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E così, mentre i nostri amministratori tergiversano sulla possibilità di ridurre le tariffe dell’acqua, di cui potete leggere qui,  in altri comuni come Scansano, Monterotondo Gavorrano e qui sotto Colle Val d’Elsa, approvano mozioni all’unanimità per adeguare le tariffe all’esito referendario.

E pensare che con poca fatica facevano un figurone;

che il PD che governa Massa sia diverso da quello che governa altrove?

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Dal CORRIERE di Siena


Interrogazione a risposta scritta 4-15147

presentata dall’Onorevole PAOLO GRIMOLDI

mercoledì 29 febbraio 2012, seduta n.595

GRIMOLDI

Al Ministro della giustizia.
– Per sapere – premesso che:

con delibera del consiglio comunale n. 28 del 17 aprile 2009 l’amministrazione comunale di Massa Marittima (Grosseto) ha definitivamente approvato il piano di recupero dell’area denominata ex Agraria, chiesto dalla società Massa Marittima Sviluppo srl con sede legale in Roma, individuato dall’articolo 76.5 del vigente regolamento urbanistico di quel comune, che contempla la formazione di n. 2 lotti edificabili, con interventi sul patrimonio edilizio esistente, e la realizzazione di n. 42 unità residenziali, oltre pertinenze e la realizzazione di infrastrutture a rete come la fognature di acque bianche e nere, le reti idrica, di distribuzione dell’energia elettrica e del metano, di illuminazione e delle telecomunicazioni;

in data 7 settembre 2009 il competente settore amministrativo del comune di Massa Marittima, a giudizio dell’interrogante, in presumibile violazione degli articoli 2, 5 e 6 del suindicato regolamento urbanistico e delle vigenti leggi nazionali e regionali, che prevedono la preventiva stipula della convenzione urbanistica e del progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione ed il divieto di opere di frazionamento e conseguente alienazione, ha rilasciato il permesso di costruire n. 82 nel lotto edificabile n. 1 alla società richiedente, con le previste 42 unità residenziali, consentendo alla stessa, in base ad un atto d’obbligo stipulato in data 3 settembre 2009, l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione;

nel corso del mese di ottobre 2010 l’associazione «Movimento Civico Massa Comune», coadiuvata dal proprio gruppo consiliare e da propri tecnici di fiducia, presentava istanze di accesso documentale ai competenti uffici del comune di Massa Marittima ed all’ufficio regionale del genio civile, individuando numerosi vizi di illegittimità, che hanno dato luogo al ricorso amministrativo presso il TAR della regione Toscana, alla procura regionale della Corte conti della regione Toscana (per paventato danno erariale) ed a più esposti denuncia alla procura della Repubblica presso il tribunale di Grosseto, nei quali sembrano prospettarsi numerosi e documentati reati penali, suffragati da dettagliate perizie tecniche, come quello di lottizzazione abusiva e altri presumibili come quelli di falso in atto pubblico, con la complicità di funzionari comunali per non accertare la conclamata abusività di quanto finora costruito;

per costante giurisprudenza la convenzione di lottizzazione è condizione d’efficacia del piano attuativo, e questa è stata stipulata in corso d’opera e senza il doveroso reperimento degli standard urbanistici prescritti dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968;

solo a seguito degli accessi documentali dell’associazione, ed allorquando gli edifici erano stati già tutti realizzati allo stato grezzo (compreso i muri perimetrali), il comune di Massa Marittima decide, con atto consiglio comunale n. 89 del 6 dicembre 2010, di approvare la convenzione urbanistica con la società Massa Marittima Sviluppo srl, stipulata con atto in data 8 febbraio 2011 ai rogiti del notaio Francesco Luigi Savona, recependo in modo presumibilmente erroneo taluni contenuti dell’atto d’obbligo stipulato in data 3 settembre 2009;

la delibera di giunta comunale n. 204 del 23 giugno 2011, che recepisce la relazione prot. n. 1472 del 21 giugno 2011 a firma del responsabile del settore 3 del comune di Massa Marittima architetto A.M. Messina riconosce il mancato completamento dell’iter di approvazione del piano di recupero e del permesso di costruire dell’area ex Agraria, prendendo atto che la convenzione urbanistica, in presumibile contrasto con l’atto d’obbligo di cui sopra, richiamato nel testo della convenzione, consente la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale del pagamento degli oneri di urbanizzazione;

