Archivi per la categoria ‘Autostrada’

 

 

Fonte:  IL TIRRENO

03 febbraio 2015

Rubrica: Viabilità-trasporti


L’ex premier da Grosseto boccia l’idea di realizzarla utilizzando la Statale: non tutto il male viene per nuocere… La sentenza di Amato: no all’autostrada se si fa sull’Aurelia

di Ilaria Bonuccelli GROSSETO Meglio senza autostrada che un’autostrada che si sovrappone all’Aurelia. Per Giuliano Amato, due volte presidente del Consiglio, oggi giudice della Corte costituzionale, il male minore per la Toscana è questo: non avere un corridoio tirrenico piuttosto che avere un collegamento inadeguato fra Rosignano e Civitavecchia. Meglio niente che male. Alla lectio magistralis sul Novecento, tenuta a Grosseto, Amato dice: «Non tutto il male vien per nuocere: se (l’autostrada) me la dovevano mettere sopra l’Aurelia meglio che rimanga così». Se mi dovevano realizzare un corridoio tirrenico sovrapposto alla Statale, meglio niente. Non la pensa così da ora, il “dottor Sottile” della politica, epiteto che gli cucì addosso più di 30 anni fa Eugenio Scalfari, in riferimento alla sua corporatura e, soprattutto, all’acume politico. Da anni Amato, figlio adottivo della Maremma, chiamato a inaugurare campi sportivi a Orbetello, paparazzato in estate sulle spiagge come un vip, non fa mistero di cosa pensi dell’incompiuta toscana. Niente autostrada Fonteblanda-Capalbio. L’ultima volta, ufficialmente, si è espresso ad agosto 2013, poche settimane prima che l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo nominasse giudice della Consulta. Da allora, sostiene la necessità di interrompere l’autostrada Tirrenica all’altezza di Fonteblanda ( Grosseto) e di riprenderla, in direzione Civitavecchia, una dozzina di chilometri più a sud, all’altezza della località La Torba, in territorio di Capalbio. Aurelia a corsie. L’interruzione dovrebbe coincidere con il tratto nel quale l’Aurelia è a due corsie. Lo sforzo di Amato, infatti, anche da capo del governo, nel 2001, era stato di trovare i fondi per rendere la Statale a quattro corsie. Questa dovrebbe essere la priorità. Poi, finita questa opera, ci si può mettere a cercare i soldi per l’autostrada. Del resto, gli stessi amministratori locali sembrano avere desiderata simili: prima l’Aurelia raddoppiata e non sovrapposta all’autostrada. Aurelia e Tirrenica non alternative. Le due infrastrutture, per molti politici locali, non devono essere alternative. Non si devono sovrapporre perché questo «significherebbe toglierci una strada». Mentre per il presidente della Regione, Enrico Rossi, i due tracciati possono anche coincidere, soprattutto verso sud. Tuttavia finora non è stato trovato un accordo sul tracciato del corridoio tirrenico con Sat, la società che ha la concessione per ultimare l’opera. Da anni caratterizzata da stop e ripartenze. Quindici anni di false partenze. Già nel 2001,veniva così definita dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, al quale compete il finanziamento delle infrastrutture: «La realizzazione del Corridoio (tirrenico) risponde a interessi internazionali, legati alle grandi direttrici dei corridoi pan-europei da Lisbona verso i Balcani e da Edimburgo verso Palermo, e a interessi più immediatamente nazionali, connessi all’adeguamento della rete autostradale al fine di decongestionare il corridoio appenninico e la viabilità costiera e favorire lo sviluppo socio-economico delle aree più interne». Nel 2001, Amato resta capo del governo fino a giugno; la legge obiettivo che contempla il Corridoio tirrenico viene approvata a dicembre, quando a palazzo Chigi c’è già Berlusconi. Sono i mesi nei quali si definisce anche il costo dell’opera: per il Cipe ammonta a 1.859. 245 euro, senza mai arrivare a finanziarla completamente. Amato, torinese figlio adottivo della Toscana tutta – liceo classico al Machiavelli di Lucca, laurea in giurisprudenza alla scuola Normale a Pisa, docenza a Firenze – si sarebbe anche accontentato di un’Aurelia a quattro corsie verso Roma. Gli ambientalisti pure: nel 2013, Italia Nostra prende al balzo la sua proposta per chiedere la cancellazione del collegamento autostradale fra Civitavecchia e Rosignano. Forzando la posizione di Amato di interrompere il “corridoio” tra Fonteblanda e Capalbio. Nulla di fatto.Finora, comunque, l’ha avuta vinta il partito dell’immobilismo. Sulla costa non c’è nulla di terminato. C’è un’Aurelia con attraversamenti a raso e amministratori locali che aspettano da Sat un progetto per un’autostrada «che abbia un tracciato condivisibile». Sat ancora non ce l’ha. Non per questo ha rinunciato al progetto. Pur non avendo mosso un passo avanti rispetto ai mesi scorsi, vorrebbe ancora completare il corridoio tirrenico. Con un progetto di minima: tracciato a pagamento, da Rosignano a Grosseto (con esenzione per i residenti), niente pedaggio da Grosseto sud aCivitavecchia. A questo punto, Sat sembra non porre neppure più una questione di soldi, visto che il progetto, comunque lo metti, non è economico. La società vorrebbe solo che sul tracciato in Maremma ci fosse accordo. Se ci saranno barricate, l’autostrada verrà archiviata.

 

 

Fonte:  LA NAZIONE

04 novembre 2014

 


NASCE CENTRALIA, la spa della Due Mari LE INFRASTRUTTURE SULLE STRADE DELLA TOSCANA Il viceministro Nencini: «Entro dieci giorni il progetto della Sat»

 

