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Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, facendo sfoggio delle sue – ormai universalmente riconosciute – meschinità e ipocrisia, il Sindaco Giuntini è tornato a cavalcare un cavallino ormai stanco e deperito.

Non potendo replicare nel merito alle 20 CENSURE promosse da Massa Comune sul caso EX-AGRARIA, infatti, egli ha rispolverato una delle più eclatanti MENZOGNE del suo vastissimo repertorio.

E’ tornato a sostenere che la colpa dei pochi investimenti edilizi che interessano il nostro territorio sia della Lista Civica MASSA COMUNE perché controlla attentamente le procedure e pretende che si muova nel rispetto delle Leggi e dei Regolamenti…!

Ma Vi rendere conto: un Sindaco che si lamenta perché qualcuno – in questo caso noi – si impegna affinché tutto sia fatto in modo regolare, senza favoritismi e senza ostruzionismo!

NON SARA’ MICA, PER CONTRO, CHE GLI INVESTITORI SIANO FUGGITI E FUGGANO DA MASSA PERCHE’ – SOLO PER LAVORARE – DEBBONO PRIMA “PASSARE DI COMUNE” PER ADDIVENIRE A PATTI CON QUALCUNO, MAGARI “DIMENTICANDO” SULLA SUA SCRIVANIA UNA QUALCHE BUSTA BIANCA CONTENENTE CIO’ CHE “SERVE” PERCHE’ UN PROGETTO SIA APPROVATO PRIMA DI ALTRI, ANCHE SE NON E’ FORMALMENTE CORRETTO E ANCHE SE – ADDIRITTURA – PUO’ PROCURARE UN DANNO AGLI INTERESSI PUBBLICI E ALLA NOSTRA CITTADINA? 

NON SARA’ MICA CHE GLI INVESTITORI – COMPLICE LA CRISI – NON POSSANO PIU’ PERMETTERSI DI “PROCURARSI” GLI STESSI COSTOSI PRIVILEGI E FAVORITISMI DI UN TEMPO ALLA MEDESIMA BOTTEGA SULLA CUI INSEGNA SI LEGGE ANCORA PCI-PDS-DS-PD

Non sarà mica questa la ragione per cui – almeno negli ultimi 30 anni – sono state autorizzate talune opere INUTILI E COSTOSE piuttosto che altre ben più IMPORTANTI E DI VANTAGGIO PER TUTTI?

Non sarà mica questa la ragione per cui – almeno negli ultimi 30 anni – siano state sempre le STESSE DITTE, siano stati sempre gli STESSI PROFESSIONISTI e siano stati sempre gli STESSI FORNITORI DI MATERIALI E SERVIZI a spartirsi la grande torta dell’edilizia e dell’urbanistica locali?

La ragione di tutto questo non sarà mica il fatto che tutti questi soggetti sono sempre stati disposti a “contraccambiare” i favori ricevuti LASCIANDO QUELLA FAMOSA BUSTA BIANCA nelle mani di qualche NOME & COGNOME o nelle casse del solito LURIDO e SQUALLIDO Partito Politico, i cui principali esponenti si sono serviti della nostra Cittadina perseguendo unicamente il proprio profitto, quand’anche in danno degli interessi collettivi?

S’io fossi il Sindaco Giuntini, smetterei di bluffare continuamente cercando di screditare l’operato dell’avversario politico ed ingannando vilmente i propri Concittadini (coloro che sarebbe chiamato a rappresentare e a tutelare)…

E, più che per altri motivi – a lui sconosciuti – lo farei riflettendo sul fatto che Massa Comune, componendosi di persone libere e coraggiose che non rincorrono nessun interesse proprio e non devono rendere conto a nessuno, prima o poi MI FARA’ IL CULO ROSSO COME UN BILLO…

di gabriele galeotti
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Premetto che quanto di seguito è espressione del mio personale pensiero. In Massa Comune, infatti, ci uniscono la volontà di contribuire al bene della nostra Cittadina, il costante perseguimento di Libertà e Giustizia, la Solidarietà e – soprattutto – l’avversione nei confronti della “politica di partito” (quella che punta unicamente al proprio profitto, quand’anche in danno degli interessi collettivi). Non ci unisce – né mai dovrà farlo – un’ideologia politica e, seppure si abbiano pressoché sempre vedute simili, ciascuno di noi muove unicamente nel più assoluto rispetto della propria Libertà intellettuale.

– – – 

La Riforma Costituzionale sulla quale saremo chiamati a esprimerci col prossimo Referendum è stata scritta dal Governo e ostinatamente promossa dell’ex Presidente della Repubblica Napolitano.
 
Già questo, a prescindere dal merito, costituisce una gravissima irregolarità perché il Governo è espressione della Maggioranza e, dunque, E’ DI PARTE.
 
