Archivi per la categoria ‘Albero della fecondità’

Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
Lungarno A.M. Luisa dei Medici, 4
50122 FIRENZE

e  p.c.  al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ufficio di Gabinetto
Via del Collegio Romano, 27
00186 ROMA
fax 0667232700

Massa Marittima   26 Aprile 2012

 

OGGETTO:   Affresco “Albero delle Fecondità” presso le Fonti dell’Abbondanza in Massa Marittima

RIF.TI:   Mia mail PEC del 13.08.2011 - Vostra nota prot.6608 del 17.04.2012

Riscontro la Vostra nota prot.6608 del 17.04.2012 non senza l’imbarazzo di chi crede sempre meno nelle Istituzioni ed in coloro che Le rappresentano.

Leggo, in essa, che non meglio identificabili “restauratori” (?!?) dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma avrebbero redatto una relazione concludendo che «le operazioni di restauro» eseguite a suo tempo sull’affresco denominato “Albero della Fecondità” dalla Ditta Gavazzi, con la consulenza dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell’Università di Siena, «risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risulta, invece, essere buono».

EBBENE, SONO DEL PARERE ESATTAMENTE CONTRARIO !!!

Immagino, intanto, che sia stato necessario un sopralluogo presso le Fonti dell’Abbondanza in Massa Marittima ma nella Vostra nota non se ne fa parola.

Quel sopralluogo è stato fatto? In tal caso, quando e da chi con esattezza? Con quali modalità operative?

Sarebbe stato così sbagliato convocarmi affinché potessi illustrare, direttamente sul cantiere, quanto ritengo sia stato inopportunamente effettuato?

E sarebbe stato sbagliato richiedermi le innumerevoli foto di cui dispongo ed in base alle quali ho avanzato le mie (sempre più convinte) perplessità di appassionato d’Arte oltreché Architetto?

Perché non mi è stato richiesto il materiale documentale che, come ho scritto chiaramente nella mail PEC del 13.08.2011, sarei stato lieto di mettere a disposizione degli uffici preposti alle verifiche?

Perché non mi è stata chiesta alcuna spiegazione circa le mie asserzioni?

RIBADISCO CHE NUMEROSE PORZIONI DELL’AFFRESCO SONO STATE RIDIPINTE ARBITRARIAMENTE NEL PIU’ SGARBATO DISDEGNO DEI CARATTERI ARTISTICI, TIPOLOGICI E FORMALI DELL’OPERA !!!!!

Chissà se il riscontrato rispetto del restauro del dipinto ha, a sua volta, rispettato la Carta del Restauro di Venezia del 1964 ?

No, troppo semplice sarebbe liquidare una questione di così grande importanza con le poche righe inviatemi a firma del Direttore Regionale e delle quali il Sindaco di Massa Marittima Bai va beandosi sconsideratamente su tutti i quotidiani locali !!!

Voglio troppo bene alla mia Cittadina ed al Suo immenso patrimonio storico-artistico per passarci sopra.

Vogliate dunque valutare l’opportunità [la doverosa necessità, direi] di tornare ad interessarVi del caso, magari procurandoVi quanto Vi è mancato per giungere ad una corretta valutazione del mio esposto.

Non mi offenderei se voleste pregiarVi dell’umile apporto tecnico di un Architetto (di Provincia e non politicante) che vorrebbe continuare a credere in qualcosa ma che proprio non ce la fa.

Io, nel frattempo, inizierò a scrivere un libro (con tanto delle foto che non Vi siete neppure degnati di richiedermi) che intendo intitolare «Le operazioni di restauro eseguite sull’Albero della Fecondità risultavano sostanzialmente corrette».

La lettura di esso, posso garantirlo fin d’ora, sarà oltremodo “divertente”.

Non mancherò di inviarVene una copia con dedica.

Cordialmente.

Dott. Arch. Gabriele Galeotti
Palazzo Petrocchi – Via della Libertà 63
58024 Massa Marittima (GR)
tel e fax  0566.901495
cell  338.3884200 – 335.485680
gabriele@galeotti.it
gabriele.galeotti@archiworldpec.it

Ti piace questo post? Condividilo!

Carta del Restauro di Venezia – 1964

Testo approvato dal II congresso Internazionale degli architetti
e dei tecnici dei monumenti storici riunitosi a Venezia dal 25 al 31 maggio 1964.

 

Art. 1

La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico. (questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale.

Art. 2

La conservazione ed il restauro dei monumenti costituiscono una disciplina che si vale di tutte le scienze e di tutte le tecniche che possono contribuire allo studio ed alla salvaguardia del patrimonio monumentale.