FIRENZE «NEGLI ultimi mesi sono stati sbloccati nove progetti infrastrutturali cruciali per la Toscana. Cantieri fermi per documenti chiusi nei cassetti, come quello di Autostrade a Incisa o del bypass al Galluzzo. E finanziamenti aggiuntivi che permetteranno il completamento della Siena-Grosseto e la ristrutturazione dell’AutoPalio da Siena a Firenze. La Tirrenica? Aspetto solo che Sat presenti il suo progetto, dovrebbe farlo entro dieci giorni». Il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini rivendica un ruolo decisivo per riaprire dossier incagliati sulle strade in Toscana. E lo fa annunciando un altro passo avanti di Centralia, la società di progetto costituita da Toscana, Umbria, Marche, Anas e ministero per completare l’ammodernamento della DueMari, 270 chilometri da Grosseto a Fano, con le quattro corsie che costeranno alla fine 3 miliardi e 300 milioni. Non è esclusa l’ipotesi del pedaggio, una volta che il tracciato sarà completato. Giorni fa il Governo ha stanziato 247 milioni per i due lotti mancanti del tratto Siena-Grosseto, mentre al ponte di Petriolo il grande cantiere è in piena attività. Aggiungendo i 20 milioni per la Siena-Firenze, la partita di due arterie complicate si avvia verso l’epilogo. MOLTO complesso invece il discorso Tirrenica. L’idea della Sat, con Autostrade socio dominante, è completare il raddoppio da Civitavecchia a Tarquinia, fare un’autostrada seguendo l’Aurelia, da Tarquinia a Grosseto e ammodernare la superstrada esistente da Grosseto a Rosignano. Un’ipotesi al ribasso, riformulata alla luce delle proiezioni di traffico e pedaggi potenziali, e senza i 270 milioni di fondi del Governo. Idea però che alla Toscana non va giù.

 

 

 

Fonte:  IL TIRRENO

24 ottobre 2014

 


Rossi: sulla Tirrenica basta prese in giro


 

Messaggio chiaro del governatore alla Sat: «Se vi ritirate, va eliminato il balzello-scandalo di 60 centesimi»

Quei 4 chilometri tra San Pietro in Palazzi e Vada, poi stop «Propongono una soluzione meno costosa per completare il tracciato? Bene, ma che sia qualcosa di concreto»

di Ìlaria Bonuccelli «Per ora non esiste né un nuovo progetto né un nuovo piano finanziario. Sat ci ha solo informati di ritenere morto il progetto di costruzione della Tirrenica concordato fino a pochi mesi fa. Ora promette entro un mese soluzioni alternative meno costose. Compreso il riadattamento dell’Aurelia da Grosseto a Rosignano. Io non mi oppongo a soluzioni diverse, ma vorrei vederle bene». Intanto nero su bianco, precisa Enrico Rossi, presidente della Toscana. «Perché non basterà passarci sopra l’asfalto per renderla sicura e consegnarcela come superstrada». Il messaggio per Sat (e per il governo) è chiaro: è finito il momento delle chiacchiere. Se si vuole trovare un accordo sulla Tirrenica, ora si mettono sul tavolo soldi e impegni: eliminare il pedaggio per 4 chilometri di autostrada a Rosignano, non introdurre il pedaggio per l’eventuale nuovo casello di Grosseto. E realizzare la bretella per il porto di Piombino. Presidente Rossi, dieci giorni fa a palazzo Chigi la Regione incontra il governo e Sat per fare il punto sulla Tirrenica. Ma che cosa vi siete detti? «Ci siamo sentiti dire che Sat riteneva morto il progetto della Tirrenica almeno nelle dimensioni e nell’impegno individuato in precedenza. Non è la prima volta: siamo passati dai progetti degli anni Settanta, al piano Matteoli da 3,5 miliardi, al tracciato ridotto da 2,2 miliardi (approvato dal Cipe, ndr) sovrapposto alla variante Aurelia. Ora si viene avvertiti che anche questa ipotesi è insostenibile». In verità si parla di alcune alternative. La più probabile appare il dimezzamento dell’autostrada: tratto a pagamento da Civitavecchia a Grosseto e superstrada (sul tracciato della variante Aurelia) da Grosseto a Rosignano. «Il progetto ancora non c’è. Sat si è presa un mese per proporci alternative. Io non mi oppongo a soluzioni diverse, ma voglio che non sia l’ennesimo giro di giostra che ci viene proposto sotto elezioni. Su questo progetto da Roma ci hanno sempre preso in giro». Ma se fosse questa la soluzione? «Se non ci fosse più l’autostrada da Rosignano a Fonteblanda la prima richiesta che avanzerò a Sat è di eliminare il pedaggio da 60 centesimi fra Rosignano e San Pietro in Palazzi: un balzello inspiegabile per 4 chilometri di autostrada. Dopo di che mi aspetto una seria sistemazione della variante Aurelia». Che significa una sistemazione seria della variante Aurelia? «Non basterà rifare l’asfalto. Anche fra Rosignano e Grosseto avevo chiesto un’infrastruttura di tipo autostradale. Esistono autostrade della grandezza della variante. Se non se ne vuole realizzare un’altra, bisogna rendere più sicura questa strada, transitabile: di fatto, funzionabile per garantire il collegamento tirrenico alle grandi infrastrutture del paese. Come direbbe De Filippo, l’ammodernamento della variante deve essere realizzato “con tutti i sacramenti”. Senza questa infrastruttura si condanna la Toscana all’arretratezza». Ma il tracciato era già stato deciso 4 anni fa. Ora si è tornati al punto di partenza. Perché? «A queste domande deve rispondere Sat (che condiziona la costruzione dell’autostrada alla revisione dei propri assetti societari, ndr) e lo deve fare entro un mese. Non può pensare di continuare a tenere tutti in sospeso. Nel 2010 come Toscana abbiamo accettato il tracciato dell’autostrada che coincideva in buona parte con quello della variante Aurelia, perché così i costi sarebbero diminuiti. Ma non è servito». Perché? «Perché dal 2010 a oggi in Toscana la Tirrenica non ha fatto progressi. In quattro anni in Toscana non è avanzata, se si eccettua per i 4 chilometri che hanno determinato il pedaggio-scandalo di Rosignano. Invece in Lazio, fra Civitavecchia e Tarquinia, i lavori sono in corso. Questo sta a significare, o almeno così pare, che a Roma interessi rapidamente recarsi nei luoghi di villeggiatura e meno dotare il paese di un’infrastruttura fondamentale. Questo mi inquieta, non poco. Comunque ho fiducia nel governo e confido nel fatto che mi convochi a breve». Con quali richieste si presenterà? «Condizione essenziale per realizzare il progetto è che venga ultimata la bretella per il porto di Piombino: su questo c’è un impegno del premier Renzi che ha sottoscritto con me un accordo di programma sul rilancio della città». Oltre alla bretella di Piombino? «Deve essere rispettato un altro accordo, siglato in precedenza per la Tirrenica: i residenti nel grossetano, nel tratto toscano dell’autostrada da Fonteblanda verso Tarquinia, dovranno essere esentati dal pagamento del pedaggio, come già successo per i residenti del circondario di Rosignano». Questa richiesta, con la possibile trasformazione in superstrada dell’Aurelia fra Grosseto e Rosignano, avrà ripercussioni sul piano finanziario: meno pedaggi meno entrate per Sat. «Su questo, ripeto, dovranno fare chiarezza Sat e governo. Tuttavia se davvero ci sarà il risparmio di centinaia di milioni che ipotizzano, il governo deve finanziare con 250 milioni anche il completamento della Siena-Grosseto. Senza sconti».