Per la sua stessa natura di Legge FONDAMENTALE dello Stato, infatti, la Costituzione è esclusiva competenza del Parlamento, quale Organo rappresentativo di tutto – dico TUTTO – il Popolo Sovrano.
 
Giova ricordare, inoltre, che la Riforma Costituzionale in parola è stata adottata da un Parlamento di nominati – piuttosto che di eletti – in ragione di una Legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con Sentenza del 4 Dicembre 2013, appena nove mesi dopo l’elezione del Parlamento in carica.
 
Ciononostante, solo a pochissimi illuminati esponenti politici (per lo più del M5S) e non al Quirinale o ai Governi che si sono succeduti [prima Letta e poi Renzi] è sembrato doveroso esprimersi chiaramente sul fatto che un Parlamento eletto con una Legge incostituzionale, tra le altre cose, men che mai possa arrogarsi la legittimazione giuridica e morale necessaria per muovere modificando la Costituzione.

 

filo-spinato

Il 21 Gennaio 2015, nel corso di una Conferenza stampa [da lui stesso convocata per muovere al preciso fine di cui appresso], il Sindaco Giuntini si è affidato alla più vile delle bassezze cui un uomo possa ricorrere per interesse proprio e di parte.

Per denigrare la mia persona e screditare il mio impegno politico [assai scomodo per il suo partito], non ha esitato ad alludere chiaramente a mie pregresse – e particolarmente rilevanti – vicissitudini di carattere sanitario.

Lui, il Sig. Marcello Giuntini, il “Primo Cittadino” che si spaccia pure per cattolico…

Poteva dirmi qualsiasi altra cosa ed offendermi in ogni altro modo, personalmente e professionalmente; ma non doveva osare tirare in ballo i miei problemi di salute che (seppure oggi superati) sono stati fonte di una sofferenza indicibile per me, la mia famiglia e le tantissime persone che mi vogliono bene.

Non doveva farlo: solo una persona al suo pari poteva giungere a tanto.

Provate – per un attimo – a mettervi nei miei panni, pensando al dolore che consegue a certe sventure…

L’ho querelato e la mia istanza è passata (stranamente, forse perché prendesse la strada “opportuna”) dal Tribunale di Grosseto a quello di Firenze: qui il GIP ha ritenuto fondate le mie ragioni e rispedito il fascicolo al mittente affinché si proceda contro il Sig. Giuntini per DIFFAMAZIONE AGGRAVATA ai miei danni.

Da quel giorno, seppure costui – talvolta, con quel sorrisetto di cui diffidare – abbia pure il coraggio di comportarsi come se niente fosse stato, io non gli rivolgo più parola se non in sede istituzionale, dandogli e pretendendo del lei.

Siamo due persone diverse, io e lui: ringraziando il Signore, profondamente diverse.

Se non nelle vesti di Consigliere Comunale, non voglio più averci a nulla che fare: per quanto mi riguarda, esiste solo perché, purtroppo, è chiamato – immeritatamente – a reggere le sorti della nostra Cittadina.

La pochezza, la meschinità, la falsità e l’ipocrisia che tutti, ormai, gli riconoscono (anche all’interno del suo stesso partito) lo rendono – ai miei occhi – persona deplorevole e degna di commiserazione.

Renzi ha detto che se vincesse il NO si tornerebbe indietro di trent’anni.


Splendido… perché nell’ormai lontano 1986:

– avevamo la lira 

– giravano le ALFA 75 e le FIAT Ritmo

– non esistevano i contratti co.co.co. né quelli a progetto

– il jobact era ancora tra le mele dei comunisti

– i lavoratori autonomi erano felici di lavorare il triplo degli altri

– i lavoratori autonomi guadagnavano [giustamente] il doppio degli altri 

– i voucher si pensava fossero medicine

– si andava in pensione ad una età decorosa

– c’era l’articolo 18 e i lavoratori avevano le tutele che spettavano loro

– non c’era Amici di Maria De Filippi 

– c’erano un sacco di cose belle, semplici e povere, ma belle…

– la benzina costava 1.258 lire (ovvero 65 centesimi di euro al litro)

– non c’erano i SUV né le macchinine con la targa

– c’erano i concorsi pubblici e si poteva sperare di trovare un lavoro

– servivano già le raccomandazioni, ma molto meno di oggi

– la Buona Scuola era davvero buona

– la RAI mandava in onda film in prima visione e non c’erano le pubblicità

– si beveva tranquillamente l’acqua del rubinetto

– negli Ospedali c’erano sempre i Medici e gli Infermieri

– nella sanità pubblica non c’erano i ticket

– la Regione Toscana legiferava poco o niente

– i ladri erano molti di meno e quelli che circolavano erano più “onesti”

