Archivi per la categoria ‘Falusi’

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

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2013-02-19

 

PANORAMA POLITICO

Massa Marittima Pdci all’attacco sulla vicenda Falusi: “La politica furba attende l’esito elettorale ma il rischio esternalizzazioni va scongiurato”

 

“Scongiurare la politica delle esternalizzazioni al Falusi”. E’ il grido d’allarma lanciato dai Comunisti Italiani: “La salute non si baratta. Il Falusi è struttura di riferimento per tutto il territorio provinciale e non solo. Vi operano professionalità di altissimo profilo, ma come spesso accade la politica, probabilmente nella ricerca di trovare soluzioni lavorative ad amici e parenti, cerca di distruggere ciò che funziona nel pubblico, creando i famosi spezzatini di gestione”. Secondo il Pdci quindi il Falusi “…ha bisogno di un’azione di salvaguardia dei diritti dei lavoratori, dei contratti e delle professionalità presentia. Purtroppo ancora una volta la politica, visto che ci sono le elezioni, per evitare il confronto e il dibattito pubblico rinvia le proprie intenzioni al 28 febbraio. Una data storica visto che anche il Papa cesserà il suo mandato in quel giorno. Forse qualcuno ha paura che la proposta di esternalizzare dei servizi senza una bando europeo, ma semplicemente con un affidamento diretto, possa far perdere voti a qualche partito? Noi crediamo di sì e per questo ci auguriamo che i cittadini dicano basta, con il proprio voto, a chi crede di essere più furbo di tutti”. E ancora: “Visto che le Società della Salute verranno smantellate e assorbite, visti i costi allucinanti di oltre 2,5 milioni per il loro mantenimento, noi come Rivoluzione CivilePdci chiediamo di prendere i soldi da questo carrozzone e metterli a disposizione dell’Ausl e delle strutture pubbliche che ne hanno bisogno per il mantenimento dei servizi. Basta con la politica dei tagli, delle estrenalizzazioni i cui costi e malfunzionamenti ricadono sempre e comunque sui cittadini. A tutti i lavoratori del Falusichiediamo di non abbassare la guardia e di non accettare proposte di esternalizzazione. Anzi, di avanzare proposte per la stabilizzazione e razionalizzazione del personale presente e futuro, contro ogni forma di smantellamento dei diritti e di sfruttamento dei lavoratori. Noi saremo al vostro fianco affinchè si riaffermino valori, principi e regole stabilite dalla Costituzione italiana. La sovranità – concludono dal Pdci – appartiene al popolo. Tutti insieme per respingere l’attacco a chi vuole convincere i lavoratori a guardare il proprio tornaconto personale anziché difendere i diritti di tutti”.

 

 

IL TIRRENOdefault

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2013-02-19

 

PANORAMA POLITICO

«Le esternalizzazioni sono un errore» Comunisti italiani e Rivoluzione civile mettono in guardia sulla privatizzazione del Falusi

 

MASSA MARITTIMA «I dipendenti dell’Istituto Falusi di Massa Marittima non accettino proposte di esternalizzazione». È l’appello lanciato dalla lista grossetana Comunisti Italiani- Rivoluzione Civile (il movimento che fa riferimento a Giuseppe Ingroia), che si scaglia senza mezzi termini contro il Pd, cittadino e non solo. In agenda infatti doveva tenersi un dibattito su questo argomento, ma è stato rinviato al 28 febbraio. Insomma, dopo le elezioni. «Forse qualcuno ha paura che la proposta di esternalizzare dei servizi senza una bando europeo ma semplicemente con un affidamento diretto, possa far perdere voti a qualche partito?» si chiede la lista. «Noi crediamo di sì». Tutto nasce dalla proposta della lista. «Avevamo chiesto alla politica provinciale, ai Sindaci di intervenire per scongiurare la solita, inutile, assurda, politica delle esternalizzazioni e della privatizzazione negli enti pubblici come soluzione al risparmio in generale e in particolare nella sanità». Una proposta che aveva come particolare riferimento l’istituto Falusi. «Vi operano professionalità di altissimo profilo, ma come spesso accade la politica, probabilmente nella ricerca di trovare soluzioni lavorative ad amici e parenti, crea i famosi spezzatini di gestione». Un sistema che secondo Comunisti Italiani-Rivoluzione Civile permette di scavalcare alcuni ostacoli. «Così facendo si evitano concorsi, si attuano contratti individuali e non collettivi e spesso il lavoratore è sotto ricatto». Risultato: «meno diritti, meno certezze lavorative, meno guadagno, più sfruttamento. – continua la nota – Sostanzialmente si creano lavoratori precari con la massima flessibilità, però così facendo qualcuno accontenta i propri amici, parenti». Nello specifico «l’Istituto Falusi, ha bisogno di un’azione di salvaguardia dei diritti dei lavoratori, dei contratti e delle professionalità presenti nella struttura». E in questo senso, la lista ha una sua proposta per poter dare stabilità ai dipendenti del Falusi e trovare i soldi necessari. «Visto che le Società della Salute verranno smantellate e assorbite, visti i costi allucinanti di oltre due milioni di euro per il loro mantenimento, noi chiediamo di prendere i soldi da questo carrozzone e metterli a disposizione dell’Ausl e delle strutture pubbliche che ne hanno urgenza e bisogno per il mantenimento dei servizi». Quindi, secondo i Comunisti – Rivoluzione Civile per Ingroia, una soluzione si può trovare. Per questo lanciano il loro appello. «Chiediamo a tutti i lavoratori dell’Istituto Falusi di non abbassare la guardia e di non accettare proposte di esternalizzazione. Anzi, di avanzare proposte per la stabilizzazione e razionalizzazione del personale presente e futuro contro ogni forma di smantellamento dei diritti e di sfruttamento dei lavoratori». (a.f.)