 

 

IL TIRRENO

24 ottobre 2014

 


 

Rabbia per l’ipotesi di Aurelia a pagamento

Domenica “No sat day”

La Maremma e l’incubo pedaggio

 


 

 

GROSSETO Molte le reazioni all’indomani della notizia secondo la quale il tratto di Aurelia fra Grosseto e Rosignano verrà messo in sicurezza e diventerà superstrada gratuita mentre quello a sud, da Grosseto fino a Civitavecchia diventerà autostrada Tirrenica a pagamento. Un’ipotesi, questa, che reca notevole pregiudizio per i cittadini di Orbetello, Capalbio e Monte Argentario che avranno una sola via da percorrere e che per giunta dovranno versare un obolo a Sat. Sconcerto alla notizia è stato espresso dal sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, che si interroga sul come sia stato possibile trovare «magicamente dei denari per la messa in sicurezza di un tratto di strada quando solo poche settimane fa il progetto per realizzare l’infrastruttura sembrava essere stato accantonato proprio per mancanza di fondi». Il sindaco invita il ministro Lupi a «venirlo a spiegare ai residenti della zona». Al vetriolo le reazioni dell’opposizione orbetellana che invita la giunta Paffetti alle dimissioni per aver fatto un «ostracismo assoluto che ha portato alla peggiore delle soluzioni». A Scarlino il M5S ha depositato una petizione di 324 firme di cittadini che chiedono al consiglio comunale di esprimersi sul progetto della Tirrenica. La petizione arriva dopo le notizie che danno abortita la trasformazione in autostrada del tratto di Aurelia delle Colline Metallifere. I pentastellati auspicano poi la partecipazione del sindaco organizzata per domenica in piazza Dante a Grosseto dove confluiranno le carovane della protesta “No Sat day” in arrivo da Civitavecchia e da Livorno. E sempre alla manifestazione di domenica guarda anche Sel. «Faremo sentire la nostra voce. Voglio sperare che si tratti di una provocazione», spiega il segretario provinciale Marco Sabatini.

 

 

 

Fonte:  LA NAZIONE

14 ottobre 2014

 


«No all’autostrada, adeguiamo l’Aurelia» Nuovo corteo per contestare il progetto Iniziata la raccolta delle firme a sostegno della richiesta

 

IL FRONTE «NO SAT» si prepara alla imponente manifestazione di domenica 26 ottobre. In vista dell’appuntamento ieri il coordinamento dei comitati, movimenti, forze politiche ed associazioni si sono ritrovati per firmare il manifesto No Sat Day 3. Un incontro quello di ieri che ha rappresentato una sorta di antipasto a quella che sarà la vera grande manifestazione per dire «No» alla realizzazione del progetto dell’autostrada Tirrenica. L’evento del 26 vedrà confluire a Grosseto le ondate di protesta al progetto autostradale: carovane di automobili partiranno dalla costa tra Livorno e Civitavecchia facendo tappa nei vari comuni interessati dal progetto, per poi terminare il proprio percorso nel centro storico di Grosseto. Ieri mattina si sono ritrovati a Grosseto esponenti della politica locale come il Movimento 5 Stelle, Sel e Rifondazione Comunista, ma anche associazioni ambientaliste come Legambiente, Italia Nostra e il comitato «Salviamo le pinete litoranee». Le richieste vertono su argomenti comuni: ritirare definitivamente il progetto autostradale, mantenendo pubbliche la superstrada variante Aurelia da Rosignano a Grosseto sud e la statale Aurelia da Grosseto sud a Civitavecchia; impedire l’assoggettamento a pedaggio, garantendone la gratuità per tutti gli utenti; non elargire fondi pubblici a Sat ed al progetto autostrada Tirrenica; aprire un tavolo di confronto con i sindaci, organizzazioni e cittadini delle comunità interessate finalizzato ad ammodernare e mettere in sicurezza la statale Aurelia a sud di Grosseto mantenendola pubblica e gratuita e coinvolgendo nelle scelte le comunità locali. «Vogliamo una strada pubblica, sicura e non a pagamento — dice Michele Scola di Italia Nostra —. Il 26 la protesta partirà da Livorno e Civitavecchia per arrivare a Grosseto alle 15. Invitiamo tutti i sindaci interessati e soprattutto il primo cittadino di Grosseto». In attesa della protesta, ieri c’è stata la firma del manifesto. «Porteremo il manifesto firmato nel prossimo Consiglio comunale di Grosseto — spiega Giacomo Gori capogruppo consiliare Movimento 5 Stelle —, in quell’occasione l’Amministrazione sarà costretta ad ascoltarci».
Andrea Capitani

 

 

Fonte:  IL TIRRENO

14 ottobre 2014

Rubrica: Viabilità-trasporti


il 26 ottobre “No Sat day” Una carovana per dire no alla Tirrenica

GROSSETO «No all’autostrada Tirrenica, sì all’Aurelia pubblica e sicura, come alla mobilità integrata attraverso lo sviluppo dell’asse ferroviario tirrenico e della navigazione di cabotaggio». L’appello è del coordinamento dei comitati, movimenti, forze politiche e associazioni No Sat che invita la cittadinanza, il mondo associazionistico e le forze politiche che si vogliono opporre alla realizzazione del progetto autostrada Tirrenica a una grande manifestazione di protesta e di proposta che si terrà domenica 26 ottobre con epicentro la città di Grosseto, il No sat Day 3. Il programma prevede che carovane di auto partano da tutta la costa compresa tra Livorno e Civitavecchia, facendo tappa nei vari comuni, per poi confluire nel centro storico del capoluogo maremmano. L’iniziativa è stata presentata ieri in Comune. La richiesta a Governo, Parlamento e Regione è «di ritirare definitivamente il progetto autostradale, mantenendo pubbliche la superstrada variante Aurelia da Rosignano a Grosseto Sud e la Statale Aurelia da Grosseto Sud a Civitavecchia; di impedire l’assoggettamento a pedaggio delle suddette strade, garantendone la gratuità per tutti gli utenti; di non elargire fondi pubblici a Sat spa e al progetto autostrada Tirrenica, evitando così di gravare doppiamente (fondi pubblici e pedaggio autostradale) sui contribuenti; di aprire un tavolo di confronto con i sindaci, le organizzazioni e i cittadini delle comunità interessate finalizzato ad ammodernare e mettere in sicurezza l’Aurelia a sud di Grosseto mantenendola pubblica e gratuita coinvolgendo nelle scelte le comunità locali».

