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andora
 
 
tratto da www.ilgiornale.it
 

Nella cittadina ligure non esiste l’addizionale IRPEF e l’IMU è al minimo: così ogni anno aumentano residenti e negozi – Gratuiti anche i parcheggi

C’è una piccola parte dell’Italia che di italiano ha veramente poco. E non perché sia geograficamente vicina alla Francia, bensì perché è governata secondo il principio della sana e prudente gestione: parole sconosciute alla gran parte della classe dirigente degli enti locali.

Si tratta di Andora, una cittadina di 7.800 abitanti nel Ponente ligure, in provincia di Savona. La sua peculiarità?

Non ha debiti, non ha mai applicato l’addizionale Irpef e tiene l’Imu al livello minimo (3,5 per mille). «Eliminare quella sulla prima casa non ci sarebbe un problema», sottolinea il sindaco Franco Floris. Ciò che stupisce è che, per far quadrare i conti, il Comune non ricorra né alle multe tramite Autovelox né ai parcheggi a pagamento.

Floris, primo cittadino da nove anni, non vuol sentir parlare di miracoli. Ha solo trasferito la propria esperienza di imprenditore al servizio della cittadinanza. «Non spendiamo più di quanto ci sia in cassa e il Comune riesce ad autofinanziarsi al 98% tramite le entrate proprie», racconta. Non è uno scherzo per una comunità che ha un bilancio da 20 milioni e che con gli oltre 50mila turisti che affluiscono ogni estate muove un giro d’affari di circa 250 milioni.

Andora, a differenza di molti altri Comuni, non ha rinunciato alla spesa per investimenti, ma ha limitato quella corrente (cioè stipendi e materiali di consumo). Il risultato è che oggi la città ha in cassa ben 20 milioni di avanzo di bilancio che purtroppo non può spendere a causa del Patto di stabilità interno.

«È una penalizzazione ingiusta per i Comuni virtuosi – aggiunge Floris – e, soprattutto, non si aiutano quelli che hanno deficit spaventosi (ad esempio Catania, Parma e Alessandria-ndr) a capire in cosa abbiano sbagliato».
Cadrebbe in errore chi pensasse che questa località ligure (dotata di una spiaggia pubblica di libero accesso) abbia rinunciato persino al necessario pur di raggiungere l’equilibrio di bilancio.

Andora è un Comune proprietario del proprio porto (880 posti barca), di una farmacia comunale e ha da qualche anno ristrutturato un antico palazzo, adibendolo a centro espositivo, riacquistandolo dal Comune di Milano e investendovi circa 4,5 milioni.

L’unica partecipata comunale alla quale è affidata la gestione delle strutture (la cassa è controllata direttamente dal sindaco) ogni anno ha un attivo di circa 1,6 milioni.

Ad Andora la collaborazione con i privati non è un argomento tabù: l’urbanizzazione ha fruttato una residenza protetta per anziani, un asilo nido comunale (con una quota di posti riservata ai figli di imprenditori) e la risistemazione del lungomare.

Gli investimenti, tuttavia, non sarebbero possibili se non fossero stati predisposti adeguati risparmi. Sin dal 2007 è stato attivato un contratto con l’Enel di illuminazione pubblica che garantisce una minore spesa di 350mila euro in 15 anni. Ma il vero fiore all’occhiello sono i dipendenti pubblici. «Ne abbiamo solo 85 che non sono tanti per un Comune che serve oltre 60mila cittadini d’estate.

Abbiamo riorganizzato le funzioni e la spesa negli ultimi anni è rimasta invariata nonostante gli aumenti contrattuali: si tratta di un risparmio di 150-200mila euro annui». E, soprattutto, sono stati eliminati tutti i consorzi locali risparmiando migliaia di euro ogni anno.

La stessa riscossione dei tributi è «fatta in casa», non ci si serve di Equitalia e il contrasto all’evasione funziona. Anche se qui i «furbetti» sono rappresentati da coloro che stabiliscono fittiziamente la residenza per non pagare l’Imu maggiorata sulla seconda casa. Il monitoraggio dei consumi idrici (anche l’acquedotto è del Comune) consente di scoprire gli altarini.

