Archivi per la categoria ‘Bilancio’

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-05-28

 

 

Ecco “l’aiutino” della Regione ai Comuni

 

 

GROSSETO Un plafond di quasi 61 milioni ripartito fra 215 Comuni toscani per il cosiddetto “Patto di stabilità territoriale”. La Regione anche quest’anno viene in soccorso degli enti locali (Province e Comuni) per consentire loro di spendere da subito ed entro la fine dell’anno risorse che hanno in cassa, andando così oltre il tetto imposto dal patto. Non è la revisione del fiscal compact, che può essere fatta solo con il coinvolgimento dell’Europa, nè l’esclusione dal patto delle spese per gli investimenti invocata da molti, ma è comunque una boccata di ossigeno per tanti: per gli enti locali e per le imprese, che con la pubblica amministrazione lavorano.Per tre quarti (pari a 45.049.677 euro) il plafond andrà ai Comuni e per un quarto (15.947.223 euro) alle Province. L’indicazione è che con questo spazio finanziario “liberato” si dia priorità alle opere strategiche e urgenti e ad interventi sulla viabilità. In provincia di Grosseto lo spazio finanziario attribuito è così ripartito: A Campagnatico 40.348mila euro, a Capalbio 76.637 euro, a Castel del Piano 69.728 euro, a Castell’Azzara 172.082 euro, a Castiglione del la Pescaia 865.202 euro, a Cinigiano 69.988 euro, a Civitella Paganico 112.938 euro, a Follonica 392.779 euro, a Grosseto 459.798 euro, a Magliano 44.708 euro, a Manciano 441.281 euro, a Massa Marittima 91.687 euro, a Monte Argentario 489.895 euro, a Montieri 158.245 euro, Orbetello 574.683 euro, a Pitigliano 173.675 euro, a Roccalbegna 5.101 euro, a Roccastrada 82.041 euro, a Santa Fiora 127.315 euro, a Scansano 133.043 euro, a Scarlino 98.814 euro, a Seggiano 27.165 euro, a Semproniano 13.702 euro. All’interno dei 61 milioni una quota della capacità di spesa ceduta (6 milio ni e 875 mila euro) riguarda le spese in conto capitale (e quindi gli investimenti) dei Comuni o delle Province che effettueranno nel 2013 opere di ripristino a seguito di frane ed alluvioni subite l’anno scorso. In particolare un milione e 858mila euro potranno essere spesi dalle Province di Grosseto (1.648 mila euro) e dai Comuni di Capalbio, Castell’Azzara, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Santa Fiora, Scansano e Semproniano. “Già da qualche tempo la Regione cede tutti gli anni parte della propria capacità di spesa – spiega l’assessore al bilancio e al rapporto con gli enti locali della Toscana, Vittorio Bugli -. Quest’anno la cessione non era scontata: il patto si è fatto più stretto anche per noi, con quasi 300 milioni in meno a disposizione e da spendere. Ciononostante siamo riusciti ugualmente in questo sforzo”. E per gli enti locali potrebbe non essere l’ultimo ritocco al tetto di spesa. “Novità – annuncia l’assessore – potrebbero infatti arrivare a breve dalla conversione in legge del decreto sui pagamenti della pubblica amministrazione grazie ad un emendamento che le Regioni hanno approvato e che metterà a disposizione ulteriori quote”.

 

 

 

 

 

 

 

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-05-10

 

PANORAMA POLITICO

di Alfredo Faetti

 

 

 

soldi«Regalati al segretario 15mila euro» – Massa Comune presenta un’interrogazione sulla retribuzione accessoria versata dal sindaco al funzionario

 

 

 

MASSA MARITTIMA Il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai ha concesso la retribuzione accessoria al segretario generale del Comune per gli anni 2012 e 2011. Ma per quali motivi? Quali sono gli obiettivi conquistati dal funzionario? Se lo chiede il movimento civico Massa Comune, che ha presentato un’interrogazione sull’argomento. L’opposizione infatti parla di circa quindicimila euro versati come riconoscimento, sottolineando però che la legge impone criteri rigidi riguardo alla retribuzione accessoria. «Le vigenti normative del contratto dei segretari comunali e provinciali, confermate da orientamenti applicativi e da recenti pareri e sentenze della magistratura contabile – ricordano i consiglieri di Massa Comune – consentono il riconoscimento del compenso aggiuntivo solo al raggiungimento di obiettivi prefissati, che devono essere valutati e certificati da un organo esterno, come il nucleo di valutazione». Parametri che a giudizio della civica fanno sorgere qualche dubbio su quanto avvenuto a Massa Marittima. «L’analisi degli atti deliberati negli anni 2011 e 2012 – continua l’interrogazione – lascia invece presumere l’adozione di una procedura non conforme rispetto a quella prevista dalle norme contrattuali». C’è soprattutto un aspetto a far storcere la bocca alla civica: abbiamo detto che la legge impone il raggiungimento di organi prefissati, ma secondo l’opposizione questi non vengono menzionati negli atti deliberati dall’amministrazione. «Non si fa alcun riferimento ad atti con i quali siano stati preventivamente individuati e conferiti specifici obiettivi gestionali al segretario, né alle modalità con le quali questi siano stati valutati ed accertati». Al contrario, continua la civica, c’è solo il riferimento «all’esercizio di funzioni amministrative già previste dalla legge e dai regolamenti locali, in possibile violazione del principio di onnicomprensività del trattamento economico dei dipendenti pubblici, con la possibilità di determinare probabili responsabilità amministrative e contabili in capo a vari soggetti». Ed è a monte di tutti questi dubbi che nasce l’interrogazione di Massa Comune, con la quale chiede al sindaco «quali obiettivi gestionali siano stati assegnati al segretario generale» e «se, in caso di mancata osservanza delle previste disposizioni, intenda revocare, se necessario anche per via giudiziaria, le retribuzioni di risultato impropriamente erogate negli anni 2010 e 2011».

 

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

 

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-05-03

 

PANORAMA POLITICO

 

 

“Preferiti più tasse e più servizi oppure meno tasse e meno servizi?”

 

 

MASSA MARITTIMA “Si aumentano le aliquote e le tariffe mantenendo inalterati i servizi oppure si tagliano i servizi? Preferite più tasse e più servizi o meno tasse e meno servizi? Questo sottolinea l’assessore al bilancio Giacomo Michelini rivolgendosi al consigliere di opposizione Luca Santini era riportato in quel comunicato al quale lei ha ribattuto in tono polemico. Allora ce lo dica lei come si può fare”. Non si ferma il botta e risposta fra le due parti politiche in relazione al bilancio presentato alla cittadinanza e al consiglio e alle conseguenti dichiarazioni “provocatorie” di Michelini. Quest’ultimo ieri ha approfittato della parola nell’assise per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e contestare la polemica del rappresentante del Pri. “Perché, Santini, non si presenta in commissione con una proposta seria e convincente? Perché partecipa solo sporadicamente? Ora se fossi un dottore in economia e commercio come è lei la prossima volta presenterei una coscienziosa valutazione sui numeri del bilancio ed eviterei di perdere tempo a replicare su due semplici domande a conclusione di una relazione piuttosto tecnica, sulla quale mi sarei aspettato un commento sicuramente più approfondito. Non è facile per me fare l’amministratore ma, da quanto percepisco, non deve essere facile neppure per lei. Quando lo riterrà più opportuno conclude Michelini – la invito a prendere un appuntamento con il dottor Cagnani per esaminare alcuni passaggi e in quella sede ci sarò anche io così avrò l’occasione di poterla ascoltare più approfonditamente e magari potrà darmi i suoi preziosi suggerimenti. Se ne avrà”.

