Archivi per la categoria ‘Ex Molendi’

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VENTIDUESIMA PARTE
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– 2017 –

 

Con Decreto n.1 del 10.01.2017, il Sindaco Giuntini nomina il nuovo Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato nella persona del Dott. Luca Donati.

Il 17.01.2017, a seguito di espressa richiesta, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” viene ricevuto dalla Dott.ssa Cinzia Teresa Torraco, nuovo Prefetto di Grosseto, al quale espone la propria preoccupazione per situazione di pesante soccombenza in cui versa l’Ente nel merito del caso EX-MOLENDI.

Per iniziativa prefettizia, la settimana successiva, lo stesso Sig. Prefetto, il Sindaco Giuntini e il Ragioniere Capo Donati si recano a Roma, presso la Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero dell’Interno (ove la Dott. Torraco ha lavorato a lungo), e trattano della questione col Direttore Generale, Dott. Giancarlo Verde [che il cognome di quest’ultimo preluda ad una sistemazione “a giardino” dell’area?].

Nei termini di Legge, entro il 07.02.2017, il CTU nominato dal TAR  deposita la sua perizia quantificando complessivamente il danno in euro 1.555.000.

La Società Immobiliare Porta al Salnitro, ritenendo sia stata omessa la valutazione (in tutto o in parte) di alcune delle voci di danno indicate – in sentenza – dal TAR, critica apertamente quanto stimato dall’ingegner Butti e annuncia pesanti controdeduzioni attraverso la memoria conclusiva.

Il 21.02.2017, le Parti si incontrano di nuovo accordandosi – seppure verbalmente – sulle modalità attraverso le quali il Comune potrebbe riconoscere alla Società Immobiliare Porta al Salnitro quanto sarà determinato dal TAR: voci sufficientemente informate vogliono che il Sindaco Giuntini abbia proposto alla Controparte di poterLe corrispondere – al ridosso della sentenza – la somma di circa 500.000 euro per giungere a saldare il debito mediante rate annuali di 100.000 euro.

Il 25.02.2017, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere se risponde al vero che il SOTTOPASSO di via Massetana Sud, quello che – in prossimità della Porta al Salnitro, salendo da Piazza Dante – consente di raggiungere la c.d. AREA EX-MOLENDI, sfocerebbe in una porzione di quest’ultima, ovvero in una PROPRIETA’ PRIVATA anziché PUBBLICA.

Il 19.04.2017, a Firenze, si tiene la prima udienza della Camera di Consiglio per la definizione del c.d. “giudizio di ottemperanza”: la causa è trattenuta in decisione.

In mancanza di un accordo tra le Parti, infatti, è il TAR a dover stabilire l’entità economica del danno già accertato con la sentenza del 2013 secondo la quale l’Ente NON HA RISPETTATO GLI OBBLIGHI DI LEGGE DERIVANTI DALLA STIPULA DELLA CONVENZIONE.

Con Ordinanza n.661/2017 (pubblicata il 09.05.2017), in ragione dei numerosi rilievi proposti dalle Parti nel merito della perizia redatta dal CTU Ing. Butti, dispone ulteriori accertamenti e rinvia la trattazione della Causa alla Camera di Consiglio fissata per il 14.02.2018.

Il 20.10.2017, improvvisamente, il Sindaco Giuntini convoca d’urgenza una Riunione dei Capigruppo per annunciare un Consiglio entro la fine del mese: tra i punti all’odg, LA TRANSAZIONE TRA L’ENTE E LA SOCIETA’ “IMMOBILIARE PORTA AL SALNITRO” (della quale avrebbe parlato in Consiglio l’Avvocato Gracili)!!!

Giuntini annuncia di aver trovato un accordo con la Controparte e di voler sottoscrivere la transazione PRIMA DEL 6 NOVEMBRE, quando sarebbe stata depositata la nuova perizia CTU.

Entro tale giorno, infatti, per conto del TAR (chiamato ad esprimere il così detto “giudizio di ottemperanza”), sulla base delle osservazioni delle Parti, il solito CTU – l’ingegnere Andrea Butti – avrebbe dovuto “rettificare” il suo precedente lavoro giungendo necessariamente a far lievitare l’importo del danno, già stimato in 1.550.000 (unmilionecinquecentocinquantamila) euro.

A Zazzeri per “Massa Guarda Avanti”, Borelli per “MASSA COMUNE” e Giuliani per Massa va Oltre”, Giuntini riferisce di aver trovato un accordo con Veninata & Co. della Società “Immobiliare Porta al Salnitro” 1.930.000 (unmilionenovecentotrentamila) euro!!!

Ma la convocazione di quel Consiglio NON ARRIVERA’ MAI poiché nessun Dirigente si è reso disponibile a firmare gli opportuni pareri di regolarità, né il Revisore dei Conti aveva esaminato la proposta di transazione.

Nel frattempo, il Ragioniere Capo e Responsabile del Settore 2 – Dott. Luca Donati – rassegna le sue dimissioni e il Responsabile del Settore 1 – Dott. Francesco Rapezzi – annuncia che, dal 2018, tornerà all’Unione di Comuni (dalla quale era in comando presso il Comune di Massa Marittima).

Il 6 Novembre 2017, come disposto dal Giudice, l’ingegnere Andrea Butti deposita la sua perizia “rettificata”, stimando in 2.019.000 (circa il 30% in più) il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI. 

Resta ora da aspettare il 14 FEBBRAIO 2018 quando si terrà l’udienza in cui il TAR – probabilmente – si pronuncerà in maniera definitiva…


CONTINUA


2019


Questo “numero” non indica solo l’anno in cui ci saranno le prossime elezioni amministrative.

Moltiplicato per mille, è anche anche il nuovo importo in euro della perizia con cui è stato stimato il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI. 

Cari Massetani: avete voluto il Sani, la Bai e il Giuntini ?

ORA PAGATE !!!!

Circa l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI, andrà avanti così.

Entro il prossimo 6 Novembre, il CTU presenterà la sua perizia “integrata e corretta”.

Il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” (ad oggi stimato in 1.550.000 euro) aumenterà e, forse, supererà i 2.000.000 di euro.

Ma nessun problema, cari Cittadini Massetani!

Il Sindaco Giuntini [lite temeraria permettendo] potrebbe decidere di ricorrere al Consiglio di Stato e – per togliersi temporaneamente dalle guazze – far passare ancora molto tempo.

Probabilmente, se non sarà eletto una seconda volta (come sono in molti a credere), del GROSSO DEBITO CAUSATO DAL SUO PARTITO E DA PRECISI NOMI E COGNOMI se ne dovrà occupare il prossimo Sindaco…

Oltreché noi tutti, ovviamente…

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VENTUNESIMA PARTE
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– 2016 –

 

Il Ricorso n.1543/2015 – teso all’ottenimento del Giudizio di ottemperanza – viene esaminato nelle Camere di Consiglio del 13 e del 27 Gennaio 2016.