 

  

 

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LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

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2013-02-17

 

ALTRO

Polemica sull’indennità e i rimborsi al Falusi

 

Quali azioni intende intraprendere il Comune di Massa Marittima per revocare l’indennità di carica al Presidente dell’Istituto Falusi?”

 

Questo in sintesi il contenuto di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di opposizione “Massa Comune” al Sindaco del Comune di Massa Marittima Lidia Bai, con la quale la si invita a prendere atto dei contenuti di una sentenza della Corte Costituzionale risalente al mese di Giugno del 2012 che, interpretando le norme di una legge del Governo Berlusconi, ha stabilito che anche la partecipazione agli organi delle Ex IPAB, ora Aziende Pubbliche per i Servizi alla Persona, sia onorifica e possa dar luogo al solo rimborso delle spese sostenute ed alla liquidazione del gettone di presenza.

Fino ad oggi lo Statuto ed il Regolamento di Organizzazione dell’Istituto Falusi, nel rispetto di una legge della Regione Toscana risalente al mese di Agosto del 2004, riconosceva al Presidente, od al Vice Presidente in caso di vacanza, un’indennità di carica di importo pari al massimo di quella prevista dalla Legge per la carica di assessore del Comune di Massa Marittima, ed ai consiglieri un gettone di presenza di importo massimo pari a 30 Euro a seduta giornaliera, oltre agli eventuali rimborsi.

Se i rimborsi ed i rimborsi sembrano garantiti, lo stesso non si può dire, quindi, a proposito dell’indennità di carica sinora assicurata al Presidente Roberto Schiavetti. I consiglieri comunali Federico Montomoli, Gennaro Orizzonte e Francesco Mazzei, hanno perciò invitato il Sindaco Lidia Bai ad esercitare il proprio ruolo di organo preposto alla vigilanza ed al controllo sulle attività dell’Istituto, procedendo alle doverose modifiche dello Statuto e del Regolamento di organizzazione che permetterebbero, secondo quanto riferito tempo fa dagli ex consiglieri comunali Roberto Ovi ed Angelo Maria Cappelloni, di risparmiare circa 15 mila Euro, orientativamente la quota di parte sociale della retta che ogni degente, spesso con l’aiuto dei propri familiari, spende ogni anno per essere ospitato al Falusi.

I familiari dei degenti dell’Istituto Falusi, grazie ad una discutibile decisione dell’amministrazione della cittadina mineraria, si trovano inoltre a dover affrontare anche le ulteriori consistenti spese derivanti dall’indesiderata equiparazione a seconda casa dell’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà od usufrutto da anziani che acquisiscono la propria residenza permanente in istituti di ricovero, come appunto il Falusi, che comporterà l’applicazione di un’aliquota doppia dell’IMU rispetto alla prima abitazione (10,6 per mille rispetto al 4 per mille), con conseguenze facilmente immaginabili.

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-02-01

 

PANORAMA POLITICO

Massa Marittima Massa Comune interviene ancora sulla casa di riposo “Ex Falusi, colpe interne”

 

 

MASSA MARITTIMA “I problemi dell’istituto Falusi che stanno venendo a galla non possono essere imputati solo a cause esterne, ma hanno principalmente origine da malfunzionamenti interni”. Ribatte così Roberto Ovi, ex consigliere d’opposizione, sul sito internet della lista civica Massa Comune, in seguito all’ incontro avvenuto pochi giorni fa con la dirigenza della casa di riposo e della Società della Salute Colline Metallifere. In quell’occasione sono emerse forti preoccupazioni per la situazione attuale della struttura caratterizzata da una netta inversione di tendenza: mentre prima esistevano liste di attesa per l’ingresso di ospiti in Rsa, da metà del 2012 si è avvertito un forte calo tanto che ad oggi non ci sono richieste di ingresso in residenza ed i posti rimangono liberi. A livello territoriale è fortemente diminuita anche la richiesta per l’assistenza domiciliare ed altri tipi di sorveglianza, probabilmente perché le quote di compartecipazione prima sostenute senza preoccupazione dalle famiglie, sono divenute ora troppo pesanti, vista l’attuale congiuntura economica. “Ma perchè – si domanda adesso Ovi – si è contravvenuto alla decisione di non far entrare il Falusi all’interno della Società della Salute, come previsto nel progetto approvato in consiglio comunale nel 2004, con i risparmi che ne sarebbero conseguiti? Che senso ha avuto trasformare l’ex Ipab Falusi in Azienda pubblica per i servizi alla persona (Asp)? Si volevano forse più seggiole da occupare? Se fosse così, come probabilmente è, non è stata una decisione lungimirante. Lo sanno i cittadini che la legge della regione Toscana del 2004 prevedeva che le nuove ASP dovessero avere un patrimonio di almeno 500 mila euro e che questo traguardo è stato raggiunto inserendo nel patrimonio da valutare piatti, bicchieri, vassoi, tronchesine e quant’altro?”. Secondo l’ex consigliere questa decisione sarebbe servita solo a far nascere la Asp ma non a garantirle un futuro funzionamento. Inoltre Roberto Ovi rammenta che le aziende per i servizi alla persona, in quanto enti strumentali dei Comuni, avrebbero dovuto stipulare con questi un accordo di servizio per la programmazione ed erogazione dei servizi. “Non mi risulta che ad oggi sia mai stato stipulato niente del genere. Allora – conclude – in questi 9 anni che cosa hanno fatto queste persone?”.