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2013-05-03

PANORAMA POLITICO

 

Imu: incassati 2milioni e 122mila euro L’imposta di soggiorno frutta 60mila euro

 

MASSA MARITTIMA Stop alle polemiche: il rendiconto dell’anno 2012 e le previsioni per il 2013 sono stati esposti. Dopo gli attacchi sulla mancata presentazione del bilancio durante le giornate della trasparenza, l’assessore Giacomo Michelini ha illustrato, al consiglio comunale, una dettagliata analisi della situazione dell’Ente con numeri, grafici e considerazioni. “E’ un periodo di forte difficoltà della finanza pubblica -ha dichiarato l’assessore al bilancio – ma questo consuntivo 2012 ha mantenuto gli obiettivi economici e programmatici, tutto ovviamente nel rispetto del patto di stabilità, cercando di tenere testa alla crescente richiesta di servizi e di sostegno, soprattutto nel sociale, e agli investimenti previsti per le opere pubbliche, senza dover ricorrere a nuovi mutui. I dati contenuti in questo rendiconto comunque non ci fanno stare rilassati, anche per la forte apprensione che si respira in questi primi mesi dell’anno in corso”. Il taglio applicato dallo Stato al Comune di Massa Marittima, dal 2010 al 2012, ammonta a circa 600mila euro ed ulteriori riduzioni di risorse sono state effettuate con il decreto legge 95 del 2012 di oltre 50mila euro.L’obiettivo prioritario dell’amministrazione comunale, nel bilancio dello scorso anno, è stato comunque “il mantenimento degli attuali livelli di qualità e quantità dei servizi da erogare ai cittadini”. Le norme inoltre non favoriscono il sistema degli enti locali e “questo sistema perverso genera mancati pagamenti nei confronti delle imprese al fine di rispettare gli obbiettivi del patto di stabilità; ciò crea inevitabilmente problemi alle imprese stesse che sono costrette a ricorrere all’indebitamento bancario”. Il risultato contabile di amministrazione 2012 è positivo e registra un avanzo di 58.525 euro. La Pizzarotti è stata integralmente finanziata ad esclusione di circa 13mila euro che sono stati previsti nel bilancio 2013 ed il Comune, in pochi mesi, potrà procedere al saldo dei pagamenti. Per quanto riguarda l’Imu, ad oggi, rispetto alle stime del Ministero e agli incassi derivanti dall’aumento delle aliquote sulle seconde case, l’ente deve ancora incassare oltre 235 mila euro. Attualmente i dati degli incassi registrati sono 472.825 per la prima casa mentre tutto il resto raggiunge 1 milione e 650 mila euro per un totale complessivo di 2milioni e 122 mila euro. “Per l’Imu ancora da incassare spiega Michelini – siamo in attesa del decreto che doveva uscire il 28 febbraio e che avrebbe dovuto disciplinare le modalità di ristoro da parte dello Stato del minor gettito. Il problema quindi è che il Ministero ha autorizzato gli enti locali ad effettuare un accertamento convenzionale, cioè iscrivere in bilancio un credito che dovrà essere riscosso. Ma se non si incassa, questa cifra deve essere stralciata dal bilancio e ciò provocherebbe uno squilibrio non creato dal Comune ma dal Ministero”. Come ultimo punto, Michelini ha esaminato l’imposta di soggiorno dove il Comune ha incassato quasi 60mila euro e ne ha spesi poco più per le finalità indicate dal regolamento sui servizi turistici del territorio.

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

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2013-05-01

PANORAMA POLITICO

 

MASSA MARITTIMA ASSEMBLEA MOVIMENTATA Bilancio, approvati i conti. Ma il Consiglio si spacca

 

APPROVATO con il solo voto favorevole della coalizione di maggioranza di Massa Democratica (contrarie tutte le minoranze, dal Pri alla lista civica Massa Comune fino al Pdl) il conto consuntivo 2012 presentato dalla giunta comunale di Massa Marittima al termine di una seduta consiliare che ha vissuto momenti di scontri dialettici ad alta tensione. Al di là dunque delle diverse implicazioni manifestate nel corso del lungo dibattito è emerso come il consuntivo abbia di fatto risentito gli effetti sia dei tagli imposti dal governo centrale che le conseguenze per sanare il debito con la ditta Pizzarotti risalente alla costruzione del carcere della Camilletta. «Un bilancio comunque — dice il sindaco Lidia Bai —, da cui emerge concretezza. Nonostante tutto questo atto finanziario si chiude abbastanza positivamente e con un pur piccolo avanzo di amministrazione, merito del lavoro di coordinamento e di monitoraggio a cadenza continua che ha visto impegnati funzionari e assessori al fine di non uscire dal patto di stabilità». Infine il sindaco non ha mancato di ricordare i crediti che il Comune vanta da un paio di anni dal Ministero per i lavori eseguiti e anticipati dall’Ente locale agli impianti esterni della ex miniera di Niccioleta trasformati in un centro di accoglienza e di didattica ad alto profilo. La minoranze, invece, sono appare si tutt’altro parere e non hanno mancato di manifestare dubbi e contrarietà nei confronti della relazione e delle convinzioni espresse dalla giunta comunale.

Gianfranco Beni

 

 

 

LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-04-23

 

 

COMUNE UN ANNO NERO FRA TAGLI E CREDITI CHE NON ARRIVANO

 

Un bilancio risicato Bai: «Il peggio deve venire» Sindaco soddisfatto: realizzato ciò che era previsto

 

 

di Gianfranco Beni

 

 

