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Tra il 33° e il 30° giorno precedente quello fissato per le elezioni, la Giunta municipale è tenuta a stabilire, in ogni centro abitato con popolazione residente superiore a 150 abitanti, appositi spazi da destinare (a mezzo di distinti tabelloni o riquadri) esclusivamente all’affissione degli stampati e dei manifesti di propaganda elettorale.

Il numero degli spazi è stabilito, per ciascun centro abitato, in base alla relativa popolazione residente:

da 150 a 3.000 abitanti: almeno 1 e non più di 3;

da 3.001 a 10.000 abitanti: almeno 3 e non più di 5.

 

 

 

 

La LEGGE DI STABILITA’ 2014, al comma 400, individua le seguenti misure al fine di assicurare il contenimento delle spese per l’organizzazione e lo svolgimento delle consultazioni elettorali.

 

La lettera a) modifica le disposizioni di cui all’articolo 55, comma 8, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, prevedendo una cadenza triennale, anziché annuale, del decreto interministeriale che fissa la misura massima del finanziamento delle spese a carico dello Stato per lo svolgimento delle consultazioni. Ciò al fine di semplificare la procedura di adozione del predetto provvedimento e consentire una tempestiva ripartizione e comunicazione ai comuni delle risorse assegnate.

 

La lettera b) introduce un nuovo comma all’articolo 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136, disponendo che l’importo massimo da rimborsare a ciascun comune, fatta eccezione per il trattamento economico dei componenti di seggio, è stabilito con apposito decreto di questo Ministero, nei limiti delle assegnazioni di bilancio effettuate dal Ministero dell’economia e finanze, mediante distinti parametri per sezione e per elettore. Detti parametri saranno calcolati nella misura del 40% per sezione e del 60% per elettore del totale da ripartire. Per i comuni aventi fino a 3 sezioni elettorali, le predette quote sono maggiorate del 40%.  Tale disposizione è finalizzata ad assicurare il contenimento delle spese statali da rimborsare ai comuni, nei limiti delle risorse a tal fine assegnate. 

 

La lettera c) ha abrogato l’articolo 5 della legge 16 aprile 2002, n. 62.

 

Di conseguenza, in presenza di consultazioni amministrative, lo Stato non sarà più tenuto a rimborsare la quota parte delle spese derivanti dall’adeguamento degli onorari spettanti ai componenti dei seggi (art.3, della legge n. 62 del 2002) e della spesa per l’eventuale acquisto di cabine elettorali, i cui oneri restano, quindi, a carico dell’Amministrazione interessata alla consultazione.

 

La lettera d) modifica l’articolo 15 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, covertito dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, disciplinando la durata del periodo elettorale “utile” ai fini del lavoro straordinario comunale, il limite di spesa del lavoro straordinario dei dipendenti comunali, nonché il termine per la presentazione dei rendiconti da parte dei comuni delle spese anticipate per conto dello Stato.

 

In particolare, la modificazione disposta dal numero 1 della lettera d), pone il limite medio di spesa per lo svolgimento del lavoro straordinario dei dipendenti comunali riducendolo a 40 ore mensili per persona e sino ad un massimo individuale di 60 ore mensili per il periodo intercorrente dal cinquantacinquesimo giorno antecedente la data delle consultazioni (periodo in cui hanno generalmente inizio le operazioni di revisione straordinaria delle liste) al quinto giorno successivo alla stessa data.

 

La modifica apportata dal numero 2 della medesima lettera d) riguarda l’aggiornamento della tipologia del provvedimento autorizzativo allo svolgimento del lavoro straordinario dei dipendenti comunali, che dovrà essere disposto con “determinazione da adottare preventivamente”, anziché con deliberazione di giunta, nonché la  soppressione delle parole “per il periodo già decorso”. Tale nuova formulazione, nella sostanza, nulla cambia agli effetti dell’autorizzazione al lavoro straordinario dei dipendenti comunali, che dovrà  continuare ad essere adottata preventivamente all’effettivo svolgimento delle prestazioni e, comunque, nei limiti temporali rideterminati come dal precedente punto 1.