È solo sana e prudente gestione. Ma garantire impianti sportivi gratuiti, servizi sociali (è pronto un piano di abitazioni a canone di vantaggio per i cittadini meno abbienti) e circa dieci posti di lavoro per i disoccupati del luogo, in città come Milano e Roma pare un miraggio. «Non regaliamo niente a nessuno, affidiamo la manutenzione urbana ai meno fortunati, ma chi non lavora va a casa», afferma severo Floris.

Non vengono dimenticate nemmeno le imprese. Le nuove aziende sono esentate da Tares e canone di occupazione del suolo pubblico oltre a pagare un’Imu ridotta. Non può non sorprendere, tuttavia, il fatto che Floris abbia destinato 20mila euro del bilancio comunale per ottenere un rating da Fitch. «L’abbiamo fatto per consentire alle nostre aziende di ottenere credito più facilmente: le banche, in questo modo, possono contare sull’affidabilità del territorio», spiega il sindaco.

Non è un caso, perciò, se ogni anno la popolazione aumenta di circa 50 unità e anche gli esercizi commerciali crescono. «Vengono qui dai Comuni vicini perché la pressione fiscale è minore», conclude Floris. E, poi, poter parcheggiare gratis oggi è un privilegio non da poco.

Ad Andora non esistono le strisce blu.

 

tratto da   www.quinewsvolterra.it

 

Tra opere pubbliche, sociale, cultura e turismo

Il bilancio di previsione è stato approvato a febbraio

Un vero e proficuo lavoro di squadra

 

VOLTERRA — Introduzione del baratto amministrativo e del canone concordato per tutelare le fasce più deboli; riduzione dell’Irpef e risorse inalterate per il sociale. Sono questi alcuni dei capisaldi del bilancio di previsione che sarà portato in approvazione a febbraio.

“Questo bilancio è figlio di un lavoro di squadra che comprende anche i consiglieri per le loro deleghe – dichiara il vicesindaco e assessore al bilancio Riccardo Fedeli – Per quanto riguarda direttamente il mio operato non solo torneremo a fare il bilancio di previsione dopo moltissimi anni agli inizi di febbraio, ma ci siamo proposti come obiettivo nel 2016 di farlo entro dicembre con evidenti ricadute sull’intera operatività del Comune. Sul bilancio sicuramente pesa la variabile rifiuti con la chiusura della discarica e l’operazione differenziata,che porterà inevitabilmente a un aumento della tariffa Tari nel breve periodo, ma nel medio e lungo periodo non mancheranno i benefici da questa operazione”. 

Nel frattempo per attenuarne gli effetti “si va a investire su una riduzione dell’Irpef (che continuerà anche nei prossimi anni) e che come chiedevano i sindacati torna a scaglioni. Entreranno, inoltre, nuovi strumenti grazie al lavoro dell’assessore al sociale Francesca Tanzini, come il baratto amministrativo e il canone concordato a protezione delle fasce più deboli. Anticipo che non ci sarà alcun taglio di risorse per cultura e turismo ma anzi saranno favoriti nuovi investimenti,visto il buon lavoro e i risultati ottenuti dagli assessori di riferimento Alessia Dei e Gianni Baruffa. Completamente preservate le risorse al sociale e anche qui con potenziamento per quanto riguarda i nuovi progetti. Nonostante le difficoltà per le risorse su investimenti sono molti i lavori pubblici in cantiere che spaziano dai parcheggi alle scuole agli impianti sportivi e decoro urbano di competenza dell’assessore Paolo Moschi”. 

Un documento, il bilancio di previsione, per cui il sindaco Marco Buselli auspica un confronto costruttivo con le parti sociali: “So che non sarà facile, perché ci troveremo anche di fronte ad aumenti di tariffe, come quella sui rifiuti, non dipendenti dalla nostra volontà – spiega il primo cittadino -, ma ci terremmo a chiudere un accordo, in seguito ad un confronto con le parti sociali, che avremo a breve. Con i sindacati dei pensionati, in particolare, ogni anno, c’è sempre un confronto sereno e costruttivo, anche se non siamo mai riusciti a chiudere un accordo sugli aspetti generali delle politiche di bilancio. Il vicesindaco sta lavorando, assieme agli uffici, per fare presto il bilancio di previsione. In questi giorni quindi verranno messi in piedi gli incontri con le sigle sindacali per poter dar loro elementi utili e ricevere da loro indicazioni e suggerimenti importanti”.

