Archivi per la categoria ‘Per ridere un po’’

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ORTICARIA 3

DOPO LE ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO
CI MANCAVA ANCHE L’ORA LEGALE

 PANICO NEL PD

PALETTA

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, gli esponenti della Maggioranza hanno protestato perché li chiamo spesso “Consiglieri Paletta” (poiché votano a comando, talvolta senza neppure conoscere l’argomento in discussione).

Subito dopo, riposta la paletta, in fila indiana, sono usciti dall’Aula…

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tratto da “Il Tirreno” del 24.09.2016

di Giulia Sili 


Non può essere definito altrimenti se non un “duello” quello che ha proposto il consigliere comunale Gabriele Galeotti al sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini. Una sfida a singolar tenzone dove, come da antica tradizione, all’avversario vengono fatti scegliere giorno, luogo e ora. Ma per la difesa dell’onore è necessario che entrambi i duellanti accettino la sfida in modo esplicito. Insomma, quello che Galeotti vorrebbe è un incontro pubblico di fronte alla cittadinanza per risolvere, una volta per tutte, gli attriti con la controparte politica: «Mi piacerebbe che Giuntini accettasse – dice il consigliere comunale di Massa Comune – si tratta di un confronto pubblico dove potremmo tirare fuori gli argomenti e parlarne faccia a faccia per vedere chi tra noi due mente. Lui parte avvantaggiato perché ha delle capacità politiche che a me mancano».

Non è la prima volta che il rappresentante di Massa Comune chiede che si svolga un confronto pubblico: la battaglia è aspra dal 2009. Risale infatti al periodo di Lidia Bai sindaca la prima richiesta di questo genere: «La sindaca non mi ha mai concesso l’onore di confrontarsi con me di fronte ad un pubblico – dice Galeotti – Sono sempre stato snobbato ma, a differenza di quanto possano credere, io sono tenace e mi fermo solo nel momento in cui mi viene fatto vedere che sbaglio, purtroppo però non c’è mai stata una volta che abbiano smentito le mie posizioni, semmai le hanno solo smussate»

Questa è la seconda volta che Galeotti chiede un confronto pubblico a Giuntini: «Lo avevo già invitato il 1° agosto – spiega Galeotti – ma lui non accettò. Un confronto pubblico sarebbe però il modo migliore per parlare alla pari perché in consiglio comunale chi comanda è il sindaco e il consigliere ha solo due armi: le interrogazioni e le mozioni. Io per replicare devo chiedere la parola e aspettare, ma ogni volta il ferro viene battuto quando non è più caldo e io posso solo scrivere sul mio blog. Inoltre mi piacerebbe che il confronto si facesse fuori, così da permettere anche alla gente di partecipare, vorrei un campo neutro dove le persone possono sentirsi libere di intervenire»

«Galeotti me na ha fatti molti di inviti per un confronto pubblico – dice il sindaco Giuntini – Il problema è che lui interpreta il confronto politico come una sfida personale ma io non ho intenzione di sfidare qualcuno o essere sfidato. Lui mi offende sempre e mi ha anche querelato». Per il sindaco il confronto politico è un’altra cosa: «Galeotti ha la logica del nemico – dice Giuntini – ma io non lo riconosco come interlocutore. Lui è stato legittimato dai cittadini come consigliere e in quel ruolo io ho il dovere di confrontarmi con lui, ma in altri contesti: c’è già il consiglio comunale e lì non ho difficoltà a rapportarmi con lui».

 

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CURRICULUM VINAE 2

Stessa spiaggia, diverso mare…

TESSERATO

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI È INIZIATO CON UNA PROPOSTA DI GALEOTTI AI MEMBRI DI MAGGIORANZA.

CARI COLLEGHI, VI PROPONGO DI OSSERVARE UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO A SOSTEGNO DI QUEL GIRELLONE (tra le altre cose, si faceva rimborsare 15.000 km al mese di missioni) DEL VOSTRO CARO AMICO ORESTE GIURLANI, SINDACO DI PESCIA (PT), ARRESTATO PER PECULATO (avrebbe distratto a suo favore oltre 570.000 euro dell’ente che presiedeva).

(segue)

 

Oreste, figlio di Agamennone e Clitemnestra fu re di Argo, Micene e Sparta.

Poco più che bambino assistette all’uccisione del padre ad opera di Clitemnestra e del suo amante Egisto.

Prima della rivolta, ed anche per salvargli la vita, la sorella e nutrice Elettra lo portò dal re Strofio, in Focide, vecchio amico e cognato di Agamennone che lo allevò insieme al figlio Pilade: i due cugini divennero inseparabili.

Nove anni dopo Oreste, ormai adulto, si recò a Delfi e chiese all’oracolo come doveva agire per vendicare la morte del padre.

L’oracolo gli ordinò di uccidere la madre Clitemnestra ed Egisto.