Sarà la seduta del consiglio comunale ad analizzare il bilancio consuntivo 2012 del Comune di Massa Marittima. Un bilancio da cui emerge concretezza e la mancanza di tutto ciò che è steetttamente indispensabile, come invece era stato in passato nello nello strumento che stavolta chiude un’annata fra le più disastrate degli ultimi anni. La conferma, se ma ce ne fosse stato bisogno, direttamente dalla voce del sindaco Lidia Bai, giunta ormai al capolinea dopo due intere legislature. «Tutto sommato — precisa la Bai — il consuntivo si è chiuso abbastanza positivamente con un pur piccolo avanzo di amministrazione, frutto del continuo lavoro di monitoraggio fatto a cadenza mensile dai funzionari e dagli assessori, per restare all’interno del patto di stabilità». Si dice, chiediamo alla Bai, che avrebbe potuto comunque andare anche meglio se fossero arrivati tutti i crediti vantati. «Esatto — ammette il sindaco — visto che fra l’altro da anni siamo in attesa di avere i finanziamenti del Ministero per i lavori da noi pagati eseguiti agli impianti esterni della ex miniera di Niccioleta. Deve arrivare la commissione per dare il nulla osta, purtroppo il suo arrivo continua a slittare nel tempo». VOI SINDACI state diventando gli interlocutori dei cittadini alle prese con nuove tasse che creano difficoltà a non finire. «Ma il brutto deve ancora venire — profetizza la Bai —. Basta pensare a come potrà essere varato il bilancio preventivo 2013 la cui scadenza è attualmente fissata per giugno con il rischio di ulteriori slittamenti che impediscono di programmare l’attività scelta. Sarebbe auspicabile andare a colpire laddove ci sono effettivamente gli sprechi a partire dalle Regioni ai Ministeri, fino a quelle Agenzie dove transita tanto denaro pubblico. Basterebbe più rigore per ridurre la spesa pubblica, che invece è in aumento a dispetto dei tagli». Infine uno sguardo seppur veloce alle opere pubbliche. Sotto questo aspetto la Bai ostenta soddisfazione. «Abbiamo realizzato tutte quelle che figuravano nel programma di inizio mandato. Siamo riusciti a trovare risorse necessarie facendoci trovare pronti con i progetti approvati dalle nostre strutture. Adesso nella fase finale dell’attuale mandato in scadenza a giugno del prossimo anno ci guarderemo attorno privilegiando quelle opere che non vadano ad incidere sul patto di stabilità».

 

 

 

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

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2012-11-30

 

PANORAMA POLITICO

Saldato il debito Pizzarotti tra polemiche in consiglio Si scatena la bufera durante la presentazione dei numeri del bilancio Per l’opposizione i soldi pagati dovevano essere investiti in altro modo

 

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Dopo più di venti lunghi anni, il debito Pizzarotti è pronto a entrare in archivio. Il Comune infatti ha tutte le risorse per pagare anche l’ultima rata alla società che ha costruito il carcere. Ma nell’infuocato consiglio comunale di ieri mattina, tra citazioni del Vangelo e attacchi frontali, più che la soddisfazione sono prevalsi tutti i veleni scorsi tra maggioranza e opposizione in tutto questo tempo. Nel girotondo degli interventi, infatti, si assiste a passi fuori dall’ordinario: citazioni del Vangelo, richiami da parte del sindaco alle opposizioni, accuse reciproche di una scarsa collaborazione in vista del bene collettivo. I soldi dividono più che unire, soprattutto all’interno di un ente. Ieri mattina, nella sala consigliare c’è stata la controprova. «Un libro dei Vangeli a me per primo suggerisce se uno mette mano all’aratro e guarda indietro non farà sicuramente un buon lavoro. Andiamo avanti quindi tutti insieme, si chiacchieri di meno si lavori di più e si eviti di disturbare continuamente chi svolge le proprie attività con coscienza e spirito di servizio» ha detto a conclusione della sua presentazione l’assessore al Bilancio Giacomo Michelini, accennando poi al concetto di “speranza” come visione ottimistica del futuro. «Con i soldi che rimangono del bilancio compriamo i biglietti della lotteria, se tanto dobbiamo sperare in Dio» è stata la risposta ironica di Federico Montomoli, capogruppo di Massa Comune. Questo un assaggio della discussione seguita alla presentazione del bilancio. Prima però ci sono stati i numeri. Ad oggi, tra cessioni di partecipate e permessi a costruire, il Comune è in grado di far fronte a quasi l’intera quota dell’ultima rata, pari a circa 230mila euro. Restano scoperti solo 20mila euro da finanziare nel 2013. Sembra insomma giunta alla fine la lunga marcia del debito Pizzarotti, partita al traguardo negli anni ‘80 con un milione e 200mila euro che l’ente si è trovata a dover pagare alla società. «Un debito che arriva sempre dalla stessa forza politica che guida il Comune da anni. – hanno detto le opposizioni – Possibile che non abbiate mai avuto il dubbio che qualcosa non andasse?». Risposta del primoa cittadino Lidia Bai: «Le responsabilità sono dell’allora sindaco Bolognini e sono responsabilità positive: nel momento in cui chiusero le miniere decise di voler costruire il carcere, dando posti di lavoro». La discussione poi è proseguita, tra reciproche accuse di malapolitica. La maggioranza, ad esempio, ha sottolineato come i consiglieri di Massa Comune non prendano più parte alle commissioni comunali. «Per forza, l’unica volta che abbiamo concordato un testo assieme in consiglio ne avete portato uno diverso» ha replicato Francesco Mazzei.

 

 

 

 Orizzonte risponde a Michelini sul debito Pizzarotti

 

 

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di leggere la nota pubblicata sul sito istituzionale dall’Assessore Michelini, in risposta alla nota che potete leggere qui.

 

Vorrei ringraziarLo pubblicamente per aver voluto rompere il silenzio mantenuto dalla Maggioranza  nonostante le ultime scottanti tematiche sollevate dalla civica, come l’imponente ribasso del prezzo a base d’asta dei terreni di Via della Repubblica (di cui potete leggere qui) e le modalità con cui si realizzerà l’Area industriale in Loc. Magrone (di cui potete leggere qui), sulle quali attendiamo ancora una timida risposta.

 

Sono quindi obbligato a controbattere alle sue affermazioni.

 

Lei esordisce ricapitolando i versamenti fin’ora effettuati alla società Pizzarotti e celebrando il pagamento della prima rata prevista per il 2012.

 

Ebbene, ho estrema difficoltà a comprendere in quale punto delle nota precedentemente indicata avrei messo in discussione il pagamento della prima rata del debito, visto che la stessa non viene mai citata.

 

Le possibilità sono due: o non sono stato sufficientemente chiaro, ed in tal caso mi scuso, oppure Lei ha “Risposto picche quando il seme era cuori”, ma ciò non mi stupirebbe, dato che ho visto applicare alla Maggioranza questa meravigliosa tecnica, ogni qual volta abbiamo sollevato una spinosa questione.

Disorientare i Cittadini non permettendogli di poter confrontare opinioni e giudizi su un determinato argomento, è un ottimo metodo per non avere né torto, né ragione, ma non credo che questa sia la qualità di democrazia che ci meritiamo…

 

Forse la mia capacità espressiva non è delle migliori, ma mi pare ovvio che il mio intervento non si riferisse ai pagamenti già effettuati (tant’è vero che nella nota si utilizza un tempo futuro e non passato), ma a quelli ancora da effettuare e di conseguenza da finanziare.

 

Visto che probabilmente non ho una spiccata proprietà di linguaggio (ma molte testate giornalistiche hanno ben compreso il messaggio, perciò rimango perplesso) provo a farLe comprendere nuovamente qual è la vera materia del contendere, ovvero le contraddizioni esistenti tra le risultanze di bilancio fino ad oggi a noi note e le Sue affermazioni circa le modalità di finanziamento del debito residuo con la società realizzatrice del Carcere.