Con Delibera n.6 del 14.01.2016, la Giunta Comunale stabilisce di avvalersi – congiuntamente al Comune di Roccastrada, Ente di appartenenza – della Dott.ssa Angela Monticini, quale Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato.

Con Ordinanza n.265/2016, il TAR affida la CTU all’ingegnere Andrea Butti – Consulente Tecnico del Tribunale di Firenze – e fissa al 22.03.2017 la Camera di Consiglio per la trattazione nel merito del ricorso.

Con Ordinanza n.1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio e sposta al 19.04.2017 quanto precedentemente fissato per il 22.03.2017.

Il 10.01.2016, le Parti tentano di accordarsi per l’ennesima volta; proseguono nella trattativa, anche alla presenza dell’ing. Lotti, il 19.05.2016.

Il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal TAR nell’ambito del procedimento teso alla formulazione del c.d. “Giudizio di Ottemperanza” [ovvero la quantificazione del danno dovuto dall’Ente], in previsione della Camera di Consiglio che si terrà il 19.04.2017, replicando circostanziatamente alle osservazioni delle Parti, dovrà depositare la PERIZIA DEFINITIVA sul caso EX-MOLENDI entro il 31 Gennaio 2017.

Con ordinanza 1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio dell’udienza prevista per il 17 Marzo 2017 e la posticipa al successivo 19 Aprile.

Il 29.11.2016, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere gli sviluppi della vicenda.

Manifestando una tranquillità inquietante, Giuntini risponde nel corso del Consiglio Comunale del 25.01.2017; pur consapevole della grave situazione debitoria del Comune, come se niente fosse, dichiara di attendere gli eventi per decidere se e come pagare il danno riconosciuto alla Società Immobiliare Porta al Salnitro o ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato per chiedere la riforma del giudizio di ottemperanza espresso dal TAR.

Giuntini ostenta serenità benché sappia che a pagare un danno causato da UOMINI DEL SUO PARTITO saranno i Massetani; ritenendo che la sua Amministrazione abbia “semplicemente” ereditato la questione [ovvero che i responsabili siano altri], inoltre, crede che a lui nessuno potrà mai imputare nulla.


CONTINUA

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VENTESIMA PARTE
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– 2014 / 2015 –

 

Il 25.05.2014, Marcello GIUNTINI – dimissionario da Primo Cittadino di Montieri – viene eletto Sindaco di Massa Marittima, succedendo a Lidia BAI.

Tra i tanti casi scottanti a sfondo edilizio/urbanistico [come l’EX-AGRARIA, il MAGRONE, le BONIFICHE MINERARIE ecc. ecc.], Giuntini eredita la questione EX-MOLENDI quando un accordo tra le Parti è ancora ben lontano dall’essere raggiunto.

Nel merito della quantificazione economica del risarcimento spettante alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, infatti, la distanza tra quest’ultima e il Comune di Massa Marittima risulta incolmabile: la stima redatta dalle Parti differisce di un importo tanto elevato da risultare impossibile ogni ragionevole mediazione.

Con la MOZIONE del 12.07.2014, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” tenta di impegnare il Consiglio affinché muova ulteriormente per entrare nella disponibilità dell’area in questione, tornando a trattare con la Società “Porta al Salnitro” prima che venga emessa l’attesa sentenza del Consiglio di Stato: la mozione viene respinta.

Con la MOZIONE del 12.07.2014, pur in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, considerato il pregio urbanistico dell’area EX-MOLENDI (principale “porta urbana” della Cittadina), vista la non più tollerabile situazione in cui la medesima versa, considerando doveroso promuovere un’attenta riqualificazione urbanistica della porzione di territorio di cui fa parte, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” invita l’Amministrazione ad intraprendere, con la doverosa sollecitudine, ogni ulteriore opportuno rapporto con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per valutare la possibilità di una eventuale acquisizione di ogni titolo su tale area; ciò affinché, pur a seguito del risarcimento da corrispondere alla Società “Porta al Salnitro”, non rimanga alcun diritto a quest’ultima come invece andrebbe ad essere.

Il 12.12.2014 le Parti si incontrano di nuovo: questa volta, però, l’obiettivo è quello di convenire sulle modalità più corrette e opportune – secondo le disposizioni impartite dal TAR – per addivenire alla quantificazione del danno subito e riconosciuto alla Società “Porta al Salnitro”

Con Deliberazione n.216 del 30.12.2014, la Giunta Comunale incarica l’Avvocato Luisa Gracili dello “Studio Associato Gracili” di Firenze di assistere il Comune nelle operazioni relative all’esecuzione delle Sentenze del TAR e del Consiglio di Stato.

Il 14.01.2015, senza esito, le Parti si incontrano ancora una volta.

In mancanza di un accordo, la Società Immobiliare Porta al Salnitro è costretta ad adire nuovamente il TAR (…) affinché sia questo a stabilire l’entità economica del danno spettantele.

Il tentativo di accordarsi, sebbene ancora infruttifero, continua più volte anche nel corso del 2015.


CONTINUA

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DICIANNOVESIMA PARTE
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– 2012 / 2013 –

 

Il 26.09.2012, così come previsto dall’art.55 della LRT 01/2005, terminano i cinque anni di efficacia delle previsioni urbanistiche attuative del Comune di Massa Marittima e dei conseguenti vincoli preordinati all’esproprio.

In data 06.03.2013, si svolge l’udienza di fronte al TAR della Toscana dalla quale il Comune esce palesemente sconfitto.

Con la sentenza n.659 del 22.04.2013, notificata all’avvocato Traina il 08.05.2013, TAR della Toscana accoglie pressoché interamente il ricorso 1730/2011 presentato dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, condannando il Comune di Massa Marittima al risarcimento del danno da inadempimento della Convenzione oltreché per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di legge.

Il TAR dichiara risolta la Convenzione e condanna l’Ente a risarcire la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” proponendo alla medesima, nel termine massimo di 90 giorni (entro Luglio 2013), una somma risarcitoria adeguatamente rivisitata in ragione delle decisioni assunte.

Dispone, altresì, di trasmettere la propria sentenza alla PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI perché siano accertate le eventuali responsabilità dei singoli.

Il 07.05.2013, presso lo studio del Notaio Abbate di Grosseto, le Parti si incontrano per dare esecuzione a quanto disposto con la delibera consiliare n.61 del 2008 e procedere alla retrocessione alla Società delle aree censite al Catasto Terreni al Foglio 143, particelle 290, 300, 358, 438, 439, 440 (ora 290); ciò ad esclusione della porzione di mq.66,40 circa con relativo sottosuolo [stimata 10.000.000 di lire], occupata dal sottopasso pedonale che attraversa la strada provinciale e realizzato in esecuzione della Delibera della Giunta comunale n. 222 del 01.10.1998.