– non erano ancora morte alcune persone importanti

– Pino Daniele cantava “Yes i know my way”

– le parti politiche erano ben definite

– Destra e Sinistra erano due cose diverse

– Comunisti e Massoni erano due cose diverse

– a 25 anni si poteva ancora mettere su famiglia “tranquillamente”
 
– i bambini giocavano per la strada e non c’erano i social
 
– i profughi non erano ancora un “nobile obbiettivo” della politica
 
– Berlusconi non era in politica e Renzi aveva 10 anni
 
– Brunetta insegnava e basta


E poi ancora:

– il SANI era solamente un giubbone (con affetto per Prata e i Pratigiani)

– l’oggi PD riusciva anche a non rubare tutto tutto

– la BAI non si era ancora laureata [plurifuoricorso] in… filosofia

– il GIUNTINI si interessava solo di vino e castagne

– la TOMMI aveva appena imparato a fare i suoi famosi tortelli col marciapiede

– il FEDELI era un felicissimo stradino della Provincia

– lo ZAGO non camminava impettito come fosse il Padreterno

– il NODI faceva ancora il suo lavoro senza discriminare le persone

– lo ZAZZERI (Flavio, quello furbo) faceva la prima elementare

– la BOLOGNINI aveva 5 anni e andava all’asilo (Montecarlo era un sogno)

– al MICHELINI il Signore non aveva ancora detto di fare il “bioassessore”

– Assuntina MESSINA era sempre a Barletta

– i conti del Comune tornavano abbastanza

– il Consigliere del PD Guazzini ancora non parlava in Consiglio

– il Consigliere del PD Salvadori ancora non dormiva in Consiglio

– Massa era pulita perché ci pensava il Comune e non SEI TOSCANA

– l’acquedotto funzionava perché ci pensava il Comune e non il FIORA

– non c’erano il FAR MAREMMA e l’AMATUR

– Alessandro GIULIANI aveva 15 anni e non era ancora Ragioniere

– i Vigili erano Vigili e non Polizia Locale

– il Segretario Comunale non era RUBOLINO né il suo sax

– in Comune c’era ancora qualcuno senza tessera

– veniva ancora fatto qualche concorso regolare

– a Massa si stava d’incanto e la gente si voleva bene

– per strada le persone non giravano col coltello tra i denti


Qualcuno ha ancora qualche dubbio su cosa votare al Referendum del 4 Dicembre???

fan-tutti

3-setacci

Nell’antica Massa, un pifferaio aveva una grande reputazione di saggezza.

Un giorno venne qualcuno a trovare il grand’uomo e gli disse:

“Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?”

“Un momento“, rispose il pifferaio, “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”

“I tre setacci?”

“Sì“, continuò il suonatore.

“Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Io lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è VERO?”

“No… ne ho solo sentito parlare.”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di BUONO?”

“Ah no, al contrario!”

“Dunque“ – continuò il pifferaio – “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È UTILE che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?”

“No, davvero…”

“Allora“ – concluse il musicista – “se ciò che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile, io preferisco non saperlo; e consiglio a te di dimenticarlo“.

Carota

 

Il Comune di Massa Marittima, qualche mese fa, attingendo alla casse dove sono riposti i NOSTRI soldi, HA DISTRIBUITO ai propri Dirigenti oltre 65.000 euro.

Ciò riconoscendo loro di “aver raggiunto gli obiettivi”.

Peccato che nessuno – in precedenza – si fosse preoccupato di fissare quali fossero questi obiettivi…

I Signori in questione sono: Francesco RAPEZZI, Angela MONTICINI, Assuntina MESSINA, Sabrina MARTINOZZI, Roberta PIERACCIOLI, Antonio GUERRINI.

Tenete conto che a Massa – con 8.000 abitanti – i Dirigenti sono 6 e che a Follonica – con 24.000 abitanti (ovvero il triplo) – i Dirigenti sono 5.

Tutti hanno la carota di fronte…

Quest’oggi, 15 Settembre 2016, presso il Tribunale di Grosseto, si terrà la Camera di Consiglio nel merito del Procedimento Penale 13/4968 inerente il caso EX-AGRARIA.

Il GIP, Dott.ssa Valeria Montesarchio, dovrà decidere se rinviare a giudizio la Sig.ra Lidia BAI, la Sig.ra Assuntina MESSINA, il Sig. Giovanni RUBOLINO e il Sig. Michele MORI per aver mosso in danno dello scrivente per CALUNNIA IN CONCORSO TRA LORO.

 

Trattasi di questione di estrema gravità

 

Stranamente – ma non troppo – la mia querela al riguardo del 12.11.2013 era stata proposta per l’archiviazione dal PM Dott. Salvatore Ferraro.