 

 

 

Il coordinamento dei comitati, movimenti, forze politiche ed associazioni NO SAT invita tutta la cittadinanza, il mondo associazionistico e le forze politiche che si vogliono opporre alla realizzazione del progetto autostrada Tirrenica, ad una grande manifestazione di protesta e di proposta che si terrà Domenica 26 Ottobre con epicentro la città di Grosseto, il NO SAT DAY 3. Carovane di auto partiranno da tutta la costa compresa tra Livorno e Civitavecchia, facendo tappa nei vari comuni, per poi confluire nel centro storico del capoluogo maremmano.

 

Questa manifestazione, aperta a tutti indistintamente, vuole raccogliere il consenso e l’adesione del maggior numero di soggetti e per questo è indetta una inusuale conferenza stampa per Lunedì 13 Ottobre alle ore 11.30 in piazza Duomo, davanti all’entrata del palazzo comunale. Sarà una conferenza stampa senza un padre, né una madre, ma “aperta” a chiunque vorrà esserci e firmare, in tale occasione, il manifesto dell’iniziativa.

 

 

NO SAT

 

No Autostrada Tirrenica, Aurelia pubblica e sicura

 

alla mobilità integrata attraverso lo sviluppo dell’asse ferroviario tirrenico e della navigazione di cabotaggio

 

 

Chiediamo a Governo, Parlamento e Regione di:

  

ritirare definitivamente il progetto autostradale, mantenendo pubbliche la superstrada Variante Aurelia da Rosignano a Grosseto Sud e la SS 1 Aurelia da Grosseto Sud a Civitavecchia

 

impedire l’assoggettamento a pedaggio delle suddette strade, garantendone la gratuità per tutti gli utenti

 

– non elargire fondi pubblici a SAT spa e al progetto autostrada Tirrenica, evitando così di gravare doppiamente (fondi pubblici e pedaggio autostradale) sui contribuenti

 

aprire un tavolo di confronto con i sindaci, le organizzazioni (comitati, associazioni, forze politiche) e i cittadini delle comunità interessate finalizzato ad ammodernare e mettere in sicurezza (per i volumi di traffico attuali e quelli stimati futuri) la SS 1 Aurelia a sud di Grosseto mantenendola pubblica e gratuita, coinvolgendo nelle scelte le comunità locali tramite strumenti e percorsi di democrazia partecipativa, a costi compatibili con le presenti ristrettezze economico-finanziarie e con il minor impatto ambientale possibile, prendendo a riferimento il progetto ANAS 2001 (un progetto economico, di buon senso, approvato da tutte e parti sociali, ambientalisti compresi, che si è dimostrato essere la soluzione più vantaggiosa in termini di Analisi Costi Benefici

 

aprire un tavolo di confronto con i sindaci, le organizzazioni e i cittadini per sviluppare un progetto di mobilità integrata nel Corridoio Tirrenico, in linea con le mutate condizioni dello sviluppo, quale direttrice costiera di collegamento longitudinale del Paese; un progetto basato sull’uso di tutti i vettori di trasporto, dal ferroviario alla navigazione di cabotaggio, nell’ottica dell’intermodalità, per garantire al cittadino la fruizione nelle migliori condizioni di un diritto irrinunciabile nella società moderna, pure nella forma collettiva come avviene nelle aree più progredite del mondo. L’asse ferroviario tirrenico è al momento sottoutilizzato rispetto alle proprie potenzialità tecnico-strutturali ed è interessato da una continua diminuzione di treni, così come il trasporto via mare di persone e merci reca, al pari della ferrovia, la possibilità di diminuire sensibilmente il traffico stradale, essendo la Maremma collocata tra i maggiori porti italiani, con meno dispendio energetico ed incidenza ecologica, anche in presenza di maggiore movimento. Deve essere affermata una volontà politica più lungimirante che finalizzi a tali scelte, alla viabilità trasversale, dalla costa all’entroterra, e al riassetto della rete viaria minore, le dovute risorse che sarebbero ampiamente remunerate in termini sia sociali sia economico-produttivi.

 

 

Fonte: LA NAZIONE

06 marzo 2014

 

Rubrica: Panorama politico

“Per la prima volta ci hanno ascoltato”. Le ragioni del Fronte del No all’autostrada approdate in Commissione regionale

 

di RICCARDO BRUNI

IL FRONTE del No alla Tirrenica ha ribadito le ragioni della propria contrarierà al progetto Sat di fronte alla commissione infrastrutture del consiglio regionale, presieduta da Fabrizio Mattei (Pd). Più di due ore di esposizione, tanto da far saltare l’audizione successiva in programma. In molti hanno preso la parola, a testimonianza di una galassia di movimenti, comitati e partiti variegata ma ricomposta attorno a un comune denominatore: Aurelia sicura e pubblica. Tra i rappresentanti del coordinamento che riunisce tra gli altri Sel, Movimento 5 Stelle, Pd (area Civati), Pdci, Prc, Italia Nostra, Colli e laguna, Legambiente Toscana, Wwf e una consistente parte di movimenti provenienti anche dall’Alto Lazio, c’era il presidente della commissione provinciale trasporti, Valentino Bisconti. «Per la prima volta — ci dice subito dopo l’incontro — le nostre voci sono state ascoltate in sede di consiglio regionale, al quale le commissioni fanno riferimento, perché fino a questo momento le decisioni che hanno riguardato l’autostrada sono passate solo e soltanto attraverso la giunta». Un passaggio che a prima vista potrebbe sembrare un tecnicismo, ma che non lo è affatto. Soprattutto in un momento in cui la giunta sta ricalibrando i propri equilibri sulla base dei nuovi rapporti di forza sorti nel Pd dell’era renziana. «Nella nostra esposizione siamo partiti dal 2008 — spiega Bisconti — e siamo arrivati a questo progetto che, al contrario dell’altro, è stato bocciato dagli enti locali. Tra l’altro a luglio il Tar dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Provincia e se dovesse decidere che abbiamo ragione noi cosa succederà?».

