Archivi per la categoria ‘Liceo’
IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2011-05-29
ISTRUZIONE-SCUOLA-FORMAZIONE
Massa Marittima, sos dal consiglio comunale Appello bipartisan «Salvate il nostro liceo»
Si chiede l’impegno di Regione e onorevoli per fermare il taglio
ALFREDO FAETTI
MASSA MARITTIMA. Il consiglio comunale di Massa Marittima chiede l’aiuto dei vertici più alti del territorio per salvare il liceo classico della città, a forte rischio chiusura dopo che le riforma Gelmini ha alzato a 27 il numero minimo di iscritti per formare le prime classi.
Lo fa attraverso un documento approvato all’unanimità nella seduta aperta del 24 maggio, con il quale richiede «alla Regione Toscana e alla Provincia di Grosseto di sostenere il Comune di Massa Marittima presso le autorità scolastiche regionali e provinciali e presso il ministero della Pubblica Istruzione, al fine di sospendere le minacciate mancate autorizzazioni all’attivazione della prima classe del liceo classico».
Non solo. Il documento chiede anche «il coinvolgimento nell’azione a tutela del diritto allo studio dei parlamentari della nostra circoscrizione (Luca Sani e Monica Faenzi, ndc), sollecitandoli ad attivare opportune azioni in sede parlamentare e a interpellare il Miur», cioè il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Insomma, a Massa Marittima non ci sa da per vinti. La lotta sarà dura e serve tutto l’aiuto possibile: questo è il senso del documento, sottolineando che «per le prospettive di questo territorio è indispensabile che tutti si adoperino con vigore affinché siano previste deroghe motivate dalle particolarità locali e dal diritto dei nostri giovani a vedersi assicurata una adeguata offerta formativa e la libera scelta degli indirizzi di studio».
LA NAZIONE
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2011-05-26
PANORAMA POLITICO
SCUOLA IN ASSISE LA SOPPRESSIONE DELL’ISTITUTO «Nessuno tocchi il liceo» L’allarme del Consiglio
FORTE PRESA di posizione del Consiglio comunale di Massa Marittima in un ordine del giorno approvato all’unanimità in cui si richiede il sostegno delle autorità scolastiche provinciali, regionali e ministeriali per scongiurare la fine del liceo classico. La preoccupazione che si è venuta a creare sia nelle famiglie che negli operatori scolastici si è tramutata in un’aperta forma di protesta nei confronti della Provincia, sollevata in modo particolare dal consigliere della lista civica Francesco Mazzei «Conseguenza — ha detto — dello scarso peso politico di Massa Marittima rispetto a Follonica, malgrado le radici massetane dell’onorevole Luca Sani e del presidente del Consiglio provinciale, Sergio Martini, che non hanno certo brillato nella difesa degli interessi dell’entroterra al momento di deliberare la nuova rete provinciale scolastica». Evidente, dalle parole del dirigente scolastico Nicola Ottaviano, che ci si trova di fronte a una decisione (la soppressione) già presa alla luce del basso numero di iscritti alla IV Ginnasio, che di fatto determinerà la perdita di una istituzione considerata «un’eccellenza» nel panorama scolastico provinciale. A dare qualche speranza ha contribuito l’intervento del presidente dell’Uncem regionale, Oreste Giurlani, che ha parlato di «situazione inammissibile nel considerare già soppresso il Liceo quando ancora a livello di Regione si sta lavorando per cercare soluzioni positive ai tanti analoghi casi che si verificano in diverse parti della Toscana». Non si tratta di una lotta di campanile fra Massa e Follonica, quanto di cercare di mantenere l’offerta formativa esistente nel territorio delle Colline Metallifere senza penalizzare gli studenti, specie quelli provenienti dalle località più piccole dell’entroterra, costretti diversamente a diventare pendolari per frequentare le scuole della provincia. «Quella Provincia che — ha ammesso il presidente del Consiglio provinciale, Sergio Martini — è disponibile ad assecondare il Comune di Massa nelle iniziative volte al mantenimento del liceo, anche se non ha disponibilità economiche». Infine da registrare una smentita del sindaco Lidia Bai a certe dichiarazioni dello stesso Martini sul percorso della Provincia in merito alla costituzione della nuova rete scolastica che ha concesso due indirizzi in più a Follonica mantenendo i cinque a Massa Marittima. Anche se l’istituzione del Liceo delle scienze umane (il vecchio Magistrale) ha di fatto prodotto la fine anticipata al liceo massetano.
