Archivi per la categoria ‘Parcheggi’

 

 

LA NAZIONE

28 gennaio 2015

Panorama politico

 


 

OCCORRE LIBERALIZZARE TUTTI I PARCHEGGI A PAGAMENTO

 


 

MASSA MARITTIMA – Riportare vita al centro storico liberalizzando tutti gli attuali parcheggi a pagamento senza custodia, questo il senso di una mozione presentata al sindaco di Massa Marittima dal gruppo consiliare della lista civica “Massa Comune” composto da Fiorenzo Borelli, Gabriele Galeotti e Lucia Meucci. Un provvedimento questo, sostengono i tre del movimento civico, che indubbiamente troverebbe ampi consensi sia fra i cittadini che fra gli imprenditori, alla luce di quanto è facilmente riscontrabile da ciò che accade nel periodo natalizio allorchè tutte le aree di sosta, ad eccezione di quelle di piazzale Mazzini, vengono liberalizzate e di riflesso occupate dalle auto degli automobilisti in particolare locali. Assolutamente diverso invece l’aspetto che si verifica per il resto dei restanti mesi con gli stessi parcheggi che sottoposti al pagamento del ticket rimangono per la loro stragrande maggioranza vuoti senza portare alcun beneficio pratico alla ripresa del centro storico. Per questo motivo la lista civica chiede che l’amministrazione comunale receda al più presto, il diritto di recesso dal contratto stipulato nel 2011 con la ditta T.S.P. Italia di Bergamo per la gestione dei parcheggi a pagamento senza custodia del capoluogo anche sottostando alle doverose corresponsioni economiche e materiali, pur sempre più convenienti del mantenerlo in essere, visto il disappunto della cittadinanza per un servizio che, oltre a causare malcontento, porta alle casse dell’ente un profitto irrisorio.

 

 

 

IL TIRRENO

28 gennaio 2015

Panorama politico

 


 

«I parcheggi a pagamento non rendono: eliminarli»

 


 

La proposta lanciata da un gruppo di commercianti e raccolta da Massa Comune
L’idea è che i posteggi liberi possano incrementare le visite al centro della città

 

Parcheggi gratis, in tutta la città. È la proposta nata da alcuni commercianti e che ha preso ufficialmente corpo attraverso una mozione presentata dal movimento civico Massa Comune. Il titolo è chiaro quanto la richiesta fatta all’amministrazione comunale: «Basta coi parcheggi senza custodia a pagamento». Quelli, per intendersi, con la striscia blu che si trovano lungo le strade, per cui sì viene pagato un ticket ma senza che qualcuno controlli la macchina. «Non portano nessun incasso» è la critica che viene mossa al sistema in vigore a Massa Marittima. Al contrario, secondo i richiedenti, renderli gratuiti potrebbe rilanciare il centro storico cittadino e i suoi negozi. Certo, l’idea piace a tutti. Chi non vorrebbe lasciare la propria auto senza dover spendere almeno un euro alla volta? Il problema è che ci sono dei contratti già firmati, un sistema ormai avviato e dei conti da far quadrare. Ma la proposta comunque si è allargata tra i vari soggetti del centro e ha trovato sempre maggior consenso, fino alla presentazione della mozione della civica, che nel testo appunto parte dagli accordi presi a suo tempo. Parte dall’inizio, da quel 2 marzo del 2011 quando «il Comune di Massa Marittima ha stipulato un contratto quinquennale con la ditta Tsp Italia di Bergamo per la gestione dei parcheggi a pagamento senza custodia del capoluogo». Un passaggio anche quello non privo di polemiche, dato che alla fine la gara se l’aggiudicò una ditta del nord Italia a scapito di altre del territorio, che pur parteciparono al bando. Comunque, Massa Comune ha raccolto il malcontento popolare e l’ha fatto suo, andando a colpire il nocciolo della questione. Quello su cui il Comune potrebbe effettivamente prendere spunto per rivedere il sistema parcheggi. La civica parla di «disappunto della cittadinanza per un servizio che, oltre a causare malcontento, porta alle casse dell’ente un profitto irrisorio». È un’entrata minima nel bilancio comunale insomma. E a questo proposito, Massa Comune con la sua mozione chiede all’amministrazione di esercitare «al più presto il diritto di recesso dal contratto anche sottostando alle doverose corresponsioni economiche e materiali, pur sempre più convenienti del mantenerlo in essere», in modo da liberalizzare «tutti gli attuali parcheggi a pagamento senza custodia per contribuire a dare nuovamente vita al centro storico, soddisfacendo una reale necessità di cittadini e imprenditori».