 

Lei afferma che il debito sarà quasi interamente finanziato con le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione e che gli introiti derivanti dalla vendita dei terreni in Via della Repubblica, non finiranno nelle casse della società Pizzarotti.

 

Io affermo che ciò non sia possibile, sia su base documentale, che oggettiva.

 

Elenco a Lei e a tutti i Cittadini, le motivazioni:

 

  • Che con l’approvazione del bilancio 2012, si è determinato di destinare tutte le entrate del titolo IV (compresi oneri di urbanizzazione e alienazioni di patrimonio) al finanziamento della rata del debito fuori bilancio nei confronti dell’Impresa Pizzarotti(cfr. pag 22 del Parere dell’Organo di Revisione, che potete trovare qui.
  • Che né in sede di approvazione della variazione di bilancio n°1 e n°2 (che trovate rispettivamente qui e qui), né in sede di verifica degli equilibri di bilancio (che trovate qui), tale indirizzo è stato modificato e pertanto è pienamente efficace e vincolante.
  • Che gli introiti previsti a titolo di Oneri di Urbanizzazione per il 2012 sono pari a 285.500,00€ [Cfr. la voce Permessi a costruire (ex OO.UU) destinati a spese in conto capitale presente a pag 42 della Relazione Tecnica 2012, e la voce Permessi a costruire (ex OO.UU.) delle entrate in conto capitale destinati a spese correnti, a pag 16], e che pertanto, anche aggiungendo agli stessi sia il valore delle alienazioni patrimoniali già concluse (12.015,46 €) , che l’avanzo di amministrazione 2011 (5.704,98€), il totale ottenuto è insufficiente a coprire i € 459.463,68 da versare all’azienda entro l’anno.
  • Che, come da Lei sostenuto, gli introiti a titolo di OO.UU realizzati fino ad oggi sono pari a € 154.095,03 e che pertanto anche se si concretizzasse l’originaria previsione di bilancio, i 131.404,97 € ancora da incassare non riuscirebbero a coprire la residua seconda rata, pari a € 229.731,84, che tra l’altro è già scaduta

 

Pertanto, o Lei è certo di introitare Oneri per un valore molto superiore a quanto dichiarato in sede di approvazione del Bilancio (ed in tal caso sarebbe auspicabile che ce lo facesse presente) oppure è obbligato ad attingere agli eventuali fondi che si renderanno disponibili con la vendita dei terreni di via delle Repubblica, dato che ad oggi, nessun altro bando per liquidare i beni inseriti nel piano delle alienazioni, è stato pubblicato.

 

Ma forse sono solo disattento o male informato, poiché come Lei asserisce, Orizzonte <<è mancato ad alcune riunioni delle commissioni consiliari dove si parlava dell’argomento>> o <<non si è sufficientemente informato sulle sempre trasparenti attività dei Servizi Finanziari>>.

 

Spettabile Assessore, le dirò di più:  oltre ad essere disinformato, Orizzonte non è forse mancato alle commissioni in cui si discuteva le variazioni di bilancio, è proprio mancato!!

 

E lo ha fatto in piena scienza e coscienza, nonché per chiara scelta politica che, con l’occasione, sottopone al giudizio diretto degli Elettori.

 

Come più volte ribadito in sede consiliare ed il motivo è chiaro e semplice:  è inutile fare commissioni a pochi giorni (ed in talune occasioni anche alcune ore) prima della discussione consiliare, perché si riduce il tutto ad un semplice pro-forma, che ha il solo scopo di stendere le lodi sul lavoro effettuato dalla Giunta, e che non apporta alcun miglioramento alle proposte messe in discussione, dato che le stesse sono già state formalizzate per la deliberazione e pertanto risultano essere “blindate”, in quanto vincolate dai pareri di regolarità tecnica.

 

Di conseguenza, ritenendo che non ha senso discutere su qualcosa che non è negoziabile e sul quale non può esserci un confronto, ho disertato la seduta, nonostante fino a quel momento abbia sempre partecipato alle commissioni con spirito di servizio e con senso di responsabilità.

 

Ma visto che la linea non è chiara, annuncio a nome di tutto il gruppo consiliare Massa Comune, che i suoi componenti non parteciperanno più ad alcuna commissione finché esse si limiteranno ad un puro esercizio di stile e comunque fintanto che non saranno discusse le nostre proposte di modifica del Titolo III del Regolamento per il funzionamento del C.C e delle Commissioni Consiliari, non ancora trattata nonostante quanto deciso nella seduta del 26 Aprile 2012.

 

Tali modifiche si rendono necessarie per rendere questi importanti organi a supporto dell’Assise Consiliare, il vero teatro di concertazione e confronto, per migliorare le decisioni prese nell’interesse dei Cittadini e  per evitare che posizioni potenzialmente convergenti si dissipino solo perché la minoranza è costretta ad accettare prodotti pre-confezionati.

 

Concludo gentile Assessore, facendoLe presente che la questione sollevata non è una sterile strumentalizzazione per anteporre il proprio interesse politico al bene comune (come Lei stessa l’ha definita), ma un problema concreto e tangibile che avrà ripercussioni su tutta la collettività, poiché se le ipotesi che in mente non si concretizzeranno, oltre a non saldare il debito (con tutte le possibili ripercussioni legali), probabilmente non riusciremo né a raggiungere gli obiettivi del patto di stabilità (con il risultato di ottenere un’ulteriore taglio ai trasferimenti pari AL 3% DELLE ENTRATE CORRENTI – OVVERO  275.300,19€ – dato che le entrate previste sono 9.176.673,00€), né a realizzare alcun tipo di opera pubblica.

 

Chiedere ai Massetani di riflettere su questo è non <<essere consapevole della misura,  della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta>>, come Lei stesso mi ha rinfacciato?

 

Mi dispiace, ma non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda..