IL TIRRENO
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2011-05-25
ISTRUZIONE-SCUOLA-FORMAZIONE
Niente prima classe al liceo classico Massa Marittima, poche iscrizioni. Il preside: «Spostiamo l’istituto a Follonica»
Solo 10 richieste il decreto Gelmini taglia l’aula Idea di ripartire i vari indirizzi tra città vicine
ALFREDO FAETTI
MASSA MARITTIMA. La paura è divenuta realtà: niente prima classe al liceo classico. Le iscrizioni presentate non hanno raggiunto il limite fissato dalla riforma Gelmini e il preside Nicola Ottaviano avanza una proposta: spostare l’istituto a Follonica. «Un’idea da considerare» dice l’amministrazione. In realtà le speranze di costituire la prima classe del liceo classico di Massa Marittima sono sempre state poche. «Sono state battaglie con Provvedorato e Provincia per formare le classi» spiega Ottaviano. Con una media di tredici domande d’iscrizione a inizio anno, le possibilità di andare avanti sono diventate sempre più difficoltose. Quest’anno poi il colpo di grazia con la riforma Gelmini, che ha fissato il tetto minimo a 27 iscritti. Le domande arrivate al liceo di Massa Marittima, invece, erano dieci. «I dati delle classi dovevano essere inseriti nel sito del ministero entro il 19 maggio – spiega Ottaviano – Io ho provato a rimandare per quanto possibile, ma alla fine è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dell’ufficio scolastico provinciale che sanciva la non apertura della prima classe».
Adesso, per quelle dieci iscrizioni, si aprono nuovi scenari. «È previsto che i ragazzi, quando formulano la domanda d’iscrizione – continua il dirigente – propongano anche una seconda scelta d’indirizzo formativo, nel caso in cui la prima non possa concretizzarsi. E dal momento che al classico non viene fatta la prima classe, ho dato il “nulla osta” perchè potessero iscirversi all’altro indirizzo che avevano scelto». Alcuni sono così andati a scienze umane, altri allo scientifico e al linguistico, tutti istituti con sede a Follonica. Ed è propio sulla città del golfo che Ottaviano guarda per il futuro. «Dobbiamo riformare il patto tra gli istituti di Follonica e quelli di Massa Marittima per ripartire gli indirizzi di studio. Spostiamo il classico a Follonica, e così allarghiamo il bacino di utenza a Piombino». Seguendo il ragionamento di Ottaviano, «dovrebbe essere rivista la rete tra Follonica e Massa Marittima, in modo tale che non ci siano indirizzi scolastici uguali o affini in entrambi i centri, creando una dispersione di ragazzi». In questo senso, la proposta del dirigente è «mantenere, dato il proprio patrimonio, gli indirizzi professionali e tecnici a Massa, e a Follonica destinare il polo liceale e l’economia».
CORRIERE DI MAREMMA
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2011-05-17
ISTRUZIONE-SCUOLA-FORMAZIONE
Massa Marittima Sindaco e assessore: serve deroga al requisito dei 27 alunni Torna a rischio il Liceo classico
MASSA MARITTIMA – La sopravvivenza del Liceo Classico di Massa Marittima torna ad essere messa a rischio dai numeri minimi di iscritti previsti dalla riforma Gelmini. In seguito alla riorganizzazione dell’istruzione superiore attuata dal ministro, sono infatti indispensabili 27 iscritti per la costituzione di una classe prima in ogni corso di studio, si tratti di città o piccoli centri. Il Liceo Classico di Massa Marittima, che attualmente conta 10 iscritti si troverebbe così in grave difficoltà. “La riforma Gelmini dichiarano il sindaco Lidia Bai e l’assessore all’istruzione del Comune di Massa Marittima Franco Donati- minaccia di spazzare via dal territorio un scuola di eccellenza che ha sempre avuto un numero non elevato di iscritti, ma che ha garantito negli anni a chi l’ha frequentata una formazione di grande qualità. Il Liceo, proprio per la validità della sua offerta, ha convogliato nel tempo studenti provenienti da un bacino locale molto ampio; del resto è l’unico Liceo Classico della parte alta della provincia di Grosseto”. “La scuola non ha perso iscritti – continuano Bai e Donati- è l’asta dei numeri richiesti per aprire un corso che è stata alzata dal ministero competente. Considerando anche la condizione svantaggiata della nostra zona classificata per questo come montana, chiediamo con forza una deroga al requisito dei 27 alunni minimi per l’apertura del corso. Solo così si potranno tenere in conto le esigenze delle piccole comunità come la nostra”. Per discutere l’argomento è stato convocato per martedì 24 maggio alle 17,30 nella sala consiliare di via Norma Parenti, un Consiglio Comunale aperto a tutti i cittadini. Saranno invitati i rappresentanti istituzionali di Provincia, Regione, UNCEM e dirigenza scolastica. Il Sindaco Lidia Bai ed il vicesindaco ed assessore alla pubblica istruzione Franco Donati invitano tutti a partecipare.