Con atto pubblico del 23.05.2013, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” diviene formalmente intestataria degli immobili.

Al Consiglio Comunale del 04.06.2013, per illustrare la sentenza del TAR, viene invitato l’avvocato Giorgi, lautamente pagato con i soldi di tutti ma, di fatto, al servizio esclusivo del Sindaco BAI e del PD.

Ripercorrendo la vicenda [vedasi verbale n.22], rammenta che nel 2009 venne imposto il vincolo paesaggistico all’intero Comune (cosa non vera in quanto il provvedimento interessava il solo Centro Storico) e che, partire dal 2009, tale vincolo era cessato e l’intervento avrebbe potuto essere realizzato sulla base della Convenzione (cosa altrettanto falsa in quanto il vincolo non è mai venuto meno).

Successivamente, ritenendo che la sentenza del TAR sia pervasa di innumerevoli criticità, Giorgi si affretta a sostenere che un ricorso al Consiglio di Stato poteva rivelarsi assai conveniente (ma per chi? ndr); lo definisce addirittura “doveroso” e da promuovere proseguendo ogni possibile trattativa con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Il Capogruppo della Lista Civica, Federico Montomoli, afferma che il Comune non può esimersi dal perseguire le responsabilità di chi ha causato il danno e chiede la definizione di un atto politico attraverso il quale sollecitare gli organi competenti ad attivarsi per individuare le responsabilità dei soggetti sui quali l’Ente possa rivalersi.

Con Deliberazione n.99 del 02.07.2013, seguendo ciecamente le indicazioni dell’avvocato Giorgi secondo il quale ci sarebbero state buone possibilità di vedersi riconoscere ogni ragione, la Giunta Comunale decide di proporre ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR n.659 del 22.4.2013, affidandone l’incarico allo stesso Giorgi, in unione all’avvocato Duccio Traina di Firenze.

Questa mossa appare l’ennesima scelleratezza e per chiunque è più che scontato attendersi una pronuncia sfavorevole per l’Ente; il tutto pare teso unicamente a prendere tempo e coprire le responsabilità di taluni, ex sindaco ed ora onorevole Luca Sani in testa.

Il TAR, infatti, era stato estremamente chiaro nel riconoscere la responsabilità oggettiva dell’Amministrazione conseguente alla stipula di una convenzione “capestro” firmata, appunto, quando Sani era sindaco.

Con Deliberazione n.122 del 01.08.2013, la Giunta Comunale esamina e fa propria la perizia di stima, commissionata all’Ing. Liciano Lotti per il tramite dell’Avv. Giorgi, tesa alla quantificazione del danno da riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Prendendo in considerazione la differenza di valore del fabbricato realizzando dal 2001 al 2010, il mancato reddito per locazioni nel periodo indicato in sentenza (2001/2010) e il mancato reddito per la gestione del parcheggio, Lotti quantifica in 676.595,00 l’indennizzo da offrire alla Controparte per la definizione della controversia.

A fronte dei 5.500.000 di euro richiesti, dunque, il Comune di Massa Marittima propone una somma di oltre otto volte più bassa, riconoscendo il torto ma troncando sul nascere ogni possibilità di accomodamento.

Nei primi giorni dell’Agosto 2013, senza farne parola alcuna né all’opinione pubblica né alle opposizioni politiche, così come disposto dal TAR della Toscana, il Comune di Massa Marittima formula la sua offerta alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Nel frattempo, con Ordinanza del 28.08.2013, a fronte di precisa richiesta, il Consiglio di Stato concede al Comune di Massa Marittima la sospensione dell’esecuzione della sentenza del TAR «considerato che l’appello richiede adeguato approfondimento di merito, sia in riferimento alla valutazione complessiva dei comportamenti delle parti e della rispettiva incidenza nella causazione e/o aggravamento dei danni, sia in relazione alla quantificazione delle ragioni risarcitorie, e che a tal fine sarà fissata udienza di discussione nei tempi più celeri possibili».

Tre mesi dopo, il 26.11.2013, si tiene l’udienza di appello.

IL 14.10.2014, il CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO N.5440/2014 PROMOSSO DAL COMUNE DI MASSA MARITTIMA AVVERSO LA PRECEDENTE PRONUNCIA DEL TAR TOSCANA N.659 DEL 22.04.2013 NEL MERITO DELL’ANNOSA QUESTIONE DELL’AREA MOLENDI.

L’ENTE, DUNQUE, VIENE DEFINITIVAMENTE CONDANNATO A RISARCIRE IL DANNO PER L’INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE. 

Non essendo giunti ad un accordo, resta solo da quantificare il danno; se, mediante ulteriori incontri negoziali, non si riuscirà a definire un importo che soddisfi entrambe le Parti, per dare esecuzione alla sentenza, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” adirà nuovamente al TAR richiedendo apposito “giudizio di ottemperanza”.

Quando tale danno sarà quantificato, nel giro di poco, il Comune dovrà rifonderlo; in difetto, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” potrà richiederne il commissariamento.

Comunque sia, se anche dovesse pagare quanto stabilito, trattandosi di un importo ad esclusivo titolo risarcitorio, l’Ente non acquisirà alcun diritto sull’area ex-Molendi: da qui la necessità di addivenire necessariamente ad un accordo, nel tentativo di chiudere definitivamente la vicenda, pagando il danno, ma che comprenda l’area stessa.

Per il ricorso in appello al CDS, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 6.344,00 euro [distinta 360/2014].


CONTINUA

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DICIOTTESIMA PARTE
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– 2011 –

 

Con la MOZIONE del 31.01.2011 [portata in Consiglio solo il 05.04.2011], il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune”, dopo averne verificato i presupposti, invita l’Amministrazione Comunale a costituirsi anch’essa in giudizio di fronte al TAR della Toscana proprio per veder riconoscere la nullità di quella Convenzione e poter procedere alla redazione di un nuovo atto che, se non sottoscritto dalla Controparte, avrebbe consentito al Comune di imporre unilateralmente e autoritariamente la modifica e/o la rescissione della Convenzione in essere.

Recenti Sentenze della Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite stabiliscono, infatti, che “benché un ente locale, nel suo operare negoziale, si trovi su un piano paritetico a quello dei privati, non ne deriva una piena ed assoluta equiparazione, essendo essa portatrice di un interesse pubblico al quale deve ispirarsi”. Ne conseguirebbe pertanto che “all’amministrazione è preclusa la possibilità di avvalersi di accordi o convenzioni, perché in tal modo il componimento della vertenza sarebbe affidato a soggetti in difetto di qualsiasi procedimento legalmente determinato e, pertanto, privo di adeguate garanzie di trasparenza e pubblicità della scelta”. 