Chiara Calcagno

 

 

 

Il punto sulla situazione del sociale e sull’Rsa G. Falusi

 

 

fonte: Comune Massa Marittima – 29 gennaio 2013

 

Si è tenuta questa mattina presso l’Rsa G. Falusi di Massa Marittima una conferenza stampa sull’attuale crisi del settore sociale e sull’andamento dell’istituto per anziani

 

 

Presenti il presidente della struttura Roberto Schiavetti, il direttore Elena Ticciati e il presidente della Società della Salute delle Colline Metallifere Luciano Fedeli. “Credo che si debba inquadrare nella giusta ottica- ha spiegato Schiavetti- ciò che sta accadendo nel nostro territorio relativamente al settore sociale. Per quanto riguarda questo istituto, nell’arco di un anno abbiamo assistito ad una netta inversione di tendenza: mentre prima esistevano liste di attesa per l’ingresso di ospiti in rsa, da metà del 2012 abbiamo avvertito un forte calo tanto che ad oggi non ci sono richieste di ingresso in residenza ed abbiamo cinque posti liberi (quattro su Massa Marittima e uno su Follonica). A livello territoriale è fortemente diminuita anche la richiesta per assistenza domiciliare ed altri tipi di assistenza, probabilmente perché le quote di compartecipazione prima sostenute senza preoccupazione dalle famiglie sono divenute ora troppo pesanti, vista l’attuale congiuntura economica. Osservando tale andamento il Cda dell’istituto si è riunito ed ha deciso di porre tre obiettivi fondamentali: consolidare il ruolo che l’istituto Falusi ha nel territorio, mantenere i posti di lavoro esistenti e, in modo funzionale ai primi due scopi, tenere i conti del bilancio a posto”. Per questo la struttura no profit, ha richiesto un incontro con i Comuni locali, Regione Toscana, Asl e Sds, al fine di concordare strategie adatte a perseguire tali obiettivi. “Allo stesso tempo- ha proseguito Schiavetti- abbiamo aperto un tavolo di confronto con le associazioni di categoria che sta prendendo in esame varie ipotesi di intervento. Nessuna decisione è stata ancora presa nell’ambito della concertazione che è ancora in corso ma, nonostante il momento difficile, l’intento comune è raggiungere le finalità elencate”. “Del resto lo scorso anno- è intervenuto Fedeli- era già stato siglato un accordo con Cgil, Cisl e Uil provinciali. Accordo che puntava sulla qualità dei servizi, sui diritti dei lavoratori e sulla sostenibilità e ciò che si è incrinato ad oggi è proprio quest’ultimo punto. Sono infatti stati azzerati i fondi per la non autosufficienza ed anche se al momento hanno sopperito alla mancanza di finanziamenti statali, la Regione ed in parte il Comune, questa soluzione non è sostenibile a lungo. Ciò che intendiamo fare è quindi come diceva Schiavetti, tenere aperto il tavolo tra Comuni, Asl e Regione per concordare le prossime azioni concrete e sostenibili da intraprendere”.

 

 

  

Roberto Ovi scrive:

30 gennaio 2013 alle 15:35 

 

 

 Non conosco la Direttrice Dr.ssa Elena Ticciati. Fino a prova contraria non posso non ritenerla persona capace e verosimilmente a conoscenza delle normative nazionali, regionali e locali (accordi costitutivi della Società della Salute “Colline Metallifere”), concernenti la riorganizzazione delle ex IPAB e dell’assistenza socio sanitaria e socio assistenziale locale. Gli altri due dovrebbero esserne a conoscenza.

 I problemi che stanno venendo a galla non possono essere ascritti solo a cause esterne (azzeramento o comunque forte riduzione dei fondi della non autosufficienza), ma hanno principalmente origine da cause interne.