Art. 3

La conservazione ed il restauro dei monumenti mirano a salvaguardare tanto l´opera d´arte che la testimonianza storica.

Art. 4

La conservazione dei monumenti impone anzitutto una manutenzione sistematica.

Art. 5

La conservazione dei monumenti è sempre favorita dalla loro utilizzazione in funzioni utili alla società: una tale destinazione è augurabile, ma non deve alterare la distribuzione e l’aspetto dell’edificio. Gli adattamenti pretesi dalla evoluzione degli usi e dei consumi devono dunque essere contenuti entro questi limiti.

Art. 6

La conservazione di un monumento implica quella della sua condizione ambientale. Quando sussista un ambiente tradizionale, questo sarà conservato; verrà inoltre messa al bando qualsiasi nuova costruzione, distruzione ed utilizzazione che possa alterare i rapporti di volumi e colori.

Art. 7

Il monumento non può essere separato dalla storia della quale è testimone, né dall´ambiente in cui si trova.

Lo spostamento di una parte o di tutto il monumento non può quindi essere accettato se non quando la sua salvaguardia lo esiga o quando ciò sia significato da cause di eccezionale interesse nazionale o internazionale.

Art. 8

Gli elementi di scultura, di pittura o di decorazione che sono parte integrante del monumento non possono essere separati da esso se non quando questo sia l´unico modo atto ad assicurare la loro conservazione.

Art. 9

Il restauro è un processo che deve mantenere un carattere eccezionale.

Il suo scopo è di conservare e di rivelare i valori formali e storici del monumento e si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche. Il restauro deve fermarsi dove ha inizio l’ipotesi: sul piano della ricostruzione congetturale qualsiasi lavoro di completamento, riconosciuto indispensabile per ragioni estetiche e tecniche, deve distinguersi dalla progettazione architettonica e dovrà recare il segno della nostra epoca. Il restauro sarà sempre preceduto e accompagnato da uno studio storico e archeologico del monumento.

Art. 10

Quando le tecniche tradizionali si rivelano inadeguate, il consolidamento di un monumento può essere assicurato mediante l´ausilio di tutti i più moderni mezzi di struttura e di conservazione, la cui efficienza sia stata dimostrata da dati scientifici e sia garantita dall´esperienza.

Art. 11

Nel restauro di un monumento sono da rispettare tutti i contributi che definiscono l´attuale configurazione di un monumento, a qualunque epoca appartengano, in quanto l’unità stilistica non è lo scopo di un restauro. Quando in un edificio si presentano parecchie strutture sovrapposte, la liberazione di una struttura di epoca anteriore non si giustifica che eccezionalmente, e a condizione che gli elementi rimossi siano di scarso interesse, che la composizione architettonica rimessa in luce costituisca una testimonianza di grande valore storico, archeologico o estetico, e che il suo stato di conservazione sia ritenuto soddisfacente. Il giudizio sul valore degli elementi in questione e la decisione circa le eliminazioni da eseguirsi non possono dipendere dal solo autore del progetto.

Art. 12

Gli elementi destinati a sostituire le parti mancanti devono integrarsi armoniosamente nell´insieme, distinguendosi tuttavia dalle parti originali, affinché il restauro non falsifichi il monumento, e risultino rispettate, sia l´istanza estetica che quella storica.

Art. 13

Le aggiunte non possono essere tollerate se non rispettano tutte le parti interessanti dell´edificio, il suo ambiente tradizionale, l´equilibrio del suo complesso ed i rapporti con l´ambiente circostante.

Art. 14

Gli ambienti monumentali debbono essere l´oggetto di speciali cure, al fine di salvaguardare la loro integrità ed assicurare il loro risanamento, la loro utilizzazione e valorizzazione. I lavori di conservazione e di restauro che vi sono eseguiti devono ispirarsi ai principi enunciati negli articoli precedenti.

Art. 15

I lavori di scavo sono da eseguire conformemente a norme scientifiche ed alla “Raccomandazione che definisce i principi internazionali da applicare in materia di scavi archeologici”, adottata dall’UNESCO nel 1956. Saranno assicurate l´utilizzazione delle rovine e le misure necessarie alla conservazione ed alla stabile protezione delle opere architettoniche e degli oggetti rinvenuti. Verranno inoltre prese tutte le iniziative che possano facilitare la comprensione del monumento messo in luce, senza mai snaturare i significati. È da escludersi “a priori” qualsiasi lavoro di ricostruzione, mentre è da considerarsi accettabile solo l’anastomosi, cioè la ricomposizione di parti esistenti ma smembrate. Gli elementi di integrazione dovranno sempre essere riconoscibili, e limitati a quel minimo che sarà necessario a garantire la conservazione del monumento e ristabilire la continuità delle sue forme.