Ma, a seguito della mia opposizione e delle ulteriori motivazioni a conforto addotte in data 09.02.2015, il GIP ha correttamente ritenuto di procedere con ulteriori indagini e verifiche.

Circa la questione dell’edificazione – ancora in corso – dell’AREA EX-AGRARIA, infatti, il 23 Novembre 2011, di concerto tra loro e ben tutelati dall’Ente, la Sig.ra Lidia BAI (Sindaco), la Sig.ra Assuntina MESSINA (Responsabile del Settore 3 Urbanistica), il Sig. Giovanni RUBOLINO (Segretario comunale) ed il Sig. Michele MORI (Istruttore tecnico), avevano sporto formale denuncia-querela nei miei confronti [oltreché del Geom. Massimo GRISANTI, consulente tecnico del Movimento Civico “Massa Comune” e tra i maggiori esperti di Diritto Urbanistico d’Italia] per aver “semplicemente” esposto i fatti e ritenendosi loro stessi calunniati, diffamati e – addirittura – minacciati.

Cioė senza farsi scrupolo alcuno e INCOLPANDOMI DI PIU’ REATI DI FRONTE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA PUR SAPENDOMI INNOCENTE.

Ovvero macchiandosi di CALUNNIA, con l’aggravante del CONCORSO TRA LORO.

GLI STESSI, INFATTI, ERANO PERFETTAMENTE A CONOSCENZA CHE LA “CONVENZIONE URBANISTICA” RELATIVA AL PIANO DI RECUPERO EDILIZIO DELL’EX-AGRARIA NON ERA STATA STIPULATA E CHE, QUINDI, OGNI MIA ASSERZIONE DI ILLEGITTIMITÀ ERA DA RITENERSI VERITIERA.

I Sigg. BAI, MESSINA, RUBOLINO e MORI erano ben a CONOSCENZA della questione perché il Comune di Massa Marittima, proprio per mano del Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, arch. Assuntina Maria MESSINA, aveva provveduto a STIPULARE TARDIVAMENTE LA “CONVENZIONE URBANISTICA” solo l’08 Febbraio 2011, circa un anno e mezzo dopo il rilascio del titolo edilizio abilitativo!!!

Il Permesso di Costruire, quindi, ERA DA RITENERE NULLO perché, sia in base alla Legge nazionale che alle norme di attuazione del Regolamento Urbanistico (vedi articolo 6), la stipula della convenzione è condizione necessaria e imprescindibile per il rilascio dello stesso.

Di conseguenza alla coraggiosa [e disperata] querela “politica” sporta contro di me dai Sigg. BAI, MESSINA, RUBOLINO e MORI, il mio nome (insieme a quello dell’Amico e Collega Geom. Massimo Grisanti) è andato ad aggiungersi (meglio sarebbe dire “mischiarsi” incomprensibilmente) a quello di coloro che già erano indagati PER GRAVI REATI EDILIZI nel merito della questione EX-AGRARIA di cui al Procedimento Penale 11/4351.

Successivamente, in data 09.07.2012 – di nuovo incomprensibilmente – il Procedimento di cui sopra è stato NON SOLO PROPOSTO PER L’ARCHIVIAZIONE MA, ADDIRITTURA, ARCHIVIATO CON UNA FRETTA FUORI DAL NORMALE,

Si veda, a questo riguardo, l’esposto-denuncia presentato dal Geom. Massimo GRISANTI in data 22.02.2013 dal quale si evince come l’archiviazione del Procedimento Penale n.11/4351 sia avvenuta di conseguenza alle FALSE ASSERZIONI del CTU – Ing. Gianfranco Savelli – rilasciate attraverso Perizia Tecnica Giurata!!!

Ovvero è stata archiviata sia la posizione dei sette indagati per ABUSO EDILIZIO che quella dello scrivente e del Geom. Massimo Grisanti per diffamazione e calunnia.

CIO’ EQUIVALE AL PUNIRE O AL NON PUNIRE – ALLO STESSO TEMPO – IL LADRO E IL DERUBATO, CHI HA MENTITO E CHI HA DETTO IL VERO, IL VIOLENTATORE E IL VIOLENTATO.

Essendo contrapposte, infatti, solo una delle due posizioni doveva essere ritenuta foriera di verità!!!

RICONOSCENDO L’ABUSO EDILIZIO, I SETTE DOVEVANO ESSERE RINVIATI A GIUDIZIO E ARCHIVIATA LA POSIZIONE MIA E DEL GEOM. GRISANTI; VICEVERSA, IO E IL GEOM. GRISANTI DOVEVAMO ESSERE RINVIATI A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE E/O CALUNNIA.