 Perchè si è contravvenuto alla decisione di non far entrare il Falusi all’interno della Società della Salute, come previsto nel progetto approvato in Consiglio Comunale nel 2004, con i risparmi che ne sarebbero conseguiti?

 Che senso ha avuto trasformare l’ex IPAB Falusi in Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona (ASP)? Si volevano forse più seggiole da occupare?

 Se fosse così, come probabilmente è, non è stata una decisione lungimirante.

 Lo sanno i lettori che la Legge della Regione Toscana del 2004 prevedeva che le nuove ASP dovessero avere un patrimonio di almeno 500 mila Euro?

 E che questo traguardo è stato raggiunto inserendo nel patrimonio da valutare piatti, bicchieri, vassoi, tronchesine e quant’altro?

 Ma questa decisione è servita solamente a consentire la stentata nascita dell’ASP e non il suo futuro funzionamento, perchè le ASP, a norma di Legge, avrebbero dovuto principalmente finanziare i propri investimenti con risorse interne (quindi anche con il proprio patrimonio) e non confidando su future ipotetiche erogazioni di denaro dai Comuni.

 Ricordo poi che la legge regionale 43 del 2004 prevedeva che le ASP, in quanto enti strumentali dei Comuni, avrebbero dovuto stipulare con questi un accordo di servizio per la programmazione ed erogazione dei servizi.

 Non mi risulta che ad oggi sia mai stato stipulato alcun accordo.

 Allora, concludo, in questi 9 anni (dal 2004 al 2013) che cosa hanno fatto queste persone?

 Allora ha ragione la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Toscana quando, nel suo rapporto per gli anni 2006 – 2008 sull’assistenza sanitaria, parla delle Società della Salute enti come burocratici privi di efficiente funzionalità ed utilità per i cittadini?

 

 

 

IL TIRRENO

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2013-01-30

 

ALTRO

La crisi investe anche l’istituto Falusi Posti disponibili e nessuna richiesta per le degenze: «Dobbiamo lavorare per mantenere gli attuali livelli occupazionali»

 

 

la lettera ai sindaci

 

Un tavolo per valutare le prospettive

 

 

 

 

Il consiglio d’amministrazione del Falusi ha inviato una lettera ai sindaci delle Colline Metallifere: la richiesta è quella di sedersi intorno ad un tavolo per valutare insieme le prospettive dell’istituto. «Riteniamo imprescindibile chiarire il futuro delle politiche assistenziali del territorio e il ruolo che l’istituto può rappresentare all’interno di questo; verificare quali potenzialità economiche e finanziarie della Regione Toscana ed Asl possono garantire nei mesi futuri e stabilire un’azione politica comune che garantisca il soddisfacimento dei bisogni e l’occupazione», scrivono dal direttivo ai Comune. Una perdita di 70mila euro nel bilancio del 2012 e adesso cinque posti liberi: la situazione non è certo degli migliori. Essendo un servizio che coinvolge le persone e la loro salute le amministrazioni locali devono conoscere lo stato di fatto: il loro aiuto sarà fondamentale per il futuro dell’istituto e per mantenere un servizio importante.

 

di Paola Villani MASSA MARITTIMA Dalle liste di attesa ai posti liberi, la crisi economica colpisce pesantemente il Falusi. Le famiglie delle Colline Metallifere aspettavano mesi prima di poter ricoverare un loro parente anziano all’istituto; adesso invece va al contrario, i posti ci sono, mancano le richieste. Il 2012 si è chiuso male e il 2013 pare iniziato ancora peggio, con una diminuzione pesante della domanda. «Un anno fa una situazione del genere era impensabile», racconta Roberto Schiavetti, presidente del consiglio di amministrazione del Falusi. Un’inversione di marcia frutto di una congiuntura economica drammatica che angoscia gli abitanti maremmani: prima di spendere del denaro oggi come oggi, si tentano tutte le soluzioni alternative. Molti sono in cassa integrazione e quindi magari possono badare da soli ai loro cari, altri hanno più tempo, altri poi hanno bisogno di quelle pensioni. «Stiamo cercando di trovare delle vie d’uscita a questo calo preoccupante: ad oggi non c’è nessuna richiesta all’Asl per quanto riguarda il Falusi, sia per le degenze che per i servizi a domicilio. Abbiamo tre obiettivi: consolidare l’istituto, considerato una punta di diamante per il territorio, salvaguardare i livelli occupazionali, e tenere in ordine il bilancio». Proprio per cercare di scongiurare ipotesi negative nei confronti dei dipendenti (220 in tutto tra diretti e indiretti) il consiglio di amministrazione ha aperto un dialogo con i sindacati locali: sono stati già fatti due incontri nei quali il direttivo del Falusi ha consegnato alle organizzazioni i documenti contabili e le informazioni necessarie. Non essendo un’azienda privata è chiaro che l’istituto non deve produrre utili, ma nel contempo l’interesse è quello di mantenere alti gli standard dei servizi come sempre è stato. «Vogliamo che le organizzazioni sindacali prendano coscienza della situazione – ribatte Schiavetti – per poi insieme trovare la formula giusta per raggiungere i tre obiettivi che ho citato; è chiaro che non è una trattativa semplice. Quello che vogliamo è una soluzione concreta, percorribile, dobbiamo rimanere nella realtà dei fatti. Chiediamo però che non siano fatte speculazioni politiche, specie in un momento del genere, l’istituto è un bene comune, di tutti». L’esternalizzazione è un’opzione possibile? «È una delle tante proposte non è l’unica, prenderemo in considerazione qualsiasi ipotesi», spiega il presidente. La possibilità quindi di privatizzare parti del servizio non è scartata a priori, anzi. Senza richieste non ci sono introiti e senza introiti difficile mantenere il personale: il confronto tra sindacati e direttivo sarà lungo e certamente non semplice.