 

 

 

 

LA NAZIONE

07 gennaio 2015

Turismo

 


 

«Piazzale Mazzini? Meglio un prato delle auto in sosta»

 


 

Città d’arte solo in teoria, oppure esiste chi veramente ne è convinto? E’ quanto si chiede a Massa Marittima un gruppo di cittadini e di operatori di fronte a determinate situazioni che di fatto impediscono il raggiungimento di questa soluzione. Molte le motivazioni con cui fronteggiano l’operato della giunta comunale. Fra queste in prima battuta il fatto che, sostengono, «non esista città al mondo che consenta un parcheggio dietro al suo massimo monumento (la Basilica Cattedrale di S. Cerbone), per la precisione in piazzale Mazzini con tanto di baracchino per la riscossione, fotografato dai turisti quale ridicolo arcaismo». Tutto quanto, insistono, non succede in altre località, vedi Pisa, Siena, Volterra, S. Gimignano per finire a Casole d’Elsa, dove il collegamento con il centro dai parcheggi posti fuori delle mura è garantito da tre ascensori. Piazzale Mazzini anziché area di sosta per auto dovrebbe essere un prato verde da dove, abbattendo una parte del muro di cinta si potrebbe creare un percorso pedonale dietro l’abside della Cattedrale stessa. Una città d’arte medievale, concludono non è fatta per le auto, nessun veicolo dovrebbe entrarvi ad eccezione di quelli appartenenti ai residenti. Si costruisca un grande parcheggio a Schiantapetto e si portino i turisti in centro con una scala mobile o una navetta. Così e solo così il turismo sarà l’arma vincente per la città».

 

 

 

 

Massa Marittima   26.12.2014

 

 

 

Al Responsabile del Settore 1

RAPEZZI

 

p.c.  al Sindaco e alla Giunta

GIUNTINI, TOMMI, CARLI, GIOVANNETTI e PAPERINI

 

ai Consiglieri

CIONINI, GOFFO, GUAZZINI, SALVADORI, SIMONI e ZAZZERI

 

 

 

OGGETTO:  Contratto per l’affidamento della gestione dei parcheggi pubblici tra Comune di Massa Marittima e T.S.P. Italia srl

 

 

Egregio Responsabile,

con riferimento a quanto in oggetto,

sono a chiederLe se T.S.P. Italia srl ha adempiuto o meno a quanto di cui all’art.16 del contratto REP.9893 del 02.03.2011, registrato a Massa Marittima il 15.03.2011.

 

In caso di risposta affermativa, voglia cortesemente fornirmene prova.

 

 

Cordiali saluti / gabriele galeotti

 

 

 

 

 

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Tratto da “La Nazione” del 07.21.2014

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L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA CONCESSO ALLA DITTA T.S.P. ITALIA DI BERGAMO LA GESTIONE DI TUTTI I PARCHEGGI A PAGAMENTO [ad esclusione dei 66 stalli di Piazzale Mazzini] PER SOLI 14.317 (quattordicimilatrecentodiciassette) EURO ANNUI.

  

CON UNA GESTIONE DIRETTA E ATTENTA, AVREBBE POTUTO RICAVARE UN ASSAI MAGGIOR PROFITTO PER LE CASSE PUBBLICHE E, NEL CONTEMPO, RENDERE TALI SERVIZI MEGLIO FRUIBILI DALLA CITTADINANZA E DAI TURISTI.

 

E PERCHE’, ANZICHE’ AFFIDARSI AD UNA DITTA SCONOSCIUTA, CON SEDE DISTANTE DA MASSA, NON HA FATTO DI TUTTO PER SERVIRSI DELLA LOCALE  “COOPERATIVA COLLINE METALLIFERE”?