ENTRAMBE LE TESI, INSIEME, PROPRIO NON POTEVANO E NON DOVEVANO ESSERE SOSTENUTE!!!

Con la loro denuncia-querela, i Sigg. BAI, MESSINA, RUBOLINO e MORI, mi hanno incolpato DENUNCIANDOMI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA PUR SAPENDO DI MENTIRE.

TUTTI COSTORO, INFATTI, ERANO A CONOSCENZA DELLA VERIDICITA’ DELLE MIE ASSERZIONI POICHE’ SAPEVANO – UNA PER TUTTE – CHE LA “CONVENZIONE URBANISTICA” RELATIVA AL PIANO DI RECUPERO EDILIZIO DELL’EX-AGRARIA NON ERA MAI STATA STIPULATA E CHE, QUINDI, IL PERMESSO DI COSTRUIRE ERA STATO RILASCIATO IN MODO INCONFUTABILMENTE ILLEGITTIMO.

di gabriele galeotti

 

Lei – Sig. Sindaco – vive in una dimensione tragica [cit. DiBa].

Non sa più come fare a nascondere la Sua incapacità e la Sua viltà, la Sua ipocrisia e la Sua arroganza.

Ovvero il niente in cui tutti – ormai – La riconoscono.

Non sa più come contrastare un’opposizione che La sta sovrastando – Lei come il Suo Partito – in tutto.

E solo coi pochi mezzi di cui può disporre: la competenza, l’onestà, il coraggio. 

Contro di essa e contro qualcuno in particolare, invece, Lei usa le Sue solite tre lance spuntate.

Tutte armi illegittime: la menzogna, la denigrazione e l’ostruzionismo.

Mai una Sua vittoria nel merito: solo giochi sporchi, sempre e comunque fondati sul potere fasullo di cui dispone, consegnatoLe da coloro che spartiscono il bottino col Lei e i Suoi Compagni di merende.

Lei – Sig. Sindaco – è il degno successore di chi l’ha preceduta e di chi era al suo posto prima di quest’ultima, ora (alla faccia nostra e della nostra Cittadina) col culo su una poltrona ben più comoda delle nostre.

A Lei l’onòre di ubbidire ad un Partito che ha segnato le sorti di noi tutti, perseguendo unicamente il proprio profitto, quand’anche a discapito dell’interesse collettivo e in danno di Libertà e Giustizia.

A me e a noi, invece, l’ònere di combattere il malaffare, l’ipocrisia e la miseria intellettuale che La contraddistinguono e di impedirLe di far male ulteriormente – ancora più di quanto abbia già subìto – alla nostra stupenda Cittadina.

SFIDA ACCETTATA.

Tratto da “La Torre Massetana” del 31.08.2016
Ringrazio la Redazione

 

GLI OTTANT’ANNI DI GIULIANO GALEOTTI

 

Il 18 Agosto di quest’anno, mio padre [ovvero il mi’ babbo] ha compiuto 80 anni.

Ne aveva 28 quando sono nato io, oltre la metà dei quali passati a lavorare.

Abile meccanico di moto fin circa a quell’età, col crescere delle esigenze familiari, decise coraggiosamente di aprirsi al commercio e, con grande sacrificio, riuscì ad acquistare i fondi che oggi ospitano il suo negozio.

Fin da subito, Giuliano ha saputo guadagnarsi la stima e l’affetto della gente perché mai – dico mai – si è approfittato di qualcuno o di qualcosa.

Col tempo, ha trasformato il suo negozio in argenteria, poi in oreficeria e poi ancora in orologeria.

Approfittando delle sue innate capacità di artigiano – pur con grande impegno – ha saputo reinventarsi in orafo provetto, capace di fare anche quello che per altri è impossibile.

Credo che siano veramente pochi coloro che non abbiano apprezzato il suo modo di lavorare, semplice e corretto all’inverosimile.

Il commercio, per lui, non è mai stato qualcosa di diverso dal fornire un servizio con serietà, professionalità e quel senso civico ormai pressoché scomparso.

E’ osservando lavorare le sue mani d’oro che ho capito come una stessa cosa si possa fare in tanti modi diversi ed è guardando il risultato del suo lavoro che ho iniziato ad apprezzare e perseguire la qualità nelle cose, piccole o grandi che siano.

Umile come solo le persone “vere” sanno essere, mi ha insegnato a considerare il denaro uno strumento per vivere e non un obiettivo.

Per lui, infatti, non è stato facile far crescere un’azienda e dare alla moglie e ai figli quel minimo di serenità economica grazie alla quale, pur tra difficoltà apparentemente insormontabili, sia io che mio fratello abbiamo potuto studiare e laurearci, permettendoci un lusso che non a tutti era concesso.

