di Oris CARRUCOLI
tratto da “La Torre Massetana”

Cara Torre, ho letto nel numero di febbraio u.s. l’articolo sulle giustificazioni dell’On. Luca Sani, a proposito della ex Molendi e del disastro amministrativo che ne deriverà e poiché sono da sempre un contribuente del Comune di Massa Marittima, intenderei dire la mia a proposito delle giustificazioni di pura fantasia addotte dal parlamentare.

Io non ci sto, caro onorevole, non posso accettare che lei dia a me, come agli altri contribuenti Massetani, spiegazioni faziose e non vere, sul perchè i suoi errori graveranno sui servizi che il Comune taglierà a tutti noi, a causa del suo “super-ego politico” privo di qualunque sensibilità per le opinioni dei cittadini di questo ormai “paesetto”.

Lei sa bene, caro onorevole, che i Tribunali della Repubblica Italiana non giudicano in base ai “comitati politici”, non sulle opinioni degli avversari di partito (che la Costituzione abilita alla critica, ma non lei), non sugli atti politici dei ministri, bensì giudicano solo sulla base dei fatti e delle richieste di giustizia che i cittadini, persone giuridiche o fisiche, chiedono alla magistratura.

Nel caso delle sue scelte tecnico-amministrative e non politiche, come lei vorrebbe far credere, ben 2 Tribunali Amministrativi, ben 2 Consigli di Stato e perfino la Corte di Cassazione, hanno condannato il suo operato, anche se compiuto in nome e per conto del Comune di Massa Marittima.

Nelle sentenze di questi organi di giustizia non si fa riferimento a Comitati Politici o singoli cittadini dissidenti, ma si dice in modo chiaro e definitivo che lei ha compiuto atti sbagliati che hanno causato danni a due società (non ai dissidenti che lei surrettiziamente cita nel suo articolo), poiché sono queste e non il Comitato per la ex Molendi, che hanno citato in giudizio l’Amministrazione Comunale: l’azienda Pizzarotti (non è un politico) e la Società Porta al Salnitro (che non era certo un suo oppositore).

Nelle motivazione della Magistratura Giudicante non si parla di oppositori ai suoi faraonici progetti, né si dice che la causa dei suoi errori è dovuta a chi contesta i gazebo in piazza e neppure si fa menzione di come sviluppare il suo concetto di turismo a Massa ! Si dice semplicemente che lei, e poi i suoi successori, avete compiuto atti amministrativi che erano profondamente sbagliati e privi di sussistenza legale e amministrativa.

Quindi si deve alla sua personale imperizia ed alla negazione di qualsiasi tentativo di soluzione concordata, che oggi il Comune di Massa Marittima si ritrova con le “ginocchia piegate” e che i suoi contribuenti, per lungo tempo, dovranno versare i tributi non per avere servizi in cambio, ma solo per pagare ben più di 3 milioni di euro di debiti da voi causati. Punto !

Nell’ambito della Giustizia, caro onorevole non c’entrano cause politiche, ma solo motivi legali e di rispetto delle regole.

Penso altresì che, almeno per pudore, lei dovrebbe evitare di dare ulteriori spiegazioni ai Massetani.


Cordialmente, un suo ex amministrato.

…..Dott. Oris Carrucoli

Massa Marittima 21.3.2017

5 Commenti a “Caro Onorevole…”

  • Roberto Ovi scrive:

    Condivido molto di quello che dice Oris, persona di grande cultura e capacità politico amministrative il quale, al termine degli anni settanta, contese a Bolognini e ad un altro stimatissimo giovane, scomparso troppo presto, la carica primo cittadino di Massa Marittima.
    Avendo imparato a conoscerlo ed apprezzarlo nel corso di questi lunghi anni, mi sono convinto che sarebbe stato un ottimo Sindaco, proteso al buon governo ed a promuovere opportunità per i propri cittadini.
    Di sicuro non si sarebbe impelagato, nè fatto trovare impreparato, sulla questione del carcere mandamentale, la cui responsabilità sono totalmente in capo alla gestione Bolognini, di cui Sani era già allora consigliere di maggioranza (legislatura 85 – 90), nè sulla questione della riqualificazione dell’area di Piazzale Mazzini, questa sì a totale carico del Sindaco Sani.
    Credo tuttavia che sia possibile spendere una ulteriore riflessione sulle parole di Oris e sulle vicende da egli criticate.
    Nel corso di questi anni, alcuni dei quali spesi come modesto consigliere comunale di opposizione, mi è capitato spesso di riflettere su come sia stato possibile che un elettorato locale ampiamente maggioritario e politicamente motivato come quello di sinistra, non insensibile ai temi della moralità e del buon governo, abbia potuto tollerare queste discutibili situazioni, evitando di contrastarle in modo efficace ed anzi rinnovando il proprio supporto elettorale a questi quadri dirigenti, destinati addirittura a successivi traguardi politici di grande prestigio.
    Ho più volte raccolto in privato in quegli anni le lamentele dei loro simpatizzanti ed esponenti più aperti ed autorevoli, che però non si sono mai voluti impegnare in prima persona per un percorso di vera contrapposizione a questa fallimentare classe dirigente, nè promuovendo una aperta dissidenza all’interno della sinistra, dando adeguata rappresentanza al sempre più vasto malcontento interno, nè coordinando la propria azione con altre parti amministrative che, come quella rappresentata dal Dr. Cappelloni, si erano dichiarate disponibili a collaborare.
    Queste circostanze, unite al gioco di sponda sempre più scoperto di una parte della apparente opposizione consiliare, hanno mantenuto in carica e garantito la sopravvivenza di soggetti le cui scelte hanno penalizzato, e rischiano di penalizzare ancora di più in futuro, i contribuenti locali.
    Oggi, purtroppo, è troppo tardi per recriminare e rinfacciare responsabilità politiche ed amministrative che sarà impossibile evitare.
    L’unica speranza rimasta, a mio modo di vedere, è quella di diminuire drasticamente il numero dei Comuni e degli altri settori elettivi, in modo da lasciare sempre meno spazio agli incapaci di qualunque colore politico

    • Roberto Ovi scrive:

      Lo scorso 25 Aprile, commentando l’intervento di Oris Carrucoli, ricordavo uno “stimatissimo giovane” che nella seconda metà degli anni settanta fu autorevole candidato a diventare Sindaco della nostra cittadina, allora ancora piena di vita e di attività imprenditoriali (miniere comprese).
      Il suo nome era Sandro Lombardini. Purtroppo la cattiva sorte glielo ha impedito. Oggi sono 40 anni che è scomparso e nessuno, soprattutto tra quelli che si riempiono la bocca di valori e moralità, sembra ricordarsi di uno dei figli migliori di Massa Marittima, quantomeno in questi ultimi decenni.
      Allora ero un ragazzino e ovviamente non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, anche se ricordo benissimo, in quei primi anni che frequentavo la piazza, la sua giovane faccia sorridente, spesso circondato da tanti suoi coetanei, per i quali, e si vedeva con chiarezza, costituiva un punto di riferimento.
      Così come ricordo benissimo il giorno del suo funerale, che si tenne il giorno successivo: un triste ferragosto, nel quale una quantità impressionante di persone, provenienti anche da fuori Massa, venne a rendere l’ultimo saluto ad un uomo non ancora trentenne.
      Lo ricordo bene, perché quel pomeriggio ero da mia zia Nara, che abitava davanti alle scuole medie, in Viale Martiri della Niccioleta. Fu un funerale laico, se non ricordo male. Il feretro partì da Piazza XXIV Maggio e, quando arrivò al cimitero, seguito da quella folla sterminata, l’intera sede stradale era ancora piena di gente.
      Mi ricordo che mio padre e mia madre, che gli resero omaggio ai lati della strada, lo descrissero al quel giovane figlio, impressionato dalla vista di così tante persone, come una persona “molto stimata, che sarebbe stata destinata a raccogliere tante soddisfazioni”.
      Questo commento mi è sempre rimasto in mente. E quel semplice ma profondo sentimento di stima e rispetto, mi è stato confermato da tutte le persone con le quali, in circostanze occasionali e spesso casuali, in special modo quando ho ricoperto la modesta carica di consigliere comunale di opposizione, mi sono trovato a discuterne.
      In questo mondo nel quale la memoria e la conoscenza storica di fatti e persone non solo non viene coltivata, ma addirittura derisa, nel quale regna la superficialità e la demagogia, unite non di rado ad un’arroganza senza limiti, dove si passa quasi per imbecilli a tentare un ragionamento legato da fili logici e si è costretti ad esprimere un concetto con un massimo 140 caratteri, mi pare quasi scontato, per triste paradosso, che si sia persa la memoria di persone simili.
      Per quel poco che conta, sono invece lieto di averlo ricordato e di essere onorato che il mio ultimo, definitivo commento su questo sito, lo riguardi.
      Grazie a Gabriele per avermi consentito di pubblicare commenti nel corso di tutti questi anni (seguirà mail alla sua attenzione) ed un in bocca al lupo a Massa Comune per la propria attività