Il Comune di Massa Marittima, dunque, avrebbe avuto piena facoltà di recedere dagli impegni assunti con la Convenzione o di modificare i medesimi, anche in modo unilaterale ed autoritativo, costituendosi in giudizio di fronte al TAR entro il termine del 14.03.2011, individuato dal nuovo Codice del Processo Amministrativo quale limite temporale per l’annullamento di un provvedimento amministrativo per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere.

Di conseguenza, il Sindaco del Comune di Massa Marittima, LIDIA BAI, entro il termine ultimo del 14.3.2011, al fine di scongiurare il rischio di una richiesta danni milionaria (cosa poi accaduta) avrebbe potuto e dovuto:

  1. costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità della clausola compromissoria di cui all’articolo 11 della Convenzione e dei relativi atti amministrativi conseguenti, per difetto di giurisdizione del giudice ordinario nella risoluzione delle controversie intercorse tra le Parti nella realizzazione dell’intervento di riqualificazione della c.d. “Area ex-Molendi”;
  1. costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità dell’intera Convenzione il cui schema è stato approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998, e dei relativi atti amministrativi conseguenti, nel caso in cui – redatta in tempo utile, anche per la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” srl, una nuova convenzione a seguito degli atti assunti dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali e del vincolo paesaggistico imposto sull’area con D.M. 24.11.1999 – la società Porta al Salnitro ne rifiuti la sottoscrizione e/o il Comune di Massa Marittima non imponga unilateralmente ed autoritativamente la modifica e/o cessazione di quella in essere;
  1. procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito alla clausola compromissoria di cui ne viene chiesta l’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana, oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro temporeLuca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998;
  1. procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito all’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana dell’intera Convenzione nel caso ut supraal punto 2.), oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro tempore Luca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998. 

Ma, nonostante la reale possibilità di mettere al sicuro l’Ente, il Sindaco Lidia BAI nulla compie di quanto suggeritole.

Con Deliberazione n.42 del 22.02.2011, anche su indicazione di Giorgi, ritenuto indispensabile ricorrere ad un parere legale in riferimento alla richiesta con relativa motivazione avanzata dal Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” con la MOZIONE del 31.01.2011, in particolare per gli aspetti più propriamente connessi alla disciplina giuridica dei ricorsi amministrativi davanti al TAR, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze l’incarico di assistenza legale per fornire uno specifico parere sulla richiesta della Lista Civica.

Forse in preda alla follia e facendo sfoggio di doti non facilmente definibili, delibera anche che, in caso di riscontrata infondatezza della richiesta della Lista Civica, gli oneri ricadenti a carico del Comune per prestazioni professionali che il Comune si trovasse costretto ad acquisire, sarebbero stati richiesti in rimborso ai soggetti che avevano determinato la necessità di ricorrervi [???].

Durante il Consiglio Comunale del 05.04.2011 [vedasi DCC 18/2014], il Sindaco riferisce che, nel merito delle osservazioni avanzate dalla Lista Civica con la MOZIONE del 31.01.2011, il Comune ha richiesto un parere legale all’avvocato Traina di Firenze [ATTO SEGRETATO PER RAGIONI DIFENSIVE].

Informa che il Professionista, pur concordando sul fatto che la clausola compromissoria possa ritenersi di dubbia legittimità, ritiene NON SI DEBBA ADIRE il TAR per vederne riconoscere la nullità insieme a quella dell’intera Convenzione NE’ SI DEBBA PROCEDERE AL RECUPERO DELLE SOMME versate dal Comune di Massa Marittima (oltre ad interessi, rivalutazione, ecc.), anche mediante denuncia alla Procura Generale della Corte dei Conti dell’operato dell’allora Sindaco Luca SANI, del Segretario Comunale Marcello FRASCINO e dei Consiglieri Comunali che avevano approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998.

Il 27.07.2011, viene notificato al Comune di Massa Marittima il ricorso al TAR Toscana promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e finalizzato ad ottenere un risarcimento economico a seguito del danno subito per l’inadempienza dell’Ente al riguardo della Convenzione del 1998.

La Società “Immobiliare Porta al Salnitro” lamenta:

  1. il danno conseguente al mancato percepimento del reddito locativo dei fabbricati dal Settembre 2000;
  1. il danno conseguente al mancato percepimento del reddito derivante dalla gestione dei 17 posti auto nel parcheggio a raso (art.10 della Convenzione);
  1. il danno conseguente all’avvenuta demolizione dei fabbricati e al mancato recupero dei volumi;
  1. il danno conseguente alla minor volumetria realizzabile a seguito alla intervenuta variazione delle previsioni urbanistiche locali [da 2855,40 a 2104,00 metri cubi];
  1. il danno conseguente agli oneri e ai costi sostenuti per le numerose prestazioni professionali richieste di volta in volta e sempre accolte al fine di addivenire ad una soluzione che consentisse la realizzazione dell’intervento.

Nel corso del Consiglio Comunale del 29.08.2011, rispondendo ad una INTERROGAZIONE della Lista Civica tesa a conoscere l’esito dei lavori del Collegio Arbitrale, il Sindaco afferma che lo Stesso, adito per pronunciarsi sulla controversia con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, si era dichiarato incompetente a tale riguardo [esattamente come sostenuto a gran voce dalla Lista Civica stessa con la MOZIONE del 31.01.2011, ignorata dal Sindaco Bai e dai Consiglieri di Maggioranza] e che la questione doveva essere trasferita nell’ambito della più idonea giurisdizione del TAR della Toscana.

Con l’INTERROGAZIONE del 12.09.2011, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” chiede conto al Sindaco BAI dell’ennesimo ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e che cosa Ella stessa abbia fatto e/o intenda fare di quanto deliberato dal Consiglio Comunale con atto 61/2008.

Chiede, altresì, se l’Amministrazione ha ancora interesse a riqualificare l’area e se è consapevole che, in caso di soccombenza di fronte al TAR, decorsi 30 giorni dal pronunciamento senza aver adempiuto al pagamento dell’indennizzo, previo nomina di un commissario “ad acta” su istanza della Controparte, il Comune può rischiare il commissariamento teso a dare immediata esecuzione alla sentenza.

Il Sindaco BAI risponde all’INTERROGAZIONE della Lista Civica durante il Consiglio Comunale del 08.10.2011 [vedasi Deliberazione n.77], confermando di aver ricevuto notifica del ricorso, che il Comune ha sempre avuto interesse a riqualificare l’area, di essere al corrente di ogni rischio e di aver tentato più volte, infruttuosamente, di retrocedere l’area [particella 329] alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Con fare stizzito e isterico, provocatoriamente, chiede alla Lista Civica di dichiarare da che parte stia, se dalla parte del Comune o della Società, dal momento che i suoi Consiglieri vengono spesso visti colloquiare in pubblico con taluni esponenti di essa.

Con Deliberazione n.298 del 13.10.2011, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze, in collaborazione con l’Avvocato Giorgi di Grosseto, l’incarico di assistenza legale nel merito del ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.


