Archivi per la categoria ‘Per riflettere un po’’

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IO NON CREDO PIU’

NELL’ITALIA

Qual mai Repubblica

legittima rese

la pensione di un singolo individuo

per 91.000 euro al mese

quando i più

o fan mangiare i figli

o pagano le spese ?

 

tirreno 10.01.2020da “Il Tirreno” del 10.01.2020

curriculum vite

Prima il

PRIMA LE

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Gli uomini liberi cercano maestri.

I servi cercano padroni.

Ma se tratti da schiavo un uomo libero
lo trasformi in un ribelle.

(cit.)

 

CORRR

LA POLITICA DI PARTITO, ALIMENTATA ATTRAVERSO L’INTIMIDAZIONE, LA CORRUZIONE E IL CLIENTELISMO, HA DISTRUTTO LA NOSTRA CITTADINA AL FINE IGNOBILE DI PERSEGUIRE IL PROPRIO PROFITTO E QUELLO DEI SUOI ESPONENTI.

DA CIRCA SETTANT’ANNI, I MASSETANI SONO SUCCUBI DEGLI SPORCHI GIOCHI DI SOLDI E POTERE ORDITI AI PROPRI DANNI DA SOGGETTI SENZA SCRUPOLI E SENZA DIGNITA’.

MASSA COMUNE DISDEGNA E COMBATTE LE RUBERIE, IL MALGOVERNO E IL MALAFFARE DELLA POLITICA DI PARTITO E, UNICAMENTE IN NOME DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA, INTENDE RESTITUIRE MASSA AI MASSETANI.


ode sindaco

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MESSAGGIO PER GLI AMICI PIU’ INTIMI

“Quando dovessi dare la precedenza all’opinione che hanno gli altri su di me rispetto a quella che ho io su me stesso o quando dovessi decidere di prendere la tessera di un partito politico (qualunque esso sia) per avere un privilegio, sarebbe giunto il momento di attivarVi per darmi aiuto”.

Scioglierò tutti i NODI
che hanno imbrigliato la nostra Cittadina

 

FREE copia

di gabriele galeotti

Chi mi conosce sa perfettamente chi sono: una persona semplice, con la propria Cittadina nel cuore e incapace di prescindere da Libertà e Giustizia.

Non sosterrò mai di essere un bravo architetto perché non spetta a me dirlo; non ho timore, invece, a definirmi una persona estremamente seria e onesta che non si è mai venduta alla politica e che mai lo farà, neanche con la pistola alla tempia.

Non ho mai avuto tessere di partito ed ho sempre preferito l’impegno civico e sociale a quello politico: ad oggi, mi riconosco solo nell’Onestà e nel Coraggio del Movimento 5 Stelle [nato ben dopo Massa Comune] di cui sono un convinto sostenitore e un attivista della prima ora.

Detesto la politica di partito: all’insegna di incapacità e clientelismo, almeno negli ultimi trent’anni, questa ha mosso unicamente alla ricerca del proprio profitto e di quello dei suoi appartenenti, quand’anche a discapito degli interessi collettivi.

Ed ha corrotto l’azione amministrativa fino a distrarla dal perseguimento dell’interesse pubblico a vantaggio del suo squallido tornaconto: la Pubblica Amministrazione, di conseguenza, ha rinnegato numerosi capitoli della propria missione, fuggendo dal ruolo stesso assegnatole dalla Costituzione.

Quando la sua azione non è trasparente, quasi sempre è tale perché nel torbido si nasconde meglio il malaffare ed è più difficile – se non impossibile – che vengano scoperte le truffe ai danni della Collettività.

Nel caos della politica di partito, inoltre, c’è spazio per tutti: anche (e soprattutto) per gli inetti, i parassiti, i delinquenti e gli ipocriti.

Una realtà permeata di efficienza, basata sul merito e alimentata dal lavoro di persone moralmente limpide, non consentirebbe alla politica di partito di portare a segno i suoi colpi con la facilità di adesso.