AL CENTRO delle motivazioni presentate c’è sempre l’argomento portante, quello della viabilità pubblica, che con l’Aurelia trasformata in autostrada dovrebbe affidarsi a una viabilità secondaria ancora poco chiara. Poi c’è il tema delle criticità ambientali, non solo quelle espresse dai vincoli presenti nella zona, non solo quelle presenti delle prescrizioni imposte dal Cipe nel 2008 al vecchio progetto, ma anche quelle emerse con il dramma dell’alluvione. Infine, c’è la questione dei finanziamenti. «A volte si rischia di lasciare da parte questo argomento — spiega Bisconti — ma è di una certa rilevanza. Noi chiediamo di sapere quali siano le condizioni finanziarie della Sat e se sia quindi in grado di reggere quel piano finanziario». Il motivo è chiaro: una volta avviata l’opera se la Sat non dovesse avere i soldi per proseguire, che succede? Chi ce li mette? «Perché considerando lo scarso traffico che passa su questa strada – conclude Bellumori – resta ancora difficile capire in quale modo il provato rientrerebbe degli investimenti».

 

 

20 febbraio 2014

 

Rubrica: Panorama politico

L’INTERVENTO. AUTOSTRADA? UN’IDEA SUPERATA

 

di Massimo Cervellini, senatore Sel

 

SUL PROGETTO dell’autostrada tirrenica, il Governo deve chiarire se è ancora intenzionato a procedere nonostante i pareri negativi degli enti locali e del territorio, in particolare delle organizzazioni di categoria degli agricoltori, delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini. Serve poi una valutazione da un punto di vista economico e finanziario anche alla luce della situazione in cui si trova Sat. Qualora la società non fosse in grado di garantire le capacità finanziarie per realizzare l’opera, il Governo ha intenzione di revocarle la concessione? La difformità tra il progetto preliminare e il definitivo travisa poi i principi cardine della normativa sulle infrastrutture strategiche, là dove non tiene conto del parere degli enti locali interessati. A questo si aggiunga che il progetto, oltre a determinare in tutto il territorio provinciale gravi problemi urbanistico-territoriali, economico-sociali e paesistico-ambientali, prevede l’obbligo del pedaggio per l’intero tracciato, in carenza di un’adeguata viabilità alternativa. Di fatto si vuole trasformare il percorso già esistente, fruito gratuitamente dall’intera collettività, con una infrastruttura di concessione esclusiva. È invece urgente un piano per la messa in sicurezza di tutta l’area che, colpita dall’alluvione del 2012 e interessata da consistenti variazioni del piano idrogeologico e paesaggistico, presenta forti criticità ambientali. In questo contesto l’opera autostradale tirrenica risulta ormai fuori dal tempo. Vista infine la tempistica incerta nella realizzazione, ho chiesto al Governo di intervenire con urgenza per il miglioramento della sicurezza dell’Aurelia.

 

 

 

IL TIRRENO

18 novembre 2013

 

 

Viabilità-trasporti

Mille no all’autostrada

 

 

di Guido Fiorini

GROSSETO Dal diluvio di Follonica allo splendido tramonto multicolore sulla laguna di Orbetello. In mezzo ieri c’era la rabbia di un centinaio di persone, poi diventate mille pian piano che il corteo di protesta si avvicinava all’incontro finale. Sono stati ottanta chilometri di bandiere e slogan, di fermate in ogni paese che l’autostrada rischia di stravolgere, riportando il traffico su quella vecchia Aurelia che negli anni ’80, con la costruzione della quattro corsie, è stata assorbita dai centri abitati. La manifestazione No Sat Day, organizzata dal Movimento 5 Stelle, da Sel, dal Prc, dai comitati e dalla associazioni ambientaliste, è partita sotto una pioggia battente che poteva trasformarla in un flop nonostante la grande determinazione degli organizzatori, ma è terminata in una grande festa di gente. E in strada non c’erano i favorevoli a un tracciato invece che a un altro, ma tutti coloro che sostengono che l’autostrada non sia necessaria alla Maremma. Tanto che i rappresentanti delle istituzioni, come il presidente della Provincia Leonardo Marras, peraltro da sempre critico sui progetti di Sat, non hanno partecipato. Chi era in piazza ieri vorrebbe il ritorno al vecchio progetto Anas del 2001, una semplice messa in sicurezza dell’attuale Aurelia, in particolare nella zona a sud di Grosseto, dove vecchi e nuovi tratti si alternano come in un gigantesco domino, con decine di pericolosi attraversamenti a raso. «Togliamo la concessione a Sat – dice il follonichese Ubaldo Giardelli, da sempre in prima linea contro l’autostrada –. L’Aurelia deve restare pubblica, non può essere espropriata da un privato per il suo profitto e senza rischio d’impresa». Il tratto a nord di Grosseto è assai diverso da quello a sud. Da Rosignano fino alla città la nuova Aurelia è una strada di grande scorrimento, a quattro corsie e sostanzialmente sicura, che corre parallela alla vecchia Aurelia disegnata dai romani, stretta e in molti tratti divenuta via cittadina. Dopo Grosseto i due tracciati si riuniscono, come in un enorme “Y” e così corrono fino al confine con il Lazio. È questo il tratto che la gente chiede di mettere in sicurezza. «Con una spesa assai inferiore – dice Giacomo Gori di 5 Stelle – e lasciando la strada gratuita. Se l’autostrada sarà fatta pagheremo il pedaggio più caro di tutta Europa». A nord del capoluogo maremmano il timore è legato soprattutto alla sostanziale assenza di nuove complanari nel progetto Sat. Sarà la vecchia Aurelia, nell’idea dei progettisti, a dover assorbire il traffico locale. «Non si rendono conto – tuona l’ex sindaco di Gavorrano, Massimo Borghi – che chi non vorrà pagare il pedaggio si riverserà in mezzo ai nostri paesi, alle nostre case. Negli anni ’80 qui c’era un morto alla settimana per il traffico veloce. Gavorrano, dopo Orbetello, è il territorio più a rischio». Rischio analogo lo corre la città di Grosseto che potrebbe essere percorsa nei due sensi da un traffico di semplice attraversamento che adesso corre sulla quattro corsie. A sud della città, invece, il progetto della Sat lascerebbe la gente senza sostanziali alternative, se non complanari di appena 7 metri ricavate adeguando in molti casi strade poderali. E qui la protesta del No Sat Day si è saldata a quella della gente di Albinia e di Orbetello che, in primo luogo, chiede che il territorio sia messo in sicurezza dal punto di vista idraulico dopo la terribile alluvione dell’anno scorso. I cento coraggiosi dei primi chilometri sono così diventati in fretta un migliaio con le auto di Fonteblanda, di Albinia, di Capalbio e di Orbetello e accanto alle bandiere politiche sono comparse quelli dei comitati. Qui ogni tracciato ha i suoi oppositori: nell’entroterra ci sono le aziende agricole, lungo la costa le zone artigianali e residenziali. Un’Aurelia più sicura potrebbe andar bene a tutti. Ma chissà se hanno fatto i conti con i bilanci di Anas. 