Art. 16

I lavori di conservazione, di restauro e di scavo saranno sempre accompagnati da una rigorosa documentazione, con relazioni analitiche e critiche, illustrate da disegni e fotografie. Tutte le fasi di lavoro di liberazione, come gli elementi tecnici e formali identificati nel corso dei lavori, vi saranno inclusi.

Tale documentazione sarà depositata in pubblici archivi e verrà messa a disposizione degli studiosi. La sua pubblicazione è vivamente raccomandabile.

 

Ti piace questo post? Condividilo!
CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
2012-03-06

CULTURA

Massa Marittima – Albero della fecondità: per gli ispettori il restauro è stato corretto e lo stato dell’affresco è buono

L’Istituto Centrale del Restauro di Roma ha effettuato un sopralluogo all’affresco dell’“Albero della fecondità” di Massa Marittima, in seguito ad un esposto inviato al ministero per i Beni e le Attività Culturali dall’architetto massetano Gabriele Galeotti. La direzione generale della soprintendenza per i beni artistici ed antropologici delle province di Siena e Grosseto, in seguito alla denuncia inoltrata dall’architetto per il cattivo restauro dell’opera, ha interpellato l’Istituto. In seguito alla visita del 15 febbraio 2012, gli ispettori hanno steso una relazione finale. Preso atto di tale documento il Ministero ha dichiarato che: “le operazioni di restauro eseguite a suo tempo sull’opera dalla ditta incaricata Gavazzi, con la consulenza dell’Opificio delle Pietre Dure e dell’Università di Siena, risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risultano, invece, essere buono”. “Sulle metodologie ed i materiali impiegati in quest’ultimo necessario intervento di restauro – si legge nella relazione tecnica – cui si riferisce l’esposto presentato dall’arch. Galeotti, non si hanno dunque particolari obiezioni da sollevare”. Dopo la riapertura dell’affresco, il 6 agosto 2011, si susseguirono una serie di polemiche sulla base delle osservazioni di Galeotti e sulle considerazioni diffuse a mezzo stampa e sul proprio sito web, dai rappresentanti della lista civica Massa Comune che parlava di “restauro fortemente compromesso nella sua autenticità”. A detta di Massa Comune e del suo dirigente Gabriele Galeotti, infatti “l’affresco presentava evidenti lacune, tra cui un fallo senza attributi in diversi particolari della parte centrale completamente diversi dall’originale”. “Ciò che più evidenzia l’assurdità di questa vicenda – commenta il sindaco Lidia Bai- è che in un momento come questo in cui scarseggiano le risorse per la tutela dei beni culturali, non si apprezzi il lavoro e l’impegno di chi intende conservarli e rivalorizzarli. Trovo inoltre molto controproducente per la collettività, che professionisti come Galeotti ed esponenti di movimenti politici come Massa Comune, abbiano costretto con incompetenza a far spendere tempo e risorse persino alla soprintendenza, che per fortuna, grazie alla ricchezza del patrimonio storico artistico italiano, ha molto altro da fare”.

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
2012-03-06

CULTURA

Affresco “evirato”- Per Roma è tutto ok Dopo le critiche sulla sparizione di un “baccello”; il ministero ispeziona e promuove il restauro alle Fonti dell’Abbondanza