 

MAGARI CI SCAPPAVANO FUORI ANCHE UN PAIO DI POSTI DI LAVORO IN PIU’ PER ALTRETTANTI MASSETANI… 

 

PARKKKFacendo seguito al dibattito promosso in campagna elettorale, MASSA COMUNE sta verificando se esistono le condizioni per operare la COMPLETA LIBERALIZZAZIONE DEI PARCHEGGI a pagamento non custoditi del Centro Storico.

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tratto da “La Nazione” del 26.10.2014

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Fonte: LA NAZIONE

26 novembre 2013

 

 

 

Commercianti infuriati:

«Vogliamo parcheggiare senza spendere»

 

 

 

PRESSANO le istituzioni a Massa Marittima molti commercianti che operano nel centro storico per ottenere la possibilità di usufruire gratuitamente, «almeno — dicono — dall’autunno alla primavera inoltrata» del parcheggio di via Corridoni come avviene, per l’intero anno, per quanti vi risiedono stabilmente. La richiesta è chiaramente rivolta all’amministrazione comunale, invitata ad esaminarla «senza farla cadere ancora una volta nel vuoto. Strano e assurdo — sostengono — è il fatto che tutti gli amministratori che si sono susseguiti nel corso delle varie legislature non hanno mai equiparato l’attività lavorativa con quella residenziale, escludendo perciò da certi privilegi quanti non posseggono determinati requisiti malgrado contribuiscano con le loro attività a mantenere vitale il centro storico. Di certo la nostra richiesta potrebbe facilmente trovare accoglienza — dicono i commercianti — nelle stanze del palazzo comunale visto che tutto sommato resterebbe escluso il periodo estivo di alta presenza turistica per il quale è necessaria un’adeguata disponibilità di spazi per la sosta auto». Fattori questi che invece non emergono nei mesi di bassa stagione allorchè i posteggi a pagamento in prossimità del centro storico, quali appunto quelli di via Corridoni, sono più che sufficienti permettendo così di venire incontro alle legittime istanze dei commercianti».

 

 

 

 

 

LA NAZIONE

2013-08-04

 

PANORAMA POLITICO

DURO ATTACCO DI «MASSA COMUNE» AL SINDACO BAI «Parcheggi e musei dati a prezzi irrisori»

 

 

«MASSA COMUNE» attacca il sindaco Lidia Bai sulla gestione dell’attività dei parcheggi a pagamento situati nel centro urbano e quella dei musei cittadini «affidati» per appena 20.200 euro. «Un ritorno — sostengono Montomoli, Mazzei e Orizzonte — insignificante e nettamente al di sotto di quanto diversamente avrebbe potuto finire nelle casse comunali attuando una linea politica che escluda il ricorso alla privatizzazione di tali servizi, concessi per di più invece a prezzi decisamente stracciati». Per l’esattezza 14mila in base all’accordo stipulato con la ditta Tsp Italia per l’intera gestione dei parcheggi a pagamento e appena 6.200 dalla Cooperativa Colline Metallifere per l’intera gestione dei musei e del parcheggio di piazzale Mazzini. Un percorso questo che, a giudizio di «Massa Comune», si presenta dunque molto lacunoso e privo di vantaggi a favore della collettività rappresentata dal Comune, il quale con una gestione attenta e diretta avrebbe potuto ricavare un maggior profitto per le casse pubbliche rendendo nel contempo tali servizi maggiormente fruibili sia dalla popolazione che dai turisti. Ecco allora che a questo punto i tre consiglieri stilano il cosiddetto «conto della serva» mettendo sul tappeto il «contratto quindicennale, con scadenza nel 2017, che il Comune ha stipulato con la Cooperativa Colline Metallifere per la gestione di tutti i musei e dei 66 stalli a pagamento compresi nel parcheggio di piazzale Mazzini alla irrisoria somma di 93mila euro complessivi, pari ad appena venti euro giornalieri che la stessa Cooperativa corrisponde al Comune» . Non meno negativa per le casse comunali il rapporto con Tsp Italia assicuratasi la gestione di tutti i restanti parcheggi per 14mila euro. « Una cosa incredibile — chiude Massa Comune — con la conseguenza che sia i parcheggi che soprattutto i musei non sono più dei massetani, malgrado che nel corpo della delibera adottata dal consiglio ci si sforzi di decantarne i vantaggi per la collettività. Perché gli amministratori non hanno allora “barattato” anche le proprie abitazioni, compresa la villa di chi dall’alto del Parco di Poggio domina e controlla gran parte della vita cittadina?».