Il suo amore per Massa e la sua gente vive in lui così come, mi auguro, viva sempre in me.

Le sue passioni – dai minerali alla balestra, dalle moto alle monete, dalla storia alla natura – lo hanno accompagnato in un percorso intriso di lealtà e sincerità.

Più di ogni altra cosa, però, Giuliano mi ha trasmesso l’amore per il più nobile sentimento che possa animare un uomo: l’Onestà.

Con gli occhi lucidi, lo ringrazio pur sapendo che non ambisce a questo, ma solo acché i suoi cari marcino sulla strada giusta, quella che ci ha indicato con fermezza: una strada rettilinea, ma non troppo, certamente sgombra di compromessi e ipocrisia.

Tra le mille difficoltà di una famiglia normale, ci ha dato tutto quanto era nelle sue possibilità: noi, forse, pur senza volerlo, non lo abbiamo ripagato per come avrebbe meritato.

Lo ricordo sofferente di fronte alla malattia contro la quale ho combattuto alla fine del 2007 e negli anni successivi: poche parole ma costanti manifestazioni di “dignitoso affetto” che – ne sono certo – hanno contribuito alla mia guarigione.

E lo vedo ancora soffrire per la battaglia contro il malaffare della politica che ho intrapreso – in nome di Libertà e Giustizia – fondando il Movimento Civico “Massa Comune”.

Forse neppure lui mi faceva tanto “coraggioso” e, forse, tutto avrebbe voluto meno che mi esponessi come ho fatto; sono certo però che, tra un mugugno e l’altro, sia fiero del mio impegno e, sotto sotto, tifi per me…

Sa bene, infatti, chi è suo figlio, quali principi abbia nel cuore e quanto affetto lo leghi alla sua Cittadina.

La vita, talvolta non ti fa essere quello che vorresti ma tutti noi, quando è il momento, sappiamo comprendere – e apprezzare – anche questo ennesimo paradosso.

Io sono niente e tale mi sento; ma se qualcuno mi avrà apprezzato o mi apprezzerà come uomo e come architetto, avrà apprezzato anche lui.

Lo abbraccio.

gabriele galeotti

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Questa è una foto del Dott. Giovanni RUBOLINO, Segretario Comunale di Massa Marittima, spalla destra del Sindaco GIUNTINI nella gestione della nostra [povera] Cittadina.

La sua compagna l’ha pubblicata – orgogliosamente – sul proprio profilo FabceBook (ed è quindi liberamente utilizzabile).



Il Segretario Comunale rappresenta lo STATO in seno all’Ente Locale ed è il GARANTE DELLA LEGALITÀ DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA DI QUESTO; nel nostro caso, tra l’altro, è profumatamente retribuito con circa 4.000 euro nette al mese...



Orbene: posto che ciascuno possa vivere la propria vita come meglio crede – pur sempre nel rispetto dei diritti altrui e di ogni Legge vigente – credo che un SEGRETARIO COMUNALE debba fare a meno di pubblicare foto di questo genere, seppure su quel “becero mercato” che è diventato FaceBook.



Se non altro, per non turbare l’equilibrio psico-fisico di chi dovesse sventuratamente imbattersi in esse…



Si tratta solo di una foto – certo, come no – e non c’è nulla di male nello scherzare e nel divertirsi.



Tuttavia ci sono delle FIGURE che, a mio avviso, non dovrebbero permettersi tali libertà, seppure oltre l’orario di “lavoro”…



Sarò all’antica, ma continuo a credere (chissà per quanto ancora…) nelle Istituzioni e nei loro rappresentanti…

Cosa aspettarsi da personaggi così?

Costui dovrebbe rappresentare lo Stato e garantire il rispetto della Legge?

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POST DELL’APRILE 2015

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Tutto l’orrore della guerra può stare in un solo toccante scatto fotografico: un semplice ma commovente scatto come quello di Osman Sagirli in cui una bambina siriana di 4 anni, di nome Hudea, alza le mani in segno di resa dopo aver scambiato l’obiettivo della macchina fotografica per un’arma.

La foto è stata pubblicata via Twitter dalla fotogiornalista Nadia Abu Shaban ed ha commosso il web.

Hudea è arrivata nel dicembre 2014 nel campo profughi di Atmeh, al confine tra Siria e Turchia.

Il fotografo ricorda: “Quel giorno stavo utilizzando un teleobiettivo e la bambina ha pensato che fosse un’arma. Ho capito subito che si era spaventata. Normalmente i bambini nascondono la loro faccia o sorridono quando vedono una fotocamera. E’ nei più piccoli che emerge maggiormente il dolore causato della guerra, perché spezza la loro innocenza”.

E noi ci preoccupiamo che i nostri figli, fin dall’asilo, abbiano le scarpe firmate…

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medaglie al valore
Medaglie al valore.

