Ambrogio Lorenzetti, fratello di Pietro, nasce a Siena nel 1285 (circa).

Dai tratti fondamentali della sua pittura, si ritiene che abbia attinto principalmente dall’arte di Duccio di Buoninsegna e di Giotto [piuttosto che da quella del fratello e di Simone Martini].

La sua prima opera firmata, datata 1319, è “La Madonna col Bambino” nella chiesa di Sant’Angelo di Vico l’Abate presso San Casciano Val di Pesa.

Tra il 1330 e il 1333, visita Firenze e vi soggiorna più volte per avvicinarsi all’opera dell’architetto e scultore Arnolfo di Cambio (di quest’ultimo è il progetto di Santa Maria del Fiore); qui dipinge il Trittico per la Chiesa di San Procolo [oggi agli Uffizi]. 

Alcuni studiosi gli attribuiscono un ruolo di grande importanza nella complessa gestione dei rapporti culturali tra Siena e Firenze della prima metà del secolo.

Nel 1335, rientra stabilmente a Siena e realizza – col fratello – alcuni affreschi (andati persi) presso l’Ospedale di Santa Maria della Scala.

E’ dello stesso anno la “Maestà” dipinta per la Chiesa agostiniana di San Pietro all’Orto di Massa Marittima.

Immediatamente dopo, nel 1336, lavora nella cappella dell’Eremo di Montesiepi presso l’Abbazia di San Galgano.

Tra il 1337 e il 1338, dipinge nel Convento di Sant’Agostino di Siena: gli affreschi, staccati dalla Sala Capitolare, sono oggi custoditi nelle Cappelle Bandini Piccolomini e Piccolomini di Castiglia della Basilica di San Francesco.

Tra il 1338 e il 1339 (forse il 1340) – nella fantastica cornice della Sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena (contigua a quella del Mappamondo) – realizza quello che è considerato il suo capolavoro: le “Allegorie del Buono e del Cattivo Governo”.

Del 1342 é la “Presentazione al Tempio” per l’altare di San Crescenzio nella Cattedrale di Siena [oggi agli Uffizi]; del 1343, invece, sono i dipinti di facciata e la tavola d’altare di San Pietro in Castelvecchio.

Al 1344 risalgono “La Cosmografia” del Palazzo Pubblico di Siena e “L’Annunciazione” destinata all’Ufficio della Gabella della medesima città [oggi alla Pinacoteca Nazionale di Siena].

In esso, a grandi lettere, si legge la frase latina “Ambrosius Laurentii de Senis hic pinxit utrinque” (Ambrogio di Lorenzo da Siena qui dipinse da ambo i lati).

Altre, ma non troppe, sono le sue opere minori (alcune anche nell’amiatino).

Ambrogio Lorenzetti muore a Siena – di peste – nel 1348, proprio come il fratello Pietro.

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