 

 

 

 

Fonte: LA NAZIONE

16 novembre 2013

 

Rubrica: Panorama politico

Unica risposta: adeguare l’Aurelia

 

ADERIAMO alla manifestazione che si svolgerà domani, contro la realizzazione dell’autostrada Tirrenica e per l’adeguamento dell’Aurelia perché siamo convinti che questa grande opera non serva al territorio maremmano e non sia giustificata né dai flussi di traffico né tanto meno dalle ingenti risorse economiche che servono alla sua realizzazione. Dobbiamo invece con la massima urgenza e senza alcun indugio raddoppiare i tratti a due corsie e mettere in sicurezza l’Aurelia sia a nord che soprattutto a sud di Grosseto, evitando e limitando gli ingressi a raso. Questo rappresenterebbe la risposta più incisiva ed efficace per la realizzazione di un asse tirrenico autostradale e per garantire una minore incidentalità dei tratti fin troppo pericolosi dell’attuale Aurelia. Non ha alcun senso prevedere un’autostrada a pedaggio, costosissima, che di fatto non verrà mai realizzata e che non è la risposta alle reali esigenze del territorio. L’unico reale e concreto obiettivo è l’adeguamento dell’Aurelia, che attendiamo da anni, purtroppo segnati dolorosamente da numerosi morti e feriti che potevano essere evitati.

 

 

No-SAT-autostrada 

 

Perchè NO a qualunque tracciato autostradale

e Si al progetto ANAS 2001 ?

 

 

A cura del Comitato Beni Comuni della provincia di Grosseto

 

 

 

Sul corridoio tirrenico si arrivò ad una soluzione condivisa da tutti nel 2001 sul Progetto definitivo ANAS di adeguamento in sede della statale Aurelia, con soli 15 Km in variante, per aggirare il nodo di Albinia. Era un progetto che prevedeva tre corsie per ogni senso di marcia e l’eliminazione degli attraversamenti a raso. Rispetto all’ipotesi dell’autostrada, a parità di benefici per la collettività(in termini di tempo e sicurezza di percorrenza), costava quattro volte meno del tracciato collinare (quello di Lunardi) e due volte meno della ipotesi di autostrada sul tacciato costiero (proposto da Chiti/Conti/Bargone).

Il progetto Anas trovò nel marzo 2001 il finanziamento in Consiglio dei Ministri e fu valutato positivamente dalla Commissione per la VIA. Ovviamente sarebbe rimasta senza pedaggi.

Con il Governo Berlusconi/Lunardi il progetto dell’autostrada tornò ad essere preferito da un’associazione trasversale che, per accantonare il progetto ANAS-2001, introdusse la carta per loro vincente del COSTO ZERO: la società privata SAT avrebbe anticipato tutti i costi, incassando i pedaggi per 40 anni successivi.

Alle nostre considerazioni sul fatto che il traffico non era sufficiente a coprire i costi, che il progetto finanziario ventilato dalla SAT non era credibile1 e che avremmo per lo più pagato noi, il segretario del PD Luca Sani2 oppose questo argomento:”Un’autostrada a costo zero per lo Stato rappresenta un’opportunità da cogliere, che non dà adito a scusanti di alcun genere” e lo stesso Ministero dei Trasporti certificò3 che la SAT aveva presentato un piano per coprire tutti i costi. Cioè, il progetto ANAS 2001 fu accantonato solo perché, in maniera ripetitiva e in tutte le occasioni, una strana convergenza trasversale (la SAT, i PD regionali Manciulli, Martini e Conti4, più volte Lio Scheggi5, e ovviamente il PDL con Antichi6) assicurò ostinatamente che la SAT si sarebbe accollata tutti i costi e non ci sarebbero stati oneri per la collettività.

Noi, abbiamo continuato a sostenere che le previsioni di traffico erano esagerate, che l’opera non si ripagava, che il costo zero per lo stato era un inganno. Poi la Ragioneria Generale dello Stato fece finalmente i conti, dando ragione ai nostri dubbi e certificando che a fronte di 3,5 miliardi di euro per costruire l’autostrada, alla fine della concessione, era previsto un valore a carico dello Stato subentrante, di 3,7 miliardi di euro, da rifondere alla SAT per mancati ammortamenti7. Nella Delibera del CIPE del 2010 è scritto8:”Deve essere redatto un nuovo piano economico-finanziario, in sostituzione di quello allegato allo schema di convenzione unica all’esame, in modo da riportare un valore di subentro pressoché nullo”. Quindi quello presentato, che sosteneva il contrario, era ingannevole e tutti gli amministratori che avevano affermato il contrario avevano, nel migliore dei casi, riferito programmi non verificati, nonostante le segnalazioni di autorevoli docenti universitari. Smascherata l’operazione e per ottemperare al vincolo posto dal Ministro delle Finanze, la SAT ricambia tutto e nel 2011 propone di fare l’autostrada sulla sede dell’Aurelia, come dal progetto ANAS 2001, ma con pedaggio. Siccome neppure questo è sufficiente, la SAT spezza il progetto, per incassare subito i soldi dal tratto della Variante Aurelia a nord di Grosseto, già praticamente pronto, e chiede contributi allo Stato, senza presentare il Piano finanziario.

A questo punto gli stessi vertici del PD, che ci rassicuravano falsamente sul costo zero per lo Stato,  chiedono che lo Stato si accolli contributi a fondo perduto per la SAT (vedi Rossi, Bramerini, Ceccobao e la Pinzuti 9). Ma se dovranno pagare sia lo Stato con spese proprie, sia i maremmani con il pedaggio più alto d’Italia (forse esentati per pochi anni e solo per i primi 20 chilometri), perché l’autostrada deve essere realizzata e gestita da privati con fondi pubblici?

