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Un “nuovo” Liceo Classico a Massa Marittima

fonte: Comune di Massa Marittima – 27 gennaio 2012
Uncem Toscana, amministrazioni locali e licei classici toscani uniti nel dar vita a didattiche sperimentali che abbineranno cultura classica e nuove tecnologie
Un nuovo Liceo Classico sta per sorgere a Massa Marittima a partire dall’anno scolastico in corso, grazie ad una collaborazione tra gli enti locali e le dirigenze scolastiche di tre scuole ad indirizzo classico della Toscana. Si tratta di un progetto promosso da UNCEM Toscana per sperimentare all’interno della rete dei licei regionali di comuni montani, una nuova didattica di qualità che implementi la formazione attraverso l’utilizzo innovativo delle nuove tecnologie. Insegnanti e ragazzi potranno infatti usufruire di lezioni interattive e di conversazioni ed approfondimenti di gruppo in videoconferenza. Inoltre verrà sviluppato un programma di giornalismo mediante corsi di micro web tv. Tra le didattiche è previsto anche l’insegnamento della Storia dell’Arte con l’impiego di piattaforme adatte a visualizzare il patrimonio artistico culturale che è stato digitalizzato. Allo stesso modo lavagne interattive e videoconferenze serviranno a mettere in collegamento scuole diverse anche per l’apprendimento della lingua inglese e nell’ottica di un futuro partenariato con scuole europee. Il progetto, già sperimentato con successo nelle scuole dell’obbligo di alcune città toscane, vede la collaborazione di Uncem Toscana, dell’Università di Firenze e dei tre Licei Classici di Massa Marittima, Aulla in provincia di Massa Carrara e Barga, Lunigiana. Il piano di creazione di licei innovativi e di qualità vede il sostegno della Provincia di Grosseto e sta per essere presentato al direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. “Stiamo presentando questo progetto- spiega il presidente di Uncem Oreste Giurlani – al fine di creare un rete che assicuri il mantenimento di licei di eccellenza anche nei territori montani e nei piccoli comuni toscani perchè proprio per le peculiarità del dei territori in cui si trovano, possano godere di deroghe sul numero minimo di iscritti alla prima classe prevista dalla riforma Gelmini. Quella di abbinare la qualità della cultura classica alle possibilità didattiche offerte dalle nuove tecnologie ci è sembrata un’ottima opportunità per gli alunni di queste scuole”. “Dopo le difficoltà incontrate dal Liceo Classico in seguito all’innalzamento del numero minimo di iscritti imposto dalla riforma Gelmini, questo progetto di collaborazione con altre scuole toscane e di innovazione delle metodologie didattiche ci ha entusiasmato. L’intento è quello di mantenere sul territorio l’eccellenza di una scuola come il Liceo Classico di Massa Marittima che dai primi anni quaranta, ha formato e continua a formare studenti che hanno ottenuto grandi successi nei settori più vari del lavoro e dell’università in Italia e all’estero”.
CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2011-03-15
CULTURA
Filo conduttore: “Identità e unione degli opposti”
GROSSETO – Filo conduttore di tutte le iniziative di “Maremma in contemporanea 2011″ è il tema dantesco “Identità e Unione degli opposti”. L’evento clou dal punto di vista mediatico, è la mostra itinerante della Rete museale provinciale su Salvador Dall dal titolo “Ossessione Dalì. Dalla commedia dantesca ai racconti esistenziali”. Composta da 33 trittici, per un totale di 99 opere a colori, questa particolarissima esposizione, sarà in Maremma da luglio ad ottobre, raccontando l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso di Dante Alighieri secondo Dali. Altro importante appuntamento è “La Città visibile 2011. Opposti e coesione sociale tra accoglienza e diversità” curata da Mauro Papa per il Cedav (centro Educativo per le Arti Visive del Comune di Grosseto) e la Fondazione Grosseto Cultura, in programma nel capoluogo dal 17 settembre al 2 ottobre, e per la prima volta esportata a Magliano in Toscana dall’8 al 15 ottobre, con la collaborazione di Arti in Corso e a Massa Marittima, dal 16 al 29 ottobre con l’associazione Art@ltro. Alterazioni 2011 organizza anche un workshop gratuito di 4 lezioni sulla fotografia digitale, in programma il 9 e 23 di aprile e il 7 e 21 maggio. A Grosseto il tema degli opposti sarà poi sviluppato nell’esposizione “I Martiri” alla Chiesa dei Bigi dal 26 aprile al 7 maggio. E’ in previsione anche una mostra grafica di Tono Zancanaro, uno dei più importanti disegnatori e incisori del secondo dopoguerra in Italia, composta da 17 litografie dedicate alla Divina Commedia. Dal 29 al 31 luglio, al Castello Aldobrandesco di Arcidosso, sarà la volta di Alterazioni 2011 Festival della Musica Contemporanea e delle Arti Visive. A Scarlino, da luglio a settembre, l’Associazione Gad Art Factory porterà 7 dei suoi artisti internazionali nell’evento “Polemos e Logos: l’Armonia dei Contrasti come legge universale della Natura”.
