUN pericolo di insolvenza». Per il sindaco Lidia Bai (nella foto) le opposizioni si limitano a «svolgere un ruolo strumentale generando un clima di allarme». Il caso riguarda la scadenza del 30 giugno allorchè il Comune dovrà pagare la prima tranche, circa 600mila euro, dell’importo deciso dalla Corte d’Appello nella sentenza che l’ha definitivamente condannato per la vicenda legata alla costruzione del Carcere della Camilletta. Nelle intenzioni della maggioranza il recupero di una grossa parte delle somme da pagare, in totale quasi un milione e mezzo, sarebbe dovuto venire dalla vendita di proprietà comunali. Finora però qualsiasi tentativo è andato vano, con le varie aste risultate deserte. «Comunque non disperiamo — sostiene il sindaco, perché non è obbligatorio che le operazioni di vendita avvengano prima del del 30 giugno».
Ma nel caso in cui non si vendesse? «Ricorreremo a variazioni di bilancio spostando all’anno successivo uno dei progetti meno prioritari in modo da recuperare le cifre occorrenti per onorare la sentenza».

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IL TIRRENO
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2012-03-16

ALTRO
Il carcere a carico del Comune L’amministrazione chiede al ministero di accollarsi il debito ma nessuno per ora risponde

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Il termine è scaduto e l’amministrazione di Massa Marittima ha rispettato gli accordi, per quel che ha potuto. Il 15 marzo infatti era il termine per pagare una delle due rate previste per saldare i debiti di oltre 400mila euro con la società Pizzarotti e C. Spa, costruttrice del carcere. Gli uffici comunali hanno predisposto il versamento sui conti correnti dell’impresa per circa 58mila euro, anche se in teoria doveva essere di oltre 200mila euro. Ma in Comune predicano serenità in questo senso, vista l’apertura che la Pizzarotti ha sempre dimostrato. «Abbiamo costantemente dei contatti» spiega l’assessore al bilancio Giacomo Michelini. Per lui, la “vicenda Pizzarotti”, è sempre stata una spina nel fianco, scoperta soltanto dopo la sua nomina. «Non è colpa di questa amministrazione, né di quella precedente» dice. Siamo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 quando viene costruito il carcere dalla ditta in questione. L’opera viene conclusa ma il pagamento non viene saldato: ne nasce un contenzioso e cominciano una serie di rinvii e promesse di pagamento da parte dell’ente. Arriviamo allo scorso inverno, quando le due parti raggiungono un accordo: mancano ancora circa 460mila euro per l’estinzione del debito e il Comune si fa carico di pagare questa cifra in due rate, una a marzo e l’altra a giugno, entrambe di quasi 230mila euro. Marzo sta andando in archivio e così l’amministrazione si è mossa per approvare il debito fuori bilancio necessario per saldare la rata. «Abbiamo provveduto a pagare per quanto ci è stato possibile» spiega Michelini. Ovvero, intorno ai 60mila euro. Ne restano quindi altri 400mila che, in teoria, dovranno essere pagati entro giugno. «Ci stiamo muovendo per trovare i restanti» dice appunto l’assessore. La strada battuta per racimolare questa cifra, come anche il sindaco Lidia Bai ha spiegato durante un incontro pubblico, è la vendita di terreni di proprietà comunali. Una strada piena di ostacoli però, vista la crisi del mercato immobiliare. Ma se da una parte trovare gli altri 400mila euro sembra un’impresa, dall’altra in Comune sono cautamente ottimisti, data la comprensione della società. Insomma, se a giugno non saranno disponibili tutti questi soldi, non dovrebbero esserci problemi per una deroga. «Ho lavorato dal primo minuto, sia telefonicamente sia con incontri a Roma, con la Pizzarotti spa, che ha sempre accolto le nostre richieste» continua Michelini. Ma questa vicenda, alla fine del 2011, è arrivata negli uffici della capitale anche per un altro motivo: il Comune, infatti, ha chiesto al ministero della Giustizia di accollarsi questo debito, in quanto «proprietario e di fatto, a tutt’oggi, utilizzatore dell’opera» come riporta la delibera cui l’ente chiama in giudizio il ministero. Dato anche che in questa storia «il Comune ha svolto solo il ruolo di mera stazione appaltante», come recita il documento. Lo spiega anche l’assessore: «il carcere non è del Comune, ma del ministero». Ad oggi, comunque, dagli uffici di Palazzo Piacentini nessuna risposta.


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