 

 

Tratto da: www.ricorsi.net/

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Sosta a pagamento

 

Quali aree possono effettivamente essere destinate alla sosta a pagamento? A quali limiti devono attenrsi le amministrazioni comunali nella disposizione della “strisce blu”? Analizziamo la normativa alla luce dei più recenti e consolidati orientamenti giurisprudenziali, scoprendo per quali motivi sarà possibile richiedere l’annnullamento del propriio verbale.

 

Se hai ricevuto una multa per il mancato pagamento della sosta, inviaci copia del verbale per una valutazione gratuita e non vincolante ad info@ricorsi.net. Entro poche ore riceverai risposta.

 

 

L’art. 7 del Codice della Strada attribuisce ai Comuni la potestà di regolamentare, per mezzo di ordinanze del Sindaco, la circolazione all’interno dei centri abitati.

Tra i vari obblighi, divieti e limitazioni che i Sindaci hanno facoltà di istituire vi è anche la sosta a pagamento sul suolo pubblico, e specificamente il comma 1 lettera f) dispone che è possibile “stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta”.
Un elemento fondamentale di tale disposizione, che però sfugge alla maggior parte delle amministrazioni comunali che la attuano, è il fatto che è possibile istituire la sosta a pagamento solo in apposite “aree destinate al parcheggio”.

A questo punto, a scanso di equivoci, e opportuno ricordare che spesso il Legislatore chiarisce preventivamente le definizioni ed i significati della terminologia utilizzata, cosa che per quanto riguarda l’area di parcheggio fa con l’art. 3 c. 1 n°34 C.d.S., dove la stessa viene definita come “area o infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata (o non) dei veicoli”.
E ancora, nell’art. 2 c. 3 C.d.S., lett. E ed F, in cui si definiscono rispettivamente le “strade urbane di scorrimento” e le “strade urbane di quartiere”, vengono previste apposite aree “esterne alla carreggiata” per la sosta dei veicoli, con immissioni ed uscite concentrate e relativa corsia di manovra.

Ad una lettura approssimativa di tali disposizioni sembrerebbe quasi che nei centri abitati il Codice della Strada non ammetta la sosta se non fuori dalla carreggiata, in contrasto con quanto stabilito dall’art. 157 c. 2 C.d.S., dove si afferma invece che la sosta si effettua posizionando il veicolo “il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia”.
Così, per sanare tale apparente discrasia, alcuni disattenti interpreti del Codice della Strada sostengono che i veicoli parcheggiati secondo le modalità descritte nell’art. 157 C.d.S. siano fuori dalla carreggiata, rifacendosi forzatamente alla definizione di carreggiata data nel già citato art. 3 C.d.S.. Ma la “carreggiata” è in realtà tutta la “parte della strada parte destinata allo scorrimento dei veicoli”, comprendendo tra le attività complessive che definiscono la scorrimento del flusso veicolare non solo la marcia, ma anche le sue eventuali interruzioni più o meno protratte nel tempo, e definite dall’art. 157 c. 1 C.d.S.. Con tale definizione essa viene distinta concettualmente e funzionalmente dal “marciapiede”, che è invece quella parte della strada destinata esclusivamente al transito dei pedoni (art. 3 c. 1 n°33 C.d.S.).
E per ribadire e rafforzare ulteriormente tale distinzione, nel comma 6 del succitato art. 7 C.d.S. il Legislatore enuncia espressamente che “le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata, e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”.

Inoltre, anche se per i più non sarebbe affatto necessario, vale comunque la pena di ricordare qui il valore logico-semantico del lemma “margine”, in considerazione del quale il margine della carreggiata è inconfutabilmente una parte del tutto definito “carreggiata”, e come tale si trova, appunto, sulla carreggiata.