Grande risalto tra le espressioni artistiche contemporanee avrà la fotografia a Massa Marittima da luglio ai primi di agosto con Toscana Foto Festival, promosso da Amatur e diretto da Franco Fontana. Nel 2011 un ulteriore prezioso contributo all’offerta culturale in ambito fotografico verrà dall’Associazione Il Frantoio di Capalbio che, dal 18 al 20 marzo organizza un workshop con Guy Tillim e 12 studenti provenienti da tutto il mondo. Inoltre, in collaborazione con Toscana Foto Festival dal 23 aprile al 22 maggio realizzerà la terza edizione del PhotoCapalbiofestival curato da Marco Delogu, e dal 16 settembre 20 ottobre la IVA edizione del Planet Watch (con i patrocini Onu e Unesco); infine da maggio ad agosto (28 maggio/l9 giugno; 25 giugnol17luglio; 3 luglio/24 agosto) 3 mostre collettive curate da Davide Sarchioni, nelle quali dialogano artisti di fama internazionale, esordienti e personaggi molto apprezzati dalla critica. Tra i nomi più famosi, Mimmo Paladino, Pietro Ruffo, Gregorio Botta, H.H.Lim e Federico Pietrella.
LA NAZIONE
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2011-03-08
CULTURA
Massa Marittima ARCHEOLOGIA IMPORTANTI RISULTATI DELLA CAMPAGNA DI SCAVI, MA SERVONO FINANZIAMENTI All’ex convento delle Clarisse trovata anche un’antica cisterna
INTERESSANTI riscontri a Massa Marittima dalla campagna di scavi archeologici effettuata nel resede dell’ex Complesso delle Clarisse, che attualmente ospita la Biblioteca comunale «Badii», commissionati dal Comune alla cooperativa Saci sotto la direzione scientifica di Bianca Maria Aranguren della Soprintendenza Regionale Toscana. I risultati sono stati confortanti e tali da lasciare prevedere eccellenti sorprese qualora arrivassero i necessari finanziamenti in modo da permettere la ripresa dello scavo stesso verso i sottostanti strati risalenti al periodo medievale. Sono comunque venuti alla luce una grossa cisterna, un edificio con murature abbastanza recenti, di cui si ha menzione anche nel Catasto Leopoldino, una sottostante pavimentazione più antica, tutta una serie di canalette in corso di studio da parte degli stessi archeologi, un coccio con ancora impressa la data 1627. Fra il materiale di scavo infin sono stati trovati anche resti di oggetti appartenenti alle religiose di quel tempo, quali grani di rosari, veli e altro ancora. Tutto quindi sembra far prevedere altre eventuali interessanti scoperte dal momento che l’area ha una antica origine risalente addirittura al 1246, data a cui si fa risalire la prima presenza delle Clarisse a Massa, quando cioè era ancora vivente S.Chiara. Il Monastero delle Clarisse passò in proprietà al Comune nel 1878, in seguito alla soppressione degli Ordini Religiosi, e così fu destinato prima a museo e biblioteca civica e in seguito a sede scolastica. Al suo interno spiccano i resti di un’ampia chiesa romanica, di cui è sempre visibile la parte absidale, costruita verso il 1250 per i Monaci Benedettini Celestini fondati da Pietro di Morrone che poi divenne papa con il nome di Celestino V. Nella prima metà del Trecento il loro Monastero passò alle Clarisse.