una locale società immobiliare, con volantini, e impianti pubblicitari affissi in uno degli edifici del complesso ex Agraria, che si erge su piazza XXIV Maggio avrebbe iniziato le procedure di vendita delle costruende unità residenziali;

tali volantini sarebbero stati tollerati dal comune di Massa Marittima e rimossi solo dopo specifica istanza scritta di uno dei tecnici e componenti dell’associazione «Movimento Civico Massa Comune»;

vicende simili, che sembrano testimoniare indesiderate complicità di amministrazioni locali di centro sinistra con costruttori e/o soggetti richiedenti il titolo abilitativo, sono già successe in altri comuni della regione Toscana, come in località Palagetto, nel comune di Poggibonsi, nei comuni di Montespertoli, Casole d’Elsa e Follonica, già tutti oggetto di sequestri disposti dalle competenti autorità giudiziarie;

la procura della Repubblica presso il tribunale di Grosseto, attraverso personale distaccato di un nucleo di agenti di polizia municipale, ha disposto accurate indagini con acquisizione di documenti e visite al cantiere, concluse nel mese di settembre 2011, trascorso il quale sulla vicenda è sceso un incomprensibile silenzio;

il tecnico di parte geometra Massimo Grisanti ha inviato in data 28 novembre 2011 una mail all’attenzione di vari soggetti politico istituzionali, tra i quali le autorità giudiziarie di Grosseto e di Genova, pubblicata poi dalla cronaca locale del quotidiano La Nazione in data 30 novembre 2011, nella quale, pur esprimendo fiducia nella magistratura, rammenta di «aver raccolto voci di popolo, che spesso si rivelano maliziose o calunniose, secondo le quali il Partito Democratico quando vedrebbe coinvolti propri esponenti amministratori è capace addirittura di indirizzare nei Palazzi della Magistratura le assegnazioni dei fascicoli o il giudizio a taluni magistrati invece che ad altri, dimodoché venga assicurata l’impunità dei medesimi amministratori», rimasta senza risposta;

a giudizio dell’interrogante, c’è il rischio concreto che questa gravissima situazione di assai dubbia legittimità, così come successo nella vicenda Polyteckne, rappresentata al Ministro interrogato con atto di sindacato ispettivo n. 5-00587 del 22 gennaio 2007, rimasto senza risposta, possa essere dimenticata o, peggio ancora, trascurata, cadendo in prescrizione -:

se non ritenga opportuno, per le ragioni sopra enunciate, promuovere iniziative ispettive presso la procura della Repubblica di Grosseto, per accertare eventuali responsabilità e verificare i motivi di possibili inspiegabili negligenze e ritardi nella gestione del caso ex Agraria, che rischiano di favorire condotte illecite di soggetti privati, verosimilmente tollerati dagli enti locali territorialmente competenti, e danni all’erario dello Stato.
(4-15147)

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=50282&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

 

 

Questa canzone contenuta nell’album del 1974 “Anche per oggi non si vola”, se la prende con tutti coloro che nella vita hanno raggiunto una posizione importante, nascondendo a se stessi come siano riusciti ad ottenere certi risultati, perchè spesso, bisogna sporcare la propria coscienza e non aver nessuno scrupolo di fronte ai propri comportamenti. E quando i soprusi e le prepotenze superano un certo livello, l’odore nauseabondo che la persona emana diventa incontenibile e nessuno può fare più niente per arrestarlo. Ogni riferimento è puramente casuale ma, la massima espressione di questo modo di vivere e agire la ritroviamo proprio nei  rappresentanti del potere .

Lettera inviata il 18 Ottobre 2011, alla quale sono state fornite risposte vaghe e inconcludenti.

Gentile Assessore Michelini:

Ti inoltro, per conoscenza, una breve indagine riguardo le tariffe applicate per la Tarsu agli studi professionali in alcuni comuni della provincia di Grosseto.