In segreto si avviò con Pilade a Micene, facendosi riconoscere dalla sorella Elettra che, secondo Euripide, era stata costretta da Egisto a sposare un umile contadino il quale, consapevole dell’ingiustizia di cui era stata vittima la moglie e per la deferenza verso il suo sangue reale, rispettava la sua verginità.
 
Elettra aiutò il fratello a uccidere la madre e l’usurpatore.
 
Sugli avvenimenti successivi le versioni discordano.
 
Omero, secondo la tradizione greca, narra che le Erinni o Furie (il cui compito era di punire i gravi delitti e anche il poeta Stesicoro, che nella sua Oresteia ambienta questi avvenimenti a Sparta) lo assalirono ma Apollo diede ad Oreste un arco con cui scacciarle lontano.
 
Eschilo ed Euripide narrano invece che le Furie fecero impazzire Oreste immediatamente dopo la morte della madre e lo perseguitarono senza tregua. Prima della pazzia, secondo altri autori, Oreste fu giudicato a Micene per volere di Tindareo padre di Clitemnestra. Eace, che ancora odiava Agamennone per la morte di Palamede, chiese l’esilio di Oreste.
 
Ma, secondo Euripide, Oreste ed Elettra vennero condannati a morte: furono salvati da Menelao il quale, costretto da Apollo, convinse la gente di Micene ad accontentarsi di punire i due fratelli con un anno d’esilio.
 
Secondo Eschilo, invece, vi fu un processo ad Atene dove Apollo (che sarebbe stato l’ispiratore dell’assassinio dei due amanti) ebbe il ruolo di difensore di Oreste mentre le Erinni quello delle accusatrici; i voti della giuria furono pari e la dea Atena, in quanto presidente dell’Areopago (l’antico tribunale fondato dagli dei dopo la morte di Alirrozio – figlio di Poseidone), diede il suo voto in favore di Oreste, giudicando la morte della madre meno importante di quella del padre.
 
Ma nemmeno allora le Furie abbandonarono Oreste.
 
Allora Apollo gli disse che per trovare pace doveva recarsi nella terra dei Tauri nel Chersoneso, rubare l’antica statua lignea di Artemide e poi recarsi in un luogo ove scorreva un fiume formato da sette sorgenti.
 
Nel Chersoneso, quando vi giunse, insieme a Pilade, venne catturato e, come tutti gli stranieri, preparato per il sacrificio ad Artemide.
 
Sacerdotessa del tempio era Ifigenia, sorella di Oreste la quale, riconosciuto il fratello, ingannò Toante, re dei Tauri, dicendogli che i nuovi arrivati dovevano essere lavati nel mare poichè accusati di matricidio e chiese anche alla popolazione di non assistere al rito.
 
Ciò servì ai tre per fuggire, con la statua di Artemide, navigando verso la Grecia. Toante lì inseguì ma venne sconfitto.
 
Dopo tante peregrinazioni giunsero in Sicilia e poi nell’Ausonia (come si chiamava anticamente la Piana) e qui Oreste trovò il fiume indicato dall’oracolo di Delfi.
 
Appena si immerse nelle acque del Metauro, Oreste riacquistò il senno.
 
Al ritorno ad Oreste spettò il trono di Micene ed Argo (dopo avere ucciso il fratellastro Alete) e alla morte di Menelao anche quello di Sparta.
 
Pilade sposò Elettra e Ifigenia divenne sacerdotessa di Artemide in Grecia.

 

sax-napoli

E SE FOSSE STATO RINVIATO A GIUDIZIO

ANCHE IL SAXGRETARIO COMUNALE ?


clicka sul sax

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ELICA

 

cavaliere_del_lavoro

Oggi, Primo Maggio,

è doveroso rivolgere un saluto particolare

ai molti “Cavalieri del Lavoro”

(a partire dal Sindaco)

che amministrano la nostra Cittadina 


lapis

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Sono stati resi noti i risultati delle votazioni nei CIRCOLINI PD delle nostre zone: in TUTTA la Provincia – pensate un po’ – hanno votato addirittura 1085 (milleottantacinque) tesserati. Scontata la vittoria del Pagliaccio.

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GRANDISSIMA PARTECIPAZIONE anche nel Comune di Massa Marittima dove le Forze dell’Ordine sono dovute intervenire per tenere sotto controllo le folle accalcatesi – ad ogni ora – fuori dai seggi.

Nel Capoluogo, infatti, hanno votato addirittura in 54 (cinquantaquattro) mentre a Tatti e a Valpiana – rispettivamente – in 7 (sette) e in 20 (venti).

Qualcuno, per spirito di campanile, sentendosi troppo toscano, non ha votato Emiliano…

Qualche altro pensava che Orlando fosse quel famoso giornalista del quale tutti ricordano il saluto all’inizio dei suoi servizi: «Qui Nuova York. Vi parla Ruggero Orlando».

In TUTTO il territorio comunale, dunque, SONO STATI ADDIRITTURA 81 (ottantuno) I VOTANTI, meno degli abitanti del più piccolo condominio della Grande Mela…


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