 

LOCANDINA DEFIBRILLATORE

 

 

 

 

Una legge proposta dal Movimento 5 Stelle della Lombardia e approvata dal Consiglio Regionale introduce  la possibilità d’indire in Regione Lombardia una consultazione elettorale con modalità informatizzate. L’opportunità è prevista in prima battuta al solo referendum consultivo, in modo che possa costituire un banco di prova alla possibilità di estendere il voto elettronico anche ad altri tipi di consultazione del corpo elettorale.

 

La Legge, dopo aver stabilito che il voto informatico deve garantire il rispetto dei principi sanciti per il diritto di voto dall’articolo 48 della Costituzione repubblicana e aver determinato le modalità di attuazione del referendum consultivo, assegna alla Giunta regionale il compito di emanare, previa intesa con i soggetti istituzionali necessariamente da coinvolgere per intervenire con modifiche sul sistema elettorale, un regolamento regionale che specifichi nel dettaglio le caratteristiche tecniche sul funzionamento del voto elettronico.

 

 

IL VOTO ELETTRONICO IN PILLOLE

 

Che cosa è il voto elettronico?

 

Sono sistemi elettorali automatizzati tutti quei sistemi di votazione che si avvalgono di tecnologie che consentono lo spoglio automatico dei voti espressi dagli elettori, senza la necessità che gli scrutatori verifichino la preferenza espressa in ogni singolo voto. I primi prototipi, degli anni 60 erano semplici apparecchiature meccaniche che interagivano con prestampati forabili. Oggi tutte le tipologie di voto elettronico sono alimentate elettronicamente.

 

Vantaggi del voto elettronico

 

L’automatizzazione dello spoglio elettorale, riducendo l’impiego di scrutatori, determina votazioni più rapide ed economiche. I benefici del voto elettronico si manifestano all’inizio e alla fine delle votazioni.

 

Oltre al contenimento della spesa, l’eliminazione delle schede cartacee porta a una riduzione dell’impatto ambientalecausato dalla votazione stessa, sia per la mancata necessità di produrre schede, sia per l’eliminazione del trasporto delle stesse nelle varie sedi di voto.

 

Il voto elettronico inoltre offre maggiori garanzie di trasparenza delle operazioni elettorali rispetto a quello tradizionale e, semplifica le operazioni degli elettori riducendo errori involontari che invalidano l’espressione della volontà dell’elettore e annulla i margini di interpretazione delle schede nulle.

 

Il voto elettronico rappresenta inoltre, in termini generali, uno dei principali terreni di sperimentazione dei nuovi diritti di cittadinanza e un terreno di frontiera per la conquista del diritto alla partecipazione del cittadino in maniera più diretta alla vita pubblica e politica.

 

Diverse modalità di voto elettronico

 

Voto online o voto remoto. Il primo modello consente virtualmente l’eliminazione dei seggi elettorali: ciascun elettore può votare tramite un PC o un dispositivo mobile, utilizzando strumenti simili alla posta certificata dotata di tecnologie di sicurezza aggiuntive come codici crittografati (come in alcune regioni australiane e cantoni svizzeri) o carte di servizio dotate di micro-processori da inserire in appositi lettori (come in Estonia). Il secondo modello (ben più diffuso: Brasile, India, Stati Uniti, Venezuela) necessita di seggi allestiti con macchinari che non sono connessi a internet.

 

Sistema aperto o secretato. Per via di questioni connesse alla tutela della proprietà intellettuale dei realizzatori del software, nonché alla sicurezza del sistema, la maggior parte dei Paesi (Brasile, India, USA) si avvale di programmi che non vengono resi di pubblico dominio. In controtendenza, l’Australia è dotata di un sistema open source, da chiunque testabile a garanzia della sua solidità.

 

 

IL VOTO ELETTRONICO IN ITALIA E NEL MONDO

 

L’esperienza statunitense

 

Negli Stati Uniti gli elettori hanno a disposizione diverse modalità per votare: per posta, recandosi alle urne tradizionali o usando dispositivi elettronici. Nel 2009 si sono tenute le prime elezioni completamente digitali per il rinnovo dell’amministrazione di Honolulu, nello stato delle Hawaii: ogni elettore ha ricevuto un codice con il quale accedere a un sito dove esprimere la propria preferenza.

 

Nel 2012, per la prima volta, anche Google e Facebook hanno consentito ai votanti di usare le relative credenziali per autenticarsi al sistema elettorale. A parte questo caso, il voto su Internet non è ancora ammesso per le elezioni statali e federali.