CONTINUA
 

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DICIASSETTESIMA PARTE
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– 2009 / 2010 –

 

Il 27.10.2009, nel corso della seduta n.700 del Senato, l’On. Antonio Di Pietro presenta un’interrogazione a risposta scritta ai Ministri dei Lavori Pubblici e dell’Ambiente chiedendo quali misure si intendano adottare circa il fatto che, nel caso di Massa Marittima, si voglia fare un uso palesemente incongruo dei fondi stanziati per il Giubileo, volendone far uso per realizzare 44 box sotterranei ad uso privato; dice, altresì, che non risulta siano state fatte le adeguate perizie tecniche tese a verificare la sostenibilità dei lavori da parte delle fondamenta della Cattedrale.

Con Deliberazione del 02.03.2010, il Consiglio Comunale accetta di aderire alla richiesta di rettifica del contratto stipulato nel 1999 con la Parrocchia di San Cerbone restituendo, con onere a carico dell’Ente, la porzione di mq.330 della particella 329 acquisita erroneamente]; vista la mancata realizzazione del parcheggio ove si sarebbe vista riservare un box, a saldo per la cessione dei rimanenti mq.670, le Parti concordano il prezzo omnicomprensivo di euro 6.371,72 (in luogo dei 30.000.000 di lire come da pattuizione originaria).

Il 05.05.2010, ricorrendo alla “clausola compromissoria” di cui alla Convenzione del 1998, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” attiva la procedura arbitrale, chiedendo che venga accertato l’inadempimento della stessa e rivendicando un risarcimento di 5 MILIONI E MEZZO di euro; nomina altresì il proprio Arbitro in persona dell’avvocato Umberto Gulina di Grosseto, e invita la Controparte a fare altrettanto.

La decisione nel merito della controversia è quindi demandata a un Collegio Arbitrale (composto da tre Membri di cui due, uno per ciascuna, designati dalle Parti e il terzo scelto di comune accordo dai due Arbitri) e non al Tribunale ordinario.

Con Deliberazione n.165 del 01.07.2010, la Giunta Comunale conferisce all’avvocato Luciano Giorgi di Grosseto l’incarico per l’assistenza legale al Comune nel giudizio arbitrale attivato dalla Controparte.

Con Deliberazione n.278 del 04.11.2010, la Giunta Comunale nomina all’avvocato Francesco Amerini di Grosseto quale proprio Arbitro nel giudizio arbitrale promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.

Per l’Arbitrato, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 36.808,20 euro [distinta 250/2013].


CONTINUA

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SEDICESIMA PARTE
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– 2008 –

Gli incontri tra le Parti tesi a chiarire definitivamente la fattibilità e gli eventuali limiti dell’intervento continuano fino all’estate 2008 quando, finalmente, pare possibile giungere ad una soluzione condivisa.

Il 10.07.2008, infatti, in una nota indirizzata alla Controparte, il Legale del Comune si esprime sostenendo di ritenere possibile la risoluzione della controversia.

Il 24.07.2008, le Parti si confrontano in quello che doveva rivelarsi l’incontro risolutivo e convengono, per giungere alla sottoscrizione, di sostituire l’Atto di Transazione del 2003 (mai sottoscritto nonostante l’approvazione del Consiglio Comunale).

Di conseguenza, la Società recapita al Comune un documento contenente la propria posizione circa il percorso da seguire per dare attuazione all’accordo transattivo, anche ricordando quali e quanti siano stati i propri sforzi economici per giungere alla miglior soluzione tesa a minimizzare l’impatto paesaggistico dell’intervento [buona ultima le soluzioni proposta dal Prof. Verducci di Perugia].

Ma le precisazioni della Controparte non sono gradite all’avvocato Giorgi che, senza fornire ad Essa alcun preavviso, a partire dal 25.09.2008, inizia a sollecitare l’Ente circa la necessità di provvedere con URGENZA alla «stipula della retrocessione dell’area di sedime dell’immobile demolito in modo da consentirne senza dilazioni l’utilizzazione per i fini edificatori consentiti».

Il successivo 07.10.2008, l’avvocato Giorgi recapita al Comune il proprio parere ufficiale: confermando quanto anticipato giorni addietro, evidenzia l’incomprensibile opportunità di procedere all’immediata retrocessione dell’area e, addirittura, alla revoca della Deliberazione del Consiglio Comunale n.13 del 18.02.2003.

Alla fine della sua nota, l’avvocato Giorgi dice: «Il Comune dovrà comunque mettere in conto che, subito dopo l’adozione della revoca ed in riferimento ad essa, la Società potrà ritenere violata l’intesa metodologico-negoziale che, a suo tempo, dette luogo alla elaborazione-mediazione dell’avvocato Fiori recepita dal Consiglio Comunale e, quindi, promuovere, così come mi è stato precisato in riferimento a detta ipotesi, un giudizio per danni davanti al Tribunale, ovvero in Sede Arbitrale, per far valere le proprie pretese risarcitorie che peraltro, com’è ovvio, dovrebbero essere tutte adeguatamente motiva e, soprattutto, provate».

Solo due giorni dopo, l’argomento viene portato con URGENZA in Consiglio Comunale, aggiungendolo straordinariamente all’ordine del giorno già predisposto e diffuso ai Consiglieri.

Durante il Consiglio Comunale del 09.10.2008, premesso che l’Atto di Transazione del 2003 non era mai stato firmato né c’erano stati ulteriori passaggi al riguardo in Consiglio Comunale, il Sindaco Lidia BAI ricorda che, a partire dal Settembre 2005, si erano tenuti numerosi incontri con la Controparte (prima interlocutori, poi negoziali) allo scopo di pervenire concordemente alla definizione della vicenda, precisando che l’obiettivo costantemente perseguito dall’Amministrazione nel corso delle trattative era sempre stato quello di garantire gli interessi del Comune, senza  però penalizzare in alcun modo il Privato.

Spiega, inoltre, che fino a quel momento, nonostante le pressioni della Società, il Comune non aveva firmato l’atto di transazione ritenendo necessario modificare alcuni degli accordi contenuti in esso, in ragione dell’oggettivo superamento delle condizioni originarie.

Sostiene anche la NECESSITA’ che il Consiglio deliberi la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003, pur senza pretendere indietro il diritto di superficie concesso alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” sull’area adiacente a quella da Essa acquisita a titolo di proprietà mediante l’atto pubblico di permuta del 1999.

E informa il Consiglio circa l’eventualità che la Società proceda ad una azione legale nei confronti del Comune, sostenendo però che l’Amministrazione NON INTENDE METTERE L’INTERESSE PUBBLICO IN SECONDO PIANO, vincolando l’Ente con la sottoscrizione di una transazione ormai superata.

Ritiene che la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003 e la RETROCESSIONE dell’area alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” siano il presupposto [unilateralmente ritenuto tale] per la ripresa della trattativa finalizzata alla definitiva risoluzione della controversia.

