Parlare oggi di festa della donna, intesa come occasione in cui si porta alla moglie/fidanzata/convivente un ramoscello di mimosa e si porta a cena, è quanto meno riduttivo ed insignificante nell’era che stiamo vivendo.

Se ricordare il giorno 8 marzo significa riflettere alcuni minuti sullo stato di vita di tantissime donne al punto di muovere un passo a favore della loro condizione, significa che la nostra coscienza può ancora dare qualcosa.

Non esistono solo le donne dei paesi africani che dedicano la propria vita a generare figli e lavorare instancabilmente in un regime di povertà e sudditanza verso il marito, ma esistono le donne  dei cosiddetti paesi evoluti che fanno salti mortali ogni mese per far quadrare conti infinitesimi e far mangiare i propri cari, come esistono donne obiettivo di sfogo di uomini in balia di alcool, droga e depressioni conseguenti.

A queste donne dobbiamo dedicare pochi minuti di tempo ogni giorno per capire come possiamo aiutarle.

Utiliziamo il giorno 8 marzo non tanto per festeggiare quanto per riflettere!

Un Commento a “8 Marzo: una data per riflettere”

  • gabriele galeotti scrive:

    Concordo. Meno ramoscelli di mimosa, meno chiacchiere, meno strumentalizzazioni, meno demagogia. E più rispetto, sempre e per tutti. Riflettiamo su cosa sta accadendo intorno a noi: nel mondo, ci sono ancora donne e bambini che muoiono di fame. E la politica sta a guardare. Dobbiamo riflettere e indignarci! Festeggiamo la donna per festeggiare e i diritti di tutti. Festeggiamo la donna col rispetto dovuto a tutti.

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