 

L’esperienza brasiliana

 

Il sistema elettorale automatizzato del Brasile, sviluppato dal Tribunale Supremo Elettorale (TSE) con la collaborazione di vari colossi informatici (tra cui anche IBM e Microsoft), è stato utilizzato per la prima volta nel 1996, ed è diventato l’unico sistema impiegato nel Paese fin dal 2000.

 

Il sistema, ormai evolutosi, è di tipo remoto: registra i voti espressi su una memoria magnetica connessa a un server centrale al quale sono collegate varie postazioni di voto di ciascun seggio. I partiti politici hanno accesso al software alcune settimane prima delle votazioni e sino a oggi non ci sono state segnalazioni di frodi elettroniche.

 

Il sistema di voto brasiliano gestisce inoltre anche l’identificazione dei votanti, verificando la legittimità dei loro documenti (dal 2012 alcuni seggi sono stati dotati di postazioni in grado di leggere le impronte digitali dei votanti).

 

Il Brasile ha affittato ad altri Paesi le proprie macchine per alcune elezioni (Paraguay ed Ecuador) e ha annunciato l’interesse a esportarle.

 

L’esperienza australiana

 

L’Australia ha risposto alle esigenze del voto elettronico da parte del piccolo Territorio federale della Capitale Australiana (ACT), con circa 360mila abitanti di cui gli aventi diritto al voto sono circa 170mila con L’Electronic Voting and Counting System (eVACS®). L’eVACS è il primo e per il momento unico software open source scritto utilizzando Linux per il voto elettronico ad essere stato sperimentato a partire dal 2001 in tre assemblee legislative e in due surroghe a seguito delle dimissioni degli eletti. Il successo dell’esperimento e i vantaggi riconosciuti sono stati tali che l’Australian Capital Territory non tornerà più indietro.

 

Lo sviluppo di eVACS, i cui fondamenti legali si trovano nella legge elettorale del 1992 (modificata e approvata il 5 dicembre del 2000 per includere il voto elettronico), e l’efficace attuazione del voto elettronico rappresentano il culmine di un progetto ampio e complesso avviato dopo l’elezione dell’assemblea legislativa del 1998. A seguito dell’ultima assemblea del XX secolo è apparso indispensabile passare al voto elettronico per velocizzare il processo di conteggio dei voti del sistema elettorale “Hare-Clark” di tipo proporzionale (ideato nel 1859) eliminando il rischio di errori umani e per permettere di votare senza assistenza (indispensabile per il modello italiano) anche ai disabili come i non vedenti. Dopo aver valutato tutte le proposte, la Commissione del territorio federale non ha ritenuto opportuno utilizzare internet per il voto nelle elezioni del 2001 fino al 2008, ma l’utilizzo di internet per il voto è il prossimo passo in ambito di e-democracy che l’ACT intende fare.

 

L’esperienza estone

 

L’Estonia, nel 2005 è stata la prima nazione al mondo a tenere elezioni nazionali attraverso un sistema di voto elettronico.

 

Gli elettori effettuavano il login su di un personal computer e accedevano poi a un’applicazione di voto per cui era necessario utilizzare la smart card ID dell’elettore e un codice PIN univoco.

 

Più di un quarto della popolazione Estone ha votato online.

 

L’esperienza svizzera

 

In occasione della votazione popolare federale del 30 novembre 2014, dodici Cantoni hanno offerto la possibilità di votare elettronicamente. Dal primo test di voto elettronico del 26 settembre 2004, il canale di voto elettronico è stato offerto fin qui 31 volte nell’ambito di uno scrutinio a livello nazionale. Il canale di voto elettronico è stato inoltre messo a disposizione degli elettori nell’ambito di scrutini a livello cantonale e comunale. I Cantoni di Ginevra e Neuchâtel, oltre agli Svizzeri residenti all’estero iscritti nelle liste elettorali hanno offerto la possibilità di votare elettronicamente anche ad aventi diritto di voto svizzeri residenti nei loro Cantoni. Negli altri Cantoni (Berna, Lucerna, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Sciaffusa, San Gallo, Grigioni, Argovia e Turgovia) hanno potuto votare elettronicamente solo gli Svizzeri residenti all’estero. Dei circa 170000 cittadini che avrebbero potuto votare via Internet, 27586 si sono effettivamente avvalsi di questa possibilità. Nei 12 Cantoni che hanno partecipato alle prove di voto elettronico, fino al 67.88% dei votanti svizzeri residenti all’estero si sono serviti del nuovo canale di voto. I circa 170000 aventi diritto di voto ammessi alla prova corrispondono al 3% dell’elettorato svizzero nel suo complesso.