E’ a questo – in fondo – che penso corrispondano le mille ritorsioni che ho subito e continuo a subire dal PD locale per il “solo” mio combatterne tenacemente le porcate…

Solo per aver fatto – e fare – il mio dovere di Cittadino ONESTO che crede ancora negli ideali di Libertà e Giustizia e vuol bene alla propria Cittadina, alla propria terra e a alla Gente che vive in Esse.

Io e il PD locale (ma non solo locale) abbiamo due distinte visioni della vita: che posso farci se quel partito e i suoi esponenti mi fanno letteralemte schifo?

E’ un istinto irrefrenabile… non posso oppormi ad esso…

Medaglie al Valore: così considero le offese rivoltemi, le menzogne sparate al mio riguardo e la viltà delle ritorsioni riservatemi…

Non è poi così lontano il giorno in cui potremmo riparlarne…

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Vorei andar fiero del fatto che nella mia Cittadina abbiano la precedenza le persone per bene.

E che a coloro che vivono – magari umilmente – con dignità e un occhio sempre attento a chi sta loro accanto sia garantita una corsia preferenziale.

Questo sarebbe il “clientelismo” che vorrei regnasse.

Vorrei che la mia Cittadina fosse accogliente dimora per coloro che fanno bandiera di Onestà, Libertà e Giustizia.

Vorrei anche poter riconoscere che, almeno qui, alle brave persone sia posto di fronte un “tappeto rosso” che faciliti loro le cose, pur sempre senza danneggiare alcuno.

Almeno di sognare mi sia consentito…

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Il nostro concittadino Fauso Costagli, bandiera del “buon cibo” locale, ha avuto una bellissima idea cui plaudo incondizionatamente: ha proposto che Slow Food si faccia promotore di un’iniziativa tesa acché i Ristoratori inseriscano la pasta all’amatriciana nel proprio menù e donino – come l’avventore che l’abbia ordinata – un euro da devolvere alle vittime del terremoto.
 
Bene. Benissimo. Letteralmente fantastico.
 
E nessuna polemica – vi prego – deve farsi su queste cose.
 
Ma, mi domando, perché certe idee vengono solo dopo una disgrazia? Perché, ad esempio, Slow Food (di cui sono stato socio anch’io) – grande e potente organizzazione a scala nazionale – non ha mai promosso a sufficienza cose similari per contribuire a debellare la PIAGA dei 24.000 bambini che – al mondo – muoiono quotidianamente [ovvero ogni giorno!!!] DI FAME O MALNUTRIZIONE, oltreché di mancanza di medicinali?
 
La mia è solo una riflessione. Ben venga ogni iniziativa, grande o piccola che sia, il cui obbiettivo sia la solidarietà cui tutti auspichiamo. E mi metto anch’io tra quelli che potrebbero fare di più! Ma, mi sia concesso, odiando l’ipocrisia in tutte le sue molteplici sfaccettature, qualche perplessità mi pare legittima…
 
Tuttavia, per il niente che possa valere, rivolgo a Fausto il mio sommesso ringraziamento. Pregandolo, però, se lo vorrà, di fare o promuovere davvero quello di cui in tanti (e non certo solo lui) si sono solo riempiti la bocca: GUARDARE AVANTI…

Il termine idiota sapiente (dal francese idiot savant) fu introdotto nel 1887, da un medico londinese di nome Langdon Down, per riferirsi ai bambini deboli di mente che presentavano “facoltà” speciali e a volte eccezionali. Fra queste vi erano straordinarie capacità di calcolo e disegno, attitudini meccaniche e soprattutto capacità di memorizzare, suonare e a volte comporre musica.

La sintomatologia è appunto la sindrome dell’idiota sapiente (o anche sindrome dell’idiot savant). Poiché al giorno d’oggi la definizione può sembrare offensiva si preferisce dire brevemente sindrome del savant.

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Ebbene, in relazione all’applicazione della Legge n. 444/1994 ai Responsabili dei Servizi comunali, veniamo a riportare un estratto dell’articolo “Il regime giuridico degli atti adottati in assenza di conferimento di funzioni dirigenziali” di Daniela Falso,  Segretario Comunale, pubblicato sulla Rivista di Diritto Amministrativo n. 2/2014, il cui comitato scientifico è composto da: Bonfiglio Salvatore, Carloni Enrico, Castiello Francesco, Cittadino Caterina, D’Alessio Gianfranco, Di Pace Ruggiero, Gagliarducci Francesca, Gardini Gianluca, Gattamelata Stefano, Greco Maurizio, Laurini Giancarlo, Liccardo Gaetano, Mari Angelo, Marini Francesco, Mastrandrea Gerardo, Matera Pierluigi, Merloni Francesco, Nobile Riccardo, Palamara Luca, Palma Giuseppe, Panzironi Germana, Patroni Griffi Filippo, Piazza Angelo, Pioggia Alessandra, Puliat Helene, Realfonzo Umberto, Schioppa Vincenzo, Sciascia Michel, Sestini Raffaello, Spagnoletti Leonardo, Staglianò Giuseppe, Storto Alfredo, Titomanlio Federico, Tomassetti Alessandro, Uricchio Antonio, Volpe Italo.

