di Luciano FEDELI
tratto da FaceBook

Il primo passo verso la chiusura della pneumologia è stato compiuto con la deliberazione n° 389 del 2014 da parte della direzione generale della ASL che è passata senza alcuna opposizione concreta.
Che nulla sia cambiato non è vero e lo si può dimostrare ma il meglio ha da arrivare.
Poi se nulla è cambiato tutto non poteva restare com’era?
Ma vediamo perché così non è. Con il Decreto Ministeriale n° 70 del 2015 si sono regolati gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza sanitaria e l’articolo 3 stabilisce quali siano i numeri minimi e massimi con i quali può funzionare una unità operativa di pneumologia su un territorio compresi tra i 400.000 e gli 800.000 abitanti.
Questo non significa che Grosseto sarà chiusa, perché sarà inserita nel contesto di area vasta e ne sarà riferimento, ma significa che se qualcosa dovrà essere sacrificato questo sarà a Massa Marittima, dove vi è una semplice sezione, con attività ridotta dal 2014.
È qui che sta l’inganno, sostenuto da una passività politico-istituzionale senza precedenti che tende sempre più a minimizzare gli eventi assumendo una frase di rito “nulla cambia per i cittadini”. Non è vero!
È vero il contrario: passo dopo passo si stanno spegnendo quei servizi fondamentali che tutelano la salute e tengono in vita le realtà minori, evitando lo spopolamento ed anzi cercando di attrarre nuovi residenti.
Non è stato il governo di turno o quello di Firenze a tagliare ma il silenzio di chi ha accettato senza ribellarsi o porre condizioni in ambito locale ad un piano sbagliato e ad una delibera monocratica in netto contrasto con quanto stabilito in sede istituzionale.
A Fivizzano vi è una situazione analoga per lo stesso reparto e per altre attività che riguardano la chirurgia. A Fivizzano si sono mossi amministratori, si è mossa la gente, Mugnai consigliere di Forza Italia ha fatto persino un’interrogazione al Consiglio Regionale, si è creato quel movimento e quell’interesse rispetto ad un tema reale come la salute.
Qui da noi prevalgono silenzio ed indifferenza, anzi dà fastidio quando qualcuno esprime un punto di vista, un’opinione, quando si toccano argomenti sensibili, si esprimono critiche o si va a turbare i programmi.
Forse si sta guardando troppo avanti e non ci si occupa più di quelle che saranno le conseguenze ed i destini di scelte sbagliate che avranno ricadute negative sui cittadini in un comprensorio che non è solo quello di casa nostra ma ben più vasto e importante.
Ed è così anche per altri settori della sanità ospedaliera per i servizi territoriali, quelli sociali e dei servizi al cittadino sui quali avremo occasione di porre all’attenzione della gente per ricostruire quella partecipazione, quella voglia di discutere, lottare che servono soprattutto in momenti oscuri come quelli attuali.
C’è chi mi dice che la mia è una reazione legata a motivi personali, chi ritiene che voglia avere visibilità, io ritengo più semplicemente che lo faccio e lo farò, con i compagni del mio partito e con chi condividerà questi obiettivi come prioritari, solo per dire la mia su questo e su altri temi, per esercitare il diritto di esprimere quello che penso. Mi dispiace ma prima restare fermi significa vivere in ginocchio ed io preferisco rischiare ma vivere e lottare in piedi cercando, per quello che posso, di cambiare e contrastare tutto quanto provoca diseguaglianza e ingiustizia.

Un Commento a “Ospedale e Sanità”

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