IL TIRRENO
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2011-05-13
ALTRO
Il Lotti dice addio al sabato a scuola Ok del collegio docenti alla settimana corta, rivoluzione per 500 ragazzi
La soddisfazione del preside: con due giorni di riposo speriamo di attirare la fascia dei pendolar
Gli studenti resteranno in classe un’ora in più: dalle 8 alle 14 Sperimentazione al via da settembre
MASSA MARITTIMA. Il sabato libero: il sogno di ogni studente dal prossimo anno scolastico diventerà realtà a Massa Marittima. Almeno per i quasi cinquecento studenti dell’istituto superiore “Bernardino Lotti” che sperimenterà la settimana corta accorciando i giorni di lezione dal lunedì al venerdì e spalmando le ore del sabato fecendo restare gli studenti in classe dalle 8 fino alle 14.
In Maremma soltanto l’istituto chimico di Orbetello aveva già adottato questa organizzazione. A Massa se n’è discusso per tutto l’anno scolastico, nel tentativo di trovare una soluzione. «Sono molto soddisfatto», dice il dirigente scolastico Nicola Ottaviano. La decisione è stata presa martedì scorso durante il collegio dei docenti, in cui gli insegnanti si sono espressi a favore di questa sperimentazione quasi all’unanimità (7 contrari su 52). Perchè pur sempre di un esperimento stiamo parlando.
«Se non funzionerà, tra uno e due anni torneremo sui nostri passi». Ma la novità piace a Massa Marittima, sia tra i docenti, come dimostra la votazione, sia tra gli studenti, a cui nei giorni di scuola è stato consegnato un questionario per esprimere il proprio giudizio. «È emerso che oltre il 90% dei ragazzi è a favore della settimana corta». Ad accogliere con entusiasmo la novità, poi, c’è anche il personale non docente, tanto i bidelli che i dipendenti della segreteria.
Sono tre gli istituti che fanno capo al “Bernardino Lotti”: quello professionale (elettronico e alberghiero), quello tecnico chimico e il liceo classico, per un totale di circa 450 studenti. Per questi ragazzi, da settembre, la settimana scolastica inizierà il lunedì e terminerà il venerdì, con un’organizzazione diversa a seconda dell’indirizzo.
Per l’istruzione tecnica e professionale saranno organizzate le lezioni dal lunedì e il venerdì dalle 8 alle 14, mentre ancora più semplice è l’organizzazione della settimana corta al liceo, dove sono previste 27 ore in IV e V ginnasio e 31 al triennio. La novità è stata dettata da un’altra novità: nelle riforma Gelmini, infatti, le ore scolastiche sono scese a 32 alla settimana e a Massa Marittima si è pensato di cogliere l’occasione. «In questo modo allungheremo le settimane del prossimo anno scolastico: anzichè 33 saranno 35. – spiega Ottaviano – Però i ragazzi avranno il sabato (oltre ovviamente la domenica) senza scuola, in modo da organizzare uno spazio per il tempo libero meno stressante e più sereno».
La settimana corta risponde a diversi problemi di cui il “Lotti” ha sofferto in passato. Due su tutti: il pendolarismo e il calo degli iscritti (che ha ha colpito principalmente il liceo classico). «Molti dei nostri iscritti vengono dalle zone interne. Con la settimana corta, oltra ad avere più tempo libero, risolviamo anche il problema dei mezzi pubblici. Il fatto è che i trasporti prevedono un rientro alle 14 mentre con il vecchio orario i ragazzi uscivano alle 13, avendo un’ora di vuoto senza essere controllati. In questo modo, invece, siamo sicuri». Anche l’aspetto legato alle iscrizioni si lega sempre al pendolarismo. «Con la settimana corta speriamo di avere più iscritti, dato che diamo la possibilità, a chi viene in pullman, di riposarsi durante il fine settimana».