Amministratori di bassissimo spessore – affacciatisi alla politica solo per convenienza – hanno portato la mia Cittadina alle soglie del baratro, fors’anche al “punto di non ritorno”, nonostante la Sua storia millenaria, l’arte che custodisce e la straordinaria bellezza del territorio di cui è la perla più preziosa.

Le hanno estorto la dignità conquistata nei secoli e l’hanno spremuta come un limone, lanciandosi vilmente all’assalto delle poche risorse rimasteLe.

Soggetti di bassa lega con un unico obiettivo, altrettanto misero: la spasmodica ricerca di un profitto di parte [il termine “partito” – del resto – deriva proprio dalla parola “parte”].

Ne hanno irriso il prestigio e calpestato l’onore, finanche mortificando i Cittadini e gli Operatori economici tutti, dal commerciante al libero professionista, dall’artigiano al piccolo imprenditore.

In troppi hanno solo approfittato di Massa, senza darLe nulla, mai nulla; hanno solo preso tutto quello che era possibile prenderLe – spesso illegittimamente e senza scrupolo alcuno – benché, quasi sempre, la loro condotta corrispondesse a procurare un danno alla Collettività.

Tutti costoro non hanno una dignità e sono schiavi di un sistema al quale si sono prostituiti e per il quale hanno accettato di delinquere in cambio di un lurido tornaconto (talvolta un tozzo di pane), capaci di tutto pur di procurarsi un profitto personale, anche se in danno altrui.

Mai una sola volta si sono spesi per la causa comune e men che mai hanno sostenuto chi lo ha fatto: hanno sguazzato nel malaffare e, per arricchirsi, hanno approfittato del clientelismo sfacciato messo abilmente in campo dalla politica di partito per gestire ogni cosa.

Chi non è di loro – oltretutto – è contro di loro ed è un nemico. Per questo va controllato e tenuto a bada, gli va fatto capire “chi comanda” e – nei casi in cui possa minare la “tranquillità” del sistema, si giunge a screditarlo e vessarlo, fino a minacciarlo per indurlo a ripensare la sua posizione avversa al partito.

Massa di Maremma [Marittima perché nella “Maritiba Regio” dei Romani], già Libero Comune dal 1225 al 1335, Zecca autonoma dal 1317 al 1319, tra le realtà tardomedievali toscane più importanti – con Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Lucca, Volterra – sta pagando amaramente tutto questo: sta pagando, oggi, tutto il male che la politica di partito e i suoi cavalieri senza cavallo non hanno esitato a farLe.

Ma vederla agonizzare a causa di coloro che l’hanno amministrata con incapacità e arroganza, all’insegna di privilegi e clientelismo, non mi va bene: NON MI VA BENE AFFATTO.

E’ per questo che, un bel giorno, anche a seguito del coraggio che ti assale dopo aver superato – soffrendo indicibilmente – un più che grave problema di salute, mi è scattata una “molla” in testa ed ho deciso di ribellarmi al marciume che mi circonda e che mi priva della libertà cui anéla ciascuna persona onesta…


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di Massimo Grisanti

La concessione del suolo pubblico è un provvedimento amministrativo tipico (manifestazione di volontà): è fuor di dubbio, pertanto, che tale provvedimento attenga alla categoria degli atti giuridici.

La strada appartenente al demanio comunale è bene culturale ex lege:
…… – sia ai sensi e per gli effetti della Legge 1089/1939 (v. articoli 1, 4 e 11);
…… – sia ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 42/2004 (v. articoli 10 e 21).

Pertanto, il Soprintendente per le provincie di Siena e Grosseto [oggi anche di Arezzo] avrebbe dovuto apprestare la tutela a via della Libertà sin dal 1939. Ovviamente, all’azione di vigilanza del Soprintendente erano tenuti a collaborare sia i Responsabili dei Settori 2 e 6 del Comune di Massa Marittima, sia il Comandante della Polizia Municipale.