 

La modifica disposta dal successivo punto n. 3, interessa il termine di presentazione dei rendiconti da parte dei comuni delle spese anticipate per conto dello Stato. Detta modifica riduce il termine perentorio di presentazione dei predetti rendiconti a quattro mesi dalla data delle consultazioni, pena la decadenza dal diritto al rimborso.

 

Per assicurare l’attuazione del principio dell’ “election day” anche in caso di annullamento delle elezioni comunali con decisione giurisdizionale passata in giudicato, si è provveduto con la lettera e) del comma 400 a modificare testualmente il secondo comma   dell’articolo 85 del d. P. R. 16 maggio 1960,  n. 570,  con la  previsione  del  rinnovo  delle elezioni in occasione del primo turno amministrativo utile ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 giugno 1991, n. 182 e cioè di quello primaverile ordinario.

 

La lettera f) dello stesso comma 400 abroga il comma 4 dell’articolo 1 della legge 23 febbraio 1995, n. 43, che, per favorire la sottoscrizione delle liste dei candidati, prescriveva ai comuni, in ogni regione dove si svolgono elezioni regionali, l’apertura degli uffici nei venti giorni precedenti il termine di presentazione delle liste stesse, per non meno di dieci ore al giorno dal lunedì al venerdì e di otto ore il sabato e la domenica.

 

La lettera g) prevede – per il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o per il loro rinnovo o la consegna dei duplicati – la riduzione del periodo di apertura dell’ufficio elettorale comunale dagli attuali cinque giorni (previsti dall’abrogato art. 9 del d. P. R. n. 299/00) a due giorni antecedenti la consultazione (dalle ore nove alle ore diciotto) e nel giorno della votazione per tutta la durata delle operazioni di voto; quanto sopra, in considerazione della notevole concentrazione delle richieste solo nei giorni immediatamente antecedenti le votazioni.

 

La riduzione dell’orario di apertura degli uffici comporterà il risparmio di risorse finanziarie legate all’organizzazione del servizio e al costo della retribuzione del lavoro straordinario.

 

Sempre per il contenimento delle spese della pubblica amministrazione, la lettera h) dello stesso comma apporta modifiche alla disciplina della propaganda elettorale di cui alla legge 4 aprile 1956, n. 212, semplificando il regime delle affissioni di propaganda elettorale nei periodi elettorali.

 

A tal fine, si opera il superamento dell’attività di affissioni elettorali negli spazi gratuiti da parte dei soggetti che non partecipano direttamente alla competizione elettorale (cioè della propaganda effettuata dai cosiddetti “fiancheggiatori” come associazioni, circoli, ecc…); tale forma di propaganda, infatti, costituisce una costosa duplicazione di spazi per le affissioni.

 

Si riducono, inoltre, gli spazi gratuiti di propaganda diretta spettanti alle liste partecipanti alle consultazioni, che attualmente risultano essere di numero troppo elevato.

 

A seguito delle modificazioni introdotte, il numero degli spazi è ora stabilito, per ciascun centro abitato, in base alla relativa popolazione residente, nelle misure seguenti:

 

– da 150 a 3.000 abitanti:  almeno 1 e non più di 3;

– da 3.001 a 10.000 abitanti:  almeno 3 e non più di 5;

– da 10.001 a 30.000 abitanti:  almeno 5 e non più di 10.

 

In tal modo, inoltre, si riducono le incombenze amministrative e le spese a carico delle Amministrazioni comunali, in particolare quelle per il montaggio e smontaggio dei tabelloni e quelle di acquisto di nuovi tabelloni per deterioramento dei precedenti, con conseguenti, notevoli economie di spesa.