 

 

CORRIERE DI MAREMMAFalusi Massa Marittima

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2013-01-29

 

PANORAMA POLITICO

Massa Marittima Comunisti Italiani: “Non si baratta la salute con il risparmio”

 

 

“Per i lavoratori non c’è mai serenità e pace”. A parlare è la segreteria provinciale dei Comunisti Italiani – Rivoluzione Civile per Ingroia. “All’Istituto Falusi di Massa Marittima, qualcuno pensa di smantellare, esternalizzare servizi di uno dei moduli abitativi per poi far inglobare i restanti lavoratori, probabilmente in una cooperativa, calpestando diritti, contratti e certezze di futuro. Possibile che chi arriva in un ente pubblico abbia questa smania di distruggerlo, esternalizzando poco alla volta i servizi? in più come se non bastasse questi signori pensano anche di trasformare i contratti dei dipendenti, copiando un brutto film già visto tra i lavoratori della Fiat e Marchionne. Le ricette di privatizzare, di spezzettare la gestione attraverso le esternalizzazioni sono tutte ricette che hanno fallito. Evidentemente, qualcuno non ha seguito gli aggiornamenti sulle gestioni aziendali. Ogni tipo di esternalizzazione, costa mediamente il 20 % in più rispetto alla gestione diretta. Poi, in tutta questa vicenda, quali saranno i riflessi sul personale dipendente che in questi anni ha lavorato con grande professionalità e qualità superando anche le difficoltà di sottodimensionamento di organico? Le esternalizzazioni portano problemi nella gestione, nel controllo e nella qualità del lavoro. Tra l’altro anche la procedura è assurda, il buonsenso dovrebbe suggerire per trasparenza e chiarezza, almeno un bando Europeo, per vedere chi ha i requisiti, nel rispetto dei contratti, della qualità, della professionalità e nella gestione dei costi. Infatti, come sono inquadrati i lavoratori della cooperativa di cui si sente parlare in giro ? come viene selezionato il personale ? le retribuzioni sono riferite ad inquadramenti del contratto collettivo o invece a retribuzioni più basse con i relativi problemi di rotazioni continue ? In più vi sono costi che andrebbero rivisti, come per i lavoratori interinali e nella stessa amministrazione dell’ente, con una serie di concorsi per stabilizzare e allo stesso tempo abbassare alcuni costi. Ad oggi, l’Istituto spende quasi 2mioni di Euro, l’esternalizzazione, senza conoscere il bilancio non porta a nessun risparmio reale. Già da questi elementi è evidente ch si tratta di una inutile operazione che se portata avanti non produrrà effetti di risparmi e positività tra i lavoratori. Esprimiamo la nostra totale contrarietà e chiediamo ai sindacati in generale e in particolare alla Cgil di non accettare questa assurda proposta. Così come chiediamo ai Comuni delle Colline Metallifere, ai partiti di difendere il ruolo pubblico dell’istituto, la salvaguardia dei contratti dei lavoratori. Noi Comunisti Italiani – Rivoluzione Civile per Ingroia, presenteremo al Presidente della Regione Rossi una interrogazione per sapere e conoscere come intende rafforzare il ruolo dell’istituto e dei lavoratori contro ogni forma di esternalizzazione che sarebbe la fine dell’ Istituto stesso. Nella sanità non sono accettabili tagli”.

 

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-01-24

 

PANORAMA POLITICO

MASSA MARITTIMA Duro commento degli ex consiglieri comunali di opposizione alle voci della esternalizzazione dei servizi Ovi e Cappelloni: “Al Falusi si rischia di creare una situazione esplosiva tra i dipendenti”

 