LA NAZIONE
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2011-01-08
TURISMO
Alto gradimento: boom nei musei Ovunque il segno «più» per le visite nelle strutture: un bel segno in tempi di crisi
di GIANFRANCO BENI
LA CRISI C’È, anche nel settore turistico. Impossibile non ammetterla. Per fortuna però i musei di Massa Marittima non ne hanno per nulla risentito, come confermato dai dati delle presenze nei primi dieci mesi di quest’anno rapportati agli stessi periodi degli anni precedenti. «Dati soddisfacenti — ha affermato l’assessore alla cultura Franco Donati — che dimostrano come le presenze si mantengano costanti ed anzi conoscano un buon incremento visto che in nessun museo si registrano flessioni di visitatori». Si passa infatti da un più 121 presenze del Museo della Miniera ad un più 256 del Museo di Arte e Storia delle Miniere, fino a più 503 al Museo Archeologico e a un più 1.750 per la Torre del Candeliere. Pressochè invariate di contro le visite al Museo di Arte Sacra che ha fatto registrare solo un più 76.
«IN TUTTO — ha precisato Donati — fra gennaio e ottobre di quest’anno si sono registrate 35.622 presenze contro le 36.055 del 2009, le 36.098 del 2008, le 32.508 del 2007. Un numero per nulla inferiore a quello degli altri anni se si tiene conto del fatto che in tutto il 2010 è rimasto chiuso per restauro l’Antico Frantoio le cui presenze nell’ultimo triennio si attestavano su una media annuale di 1.900 circa». Donati non solo esprime soddisfazione per il mantenimento delle presenze, ma spezza una lancia a favore non solo delle numerose attività organizzate nei musei ma anche per l’attività promozionale svolta unitamente ad alcune novità. «Grazie ai finanziamenti del Parco Archeologico delle Colline Metallifere sono state realizzate audio guide in tre lingue, inglese, francese e tedesco, e rinnovato parte dell’allestimento del Museo della Miniera. Fra le altre iniziative occorre ricordare, ha proseguito Donati, la mostra dell’Eracle Callinico e lo studio sulla Collezione di Arte Contemporanea ‘Angiolino Martini’, che ha portato alla pubblicazione di un primo catalogo e all’inaugurazione di un rinnovato allestimento». Infine un passaggio rivolto ai rapporti con le scuole evidenziando come anche quest’anno i musei massetani sono stati sede di attività didattiche per bambini e ragazzi e di conferenze organizzate dal Comune con la collaborazione della Cooperativa Colline Metallifere e di altre associazioni del territorio. In fatto di collaborazione spiccano i numerosi contatti con altri musei con prestiti di opere che permettono di far meglio conoscere i nostri musei anche al di fuori di Massa Marittima. «Quest’anno — ha concluso Donati — alcune opere del nostro Museo di Arte Sacra sono state date in prestito e esposte in due importanti mostre. Una al Santa Maria della Scala di Siena e una al Museo della Collegiata di Casole d’Elsa».