 

Ai sensi della lettera i) il presidente della Corte d’Appello, ove ciò non sia impossibile (ad esempio in caso di assenza di un numero di residenti nel comune iscritti nell’albo dei presidenti almeno pari al numero dei seggi), nomina all’ufficio di presidente di sezione esclusivamente coloro che siano residenti nel comune in cui è ubicato il relativo ufficio elettorale di sezione.

 

Tale ultima disposizione trova la sua ratio nella necessità di evitare la corresponsione dei trattamenti di missione dovuti, invece, in caso di nomina di presidenti non residenti nel comune ove è allestito il seggio.

 

La lettera l) prevede la soppressione dell’articolo 1, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49, convertito dalla legge 30 maggio 2008, n. 96, che stabilisce l’annotazione in apposito registro della presa in consegna e della restituzione dei telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini (che non possono essere introdotti nelle cabine elettorali).

 

La ratio di tale disposizione è, anche in tal caso, da rinvenire nel risparmio della spesa per la stampa dei registri ma, soprattutto, nello snellimento e nella semplificazione delle operazioni dell’ufficio elettorale di sezione, chiamato a svolgere in una sola giornata tutte le operazioni connesse all’espressione del voto.

 

La lettera m) prescrive che, con decreto del Ministro dell’interno, entro il 31 gennaio 2014, siano determinati i nuovi modelli di schede per le elezioni comunali. 

 

Tale disposizione, prevede che, con decreto del Ministro dell’Interno, non avente natura regolamentare, in un’ottica di semplificazione, vengano introdotte soluzioni grafiche più razionali nella collocazione dei contrassegni delle liste comunali, particolarmente utili in caso di un numero rilevante di liste nei comuni sopra 15.000 abitanti; ciò consentirà di evitare eccessivi oneri per la stampa di schede di dimensioni sproporzionate, tali da rendere difficoltosa l’espressione del voto da parte dell’elettore e la apertura e ripiegatura delle schede, con velocizzazione delle operazioni di voto.

 

In tale ottica, con la stessa lettera m) viene modificato anche l’articolo 72, comma 3, secondo periodo, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, prevedendo, nella scheda elettorale per l’elezione del sindaco nei comuni sopra 15.000 abitanti, la collocazione dei contrassegni delle liste collegate con il candidato sindaco non più al fianco, ma al di sotto del rettangolo che contiene il nominativo del candidato (utilizzando, quindi, in modo più razionale lo spazio interno alla scheda).

 

 

 

 

 

 

 

 

L’art.38, comma 5, del TUEL, stabilisce che, una volta indette le Elezioni Amministrative mediante decreto del Ministro dell’Interno, i Consigli Comunali debbano limitarsi alla sola adozione di atti urgenti e/o improrogabili, ovvero all’amministrazione ordinaria.

 

 

 

 

 

 


Il prossimo 25 maggio 2014 si svolgeranno le elezioni per il Parlamento Europeo.

 

La data delle elezioni amministrative (per l’elezione di sindaco e consiglio comunale) verrà fissata con Decreto del Ministero dell’Interno non oltre il 55° giorno precedente a quello della votazione (art.3 Legge 7.6.1991 n.182) e, presumibilmente, coinciderà con quella delle elezioni europee.

 

La data verrà resa pubblica con manifesto da pubblicarsi 45 giorni prima della data della votazione (art.18 DPR 16.5.1960 n.570).

 

Non si voterà più per il presidente della provincia e per il consiglio provinciale.

 

La presentazione delle candidature deve effettuarsi presso la Segreteria del Comune dalle ore 8.00 del 30° giorno alle ore 12 del 29° giorno antecedenti la data della votazione.

 

 

 

 

 

 

 

Affinché le Elezioni Amministrative si svolgano il 25 Maggio

insieme alle Europee (come è fortemente probabile),

il Ministero dell’Interno dovrà indirle con Decreto entro il mese di Marzo

 

 

 

 

 

 

Con l’ultima Legge di Stabilità, si è inteso promuovere la minore spesa in occasione di ogni consultazione elettorale e referendaria.