MASSA MARITTIMA “Le discutibili scelte della dirigenza passata ed attuale dell’ Istituto Falusi, sempre assecondate dal Comune di Massa Marittima, rischiano di generare una situazione esplosiva tra i dipendenti”. Questo il duro commento espresso dagli ex consiglieri comunali di opposizione Roberto Ovi ed Angelo Maria Cappelloni e diffuso tramite il sito di Massa Comune alle voci della esternalizzazione dei servizi di uno dei quattro moduli abitativi dell’Istituto. Dovrebbero occuparsene soggetti terzi, in via sperimentale fino alla fine del 2013, e in futuro non si esclude un’estensione all’intera attività operativa. “Fin dal 2006 – ricordano i due ex consiglieri – esprimemmo un severo dissenso sulla trasformazione dell’Ipab in Azienda pubblica per i servizi alla persona (Asp), che avrebbe dovuto invece confluire all’ interno della Società della Salute, in linea con il progetto sperimentale approvato in consiglio comunale al termine dell’anno 2004. In questo modo sarebbero state eliminate o contenute le ingenti spese, come i 140mila euro dei canoni di concessione da corrispondere all’Usl 9 per le sedi Massa Marittima e Follonica, i 620mila euro di spese per il reperimento del personale a convenzione ed i 16mila euro annuali di compensi erogati al presidente ed ai membri del consiglio di amministrazione”. La confluenza, sempre secondo Ovi e Cappelloni, avrebbe inoltre avuto effetti benefici sull’erogazione dei servizi e sul personale, inserito in una gestione in rete comprensoriale, con il conseguente riconoscimento di maggiori benefici economici, dovuto all’avvicinamento dei trattamenti contrattuali dei dipendenti del comparto della sanità e degli enti locali. “La costituzione dell’Asp, in assenza di patrimonio, con il quale finanziare i propri investimenti – puntualizzano adesso i due ex amministratori ha comportato un progressiva esternalizzazione delle attività di assistenza, già iniziata a Follonica con il conferimento delle attività ad una cooperativa sociale ed il trasferimento dei dipendenti a Massa Marittima dove, fin dal novembre del 2011, si prevedono ulteriori azioni di ‘razionalizzazione’ ed accorpamento di incarichi. Che fine faranno i dipendenti? – Chiedono Ovi e Cappelloni – Saranno conferiti nelle cooperative sociali, con l’inquadramenti in un contratto nazionale fortemente penalizzante rispetto a quello attuale degli enti locali? Ci auguriamo che i sindacati di categoria sorvegliano con grande attenzione questa situazione a tutela dei lavoratori e della qualità dei servizi da essi erogati. Qualora non lo facessero – concludono i due – ci rendiamo disponibili a compartecipare finanziariamente ad azioni legali di tutela e responsabilità che i dipendenti dovessero eventualmente promuovere”.

 

 

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2013-01-24

 

PANORAMA POLITICO

«Un errore privatizzare il Falusi»

 

MASSA MARITTIMA Per i lavoratori non c’è mai serenità e pace. Lo dicono i Comunisti italiani che sostengono Ingroia alle prossime elezioni. E i lavoratori dei quali si parla sono quelloi dell’istituto Falusi. «Qualcuno pensa di smantellare, esternalizzare servizi di uno dei moduli abitativi per poi far inglobare i restanti lavoratori probabilmente in una cooperativa calpestando diritti, contratti e certezze di futuro – dicono dalla segreteria del partito – Possibile che chi arriva in un ente pubblico abbia questa smania di distruggerlo, esternalizzando poco alla volta i servizi?». I Comunisti italiani sono contro la privatizzazione e chiedono anche di sapere come si intende rafforzare il ruolo dell’istituto e dei lavoratori contro ogni forma di esternalizzazione che sarebbe la fine dell’Istituto stesso. Una domanda questa, che il partito che sostiene Ingroia porrà al presidente della Regione Rossi in un’interrogazione. «Nella sanità non sono accettabili tagli – aggiungono – non si baratta la salute con il risparmio».

 

 

 

“Le discutibili scelte della dirigenza passata ed attuale dell’Istituto Falusi, sempre assecondate dal Comune di Massa Marittima, rischiano di generare una situazione esplosiva tra i dipendenti”. Questo il duro commento espresso dagli ex consiglieri comunali di opposizione Roberto Ovi ed Angelo Maria Cappelloni alle voci della esternalizzazione a soggetti terzi, in via sperimentale fino a fine 2013, dei servizi di 1 dei 4 moduli abitativi dell’Istituto, in grado poi di estendersi in futuro all’intera attività operativa, con i relativi riflessi sul personale dipendente.

 

Fin dal 2006, ricordano i due ex consiglieri, esprimemmo un severo dissenso sulla trasformazione dell’I.P.A.B. in Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona (A.S.P.), che avrebbe dovuto invece confluire all’interno della Società della Salute, in linea con il progetto sperimentale approvato in consiglio comunale al termine dell’anno 2004, determinando l’eliminazione o il contenimento di ingenti spese, come i 140 mila Euro dei canoni di concessione da corrispondere all’USL 9 per le sedi Massa Marittima e Follonica, i 620 mila Euro di spese per il reperimento del personale a convenzione ed i 16 mila Euro annuali di compensi erogati al Presidente ed ai membri del consiglio di amministrazione.

 

La confluenza, sempre secondo Ovi e Cappelloni, avrebbe inoltre avuto effetti benefici sull’erogazione dei servizi e sul personale, inserito in una gestione in rete comprensoriale, con il conseguente riconoscimento di maggiori benefici economici, dovuto all’avvicinamento dei trattamenti contrattuali dei dipendenti del comparto della sanità e degli enti locali.