 

Con Deliberazione n.61 del 09.10.2008, recependo il parere dell’Avvocato Giorgi (con 8 voti favorevoli, 1 astenuto e 1 contrario) il Consiglio Comunale decide dunque:

  1. di procedere alla immediata retrocessione alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” dell’area composta dalle particelle censite al Catasto Terreni al foglio 143, mappali 290, 300, 358, 438, 439, 440 (al tempo mappale 328), pervenuta al Comune con l’atto di cui al rep. 13739 del 11.2.1999 ai rogiti del notaio Abate di Grosseto [registrato in data  26.2.1999 al n. 438 serie 1V];
  1. di non procedere, al momento, con la richiesta alla Società privata tesa al vedersi retrocedere il diritto di superficie costituito in favore della stessa su parte dell’area di cui alla particella 329, per fare di ciò oggetto di discussione e trattativa successive; 
  1. di revocare la deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 18.02.2003;
  1. di procedere con la ripresa negoziale con la Controparte.

In aggiunta, di propria esclusiva iniziativa, si è inteso “annullare” la Convenzione del 1998 ed il conseguente Atto di Permuta dell’anno successivo, dimenticando gli immobili di proprietà privata abbattuti in tutta fretta dal Comune.

In realtà, la Convenzione del 1998 rimane l’UNICO atto contrattuale vigente e mai modificato dalle Parti se non per quanto riguarda l’accordo interlocutorio sottoscritto il 29.09.2000 col quale il Comune si era impegnato a riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” la somma di lire 200.000.000 per il mancato adempimento di quanto all’art.4 della Convenzione, ovvero la RICOSTRUZIONE DEL PIANO DI POSA degli edifici da realizzare ad opera del Privato.

In molti definiscono tale azione come espressione di un “incongruo esercizio del potere di autotutela”.

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QUINDICESIMA PARTE
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– 2005 –

In data 03.08.2005, il geometra Pietro Dragoni, Legale Rappresentante della Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, diffida formalmente il Comune di Massa Marittima a sottoscrivere, entro 30 giorni, l’Atto di Transazione approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.13 del 18.02.2003.

Alla diffida non segue riscontro, se non l’invito ad un ennesimo generico incontro durante il quale il Comune si dichiara disponibile a sottoscrivere l’Atto, laddove ad esso fossero state apportate integrazioni a taluni aspetti tecnici ed economici.

Seguono, di conseguenza, ulteriori tavoli per meglio approfondire la questione sollevata senza, però, risultare minimamente fruttuosi.

Con Deliberazione n.191 del 15.09.2005, la Giunta Comunale decide di affidare all’Avvocato Luciano Giorgi di Grosseto l’incarico per la consulenza legale, con eventuale assistenza in sede giudiziaria, relativamente al contenzioso apertosi circa la mancata stipula dell’Atto di Transazione.

Il 19.09.2005, la Società informa di aver richiesto alla Ditta SINTAGMA di esprimersi nuovamente sulla fattibilità dell’intervento entro-terra, tenendo conto delle più recenti indagini geologiche eseguiti su proprio incarico; conferma altresì la disponibilità a discutere sugli aspetti tecnici ed economici della transazione, anche in virtù delle novità che saranno introdotte dal Regolamento Urbanistico in fase di completamento .

Il 23.12.2005, la Società diffida nuovamente il Comune acché vengano rapidamente definite le modalità dell’intervento, vincendo definitivamente lo stato di inerzia e disinteresse manifestato dall’Ente.

 

– 2006 –

 

Il 10.01.2006, il Sindaco BAI fa seguito alla diffida ricevuta dichiarando la propria disponibilità a risolvere la questione e preannunciando di voler organizzare un’altra serie di incontri, sia di carattere tecnico che di carattere politico.

Con Delibera n.18 del 30.01.2006, la Giunta Comunale decide di integrare il trattamento economico già riconosciuto al Dott. Carlo Cagnani con un’indennità ad personam di ulteriori € 3.960,00 annui.

Tali incontri [primavera-estate 2006] si svolgono senza successo alcuno poiché la risoluzione delle varie problematiche richiede decisioni e interventi che il Comune, nonostante le ripetute assicurazioni, non va mai a intraprendere.

Motivo in più del fallimento negoziale sta nel fatto che l’Ente, in ogni circostanza, viene rappresentato da un Soggetto che non dispone di un incarico “effettivo” con poteri decisionali.

Con Deliberazione n.47 del 27.07.2006, il Consiglio Comunale ADOTTA il nuovo Regolamento Urbanistico.

 

– 2007 –

 

Il 09.03.2007, a seguito del silenzio più assoluto del Comune, la Società formula l’ennesimo diffida a procedere, rappresentando di non poter tollerare ulteriori ritardi.

Segue la medesima storia e la Società, pur di tentare il tutto per tutto, accetta di presenziare ad altri incontri [a partire dall’Aprile 2007], ancora una volta completamente infruttuosi.

Con Deliberazione n.48 del 30.07.2007, il Consiglio Comunale APPROVA il nuovo Regolamento Urbanistico.

Tale strumento, mediante piano attuativo (Piano di Recupero), consente nell’area ex-Molendi la realizzazione di un parcheggio interrato con solo un parco-giardino in superficie o, in alternativa, la ricostruzione dei volumi fuori-terra preesistenti oltre ad una eventuale autorimessa interrata: ciò rende IMPOSSIBILE l’esecuzione del progetto inizialmente concordato in base al quale la volumetria complessiva risulta di mc. 2855,40.

 

(continua)

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QUATTORDICESIMA PARTE
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– 2004 –

Il 30.03.2004, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” deposita il NUOVO PROGETTO COMPLESSIVO per la riqualificazione dell’area ex-Molendi che comprende:

  1. un parcheggio interrato al piano primo sottostrada rispetto alla quota di Via Massetana, con accesso tramite sottopasso da Via San Giovanni;
  1. un parcheggio seminterrato nell’area attigua al Piazzale Mazzini con accesso dalla strada senza sfondo al fianco della proprietà Semplici;
  1. volumetrie fuori terra in luogo dei fabbricati demoliti, con Uffici al piano terra e un Ristorante al piano primo.

 

In data 09.04.2004, presa visione della proposta, il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, p.i. Armando Nodi, si esprime riconoscendo valida la scelta di addossare l’edificio fuori terra al muro a retta in calcestruzzo armato esistente allo scopo di minimizzare l’impatto paesaggistico; formula, tuttavia, numerose obiezioni tanto da rendere necessaria una ulteriore rivisitazione del progetto [in merito al rapporto della nuova costruzione con l’edificato esistente, ai volumi, alle altezze, ai materiali di finitura e alla funzionalità della rampa di accesso al parcheggio interrato.

