Il “lavoro di pubblica utilità” (detto anche “lavoro socialmente utile”) è una sanzione penale consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

La prestazione di lavoro, ai sensi del decreto ministeriale 26 marzo 2001, viene svolta a favore di persone malate, portatori di handicap, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari; può essere svolta anche nel settore della protezione civile, della tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato.

L’attività viene svolta presso gli Enti che hanno sottoscritto con il Ministro, o con i Presidenti dei Tribunali delegati, le convenzioni previste dal D.M. 26 marzo 2001 che ne disciplinano le modalità di svolgimento, nonché le modalità di raccordo con le autorità incaricate di svolgere le attività di verifica.

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