 

La costituzione dell’A.S.P., in assenza di patrimonio, con il quale finanziare i propri investimenti, a norma delle vigenti leggi, puntualizzano i due ex amministratori, ha comportato un progressiva esternalizzazione delle attività di assistenza, già iniziata a Follonica con il conferimento delle attività ad una cooperativa sociale ed il trasferimento dei dipendenti a Massa Marittima dove, fin dal Novembre del 2011, si prevedono ulteriori azioni di “razionalizzazione” ed accorpamento di incarichi.

 

Che fine faranno i dipendenti? Si chiedono Ovi e Cappelloni. Saranno conferiti nelle cooperative sociali, con l’inquadramenti in un contratto nazionale fortemente penalizzante rispetto a quello attuale degli enti locali?

 

Ci auguriamo che i sindacati di categoria sorvegliano con grande attenzione questa situazione a tutela dei lavoratori e della qualità dei servizi da essi erogati. Qualora non lo facessero, concludono i due, ci rendiamo disponibili a compartecipare finanziariamente ad azioni legali di tutela e responsabilità che i dipendenti dovessero eventualmente promuovere.

 

 

IL TIRRENO
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2012-10-06

ALTRO
«Perché il silenzio sul processo Falusi?» I repubblicani incalzano il sindaco Bai cui avevano chiesto di costituirsi parte civile

MASSA MARITTIMA A luglio, i repubblicani hanno chiesto al sindaco Lidia Bai di costituirsi parte civile nel processo sui presunti maltrattamenti andati in scena nel 2011 all’istituto Falusi. Ad oggi però, il capogruppo Luca Santini non ha ancora ricevuto una risposta. E in questo caso il detto “chiedere è un diritto, rispondere è cortesia” non vale. Il gruppo repubblicano infatti ha consegnato un’interrogazione all’amministrazione a riguardo e «il regolamento prescrive che il sindaco ha tempo un mese per dare la risposta». In questo modo, a Massa Marittima si riaccende di nuovo il dibattito sul Falusi. Per mettere ordine alla vicenda, dobbiamo tornare all’estate 2011, quando i familiari di alcuni ospiti hanno denunciato dei maltrattamenti nell’istituto da parte di alcuni dipendenti. In questo modo partono i provvedimenti disciplinari, fatti dal Falusi, e le denunce, sporte dalle famiglie. Saranno tre gli imputati che il luglio scorso, dopo circa un anno, si sono presentati al tribunale di Grosseto per la prima udienza. Ed è proprio in quei giorni, con l’inizio del processo, che arriva l’interrogazione dei repubblicani, volta a sapere «quale sia stata la valutazione dell’amministrazione su questo delicato problema e cosa intenda fare per tutelare la credibilità dell’Istituto e soprattutto per garantire i cittadini». Così riporta il testo dell’interrogazione, con Santini che incalza Bai per sapere quale sia il suo giudizio sugli amministratori del Falusi, «che non hanno avuto neppure l’idea di dimettersi per contestare denunce di tale gravità». Ma soprattutto, il capogruppo ha chiesto «se il sindaco non ritenga di costituirsi parte civile per il caso dell’ipotesi di condanna». Ad oggi però non ha ricevuto nessuna risposta. Per questo ha inviato un sollecito all’amministrazione. «Il ritardo fin qui accumulato della non risposta è grave e non giustificabile – scrive Santini nella lettere inviata in Comune – perché denota disinteresse per il regolamento, per lo statuto e quanto altro va sotto il concetto di “regole” a cui spesso ci appelliamo e che tutti dovremmo rispettare, non solo i cittadini “normali” ma anche il sindaco».

CORRIERE DI MAREMMA
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2012-09-25

ALTRO
Nella notte fra domenica e lunedì un uomo è stato visto mentre si allontanava in fretta dal furgone di proprietà della casa di riposo Un intruso all’istituto Falusi: forzata una finestra

MASSA MARITTIMA Un intruso all’istituto Falusi di Massa Marittima e alcuni danneggiamenti a infissi e elettrodomestici. Nella notte fra domenica e lunedì un uomo è stato visto mentre si allontanava in fretta dal furgone di proprietà della casa di riposo dove aveva passato la notte. Alcuni addetti al personale si sono quindi avvicinati al mezzo e hanno notato che il finestrino posteriore era stato rotto per aprire dall’interno la portiera. Nell’abitacolo c’era un gran disordine e ogni cosa era stata messa sottosopra presumibilmente per improvvisare un giaciglio dove riposarsi. In un secondo momento infermiere e inservienti hanno notato che anche una delle finestre della struttura era stata forzata, precisamente quella che conduce al ripostiglio. Qualcuno si era introdotto all’interno e aveva aperto gli armadietti del personale evitando però di rubare le poche cose che c’erano all’interno. Inoltre il malvivente deve aver rotto anche il tubo della lavatrice. Non sono certo chiare le intenzioni ma, secondo quanto ricostruito dal presidente dell’Istituto Roberto Schiavetti, “l’intruso voleva forse solo cercare un posto dove passare la notte”. “Noi comunque abbiamo chiamato i carabinieri di Massa Marittima – continua Schiavetti – e abbiamo sporto regolare denuncia”. L’uomo infatti è stato subito identificato e sembra trattarsi di un signore già conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti penali. Adesso i carabinieri provvederanno ad accertare come si sono svolti i fatti, prendendo le misure necessarie.

