Libertà 2

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non è una persona libera come me e come noi. 

Lei deve sottostare al volere altrui e ubbidire agli ordini che Le vengono impartiti. 

Lei, prima di fare una qualsiasi cosa, deve attentamente valutare che il Sistema di cui fa parte glielo consenta, ovvero che quello che si appresta a fare non vada a lédere gli interessi del Suo Partito e/o degli illustri esponenti di esso. 

Seppure per le cose più piccole, seppure per cose palesemente utili (o addirittura indispensabili) alla Cittadina! 

Quand’anche volesse fare qualcosa di buono per la Collettività ma questo qualcosa non recasse un profitto ai suoi compagni d’avventura ovvero causasse loro un qualche danno, Lei non potrebbe farlo! 

Non Le sarebbe consentito! 

E se lo facesse, rischierebbe il “posto” e sarebbe costretto a tornare al lavoro, perdendo tutti i benefici di cui gode adesso! 

Nel Suo ruolo non è consentito ribellarsi, neppure per una giusta causa! 

Se una qualsiasi cosa ha portato un profitto al Suo partito, Lei non può neppure riconoscere un torto fatto a coloro che è chiamato ad amministrare! 

Non può aprire bocca neanche di fronte ad un’offesa, uno sfregio o un ricatto ai danni della nostra Cittadina!!! 

Se tutto questo è stato fatto dai suoi o ha portato loro un qualche vantaggio, Lei deve mestamente accovacciarsi nell’angolino di una stanza, con le mani di  fronte agli occhi… 

Figuriamoci, poi, se può denunciare un reato o un illecito perseguibili penalmente! 

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non sa cosa sia la Libertà, men che mai quella intellettuale. 

Lei non sa che non è il denaro ad arricchire una persona, tanto più se “guadagnato” come fa Lei e come fanno tutti coloro che si beffano degli interessi collettivi, puntando solo alle casse pubbliche. 

Senza fare nulla per la gente, senza fare null’altro che ricompensare il Partito che l’ha messa appositamente laddove si trova. 

Lei non sa che la vita ha un senso solo se vissuta con Dignità: nei propri e negli altrui confronti. 

Ma, per contro, sa bene qual’è il Suo vero valore. 

E’ forse per questo che ha accettato di essere la pedina di un Sistema di cui – sono certo – anche Lei ha la stessa mia opinione. 

Sig. Sindaco, in fondo La capisco. 

Lei non è una persona libera come me e come noi… 

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