Ricapitolando, sappiamo ora con certezza che:
1.    le “aree di parcheggio” devono avere una serie di caratteristiche tecniche e strutturali, fra la quali (ma non solo) il fatto di essere ubicate fuori dalla carreggiata;
2.    i Sindaci possono subordinare la sosta dei veicoli al pagamento di una somma di denaro, ma possono farlo solo in apposite “aree destinate al parcheggio”;
3.    i margini della carreggiata occupati dai veicoli in sosta con le modalità stabilite dall’art. 157 C.d.S. non sono affatto “aree di parcheggio” (almeno non per il Codice della Strada).

Da ciò ne deriva quindi che le cosiddette “Zone Blu”, ovvero gli stalli di sosta a pagamento istituiti ai margini delle strade cittadine deputate allo scorrimento del flusso veicolare, sono di fatto giuridicamente illegittime.

Per completezza dobbiamo infine prendere atto che alcuni pervicaci sostenitori delle Zone Blu ne fanno proditoriamente discendere la legittimità da un ardito escamotage interpretativo.     L’art. 7 c. 1 lett. a), infatti, attribuisce ai Comuni la facoltà di “adottare i provvedimenti indicati nell’articolo 6 commi 1, 2, e 4”.
Ma nell’art 6 C.d.S., che regolamenta la circolazione fuori dai centri abitati, in realtà troviamo sostanzialmente tutte le disposizioni poi riprese dal successivo art. 7, con la differenza però che nei commi 1 e 2 l’autorità preposta ad adottare i provvedimenti è il Prefetto, mentre nel comma 4 è l’ente proprietario della strada, che, nel caso di strada comunale, coincide appunto col Comune.
L’art. 6 c. 4 lett. d, specificamente, riflette sul Sindaco la facoltà di “vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli”, facoltà questa che viene ripresa e più specificamente normata dal successivo art 7 c. 1 lett. f che abbiamo già dettagliatamente analizzato.

Ora, dopo che una superficiale interpretazione di tali norme ha fatto si che un massiccio ricorso all’istituzione delle soste a pagamento negli ultimi anni mettesse in moto mastodontici interessi economici, alcuni tentano, con  una forzata giustificazione giuridica a posteriori, di farne risalire la legittimità su una presunta differenza semantica tra i termini “parcheggio” e “sosta” utilizzati nell’art. 6 c. 4, attribuendo al termine parcheggio il significato di sosta all’interno di un area di parcheggio, ed al termine sosta quella effettuata sul margine della carreggiata secondo i dettami dell’art. 157 C.d.S..
In tal modo vengono di fatto aggirate tutte le precise disposizioni che limitano la sosta a pagamento solo alle aree di parcheggio con le caratteristiche che abbiamo già analizzato, per estenderla a tutti i siti in cui è possibile effettuare la sosta.

Ma tale distinzione è sicuramente una forzatura ingiustificata, e per diverse ragioni.
Innanzitutto sul piano linguistico, perché se è vero che il sostantivo “parcheggio” indica indifferentemente sia il luogo fisico in cui si effettua il parcheggio che l’atto del parcheggiare, è pur vero che nella lingua italiana i sostantivi “parcheggio” e “sosta”, quali nominalizzazioni rispettivamente dei verbi “parcheggiare” e “sostare”, vengono indifferentemente usati per indicare l’azione di sospendere la marcia di un veicolo lasciandolo fermo per un periodo di tempo indeterminato, anche con l’allontanamento del conducente dallo stesso, a prescindere dal sito scelto. Diversamente si potrebbe dire, parafrasando la faceta definizione del noto caratterista Nino Frassica, che “si parcheggia nel parcheggio e si sosta nel sosteggio!”