Il restauro dell’ “Albero della fecondità” è buono: lo dice anche il ministero. Sembra così chiudersi la vicenda che alla fine dell’state scorsa ha travolto i lavori su secolare affresco di Massa Marittima. Ma quale fine abbiano fatto gli “attributi” spariti da uno dei frutti fallici rimane un mistero. Il ministero per i Beni e le attività culturali infatti, dopo aver visionato l’opera, si è limitato a constatare il risultato del restauro. «Le operazioni di restauro eseguite a suo tempo sull’opera dalla ditta incaricata Gavazzi, con la consulenza dell’opificio delle Pietre Dure e dell’università di Siena, risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risulta, invece, essere buono». Insomma, tutto bene. Anche riguardo a quel famoso frutto di forma fallica, che alla fine degli altri presenti nel disegno si è ritrovato “evirato” alla fine dei lavori. Un particolare, che ha fatto il giro del mondo, sollevato da un esposto, firmato da Gabriele Galeotti, dirigente della lista civica Massa Comune, in cui si parlava di un «restauro fortemente compromesso nella sua autenticità». Più precisamente, «l’affresco presentava evidenti lacune, tra cui un fallo senza attributi in diversi particolari della parte centrale completamente diversi dall’originale». Ed è proprio per questo esposto che è intervenuto il ministero, contattato dal suo organo periferico: la soprintendenza delle province di Siena e Grosseto. I tecnici sono arrivati il 15 febbraio e hanno steso la loro relazione, in cui si legge che «sulle metodologie e i materiali impiegati in quest’ultimo necessario intervento di restauro, cui si riferisce l’esposto, non si hanno particolari obiezioni da sollevare». Però, ad oggi nessuno ha chiarito con precisione i perché di quel particolare. Eppure quel frutto fallico adesso sembra una semplice “ciabatta”. Una spiegazione la provò a dare la stessa soprintendenza, proprio nel periodo delle critiche. «Tale operazione – disse il soprintendente Mario Scalini riguardo al restauro – è stata condotta con ogni possibile accortezza e non può in alcun modo aver radicalmente modificato parti originali dell’opera. Nel caso si è sacrificato un “rinforzo” non originale del precedente restauro integrativo». Un “rinforzo” che comunque, a detta di Scalini, non avrebbe comportato alcun mutamento nel senso estetico dell’opera. «Nell’albero compaiono un gran numero di “baccelli”, che risultano dettagliati in forma anatomica di sesso maschile sufficienti a lasciar intendere l’aspetto originale della lacunosa». Ora c’è anche l’ok del ministero. E forte di questa relazione tecnica, il sindaco Lidia Bai risponde a Massa Comune. «Trovo molto controproducente per la collettività, che professionisti come Galeotti ed esponenti politici abbiano costretto con incompetenza a far spendere tempo e risorse persino alla soprintendenza, che per fortuna, grazie alla ricchezza del patrimonio storico artistico italiano, ha molto altro da fare».

 

Ti piace questo post? Condividilo!

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2011-10-21

CULTURA
Abbondanza, ancora non si fa chiarezza sul taglio di alcuni dettagli Affresco… castrato, rinviato il convegno sul restauro

Mentre Galeotti svela altre differenze: «Mi aspetto delle risposte»

ALFREDO FAETTI
MASSA MARITTIMA. La potatura più famosa mai fatta a Massa Marittima ancora non trova il suo epilogo. Slitta infatti a data da destinarsi il convegno sui lavori del restauro dell’Albero della Fecondità, divenuti celebri per la “castrazione” dei frutti durante le operazioni. E chi ha sollevato la questione tira fuori altri dettagli compromessi.
Le foto di quei frutti fallici evirati durante il restauro sono rimbalzate sui quotidiani di mezzo mondo. La particolarità della vicenda e il valore dell’opera in gioco (un affresco del 1265) infatti hanno fatto del restauro dell’Albero della Fecondità un vero e proprio caso. La sparizione degli “attributi” in alcuni dei frutti che caratterizzano l’opera ha fatto un rumore tale da uscire anche dai confini italiani, rincarato a suon di esposti, pareri di esperti e rassicurazioni della Soprintendenza di Siena. Giorni di fuoco quelli che seguirono la denuncia di Gabriele Galeotti, il primo a notare la strana “castrazione”, in cui l’amministrazione e soprattutto l’ente senese difesero a spada tratta i lavori di restauro. Tanto da dare la notizia di un imminente convegno da tenere nel borgo sul risultato ottenuto, fissato in agenda a cavallo tra settembre e ottobre. «Non siamo riusciti ad organizzarlo per il periodo che avevamo previsto» dice Franco Donati, assessore alla Cultura. «Stiamo lavorando, ma ancora non saprei dire quando potrà tenersi il convegno. Forse a novembre». Un’occasione per tracciare un sentiero ben delineato ci sarà già la prossima settimana, quando Donati incontrerà Alessandro Bagnoli, funzionario della Soprintendenza, in visita a Massa Marittima per motivi estranei all’Albero. In ogni caso per l’assessore «l’affresco va bene», tanto da potersi dire «tranquillo» sulla chiusura della vicenda. Le aspettativa riguardo a questo convegno riguardano la spiegazione dettagliata su come sono stati eseguiti i lavori e in base a quali criteri quei particolari siano stati modificati. Uno di quelli che aspettano una risposta è Galeotti, che sin da subito ha presentato un esposto in Procura per denunciare l’accaduto. «Non ho ancora ricevuto alcun ritorno da parte delle autorità. Mi sarei aspettato che almeno mi chiamassero per ascoltarmi o per chiedermi il materiale fotografico con cui ho sollevato la questione. Invece niente». E di fotografie comparate tra “prima e dopo” Galeotti ne ha molte. In una si nota come l’opera non sia stata cambiata soltanto nei punti in cui sono raffigurati i frutti fallici: la donna più a sinistra di tutto il gruppo al cospetto dell’albero ha infatti un’inclinazione del braccio ben diversa rispetto a quella originale. «I fatti che ho descritto nell’esposto sono inconfutabili – continua Galeotti -. In alcuni punti non si è provveduto al recupero dei dettagli, ma ad una vera ricostruzione basata soltanto sull’interpretazione del restauratore. Eppure il Comune ha speso diversi soldi per l’indagine fotografica che viene fatta prima di ogni restauro proprio per recuperare i tratti più danneggiati secondo l’originale».