CORRIERE DI MAREMMA
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2011-01-04
CULTURA
Massa Marittima Lo stato di salute del gioiello cittadino dopo lo screening degli esperti Il malato San Cerbone ha bisogno di cure Nessun rischio di crollo, ma situazione da monitorare continuamente
MASSA MARITTIMA – La cattedrale di San Cerbone non rischia il crollo ma ha bisogno di interventi rapidi. Questo il risultato degli studi e delle approfondite ricerche effettuate negli ultimi mesi da un’impresa specializzata sul monumento più importante della città del balestro, l’opera che la rende famosa a livello nazionale e internazionale. Un sospiro di sollievo per l’intera comunità anche se la situazione deve essere costantemente monitorata. Dopo lo screening alle pareti e ai muri dell’edificio, eseguito con le tecniche più moderne e sofisticate, gli esperti hanno potuto accertare che si sta verificando un collasso dei materiali. I problemi più rilevanti riguardano la parte dell’abside che presenta numerose lesioni; anche ad occhio nudo infatti è possibile notare che l’antico rosone posizionato sopra l’altare, non presenta più la classica forma rotonda ma risulta schiacciato verso il basso. La Cattedrale soffre di una grave malattia e non si sa da quanto tempo il morbo stia lavorando. Quello che solleva è che il virus non potrà comunque metterla in ginocchio; non esiste un reale pericolo di crollo. Una notizia attesa e sperata dai cittadini di Massa Marittima, molti dei quali chiedevano continue informazioni in comune o in curia. Non per questo comunque il problema è scomparso. Anche se con maggiore tranquillità e calma, gli interventi sono in ogni caso necessari e costosi. Il precedente vescovo della diocesi, monsignor Giovanni Santucci, resosi conto della situazione, si era mosso con celerità attivando studiosi e ricercatori per stendere un piano di intervento. Il progetto adesso e concreto e prevede lo smantellamento e l’alleggerimento del tetto della cattedrale ma il costo è di circa 5 milioni di euro, cifra certamente troppo alta sia per la diocesi che per l’Amministrazione comunale. Oltre agli aiuti della Fondazione Monte dei Paschi di Siena occorrono altri consistenti finanziamenti che verranno richiesti all’Amministrazione dello Stato, alla conferenza episcopale italiana e a quanti soggetti siano in grado di contribuire. Intanto continuano i lavori di restauro e ristrutturazione all’interno della Cattedrale, iniziati da circa quattro anni. Dopo il rifacimento delle navate laterali, nelle quali si erano verificate infiltrazioni d’acqua, si è provveduto adesso a sistemare la navata centrale e, a breve, verrà conclusa anche la parte presbiterale. Nel prossimo futuro, oltre al tetto, le attenzioni si concentreranno sulle cappelle laterali. Chiara Calcagno
IL TIRRENO
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2010-11-25
ALTRO
Le antiche mura della città tornano a vivere grazie al concorso di idee
MASSA MARITTIMA. Stanno per risorgere rivitalizzate da un importante progetto di recupero, le mura medievali di Massa Marittima. Sabato dalle 11 alle 13,30, verrà presentato nella sala dell’Abbondanza, il primo progetto di riqualificazione scelto come miglior contributo nell’ambito del concorso di idee: “Un segno nel paesaggio, una risorsa per la città: recupero delle mura storiche di Massa Marittima”. Nel corso della mattinata saranno illustrati gli interventi previsti sul tratto di mura che va da porta Arialla a Porta San Bernardino; tutti i contributi degli studi che hanno partecipato al bando, sono stati inoltre riuniti in una mostra che resterà visitabile fino al 5 dicembre ogni pomeriggio dalle 16 alle 19 e nel fine settimana anche dalle 10 alle 13. Si tratta di un fondamentale traguardo per la città: un primo intervento di grande valore che entra nella fase fattiva. L’obiettivo del concorso di idee era il recupero di un primo tratto del bene più importante per la città medievale, il doppio anello che congiunge la città vecchia con la città nuova e fa da cerniera tra il panorama aperto sul verde da un lato ed il centro abitato dall’altro. Visto il grande valore architettonico e storico di questo patrimonio, la progettazione è stata lasciata aperta a varie competenze qualificate; al concorso di idee bandito dal Comune hanno infatti partecipato importanti studi di architettura di tutta Italia, tra i cui progetti è stato scelto quello che meglio corrispondeva con gli obiettivi individuati dall’ente. Nel concreto in questo stralcio sarà restaurata la parte di cinta muraria tra le due porte Arialla e San Bernardino ed effettuati interventi di valorizzazione e sistemazione delle aree adiacenti. E’ prevista una prima riorganizzazione delle aree di sosta attorno al circuito e la creazione di aree panoramiche e di percorsi di incontro e socializzazione per restituire vitalità ad un circuito che è biglietto da visita della città in tutto il resto del mondo al di fuori di essa. L’idea è quella di restituire in futuro la completa fruibilità del percorso che costeggia le mura, a cittadini, visitatori e turisti. Alla presentazione interverranno il sindaco Lidia Bai, il responsabile regionale del Settore per la valorizzazione del patrimonio culturale Massimo Gregorini ed i componenti della giuria del concorso.