 

 

 

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

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2012-11-11

 

PANORAMA POLITICO

Massa Marittima La civica all’attacco dell’assessore Michelini: “Ha la memoria corta” “Svenduti i gioielli della città per pagare il debito Pizzarotti”

 

MASSA MARITTIMA “Concittadini svegliamoci, basta pensare a colori e appartenenze, è il momento di valutare i dati di fatto e mandare a casa chi ha gestito con incapacità e leggerezza la nostra città”. E’ iniziata con largo anticipo la campagna elettorale per le amministrative del 2014 e Massa Comune sferra i suoi colpi. L’attacco questa volta colpisce l’assessore al bilancio Giacomo Michelini, accusato dall’opposizione di avere “la memoria corta”. La civica contesta alcune contraddizioni sull’alienazione patrimoniale dato che in un’occasione Michelini aveva affermato che non sarebbe servita a finanziare il debito Pizzarotti, mentre nella presentazione power point da lui redatta e presentata in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2012, viene indicato che oltre 160mila euro (dei 401.548 del debito residuo) sono finanziati con alienazione del patrimonio. Lo stesso concetto è ribadito anche nella “relazione tecnica al bilancio di previsione 2012” e nella più recente “ricognizione dello stato di attuazione dei programmi sul permanere degli equilibri di bilancio”, in cui il responsabile dei servizi finanziari mette nero su bianco che il debito residuo sarà finanziato con i proventi degli oneri di urbanizzazione e con le alienazioni patrimoniali. Inoltre afferma “…che è necessario sia incassare i permessi a costruire, che concretizzare l’alienazione del patrimonio disponibile, al fine di finanziare completamente il debito residuo nei confronti dell’impresa Pizzarotti, assicurare gli obiettivi del patto di stabilità interno, nonché di dare attuazione al piano triennale delle opere pubbliche 2012/2014”. Ma il ribasso del 21% del prezzo a base d’asta non è visto di buon occhio dalla lista civica. “In pratica – sottolinea Massa Comune – dobbiamo svendere a saldo per estinguere debiti, ripettare i patti di stabilità e prevedere la realizzazione di qualche opera pubblica. Secondo il sindaco Bai è colpa dei tagli del Governo, secondo noi è solo colpa del malgoverno degli ultimi 60 anni che ci sta costringendo a vendere ‘i gioielli di famiglia’ per sanare errori passati e presenti, che nemmeno l’incremento dell’addizionale Irpef e Imu al massimo di legge riescono a ripianare. E’ questo quello che si meritano i massetani?”.

Chiara Calcagno

CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-10-10

ECONOMIA
Massa Marittima Aumento dell’Imu e addizionale Irpef, ma i servizi rimangono

Aumentano l’Imu sulle seconde case e l’addizionale Irpef ma i servizi vengono mantenuti. E’ stata presentata ieri durante la seduta del consiglio comunale, la ratifica della variazione di bilancio alla previsione 2012. L’assessore Giacomo Michelini ha spiegato la situazione del comune di Massa Marittima che, paradossalmente, a causa di una condotta finanziaria prudente si trova in maggiore difficoltà rispetto a enti che hanno avuto comportamenti meno rigorosi. “Sono state compiute – inizia Michelini – scelte politiche e amministrative impegnative vista la diminuzione dei trasferimenti statali agli enti locali dopo i pesanti tagli subiti già negli scorsi anni. Nonostante la pesante riduzione delle entrate abbiamo scelto di lasciare invariate tutte le tariffe relative ai servizi a domanda individuale, con un’eccezione seppur parziale per la mensa scolastica perché riguarda non un aumento ma una ridefinizione delle fasce Isee”. Il mantenimento degli standard dei servizi fondamentali ha portato all’aumento dell’aliquota Imu sulle seconde case dallo 0,76% all’1,6%, mentre è rimasta inalterata l’aliquota fissata per legge sulla prima casa pari allo 0,4%. Dall’Imu il Comune di Massa Marittima prevede di incassare (ad aliquote di legge) 1milione e 445mila euro circa mentre il Ministero ne stima 1 milione e 663mila, ovvero 218 mila euro in più. Ad oggi dalla prima rata dell’Imu che è pari al 50% del totale, sono entrati nelle casse comunali 723 mila euro circa. Tale cifra se raddoppiata non si discosta dalla previsione fatta dagli uffici comunali. “In materia fiscale – sottolinea l’assessore Giacomo Michelini – l’amministrazione comunale ha deliberato l’incremento dell’addizionale comunale Irpef portandola dallo 0,40% allo 0,80% con esenzione totale per i redditi inferiori ai 6.500 euro. Inalterate invece Tarsu e Cosap ed è stato escluso di ricorrere a nuovi mutui, l’ente rispetterà il limite dell’indebitamento previsto dalla legge per gli anni 2012-2013 e 2014. E’ stata invece incrementata l’imposta pubblicitaria sulle affissioni le cui tariffe erano ferme dalla data di introduzione 1993”. Poi si apre lo spazio “Pizzarotti”: l’impresa ha sostanzialmente consentito il pagamento dilazionato ed il Comune ha provveduto a liquidare 67.888,35 euro come acconto e il debito residuo ammonta a 333.658,96 euro finanziato con i proventi degli oneri di urbanizzazione e con le alienazioni patrimoniali. Nel frattempo, dalla data dell’ultimo pagamento effettuato il 26 luglio scorso, sono stati incassati ulteriori oneri di urbanizzazione e si procederà nei prossimi giorni al trasferimento di circa ulteriori 80mila euro. “E’ in corso – conclude Michelini – l’emissione del bando per la vendita delle aree di viale della Repubblica. Un esito favorevole potrebbe assicurare la definitiva conclusione della vicenda Pizzarotti”.

Chi.ca.

 

 

 

 

In seguito al caso “Fiorito” ci sono arrivate diverse mail con le quali alcuni cittadini ci chiedono se i Consiglieri Comunali percepiscono uno stipendio e/o altri emolumenti. Pertanto pubblichiamo a beneficio dei lettori tutte le spese del Consiglio Comunale di Massa Marittima.

 

E’ bene precisare fin da subito che
i Consiglieri Comunali NON percepiscono alcun stipendio.

 

Al Consigliere Comunale è riconosciuto un gettone di presenza per le sole sedute consiliari e NON percepisce alcun emolumento per partecipare alle sedute delle Commissioni Consiliari, alle Conferenze dei Capigruppo, nonché per presidere alle sedute degli organismi di cui l’ente fa parte, quale l’Unione dei Comuni.

 

L’importo corrisposto a titolo di gettone di presenza  è di €16,27 Lordi, in quanto al computo totale vengono sottratti gli oneri di legge (IRPEF, Addizionale Comunale, Regionale, etc..).

 

Ai Consiglieri non residenti nel capoluogo del Comune, è altresì corrisposto un rimborso spese non sottoposto a tassazione, pari a 32 cents/Km, per raggiungere la sede delle sedute.

 

Per l’anno 2011, la spesa totale per l’erogazione degli emolumenti ai Consiglieri Comunali è stata pari a  €3.107,34, di cui € 2.765,90 a titolo di gettoni di presenza e €341,44 a titolo di rimborso spese chilometrico per  raggiungere il luogo delle sedute.

 

Nell’immagine sottostante il riepilogo di quanto corrisposto ad ogni Consigliere

 

Determina Dirigenziale UCMCM  n° 225 del 07-05-2012

 

NESSUN’altro contributo e/o emolumento
è assegnato ai Consiglieri e/o ai Gruppi Consiliari. 

