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CURRICULUM VINAE 2

Stessa spiaggia, diverso mare…

TESSERATO

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI È INIZIATO CON UNA PROPOSTA DI GALEOTTI AI MEMBRI DI MAGGIORANZA.

CARI COLLEGHI, VI PROPONGO DI OSSERVARE UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO A SOSTEGNO DI QUEL GIRELLONE (tra le altre cose, si faceva rimborsare 15.000 km al mese di missioni) DEL VOSTRO CARO AMICO ORESTE GIURLANI, SINDACO DI PESCIA (PT), ARRESTATO PER PECULATO (avrebbe distratto a suo favore oltre 570.000 euro dell’ente che presiedeva).

(segue)

 

Oreste, figlio di Agamennone e Clitemnestra fu re di Argo, Micene e Sparta.

Poco più che bambino assistette all’uccisione del padre ad opera di Clitemnestra e del suo amante Egisto.

Prima della rivolta, ed anche per salvargli la vita, la sorella e nutrice Elettra lo portò dal re Strofio, in Focide, vecchio amico e cognato di Agamennone che lo allevò insieme al figlio Pilade: i due cugini divennero inseparabili.

Nove anni dopo Oreste, ormai adulto, si recò a Delfi e chiese all’oracolo come doveva agire per vendicare la morte del padre.

L’oracolo gli ordinò di uccidere la madre Clitemnestra ed Egisto.

In segreto si avviò con Pilade a Micene, facendosi riconoscere dalla sorella Elettra che, secondo Euripide, era stata costretta da Egisto a sposare un umile contadino il quale, consapevole dell’ingiustizia di cui era stata vittima la moglie e per la deferenza verso il suo sangue reale, rispettava la sua verginità.
 
Elettra aiutò il fratello a uccidere la madre e l’usurpatore.
 
Sugli avvenimenti successivi le versioni discordano.
 
Omero, secondo la tradizione greca, narra che le Erinni o Furie (il cui compito era di punire i gravi delitti e anche il poeta Stesicoro, che nella sua Oresteia ambienta questi avvenimenti a Sparta) lo assalirono ma Apollo diede ad Oreste un arco con cui scacciarle lontano.
 
Eschilo ed Euripide narrano invece che le Furie fecero impazzire Oreste immediatamente dopo la morte della madre e lo perseguitarono senza tregua. Prima della pazzia, secondo altri autori, Oreste fu giudicato a Micene per volere di Tindareo padre di Clitemnestra. Eace, che ancora odiava Agamennone per la morte di Palamede, chiese l’esilio di Oreste.
 
Ma, secondo Euripide, Oreste ed Elettra vennero condannati a morte: furono salvati da Menelao il quale, costretto da Apollo, convinse la gente di Micene ad accontentarsi di punire i due fratelli con un anno d’esilio.
 
Secondo Eschilo, invece, vi fu un processo ad Atene dove Apollo (che sarebbe stato l’ispiratore dell’assassinio dei due amanti) ebbe il ruolo di difensore di Oreste mentre le Erinni quello delle accusatrici; i voti della giuria furono pari e la dea Atena, in quanto presidente dell’Areopago (l’antico tribunale fondato dagli dei dopo la morte di Alirrozio – figlio di Poseidone), diede il suo voto in favore di Oreste, giudicando la morte della madre meno importante di quella del padre.
 
Ma nemmeno allora le Furie abbandonarono Oreste.
 
Allora Apollo gli disse che per trovare pace doveva recarsi nella terra dei Tauri nel Chersoneso, rubare l’antica statua lignea di Artemide e poi recarsi in un luogo ove scorreva un fiume formato da sette sorgenti.
 
Nel Chersoneso, quando vi giunse, insieme a Pilade, venne catturato e, come tutti gli stranieri, preparato per il sacrificio ad Artemide.
 
Sacerdotessa del tempio era Ifigenia, sorella di Oreste la quale, riconosciuto il fratello, ingannò Toante, re dei Tauri, dicendogli che i nuovi arrivati dovevano essere lavati nel mare poichè accusati di matricidio e chiese anche alla popolazione di non assistere al rito.
 
Ciò servì ai tre per fuggire, con la statua di Artemide, navigando verso la Grecia. Toante lì inseguì ma venne sconfitto.
 
Dopo tante peregrinazioni giunsero in Sicilia e poi nell’Ausonia (come si chiamava anticamente la Piana) e qui Oreste trovò il fiume indicato dall’oracolo di Delfi.
 
Appena si immerse nelle acque del Metauro, Oreste riacquistò il senno.
 