Chiara Calcagno

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-07-18

PANORAMA POLITICO
Santini interroga: «Ora si faccia chiarezza sull’istituto»

falusi Con l’apertura del processo sui presunti maltrattamenti subiti da alcuni ospiti, a Massa Marittima è tornata ad accendersi la polemica sull’Istituto Falusi. Il capogruppo repubblicano, Luca Santini, ha consegnato all’ufficio protocollo un’interrogazione consigliare in cui vengono messi in luce i punti più controversi della vicenda, a livello amministrativo. Già, perché a seconda dell’esito dell’iter processuale, ci saranno degli aspetti da prendere in considerazione. E così, ad un anno di distanza dalla denuncia, riprende il dibattito sul Falusi, che ieri, tra l’altro, ha nominato due nuovi componenti del consiglio d’amministrazione, subentrati ad altrettanti dimissionari. Ad entrare a far parte dell’Istituto sono Adriano Benelli, medico, e Mario Rossi, volontario della Cri. Certo è che una partenza più turbolenta non potevano trovarla. Il 9 luglio infatti si è tenuta l’udienza al tribunale di Grosseto per i fatti del luglio scorso, quando alcuni ospiti denunciarono dei maltrattamenti da parte degli assistenti. Tre gli imputati in aula durante l’udienza, gli stessi contro cui è stato aperto a suo tempo un provvedimento disciplinare. Ora, «premesso che nessuno è tenuto a sentenziare sulle possibili colpe altrui fino alla pronuncia della sede giudicante» dice Santini, occorre affrontare alcune questioni. «La direzione del Falusi non sembra priva di responsabilità, quanto meno per quanto attiene alla gestione interna dell’accaduto, avendo preso decisioni impropri o marginali». Il problema che pone il repubblicano sta in questi termini. «Se i due infermieri verranno assolti, l’Istituto si troverà a doversi “rimangiare” il provvedimento con tutte le conseguenze del caso»; al contrario, «se saranno ritenuti colpevoli – continua Santini – la direzione dovrà riconoscere la propria responsabilità nell’aver sottovalutato il problema nella sua serietà e gravità e per aver preso un provvedimento alla stregua di una banalissima mancanza disciplinare, quasi a voler giustificare in quanto “era la prima volta”». Per questo ora il capogruppo chiede lumi all’amministrazione, non solo circa la sua valutazione sulla vicenda, ma anche «se il sindaco non ritenga di costituirsi parte civile per il caso dell’ipotesi di condanna».

CORRIERE DI MAREMMA
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2012-07-12

ECONOMIA
Massa Marittima Quasi 7 milioni di euro L’istituto Falusi raddoppia il fatturato e aumenta il numero dei dipendenti

Fatturato raddoppiato in 4 anni per l’istituto Falusi. Questo il dato presentato dal presidente Roberto Schiavetti ieri mattina durante la videoconferenza con Uncem Toscana: dai 3,9 milioni di euro del 2009 il Falusi è infatti passato a 6,8 milioni. Ma non è tutto perché anche dal punto di vista occupazionale è riuscito a far crescere i numeri e attualmente sono impiegate 220 unità (contro le 90 del 2009) tra coloro che sono assunti direttamente dall’istituto nelle varie strutture delle Colline Metallifere e nei differenti servizi offerti e altri che operano nelle cooperative sociali. “Il territorio deve essere progettato – ha dichiarato Schiavetti – in un’ottica di rete e collaborazione fra gli attori chiave. Se sarà più importante il campanilismo, arriveremo a una perdita di identità storica e culturale”.

IL TIRRENO
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2012-07-08

ALTRO
Quattro posti per assistente alla persona

MASSA MARITTIMA L’istituto “G. Falusi”, azienda pubblica di servizi alla persona di Massa Marittima, ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di quattro operatori addetti all’assistenza alla persona (categoria professionale B, posizione di ingresso 3 del Ccnl comparto Regioni – Enti locali). Possono partecipare alla selezione coloro che possiedano i seguenti requisiti: cittadinanza italiana, idoneità fisica all’impiego, età non inferiore ad anni 18 e non superiore ad anni 40, non aver riportato condanne penali definitive oppure provvedimenti giurisdizionali definitivi che impediscano la costituzione del rapporto d’impiego presso la Pubblica amministrazione, attestato di qualifica di “Operatore socio-sanitario” o equipollente. La domanda di partecipazione deve essere redatta utilizzando lo schema allegato al bando e recapitata a “Istituto G. Falusi, via Pizzetti 1/a, 58024 Massa Marittima (Gr)” mediante raccomandata A.R., mediante telefax, allo 0566 904308 o mediante consegna all’ufficio amministrativo della sede legale dell’istituto entro il 6 agosto prossimo


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