All’ultimo Consiglio Comunale, è stata portata in approvazione la delibera che consente la convenzione tra Comune e il gruppo facente capo alla Conad.

Dopo una illustrazione del Sindaco e una relazione quanto mai impacciata di Santini sullo studio redatto in merito alla opportunità commerciale e sociale, vi sono stati gli interventi di Giuliani e Bussola che hanno cercato disperatamente di giustificre il proprio si rinviando ad una impossibile futura delibera di Consiglio sull’argomento.

Tralasciando alcuni atti di teatrino di bassa lega di provincia tra Giuliani e Terrosi, mi sono sentito in dovere di esprimere tre concetti fondamentali:

-un imprenditore non investe tre milioni di euro per una struttura di vendita in una cittadina in calo demografico continuo e in trend di invecchiamento; quale è la contropartita? è tutto alla luce del sole?

-le azioni dell’Amministrazione devono essere tese alla realizzazione di posti di lavoro nella produzione per mettere in tasca ai cittadini quel denaro che tanto serve per andare a spendere. Qui, prima si realizza dove spendere e poi si spera che qualcuno trovi da guadagnare.

-la millantata creazione di 14-15 posti di lavoro al centro commerciale verrà regolarmente bilanciata dalla perdita di posti in Coop e tra i negozianti 

Era facile raccogliere consensi dal cittadino comune promettendo un supermercato che creasse concorrenza, ma a quale prezzo? Ne riparliamo dopo l’estate.

Ultima, ma non ultima, la fretta del Sindaco di andare all’approvazione della delibera era dettata esclusivamente dalla necessità pressante di incassare i 90.000 euro di oneri per destinarli a coprire qualche buco o necessità impellente; gli interessi dei cittadini possono attendere.

Infine una piccola riflessione: il Partito Repubblicano nella propria storia si è sempre proposto a paladino della classe commerciante, ed ora?

State tranquilli, la gente vi giudicherà.

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