LA NAZIONE
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2010-11-19
CULTURA
La ditta: «L’affresco è salvo» L’Opificio: «Non ancora» Pareri contrastanti sulla situazione del dipinto
di GIANFRANCO BENI
IL DIPINTO dell’Albero dell’Abbondanza, andato quasi completamente perduto e da molto tempo oggetto di un delicato restauro, potrebbe tornare a rivestire quell’importante ruolo di richiamo turistico. È stato rimosso l’impacco di dissalazione e la struttura metallica che lo sosteneva ed è stato eseguito il lavaggio superficiale, con acqua demineralizzata. «Ora la pittura è completamente visibile e risulta forse meno compromessa di quanto ci si potesse attendere per cui sarebbe importante monitorare lo stato di conservazione per meglio comprendere gli sviluppi del degrado, in modo da riformulare il progetto di restauro più correttamente». Questa la sintesi formulata da Umberto Gavazzi titolare della ditta incaricata di portare a termine il restauro sulla base delle analisi chimiche eseguite su «6 finestre campione» da gennaio a giugno 2008. Per avere un’idea della mole di lavoro effettuato, basti pensare che, fra impacchi e intonaci, sono stati prelevati e analizzati 111 campioni sui quali sono state eseguite analisi per determinare il contenuto di solfati, nitriti e cloruri.
LE PRECEDENTI campagne di indagini avevano messo in evidenza che la principale causa di degrado era da attribuirsi alla presenza di umidità e di sali solubili inquinanti nelle murature. Per ovviare a questo problema l’ufficio tecnico del Comune aveva eseguito una serie di interventi sulla struttura architettonica per captare le infiltrazioni di acqua provenienti dalla rete fognaria. Purtroppo però le abbastanza confortanti deduzioni della ditta Gavazzi cozzano contro la ipotesi formulate dei tecnici dell’Opificio Pietre di Firenze per i quali «le cause del degrado non sono state rimosse, ma sono tuttora presenti valori di umidità e di sostanze saline in grado di compromettere una accettabile conservazione del dipinto, visto che sulla pellicola pittorica originale sono presenti ancora consistenti residui di scialbature e patine carbonatiche, non adeguatamente rimosse nell’intervento di restauro che ha operato la scopritura, la cui ablazione migliorerebbe sensibilmente l’apprezzamento dell’insieme». In conclusione, sostengono i tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure, qualora non si potesse individuare la provenienza dell’acqua e delle relative sostanze inquinanti, l’unica alternativa possibile potrebbe essere quella di isolare dall’ambiente esterno l’intero loggiato in cui è conservato il dipinto, in modo da creare un microclima controllato che risulti favorevole alla sua conservazione.
LA NAZIONE
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2010-11-04
CULTURA
Massa Marittima ARTE IL DIPINTO ERA PRATICAMENTE SPARITO E IL RECUPERO SI PRESENTAVA INCERTO Abbondanza, l’affresco è salvo Sorpresa nel corso del restauro
di GIANFRANCO BENI
PRESTO, al di là delle più rosee previsioni fatte mesi addietro, il celebre affresco trecentesco dell’Albero dell’Abbondanza venuto alla luce a Massa Marittima durante i lavori di restauro delle omonime Fonti Pubbliche, tornerà di nuovo visibile dopo aver rischiato di sparire completamente per gli effetti dell’azione corrosiva portata dall’umidità dell’ambiente in cui si trova. Da allora è stato sottoposto ad un lungo intervento di recupero per salvaguardarne l’integrità concordato fra vari enti quali l’Opificio delle Pietre Dure, il Cnr, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, la Soprintendenza, oltre ovviamente l’impresa che ne ha eseguito il restauro. Basti pensare che fra impacchi e intonaci sono stati prelevati e analizzati ben 111 campioni su cui sono state fatte analisi per la determinazione del contenuto di solfati, cloruri e nitrati. I risultati fortunatamente sono positivi tanto da poter dire con sicurezza che l’affresco è salvo. La pittura è infatti completamente visibile risultando meno compromessa di quanto ci si potesse aspettare. Adesso non resta altro che attendere l’assenso della Soprintendenza e programmare poi un monitoraggio continuo sia per verificare lo stato di conservazione che per prevenire il ripetersi di eventuali danni all’immagine pittorica. A questo punto una cosa è certa. A livello di restauratori si parla della concreta possibilità di poterlo riconsegnare nella sua piena integrità al Comune di Massa Marittima entro la fine dell’anno togliendo il cantiere che per quasi due anni è stato sistemato davanti all’ingresso delle Fonti Pubbliche alla sommità di via Ximenes. Da parte sua poi l’amministrazione comunale è orientata a riproporlo ufficialmente al pubblico in primavera alla vigilia della prossima stagione estiva. Un vero «miracolo» ricordando le condizioni in cui il dipinto era precipitato facendo prevedere il peggio.