Al ritorno ad Oreste spettò il trono di Micene ed Argo (dopo avere ucciso il fratellastro Alete) e alla morte di Menelao anche quello di Sparta.
 
Pilade sposò Elettra e Ifigenia divenne sacerdotessa di Artemide in Grecia.

 

sax-napoli

E SE FOSSE STATO RINVIATO A GIUDIZIO

ANCHE IL SAXGRETARIO COMUNALE ?


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ELICA

 

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Oggi, Primo Maggio,

è doveroso rivolgere un saluto particolare

ai molti “Cavalieri del Lavoro”

(a partire dal Sindaco)

che amministrano la nostra Cittadina 


lapis

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Sono stati resi noti i risultati delle votazioni nei CIRCOLINI PD delle nostre zone: in TUTTA la Provincia – pensate un po’ – hanno votato addirittura 1085 (milleottantacinque) tesserati. Scontata la vittoria del Pagliaccio.

 – – –

GRANDISSIMA PARTECIPAZIONE anche nel Comune di Massa Marittima dove le Forze dell’Ordine sono dovute intervenire per tenere sotto controllo le folle accalcatesi – ad ogni ora – fuori dai seggi.

Nel Capoluogo, infatti, hanno votato addirittura in 54 (cinquantaquattro) mentre a Tatti e a Valpiana – rispettivamente – in 7 (sette) e in 20 (venti).

Qualcuno, per spirito di campanile, sentendosi troppo toscano, non ha votato Emiliano…

Qualche altro pensava che Orlando fosse quel famoso giornalista del quale tutti ricordano il saluto all’inizio dei suoi servizi: «Qui Nuova York. Vi parla Ruggero Orlando».

In TUTTO il territorio comunale, dunque, SONO STATI ADDIRITTURA 81 (ottantuno) I VOTANTI, meno degli abitanti del più piccolo condominio della Grande Mela…

 

Finalmente, il Sindaco Giuntini ha deciso di dare ascolto a Massa Comune…!!!

Più volte e in più modi – senza esito – lo avevamo invitato a farlo.

Solo oggi, però, si è deciso ad accogliere una nostra recente proposta e muoverà contro i DIRETTI RESPONSABILI del disastro economico che porterà il Comune – ovvero noi tutti – a risarcire un DANNO MILIONARIO alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI.

Il TAR e il Consiglio di Stato, infatti, hanno già riconosciuto la colpa dell’Ente, sentenziando che non ha rispettato gli impegni assunti stipulando la Convenzione.

Anche se in forte ritardo – E DOBBIAMO RENDEGLIENE MERITO – Giuntini ha capito che per le porcate fatte dai suoi “compagni” di partito, non è giusto che paghino i Cittadini.

Per questo, pur a denti stretti, ha accolto la nostra proposta e si è detto disposto a richiedere che siano perseguiti TUTTI quegli amministratori (tra cui lui stesso) che hanno una responsabilità diretta nel danno ascritto alla Collettività.

Da persona coraggiosa e disinteressata qual’è, da paladino di etica e moralità come universalmente riconosciuto, farà quanto ha promesso benché sappia che i suoi “superiori” non glielo perdoneranno e, di sicuro, inizieranno ad osteggiarlo per fargliela pagare.

Una volta tanto, Massa Comune plaude al Sindaco Giuntini: sarebbe sbagliato non riconoscere i suoi meriti.

Per ulteriori dettagli, clicka QUI.


panico MC

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Così come gli altri Consiglieri di Minoranza, il Sindaco Giuntini mi aveva convocato ad una riunione – tenutasi ieri – ove si sarebbe discusso della questione EX-MOLENDI.

A parte che lui può “convocare” i suoi e non certo me… (di questo lo invito a ricordarsi).

Ma come?

Prima – quando il baratro era lontano – mi ha evitato in ogni modo, ignorando (col suo solito perfido sorrisetto da reverendo) le decine di proposte che ho fatto nel tentativo di contribuire a risolvere il problema…

Con quale coraggio ora mi cerca?

Ma come?

Quando l’ho invitato a confrontarsi con me pubblicamente, ha sempre detto che l’unica sede ove farlo poteva essere solo il Consiglio Comunale…

Ora questa cosa non va più bene e si può fare dove pare a lui (anche al di fuori delle sedi istituzionali)?

Il ragazzo, oltre ad essere mooooooooolto preoccupato, è pure mooooooooolto confuso.

Mi fa quasi tenerezza… quasi…

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ORTICARIA 3

NIC & NOC
alza il volume e clicka sulla cravatta dello Zazzeri (Noc)
per ascoltare le parole pronunciate in Consiglio da Niccolò Spadini


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