Con Deliberazione n.153 del 10.06.2004, in attuazione dell’Atto di Transazione approvato con DCC 13/2003, sostenendo essere è un professionista esterno di fiducia dell’Amministrazione con le capacità tecniche necessarie per il conferimento della mansione richiesta, la Giunta Comunale affida al P.I. Moreno Bargelli l’incarico per individuare i terreni da cedere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, ove la stessa possa realizzare immobili di prestigio per la volumetria non più realizzabile [da quella originaria di mc. 2855,40 si è passati a mc. 2.100,00]; la retribuzione del professionista è di euro 6.350,00.

Succedendo al Signor Luca SANI, il 12.06.2004 viene eletta Sindaco di Massa Marittima la Signora Lidia BAI… 

Ella, però, per risolvere la questione, non fa niente di niente ed è proprio la sua ignavia a segnarne il drammatico epilogo.


CONTINUA

 

 

00661/2017  REG.PROV COLL
01543/2015  REG RIC


REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

 

sul ricorso numero di registro generale n.1543 del 2015, proposto da:

Immobiliare Porta al Salnitro s.r.l., rappresentata e difesa dall’avvocato Luca Righi, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, via delle Mantellate n.8;

CONTRO

Comune di Massa Marittima, rappresentato e difeso dall’avvocato Luisa Gracili, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, via dei Servi 38;

per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Toscana n.659 del 22.4.2013, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza della sezione IV, n.5119 del 14.10.2014;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Massa Marittima;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 aprile 2017 il dott. Gianluca Bellucci e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

 

Premesso quanto segue.

Questo TAR, con sentenza n.659 del 22.4.2013, ha condannato il Comune di Massa Marittima al risarcimento dei danni, a favore della ricorrente, sulla base di predefiniti criteri ai sensi dell’art.34, comma 4, del d.lgs. 104/2010.

La predetta sentenza è passata in giudicato e tuttavia le parti non sono pervenute ad un accordo in ordine alla quantificazione delle varie voci di danno da risarcire, ovvero circa la somma effettiva da liquidare sulla base dei criteri individuati nella suddetta pronuncia.

Il persistente disaccordo delle parti ha indotto la ricorrente a rivolgersi nuovamente al giudice, nelle forme del giudizio di ottemperanza, per la determinazione delle somme dovute.

 

Questo TAR, con ordinanza n.265 dell’11.2.2016, ha disposto l’espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio (affidata all’ing. Butti Andrea, individuato visionando l’albo dei consulenti del Tribunale di Firenze), vertente sui seguenti quesiti:

  1. valuti il consulente quale sia l’importo corrispondente al mancato introito del reddito da locazione degli edifici privati che avrebbero dovuto essere realizzati, da calcolare in relazione al periodo dal 1° marzo 2001 al 30 novembre 2010, considerando i canoni medi praticati nella zona, nel suddetto periodo, per edifici analoghi a quelli previsti nella convenzione (si veda il punto 2 della parte in diritto della sentenza n.659 del 22.4.2013);

  2. il consulente quantifichi il valore attuale dei volumi da ricostruire, sulla base dell’articolato criterio di stima stabilito al punto 3 della parte in diritto della citata sentenza n.659/2013;

  3. il consulente valuti il mancato introito del reddito da gestione dei posti auto nel parcheggio a raso, sulla base dei criteri di cui al punto 4 della parte in diritto della citata sentenza;

  4. il consulente quantifichi gli oneri sostenuti dalla ricorrente in relazione a lavori e prestazioni tecnico professionali in dipendenza degli adempimenti previsti nella convenzione, sulla base delle condizioni e dei criteri indicati al punto 5 della parte in diritto della citata sentenza.

 

Questo TAR, con ordinanza n.1333 del 9.9.2016, ha assentito la proroga dei termini concessi ai fini dell’espletamento della C.T.U..

In data 7.2.2017 è stata depositata in giudizio la relazione finale di consulenza tecnica d’ufficio.

Le parti hanno contestato gran parte delle conclusioni del CTU, con memorie difensive.

A tal riguardo valgono le seguenti considerazioni.

Leggi il resto di questo articolo »

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Alla lista dei POTENZIALI RESPONSABILI [clicka QUI] di quanto costringerà il Comune – ovvero noi tutti – a risarcire un DANNO MILIONARIO alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI, si potrebbero aggiungere ulteriori nominativi.

Nel 2011, infatti, La Lista Civica Massa Comune (allora in Consiglio Comunale con Federico Montomoli, Gennaro Orizzonte e Francesco Mazzei) presentò una MOZIONE impegnando l’Amministrazione Bai – tra le altre cose – a costituirsi in giudizio contestando la legittimità della stessa Convenzione inadempiuta [il cui schema era stato approvato con Delibera C.C. n.115 del 28.12.1998] e dei relativi atti amministrativi conseguenti.

Ciò dopo aver studiato a lungo la questione e ritenendo possibile che dell’atto potesse addirittura essere sancita la nullità…

Agli accordi di questo tipo, infatti, in virtù del rinvio operato dall’art.11, comma 2, della Legge 241/1990, sono applicabili i «principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili».

Il vizio di nullità deriva dalla violazione delle norme imperative costituite dall’art.11 della Legge sopra citata che, in relazione al disposto di cui al successivo art.13, precludono all’Amministrazione Pubblica di concludere accordi che condizionano l’esercizio dei poteri discrezionali in materia urbanistica.

Ed ancora: [omissis…]…

Sul caso, è preziosa la conforme giurisprudenza del Consiglio di Stato.

Oltre ai Soggetti di cui QUI, dunque, potrebbero essere chiamati a rispondere di pesanti responsabilità anche i Consiglieri Comunali CHE RIGETTARONO LA MOZIONE trasmessa dalla Lista Civica il 31 Gennaio 2011 e discussa nella seduta consiliare del successivo 05 Aprile, omettendo di muovere in una direzione che avrebbe potuto rivelarsi decisiva e favorevole all’Ente.

Cari auguri, dunque, anche a: Marcello FUSI, Isabella BOLOGNINI, Stefano CIVILINI, Giancarlo ZAGO, Riccardo RAPEZZI, Anna MAGRINI, Giulia VENTURI, Tiziana BARBI e Luigi LO PRESTI.

 

Il Sindaco Giuntini  &  l’area EX-MOLENDI


Assessore nella prima Giunta SANI, il 29.08.1998 [>>> vedi DGC 195/1998] approva il progetto definitivo dell’intervento da eseguire nell’area EX-MOLENDI, nonostante l’Ufficio Tecnico Comunale (cfr. prot.350/Tec del 14.08.1998) NE AVESSE ACCERTATO NUMEROSE E GRAVI LACUNE.

SENZA FAR NULLA per scongiurare il rischio di intraprendere un’azione IN DANNO DEGLI INTERESSI PUBBLICI, il 28.12.1998 assiste alla seduta del Consiglio Comunale ove si vota a favore di una Convenzione Urbanistica PALESEMENTE SVANTAGGIOSA PER IL COMUNE [>>> vedi DCC 115/1998], avallandola in ossequioso silenzio (nei confronti di chi ha impartito l’ordine).