L’AFFRESCO risale al 1300, per il suo particolare contenuto erotico ha suscitato tanto clamore nei suoi due anni di esposizione al pubblico prima di perdere gradatamente la colorazione sotto l’influsso di diversi fattori, fra i quali la forte l’azione delle acque che scorrono nelle vicinanze della parete su cui sorge, adesso dovrà essere sottoposto ad un periodico monitoraggio. «Sicuramente — osservò tempo addietro l’assessore alla cultura del Comune di Massa Marittima Franco Donati — andrà costantemente tenuto sotto controllo con un impegno costante da parte sia del Comune che degli enti preposti a ciò». L’unico punto fisso è che questa di quest’anno è stata l’ultima stagione estiva di totale chiusura dell’affresco che fra breve tornerà a far bella mostra di sé per la soddisfazione di quei tanti turisti che arrivano in città essenzialmente per ammirarlo.
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Dopo dieci anni di restauro, la monumentale “Croce di Giotto” della Chiesa fiorentina di Ognissanti tornerà visibile al pubblico.
L’inaugurazione è prevista per il 6 novembre alle ore 16,00.
I lavori, condotti dall’Opificio delle Pietre dure con il sostegno della società “Arteria”, si sono concentrati in primo luogo sulla pulitura della Croce, tramite una complessa fase di sperimentazione con laser che ha permesso di confermare la paternità giottesca e di ripristinare la qualità originaria del grande dipinto (467 x 360 centimetri per 450 chili di peso).
Si è proceduto poi al risanamento dell’opera con la stuccatura e l’applicazione di materiali protettivi prestando una particolare attenzione ai vetri decorati nell’aureola del Cristo ridotti in pessime condizioni.
«La Croce che rifulge oggi in un’indiscutibile bellezza di materia pittorica accompagnata dagli splendori preziosi degli inserti vitrei», ha commentato la Soprintendente al Polo museale fiorentino, «torna a sostenere sui suoi bracci possenti il peso di un’attribuzione a Giotto».
L’opera sarà riposizionata nella chiesa di Ognissanti (dove dal 1937 è stata relegata in sacrestia) e sarà collocata in una cappella del transetto sinistro, in posizione rialzata, con un led a illuminarla. In tal modo si riusciranno a conciliare fruizione e tutela della stessa.
La pulitura dell’opera e le sofisticate indagini, compresa la riflettografia a raggi infrarossi, messe in atto durante il restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure, hanno mostrato per la prima volta la tecnica del maestro e hanno rivelato l’esistenza di un disegno sotto la pittura.
L’opera (4 metri e mezzo per 3 e mezzo circa) risale al secondo decennio del XIV secolo.
La Croce della Chiesa di Ognissanti è stata sempre attribuita a Giotto; solo recentemente lo storico dell’arte Giovanni Previtali ha ipotizzato nell’opera, insieme all’impostazione data da Giotto, la mano del suo principale collaboratore, che gli studiosi hanno battezzato con il nome di ”Parente di Giotto”

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