Più recentemente Marras (PD) e Sabatini (SEL) chiedono che l’autostrada passi più a monte dei colli di laguna orbetellani. E’ cronaca di questi giorni.

Che tipo di strana convergenza ideologica, oppure associazione, è mai quella che prima ha mentito per accantonare il progetto ANAS 2001 e che poi vuole a tutti i costi le realizzazione dell’autostrada da parte di un soggetto privato, magari un po’ più lontano da casa propria?

 

 

Note allegate:

 

1– Il Tirreno del 14.1.2007

2– Corriere di Maremma del 11.2.2007-Sani e il costo Zero

3-Ministero delle Infrastrutture-Struttura tecnica di missione-A-12 Livorno Civitavecchia-Proposta di Approvazione del Progetto Preliminare Relazione Istruttoria del 16.12.2008;pag 4 e pag 23. 

4-Il Tirreno del 13.1.2007 e del 22.2.2007; L’Unità del 18.1.2007; La Nazione dl 12.5.2007; Il Sole 24 ore del 4.7.2007: Martini, Conti &soci e il costo Zero

5-L’Unità del 14.1.2007; La Nazione del 14.3.2007; Il Giornale del 17 5 2007

6-Il Tirreno 12.5.2007-Antichi e il costo Zero

7-Corriere di Maremma e Il Tirreno del 15.4 2010;

8.Deliberazione CIPE del 22.7.2010

9-Il Tirreno del 25.2. 2012 e del 2.3.2012.Rossi, Bramerini, Ceccobao e Pinzuti  chiedono sgravi fiscali.

 

 

 

 

CORRIERE DI MAREMMA

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-08-28

 

PANORAMA POLITICO

Autostrada, scontro tra Comune e Regione: “Parla di democrazia, poi si scorda gli atti

 

ORBETELLO E’ polemica tra Comune e Regione sul Corridoio Tirenico. Tutto nasce dalla comunicazione dell’assessore regionale alle infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti giunta il 22 agosto, nella quale si informava il Comune della presenza alla Regione Toscana e al Ministero delle infrastrutture della documentazione di aggiornamento sulla proposta di autostrada nel tratto Fonteblanda-Talamone. “Al nascere sulla stampa delle prime voci di un nuovo progetto – si legge in una nota del Comune di Orbetello – il sindaco si era premurato di domandare al presidente Rossi informazioni ed eventuali chiarimenti, richiesta caduta però nel vuoto”. Nonsolo: l’Amministrazione lagunare ha appreso che l’assessore regionale ha chiesto al Ministero e a Sat di invitare la documentazione relativa al nuovo progetto anche al Comune di Orbetello. “Avremmo gradito da parte della Regione l’invio diretto dei documenti per poter tirare le nostre considerazioni insieme alla stessa Regione nell’ambito dei rapporti interistituzionali, dato che si tratta di proposte che si vogliono presentare sul nostro territorio. La Regione Toscana si dimostra ente all’avanguardia per quanto riguarda la democrazia partecipativa: il 2 agosto ha infatti pubblicato la legge regionale che introduce il ‘dibattito pubblico’. Nello spirito di questa democrazia partecipativa promossa dalla Regione e che noi condividiamo – ecco la stoccata del Comune – avremmo auspicato che desse il buon esempio tramite l’invio diretto dei documenti e non chiedendo a Ministero e Sat di fare datramite.La questione rientra tra l’altro nelle fattispecie previste dalla legge regionale, soprattutto negli articoli dove si parla di infrastrutture e politiche paesaggistiche per opere che devono ancora avere la valutazione d’impatto ambientale. Un impatto ambientale che, come abbiamo espresso anche nel ricorso al Tar, deve essere valutato nell’interezza dell’opera e non a spezzatino come fatto finora”.

 

 

IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it

2013-08-21

 

VIABILITÀ-TRASPORTI

AUTOSTRADA TIRRENICA: NO A PROGETTI NASCOSTI AI CITTADINI

 

DI MASSIMO CERVELLINI, SENATORE SEL, vicepresidente Commissione Lavori Pubblici “Sulla questione del Corridoio Tirrenico, che interessa gran parte del territorio della Provincia di Grosseto, sono intervenuto in Aula in sede di discussione degli emendamenti sul decreto del fare. Ho sottolineato espressamente quanto il testo sia denso di interventi non urgenti, mentre mancano del tutto questioni assolutamente prioritarie: tra queste citavo come esempio proprio il tema della Tirrenica. La questione è ormai nota a tutti ma è bene sottolineare quanto questa lunghissima vicenda sia rappresentativa del nostro paese e di come la politica e le istituzioni a volte incidano negativamente sui territorio e sulla vita dei cittadini. Dopo quarant’anni di discussioni, autostrada sì/autostrada no, nel 2008 il Cipe approvava, in condivisione con Regione e amministrazioni locali, un progetto preliminare che, seppur con molte problematiche, rappresentava un punto fermo in questa dibattito. Progetto preliminare da 3,8 miliardi di euro a cui è seguito, grazie al taglio totale delle risorse voluto dal governo Berlusconi, un progetto definitivo completamente difforme dal preliminare, con una tracciato incompleto, senza la condivisione dei territori (Provincia di Grosseto e Comune di Orbetello hanno infatti presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro tale progetto) e che ha come unico pregio, ma solo per il concessionario (Sat), di costare la metà. In questo quadro così complesso, e per una realtà che da tempo attende una risposta ai problemi della mobilità e in particolare della sicurezza stradale soprattutto a sud di Grosseto, il governo avrebbe dovuto interessarsi intervenendo proprio nel Decreto del Fare. Intanto, a prescindere dal progetto autostradale e dai giochi di Governo, Regione e Sat, per il territorio grossetano sarebbero necessari interventi sull’attuale tracciato dell’Aurelia, rendendone più sicura la percorrenza, perché su quella Statale persiste un’alta incidentabilità. Contemporaneamente è necessaria una forte rivalutazione del trasporto ferroviario e marittimo. Quel tratto di ferrovia, tra l’altro, è già messo in sicurezza e ha potenzialità di trasporto più che doppia rispetto al traffico cui attualmente è impegnata. Eppure nel recente passato ha subito tagli enormi in termini di collegamenti e mezzi. Purtroppo però il decreto del Fare per le infrastrutture grossetane non fa un bel niente. E non interviene neanche nel richiamare le istituzioni regionali e nazionali ad una maggiore collaborazione con gli enti locali che conoscono meglio di ogni altro il proprio territorio. Territorio che come abbiamo visto recentemente con l’alluvione del 2012, è particolarmente delicato e che quindi necessità di attenzione, previsione e prevenzione nel rapporto fra infrastrutture pesanti, piani idrogeologici ( e conseguenti interventi complessi di regimazione delle acque) e aspetti paesaggistici. Non si riesce quindi assolutamente a comprendere come qualsiasi cambiamento dell’assetto infrastrutturale locale possa prescindere dalla concertazione con le istituzioni che maggiormente conoscono le caratteristiche del territorio. Non si tratta solo di una questione di merito rispetto alla modalità di realizzazione dell’infrastruttura, quanto al richiamo al rispetto della concertazione e della trasparenza in tutte le fasi decisionali, oltre naturalmente alla chiarezza di informazione, momenti inalienabili del processo democratico. I cittadini e le istituzioni locali hanno il diritto di conoscere soprattutto lo stato di progettazione (quello unitario si intende) ed il piano economico di riferimento, in un quadro in cui l’ente Regione è specificamente tenuto a valorizzare l’apporto, in termini di conoscenza e di esperienza, degli amministratori locali, tenendo conto del loro parere e rinunciando al tentativo poco democratico di indebolirne il fondamentale ruolo di garanti della vivibilità del territorio di riferimento”