Chi bazzica la materia sa che molti nomi di quelli componenti il Comitato scientifico sono Consiglieri di Stato e Magistrati di TAR.

La Rivista dichiara che il saggio del Segretario comunale Daniela Falso “… è stato sottoposto ad una preventiva valutazione da parte di due referee anonimi (double blind peer review)”.

Il saggio così recita.

 

1. Premessa

Una delle problematiche peculiari in materia di incarichi dirigenziali nel pubblico impiego, che ha interessato dottrina e giurisprudenza, attiene al regime giuridico degli atti posti in essere dal soggetto che esercita potestà pubbliche in assenza di un atto di investitura per mancanza del titolo di legittimazione o per vizi del titolo stesso.
In particolare, il solco prospettico nel quale è sovente stata inquadrata la fattispecie de qua, è quello del se – dichiarato il suo difetto di competenza ad agire – gli atti posti in essere dal funzionario, il cui atto di investitura all’ufficio sia viziato o manchi ab origine, siano da ritenersi validi.
Con il presente lavoro pertanto, si tenterà, in primis, di enucleare una nozione di funzionario di fatto che, ad oggi, il legislatore non ha inteso tipizzare e di cui dottrina e giurisprudenza hanno dato una definizione estremamente eterogenea ed ampia, facendone sintesi di una pluralità di figure; di poi, con riferimento alla sorte degli atti adottati dall’agente di fatto, si analizzerà l’istituto giuridico della nullità dell’atto amministrativo e dei suoi effetti sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo; proseguendo,si analizzerà il peculiare istituto della prorogatio delle funzioni, per rilevare le eventuali interferenze tra questo istituto e l’esercizio di fatto di funzioni pubbliche; ed infine, si affronterà, specificamente, il delicato e complesso tema del regime giuridico degli atti adottati dai dirigenti degli enti locali o dai funzionari apicali, in assenza di decreto sindacale di conferimento agli stessi delle funzioni dirigenziali.

2. Nozione del funzionario di fatto e sorte dei provvedimenti adottati

Il conferimento delle funzioni dirigenziali è disciplinato nel pubblico impiego dall’art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e ss.mm. (Testo Unico del pubblico impiego), così come riformato dal Decreto Brunetta (Decreto Legislativo 27 ottobre 2009 n. 150) e dal Decreto-Legge 31 maggio 2010 n. 78 contenente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica”. In particolare, con la procedura comparativa di nomina del dirigente, in attuazione del principio di separazione tra attività di indirizzo e di gestione disciplinato dagli articoli 4 e 14 comma 7 del D. Lgs. n. 165/2001 e dall’art. 107 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 165 per le autonomie locali, vengono attribuiti al medesimo un complesso di poteri e di funzioni che l’organo per legge può esercitare ex art. 97 della Costituzione; come è noto, tale articolo pone una riserva di legge relativa in materia di organizzazione degli uffici pubblici, lasciando ai regolamenti interni la sola disciplina di dettaglio.
Orbene, proprio il difetto di competenza genera delle patologie che, tradizionalmente, vanno dalla incompetenza assoluta, all’incompetenza relativa o carenza di potere in concreto, fino all’acompetenza. Per la dottrina maggioritaria l’acompetenza ricorrerebbe quando l’atto è posto in essere da un soggetto che non ricopre la qualità di organo di un ente pubblico, per mancanza della relativa investitura (appunto mancata nomina all’incarico) o per vizio dell’investitura originario o sopravvenuto.
Una delle ipotesi più tipiche di difetto di competenza è quella che ha consentito la definizione
di funzionario di fatto, da intendersi come colui che esercita potestà pubbliche senza una valida investitura all’ufficio o con investitura scaduta; al fine proprio di salvaguardare il ragionevole affidamento del terzo in buona fede, è nata quella opzione ermeneutica che fonda la validità degli atti produttivi di effetti favorevoli per il terzo sul principio dell’apparentia iuris.
Prima della profonda innovazione apportata dal legislatore nel 2005, la principale problematica posta dall’istituto del funzionario di fatto era quella relativa alla sorte degli atti adottati in carenza di investitura o di preposizione non valida ad un ufficio pubblico.

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