 

LA POLITICA SI FA CON SPIRITO DI SERVIZIO,
NON CON I SOLDI…

 

 

 

 

 

 IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-09-22

ECONOMIA
«Duecentomila euro in meno dall’Imu» L’assessore Michelini lancia l’allarme ma assicura il mantenimento dello standard dei servizi

MASSA MARITTIMA Ad oggi l’Imu ha portato nelle casse del Comune di Massa Marittima 723mila euro. È solo l’importo della prima rata, che ha rispettato le previsioni. Ma i programmi di Roma non tengono conto di certe caratteristiche delle realtà locali. Massa Marittima, come comune montano, ad esempio, vede i fabbricati rurali, strumentali all’attività agricola, esenti dall’imposta. «La questione che si pone è quindi chiara – spiega l’assessore al bilancio Giacomo Michelini – se le stime fatte dai nostri uffici saranno più rispondenti alla nostra realtà di quelle ministeriali, il Comune si troverà a dicembre 2012 con oltre 200mila euro in meno». Ma non è l’unico problema in termini di risorse. I tagli del governo centrali agli enti locali, infatti, hanno costretto gli uffici delle amministrazioni a rivedere tutti i bilanci. Solo il federalismo municipale, per intenderci, porterà nei Comuni solo un milione di euro, rispetto ai due previsti inizialmente. Questo però non ha inciso sui servizi a Massa Marittima, ma sulla ridefinizione di alcune tariffe. Come l’Irpef (portata dallo 0,4 allo 0,8 percento) e l’Imu. «In questo quadro il mantenimento degli standard dei servizi fondamentali della nostra comunità ha portato necessariamente all’aumento dell’aliquota Imu sulle seconde case portandola dallo 0,76 percento all’1,6 – spiega Michelini – mentre è rimasta inalterata l’aliquota fissata per legge sulla prima casa pari allo 0,4. Dall’Imu il Comune di Massa Marittima prevede di incassare (ad aliquote di legge) un milione e 445mila euro circa, mentre il ministero ne stima un milione e 663mila, ovvero 218 mila euro in più». Quelli a cui abbiamo fatto riferimento prima. Insomma, nel bilancio è stato necessario rivedere alcune caselle. E tutte, alla fine, si sono incastrate alla perfezione. Anche se dei problemi alla fine restano. «Paradossalmente il nostro Comune – spiega l’assessore – in quanto ente virtuoso potrebbe garantire i pagamenti dovuti a terzi in tempi rapidi, ma per non intaccare il rispetto del patto di stabilità è costretto a posticipare i pagamenti a ditte e privati che hanno reso servizi all’ente. Abbiamo chiesto al ministero la possibilità di rideterminare la cifra prevista come “saldo obiettivo” da rispettare ma non ci hanno ancora risposto». Ma ci sono anche delle buone notizie. «La Regione lo scorso 3 settembre ha deliberato di concedere agli enti comunali uno “Spazio finanziario” entro cui possono peggiorare il proprio obiettivo di 2012 per il rispetto del patto di stabilità».

 

 

Le scelte di Bilancio condizionate

dai tagli delle risorse statali agli enti locali

 

fonte: Comune Massa Marittima – 20 settembre 2012 

 

  

Il bilancio di previsione 2012 del Comune di Massa Marittima è stato approvato il 17 luglio scorso, entro i termini stabiliti dal Ministero, senza la necessità di utilizzare l’ultima proroga concessa agli enti locali che fissa il termine al 31 ottobre.
«Abbiamo dovuto compiere scelte politiche e amministrative impegnative vista la nuova diminuzione dei trasferimenti statali agli enti locali – spiega l’Assessore al Bilancio Giacomo Michelini – dopo i pesanti tagli subiti negli scorsi anni.
La principale voce di finanziamento proveniente dal Ministero ovvero le “Assegnazioni da federalismo municipale” è passata da circa 2 milioni di euro a 1 milione e 200mila euro. Ma i tagli statali rischiano di non finire qui. Il decreto sulla Spending Review prevede un ulteriore taglio ai Comuni, la cui quantificazione sarà nota solo il prossimo 15 ottobre».
«Nonostante questa pesante riduzione delle entrate – è ancora Michelini a parlare – abbiamo scelto di lasciare invariate tutte le tariffe relative ai servizi a domanda individuale, con una eccezione seppur parziale perché riguarda non un aumento ma una ridefinizione delle fasce ISEE sulle quali viene calcolata la quota da pagare da parte delle famiglie che usufruiscano del servizio di mensa scolastica, in modo da garantire un più obiettivo e razionale scaglionamento ».
In questo quadro il mantenimento degli standard dei servizi fondamentali della nostra comunità ha portato necessariamente all’aumento dell’aliquota IMU sulle seconde case portandola dallo 0,76% all’1,6%, mentre è rimasta inalterata l’aliquota fissata per legge sulla prima casa pari allo 0,4%. Dall’IMU il Comune di Massa Marittima prevede di incassare (ad aliquote di legge) 1milione e 445mila euro circa, il Ministero ne stima 1.663mila, ovvero 218 mila euro in più.
Ad oggi dalla prima rata dell’IMU (pari al 50% del totale), sono entrati nelle casse comunali 723 mila euro circa. Raddoppiando tale cifra non ci si discosta dalla previsione fatta dagli uffici comunali per dicembre 2012. Il Governo centrale però ha considerato 218 mila euro di sovrastima giustificandola con eventuali ritardatari nei pagamenti, per edifici registrati in seguito al recente censimento degli immobili e con introiti IMU relativi ai fabbricati rurali da accatastare entro novembre 2012.
Il Ministero non ha tenuto però conto del fatto che nel Comune di Massa Marittima i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola sono esenti da IMU, in quanto Comune montano. «La questione che si pone è quindi chiara – è il commento di Michelini – se le stime fatte dai nostri uffici saranno più rispondenti alla nostra realtà di quelle ministeriali, il Comune si troverà a Dicembre 2012 con oltre 200mila euro in meno».
In materia fiscale, l’Amministrazione Comunale ha deliberato l’incremento dell’addizionale comunale Irpef portandola dallo 0,40% allo 0,80% con esenzione totale per i redditi inferiori ai 6.500 euro. Sono state invece mantenute inalterate Tarsu e Cosap. Nel bilancio è stata inoltre esclusa la contrazione di nuovi mutui da parte del Comune. E’ stata incrementata l’imposta pubblicitaria sulle affissioni. Resta inoltre aperta la questione legata al “Patto di stabilità” imposto ai Comuni. «Paradossalmente il nostro Comune – spiega l’Assessore al Bilancio – in quanto Ente virtuoso potrebbe garantire i pagamenti dovuti a terzi in tempi rapidi, ma per non intaccare il rispetto del patto è costretto a posticipare i pagamenti a ditte e privati che hanno reso servizi all’ente. Abbiamo chiesto al Ministero la possibilità di rideterminare la cifra prevista come “saldo obiettivo” da rispettare ma non ci hanno ancora risposto».
Buone notizie su questo tema sono giunte invece dalla Regione. Lo scorso 3 settembre ha deliberato di concedere agli enti comunali uno “Spazio finanziario” entro cui possono peggiorare il proprio obiettivo di 2012 per il rispetto del Patto di stabilità. Il saldo obiettivo 2012 da raggiungere con i dovuti conteggi passa così da 841mila euro a 665mila euro circa. Resta però la contraddizione per cui il Comune di Massa Marittima che ha avuto una condotta finanziaria virtuosa si trova in maggiore difficoltà rispetto agli enti che hanno avuto comportamenti di spesa meno rigorosi. Per far fronte alle esigenze del Patto, l’Amministrazione Comunale è stata costretta ad una politica di alienazioni patrimoniali. Le difficoltà di Bilancio sono aggravate anche dall’estremo ritardo con cui i finanziamenti concessi dagli altri enti (compresi i Ministeri) vengono trasferiti effettivamente ai Comuni, con la conseguente necessità da parte nostra di anticipare con risorse comunali i pagamenti per la realizzazione di opere pubbliche, spettacoli e quant’altro.