MASSA MARITTIMA studi per professionisti                €.12,46 / m²

GROSSETO Studi professionali, ambulatori,                     €. 4,44/ m²

CATIGLIONE DELLA PESCAIA uffici privati, banche  €. 4,18 / m²

FOLLONICA Studi professionali                                              € 5,59/ m²

SCARLINO Studi professionali in genere                            €. 3,41/ m²

MONTE ARGENTARIO uffici, privati e professionali      € 4,26/ m²

MILANO uffici pubblici e privati 3,31/ m²

Come potrai notare, esiste una notevole discrepanza tra gli importi dovuti al metro quadro che, oltre a rappresentare una iniqua applicazione della tariffa, induce i professionisti a migrare in altre località per aprire i propri studi.

Occorre quindi pervenire ad un adeguamento, in modo da omologarsi agli standard provinciali, in virtù anche del fatto che tale categoria si distingue sia per quantità che per qualità del conferito.

Potresti cortesemente inoltrarmi la proposta che a suo tempo hai presentato ai tuoi colleghi di giunta in cui chiedevi di rivedere le tariffe ?

Sicuro di un attenta analisi della proposta ti saluto cordialmente

Oscar De Paoli

 

 

 

La montagna ha partorito un topolino”…..e forse nemmeno quello.

 

 

E’ proprio il caso di scomodare il popolare detto per commentare gli esiti del Referendum sull’Acqua e le  parole con le quali il sindaco di Massa Marittima, nell’ultima seduta consiliare si è chiamato fuori dall’invito a promuovere la convocazione di un’Assemblea dei sindaci dell’ATO 6 allo scopo di sollecitare “l’adeguamento della tariffa del Servizio Idrico Integrato all’esito del Referendum del 12-13 giugno 2011”.

Come noto la Lista Civica Massa Comune aveva presentato una mozione con la quale chiedeva al Consiglio Comunale e al Sindaco in particolare di impegnarsi in tal senso;  un impegno veramente minimo, un belato al posto del grido che ci si sarebbe aspettato, ma comunque sempre meglio di niente, per far vedere che il controllore pubblico della Municipalizzata dell’acqua ci teneva almeno a discutere, con gli altri Comuni, dell’applicazione del risultato del Referendum, a vantaggio degli utenti cittadini.

Niente di tutto questo.

Dopo le trionfalistiche manifestazioni di giubilo nazionale che avevano caratterizzato il post referendum tutto è rientrato nel grigiore della norma e il principale partito della cosiddetta “sinistra” ha sconfessato in pratica i suoi elettori facendo il “nesci” e anche peggio ( vedere a proposito gli emendamenti sul decreto liberalizzazioni presentati al Senato da senatori Pd) e costringendo le amministrazioni nelle quali è maggioranza ad adeguarsi supinamente

Tutto oro colato per l’Amministratore dell’Acquedotto del Fiora che non solo si è ben guardato dal togliere dalla tariffa dell’acqua il 7% del capitale investito, ma ha aumentato le tariffe unitarie, ha preteso un acconto anticipato sui futuri consumi e li ha calcolati non in base alla media ma, in taluni casi, moltiplicando la media dei consumi per 3.

Non ci sarebbe da  vergognarsi da parte dei Comuni “controllori” che nemmeno ci provano a muovere un dito a difesa dei cittadini di cui dovrebbero tutelare gli interessi.?

Anche per questo è partita in tutta Italia la CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE  promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, intesa all’autoriduzione della bolletta con effetto retroattivo a partire dal 21 luglio 2011, data dell’abrogazione della norma che prevedeva la remunerazione del 7% del capitale investito (Decreto del Presidente della Repubblica n. 116).

Stefano Iozzi

 

 

Campagna di obbedienza civile

Applicare il referendum

Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo.

Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.

Perchè una campagna di “obbedienza civile”

La “remunerazione del capitale investito”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e
il 20%.

Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano.

Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.

Questo non può essere accettato!

Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza civile”

In cosa consiste la campagna di “obbedienza civile”

La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”.
E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

Lo scopo principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio:

ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum.

Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno.

Ci proponiamo anche di dare una risposta all’evidente crisi della democrazia rappresentativa dei partiti, ormai diventata impermeabile non solo alle istanze della società, ma persino ai formali esiti delle consultazioni codificate nella nostra Carta Costituzionale, come appunto i referendum abrogativi.

Dal 1 Gennaio 2012 parte in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”.

Unisciti anche tu!

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