 

 

Le nuove disposizioni, preliminarmente, possono essere sintetizzate così:

 

drastica diminuzione delle risorse destinate al fondo statale per le spese elettorali;

 

riduzione da due ad UN SOLO GIORNO della durata delle operazioni di voto per le consultazioni elettorali e referendarie;

 

prolungamento dell’orario di votazione della domenica, che viene fissato dalle ore 7 alle ore 23, al fine di contenere il fenomeno delle file nelle ore serali, possibili al rientro del fine settimana primaverile o estivo;

 

totale soppressione della propaganda elettorale indiretta per affissione nei tabelloni precedentemente destinati ai cd. fiancheggiatori;

 

consistente diminuzione degli spazi destinati alla propaganda diretta tramite affissioni (per ciascun centro abitato da 150 a 3.000 abitanti almeno 1 e non più di 3, da 3.001 a 10.000 abitanti:  almeno 3 e non più di 5);

 

nomina dei presidenti di seggio presso sezioni del comune di residenza degli stessi, con risparmio delle spese di missione;

 

diminuzione di taluni orari obbligatori di apertura pomeridiana degli uffici elettorali comunali, con conseguente riduzione del tetto orario di lavoro straordinario liquidabile per il personale comunale;

 

modifica dei modelli di scheda elettorale per le elezioni comunali tramite un decreto del Ministro dell’interno, al fine di evitare la stampa di schede troppo grandi e costose.

 

 

 

 

 
 
Elezioni Comunali 2014

 

 
Le Elezioni Amministrative del 2014 si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2009 ed in quelli alle elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi.

 
Le regioni a statuto speciale hanno facoltà di decidere autonomamente se accorpare le elezioni a quelle nazionali o scegliere date diverse.

 
Al momento andranno alle urne 4.066 comuni, di cui 3.881 appartenenti a regioni ordinarie e 185 a regioni a statuto speciale.

 
A questi si aggiungeranno eventuali altri comuni i cui consigli comunali saranno sciolti con DPR entro il 24 febbraio 2014.

 
Da segnalare che sarà eletto il primo sindaco di ventitre nuovi comuni istituiti nel 2014 e di altri due comuni istituiti nel dicembre 2013 mediante processi di fusione di territorio.

 
Si voterà in 28 comuni capoluogo di provincia, tra cui 5 che sono anche capoluogo di regione:
Bari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza.

 
Superano i 100.000 abitanti:
Bari, Bergamo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Livorno, Modena, Padova, Perugia, Pescara, Prato, Reggio Emilia e Terni.

 
Il comune più piccolo alle elezioni è Pedesina (SO) che, con i suoi 33 abitanti, è anche il comune più piccolo d’Italia.

 
Per i comuni al voto è considerata la nuova popolazione legale risultante dal Censimento 2011. La popolazione legale determina la modalità di voto (turno unico o con turno di ballottaggio) ed il numero di consiglieri ed assessori degli organi istituzionali.

 

 
 
Elezioni Provinciali 2014

 

 
Non si terranno le Elezioni Provinciali 2014 per le amministrazioni provinciali che avrebbero dovuto rinnovare gli organi istituzionali dal 1° gennaio al 30 giugno 2014 per scadenza naturale del mandato o per elezioni anticipate. Lo ha sancito la Legge di Stabilità 2014 all’articolo 1, comma 325.

 
Sono sessanta le province che non rinnoveranno gli organi istituzionali nel 2014: Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Brindisi, Chieti, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Grosseto, Isernia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Matera, Milano, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola e Verona.

 
Queste si aggiungeranno alle quattordici province che videro sospese le elezioni nel 2013: Agrigento, Asti, Benevento, Catania, Catanzaro, Enna, Foggia, Massa-Carrara, Messina, Palermo, Roma, Trapani, Varese e Vibo Valentia.