 

Il voto elettronico in Italia

 

Alcune Istituzioni italiane hanno sperimentato il voto elettronico. In Trentino per esempio, la sperimentazione è stata realizzata nell’ambito di ProVotE, un progetto che rappresenta un primo passo per dare attuazione all’ articolo 84 della legge provinciale 2/2003,  Norme per l’elezione del Consiglio provinciale e del Presidente della Provincia. L’articolo della legge provinciale prevede l’automazione delle procedure di voto e di scrutinio per le elezioni provinciali e i referendum di competenza provinciale. L’automazione delle procedure elettorali in Trentino è stata testata per la prima volta  nel corso delle elezioni comunali del 2005 e 2006, utilizzando un sistema che permette di manifestare la propria indicazione di voto su una scheda elettronica attraverso un apposito touch screen.  Il 7 maggio 2013 i comuni pugliesi  di Melpignano e Martignano hanno sperimentato il voto con urna elettronica.

 

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tratto da “La Nazione” del 22.11.2014

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giuntini22112014°
clicka per ingrandire

 

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lavoriGiusto ieri, da cittadino del paese nonché pensionato, me ne sono andato a fare due passi per via Mascagni e ho potuto vedere l’ultimo lavoro realizzato ed adeguatamente pubblicizzato perché fatto sotto elezioni.

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Trattasi di un lavoro di demolizione del vecchio muro deteriorato, sbancamento per realizzare qualche posto macchina e piccolo parco giochi con relativo muretto di sostegno alto 50-60 cm ed allargamento della strada.

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Fin qui nulla da dire; leggo poi il cartello di cantiere e scopro il più grosso controsenso che uno si possa aspettare:

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il progettista è un Architetto dipendente del Comune

il coordinatore in fase di progettazione è lo stesso Architetto progettista

il direttore dei lavori è un Ingegnere professionista esterno

il coordinatore in fase di esecuzione è lo stesso Ingegnere esterno

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Domanda: se era un opera che richiedeva competenze ingegneristiche non poteva essere progettata da un Architetto, ma se il progetto è stato redatto da un Architetto non serviva un Ingegnere per la Direzione lavori.

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Normalmente se si richiedono competenze tipiche di un Ingegnere, e non si ha in organico un Ingegnere si procede ad un incarico esterno e si tiene la Direzione dei lavori in casa.

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Tutto questo dove trova spiegazione?

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Chissà, grande mistero! Così come appare all’uomo della strada sembra l’ennesimo spreco di denaro pubblico e quindi altro che lavoro elettorale, è l’ennesima autorete sulla nostra pelle.

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LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-05-03

ALTRO

 

SERVIZI ACCORDO RAGGIUNTO PER L’ESTATE I volontari della «Racchetta» contro il pericolo incendi

 

SARANNO anche quest’anno i volontari dell’associazione «La Racchetta» a svolgere il servizio estivo di avvistamento incendi dalla torretta eretta al Poggio alle Vedette, nella periferia nord di Massa Marittima. Si è già tenuto un incontro a livello provinciale per fornire informazioni e delucidazioni sui tempi di svolgimento del servizio, situato in un punto panoramico per eccellenza, da cui è possibile avere una visione della situazione dall’entroterra delle Colline Metallifere fino quasi alla periferia del capoluogo di provincia. L’accordo siglato con la «Rocchetta» rientra nel programma di privatizzazione operato dall’Unione Comuni Colline Metallifere e prevede che i volontari entreranno in azione da giugno fino a metà settembre: ogni giorno, per otto ore consecutive, si occuperanno gratuitamente dell’attività di avvistamento incendi. In caso di segnalazioni, il personale che opera nella postazione attiverà gli operatori dipendenti dall’Unione Comuni Montana, pronti a entrare in azione 24 ore su 24 in una superficie che supera i 125mila ettari in ambito provinciale. Intanto, malgrado la stagione estiva sembri ancora lontana, nell’Alta Maremma si sono già verificati quattro incendi che hanno visto gli uomini della «Rocchetta» intervenire per collaborare allo spegnimento del fuoco.