Siccome la faccenda che stiamo trattando è alquanto più seria, torniamo a considerarne gli aspetti giuridici, e ci accorgiamo che anche il Codice della Strada stesso usa indifferentemente i due termini come sinonimi, anche quando deve definire il “parcheggio” nella sua accezione di luogo fisico con determinate caratteristiche. Infatti, anche la stessa definizione di “parcheggio” che troviamo nell’art. 3 C.d.S. è espressa in termini di “area destinata alla sosta dei veicoli”, mentre il già citato art. 2 c. 3 recita che “per la sosta sono prevista apposite aree esterne alla carreggiata”.

Assodato quindi che la sosta non si effettua solo sulla carreggiata, perché anche l’atto di parcheggiare all’interno di un area di parcheggio può essere definita “sosta”, appare chiaro che laddove l’art. 6 c. 4 C.d.S. indica “il parcheggio o la sosta dei veicoli” in realtà sta usando due sinonimi in senso tautologicamente rafforzativo, e che la “o” che li unisce è usata in questo caso come congiunzione senza alcun valore disgiuntivo.
Non vi è pertanto alcun motivo obiettivamente valido, né giuridico né di altra natura, che possa invalidare le precise disposizioni in materia di sosta a pagamento contenute nel successivo art. 7  del Codice della Strada.

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Autore: Fabrizio Romeo

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LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-05-09

VIABILITÀ-TRASPORTI

 

Cancellati decine di posti auto, residenti infuriati Carrucoli si fa portavoce del malumore in città: «Qui si va di male in peggio»

 

 

di GIANFRANCO BENI

TORNA d’attualità il dibattito su quale tipo di vantaggio e di efficienza abbia prodotto il nuovo piano parcheggi a pagamento e sulle aree in cui è stato necessario spostare la sosta dei residenti nel centro. Oris Carrucoli, ex consigliere e assessore del Pci, adesso membro del Laboratorio di Democrazia non ha dubbi: «Non solo non ci sono stati vantaggi, i problemi non sono stati neanche parzialmente alleviati. Anzi — insiste — si va di male in peggio». Il «disastro», come lo chiama Carrucoli, è dovuto all’abolizione di una trentina di posti auto nel piazzale e nella via del Mattatoio. La cancellazione degli stalli è dovuta prorpio alla ripresa dell’attività di mattazione. Inoltre altri quindici posti auto che i massetani si erano realizzati fuori porta San Bernardino, sono stati eliminati per il restauro delle mura. Allora come potrebbe riassumersi il bilancio della modifica al piano del traffico? «Il Comune, con l’imposizione anche ai residenti ed agli operatori economici del centro del pagamento del parcheggio ha ricavato ben poco: appena — rivela Carrucoli — 4.700 euro in un anno, una vera miseria. Nel frattempo i massetani hanno dovuto sborsare molto di più, per poter parcheggiare sia in Cittavecchia che in Cittanuova andando incontro ad una nuova tassa di cui non sentivano certo il bisogno, soprattutto perché il servizio invece di migliorare è andato peggiorando con la perdita di una cinquantina di posti». Eppure, chiediamo a Carrucoli, fra i programmi del Comune spiccava la ricerca di nuovi parcheggi. «Di progetti nuovi che permettano di accrescere la dotazione di parcheggi non se ne conosce ancora uno e ci si limita a fare il gioco delle tre carte. Oggi si cambia l’importo dell’abbonamento per massetani e commercianti del centro storico, domani si cambiano le ripartizioni tra posti liberi, a pagamento e riservati, poi si rivedono i cartelli dei parcheggi aggiungendo qualche orario di utilizzo diverso con il risultato che i residenti di Cittavecchia devono rifugiarsi alla curva del vento, parcheggio di fortuna fuori norma privo di illuminazione e di accessi, e quelli di Cittanuova devono mettere a prova la propria perizia riuscendo a parcheggiare, almeno di notte, nelle strette contrade».