Per costante giurisprudenza amministrativa e penale, l’art.11 della Legge 1089/1939 conia il divieto di utilizzazione di beni appartenenti al patrimonio culturale in assenza della prescritta autorizzazione del Soprintendente.

Si tratta di un reato di pericolo, per costante giurisprudenza di legittimità penale.

L’art.61 della Legge 1089/1939 stabilisce che “…  gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalla presente legge o senza l’osservanza delle condizioni e modalità da essa prescritte, sono nulli di pieno diritto”.

Egual disposizione è contenuta nell’art. 164 del D.Lgs. 42/2004.

 

Il Populus dei latini fondava lo Stato sull’utilità, cioè sul patto condiviso di rispettare le stesse leggi.

Dura lex, sed lex, letteralmente ‘Legge dura, ma legge’ (la legge sebbene dura, è pur sempre legge), è un invito, tratto da Socrate, a rispettare la legge anche nei casi in cui è più rigida e rigorosa.

La coerenza è un VALORE che nel mondo d’oggi ben pochi hanno il coraggio di portare sulle proprie spalle, in tutti i campi e in tutte le forme di aggregazione delle persone.

Se poi, addirittura, taluni vorrebbero mettere in discussione le azioni finalizzate alla tutela delle forme identitarie, allora significa che non vi saranno più resistenze per qualsiasi forma di conquista.

Questo per dire che violazioni dei principi di concorrenza nell’esercizio di attività economiche, di trasparenza, di evidenza pubblica nell’assegnare benefici di valore monetario per lo sfruttamento di beni demaniali ecc. non possono essere tollerate da parte di chi chiede la legalità nelle questioni dell’edificazione dell’Ex Agraria o nella vicenda dell’Ex Molendi, salvo poi voltarsi dall’altra parte e mostrare la seconda faccia della convenienza per l’attrazione di voti quando sarà nuovamente il tempo di elezioni amministrative.

Sarebbe un comportamento da Giani bi-fronte, bollinatura di un perfetto stile politico che ha sfasciato la Patria.

Se qualcuno non lo avesse ancora capito, il PD del SANI, della BAI e del GIUNTINI (e dello Zago, del Morandi, della Bolognini, del Nodi, dei fratelli Rapezzi, degli Zazzeri padre e figlio, dello Schiavetti, del Bargelli, della Martinozzi, della Tommi, del Fusi di Valpiana e chi più ne ha più ne metta) HA PORTATO LA NOSTRA CITTADINA – e con Essa noi tutti – SULL’ORLO DEL BARATRO, FAVORENDO UN DECADIMENTO SOCIO-ECONOMICO E MORALE SENZA UGUALI


Libertà 2

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non è una persona libera come me e come noi. 

Lei deve sottostare al volere altrui e ubbidire agli ordini che Le vengono impartiti. 

Lei, prima di fare una qualsiasi cosa, deve attentamente valutare che il Sistema di cui fa parte glielo consenta, ovvero che quello che si appresta a fare non vada a lédere gli interessi del Suo Partito e/o degli illustri esponenti di esso. 

Seppure per le cose più piccole, seppure per cose palesemente utili (o addirittura indispensabili) alla Cittadina! 

Quand’anche volesse fare qualcosa di buono per la Collettività ma questo qualcosa non recasse un profitto ai suoi compagni d’avventura ovvero causasse loro un qualche danno, Lei non potrebbe farlo! 

Non Le sarebbe consentito! 

E se lo facesse, rischierebbe il “posto” e sarebbe costretto a tornare al lavoro, perdendo tutti i benefici di cui gode adesso! 

Nel Suo ruolo non è consentito ribellarsi, neppure per una giusta causa! 

Se una qualsiasi cosa ha portato un profitto al Suo partito, Lei non può neppure riconoscere un torto fatto a coloro che è chiamato ad amministrare! 