 

LA NAZIONE
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-07-20

ALTRO
Tasse e imposte Ecco il piano

MOLTO rumore intorno alla politica tariffaria e fiscale approvata a maggioranza dal consiglio comunale di Massa Marittima. Questi i punti essenziali. L’addizionale comunale Irpef è aumentata dallo 0,40% allo 0,80% con esenzione (non franchigia) di 6.500 euro. L’Imu invariata per la prima casa allo 0,40% con esenzione di 200 euro oltre ad altri 50 per ciascun figlio a carico con età inferiore a 26 anni, mentre per la seconda casa passa da 0,76% al 1,06%. LA TASSA DI SOGGIORNO applicata a partire dal 1°prevede un gettito di almeno 50mila destinati a finanziare per il 40% spese correnti nella funzione del turismo e per il 60% investimenti nel settore turistico. Altri incrementi riguardano poi la tassa di pubblicità e affissioni e le tariffe di compartecipazione alla mensa scolastica con revisione delle fasce Isee. Invariate invece le seguenti tariffe: spettacoli, Tarsu, Cosap, utilizzo palestre, servizi cimiteriali, illuminazione votiva, compartecipazione al servizio di trasporto scolastico, asili e colonie marine e servizi socio educativi.

 

  

 

 

 

 

 

 

Talpe e somari

ovvero la tassa di soggiorno vista da Noi 

 

 

di Gennaro Orizzonte

 

Non era necessaria una “divinazione del Mago Otelma” per immaginare che l’introduzione di un’ingiusta imposta in corso d’opera poteva creare gravi difficoltà agli operatori turistici, soprattutto quando l’imposizione prende corpo 2 giorni prima dell’effettiva applicazione (Del. C.C n° 34/2012 e G.C n° 146/2012 del 28/06/2012, con efficacia dal 1° luglio), senza l’adeguata informazione e concertazione, ma soprattutto senza che gli operatori siano a conoscenza delle concrete finalità di quest’ultima.

 

In un periodo di piena crisi economica, la variazione delle “condizioni ambientali” su un mercato globalizzato e competitivo quale il turismo, dove le etichette Italy, Tuscany o Maremma non danno le stesse garanzie di successo del passato, anche la variazione di un singolo euro può fare la differenza.

 

Forse il Sindaco non ha mai avuto l’opportunità di prenotare un albergo on-line, magari su motori di aggregazione quali booking.com o trivago.com, dove la rilevanza (ovvero l’ordinamento dei risultati e di conseguenza dell’opportunità di business) è legata al 90% alla mera offerta economica.

 

E’ normale che le strutture ricettive, non avendo potuto preventivare il nuovo tributo nel momento della definizione dei propri listini, non abbiano potuto rimodellare e modificare la propria offerta.

 

Senza contare che la necessità di mantenere politiche commerciali precedentemente concordate, porterà in molti casi l’imprenditore turistico (già “mazzolato” ben bene dall’IMU) ad accollarsi il dazio, di cui è divenuto, suo malgrado, esattore.

 

Un tributo, tra l’altro, con valore costante e lineare, non legato percentualmente al listino dell’operatore che magari per accaparrarsi qualche cliente ed emergere nell’oceano rosso della concorrenza, mette in pratica qualche promozione per ridurre il prezzo di listino.

 

Ma tutta quella fatica fatta per razionalizzare le spese e migliorare l’efficienza della struttura ricettiva (parole che sento molto spesso in C.C in riferimento all’apparato comunale, ma che non trovano riscontro nei numeri, visto che la spesa corrente passa da un assestato di 8.457.202,27€ a 8.705.283,00€, come verificabile dall’ALLEGATO A – SPESE 2012, pag 9, del Bilancio di Previsione 2012), e che dovrebbe portarla ad un vantaggio competitivo che le permette di portare a casa un numero di presenze sufficiente, viene vanificata grazie all’applicazione di una “fix-tax” che non tiene conto della tariffa applicata dal gestore.

 

Per non parlare poi del mancato coordinamento a livello territoriale che ha portato all’applicazione “a macchia di leopardo”, creando il disallineamento nel mercato, a vantaggio di altre zone limitrofe del territorio, nonché dei danni che subirà tutto l’indotto commerciale massetano, nel caso di riduzione delle presenze

 

Ma soprattutto, come si fa a non essere alterati quanto si verifica che nonostante la maggior disponibilità di risorse dovute all’introito della tassa di soggiorno (stimate in 50mila euro, pag 2, ALLEGATO A – ENTRATE 2012, che trovate qui) la spesa corrente per il supporto turismo passa dai 120.361,04€ dell’ultimo esercizio, ad uno stanziamento di 74.700,00€ (pag 6, ALLEGATO A – SPESE 2012).

 

So già che vi diranno che è un’entrata a destinazione vincolata e che le risorse serviranno a fare investimenti (es. all’aggiornamento della segnaletica del centro storico e della promozione di Massa Marittima sulle strade esterne al paese?? – pag 119 – ALLEGATO C – RELAZIONE PREVISIONALE PROGRAMMATICA 2012_2014), ma in realtà la spesa d’investimento è di circa 30.000€ (Spese in Conto Capitale, pag 13, ALLEGATO A – SPESE 2012). Il resto servirà (probabilmente) solo a finanziare l’AMATUR.

 

Abbiamo capito che lo sport preferito dalla nostra Amministrazione è la “ricerca di un capro espiatorio”, siano essi i brutti e cattivi dell’Ascom o di FederAlberghi, oppure quei disfattisti di Massa Comune e perché no, del Comune di Gavoranno, che ha avuto la forza e la lungimiranza di ascoltare le necessita delle proprie attività produttive.

 

Forse un giorno si capirà che un’ Ente non si governa con l’autorefenzialità, ma immedesimandosi e confrontandosi con chi vive nel comune e crea valore per il territorio.

 

Ha più coraggio chi chiede scusa ed ammettere i propri errori, di chi con “somara ritrosia” mantiene le proprie posizioni, cercando poi una “soluzione dell’ultimo minuto”, per salvare la faccia…

 

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Sei favorevole alla Tassa di soggiorno nel nostro comune ?