Si allarga il tempo libero E le bollette sono più snelle
MASSA MARITTIMA. I vantaggi della settimana corta sono diversi, sopratutto per i ragazzi. Consente di aumentare il loro tempo libero, in modo da diminuire lo stres giornaliero, consentirà un controllo completo nelle ore scolastiche. Stesso discorso vale per gli insegnanti e il personale non docente. La prospettiva di un week end lungo Potrebbe favorire l’aumento delle iscrizioni da zone esterne a Massa Marittima, dato che i pendolari vedremmo diminuire i viaggi. Altro aspetto pratico è quello energetico: un giorno in meno consentirà all’istituto un risparmio di energia e quindi economico.
PERCHÈ NO
Rischio distrazione Ai prof giorno libero fisso
MASSA MARITTIMA. Le perplessità, definite «responsabili» da Ottaviani, sono due e tutte dei docenti. La prima riguarda lo standard qualitativo dell’apprendimento. Tenuti in classe dalle 8 alle 14, è possibile che gli studenti possano avere dei cali di concentrazione data la stanchezza e distrarsi. Quindi i professori sono attesi da un impegno più gravoso: sia nel tenere a bada i ragazzi sia nel mantere alto il loro livello d’insegnamento. L’altra preplessità riguarda il giorno festivo: se fino all’anno in corso ogni docente ha potuto scegliere uno qualsiasi dei giorni della settimana, da settembre tutti avranno lo stesso: il sabato. E senza possibilità di cambiarlo.
LA NAZIONE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2011-05-12
ISTRUZIONE-SCUOLA-FORMAZIONE
Scuola media «Don Breschi» MASSA MARITTIMA Presi nella Rete:madove andiamo? Il fenomeno dei social network coinvolge il 95 per cento degli adolescenti
SE NE È OCCUPATO persino il cinema, dedicando un film allo strafamoso «Facebook»: è il fenomeno del momento: una rete nella rete, ovvero la rete dei social network, che si estende dentro l’illimitato universo Internet. I social network, nati per facilitare la comunicazione interna di aziende e ambienti di lavoro, sono rapidamente diventati strumento di scambio di informazioni sotto forma multimediale tra persone sparse ai quattro angoli del globo. Il 95% degli italiani tra i 13 e 17 anni li utilizza: il 52% sono ragazze e il 48% ragazzi. «Facebook» è un programma gratuito; fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg per contatti tra studenti universitari, si è poi trasformato in una rete sociale che connette tra loro oltre 500 milioni di utenti. «Twitter» è un altro programma gratuito, fondato nel 2006 da Jack Dorsey, con 190 milioni di utenti attivi. «My space », anch’esso gratuito, popolare soprattutto in America e fondato nel 2003, permette di creare profili personali in cui inserire video e immagini e creare gruppi, soprattutto musicali: appunto per questo, è utilizzato anche da cantanti e band emergenti. LA FORZA comunicativa dei social network ha avuto conferma anche attraverso recenti fenomeni collettivi: social network e blog sono state le «armi» con cui l’opposizione egiziana ha raccolto milioni di persone scese in strada contro Mubarak; così è avvenuto anche in Tunisia per l’organizzazione della sollevazione popolare contro il regime. Forse per questo, molti governi hanno tentato l’oscuramento di «Facebook» e di «Twitter». MALENUOVEfrontiere della comunicazione sono sempre e comunque garanzia di progresso? Forse no. Secondo una scienziata inglese dell’università di Oxford, ad esempio, l’uso dei nuovi media cambierebbe il funzionamento del nostro cervello, riducendo l’attenzione, spingendoci verso l’ individualismo, azzerando la capacità di relazioni umane. Inoltre, altre insidie si nascondono tra le maglie della rete: la pornografia (diffusa su «Facebook» e su «Skype»), la pedofilia (dietro il profilo della persona con cui chattiamo si può nascondere chiunque), i virus, la dipendenza da uso (che risulta colpire circa il 60% degli iscritti). TUTTO CIÒ fa dei social network mezzi da gestire con consapevolezza e con cautela. L’indagine recente dell’associazione «Save the Children» ha ricordato come la stessa Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che tutela il diritto all’informazione ed alla libertà di espressione affermi che «gli Stati (. …) vigilano affinché il fanciullo possa accedere a una informazione e a materiali provenienti da fonti(…) varie, soprattutto se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale nonché la sua salute fisica e mentale ».