 

 

 

 

Tirreno Grosseto

 

tratto da Il Tirreno – Grosseto

 

La decisione della giunta, che riguarda il lotto Fonteblanda-Ansedonia, va contro i pareri espressi finora da Provincia e Comune di Orbetello.

Rossi: «È la soluzione che crea meno impatto all’ambiente»

 

tirrenica

 

 

La Regione sceglie il tracciato dell’autostrada Tirrenica da Fonteblanda a Ansedonia. La giunta regionale – come si vede dalla cartina – opta per il tracciato blu, quello di minore lunghezza (circa 25 chilometri) più vicino all’Aurelia e alla ferrovia costiera, andando contro la Provincia e il Comune di Orbetello favorevoli alla variante a monte del massiccio di Orbetello (tracciato arancione).

 

Le due soluzioni presentano un primo tratto in comune, tra Fonteblanda e il torrente Osa e poi divergono: l’arancione segue un percorso più interno, ritornando a coincidere con l’Aurelia all’altezza del km 115 per proseguire fino ad Ansedonia e poi a Civitavecchia; il blu invece si innesta sull’Aurelia subito dopo Orbetello Scalo. «La soluzione da noi preferita – spiega il presidente della Regione, Enrico Rossi – ovvero quella definita in affiancamento alla ferrovia con varianti a protezione dei centri abitati, pur avvicinandosi alla costa, lo fa ad una distanza tale da non creare impatti negativi sul sistema costiero e si colloca in corridoio dove sono già presenti infrastrutture. Il percorso blu è, dunque, quello che crea minore impatto sull’ambiente. Noi lo preferiamo, a condizione che nella fase di progettazione sia posta la dovuta attenzione agli aspetti idraulici, individuando soluzioni che tengano conto di ciò che accaduto nel corso delle alluvioni dello scorso anno. Ribadisco ciò che ho sempre sostenuto: la Tirrenica va fatta e va fatta bene. La decisione di oggi costituisce un altro passo in questa direzione».

 

La Provincia di Grosseto e il Comune di Orbetello finora si sono espressi in favore del percorso arancione, mentre il Comune di Capalbio appare favorevole alla soluzione blu, pur non avendo espresso alcun parere ufficiale in merito a questa ipotesi poiché il tracciato è posto interamente all’interno dei confini del Comune di Orbetello. Il provvedimento è stato illustrato alla Giunta dal presidente Enrico Rossi, che ha sottolineato come nessun intervento può essere ritenuto perfetto, ma che una decisione va presa con senso di responsabilità, pur consapevoli che «le strade non risolvono i problemi del mondo, ma che sulla scarsa capacità di produrre ricchezza da parte della costa ha inciso la mancanza di infrastrutture” e poi che ” la tutela del paesaggio non è messa in discussione da un’autostrada, ma che all’ambiente fanno peggio certe politiche urbanistiche e gli ecomostri». L’assessore al welfare, Salvatore Allocca, ha chiesto di non partecipare al voto, consentendo però che venga assunta una decisione. Alla sua richiesta si è aggiunta quella dell’assessore all’ambiente, Anna Rita Bramerini, anch’essa grossetana, che si è associata a quanto detto dal suo collega. L’assessore alla pianificazione del territorio, Anna Marson è intervenuta per ricordare che nella delibera gli uffici regionali hanno inserito precise indicazioni su come passare dal tracciato al progetto, migliorandolo.

 

Al termine degli interventi la delibera della Giunta regionale è stata approvata all’unanimità e sarà inviata al Ministero delle infrastrutture, al quale il presidente Rossi ha chiesto di convocare un incontro con tutti gli enti interessati per scegliere il tracciato definitivo sul quale chiedere alla Sat, la Società autostrada tirrenica, e al commissario straordinario del Governo per la costruzione della Tirrenica, Antonio Bargone, che della società è anche il presidente, di redigere il progetto definitivo, ai fini del successivo studio di impatto ambientale e della localizzazione del tracciato.

 

TUTTI GLI ARTICOLI SULLA TIRRENICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Signor Rossi, in compagnia dei parlamentari toscani Velo e Sani,  si era prodigato a diffondere sulla stampa  rassicuranti notizie sul progetto autostradale, convito che la Società Autostrada Tirrenica p.a avrebbe ottenuto le agevolazioni fiscali per il PARZIALE completamento dell’opera e sbandierando la presunta volontà del Governo di sostenere l’autostrada A12, nonché nell’assoluta certezza che la commissione bilancio del Senato avrebbe riparato al “taglio”.

 

Ma come dice un famoso detto popolare “Guardati dai nemici ma ancor piùdagli amici”, proprio i Senatori del PD hanno cassato il provvedimento…


Ecco come stanno le cose

Clicca sull’immagine sotto

 

 

 

 

 


Entra
Commenti recenti
IL NOSTRO SPOT
Categorie
GRAZIE PER LA VISITA