  • Fiorenzo Borelli scrive:

    Intervengo volentieri sul commento di Roberto, per precisare due punti:

    _ho avuto la fortuna di conoscere Sandro Lombardini e possi garantire che la cattiva sorte ha privato la sua famiglia e l’intera comunita’ di Massa di un personaggio di grosso spessore  segnando dopo di lui un declino irreparabile.
    _sulle considerazioni inerenti l’attivita’ di Massa Comune e dei suoi predecessori in funzione di incidere verso un cambiamento della politica licale, sono da tempo arrivato alle tue stesse conclusioni per cui non posso che comprendere la tua decisione e ringraziarti per la competenza e lealta’ dimostrata verso tutti noi
  • antoniosartori scrive:

    Essendo giunto in questo territorio nel Natale del 2004 la frittata era già fatta ed ho potuto solo raccogliere informazioni tra cui quella che più mi ha impressionato è quella relativa alle rappresaglie organizzate dall’allora sindaco contro i massetani che lo avevano osteggiato. …………. Se ci fossi stato ero senza se e senza tra coloro che hanno osteggiato e combattuto quel folle progetto …………… Con i soldi del Giubileo a Massa Marittima si poteva fare di meglio e di più utile. ………….. L’attuale Parlamentare lo ho conosciuto dal vivo a Grosseto nel 2006 al congresso della CGIL quando nel suo intervento a proposito dell’inceneritore di Scarlino disse con aria molto autoritaria:  “Mi sono stufato di discutere e perdere tempo.   L’inceneritore deve iniziare da subito la sua attività”. …………. Lio Scheggi, il presidente della provincia di Grosseto, gli aveva aperto il campo e reso evidente che era l’astro nascente, l’uomo forte di quel partito all’epoca. ………………… Oggi di fronte alla evidenza dei fatti con la emergenza che ne deriva va anche valutato il famoso “CHE FARE” perchè ritengo che non si possa ne si debba lasciare carta bianca alla AMMINISTRAZIONE  COMUNALE sulle scelte su dove trovare i soldi, ……………. Si tratta di un evento che esce dal Rapporto Amministrativo di Mandato, nulla c’era scritto sul programma elettorale con cui si sono presentati e quindi è una decisione che va presa coinvolgendo nelle valutazione e nelle scelte tutti i massetani. …………………. Tra cui potrebbe esserci anche la chiamata in causa dell’allora sindaco perchè dalla ricostruzione dei fatti la decisione della demolizione appare come un atto voluto ed imposto come atto di forza per dimostrare che il capo era lui, punto e basta, ……………… Scelte e decisioni che nella continuità amministrative lasceranno qualche eredità alla prossima amministrazione comunale ed a noi cittadini. …………….. Significa anche  istituire la regola vincolante che quando accadono eventi rilevanti la cittadinanza (elettori) deve essere coinvolta nel processo decisionale, per essere ancor più chiari non basta l’informazione o la consultazione.

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