Non può aprire bocca neanche di fronte ad un’offesa, uno sfregio o un ricatto ai danni della nostra Cittadina!!! 

Se tutto questo è stato fatto dai suoi o ha portato loro un qualche vantaggio, Lei deve mestamente accovacciarsi nell’angolino di una stanza, con le mani di  fronte agli occhi… 

Figuriamoci, poi, se può denunciare un reato o un illecito perseguibili penalmente! 

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non sa cosa sia la Libertà, men che mai quella intellettuale. 

Lei non sa che non è il denaro ad arricchire una persona, tanto più se “guadagnato” come fa Lei e come fanno tutti coloro che si beffano degli interessi collettivi, puntando solo alle casse pubbliche. 

Senza fare nulla per la gente, senza fare null’altro che ricompensare il Partito che l’ha messa appositamente laddove si trova. 

Lei non sa che la vita ha un senso solo se vissuta con Dignità: nei propri e negli altrui confronti. 

Ma, per contro, sa bene qual’è il Suo vero valore. 

E’ forse per questo che ha accettato di essere la pedina di un Sistema di cui – sono certo – anche Lei ha la stessa mia opinione. 

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non è una persona libera come me e come noi… 

sombolo sfondo sfumatodi  gabriele galeotti

MASSA COMUNE sente – forte – la responsabilità che il 37,5% dei Massetani (una percentuale che nessuna Opposizione politica, neppure in coalizione, aveva mai raggiunto) le ha affidato.

Come ha sempre fatto fin dal 2009 attraverso l’impegno di altri suoi esponenti, sta facendo un’opposizione LEALE ma DURISSIMA, senza sconti per nessuno e senza mancare di muovere in ogni opportuna direzione.

MASSA COMUNE sta facendo di tutto per dare alla nostra Cittadina, al più presto, dopo decenni di risposte mancate e ferite inguaribili, ciò che Essa reclama a gran voce per recuperare la propria dignità e il proprio prestigio.

All’insegna dell’inettitudine e del clientelismo, per il tramite di soggetti quasi unicamente rivolti al perseguimento del proprio profitto e di quello del Partito di appartenenza [quand’anche a discapito degli interessi collettivi], la POLITICA DI PARTITO l’ha letteralmente massacrata, togliendoLe tutto ciò che aveva e facendosi beffa della Sua Storia millenaria, dell’Arte che custodisce e dell’incomparabile bellezza del Suo territorio.

Io, in particolare, sono profondamente onorato di sedere sugli stessi banchi sui quali hanno poggiato la loro parte migliore i più celebri personaggi politici locali, in taluni casi dei veri e propri benefattori, come il Sani, la Bai, il Fedeli, i fratelli Rapezzi, il Morandi, lo Zago, lo Spadini, la Tommi e chi più ne ha più ne metta.

Sento di rappresentare – e sempre lo farò – i Massetani che vogliono bene veramente alla propria Cittadina (anche in modo viscerale come me) e che, nel contempo, non riescono più a fare a meno di LIBERTA’ e GIUSTIZIA.

Quelli che soffrono nel vederla così come la POLITICA DI PARTITO l’ha ridotta e credono fermamente che meriti ben di più di quanto SANI e BAI hanno saputo darLe, con la stessa convinzione, la medesima determinazione e la mia e nostra assoluta onestà di intenti.

Ma di me non deve avere paura nessuno: solo i farabutti, i disonesti, gli opportunisti, i parassiti e coloro che hanno approfittato di Massa, spremendola come un limone al solo fine di lucrare ai Suoi danni e alle spalle della Collettività..

Costoro, un giorno, pagheranno e saranno costretti a chiederLe pubblicamente scusa.

Lo slogan che accompagna la mia esperienza di Consigliere Comunale CIVICO, rigorosamente e orgogliosamente CIVICO (ovvero agli antipodi della Politica di Partito), rimarrà sempre: “Nessuno osi più fare del male a Massa”.

Nessuno osi più fare del male alla “mia” Massa…


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