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tratto da scenarieconomici.it
di  – 01.09.2017

 

COME SONO SELEZIONATI I DIRIGENTI DEL PD?
OVVIO: PAGANDO…!

SOLDO E MOSCHETTO, PIDDINO PERFETTO

L’ottimo articolo di Franco Bechis sul suo blog ha messo in luce , con tanto di documenti interni al Partito Democratico, le modalità di selezione dei dirigenti pubblici utilizzata dalla parte egemone negli ultimi 8 anni nella politica italiana. Se leggerete quest’articolo potrete facilmente capire perchè siamo nella situazione in cui siamo.

PRIMO PD


Come dimostra un’ampia documentazione raccolta i NOMINATI NEGLI ENTI PUBBLICI da parte del PD devono versare al PD stesso una percentuale che varia dal 6% (Veneto) al 30% (Siena) dei compensi percepiti.

Praticamente la nomina è fatta dietro pagamento di una “Commissione” al partito. Non parliamo di eletti, dai quali ci si aspetta un versamento all’associazione-ente-movimento di cui sono parte, ma di NOMINATI  in enti pubblici, quindi membri di CdA, di municipalizzate, di enti pubblici importanti, magari perfino quotati in borsa. In teoria un comportamento del genere sarebbe oggetto di reato (da concussione ad estorsione , come lo si voglia vedere), ma siamo in Italia…

Il controllo è ferreo, mediante presentazione del CUD o della busta paga dell’ente nel quale sono stati nominati, come attesta questo regolamento di Macerata.

Pd-Macerata-1400x818


E sono previste sanzioni per chi non si adegua, prima fra tutte l’esclusione da qualsiasi ulteriore nomina o carica.

Quindi c’è una vera CERTIFICAZIONE del versamento da parte del collegio dei probiviri.

O paghi o sei fuori: un sistema perfetto che ricorda molto quello delle gang organizzate…

Pd-Rovigo-punizioni-1400x777 OK:OK


Se poi pensate che questi amministratori siano nominati affinchè utilizzino le proprie personali capacità vi sbagliate di grosso. Infatti il Partito li vuole come i mitici Trinariciuti di Giovannino Guareschi.  Vediamo a tal proposito Cremona.

Il nominato deve essere Pronto e disponibile alle chiamate all’appello del Partito, e se non obbedisce va di fronte al Tribunale del Popolo della direzione provinciale che lo ha nominato, il tutto alla faccia dell’autonomia, dell’indipendenza amministrativa ed anche delle capacità del nominato. Ricordatevi che quando chiedete qualcosa ad un’amministrazione pubblica in Piddinia, vi rivolgente DIRETTAMENTE alla sezione del partito corrispondente. Potreste tagliare i tempi e cercare direttamente la sezione di zona.

Ora capite a chi dare la colpa se l’Italia è amministrata come un cesso ! L’importante non è l’onestà dei nominati, ma che siano OBBEDIENTI e BUONI PAGATORI.

SOLDO E MOSCHETTO: PIDDINO PERFETTO…!

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