Sia come Assessore che – ancor più gravemente – come Sindaco, calcando le orme dei suoi due ultimi illustri predecessori, benché approvata dal Consiglio Comunale nel Febbraio 2003 con tanto di mandato per la sottoscrizione, OMETTE di promuovere la stipula della TRANSAZIONE con la quale l’Ente avrebbe alleggerito la propria posizione e ottenuto numerosi evidenti vantaggi.

In barba alla decisione del Consiglio Comunale – dell’Ottobre 2008 – di procedere alla IMMEDIATA RETROCESSIONE dell’area alla Società Immobiliare Porta al Salnitro, OMETTE di adempiere alla deliberazione assunta NON ESEGUENDO ciò che sarebbe stato doveroso e di vantaggio  per l’Ente.

Nonostante le pronunce del TAR e del CDS, con le quali il Comune di Massa Marittima viene condannato al risarcimento di un danno economico per inadempimento della convenzione e per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di Legge, NON PROMUOVE doverosamente il raggiungimento dell’accordo auspicato in sentenza, rendendo ancor più critica la posizione pubblica.

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TREDICESIMA PARTE
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– 2003 –


In data 06.02.2003, lo Studio Legale Fiori & Fabbri produce la “Relazione sul bilanciamento dei valori economici” per la quantificazione del danno patito dalla Società Molendi [tra 408.208,00 e 503.545,00 euro] e la determinazione delle modalità di ristoro su cui ha improntato l’Atto di Transazione da sottoporre al Consiglio; secondo l’avvocato Claudio Fiori, il vantaggio per l’Ente a seguito della sottoscrizione di esso è particolarmente evidente.

Il 12.02.2003, il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, p.i. Armando Nodi, trasmette il proprio parere sul prospettato accordo con la Società Molendi; a suo giudizio l’Atto di Transazione costituisce una via di uscita ottimale perché garantisce la realizzazione di strutture di uso pubblico e consente al Comune di chiudere la vicenda senza dover rifondere alcun risarcimento economico.

Precisa che, sotto il profilo prettamente edilizio/urbanistico, occorre predisporre un nuovo progetto che garantisca un minore impatto ambientale [visto che, a differenza della prima soluzione progettuale, la volumetria fuori terra si concentra sull’area da retrocedere (particella 328) nel limite massimo dei volumi originariamente esistenti sulla stessa, pari a 2104 metri cubi circa].

Con Deliberazione n.13 del 18.02.2003, dando atto che è venuto meno interesse per realizzare in proprio la struttura in ragione del lungo tempo trascorso e delle innumerevoli problematiche sorte al riguardo, il Consiglio Comunale approva il testo dell’Atto di Transazione col quale, definendo i rapporti reciproci e gli oneri facenti carico a ciascuna delle Parti, si intende giungere alla definitiva risoluzione del contenzioso sorto tra l’Ente e la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”; conferisce mandato di sottoscriverlo al Responsabile del Settore 3. 

Redatto sulla base di quanto indicato dall’Ufficio Tecnico e dallo studio dell’avvocato Claudio Fiori, tale documento quantifica il danno subito dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per la mancata realizzazione dell’intervento di riqualificazione funzionale delle aree di sosta e delle strutture di accesso al Centro Storico di Massa Marittima.


Con l’Atto di Transazione, il Comune risarcisce il danno mediante:

la retrocessione dell’area individuata al foglio 143, particella 328;la cessione della particella 329 del foglio 143;

la cessione di copia di tutti gli elaborati tecnici/geologici di proprietà dell’Ente;

il riconoscimento alla Società di realizzare l’intero parcheggio, nel sottosuolo, con destinazione ad uso pubblico, così come da progetto Sintagma, nonché riconoscimento dell’intera volumetria originaria fuori terra per 2855,40;

l’impegno a cedere una o più aree pubbliche ove realizzare immobili di prestigio in ragione delle volumetrie che, per ragioni legate al rispetto delle prescrizioni urbanistiche o all’esigenza di adeguare il progetto alle esigenze di carattere paesaggistico, non potessero edificarsi nell’area retrocessa;

il riconoscimento alla Società della facoltà di provvedere al pagamento degli oneri di Urbanizzazione mediante la cessione gratuita a tempo indeterminato, della proprietà superficiaria relativa alla sola porzione di parcheggio a raso per 10 posti auto sulla particella 329, a scomputo totale o parziale degli stessi oneri;

l’impegno a concedere alla Società la gestione a titolo gratuito la porzione di parcheggio a raso, con destinazione pubblica, di cui al punto precedente per anni 99, prevedendo tariffe massime non oltre il 100% rispetto al parcheggio di Piazzale Mazzini.

 

Col medesimo Atto di Transazione, da parte sua, la Società garantisce:

che, sottoscrivendo tale accordo, non ha più alcunché da pretendere a risarcimento del danno in argomento

di non pretendere la realizzazione di volumetrie fuori terra da realizzarsi sulla particella 329, concentrando invece la costruzione nell’area retrocessa, individuata con il mappale 328, nel rispetto degli indici di piano; 

che la volumetria necessaria per la realizzazione del parcheggio a raso andrà computata nell’ambito della volumetria originaria di mc. 2855.40;

la destinazione pubblica del parcheggio da realizzarsi nel sottosuolo e che le tariffe dello stesso lo stesso tariffe non siano superiori al 100% di quelle previste per il parcheggio pubblico di Piazzale Mazzini;

il diritto di prelazione da parte dell’Ente nel caso di vendita del costruendo parcheggio interrato.

 

L’Atto di Transazione, però, incomprensibilmente, NON VIENE MAI FIRMATO: con la stipula di esso, infatti, il Comune sarebbe riuscito a portare a compimento ciò che gli interessava [i parcheggi a raso e interrati] pur senza pressoché gravare sulle proprie insufficienti finanze e, oltretutto, scongiurando il rischio di eventuale richieste di danno.

In seguito, senza esito, la Società proporrà ricorso al TAR avverso revoca dell’Atto di Transazione disposta con la Deliberazione di Consiglio Comunale n.61 del 2008.

In data 03.04.2003, la Parrocchia San Cerbone di Massa Marittima, avanza una richiesta di revisione del contratto stipulato il 16.01.1999 lamentando l’errata traduzione in esso della propria volontà; si intendeva cedere al Comune , infatti, solo una porzione di mq.670 del terreno identificato al NCT al foglio 143, particella 329 e non l’intera particella [della superficie di mq. 1.000] come riportato nell’atto notarile; ciò per conservare la proprietà dei mq.330 di terreno atti ad assicurare il collegamento del resede della Parrocchia con la viabilità di Vicolo Butigni del Capoluogo.


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