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-04-18

AMBIENTE

 

RIFIUTI Porta a porta a Valpiana un freno alle discariche

 

MASSA MARITTIMA Aumentare le percentuali di raccolta differenziata e mettere un freno all’abbandono incontrollato dei rifiuti e alle discariche abusive, sempre più numerose a Massa Marittima e nei dintorni. È questo il principale obiettivo del nuovo servizio di raccolta porta a porta per la zona industriale di Valpiana messo in campo da Coseca e assessorato all’ambiente del Comune di Massa per disincentivare l’abbandono incontrollato di materiale ingombrante e/o pericoloso presso i contenitori stradali e favorire la differenziazione del rifiuto che, generalmente, in queste specifiche aree è molto scarsa. L’area in questione ospita circa 66 attività classificate come “grandi utenze”, ed è caratterizzata da abitudini scorrette che comportano inefficienze sui servizi. Coseca provvede infatti spesso alla rimozione di discariche abusive ed è spesso costretta ad interventi di manutenzione sui contenitori stradali poiché hanno una insolita frequenza di rottura. L’introduzione quindi del porta a porta, sistema di raccolta che passa attraverso il coinvolgimento diretto delle utenze, siano domestiche o non domestiche, porterebbe grossi benefici sia in termini economici che ambientali. Per illustrare ai cittadini il nuovo servizio, che consisterà nella divisione di quattro tipologie di rifiuti (carta e cartone; multimateriale; organico e per ultimo l’indifferenziato, i rifiuti che non rientrano nelle tre categorie precedenti) è stato organizzato nei giorni scorsi un incontro al quale hanno partecipato i tecnici di Coseca e l’assessore all’ambiente di Massa Marittima Giacomo Michelini, accompagnato da altri amministratori e dai tecnici comunali. L’assessore Michelini dopo aver presentato il progetto si è confrontato con i proprietari delle attività commerciali per prendere in considerazione i loro preziosi suggerimenti al fine di migliorare il più possibile le attività di raccolta differenziata e poter offrire un migliore servizio. «Estendere la raccolta porta a porta a tutto il territorio – commenta il presidente di Coseca Roberto Valente – è la soluzione migliore per riuscire ad elevare i quantitativi di raccolta differenziata e migliorare anche la qualità dei materiali raccolti».

 

 

 Il modello Capannori a “Report”

 

 

 

 

 

 

 

Legge Rifiuti Zero depositata in Cassazione,

dopo Pasqua inizia la raccolta firme in tutta Italia.

 

LeggeRifiutiZero

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Mercoledì, 27 Marzo 2013 

 

Questa mattina è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero da 14 cittadini tra i rappresentanti delle realtà sociali promotrici e tra i coordinatori regionali della Campagna di raccolta firme.

 

Per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila firme, i promotori mirano ad almeno il doppio, potendo contare su una rete già costituita in tutta Italia: sono già 14 i coordinamenti regionali già costituiti e 6 quelli in costituzione.

 

La legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento riufiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest’ultimo punto – sottolineano i promotori – non è da sottovalutare: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, sarebbe l’unica grande opera di cui il paese ha bisogno.

 

La raccolta firme, che partirà in tutta Italia subito dopo Pasqua, si annuncia molto partecipata specialmente in quei territori dove sono già attive vertenze su rifiuti, discariche, inceneritori. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.

 

La Campagna Legge Zero Rifiuti, di cui fanno parte realtà sociali e comitati territoriali, invita tutte le forze politiche presenti in parlamento a sostenere la raccolta firme e a promuovere incontri per approfondire i contenuti innovativi presenti nel testo nonché ad impegnarsi a portare avanti l’iter legislativo una volta raccolte le firme.

 

La legge è stata poi illustrara in una conferenza stampa con gli interventi di Interverranno: Massimo Piras (Zero Waste Lazio), Pino Cosentino (Attac Italia), Alessio Ciacci (Associazione dei Comuni Virtuosi), Vincenzo Miliucci (Cobas), Franco Matrone (Zero Waste Italy), Claudio Pellone (Coord. Campano), Fabio Neri (Coord. Umbro).

 

 

 

 

 

 

Baratto e solidarietà, le “altre” scelte in tempi di crisi 

 

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Qui puoi metterti in contatto con gli utenti che vogliono barattare, prestare e donare i loro oggetti.

 

 

 

 

 

 


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