Nella sezione sondaggi è possibile votare! Clicca quì

 

 

 

 

 

 

 

a cura della redazione economica di Massa Comune 

 

 

IL FEDERALISMO MUNICIPALE E

LE SUE PRIME APPLICAZIONI

 

Con l’approvazione del decreto sul federalismo municipale D. Lgs. N 23/2011 e successive modifiche, si è costruito il primo dei pilastri su cui si regge il federalismo fiscale. Il panorama tributario, spalmato su nuove competenze e poteri di regioni, comuni e province, mette in moto circa 80 miliardi di euro che aggiunti ai 68 derivanti dalla compartecipazione, fanno una somma di 150 miliardi che gli enti locali avranno in dote da gestire.

Il decreto municipale prevede un pacchetto di imposte, non sempre nuove o aggiuntive, ma con nome e destinazione cambiata, che sono e saranno applicate nel periodo 2011 – 2014. Ecco il calendario previsto dalla legge.

 2011

Addizionale comunale Irpef: sblocco dell’imposta bloccata dal 2008. Riguarda 3.500 comuni che non applicano l’addizionale oppure applicano un’aliquota fino al 4 per mille.

Imposta di soggiorno: i capoluoghi, le unioni di comuni e i comuni turistici possono prevedere un tassa fino a 5 euro a carico di chi soggiorna in strutture turistiche.

 

2012

Imposta di scopo. Nei primi due anni sarà una maggiorazione, massimo 0,5 per mille, sull’Ici. Poi incorporata nell’Imu.

Imu. Via l’Ici, al suo posto l’Imposta municipale unica, con aliquota di riferimento al 4 per mille per la prima casa ed al 7,6 per mille per la seconda. L’introduzione dapprima era stata prevista dal 2014 anticipata poi al 2012. I comuni avranno la possibilità di aumentare o diminuire dello 0,2 per mille l’aliquota sulla prima casa e dello 0,3 per mille sulla seconda.

 

Addizionale comunale Irpef. I Comuni possono tornare a gestire l’imposta con aumenti fino al tetto massimo dello 0,8%, senza alcun limite all’incremento annuale.

 

Addizionale regionale Irpef. E’ ricalcolata per garantire un gettito pari ai trasferimenti e alla compartecipazione all’accisa sulla benzina che saranno soppressi.

Rc auto province. L’imposta sulla Rc auto diventa tributo provinciale.

 

2013

Nuovi tributi regionali. Le regioni potranno istituire nuovi tributi o modificare le aliquote esistenti.

 

2014

Imposte compravendite immobiliari. Il prelievo passa dal 10 al 9%, se la compravendita riguarda case di abitazione, escluse quelle di lusso, si passa dal 3 al 2%.

 

Imposta municipale secondaria. Al posto della tassa sull’occupazione di aree pubbliche e l’imposta sulla pubblicità.

 

Rc auto provinciale. L’aliquota di riferimento può essere aumentata o diminuita entro un massimo del 2,5%.

 

Irap. Le regioni posso diminuire o eliminare l’imposta.

 

Addizionale regionale Irpef. L’addizionale può arrivare all’11%. Dal 2015 il tetto sarà fissato al 21 per mille.

 

Le decisioni assunte ad oggi 

dall’Amministrazione Comunale di Massa Marittima

 

Imposta di soggiorno. 3 euro al giorno a carico di chi soggiorna in strutture turistiche a partire dal 1° luglio 2012;

Imu. 4 per mille sulla prima casa e 10,6 per mille sulla seconda casa (aliquota massima)

Addizionale comunale Irpef. Aumento dal 4 per mille all’8 per mille (aliquota massima) con esenzione per redditi inferiori a 6.500 euro anno.

 

La posizione assunta dai Rappresentanti della 

LISTA CIVICA MASSA COMUNE in Consiglio Comunale

 

Ferma contrarietà all’aumento di tasse esistenti ed all’introduzione di nuove; per il reperimento delle risorse, assumere a metodo l’analisi critica delle esigenze e riconsiderazione analitica dei costi di esercizio al fine di ridurne sensibilmente l’entità.

 

Considerare il risparmio e l’oculata gestione come risorse, mentre nuove tasse od aumento delle esistenti divengono rapine ai danni del contribuente specie se tali risorse servono a coprire danni prodotti da incompetente gestione della cosa pubblica come ad esempio il caso Pizzarotti.

 

Nell’impossibilità oggettiva e dimostrabile di mancato reperimento di risorse indispensabili, l’introduzione di nuove tasse o l’aumento delle esistenti, deve adottare il criterio di progressività in relazione al reddito percepito dai contribuenti con fasce di esenzione dignitose a difesa dei meno abbienti.

 

Imposta di soggiorno. Massa Comune si è opposta perché ritiene che l’adozione di tale imposta è in chiaro contrasto con la tanto declarata vocazione turistica del nostro comune; di fatto la decisione produce un disincentivo alla venuta di turisti.

 

Imu. La decisione della Maggioranza dell’applicazione dello scaglione unico per la prima casa penalizza i redditi più bassi che sono oltre il 50% dei massetani (sotto 20.000 € lordi all’anno) a vantaggio dei benestanti e ricchi. Di fatto l’opposto di Robin Hood che toglieva ai ricchi per dare ai poveri. La progressività vale anche per la seconda casa così come vale l’esigenza di distinguere tra case sfitte ed in locazione. Per questi motivi Massa Comune ha votato contro.

 

Addizionale comunale Irpef. Considerato che la distribuzione delle aliquote dell’addizionale comunale Irpef a livello nazionale era:

 

 

Sono pertanto inveritiere e prive di fondamento le affermazioni della Maggioranza secondo cui gli aumenti prodotti servono a garantire il mantenimento dei servizi quando la stessa afferma che nell’esercizio precedente si è chiuso con un avanzo positivo di oltre 5.000 euro e si sono effettuati tutti i servizi richiesti; nell’esercizio precedente non vi era ne la tassa di soggiorno, ne l’Imu sulla prima casa, quello sulla seconda era inferiore e l’addizionale comunale Irpef era la metà di quella ora adottata.

Anche i Comuni che non applicavano l’addizionale Irpef (9%) e quelli che l’applicavano in entità minore della nostra (18,4%) rispettavano il patto di stabilità, chiudevano il bilancio almeno in pareggio e facevano servizi ai loro cittadini. Inoltre il livello di esenzione imposto colpisce redditi netti di circa 430 euro mensili e sarebbe interessante vedere come i nostri Amministratori riuscirebbero a vivere o mantenere una famiglia con queste risorse; la nostra proposta è di elevare il limite a 10.000 euro anno.

E’ nostro convincimento che gli aumenti servono a far fronte ad errori di gestione e scelte scellerate prodotte dalle Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni.

Con l’introduzione del federalismo municipale aumenterà la possibilità di controllo dei cittadini sull’operato e le scelte delle Amministrazioni, se i Cittadini lo vorranno. Si vedranno Amministrazioni virtuose ed Amministrazioni che dilapidano le risorse ed aumentano le tasse; quello che serviva e servirà sempre di più sarà, la competenza e l’umiltà degli Amministratori, valori che sembrano ad oggi latitare nel nostro territorio.

 

 


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