 

 

LA NAZIONE

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2013-03-27

 

 

 

PANORAMA POLITICO

POSTI AUTO Per Mazzei i parcheggi di Massa sono i più cari

 

 

 

UN RECORD in verità poco piacevole e apprezzato. A parlerne è il consigliere di Mc Francesco Mazzei: «Questa l’unica località dell’Alta Maremma, e non solo, ad applicare l’importo di 1 euro per ogni ora di parcheggio, anche in quello di piazzale Mazzini gestito dalla cooperativa Colline Metallifere». Per Mazzei inoltre esistono altri motivi ad avvalorare le lagnanze degli utenti, legati al fatto che il pagamento del ticket è riferito all’intera fascia oraria giornaliera, « senza prevedere — dice — alcuna interruzione, in modo particolare dalle 13 alle 16 come avviene un po’ dovunque». Un balzello ritenuto eccessivo specie in tempi di magra come l’attuale, ha sottolineato il consigliere di Massa Comune, «che unito all’applicazione della tassa di soggiorno contribuisce ad allontanare quel flusso turistico sul quale erano riposte fondate speranze per far riprendere quota a tutto il territorio comunale».

Mazzei ha concluso auspicando che l’amministrazione intervenga nei confronti dei gestori dei parcheggi a pagamento».

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-03-24

 

 

LAVORI PUBBLICI

 

IL CASO PIANO DEL TRAFFICO IN VIGORE DALL’ANNO SCORSO

Dubbi sulla regolarità dei parcheggi a pagamento. Alcuni sarebbero in contrasto con il Codice della Strada

 

  

di GIANFRANCO BENI

 

IN ARRIVO clamorose novità riguardanti il piano del traffico a Massa Marittima e in particolare le condizioni dei parcheggi a pagamento esistenti all’interno del centro urbano. La stragrande maggioranza degli stalli, a esclusione di quelli custoditi, situati nell’area di Piazzale Mazzini (a partire quindi da quelli di via Corridoni, che tanto clamore hanno suscitato fra i residenti fin dal cambiamento della loro gestione affidata ad una ditta del nord), sarebbero fuori norma e quindi irregolari non rispettando le disposizioni contenute nell’articolo 7 comma 6 del Codice della strada in base alle quali «le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico».

QUESTO significherebbe che un parcheggio per essere regolare e dunque a norma di legge deve essere ubicato fuori dalla carreggiata, non tra due marciapiedi. Cosa che invece non avviene per la maggior parte degli stalli blu presenti a Massa Marittima, con una palese illegittimità che a questo punto rischia di sollevare una pioggia di ricorsi. E obbliga l’amministrazione comunale a mettersi prontamente in regola.

DI FRONTE alle direttive contenute nel Codice della strada, l’irregolarità riguarderebbe non solo via Corridoni ove fra l’altro si trovano ben 32 stalli soggetti a pagamento del tiket, ma anche via Carducci e via Parenti, dotate rispettivamente di una decina di posti auto blu. In pratica verrebbe ad annullarsi la convenzione che il Comune ha fatto con il gestore del servizio riferito al nuovo piano del traffico fino alla risoluzione delle attuali condizioni che presentano palesi contraddizioni con quanto stabilito dalle norme in vigore.

QUALORA l’applicazione del Codice della strada trovasse riferimento anche per Massa Marittima, sembra paradossale che il nuovo piano del traffico, entrato in vigore lo scorso anno, sia stato studiato e predisposto da esperti. Evidentemente non a conoscenza delle norme in base alle quali gli stalli blu non possono trovarsi all’interno della carreggiata neppure per una strada ad unico senso di marcia.

 

 

 

Anche il Giudice di Pace

da ragione agli automobilisti multati

 

 

 

 

Dopo il caso della multa per divieto di sosta archiviata dal Prefetto di Grosseto per Daniel Burri, anche il giudice di pace di Massa Marittima ha recepito e annullato un verbale a carico di Oscar De Paoli.

La segnaletica del parcheggio di borgo a Massa Marittima, è risultata (ai tempi della multa Luglio 2011) confusionaria e interpretabile.

Dopo il varo del nuovo piano parcheggi, l’uomo aveva parcheggiato come sempre, la sua auto nel piazzale in borgo riservato ai soli residenti muniti di contrassegno, ma alcuni simboli nella parte sottostante potevano confondere il cittadino, infatti una zona era vincolata dal disco orario. 

Così De Paoli, documentazione fotografica alla mano, ha presentato ricorso al giudice che, visionato il materiale, nei giorni scorsi ha emesso la sentenza che ha accolto la protesta.

 


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