Ti piace questo post? Condividilo!

°

Alle giuste osservazioni di Gabriele Galeotti circa il restauro dell’albero della fecondità sono seguite le prime polemiche riguardo ad una presunta strumentalizzazione del caso da parte della lista civica. Io, qualora rappresentassi l’amministrazione, mi schiererei con la verità e cioè direi: Se il restauro che abbiamo affidato a dei professionisti non fosse stato eseguito a regola d’arte o addirittura se il restauro avesse portato dei danni all’opera, i responsabili dovrebbero dare spiegazioni ed eventualmente assumersi le proprie responsabilità. A Massa Marittima, invece, si difende l’indifendibile pur di non dare ragione a chi, evidentemente, ha colto nel segno.

Stamani sono usciti vari articoli sui principali quotidiani locali e nazionali.

Il Tirreno ha intervistato il restauratore Giuseppe Gavazzi, esecutore del lavoro, che ha affermato:«il restauro ha seguito quanto è stato deciso dalla Sovrintendenza di Siena, che ha monitorato costantemente i lavori» ed ancora:«Se qualcuno è andato a vedere il dettaglio possiamo comunque, con tutte le autorizzazioni del caso, reintegrare quanto manca» ammettendo, dunque, che forse c’è stato qualcosa di irregolare. Ma generalmente, quando si restaura un prezioso dipinto, non si lavora con del materiale fotografico in scala per mantenere costantemente sotto osservazione ciascun punto dell’affresco?… evidentemente in questo caso si è lavorato “diversamente”…

La Repubblica, invece, ha intervistato nientepopodimeno che il soprintendente per i beni artistici e storici di Siena, Mario Scalini, che ha spiegato (in totale contrasto con l’esecutore del restauro):«Si è semplicemente tolta una parte non originale del dipinto che durante il primo intervento seguito alla scoperta dell´Albero era stata aggiunta seguendo le linee-guida del restauro integrativo», mentre oggi si preferisce «rispettare lo stato di fatto delle opere, lacune comprese». Il restauratore Gavazzi, insomma, dice Scalini, ha semplicemente tolto quello ciò che a suo tempo aveva aggiunto. Ma chi glielo dice questo a Gavazzi che sembra essere di tutt’altro avviso?… Insomma, signori, mettetevi d’accordo! lo spettacolo che fornite è pietoso…  Ma incurante di tutto il Sindaco insiste con l’ipotesi politica:«Evidentemente il partito di opposizione non ha altri argomenti che polemiche fini a se stess

E ancora, Lidia Bai, intervistata da “Il Giornale” ha commentato:«Da parte nostra siamo tranquilli sui soggetti che hanno condotto il restauro e cioè i tecnici della Soprintendenza di Siena con il contributo dell’università di Firenze, dell’Opificio delle pietre dure e del Cnr». Noi invece non siamo tranquilli per niente! E intendiamo andare in fondo…

Le parti dell’affresco che non sono state restaurate fedelmente non si limitano all’ormai noto fallo senza attributi… qui sopra è rappresentato un particolare della parte centrale dell’affresco. Vi potete “divertire”, anche se non c’è niente di comico in questa triste vicenda, a trovare le differenze.

A sinistra “prima del restauro” a destra “dopo”.

°

 

Ti piace questo post? Condividilo!
Sostieni Massa Comune
Contatore visite

Login

IL NOSTRO SPOT

maggio: 2012
L M M G V S D
« apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
Siti amici

GRAZIE PER LA VISITA

Powered by Gabriele GALEOTTI e Oscar DE PAOLI