 
Nel 2012 non andarono alle elezioni nove province: Ancona, Belluno, Cagliari, Caltanissetta, Como, Genova, La Spezia, Ragusa e Vicenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quale motivo, nel 2005, Marcello Giuntini

è stato eletto Sindaco di Montieri?

 

 

1) . per le sue straordinarie capacità politiche

 

2) . per l’amore viscerale che lo lega a Montieri

 

3) . per la tessera del PD che ha in tasca

 

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°

Tratto da “La Nazione” del 23.02.2014

 

°

Fedeli 23022014

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Luciano Fedeli sostiene, dunque, il candidato Sindaco renziano Sandro Poli.

Alcune delle sue amare considerazioni confermano lo scontro frontale tra le diverse anime interne del PD, tutte votata a meri scontri di potere, senza alcun riguardo ai programmi amministrativi ed elettorali e, a mio parere (e non solo, a giudicare da precedenti dichiarazioni di alcuni esponenti locali renziani), dei bisogni della gente.

Credo che queste divisioni, nel medio lungo termine, non potranno che portare a scissioni all’interno di quel partito, dove stanno lievitando invidie e rancori personali tenuti sotto controllo con sempre maggiore difficoltà.

Ne fanno fede le rabbiose dichiarazioni rilasciate alla stampa solo un paio di mesi fa (cfr La Nazione del 10 Dicembre 2013, pagina 11) dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi il quale, commentando la vittoria di Matteo Renzi alle primarie PD, lo giudicava “inadeguato rispetto ai problemi che l’aspettano“, specificando polemicamente che lui ed il Sindaco di Firenze “vengono da culture politiche diverse“, non mancando di puntualizzare che “Renzi si fece fotografare con De Mita” e che “decidere il destino delle istituzioni in base ai dati congressuali era abitudine della vecchia DC“.

E meno male che ai congressi locali, regionali e nazionale di fondazione del PD la parola d’ordine tra iscritti e delegati DS e Margherita era “CONTAMINIAMOCI” !!!

Mi pare che l’intento sia ora molto meno onorevole, tipo “SCANNIAMOCI”.

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Roberto Ovi

 

 

 

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Tratto da “La Nazione” del 23.02.2014

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Poli Terzieri 23022014

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Da “LA NAZIONE” del 18/11/2012

ipse-dixit1

Poli: «Non ho mire politiche»

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Il Rettore della Società dei Terzieri Sandro Poli precisa di
«far parte esclusivamente a titolo di privato cittadino del “Comitato Per Renzi”
e non come massimo esponente del mondo terzieristico massetano
e di non nutrire aspirazioni di sorta in merito
ad un suo futuro ingresso nella corsa
per la scelta del nuovo sindaco di Massa Marittima
»
.

°

balestro6ok

°

E poi conclude: «E’ un vero arbitrio pensare che
questa mia adesione al “Comitato Per Renzi”
rappresenti un ingresso nella competizione politica
verso posizioni che, peraltro, non mi interessano
».

 

 

 

stemma_massaIl Comune di Massa Marittima ha diramato i Risultati Definitivi relativi allo scrutinio delle schede
per l’elezione della Camera dei Deputati, suddivisi per sezione.

 

camera

Cliccando sul Logo della Camera, è possibile visualizzare i risultati

 

stemma_massaIl Comune di Massa Marittima ha diramato i Risultati Definitivi relativi allo scrutinio delle schede per l’elezione del Senato della Repubblica, suddivisi per sezione.

 

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Cliccando sul Logo del Senato, è possibile visualizzare i risultati

 

 

 

 

 

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Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i Risultati Definitivi della Camera dei Deputati

camera

Clicca sul Logo della Camera per visualizzare i Risultati

 

 

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i Risultati Definitivi

 

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Clicca sul Logo del Senato per visualizzare i Risultati

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicati i primi dati relativi all’elezione del Senato della Repubblica.

 

Sezioni Scrutinate: Prata, Niccioleta e Tatti

 

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Clicca sul Logo del Senato per visualizzare i Risultati

 

 

 

 


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